Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Il trono di spade e lo stupro

Ogni post-it indica una o più morti in The Song of Ice and Fire

Un’anonima lettrice di Le cronache del ghiaccio e del fuoco ha spiegato che anche se Sansa Stark non è uno dei suoi personaggi preferiti lei ama il modo in cui George R.R. Martin è riuscito a catturare i pensieri ingenui di una ragazzina. Certo, Sansa commette degli errori, come ne commettono tutti gli altri personaggi della saga. Del resto anche noi commettiamo errori. Eppure molti lettori non riescono a perdonarle il fatto di aver tradito Ned con la sua ingenuità. E per quanto paghi a caro prezzo i suoi errori molti lettori pensano che non abbia sofferto abbastanza. Lei è di tutt’altro avviso.

La Sansa di Il trono di spade non è la stessa Sansa di Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Molti elementi sono comuni, certo, ma le differenze sono davvero tante, e in alcuni casi molto importanti. La lettrice spiega che aveva molte aspettative sull’adattamento di una delle migliori opere narrative che abbia mai letto, realistica riguardo al periodo storico che l’ha ispirata ma con in più draghi, meta-lupi, Estranei e magia. La trama comprende intrighi politici notevoli, guerra e omicidi e un buon quantitativo di personaggi femminili forti e ben sviluppati le cui vicende mostrano la brutalità e le difficoltà incontrate dalle donne che spesso le storie di spada e magia evitano di toccare.

Sophie Turner/Sansa Stark

Le sue aspettative erano alte. Le mie pure, anche se man mano che (già nelle scorse stagioni) ho visto la trama perdersi pezzi e diventare sempre meno consistente ho perso interesse per l’adattamento. Io non ho ancora visto la quinta stagione, sono a metà della quarta. So però a grandi linee quello che avviene proprio perché non sto più prendendo sul serio la serie televisiva. Leggo, se e quando ne ho voglia, per scrivere articoli, non perché quella è la storia che amo. Quella non è la storia che amo, non lo è più da un pezzo, e io non ho alle spalle una storia drammatica come quella dell’anonima lettrice. Quella lettrice è vittima di uno stupro. Per questo è anonima, perché anche se sono passati dieci anni e ha deciso di condividere i suoi sentimenti riguardo a quanto visto in televisione lo stupro è qualcosa che la condiziona troppo pesantemente per consentirle di farsi avanti a volto scoperto.

Non vuole essere chiamata una sopravvissuta a uno stupro. È una vittima, quello che ha subito l’ha cambiata e non può essere cancellato. Era esuberante, frizzante, intelligente, curiosa, forte. Ora, nonostante la terapia, si sente un guscio vuoto, inutile, riservata, solitaria e spaventata. Quello che è rimasto dallo stupro non è più lei.

Legge fantasy per evadere dalla realtà, ma questo non significa che non sia interessata alla vita vera, o che voglia che personaggi come lei siano cancellati dalle storie. Una donna forte come Brienne al suo interno è molto fragile. Sansa, vittima di così tante sventure, impara a sopravvivere in un mondo pericoloso senza diventare a sua volta un mostro come coloro che la circondano. E Martin non cancella le difficoltà affrontate dalle donne, non nasconde il loro dolore, lo mostra mostrando anche compassione nei confronti delle vittime. E se un suo personaggio viene stuprato questo lo influenza profondamente. Non è qualcosa che possa essere superato con facilità, come sembrano credere David Benioff e D.B. Weiss.

Ho letto un articolo in cui Martin parla dei personaggi che gli spiace che siano spariti da Il trono di spade. Uno di loro è Jeyne Poole, ma su cosa significhi aver sostituito Jeyne con Sansa Martin non si è soffermato. Certo il citare il fatto che Jeyne è sparita indica che avrebbe voluto che la serie televisiva fosse più fedele ai romanzi, anche se proprio per evitare polemiche giusto all’indomani dell’episodio controverso aveva scritto sul suo blog che i romanzi sono i romanzi e la serie è la serie (https://librolandia.wordpress.com/2015/05/20/george-r-r-martin-fra-serie-televisiva-e-romanzi/). Uno degli altri personaggi che gli manca è Lady Stoneheart. Lady Stoneheart non è Catelyn, e questo va ricordato. Del lord Beric esuberante ammirato da Sansa e Jeyne nel primo romanzo non è rimasto più nulla quando Arya lo incontra nel terzo. Ucciso… quante volte? sei? non ricorda più nulla della sua promessa sposa, solo il dovere di proteggere il regno. La missione che gli è stata affidata da Ned e che gli è costata la vita. Più volte.

Catelyn è morta una volta sola, ma per Martin questo è qualcosa che l’ha cambiata profondamente. Siamo in un fantasy quindi con le giuste premesse possiamo accettare che qualcuno torni dalla morte, ma un’esperienza di questo tipo non lascia il personaggio senza cambiarlo. Le parole di Martin le trovate qui: http://www.ew.com/article/2015/05/31/game-thrones-lady-stoneheart.

Uno stupro, almeno nel nostro mondo, è meno definitivo della morte, nel senso che se una persona muore poi non può più fare nulla, mentre una persona stuprata non può smettere di essere stuprata ma può ancora fare molte cose nella sua vita. Se trova la forza per farle.

E proprio qui sta il problema: Jeyne non aveva scelta. Sansa sì. E porla in quelle condizioni, farle accettare volontariamente uno stupro pensando di far crescere il personaggio significa non aver capito nulla di cosa uno stupro significhi per chi ne è vittima. Sì, nei romanzi di Martin ci sono un bel po’ di stupri. Martin ne ha parlato in un’altra intervista – o forse è sempre la stessa che James Hibbard di Entertainment Weelky sta proponendo a puntate: http://www.ew.com/article/2015/06/03/george-rr-martin-thrones-violence-women. Ma le sue vittime vengono cambiate dal trauma che subiscono, e nessuna di loro lo accetta con leggerezza. Nessuna di loro ha un’altra scelta. Non solo. Jeyne è e rimane una vittima, come molte sono le vittime nella nostra realtà. Cancellarla, sostituirla con qualcuno che certamente troverà modo di fare qualcosa (altrimenti il personaggio diventerebbe poco interessante per gli spettatori, e questo è qualcosa che Benioff e Weiss non possono permettersi) significa negare che esistano vittime che rimangono tali, e che non riescono a reagire a ciò che viene fatto loro. Significa farle diventare vittime una volta di più.

Voi sapete che in diverse occasioni ho toccato l’argomento. Pochi commenti ogni volta, perché di cose da dire ce ne sarebbero davvero tante. Mi sa che ora siamo arrivati al dunque. Ho iniziato per FantasyMagazine un approfondimento – forse due – sullo stupro nella narrativa fantasy e sulla realtà dello stupro. Non so quando finirò di scrivere, mi sa che ne avrò per un po’. Intanto vi lascio alla toccante lettera di una ragazza che si identifica con Jeyne Poole e che vuole che tutti sappiano che alcune cose non vanno trattate con leggerezza, come se fossero solo un cambio d’abiti, perché cambiano davvero la vita di una persona: http://angrygotfan.com/2015/05/21/a-rape-victim-speaks-out-on-the-sansa-scene/.

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