George R.R. Martin fra serie televisiva e romanzi

Game of Thrones, la serie televisiva creata da David Benioff, D.B. Weiss e nella quale ha una parte molto importante anche Bryan Cogman, si sta allontanando sempre di più dai romanzi di Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Sotto accusa, in questo momento, è la trama di Sansa Stark con un episodio che non ho visto – sto guardando ora la quarta stagione perché non ho Sky e devo aspettare che vengano messi in vendita i DVD – ma di cui conosco più o meno lo svolgimento. Perché lo conosco? Perché non me ne importa nulla. Sono una fan dei romanzi e non della serie televisiva, che prendo sempre meno sul serio man mano che va avanti. Io sono una di quelle che dice “ma non è andata così!”. Perciò leggo articoli su Game of Thrones, e guardo video, più per gli articoli che intendo scrivere io che per altro.

Martin, che ha creato Le cronache del ghiaccio e del fuoco e che quindi vede i suoi figli cambiare davanti ai suoi occhi, che ha lavorato nella televisione e conosce i problemi dell’adattamento, e che incassa sostanziosi assegni da HBO che certo lo rendono felice, è ovviamente molto più coinvolto di me. Sommerso da mail dei lettori ha spiegato sul suo blog quale sia il suo punto di vista (ufficiale).

 

Quanti figli ha Rossella O’Hara? Tre, nel romanzo. Uno, nel film. Nessuno, nella vita reale: lei è un personaggio fittizio e non è mai esistita. Lo show è lo show, i libri sono i libri, due racconti diversi della stessa storia.

Ci sono state differenze fra i romanzi e la televisione fin dal primo episodio della prima stagione. E, per tutto questo tempo, io ho continuato a parlare dell’effetto farfalla. Piccoli cambiamenti portano a cambiamenti più grandi che portano a cambiamenti enormi. HBO ha superato le 40 ore nell’impossibile e impegnativa impresa di adattare i miei lunghi (estremamente) e complessi (eccessivamente) romanzi, con tutte le loro sfumature e sottotrame, le loro svolte e contraddizioni e narratori inaffidabili, cambi di punti di vista e ambiguità, e un cast di personaggi che si conta in centinaia.

Raramente c’è stata una serie televisiva altrettanto fedele alla sua fonte, nell’insieme (se ne dubitate parlate con i fan di Harry Dresden, o con i lettori dei romanzi incentrati su Sookie Stackhouse, o con i fan del fumetto originale Walking Dead)… ma più lo show va avanti, più grandi diventano le farfalle. E ora abbiamo raggiunto il punto in cui lo sbattere delle ali di una farfalla dà origine a delle tempeste.

Prosa e televisione hanno punti di forza diversi, debolezze diverse, richieste diverse.

David e Dan e Bryan e HBO stanno cercando di realizzare la migliore serie televisiva che possono.

E al di là di loro io sto cercando di scrivere i migliori romanzi che posso.

E sì, sempre più spesso sono diversi. Due strade che divergono nell’oscurità dei boschi, suppongo… ma tutti noi continuiamo a voler arrivare alla fine nel medesimo posto.

Nello stesso tempo, noi speriamo che sia i lettori che gli spettatori si divertano con il viaggio. O con i viaggi, come è il caso. A volte le farfalle crescono fino al punto di trasformarsi in draghi.

 

Il testo originale di Martin: http://grrm.livejournal.com/427713.html.

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