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Buongiorno,
Sono Egregio Sconosciuto e sono uno scrittore di romanzi fantasy. È da poco uscito il mio secondo libro dal titolo “Nuovo Romanzo”. Mi piacerebbe, se fosse possibile, ricevere una recensione da parte di un vostro collaboratore.

È altresì possibile fare pubblicità sul vostro magazine?

Inoltre mi piacerebbe presentare il libro a qualche concorso. Mi potreste aiutare? Mi potreste suggerire qualche evento, inviando magari un link?

Vi invio in allegato i file della cover del libro, biografia e altro, per presentarmi come auture.

Vi ringrazio fin da ora, per il vostro aiuto.

Saluti

Egregio Sconosciuto

Questo il testo di una mail ricevuta da FantasyMagazine. Ho sostituito il nome dell’autore con Egregio Sconosciuto e il titolo del libro con Nuovo Romanzo per una questione di privacy, non intendo né prendere l’autore della mail né ricevere denunce per aver divulgato un testo confidenziale. Non ho idea di quanto spesso mail di questo tipo arrivino in redazione, non sono io a controllare la posta e spesso cancello senza neppure aprirle le mail relative a soggetti per possibili articoli perché non ho il tempo necessario a scrivere l’articolo in questione. Questa, evidentemente, l’ho aperta e il contenuto mi ha colpita. Non per l’invito a leggere il libro – fra l’altro anni fa nella pagina “About” ho scritto “non ho intenzione di leggere nessun libro su richiesta di chi l’ha scritto”, affermazione secca che vuole stroncare qualsiasi tentativo di autopromozione della propria opera da parte di chiunque, indipendentemente dalla sua identità – e nemmeno per quel refuso. Quando ci si presenta come autore bisognerebbe cercare di evitare i refusi, ma so con quanta facilità possano scappare. È scappata anche un virgola, ma lasciamo stare.

Vediamo il testo.

sono uno scrittore di romanzi fantasy

non è un po’ eccessivo? Io non sono una fan di Terry Brooks, anche se a livello professionale ha tutto il mio rispetto, e in A volte la magia funziona ha scritto:

avevo fatto un patto con me stesso: non mi sarei considerato un vero scrittore finché non avessi avuto in libreria le ristampe di almeno tre libri. Quando glie ne parlai, Lester corresse il patto aggiungendo una clausola: avrei dovuto avere in banca almeno un anno di stipendio. (pag. 53)

Lester, per la cronaca, è Lester del Rey, editor di Brooks e di un bel po’ di altri importantissimi autori fantasy. Brooks parla di ristampe, non di prime edizioni, quindi di libri che devono durare nel tempo e non sparire in un attimo, e non è autopubblicato come Egregio Sconosciuto, eppure quest’ultimo riesce, alla seconda opera (con la prima non più reperibile) a definirsi autore. Forse ha un’idea esagerata di sè, e non è certamente l’unico visto che nella libreria in cui lavoro sono venute persone a chiedermi se avevamo libri dell’autrice XY (in questo caso non ricordo il nome, ma se anche mi fosse rimasto in mente lo avrei censurato), e quando ho controllato ho scoperto che aveva autopubblicato un paio di testi. No, loro non sono autori, come non lo sono io, che comunque non mi sono autopubblicata né per Il Fantastico nella Letterature per ragazzi né per Hobbitologia. Però credo che collaborare a due saggi sia un po’ poco per definirsi autori, anche se i miei testi hanno superato il vaglio della curatrice dell’antologia e quello del direttore della casa editrice.

Va bene, abbiamo standard diversi per considerarci autori. Andiamo avanti.

Mi piacerebbe, se fosse possibile, ricevere una recensione da parte di un vostro collaboratore.

Io non mi sento chiamata in causa, come detto non intendo leggere nulla su richiesta (troppe cose che vorrei leggere, troppo poco tempo), ma magari qualcun altro non la pensa come me. Le note dolenti iniziano dopo.

È altresì possibile fare pubblicità sul vostro magazine?

La pubblicità si paga. Noi possiamo decidere di pubblicare una notizia che segnala la pubblicazione del libro, ed essendo una notizia può dare più o meno informazioni a seconda di quante riusciamo a reperirne, o anche da quanto tempo abbiamo a disposizione per reperire informazioni. Siamo noi però a decidere di cosa parlare, sia per un discorso di interesse nostro che per un discorso di tempo. Ho scritto non so quante notizie, anche segnalazioni di libri, su argomenti che non mi interessavano ma che erano in linea con il giornale (cioè erano di fantasy) e che pensavo potessero essere interessanti per i nostri lettori. Sui libri abbiamo messo un limite. Non parliamo degli autopubblicati. Il motivo è semplice: sono così tanti, e così difficili da monitorare, che non riusciremmo a stargli dietro. Potremmo fare un’eccezione se ritenessimo un’opera particolarmente valida, ma per ritenerla valida dovremmo leggerla, e questo, come detto, non intendo farlo.

Per dire, ho segnalato sul mio blog – proprio perché è il mio blog e faccio quel che mi pare – che Gabriele Branca ha pubblicato La compagnia dell’ariete. È un autopubblicato, ma io conosco Gabriele, so che è una persona seria (e colta) e gli ho dato un minimo aiuto. Non l’ho segnalato su FantasyMagazine perché non rientra negli standard della testata. Su FantasyMagazine potrei recensirlo, se mai decidessi di leggerlo e lo trovassi valido, altrimenti no.

Tutto questo per dire che non scriverò una notizia per segnalare la pubblicazione di un romanzo da parte di Egregio Sconosciuto. Se vuole finire nelle nostre pagine deve o convincere un redattore a leggerlo (e sperare che a quel redattore il libro piaccia) e a recensirlo, o pagare per una pubblicità, che ovviamente sarebbe chiaramente riconoscibile come pubblicità. L’unica altra strada è convincere un editore non a pagamento a pubblicarlo, in modo che il libro entri nel normale circuito delle nostre notizie.

Inoltre mi piacerebbe presentare il libro a qualche concorso. Mi potreste aiutare? Mi potreste suggerire qualche evento, inviando magari un link?

Torniamo al discorso di prima: è disposto a pagare perché noi gli facciamo da ufficio stampa? Siamo una rivista, non un ente benefico per i poveri scrittori in difficoltà. Ciascuno deve cercarsi da solo i concorsi, o pagare qualcuno perché faccia il lavoro al posto suo. Noi stessi segnaliamo diversi concorsi, ma se dovessimo mandare a tutti gli autori i relativi link passeremmo il nostro tempo ad aiutare gli autori stessi e non scriveremmo più nulla. Tutto l’aiuto che possiamo dare è l’invito a leggere le nostre pagine, pubblichiamo tutte le notizie che riceviamo sui concorsi perciò agli autori interessati basta leggerci.

Vi invio in allegato i file della cover del libro, biografia e altro, per presentarmi come auture.

Non voglio nemmeno sapere cosa sia altro, i file non li ho aperti. Però un autore dovrebbe essere un po’ più specifico su questo altro, con la sua scelta di termini certo non mi invoglia a dedicare altro tempo alla sua mail e ai relativi allegati. Grazie per i ringraziamenti, ma la strada per farti conoscere è ancora lunga e irta di difficoltà.

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Harry Potter: un viaggio nella storia della magia

La British Library è la biblioteca nazionale della Gran Bretagna e quella che, a livello mondiale, conserva il maggior numero di opere. Si tratta di circa 14 milioni di libri in numerose lingue – in questo è preceduta solo dalla Librery of Congress degli Stati Uniti, e oltre 150 milioni di oggetti provenienti da tutto il mondo. Nel 2017, per festeggiare il 20° anniversario della pubblicazione di Harry Potter and the Philosopher’s Stone di J.K. Rowling la biblioteca ha realizzato una mostra ispirata alla magia che anima i libri.

È nata così Harry Potter. Un viaggio nella storia della magia, esposizione che comprendeva oggetti magici del nostro mondo come specchi da strega o carte per la divinazione, antichi attrezzi in corno per la cura del giardino e astrolabi, e naturalmente una gran quantità di libri. Manoscritti antichi che mostrano le convinzioni magiche del passato, miniature, ma anche pagine autografe di J.K. Rowling con versioni non definitive di alcune scene dei romanzi, numerosi disegni della stessa autrice e alcune delle illustrazioni realizzate da Jim Kay per le ultime edizioni dei romanzi o da Olivia Lomenech Gill per l’edizione del 2017 di Fantastic Beasts and Where to Find Them.

Il catalogo, arrivato da poco anche in Italia, ripropone numerose illustrazioni in una stampa di buona qualità. Un peccato però che non sia stata aggiunta una traduzione delle pagine autografe di J.K. Rowling: vedere, in alcuni casi, la presenza di numerose correzioni può dare un’idea del fatto che la scrittura non è un percorso lineare e che i cambi di idea sono piuttosto frequenti, ma chi non conosce l’inglese perde la possibilità di capire quali tipi di cambiamenti abbia operato l’autrice. D’altra parte vedere almeno in parte quanto sia ricco l’immaginario umano da cui Rowling ha abbondantemente attinto per creare il suo mondo è affascinante. Se il testo è rivolto principalmente a lettori giovani, anche gli adulti possono trovare informazioni che non conoscevano, perché anche il mondo in cui viviamo è intriso di magia.

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Classifiche: 17 giugno 2018

1 Andrea Camilleri, Il metodo Catalanotti, Sellerio;

2 Philip Roth, Pastorale americana, Einaudi;

3 AAVV, The passenger. Islanda. Per esploratori del mondo, Iperborea;

4 Joël Dicker, La scomparsa di Stephanie Mailer, La nave di Teseo;

5 Gail Honeyman, Eleanor Oliphant sta benissimo, Garzanti;

6 Philip Roth, Lamento di Portnoy, Einaudi;

7 Paolo Giordano, Divorare il cielo, Einaudi;

8 Matteo Bussola, La vita fino a te, Einaudi;

9 Lucinda Riley, La lettera d’amore, Giunti;

10 Daniele Di Benedetti, Ricordati di sorridere, Mondadori;

11 Pietro Ratto, I Rotschild e gli altri, Arianna editrice;

12 Me contro Te, Divertiti con Luì e Sofì, Mondadori Electa;

13 Bill Clinton e James Patterson, Il presidente è scomparso, Longanesi;

14 Clive Cussler e Russell Blake, La leggenda dell’atzeco, Longanesi;

15 Glenn Cooper, I figli di Dio, Nord;

16 Elizabeth George, Punizione, Longanesi;

17 Philip Roth, La macchia umana, Einaudi;

18 Virginia Woolf, Gita al faro, Einaudi;

19 Antonio Manzini, L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone, Sellerio;

20 Marco Balzano, Resto qui, Einaudi.

 

Meno di due anni dopo aver sospeso la pubblicazione delle classifiche di vendita del sito ibs.it riprendo a proporvele. Avevo sospeso la classifica, “fino a data da destinarsi”, come avevo scritto, perché ibs aveva cambiato l’impostazione grafica optando per una più scomoda per me. Non che ora la grafica di ibs mi piaccia, anche se dei miglioramenti sono stati fatti, però mi sono resa conto che la compilazione delle classifiche mi aiutava a tenere maggiormente sotto controllo il mercato editoriale, e la realizzazione di un archivio mi permetteva di tornarci su anche in seguito. Riprendo quindi per motivi miei, e del resto non è vero che tutto il blog è fatto a seconda dei miei interessi e delle mie lune?

Al primo posto ritroviamo Camilleri, e Camilleri dominava anche l’ultima classifica che avevo pubblicato, nell’ottobre 2016, anche se con un altro titolo. Secondo, sesto e diciassettesimo è Philip Roth, il morto ha sempre un certo richiamo sul pubblico. Al tredicesimo posto troviamo un romanzo firmato, come co-autore, da un ex presidente degli Stati Uniti. Se in passato un attore ha potuto diventare presidente, perché un presidente non potrebbe riciclarsi come scrittore? E poi c’è di peggio, pensiamo a chi è presidente ora… Quindicesimo Glenn Cooper con un romanzo che sarà pubblicato solo giovedì 18, ricordo che ibs calcola anche le prenotazioni e quindi di tanto in tanto nella sua classifica compaiono anche libri che ancora non sono stati pubblicati. La classifica è dominata da Einaudi, con 7 titoli su 20, poco più di un terzo (per la cronaca anche il 21° e il 22° posto sono occupati da un libro Einaudi, rispettivamente le Lettere dalla prigionia di Aldo Moro e L’estate fredda di Gianrico Carofiglio), quindi il dominio è netto. Al ventesimo posto il vincitore del prossimo premio Strega, Marco Balzano. Come faccio a dire che vincerà lui, se il vincitore verrà proclamato solo il 5 luglio? Tre dei suoi avversari sono donne, Helena Janeczek (La ragazza con la Leica, Guanda), Sandra Petrignani (La corsara. Ritratto di Natalia Ginzurg, Neri Pozza) e Lia Levi (Questa sera è già domani, E/O), solo uno è un uomo, Carlo D’Amicis (Il gioco, Mondadori). I giornali si sono affrettati a sottolineare la forte presenza femminile, ma visto che la tendenza nella letteratura è premiare gli uomini e non le donne, possiamo quasi ignorare le tre autrici, indipendentemente dalla loro bravura. Non mi credete? Leggete quest’articolo, risale a quasi due anni fa ma i numeri sono interessanti: https://www.illibraio.it/maschilismo-letteratura-uomini-397254/ (aggiornamento: Nobel, 1 uomo; Goncourt, 1 uomo e 1 donna; Booker Prize, 1 uomo; Strega, 1 uomo; Pulitzer per la narrativa, 2 uomini). E poi, La ragazza con la Leica ha già vinto il Bagutta, Questa sera è già domani il Premio Strega Giovani, mica vorranno vincere tutto loro? Anche se in Italia esistono solo due premi letterari capaci di spostare davvero le vendite di un libro, il Nobel e lo Strega. Altra considerazione: dal 2002 in poi hanno vinto 6 volte autori Mondadori (Margaret Mazzantini, Ugo Riccarelli, Niccolò Ammaniti, Paolo Giordano, Antonio Pennacchi e Alessandro Piperno), 3 volte autori Rizzoli – non per nulla per anni il più importante concorrente di Mondadori, ora entrato nel gruppo Mondadori (Melania Mazzucco, Walter Siti, Edoardo Albinati), 1 volta un autore Feltrinelli (Maurizio Maggiani, la giuria si sarà sbagliata…), 2 volte autori Bompiani – fino a qualche tempo fa parte del gruppo Rizzoli, scorporato dal resto per volere dell’antitrust (Sandro Veronesi, Edoardo Nesi) e 4 volte autori Einaudi – che fa parte del gruppo Mondadori (Tiziano Scarpa, Francesco Piccolo, Nicola Lagioia, Paolo Cognetti). Insomma, nelle ultime sedici edizioni quindici vittorie sono andate a un autore Mondadori (+ Einaudi) o Rizzoli (+ Bompiani), una volta a un autore di un’altra casa editrice. Con queste premesse come si può pensare che possano vincere autrici che hanno avuto la pessima idea di pubblicare con Guanda, Neri Pozza o E/O? Potrei sbagliarmi, non faccio parte della giuria e non ho avuto soffiate, ma visti i precedenti se il successo non andasse a Balzano ne sarei molto sorpresa.

Gli autori di genere fantastico presenti nella top 100:

78) Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori;

79) George Orwell, 1984, Mondadori;

90) J.K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani;

94) Murakami Haruki, Kafka sulla spiaggia, Einaudi.

 

Come in ogni periodo di vacanza Bradbury e Orwell compaiono in classifica, aiutati dal fatto che vengono spesso assegnati come letture dai professori. Il primo romanzo di Harry Potter continua a ricordare quanto sia amata la saga di Rowling, anche se al momento non intendo guardare le classifiche dei bambini e quindi non ritroveremo l’opera nelle classifiche di genere. Non ho mai letto Murakami, ma visto che questo romanzo ha vinto un World Fantasy Award mi sento giustificata se lo considero un fantasy. La classifica di fantasy e fantascienza:

1) Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori;

2) Christelle Dabos, Fidanzati dell’inverno. L’attraversaspecchi. Vol. 1, E/O;

3) Aldous Huxley, Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo, Mondadori;

4) Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, Ponte alle Grazie;

5) Dino Buzzati, La boutique del mistero, Mondadori;

6) J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, Bompiani;

7) Isaac Asimov, Io, robot, Mondadori;

8) Jules Verne, Viaggio al centro della terra, Einaudi;

9) Michael Crichton, Il mondo perduto, Garzanti;

10) AAVV, Viaggi nel tempo, Einaudi;

11) AAVV, Viaggi nello spazio, Einaudi;

12) Michael Crichton, Jurassic park, Garzanti;

13) George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Vol 4. Oscar draghi, Mondadori;

14) Isaac Asimov, Ciclo delle Fondazioni, Mondadori;

15) Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo, Mondadori;

16) Veronica Roth, Il destino divide. Carve the Mark. Vol. 2, Mondadori;

17) Jeff VanderMeer, Trilogia dell’Area X, Einaudi;

18) Michael Ende, Momo, Longanesi;

19) J.R.R. Tolkien, Beren e Lúthien, Bompiani;

20) Tracy Banghart, Iron Flowers, De Agostini;

21) Naomi Alderman, Ragazze elettriche, Nottetempo;

22) George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Vol 3. Oscar draghi, Mondadori;

23) William Gibson, Neuromante, Mondadori;

24) Cixin Liu, Il problema dei tre corpi, Mondadori;

25) Michael Crichton, Jurassic park, Garzanti;

26) Philip K. Dick, Ubik, Fanucci;

27) Morgan Rhodes, La tempesta di cristallo. La saga dei tre regni, Nord;

28) Michael Ende, La storia infinita, Tea;

29) Kestin Gier, L’ultimo segreto. Silver, Corbaccio;

30) Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, Il ragazzo invisibile, Salani.

Alcune rapide note: Io, robot è esaurito, chissà quando Mondadori si degnerà di ristamparlo; Viaggi nello spazio sarà pubblicato il 19 giugno, Il destino divide il 26 giugno; Jurassic park compare due volte: non è un errore, può capitare che lo stesso titolo compaia in classifica in più edizioni diverse.

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Steven Erikson, R.A. Salvatore, Brandon Sanderson e la casa editrice Armenia

Questo mese su FantasyMagazine ho dedicato ben due articoli a romanzi di R.A. Salvatore pubblicati dalla casa editrice Armenia. Il primo riguardava una novità assoluta dal titolo impronunciabile, Gauntlgrym, il secondo la ristampa della vecchia Trilogia degli elfi scuri. Riprendo parte degli articoli. Questo è il primo:

Sei anni dopo la pubblicazione di Il re degli spettri, volume conclusivo della trilogia Transizioni, la casa editrice Armenia torna a pubblicare un romanzo inedito di R.A. Salvatore. Si tratta di Gauntlgrym, primo romanzo della tetralogia Neverwinter.

Trent’anni fa, con il suo romanzo d’esordio, Le lande di ghiaccio, lo scrittore americano aveva dato vita all’elfo scuro Drizzt Do’Urden, ultimo membro del casato dei Daermon N’a’shezbaernon, e tra i personaggi più famosi e longevi del fantasy contemporaneo. Le sue vicende sono ambientate nei Forgotten Realms, universo immaginario ideato per il gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

Gauntlgrym, ventitreesimo romanzo delle leggende di Drizzt, si svolge oltre vent’anni dopo gli eventi raccontati in Il re degli spettri. e conduce il lettore in una “terra di magia e intrighi, di brutale violenza e divina pietà, dove gli dei sono ascesi e morti, e grandi eroi si sono levati a combattere mostri terrificanti.”

Parallelamente alla pubblicazione degli inediti Armenia ha iniziato la ripubblicazione dell’intero ciclo, con i vecchi romanzi proposti ai nuovi lettori in in edizione riveduta e con nuovi titoli. I primi sono Il buio profondoL’esilio e Il Mondo di Sopra, già pubblicati come Il dilemma di DrizztLa fuga di Drizzt e L’esilio di Drizzt.

Non ho mai neppure provato a leggere un romanzo di Salvatore. Ho in casa L’Antico, ricevuto in regalo all’epoca della sua pubblicazione (2010), messo sullo scaffale con l’intenzione di leggerlo quando ne avessi trovato il tempo, e toccato solo in un paio di occasioni quando mi sono trovata a cambiarlo di posto nel corso di una riorganizzazione della libreria. Il problema principale è che io so che Salvatore scrive in un’ambientazione non creata da lui e nata da un gioco di ruolo.

Alla fine degli anni ’80 avevo letto I draghi del crepuscolo d’autunno, I draghi della notte d’inverno e I draghi dell’alba di primavera di Margaret Weis e Tracy Hickman, e anche se ho apprezzato alcune trovate – non ricordo più nulla al di là dell’impressione generale, è trascorso troppo tempo – e mi sono divertita con la trama, ho odiato lo stile. Non basta avere tanta fantasia, essere pieni d’idee, se le capacità di scrittura sono limitate. Questa, almeno, è stata la mia impressione, anche se so che i romanzi di Weis e Hickman sono apprezzati da un bel po’ di persone. All’inizio di questo millennio ho provato a leggere un’altra opera, credo L’ala del drago, il primo del Ciclo di Death Gate – ho scelto deliberatamente un’opera che non faceva parte del mondo di Dragonlance – e dopo poche pagine ho posato il libro perché non mi piaceva lo stile dei due autori. Con un precedente di questo tipo, ho quasi sempre girato al largo da tutti i romanzi nati da un gioco di ruolo.

La saga di Geralt di Rivia di Andrzej Sapkowski non è un’eccezione, anche se in Italia è arrivato prima il videogioco The Witcher sono le opere di Sapkowski ad aver fornito la base per creare il videogioco, non il contrario. L’eccezione è la serie Wild Cards curata da George R.R. Martin, che non potevo ignorare proprio per la presenza di Martin.La serie mi è piaciuta – per lo meno i primi sette volumi – ma ci sono due ma. Le storie si discostano abbastanza dall’effettivo svolgimento del gioco di cui Martin era Game Master, e a scriverle sono stati giocatori (e non giocatori) che erano anche scrittori, cioè gente che scriveva al di là di Wild Cards. Le loro capacità sono maggiori, e Martin si è rivelato un editor notevole.

Magari sbaglio a non leggere Salvatore, e magari prima o poi farò un tentativo con i suoi romanzi, per ora non l’ho fatto. Però su di lui ho scritto un secondo articolo:

Gauntlgrym, ambientato vent’anni dopo Il re degli spettri, è appena giunto in libreria narrando nuove avventure di un personaggio amatissimo dai lettori. Contemporaneamente a questo romanzo Armenia ha pubblicato Il buio profondoL’esilio e Il Mondo di Sopra, edizione rivista di romanzi fino a ora noti come Il dilemma di DrizztLa fuga di Drizzt e L’esilio di Drizzt. Il piano editoriale prevede la pubblicazione degli inediti a partire da NeverwinterCharon’s Claw e The Last Threshold, che completano la tetralogia Neverwinter(ma è già stata annunciata l’intenzione di pubblicare anche le successive trilogie Companion Codex e Homecoming) e la riproposta dei vecchi romanzi in edizione revisionata:

1. Il Buio Profondo

2. L’Esilio

3. Il Mondo di Sopra

4. La Reliquia di Cristallo*

5. Fiumi d’Argento*

6. La Gemma dell’Halfling*

7. L’Eredità*

8. Notte senza Stelle*

9. L’Assedio delle Ombre*

10. L’Alba degli Eroi*

11. La Lama Silente*

12. La Spina Dorsale del Mondo*

13. Il Mare delle Spade*

14. Il Servitore della Reliquia*

15. La Promessa del Re Stregone*

16. La Strada del Patriarca*

17. L’Orda degli Orchi*

18. Il Cacciatore Solitario*

19. Le Due Spade*

20. Il Re degli Orchi*

21. Il Re dei Pirati*

22. Il Re degli Spettri*

Neverwinter

23. Gauntlgrym

24. Neverwinter*

25. Charon’s Claw*

26. The Last Threshold*

Companion Codex

27. Night of the Hunter*

28. Rise of the King*

29. Vengeance of the Iron Dwarf*

Homecoming

30. Archmage*

31. Maestro*

32. Hero*

* Di prossima pubblicazione In corsivo, i titoli provvisori.

L’articolo era completato dal link a un articolo in cui anni fa avevo messo in ordine le varie serie ambientate nei Forgotten Realms pubblicata in Italia: http://www.fantasymagazine.it/11954/ed-greenwood-ra-salvatore-e-gli-altri-forgotten-realms. Il motivo per cui mi sono presa il disturbo di dedicare tanto tempo a un autore che non conosco, quando molti altri romanzi anche inediti li segnalo limitandomi a un copia e incolla della sinossi e della biografia dell’autore (in questo caso mi firmo con un generico “Redazione”) è perché sono molto interessata a quel che sta facendo Armenia. Tornando a quest’ultimo articolo ho iniziato scrivendo

Nel 2013 la casa editrice aveva attraversato un periodo di grossa crisi che avrebbe potuto decretarne la scomparsa. L’acquisto da parte del gruppo Il Castello ha risolto le difficoltà, consentendo ad Armenia di tornare sul mercato in modo graduale con proposte interessanti.

Il primo autore a beneficiare delle nuove condizioni è stato Steven Erikson, il cui Libro Malazan dei caduti era stato pubblicato fino alla prima metà dell’ottavo romanzo, I segugi dell’ombra. Fra il 2015 e il 2016 ci sono stati la ripubblicazione in versione integrale di tutti i romanzi pubblicati in precedenza e il completamento della saga con la traduzione degli inediti e la prima pubblicazione dei romanzi anche in formato digitale, nel 2018 è iniziata una revisione della traduzione dell’opera.

Del Libro Malazan dei caduti di Steven Erikson, come molti di voi ben sanno, ho letto i primi due romanzi, mi sono annoiata e ho abbandonato la lettura della saga. Ma, visto che so di non essere il centro del mondo, provo a interessarmi anche alle opere lette da altri, e guardo l’andamento del mercato editoriale e il comportamento degli editori.

Non sapevo nulla della revisione della saga di Erikson fino a quando non me ne ha parlato la persona che se ne stava occupando, e ovviamente quando lui mi ha spiegato cosa stesse facendo io gli ho chiesto un articolo per FantasyMagazine. Avviso: se avete voglia di scrivere di fantasy e conoscete l’argomento di cui volete parlare (o fate delle ricerche serie) il vostro contributo è ben accetto. Se lo stile non è proprio fluido ci si può lavorare, contano la voglia di scrivere e la serietà. Paolo Pegoraro ha realizzato un articolo molto interessante: http://www.fantasymagazine.it/28313/giocare-con-le-ossa-su-steven-erikson-e-sulla-traduzione. Interessante l’articolo, importante il lavoro che sta facendo, significativo il fatto che l’editore si stia impegnando seriamente con un’opera fantasy evidentemente ritenuta importante.

Proprio parlando di Armenia avevo segnalato l’arrivo di un inedito con una raccolta di due romanzi di Michael J. Sullivan:

Nel 2016 è iniziata la pubblicazione dei romanzi incentrati sul Doctor Who, in precedenza pubblicati da Asengard, editore che aveva affrontato gli stessi problemi di Armenia qualche tempo prima.

Lo scorso anno con Ladri di spade di Michael J. Sullivan Armenia ha ricominciato a portare in Italia nuovi autori. La pubblicazione dell’opera di Sullivan è proseguita questa primavera con Sorge un impero.

Naturalmente su FantasyMagazine ho inserito il link al vecchio articolo che avevo scritto per la testata poco più di un anno fa, ma qui preferisco inserire il link al blog perché do uno sguardo anche a qualche altro autore autopubblicato: https://librolandia.wordpress.com/2017/05/15/michael-j-sullivan-e-i-romanzi-autopubblicati/. Da qui faccio link a FanfasyMagazine, da FantasyMagazine, che è una testata registrata, non inserisco link al blog, anche se sono sempre io a scrivere. Ladri di spade mi è piaciuto, infatti l’ho recensito positivamente (http://www.fantasymagazine.it/27438/ladri-di-spade), Sorge un impero verrà in vacanza con me. L’ho già comprato, anche se per ora lo sto ignorando. L’ultima novità che segnalavo riguarda Brandon Sanderson:

In un futuro non troppo lontano l’editore pubblicherà opere inedite di Brandon Sanderson, autore che ha recentemente abbandonato Fanucci per passare ad altri editori. Secondo l’agente dei diritti esteri di Sanderson Armenia pubblicherà Skyward, una serie young adult il cui primo romanzo è previsto in inglese per il 6 novembre 2018.

Non solo la pubblicazione di Sanderson mi è stata confermata dall’ufficio stampa di Armenia, ma sulla sua pagina Facebook Armenia ha inserito il link al mio articolo in cui segnalavo la pubblicazione di Skywardhttp://www.fantasymagazine.it/28784/brandon-sanderson-cambia-editore-italiano.

Un ultimo sguardo sul sito Armenia, dato subito prima di mettermi a scrivere, mi ha consentito di scoprire fra i titoli di prossima pubblicazione due opere di Matt Forbeckhttps://www.armenia.it/catalogo.php?cl=30208003. Di Forbeck nel 210 Multiplayer aveva pubblicato Guild Wars. I fantasmi di Ascalon. L’autore è noto, oltre che come scrittore, come game designer, e le sinossi dei due libri che arriveranno in Italia non sono, dal mio punto di vista, particolarmente affascinanti. Si tratta di Fuga dal buio profondo

Ti svegli in una cella sotterranea, spogliato dalla tua armatura e della tua spada. I tuoi compagni di prigionia ti informano che sei intrappolato nel Buio Profondo, e che ben presto sarai condotto a Menzoberranzan, la grande città dei drow e venduto come schiavo! Ma si dice che i demoni si stiano agitando nel ventre del mondo sotterraneo e forse puoi sfruttare la situazione per liberarti.

e di Nella giungla

Gli Harpers hanno perso uno di loro, un avventuriero leggendario di nome Artus Cimber, custode del manufatto conosciuto come l’Anello dell’Inverno. Ti hanno ingaggiato per viaggiare nella terra ricoperta dalla giungla di Chult e trovarlo. Solo tu puoi farcela prima dei Giganti del gelo che lo cercano o degli zombi che infestano la terra….

A un primo sguardo è più facile che io legga un romanzo di Salvatore che uno di questi due libri (fra l’altro… ho mai detto che l’unica volta che ho provato a giocare con un libro game mi sono annoiata?), ma il fatto che Armenia vada avanti con le pubblicazioni e proponga inediti è importante. Non tutti i suoi libri sono legati a giochi di vario tipo, basta guardare Erikson (chi glie l’ha fatto fare di revisionare la saga? Non erano mica obbligati a spenderci altri soldi), Sullivan e Sanderson. Nella seconda metà degli anni ’90 Nord, che era l’editore di cui compravo più libri, ha iniziato a perdere colpi, e pian piano i miei acquisti si sono spostati su Fanucci. Ora è Fanucci che mi fa sorgere seri dubbi, per fortuna Armenia (e Mondadori, di cui parlerò in un’altra occasione) sembra che intendano farsi avanti e continuare a stampare opere affascinanti. Speriamo che le buone intenzioni si concretizzino e portino a ulteriori interessanti sviluppi.

Pubblicato in Brandon Sanderson, freschi di stampa, prossimamente in libreria | Contrassegnato , , , | 8 commenti

Novità di giugno 2018 – seconda parte

 

M.T. Anderson, Paesaggio con mano invisibile, Rizzoli, 16,00 €

La sinossi:

Ci sono sistemi ben più sottili ed efficaci della forza per piegare un popolo alla schiavitù. Lo sanno bene i vuvv, che al loro atterraggio non hanno spianato sui terrestri fucili e cannoni, anzi, hanno distribuito gratuitamente meraviglie: farmaci che tutto curano, fonti di energia inesauribili, cibi perfetti che in un batter di ciglia debellano la fame nel mondo. Prodotti rivoluzionari e irresistibili, insomma… di cui loro possiedono il monopolio, e di cui, ovviamente, si precipitano a fissare il prezzo. I vuvv non sono soldati, insomma, ma affaristi, e il loro arrivo stravolge l’economia, brucia milioni di posti di lavoro, mette la Terra in ginocchio. Ad Adam, 17 anni, non resta che inventarsi un lavoro, qualsiasi cosa pur di portare a casa quello stipendio che i genitori non riescono più a racimolare. La soluzione più felice mette insieme piacere e dovere, perché i vuvv mostrano una sciocca ossessione per il mondo patinato del passato, e così Adam e la sua ragazza Chloe iniziano a registrare i loro appuntamenti in posticcio stile anni Cinquanta per poi rivenderli agli invasori su un canale pay-per-view. Tutto funziona a meraviglia, fino a quando nell’idillio d’amore si spalancano crepe sempre più profonde, e Adam si ritrova costretto a chiedersi a quanto è disposto a rinunciare di se stesso pur di accontentare i vuvv. Età di lettura: da 13 anni.

La recensione di Emanuele Manco per FantasyMagazinehttp://www.fantasymagazine.it/28841/paesaggio-con-mano-invisibile.

 

 

Chris Colfer, L’odissea di un autore. La terra delle storie. Vol. 5, Rizzoli, 12,50 €

Edizione economica. La sinossi:

L’Uomo Mascherato ha radunato il terribile Esercito Letterario per conquistare la Terra delle Storie. Al suo fianco ci sono la Malvagia Strega dell’Ovest, la Regina di Cuori e Capitan Uncino. Alex e Conner non hanno i mezzi per sconfiggerli, ma si rendono conto di avere a disposizione un’arma di inestimabile valore: la fantasia. Così comincia il viaggio dei gemelli nelle storie create da Conner per reclutare pirati, supereroi e mummie con cui combattere la battaglia finale. Nel frattempo, però, si sta disegnando un piano ancora più spaventoso, che potrebbe cambiare anche le sorti dell’Altromondo.

 

 

Chris Colfer, Lo scontro dei mondi. La terra delle storie. Vol. 6, Rizzoli, 16,00 €

La sinossi:

La terribile Morina è decisa a conquistare l’Altromondo con l’aiuto della Malvagia Strega dell’Ovest, la Regina di Cuori e Capitan Uncino. Hanno catturato Alex, che costringono a combattere contro suo fratello. Occorre quindi unire le forze, qualunque siano, per impedire loro di sottomettere la Terra. Con Conner si schierano la madre, il patrigno, le Abbraccialibri e tutti i personaggi delle fiabe e della sua fantasia. Lo scontro finale si svolge a New York e la posta in gioco è altissima: potrebbe essere la fine di questo e di tutti i mondi.

 

 

Kerstin Gier, Silver. L’ultimo segreto, Corbaccio, 9,90 €

Edizione economica. La sinossi:

Ormai è appurato: nemmeno nei sogni si può stare in pace. Prima, quando Liv viveva a casa sua, i sogni erano affari suoi, ma adesso che si è stabilita a Londra insieme alla sorella Mia da Ernest, il nuovo compagno della madre Ann, sembra che tutti ne sappiano più di lei. In primo luogo Grayson, il fratello appena acquisito, e poi tutti i suoi amici. Da quando le sono apparsi in sogno in un cimitero, intenti in una cerimonia esoterica, Liv è costretta a condividere con altri ragazzi non solo la scuola, ma anche la notte e i suoi incubi. Da un certo punto di vista questo può avere i suoi aspetti positivi, specialmente quando Liv è con il fascinoso Henry. ma i sogni sono minacciati da una presenza oscura e inquietante pronta a seguire i ragazzi nei loro spostamenti e, soprattutto, il loro amico Arthur ha deciso inspiegabilmente di rovinare per sempre la loro vita. Di giorno, le cose non sembrano andare meglio in questa famiglia allargata dove c’è ancora qualche rancore di troppo tra Florence, la spocchiosa gemella di Grayson, la mamma di Ernest che mai e poi mai vorrebbe diventare la suocera di Ann e l’autore di un blog anonimo che si diverte a spiattellare tutti i segreti di Liv. Certo, c’è Henry, il suo meraviglioso fidanzato, ma cosa farà quando scoprirà che Liv gli ha mentito?

 

 

Fabio Geda e Marco Magnone, L’isola degli dei. Berlin. Vol. 6, Mondadori, 16,00 €

La sinossi:

L’ultima avvincente avventura di una saga che ha appassionato tantissimi lettori.

«Chi l’avrebbe mai detto che in questo mondo l’Isola che non c’è sarebbero stati gli adulti ad abitarla. E che alla fine i bimbi sperduti sarebbero partiti alla sua conquista.»

A un passo dalla guerra di Atlantis, proprio mentre Tegel e Reichstag stanno per attaccare, avviene l’impensabile: Sebastian, il padre di Jacob, è ancora vivo e fa ritorno a Berlino. Riusciranno a salvare Anneke e produrre un antidoto al virus? Scopriranno chi è davvero Andreas Beck e riusciranno a sconfiggerlo?

 

 

Elisabetta Gnone, Jum fatto di buio. Le storie di Olga di carta, Salani, 12,90 €

Nuova edizione. La sinossi:

È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta – Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.

La recensione di Emanuele Manco per FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/28186/olga-di-carta-jum-fatto-di-buio.

 

 

Katharine McGee, Il millesimo piano. The Tower, Piemme, 17,00 €

Leda farebbe qualsiasi cosa per cancellare il giorno peggiore della sua vita. Watt vorrebbe gettarsi il passato alle spalle, ma Leda continua a non dargli tregua, ricattandolo per raggiungere i suoi fini. Rylin ha per le mani la migliore occasione che le sia mai capitata: una borsa di studio per una scuola dei piani alti. Ma significherebbe vedere ogni giorno il ragazzo a cui ha spezzato il cuore. Avery desidera solamente stare con la persona che ama, pur sapendo che è l’unica al mondo che non potrà mai avere. E poi c’è Calliope, così misteriosa, affascinante… e determinata a fare quello che ha sempre fatto: dimostrare di essere la più furba di tutti. Nell’ombra qualcuno li segue, mosso da un unico obiettivo: la vendetta. E in una torre alta mille piani un semplice passo falso può significare una caduta devastante. New York, 2118.

 

 

Billy Phillips e Jenny Nissenson, Once Upon a Zombie. Il colore della paura. Vol. 1, Edicart, 9,90 €

Edizione economica. La sinossi:

Inspiegabili avvistamenti nei cimiteri di tutto il mondo… Il sito web unexplainablenews.com ha riferito di strani fenomeni avvenuti nei cimiteri di Scozia, Germania, Italia e Stati Uniti… La normale vita di Caitlin diviene drammatica proprio quando si ritrova di notte in un cimitero costretta a calarsi nella “tana del coniglio”, in realtà un cunicolo spazio-temporale che la condurrà in un universo fatato e meraviglioso… se non brulicasse di selvaggi zombie! Gli eterni protagonisti delle fiabe, come Biancaneve, Cenerentola, Raperonzolo e la Bella Addormentata, si sono trasformati in famelici morti viventi! Ma lei è l’unica in grado di impedire una terribile, imminente catastrofe. Ci riuscirà? Una apologia della fantasia attraverso l’universo delle fiabe, ma anche una metafora delle difficoltà di ogni teenager ad affrontare la vita, a superare gli ostacoli senza perdere la magia e la capacità di meravigliarsi e sognare… Un romanzo divertente e ironico che tocca tematiche attuali e sprona i giovani lettori a vincere le proprie paure. Età di lettura: da 10 anni.

 

 

Billy Phillips e Jenny Nissenson, Once Upon a Zombie. Il signore del male. Vol. 2, Edicart, 16,90 €

La sinossi:

«Caitlin Fletcher rimase sconvolta: Jack e le principesse meravigliosamente zombificate, Biancaneve, Cenerentola e Raperonzolo, erano scomparse misteriosamente. Caitlin scoprì ben presto il malvagio complotto del Signore del Male, che rischiava di mettere in pericolo tutto ciò che questo mondo ha più a cuore. Era l’inizio di una nuova fantastica e sconvolgente avventura…». Il secondo capitolo della saga «Once upon a zombie». Età di lettura: da 10 anni.

 

 

Michael Poore, Reincarnation blues, E/O, 18,00 €

Al centro del romanzo troviamo Milo, un’anima davvero antica: ha già vissuto 9.995 volte e non ha nessuna intenzione di smettere. Anziché cercare di raggiungere la perfezione, il nirvana, che gli sembra una cosa piuttosto noiosa, egli preferisce infatti continuare a vivere una vita dopo l’altra rimanendo nel ciclo della reincarnazione, così da poter continuare la sua relazione con la Morte (o “Suzie”, come preferisce essere chiamata). Ciò che ancora Milo non sa è che le anime non sono eterne: si sta rapidamente avvicinando il momento in cui il suo ciclo si esaurirà e lui sarà cancellato per sempre se non raggiungerà la perfezione. Avrà solo altre cinque vite per provarci, e gli serviranno tutte per riuscire a salvare se stesso e, forse, l’intero genere umano. Reincarnation Blues ci porta ovunque, dall’antica India a una colonia penale posta su una lontana galassia del futuro, con soste a Vienna, sul Sole e nell’Ohio. Vivendo ogni tipo di esistenza immaginabile, Milo avrà la possibilità di scoprire cosa renda perfetta una persona.

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Charles Seife: Le menzogne del web. Internet e il lato sbagliato dell’informazione

Ultimamente sto faticando a trovare romanzi fantasy che mi attirino. Guardando ai libri che ho letto trovo saggi di critica letteraria (per lo più in inglese), riletture delle opere di Brandon Sanderson, antologie di racconti, testi femministi e saggi di sociologia. Non ho commentato tutto quel che ho letto, un commento richiede meno tempo di una recensione ma se vuole spiegare davvero qualcosa richiede comunque tempo. L’ultima lettura è il libro di Charles Seife Le menzogne del web. Internet e il lato sbagliato dell’informazione, consigliatomi da un’amica. Cominciamo con un commento cinico sulla democrazia:

Cosa c’è di più democratico che dare ai cittadini la possibilità di alterare la nostra percezione collettiva della realtà?

È da un po’ che mi interrogo sulla democrazia, e la risposta è deprimente quanto i nostri governanti. Da quanto non ne abbiamo uno degno di questo nome? Comunque non intendo entrare in discorsi politici, semplicemente noto che la democrazia sotto una maschera di equità non è il miglior modo per fare le cose. Se io ho bisogno di un dentista vado da uno che ha studiato prima medicina e poi odontoiatria e che ha superato tutti gli esami del caso, non dalla persona che è stata indicata in un sondaggio in cui a vincere è quasi certamente quello che sa parlare meglio o che sa imbrogliare meglio. A me interessano le sue capacità come dentista e la sua onestà visto che non voglio mettere il mutuo sulla casa per pagare il conto, ma che sappia presentarsi in modo affascinante non è assolutamente rilevante. Il dimesso Remus Lupin, cacciato da Hogwarts per un problema che lo affligge e che lo limita per alcuni giorni tutti i mesi – ma con la pozione giusta le sue difficoltà possono essere contenute – è un professore infinitamente più bravo dell’idolatrato Gilderroy Allock, “cinque volte vincitore del premio per il Sorriso più Seducente promosso dal Settimanale delle Streghe… ma lasciamo stare” (J.K. Rowling, Harry Potter e la camera dei segreti, pag. 92).

La democrazia è sopravvalutata, e la democrazia culturale di Wikipedia può essere molto dannosa. Poco più di un anno fa mi sono imbattuta in una pagina chiaramente manipolata. Chi ha fatto la manipolazione è stato talmente palese da far dire che voleva essere scoperto, semplicemente ha deciso che quello era un bello scherzo da mettere in rete. Quello che ho trovato scritto, alla voce relativa al pittore Johann Heinrich Fussli, lo potete leggere qui: https://librolandia.wordpress.com/2017/05/03/false-informazioni/. Ho anche trovato errori fatti – suppongo – in buona fede, e in una manciata di casi mi sono fermata a correggere o integrare la pagina. Ma se chi fa la modifica vuole influenzarci, e lo fa in modo sottile, quanti di noi sono in grado di accorgersene?

la conoscenza è intrinsecamente antidemocratica. È elitaria. Non è soggetta al volere della maggioranza, meno che mai ai capricci della massa. I fatti non sono meno veri quando impopolari – e spesso i fatti che la maggioranza si rifiuta di accettare sono proprio quelli più importanti.

Eppure, dato che ricorriamo sempre più a Wikipedia e ad altre fonti online per le nostre informazioni, costringiamo il sapere a conformarsi alla democrazia di internet. Questo processo sta avendo un profondo effetto sulla nostra percezione del mondo.

Come esempio Seife porta la dimostrazione circolare, di notizia che diventa vera dopo che è stata citata da abbastanza fonti, in un giro di riferimenti incrociati, e torna all’origine. C’è anche il caso di chi usa pagine che in teoria dovrebbero essere obiettive o di confronto per farsi pubblicità. Al di là dei casi citati dal libro ne cito due in cui mi sono imbattuta io.

Forum dedicato a George R.R. Martin, il primo spazio internet in cui ho iniziato a scrivere qualcosa. Una sezione è dedicata ai consigli librari. A un certo punto un utente chiede notizie su un libro. Un altro utente risponde dicendo che gli è piaciuto molto, parere confermato da un terzo utente. Alla discussione hanno partecipato diverse persone, un paio che chiedevano informazioni e le altre che elogiavano il libro, l’opera d’esordio di un autore sconosciuto pubblicata da una casa editrice che non avevo mai sentito nominare. Alla fine una delle moderatrici del forum ha scritto che con il loro entusiasmo l’avevano incuriosita, io invece ho sentito odore di bruciato. Tutti gli utenti presenti nella discussione si erano appena registrati e avevano scritto messaggi in quell’unica discussione, e la discussione stessa aveva un ritmo di botta-e-risposta che non aveva nessun’altra discussione. Secondo me era l’autore che si era inventato diversi alter ego per fare pubblicità al suo romanzo, e almeno una persona ci è cascata. Non ho detto nulla perché era solo un mio sospetto, ma per me tutta la vicenda puzzava, e molto.

Il secondo posto è stato un noto sito di vendita. Ho letto una recensione molto positiva (4 o 5 stelle, non ricordo) di un libro che secondo me era davvero scadente. Allora ho cliccato sul nome dell’autrice della recensione e ho visto che aveva recensito un DVD – suppongo le fosse piaciuto davvero – e venti libri, di genere molto diverso fra loro. Le recensioni erano tutte da 4 o 5 stelle, e per una manciata di secondi mi sono chiesta come facesse una persona ad apprezzare cose tanto diverse. Va bene, anch’io leggo cose diverse, ma quell’elenco mi sembrava innaturale. Poi ho capito. Sono riuscita a capire per il semplice fatto che sono una libraia, e oltre ai titoli e ai nomi di autori diversi ho visto l’elemento comune, anche se in quella pagina non era scritto. Tutti quei libri erano pubblicati dalla stessa casa editrice, ho il vago sospetto che la recensitrice (il termine esiste, anche se è raro, ho controllato sul sito di Treccani) di lavoro facesse la P.R. per quella casa editrice.

Se io, che non sono abituata a smascherare bufale né a cercarle, ne ho quasi certamente viste due, in quante sarò caduta senza rendermene conto? Quante volte chi ha la capacità di farlo e l’interesse a farlo, ci manipola? Wikipedia è solo uno dei problemi su cui si sofferma il libro, anche se è un posto dove di manipolazione ce n’è in abbondanza. I miei due episodi riguardano libri in un forum e un sito di vendita, l’insidia si può nascondere ovunque.

Con me potete stare tranquilli, se voglio spingervi a fare qualcosa ve lo dico chiaramente. Voglio influenzarvi? Certo, vi dico quali autori mi piacciono, secondo voi non è un invito a comprarli, a separarvi dai vostri sudati soldi, perché io so cosa è bello? Quando commento un romanzo di Guy Gavriel Kay (il cui nome sta bene in qualsiasi articolo) o di Brandon Sanderson (preferito ad altri nella citazione qui perché è lui che sto leggendo ora, ma non è certo l’unico autore importante) vi sto dicendo di comprarli anche voi e poi di tornare qui a chiacchierare con me, così possiamo dirci quanto sono bravi gli autori che mi piacciono. Se vi dico di comprare Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi o Hobbitologia è perché io sono uno degli autori e qualcosa ci guadagno. Poco, ma se voi spendete io guadagno e magari riesco a comprarmi un’altra pizza. Non è per la pizza, è che mi piace l’idea di poter dire di aver venduto almeno un po’.

Un altro problema è legato al fatto che siamo entrati in circuiti in cui tutti la pensano come noi, quindi non facciamo altro che rafforzarci nelle nostre convinzioni, anche se sono sbagliate. Il quarto capitolo inizia con una citazione di Cass R. Sunstein, autore, insieme al premio Nobel per l’economia 2017 Richard H. Thaler, di Nudge. La spinta gentile, libro che sto iniziando a guardare con curiosità (devo preoccuparmi per le direzioni prese ultimamente dalla mia curiosità?) e Il mondo secondo Star Wars, libro recensito da Emanuele Manco che già da un po’ mi dico che vorrei leggere: http://www.fantasymagazine.it/26031/il-mondo-secondo-star-wars.

Sunstein ha scritto che

se vi circondate di persone con la vostra stessa mentalità, finirete per pensare versioni più estreme di quello che pensavate prima

e questo mi fa pensare a un altro autore che ho sentito citare per la prima volta da Emanuele, Walter Quattrociocchi, autore di Misinformation. Guida alla società dell’informazione e della credulità (altro libro che vorrei leggere, ve l’ho detto che la cosa si sta facendo preoccupante) e Liberi di crederci. Informazione, internet e post verità. Non va dimenticato che

Oggi anche l’idea più pazzesca di solito è a pochi colpi di mouse dalla conferma e il rinforzo da parte di una banda di simpatizzanti.

Il discorso si sposta poi sul lavoro dei media per cercare di accaparrarsi un pubblico sempre più frammentato dalla pluralità dell’offerta, con il risultato che per conquistare il pubblico il giornale dà ai lettori non quel che hanno bisogno di sapere ma quello che vogliono sentirsi dire. Deprimente, vero? E io che anni fa avevo smesso di leggere i saggi di attualità perché erano deprimenti e che ho trovato deprimente – ben scritto ma pur sempre deprimente – Stoner di John Williams.

Un altro problema è legato alla gratuità del web.

«L’informazione vuole essere gratuita» è il pressante appello della generazione digitale. La sua creazione però non lo è. Il problema è tutto qui.

L’informazione – ciò che cambia il nostro modo di vedere il mondo – è dispendiosa. Ci vogliono tempo e fatica per scoprire qualcosa di inaspettato e per trasformare quell’informazione in materiale utilizzabile e interessante. Più i vostri standard di affidabilità e qualità sono alti, più vi costa produrla.

E non solo l’informazione. Anche gli articoli dei blog richiedono tempo, anche chiacchierate come questa. Io lo faccio perché mi diverto, ma al di là della lettura del libro ritrovare le citazioni, formulare un discorso coerente, correggere le frasi che non mi piacciono (mi capita di correggere frasi anche una ventina di volte, o di buttare via lunghi paragrafi su cui avevo perso tempo) formattare il testo, cercare le immagini, controllare se ci sono refusi (ne scappano sempre, in genere se mi capita di rileggere un testo vecchio ne trovo almeno un paio) è un lavoro impegnativo. Farlo per divertimento è un conto, ma se è un lavoro deve essere pagato. Peccato che i giornali siano sempre più restii a pagare, e questo anche perché i lettori si sono abituati ad avere tutto gratis. No, non è così che possiamo avere testi interessanti. Non ho speso quasi 10,00 € per comprare i cinque ebook della serie Re-reading Robert Jordan’s The Wheel of Time di Leigh Butler perché sono ricca, se fossi ricca smetterei di lavorare e correrei meno, l’ho fatto perché i suoi articoli sul blog di Tor mi sono piaciuti, e visto che quel che lei ha scritto per me era interessante mi è sembrato giusto che guadagnasse qualcosa per quel che mi aveva dato.

Per risparmiare molti giornali hanno imparato il trucco del copia-e-incolla, dei link al posto di un articolo vero, hanno smesso di fare ricerche approfondite e dispendiose, hanno iniziato a fare trucchetti per ingannare i motori di ricerca e scalare posizioni, che si tramutano in clic che portano inserzioni pubblicitarie e quindi soldi.

Io ho fatto il riassunto di un discorso lungo e interessante che mi vedrà sempre perdente visto che non so ingannare i motori di ricerca, non ne ho i mezzi, e se anche ci fossero queste condizioni avrei a limitarmi seri problemi di etica. I miei articoli cercano di dire qualcosa, non di acchiappare un contatto e basta, e Seife ha dimostrato chiaramente che con internet fare quel che faccio io non paga.

I giornalisti cercano cose che non sono conosciute e le rivelano ai lettori. AOL e altri organi d’informazione esperti di SEO hanno ribaltato la formula: guardando cosa cercano i lettori, capite cosa scrivere. Per definizione, non potete portare novità al pubblico se il pubblico arriva prima di voi a una notizia. Però potete assecondarne i desideri e mostrargli ciò che vuole vedere, come foste un specchio.

Vi devo dare quello che volete per avere più lettori? Siccome io non so usare SEO per capire cosa interessa alle persone (a parte il calcio che mi fa schifo, e George R.R. Martin, di cui parlo a prescindere), potreste farmi un elenco di quel che vi interessa, così scrivo articoli ad hoc? O forse no, qualcosa mi dice che non lo farei. Scrivo di quel che mi pare, se a voi non piace quel che scrivo o come lo scrivo potete anche girare al largo, e a un paio di persone l’ho detto chiaramente. Non perché avevano idee diverse dalle mie, ma perché erano convinti di sapere tutto loro e quando io ho espresso idee diverse sono passati all’aggressione verbale.

Le frasi che mi sono appuntata da Le menzogne del web sono molte di più, ma mi sembra di aver scritto abbastanza anche così. E visto che vi ho detto che mi piace parlare chiaramente ribadisco il concetto con un messaggio chiaro: leggete questo libro.

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George R.R. Martin, l’Età degli Eroi e la Lunga Notte

Suppongo che molti di voi abbiano già visto la notizia relativa all’episodio pilota ordinato da HBO in vista della possibile realizzazione di una serie basata sulla fine dell’Età degli Eroi e la Lunga Notte, periodi che fanno parte del lunghissimo passato del continente di Westeros creato da George R.R. Martin. Io ne ho parlato qui: http://www.fantasymagazine.it/28830/dopo-il-trono-di-spade-per-westeros-e-george-rr-martin-arriva-la-lunga-notte. Ho scritto la notizia subito, nella notte fra venerdì e sabato, e le informazioni a disposizione per scrivere erano davvero poche. Per la verità sono ancora poche, i dati fondamentali sono che HBO ha commissionato un episodio pilota – non l’intera serie, e se è vero che anche Game of Thrones era iniziata così è vero pure che la maggior parte degli episodi pilota non si trasformano in serie – incentrato sul periodo che va dalla fine dell’Età degli Eroi alla Lunga Notte e che a occuparsi di questo progetto è Jane Goldman.

Ora è arrivato qualche commento da parte di Martin: http://georgerrmartin.com/notablog/2018/06/11/hbo-greenlights-goldman-pilot/.

Ovvio chiarimento di base: questo è un prequel ambientato diverse migliaia di anni prima rispetto agli eventi di Le cronache del ghiaccio e del fuoco, impossibile trovare in questa serie (se mai verrà realizzata) personaggi presenti in Il trono di spade. Persino Mastro Aemon dei Guardiani della notte è vecchio, ma non così vecchio.

Ci saranno però personaggi noti dalle leggende, i primi nomi che vengono in mente sono Brandon il Costruttore, colui che ha costruito la Barriera, Grande Inverno e la rocca di Capo Tempesta, Lann l’Astuto, fondatore di Casa Lannister, e Azor Ahai, il tizio così fissato con le spade al punto da volerne realizzare una perfetta, a qualunque costo.

Quello che esiste, al momento, è solo la luce verde per l’episodio pilota: niente cast, regista, location, neppure un titolo, che Martin vorrebbe fosse La lunga notte (ma non ci crede neppure lui, ormai a un titolo non si chiede che sia bello o corretto, ma che sia capace di catturare l’attenzione degli spettatori e soprattutto dei motori di ricerca).

Martin ha sottolineato il ruolo di Goldman come sceneggiatrice dell’episodio pilota, infastidito dal fatto che tutti i siti hanno messo in primo piano una foto di lui e non di lei. Anch’io ho messo in cima una foto di Martin, non sarò un’esperta di SEO – per la verità da questo punto di vista sono un disastro, io penso sempre ai contenuti e mai ai motori di ricerca – ma una vaga consapevolezza di quel che incuriosisce i lettori ce l’ho anch’io. Però ho messo anche una foto di Goldman, mica mi sono dimenticata di lei, è scartando tutte quelle in cui il seno mi sembrava troppo prominente ho scelto la stessa foto che in seguito avrebbe scelto pure Martin. Per i precedenti professionali di Goldman vi rimando al mio articolo o al blog di Martin, seguo così poco cinema e televisione che mi limito a fare qualche ricerca quando devo scrivere un articolo, controllo titoli e date e puntualmente dimentico tutto subito dopo aver scritto. A me interessano i libri, il resto è contorno, anche se per molti altri è la cosa più affascinante.

I prequel ipotizzati erano cinque. Uno è stato bocciato, di uno è stato commissionato l’episodio pilota, gli altri tre sono ancora in fase di ideazione. Potrebbero essere realizzati come essere bocciati, è presto per dirlo. Probabilmente verrà realizzato almeno un altro episodio pilota, forse di più, ma ovviamente nulla è certo tranne le tasse e la neve del prossimo inverno. No, questo non lo ha scritto Martin, però è vero lo stesso. Per quanto riguarda la conclusione del messaggio, vi riporto le parole dello stesso Martin:

(And yes, before you ask, work on WINDS OF WINTER continues, and remains my top priority. It is ridiculous to think otherwise. If I wasn’t busy with WINDS, don’t you think I’d be scripting one or more of these pilots myself? It’s not as if I’ve never written for TV…)

Sì, sta ancora lavorando su The Winds of Winter, la sua principale priorità. È ridicolo pensarla in un altro modo. Se se io non fossi stato occupato con Winds, chiede ai lettori, non pensate che mi sarei occupato io stesso di sceneggiare uno o più di questi episodi pilota? Non è che io non abbia mai scritto per la televisione…

Intanto, giusto per capire un po’ meglio di cosa si occuperà questa serie, ho cercato nel mio ebook di A Game of Thrones (Il trono di spade e Il grande inverno) alcune parole chiave: Lunga Notte, Età degli eroi, Brandon il Costruttore e Lann l’Astuto. Questo è quel che ne è venuto fuori:

Ricordava bene le inquietanti storie della Vecchia Nan. I bruti erano uomini malvagi, raccontava. Stringevano patti con i giganti e con i mangiatori di cadaveri. Venivano a rapire le bambine nel cuore della notte e bevevano sangue umano da corna di animale svuotate. E durante la Lunga notte, le loro donne giacevano con gli Estranei, generando creature spaventose, solo parzialmente umane.

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Quel giorno, i suoi occhi grigi erano velati di una sfumatura di cupa durezza. Era una persona molto diversa dall’uomo che amava passare le sere accanto al fuoco, parlando con calma dell’Età degli Eroi e dei figli della foresta. Quel giorno, il suo non era il volto del padre, intuì Bran, ma quello di lord Eddard Stark di Grande Inverno.

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Nel centro del parco, un vecchio albero-diga incombeva su un laghetto dalle acque nere, gelide. “L’albero del cuore” lo chiamava Ned. La sua corteccia era bianca come le ossa di un teschio, le sue foglie rosso scuro erano simili a mille mani grondanti sangue. Un volto era stato scolpito nel legno del grande albero, i lineamenti tirati e malinconici, gli occhi scavati in profondità, arrossati dalla resina, stranamente guardinghi. Erano antichi, quegli occhi. Addirittura più antichi di Grande Inverno. Se le leggende avevano qualche fondamento, quegli occhi avevano visto Brandon il Costruttore posare la prima pietra e poi avevano osservato le mura di granito del castello innalzarsi attorno a essa. Le leggende dicevano anche che erano stati i figli della foresta a scolpire le facce negli alberi. Era accaduto all’alba del tempo, molto prima che i primi uomini attraversassero il Mare Stretto.

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Ghiaccio esisteva da quattrocento anni. E ancora oggi, il suo taglio era letale come il giorno in cui era emersa dal fuoco. Il nome le veniva da un’epoca ancora più antica, era un retaggio dell’Età degli Eroi, quando gli Stark erano re del Nord.

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Gli Stark erano gente fatta per il freddo, le ripeteva in continuazione. Al che lei rideva, rispondendo che forse Brandon il Costruttore aveva eretto il castello nel posto sbagliato.

 

Riferisci al re che l’inverno sta arrivando. E quando sarà arrivato, quando la Lunga notte sarà giunta, solamente i guardiani della notte si ergeranno tra il reame e le tenebre che caleranno dal Nord. Che gli dèi ci aiutino se non saremo pronti quando quel momento verrà.

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«Potrei raccontarti la storia di Brandon il Costruttore» riprese la Vecchia Nan. «È sempre stata una delle tue preferite.»

Migliaia e migliaia di anni prima, Brandon il Costruttore aveva eretto Grande Inverno. C’era chi sosteneva che avesse eretto anche la Barriera. Bran conosceva quella storia, ma non era mai stata una delle sue preferite. Forse lo era stata per qualcuno dei Brandon che l’avevano preceduto.

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«Oh, mio piccolo bambino dell’estate» disse delicatamente la Vecchia Nan. «Che cosa sai tu della paura? La paura viene con l’inverno, mio piccolo lord, quando la neve cade e si ammucchia fino a cento piedi di altezza, quando i venti gelidi ululano dal Nord. La paura appartiene alla Lunga notte, quando il sole nasconde il proprio viso per anni e anni. La Lunga notte nella quale i bambini nascono e vivono e muoiono in tenebre senza fine, i meta-lupi diventano simili a scheletri per la fame, e ombre bianche camminano nelle foreste.»

«Vuoi dire gli Estranei» disse Bran con voce querula.

«Gli Estranei, sì. Migliaia e migliaia di anni fa, ci fu un inverno così freddo e così eterno come mai se ne erano visti a memoria d’uomo. Ci fu una notte che durò un’intera generazione. Nei castelli, i re tremavano e morivano, come gli animali nelle stalle. Piuttosto che guardarli morire, le donne soffocavano i loro bambini. E poi piangevano, sentendo le lacrime congelarsi sulle guance.» La voce della Vecchia Nan si dissolse nel silenzio, assieme al ticchettio dei ferri. Osservò Bran con occhi pallidi, velati. «E allora, piccolo mio,» gli chiese «è questa una delle storie che ti piacciono?»

«Ecco… sì…» Bran era di colpo pieno di riluttanza. «Però io…»

«Fu dalle tenebre che gli Estranei vennero per la prima volta» riprese la Vecchia Nan. «Cose antiche, cose fredde e morte.» Click-click-click, anche i suoi ferri avevano ripreso a ticchettare. «Odiavano il ferro, il fuoco e il tocco del sole. Odiavano tutte le creature nelle cui vene scorresse sangue caldo. Avanzarono a devastare fortini e città e regni cavalcando cavalli pallidi. Le loro armate di morte distrussero molti eroi, molti grandi eserciti. Nulla poterono le spade degli uomini. In loro non c’era pietà neppure per le giovani madri e per i piccoli al loro seno. Diedero la caccia alle donne nelle foreste congelate. Nutrirono i loro morti servi con la carne dei figli degli uomini.»

La voce della Vecchia Nan si abbassò fino a un sussurro. Bran si ritrovò proteso in avanti per poter continuare a udire.

«Erano i tempi prima della venuta degli andali, molto prima che le donne, attraverso il Mare Stretto, fuggissero dalle città della Rhoyne. E le centinaia di regni di quei giorni erano i regni dei primi uomini, che avevano preso le terre appartenenti ai figli della foresta. Eppure qua e là, nel fitto dei boschi, i figli della foresta continuavano a vivere nelle loro città di legno, nelle loro colline percorse da gallerie, e i volti negli alberi continuavano a montare la guardia. Così, mentre il freddo e la morte dilagavano sulla terra, l’ultimo degli eroi intraprese un viaggio alla loro ricerca. Sperava che l’antica magia dei figli della foresta potesse restituirgli le armate che aveva perduto. Con una spada, un cavallo, un cane e una dozzina di compagni si avventurò nelle terre morte. Per anni andò avanti a cercare, l’ultimo degli eroi. Cercò e cercò, fino a quando cominciò a disperare di riuscire mai a trovare i figli della foresta e le loro città segrete. Uno dopo l’altro, i suoi compagni morirono. Poi toccò al suo cavallo, al suo cane. La lama della sua spada si congelò al punto da spezzarsi quando cercò di usarla. Gli Estranei sentirono l’odore del suo sangue caldo. Silenziosamente, si misero sulle sue tracce, dandogli la caccia con branchi di pallidi ragni, grossi come mastini…»

Bang! Bran sussultò e il cuore gli balzò in gola, ma era stata la porta, solamente la porta a sbattere. Maestro Luwin era sulla soglia, con la sagoma gigantesca di Hodor sulla scala alle sue spalle.

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Bran in un’immagine di John Picacio

«Però un giorno potrà diventare il lord di un grande castello, e sedere nel concilio del re. Potrà costruire a sua volta altri castelli, come fece Brandon il Costruttore, oppure guidare una nave attraverso il Mare del Tramonto, o anche fare parte del Credo cui appartiene tua madre, e diventare Alto Septon.»

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I Lannister erano una famiglia antica, la loro genealogia risaliva fino a Lann l’Astuto, maestro d’inganni dell’Età degli Eroi, il cui alone leggendario eguagliava senza dubbio quello di Brandon il Costruttore. Rispetto a Brandon, però, Lann era stato molto più amato da trovatori e cantastorie. Nelle loro canzoni, con la sua astuzia come unica arma, Lann aveva espulso i Casterlys da Castel Granito servendosi di un trucco mirabolante e per far diventare biondi i suoi capelli ricci aveva rubato la luce del sole. Ned Stark desiderò che Lann l’Astuto fosse lì con lui in quel momento, e che esibisse un trucco mirabolante per far emergere la verità nascosta in quello stramaledetto libro.

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«Nel nome di Robert Arryn, lord del Nido dell’Aquila, difensore della valle, vero Protettore dell’Est, io vi concedo di entrare liberamente e vi chiedo di rispettare la pace» dichiarò formalmente ser Brynden. «Venite.»

Catelyn cavalcò al suo seguito, nell’ombra della Porta Insanguinata, dove decine di eserciti si erano fatti a pezzi durante l’Età degli Eroi.

 

Illustrazione di John McCambridge

 

«Il fuoco! Ma certo, dannazione! Avremmo dovuto ricordare. La Lunga notte è già stata su di noi. Ottomila anni sono tanti, è vero: ma se non sono i guardiani della notte a ricordare, chi mai potrà farlo?»

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«È stata la Vecchia Nan a parlarmi di lui. Aveva un lungo palo con lame a entrambe le estremità. Lo faceva roteare tra le mani e tagliava due avversari alla volta.»

«Symeon Occhi-di-stelle» disse Luwin annotando un numero su un libro. «Quando perse la vista, si collocò nelle orbite vuote due zaffiri a forma di stelle. O almeno, così dicono i cantori. Bran, è soltanto una favola, come quelle su Florian il Giullare. Storie dell’Età degli Eroi.» Il maestro sbuffò. «Farai meglio a lasciarli perdere, quei sogni, o finiranno con lo spezzarti il cuore.»

«Ma poi, dodicimila anni fa, vennero i primi uomini. Vennero da oriente, attraversando il Braccio Spezzato di Dorne prima che fosse spezzato. Vennero a cavallo, con spade di bronzo e grandi scudi di cuoio. Nessun cavallo era mai stato visto da questo lato del Mare Stretto. I figli della foresta ebbero tanta paura dei cavalli quanta i primi uomini ne ebbero dei volti scolpiti negli alberi, non può esserci dubbio alcuno su questo. I primi uomini costruirono fortini e fattorie, ma per fare questo abbatterono gli alberi e diedero fuoco ai volti nel legno. Inorriditi, i figli della foresta scesero in guerra. Gli antichi canti dicono che i Veggenti verdi si servirono di oscure magie per sollevare le acque del mare e devastare la terra, spezzando il Braccio di Dorne. Solo che ormai era troppo tardi per chiudere quel passaggio. Le guerre continuarono finché la terra non fu tutta rossa di sangue. Ma furono i figli della foresta a uscirne indeboliti: gli uomini erano più alti, più forti, e legno, pietra e ossidiana non potevano reggere la sfida con il bronzo. Alla fine, però, i saggi di entrambe le razze prevalsero. I capi e gli eroi dei primi uomini s’incontrarono con i Veggenti verdi e i danzatori dei boschi. L’incontro ebbe luogo tra gli alberi-diga che crescevano su un’isoletta al centro di un grande lago chiamato “Occhio degli Dèi”.

«Fu là che sottoscrissero il Patto. Ai primi uomini vennero date le coste, gli altipiani e le praterie, le montagne e le paludi, ma le foreste sarebbero rimaste dominio dei figli e nessun albero-diga, in nessun luogo del reame, sarebbe mai più stato abbattuto. Gli dèi stessi furono testimoni dell’accordo, e a ogni albero di quell’isola venne dato un volto. E dopo, venne creato il sacro ordine degli Uomini verdi per vegliare sull’Isola dei Volti.

«Il Patto diede inizio a un’amicizia tra gli uomini e i figli della foresta che durò per quattromila anni. Con il passare del tempo, i primi uomini arrivarono a voltare le spalle agli dèi che avevano portato con sé dall’Est e a onorare a loro volta le segrete divinità dei boschi. Il Patto pose fine all’Età dell’Alba e diede inizio all’Età degli eroi.»

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«Il Patto venne rispettato finché continuarono a esistere i regni dei primi uomini. Durò per tutta l’Età degli eroi, per tutta la Lunga notte e fino alla nascita dei Sette Regni. Ma poi, molti secoli più tardi, venne il tempo in cui altri popoli attraversarono il Mare Stretto.

Con questa nuova invasione Westeros assume quell’aspetto che conserverà per molto tempo, fino all’arrivo di Aegon il Conquistatore.

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