Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 25: Davos

Davos è in cella. Il suo… nemmeno tentativo, è stato più un pensiero… di ammazzare Melisandre non gli ha portato molta fortuna. Roccia del Drago, anche se è un’isola, è calda.

A volte, nell’appoggiare il palmo della mano alle pareti le trovava calde al tocco. Forse c’era del vero nelle antiche leggende: forse la Roccia del Drago era veramente costruita con le pietre dell’inferno.

Potrebbe essere un’isola vulcanica, anche se il vulcano è inattivo da un pezzo visto che non abbiamo testimonianze di eruzioni. O potrebbe essere qualcosa che ha a che fare con i draghi, in fondo Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono una saga fantasy.

Davos non può far altro che aspettare, cercare di rimettersi in forze e tormentarsi. Quando arriva compagnia è Melisandre, ovviamente con il fuoco. La donna rossa si diverte a giocare, ma quel che dice è importante.

Le ombre vivono soltanto quando è la luce a farle nascere.

Potremmo discutere per un pezzo riguardo a quest’affermazione e non arrivare a nessuna conclusione. Melisandre è una fanatica, ma se non altro le devo riconoscere di essere una fanatica onesta. Però non ho mai sopportato chi, credendo di essere nel giusto, brucia gli dei e le convinzioni degli altri. E, già che c’è, magari brucia anche gli altri.

«Che cosa vorresti che vedessi?»

«La struttura del mondo. La verità è tutto attorno a te, bene in vista. La notte è oscura e piena di terrori, il giorno è chiaro e splendido, pieno di speranza. L’una è nera, l’altro è bianco. Esiste il ghiaccio ed esiste il fuoco. Odio e amore. Amaro e dolce. Dolore e piacere. Inverno ed estate. Male e bene. Maschio e femmina.» La sacerdotessa fece un passo verso di lui. «Morte e vita. Dovunque esistono gli opposti. E dovunque esiste la guerra.»

«Quale guerra?» chiese Davos.

«La guerra!» affermò Melisandre. «Sono due, Cavaliere delle Cipolle. Non sette, non uno, non cento e nemmeno mille. Due! Credi forse che abbia davvero attraversato metà del mondo soltanto per mettere un ennesimo, vuoto re su un ennesimo, vuoto trono? La guerra si combatte dal momento stesso in cui il tempo ha avuto inizio e, prima che si concluda, tutti gli uomini dovranno scegliere da che parte schierarsi. Da una parte c’è R’hllor, Signore della Luce, il Cuore di Fuoco, Dio della Fiamma e dell’Ombra. Contro di lui si erge il dio Estraneo, il cui nome non può essere pronunciato, Signore delle Tenebre, Anima del Ghiaccio, Dio della Notte e del Terrore. La nostra scelta non è tra Baratheon e Lannister, o tra Greyjoy e Stark. È la morte che siamo chiamati a scegliere, oppure la vita. Le tenebre, oppure la luce.»

È questo il canto di ghiaccio e di fuoco di George R.R. Martin? R’hollor contro il dio estraneo? Fuoco contro ghiaccio? Il fantasy è stato spesso accusato di essere manicheo, con una distinzione netta fra bene e male, ma dubito che Martin abbia reso le cose così semplici. È talmente fanatica la donna rossa, che si esalta nel ripeterci il suo catechismo:

«Il vecchio maestro guardava Stannis, ma tutto quello che vedeva era un uomo. Tu vedi un re. Entrambi vi sbagliate. Lui è il prescelto del Signore della Luce, lui è il guerriero del fuoco. Io l’ho visto guidare la lotta contro l’oscurità, l’ho visto nelle fiamme. E le fiamme non mentono, diversamente tu non ti troveresti qui dentro.

«Quando la stella rossa sanguinerà e le tenebre si faranno più fitte, Azor Ahai nascerà di nuovo dal fumo e dal sale, per risvegliare i draghi dalla pietra. La stella che sanguina è arrivata ed è andata, e la Roccia del Drago è il luogo del fumo e del sale. Stannis Baratheon è Azor Ahai nato di nuovo!»

Un paio di giorni dopo che Melisandre se n’è andata Davos riceve compagnia. Si tratta di lord Alester Florent, già Primo Cavaliere di Stannis e ora accusato di tradimento. Nella breve conversazione scopriamo che lord Alester è un vero nobile, borioso e incapace di vedere oltre la punta del suo naso. Non vede gli errori suoi e dei membri della sua famiglia, è realmente preoccupato solo per la perdita delle ricchezze e tradisce il suo re cercando accordi che, se solo fosse stato meno pieno di sé, avrebbe capito che Stannis non avrebbe mai approvato.

 

Sotto la foto spoiler da La danza dei draghi.

Melisandre è sincera, lo abbiamo visto in I fuochi di Valyria, ma essere sinceri non significa essere nel giusto. La fanciulla grigia da lei annunciata a Jon Snow non era Arya ma Alys Karstark.

«La visione era veritiera. Sono io che ne ho dato una lettura sbagliata. Sono un essere mortale come te, Jon Snow. Tutti i mortali possono sbagliare.»

Parole vere, ma in questo modo è facile dimenticare i propri sbagli e poi pretendere di essere infallibili perché si hanno le visioni. Quando cerca Azor Ahai Melisandre vede neve. Jon Snow? Stelle che sanguinano? Lo stemma di ser Patrek è “una stella a cinque punte di colore azzurro” e certo a fine romanzo lui sanguina molto. Quanto al resto… vedremo.

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Ursula K. Le Guin e La mano sinistra delle tenebre

Non ho mai letto La mano sinistra delle tenebre di Ursula K. Le Guin. Non ho comprato il romanzo quando era possibile farlo, e ora che lo vorrei acquistare è fuori catalogo. Magari prima o poi mi stancherò di aspettare una ristampa e andrò in biblioteca, per il momento leggo altro. E fra le altre cose c’è anche Il linguaggio della notte, libro che avevo letto anni fa prendendolo in prestito in biblioteca e che qualche mese fa ho trovato su ebay. Questa la quarta di copertina:

“Credo che una delle qualità più profondamente umane, e umanitarie, sia il potere dell’immaginazione: cosicché è nostro gradito dovere, come bibliotecari, come insegnanti, genitori, scrittori, o semplicemente adulti, incoraggiarla a crescere liberamente, a fiorire come il verde alloro”. Questa fiducia nel valore dell’immaginario, nell’arte come nella vita comune, scrivendo di fantascienza o educando i bambini, è il filo rosso che connette gli scritti raccolti dalla Le Guin in questo volume. testimonianze di una ricerca critica e teorica che da sempre accompagna la sua attività creativa, questi “saggi sulla fantasy e la fantascienza” ripercorrono le ragioni culturali della letteratura fantastica: una produzione che la Le Guin difende dalla generica accusa di evasione e che propone invece come una spazio per l’utopia, per la coscienza critica, per l’impegno civile. Completano il volume le introduzioni stese dalla scrittrice per i suoi romanzi più famosi…

Sono molti i testi presenti in questo volume che in qualche modo hanno contribuito a definire la fantascienza, a farci capire meglio cosa sia e quali siano le sue possibilità. Fantascienza più che fantasy in quest’occasione, anche se Ursula ha scritto opere importantissime in entrambi i generi. Ma dobbiamo credere a quel che dice?

Parlo degli dei, io, un’atea. Ma sono anche un’artista, e perciò una bugiarda. Diffidate di tutto quello che dico. Sto dicendo la verità.

Queste parole, che un po’ mi ricordano Oscar Wilde, provengono da un’introduzione che ha scritto per la ristampa del 1976 (la prima edizione è del 1969) di La mano sinistra delle tenebre. E altre parole, che aveva scritto per l’introduzione a Il mondo della foresta, mi avevano fatto pensare a J.R.R. Tolkien. I libri parlano fra loro, anche se non sempre gli scrittori lo sanno. Vorrei trascriverla tutta quest’introduzione da quanto è bella, ma visto che non posso mi limito a un passaggio, che non parla di un singolo romanzo ma della forza della narrativa.

Mentre leggiamo un romanzo, qualunque romanzo, dobbiamo essere perfettamente consapevoli che sono tutte frottole, e allo stesso tempo, durante la lettura, credere a ogni sua parola. Alla fine, quando lo avremo terminato, se è un buon romanzo, potremo scoprire di essere un poco diversi da come eravamo prima di leggerlo, di essere stati leggermente trasformati, come se avessimo incontrato una faccia nuova, attraversato una strada mai attraversata prima. Ma è molto difficile dire esattamente che cosa abbiamo imparato, in che modo siamo cambiati.

L’artista ha a che fare con ciò che non si può dire a parole.

L’artista il cui mezzo è la narrativa lo fa con le parole. Il romanziere dice con le parole ciò che non si può dire a parole.

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Un libro di narrativa saggistica…

Ieri ho parlato del libro Vita da commessa elencando alcuni tipi di clienti che preferiremmo non vedere. Non avevo idea di quali clienti avrei incontrato di lì a poche ore.

Una coppia, uomo e donna, forse sui sessant’anni.

– Dove troviamo i libri di narrativa saggistica?

– Cosa cercate?

– Un libro di narrativa saggistica

– Scusi, che tipo di libro?

– un libro di narrativa saggistica

– Mi faccia capire, quale argomento le interessa?

– Voglio un libro di narrativa saggistica

– Che libro?

– Uno. Voglio sapere dove lo posso trovare

– Per dirglielo devo capire di che libro si tratta. Non mi sa dare qualche altra indicazione?

– Sto cercando un libro. Dove devo guardare?

A quel punto ho indicato alla mia sinistra e ho detto

– In quella metà di libreria ci sono i libri di narrativa

poi ho indicato a destra e ho proseguito

– da quella parte ci sono i libri di saggistica. Che tipo di libro vi serve?

– Un libro con le scritte

– Ma di cosa deve parlare questo libro?

– Guardiamo da soli

e se ne sono andati con la faccia di quelli che pensavano “ci siamo imbattuti in una che non capisce un cazzo”. Lavoro in libreria dal 2001, ma questa è la prima volta che mi chiedono “un libro con le scritte”. Boh…

L’immagine è la copertina del libro di Laura Mango I dolori della giovane libraia. Il suo blog l’ho già segnalato in passato, ma una nuova segnalazione non può che fare bene: http://idoloridellagiovanelibraia.blogspot.it/.

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Laura Tanfani: Vita da commessa

Quando le mie colleghe e io abbiamo visto Vita da commessa di Laura Tanfani fare capolino su uno dei carrelli di novità del giovedì, fra un thriller e un libro per bambini, non potevamo non esserne incuriosite. Il libro è piccolo, 133 pagine, ma questo è un dettaglio che può farlo non vedere a un cliente, confuso fra la quantità di libri esposti, non certo a noi. Qualsiasi libro che compare su uno scaffale o su un tavolo di una libreria è stato maneggiato da almeno un libraio, magari anche più di uno, almeno una volta, ma magari anche due, tre, cento… dipende dal libro. Certo non è finito lì per caso né vi è andato da solo, ma qualcuno ha scelto di metterlo proprio in quel punto. Qualcuno che lo ha guardato per decidere la sua giusta collocazione. E quando un libro viene guardato può attirare la nostra attenzione.

In realtà il libro di giovedì è Le commesse non riposano mai. Vita da commessa. Vol. 2, seguito di Vita da commessa. Episodi realmente accaduti pubblicato lo scorso anno. L’anno scorso ero stata seria e avevo fatto finta di nulla, le mie segnalazioni riguardano per lo più la narrativa fantastica, se metto qualcosa che non rientra in questa categoria è per una scelta ben precisa. E quest’anno ho deciso di segnalare un libro che, per quelle poche pagine che abbiamo letto al momento, ci ha fatto davvero divertire. Le situazioni descritte dalla Tanfani sono reali, e lei ha il dono di saper raccontare, quanto con le parole che con le immagini. Differenze ce ne sono, certo, ogni negozio ha i suoi casi specifici, lei lavora nell’abbigliamento, io nel mercato librario, ma il riconoscimento è scattato, a partire dalle prime pagine dedicate al dizionario cliente/commesso. Lo sapete che i clienti hanno un dizionario tutto loro? No? Cosa dire di quella signora che mi ha chiesto quali erano i libri più importanti della sagra di Star Wars ripetendo più volte la parola sagra? Io sono stata brava, non le ho chiesto se i libri li voleva accompagnati dalla porchetta, anche perché di porchetta non ne avevo e non avrei potuto gestire un eventuale sì (né un’eventuale sfuriata), ma il pensiero c’è stato. E vogliamo parlare di quelli che stanno cercando un libro di cui non ricordano nulla, e alla domanda “si tratta di un saggio o di un romanzo?” rispondono “no, è un libro”?

Insomma, non è detto che, solo perché noi vendiamo libri, i nostri clienti abbiano un elevato livello d’istruzione, e le difficoltà di comprensione possono essere molte e di molti tipi diversi.

Laura Tanfani ha un suo blog, di cui ho letto ora qualche articolo. Lei ha elencato, fra le altre cose, 10 clienti che tutti speriamo di non vedere mai in negozio: http://www.vitadacommessa.it/2016/07/18/i-10-clienti-che-speri-non-entrino-in-negozio-e-invece-entrano/. Riprendo le sue considerazioni, ma pensando a una libreria e non a un negozio d’abbigliamento.

1 – IL “NON SO DOVE SONO NE’ COME MI CHIAMO”: entra e non sa in che negozio si trova. Davvero, più volte abbiamo sentito clienti dire al telefono “sono in biblioteca…” dimostrando o di non conoscere la differenza fra una biblioteca e una libreria o di non avere idea di dove siano entrati. Più di uno ha dichiarato di essere in un negozio appartenente a un’altra catena, qualcuno ha anche sbagliato indirizzo. E alla richiesta di che cosa desideri a volte la risposta è semplicemente “un libro”, e per scoprire qualcosa di più servono diversi minuti d’interrogatorio.

2 – IL MALEDUCATO: entra e non saluta, esce e non saluta, ti chiede una cosa e quando gli rispondi guarda da un’altra parte. Non solo, stai parlando con qualcuno e ti parla sopra perché non può aspettare, o forse perché non si è accorto di non essere l’unica persona esistente al mondo, o magari anche perché pensa che i commessi siano dotati di due bocche, due cervelli e due paia di mani e possano tranquillamente aiutare due persone contemporaneamente.

3 – L’INDECISO: cambiano gli articoli, il concetto no: un libro è troppo lungo, l’altro troppo corto, uno costa troppo, l’altro troppo poco ed è un regalo, uno ha i caratteri troppo piccoli e non si legge, l’altro è troppo ingombrante e non si riesce a tenerlo in mano, un libro banale no, niente bestseller, ma i saggi no perché sono pesanti, quell’altro è noioso, gli italiani non sanno scrivere o, in alternativa, i libri si leggono solo in lingua originale quindi se non si sanno le lingue niente libri stranieri, quello non lo attira, quell’altro sembra melenso, quello più in là è troppo filosofico, assolutamente niente fantasy (è il genere più aborrito da chi mette paletti preventivi su cose che non gli sono state proposte. Per la cronaca io non propongo mai un fantasy se non è il lettore per primo a dirmi che è interessato a un fantasy, come non propongo mai un erotico, sono generi troppo particolari. L’erotico comunque viene schifato molto meno del fantasy dai clienti snob), quello scrittore non lo conosce nessuno, quell’editore nemmeno e quindi non può pubblicare libri validi (non dico Runa e Camelozampa, per cui ho pubblicato io, ma anche case editrici come Piemme e Neri Pozza sono sconosciute a molti)… quando non reggo più il cliente butto lì che io leggo fantasy e nel giro di qualche secondo è lui a dire che guarda da solo.

4 – IL COMANDANTE: a volte parlano, a volte arrivano con la lista scritta, la mollano in mano e si fanno i fatti loro senza degnarti di una parola mentre tu fai le ricerche per loro. Naturalmente i libri li devi portare tu fino a quando non li hai presi tutti, perché loro non si degnano di allungare una mano, e magari non si sognano neppure di accompagnarti nelle ricerche. Il che implica che se un altro cliente ti vede da sola devi spiegare che non sei libera di dargli una mano perché sei già impiegati con l’uomo invisibile, ma soprattutto che quando c’è qualcosa che non torna devi fare avanti e indietro per parlare con il cliente. Esempio: la maggior parte delle volte i dati che ci forniscono sono incompleti: i clienti sanno solo il nome dell’autore, o solo il titolo, o solo parte del titolo, ma visto che ci hanno incrociati mentre guardavano un tavolo rimangono lì a guardarlo anche se noi prima di dirigerci al computer gli abbiamo detto “venga che controlliamo”. Il computer ci fornisce quattro opzioni diverse tutte possibili con i dati a nostra disposizione? In un caso così solo il cliente può capire quale sia il libro che gli interessa. Peccato che il cliente sia rimasto indietro, e ci tocchi tornare a chiamarlo. E non sempre viene subito, come se il nostro richiamo fosse un disturbo. Ma è interessato davvero al libro che ci ha chiesto oppure no?

Alternativa: il cliente che chiede dove si trova un reparto per guardare cosa abbiamo su un determinato argomento e che poi non si muove fino a quando non insistiamo con i nostri “venga”. Ma cosa si aspettano, che gli portiamo l’intero scaffale? Un libro lo posso portare, anche se gradirei essere accompagnata dai clienti che non hanno problemi di deambulazione, un reparto no. E poi ci sono quelli che chiedono un determinato autore, li porti davanti al ripiano su cui ci sono tutti i suoi libri, quindi dicono un titolo ben preciso, con la premessa sottintesa che devi essere tu a cercare il libro fra gli altri e a estrarlo dallo scaffale perché loro non possono consumarsi occhi e mani in questa complicata operazione. Anche se tu le mani le hai già occupate con libri che stavi andando a sistemare in un’altra zona del negozio.

Naturalmente se c’è un figlio e il libro non è una lettura obbligatoria ma qualcosa da scegliere fra i quindici consigli dei suoi amici, spesso l’acquisto sfuma in un “ripasso!”

5 – IL SUSSURRANTE: quello che quando ti chiede qualcosa bisbiglia. Vuoi che ti aiuti? Fammi sentire la domanda. No, a volte anche chiedendo di ripetere se va bene si capisce una parola su tre, il che significa che si inserisce a computer quel poco che si è capito e si spera di avere una risposta. Altrimenti si richiede per l’ennesima volta quale sia il libro desiderato scusandosi per non aver capito e si spera di ricevere una risposta udibile.

6 – LA TECNOLOGICA: entra mentre parla al telefono, ti chiede un libro mentre parla al telefono, ti fa dei cenni con occhi e mano (quella libera) che tu tenti disperatamente di interpretare senza alcun successo e, se hai bisogno di chiedere precisazioni perché quel che ha detto non è sufficiente a identificare un solo libro, servono un paio di minuti per attirare la sua attenzione.

7 – IL FRETTOLOSO: quello che entra e in 5 minuti è già sulla porta con le buste degli acquisti in mano. Il problema per me non è tanto la corsa, le maratone con sprint di tanto in tanto sono la norma in negozio, quello che non sopporto è la pretesa di essere serviti immediatamente, ritenendo inconcepibile di dover aspettare solo perché qualcuno è arrivato prima di lui, perché lui ha lasciato la macchina in doppia fila e quindi ha fretta. E quando finalmente (!) è il suo turno pretende che il libro venga trovato in due secondi netti, indipendentemente dal fatto che ci abbia fornito informazioni sufficienti per trovare quel che cerca o che il libro non sia dove dovrebbe essere e noi dedichiamo un po’ di tempo a guardare gli scaffali limitrofi nella speranza che chi lo ha messo fuori posto non lo abbia messo troppo fuori posto. Per i miei gusti i vigili non passano abbastanza spesso.

8 – IL PUNTIGLIOSO: quello che il libro è rovinato perché c’è la fascetta strappata, o perché il cellophane che ricopre il libro è un po’ tirato. O anche quello che vuole il libro perfetto e smonta una pila di una quindicina di libri per scegliere il migliore, lasciando poi in disordine tutti gli altri. O magari anche storti, tanto se si ammaccano o se la copertina si stacca a loro che importa? Il loro acquisto lo hanno già fatto.

In un’occasione una signora mi ha vista estrarre dagli scatoloni il libro che le interessava e impilarli uno sull’altro. Abbiamo scambiato qualche parola, poi lei ha preso ne ha preso una copia. Naturalmente la terza, perché quella “non l’aveva toccata nessuno”, quando aveva appena visto che anche le due sopra le avevo appena tolte io dalla scatola e non poteva averci messo sopra le mani nessun altro.

9 – IL MAMMONE: non compra niente senza il consenso e l’approvazione della mamma (o moglie). Da noi il mammone non viene neppure, manda direttamente la mamma (o il papà), che deve comprare il libro di test per l’accesso all’università, o scegliere il manuale di informatica (e naturalmente lei di informatica non sa niente) o altre cose altamente specialistiche. Quando invece le istruzioni ci sono spesso sono sceme e il genitore non se ne accorge neppure, come nel caso di quel padre che mi ha chiesto Il deserto dei tartari di Dino Buzzati spiegando che il figlio gli aveva chiesto di prenderglielo “il più corto possibile”. Quella volta non ho resistito, gli ho detto che se voleva per accorciarlo potevamo strappare qualche pagina, ma che non credevo che il professore sarebbe stato d’accordo con l’operazione.

10-IL CHIACCHERONE: sì, bello, per carità. Una persona simpatica. Ma tesoro mio, io sto qui per lavorare e di là ci sono 10 persone che mi stanno chiedendo in contemporanea, parlandosi uno sull’altro, ogni tipo di libro. Non è cattiveria, ma ti devi rendere conto che non puoi inchiodarmi per mezz’ora e parlarmi di famiglia, salute e hobbies, magari provando pure a spiegarmi perché il libro che mi hai chiesto è un’opera fondamentale che tutti dovrebbero leggere.

Io ho riadattato un post del blog di Vita da commessa, il blog e i due libri sono molto carini. Comprateli, leggeteli, e quando entrate in un negozio salutate i commessi e ricordatevi che anche loro sono esseri umani. Trattateli con cortesia e ve ne saranno eternamente grati e vi guarderanno con più affetto e gratitudine di quelli che mostrano verso il capo quando gli annuncia un aumento di stipendio. Davvero.

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Novità di gennaio 2018 – prima parte

 

AAVV, Harry Potter e la pietra filosofale. Il libro magico lenticular, Magazzini Salani, 12,00 €

Alla fine di Harry Potter e la Pietra Filosofale, Harry Potter riceve da Hagrid un regalo magico: un album di fotografie speciali – che si muovono! Ispirato dal dono di Hagrid, questo libro ufficiale include un set di 4 immagini lenticular che ricreano alcune delle scene più amate di Harry Potter e la Pietra Filosofale. All’interno inoltre sedici altre cartoline originali dedicate al mondo della magia.

 

 

AAVV, Harry Potter e la camera dei segreti- Il libro magico Lenticular, Magazzini Salani, 12,00 €

Alla fine di “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, Harry Potter riceve da Hagrid un regalo magico: un album di fotografie speciali – che si muovono! Ispirato dal dono di Hagrid, questo libro ufficiale include un set di 4 immagini lenticular che ricreano alcune delle scene più amate di “Harry Potter e la Camera dei Segreti”. All’interno inoltre sedici altre cartoline originali dedicate al mondo della magia.

 

 

Jennifer L. Armentrout, Origin, Giunti, 6,90 €

Edizione economica.

Il quarto episodio della serie «Lux». Sono passate trentuno ore, quarantadue minuti e venti secondi da quando le porte del quartier generale di Dedalo si sono chiuse, separando Daemon da Katy, rimasta nelle mani del nemico. E la rabbia che il giovane alieno sente bruciare dentro cresce a ogni istante, facendo tremare le pareti della cella in cui i suoi stessi compagni lo hanno rinchiuso per impedirgli di andare a salvare Katy: una follia che metterebbe a rischio la sua vita e la sicurezza dell’intera comunità dei Luxen. Ma Daemon sa che niente e nessuno potrà mai tenerlo lontano dalla ragazza che ama: anche se questo significasse radere al suolo tutto il suo mondo. Katy, intanto, può solo cercare di sopravvivere. Tenuta prigioniera e sottoposta a misteriosi test, entra in contatto con gli uomini di Dedalo, scoprendo scenari finora insospettabili che mettono in crisi tutte le sue certezze. È davvero possibile conoscere fino in fondo quelli che ami? Chi sono i cattivi? Dedalo? Gli umani? O magari gli stessi Luxen?

 

 

Jennifer L. Armentrout, Opposition, Giunti, 6,90 €

Edizione economica.

Daemon Black è scomparso nel nulla e da giorni Katy continua a scrutare il luogo in cui l’ha visto per l’ultima volta, sperando di veder apparire tra gli alberi il ragazzo di cui è perdutamente innamorata. Tutto è immobile nel bosco che circonda la baita in cui Katy si è rifugiata con Luc, Archer e Beth, mentre un silenzio irreale non fa che aumentare i suoi timori. Da quella notte in cui migliaia di Luxen sono scesi sulla Terra, solcando il cielo come stelle cadenti, Daemon è sparito insieme a Dawson e Dee, per andare incontro alle schiere dei suoi simili. Intanto i nuovi arrivati si rivelano sempre più minacciosi e Katy non può fare a meno di chiedersi se Daemon tornerà davvero, e soprattutto se al ritorno sarà ancora lo stesso… E quando finalmente rivedrà i suoi magnetici occhi verdi, stenterà a credere a quello che sta accadendo: dopo tutto l’amore che li ha uniti, Daemon può davvero rinnegare il passato? Mentre il confine tra il bene e il male si assottiglia pericolosamente, Daemon e Katy sono di fronte alla prova più grande che abbiano mai immaginato.

 

 

James Dashner, La mutazione. Maze Runner, Fanucci, 12,90 €

Nuova edizione.

Cos’è accaduto prima dei fatti narrati nella trilogia di Maze Runner? Riavvolgiamo il nastro. Prima che i potenti della terra costituissero la C.A.T.T.I.V.O, prima che si formasse la Radura, prima che Thomas entrasse nel Labirinto, una serie di tempeste solari ha messo in ginocchio l’umanità. La mutazione è la storia di questa caduta. Mark e Trina vivono in un polveroso insediamento, insieme ad altri sopravvissuti all’apocalisse solare. Sono passati anni dalla catastrofe, eppure gli incubi di Mark sono ancora popolati dalle immagini delle devastazioni e dai volti dei familiari che ha perduto. Ma il peggio deve ancora venire. Un giorno, un enorme aeromobile appare nei cieli sopra l’insediamento e scarica sui superstiti emersi dai rifugi una pioggia di mefitiche frecce portatrici di un morbo letale. La maggior parte degli sventurati muore all’istante, gli altri, i più sfortunati, sperimenteranno gli effetti della malattia, che porta alla follia e rende aggressivi. Sembra non esserci più scampo per nessuno, ogni esistenza è ormai priva di valore, ma forse Mark e Trina possono far risorgere il mondo dalle proprie ceneri. Dopotutto, la fine è solo l’inizio. Eppure, per poter ricominciare, dovranno prima di ogni altra cosa rimanere in vita…

 

 

James Dashner, Il codice. Maze Runner, Fanucci, 12,90 €

Nuova edizione.

Cosa c’era prima del Labirinto? Qual è il vero obiettivo della C.A.T.T.I.V.O? Cos’è il gruppo B? Chi è davvero Thomas? E se lui e i suoi compagni avessero scelto di entrare nel Labirinto? Il principio di tutto è la fine. Le foreste bruciano, laghi e fiumi si prosciugano, gli oceani sommergono le terre. Un’epidemia inarrestabile decima gli esseri viventi e le leggi degli uomini decadono. In questo scenario la C.A.T.T.I.V.O va in cerca delle risposte e trova il ragazzo perfetto per portare a termine i propri disegni. Il suo nome è Thomas. Davanti a lui un muro invalicabile di menzogne e segreti, cui si contrappone la forza dell’amicizia e della fedeltà, in un mondo che sembra averle dimenticate del tutto. La sua missione è trovare le risposte agli interrogativi che non avrebbe mai pensato di doversi porre. Questa è la storia di quel ragazzo e di come costruì un Labirinto che lui solo avrebbe potuto violare.

 

 

James Dashner, Il labirinto. Maze Runner. Vol. 1, Fanucci, 12,90 €

Nuova edizione.

Quando Thomas si risveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio delimitato da invalicabili mura. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società in cui vigono rigorose regole per mantenere l’ordine, e ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell’ascensore. Il mistero si infittisce quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza che porta con sé un messaggio che non lascia alternative se non la fuga. Ma il Labirinto sembra essere inespugnabile… e potrebbe rivelarsi una trappola mortale.

 

 

James Dashner, La fuga. Maze Runner. Vol. 2, Fanucci, 12,90 €

Nuova edizione.

Il Labirinto e i viscidi Dolenti sono ben poca cosa se paragonati alla lunga marcia che la malefica organizzazione denominata C.A.T.T.I.V.O ha pianificato per i pochi sopravvissuti che tiene prigionieri, i Radurai, attraverso la Zona Bruciata. La squallida landa inaridita da un sole accecante è sferzata da tempeste di fulmini e popolata da esseri umani che l’Eruzione, il temibile morbo che rende folli, ha ridotto a zombi assetati di sangue. Nelle due settimane in cui dovranno percorrere i centocinquanta chilometri che li separano dal porto sicuro, la loro meta, tra cunicoli sotterranei infestati da sfere metalliche affamate di teste umane e creature senza volto dagli artigli letali, i Radurai dovranno dar prova del loro coraggio e dar voce al loro istinto di sopravvivenza. In questo scenario di desolazione, superando le insidie di città fatiscenti e foreste rase al suolo, il viaggio verso il luogo misterioso in cui potranno ottenere la cura che salverà loro stessi e il mondo diventerà per Thomas, Brenda, Minho e gli altri un percorso di scoperta di sé, del limite oltre il quale è possibile spingere le proprie paure.

 

 

James Dashner, La rivelazione. Maze Runner. Vol. 3, Fanucci, 12,90 €

Nuova edizione.

Thomas sa di non potersi fidare delle menti malvagie che fanno parte della C.A.T.T.I.V.O., l’organizzazione che continua a tenere sotto scacco lui e gli altri Radurai, i sopravvissuti al Labirinto. Il tempo delle menzogne è finito, gli ripetono, i loro ricordi sono stati ripristinati e le tremende Prove cui sono stati sottoposti sono terminate. Sostengono di aver raccolto tutti i dati di cui avevano bisogno, ma di dover fare ancora affidamento su di loro per un’ultima missione: tocca ai Radurai trovare una cura per l’Eruzione, lo spietato morbo che conduce alla follia. Ma accade qualcosa che nessuno degli uomini della C.A.T.T.I.V.O. poteva prevedere: i ricordi di Thomas si spingono molto più lontano di quanto possano anche solo sospettare, fino alla verità. Il ragazzo adesso ha la conferma: non può credere a una sola parola di quello che dicono. E i suoi ricordi gli rivelano che dovrà fare molta attenzione, se vuole sopravvivere, perché la verità è più pericolosa della menzogna.

 

 

Philip K. Dick, Electric Dreams, Fanucci, 16,00 €

Cupe, profetiche ed estremamente potenti, le storie di questa antologia mettono in luce un maestro al lavoro, dotato di sconfinata immaginazione e di una capacità non comune di comprendere ed esplorare la condizione umana. All’interno i dieci racconti sui quali si basa la serie televisiva Philip K. Dick’s Electric Dreams di Amazon Prime Video: Il fabbricante di cappucci, Il pianeta impossibile, Il pendolare, Vendete e moltiplicatevi, Un pezzo da museo, Umano è, L’impiccato, Autofac, Foster, sei morto e La cosa-padre. La serie, prodotta e ideata da Bryan Cranston, protagonista di Breaking Bad, Ronald D. Moore, produttore di Battlestar Galactica e Outlander, e Michael Dinner, produttore di Grey’s Anatomy, rende omaggio a uno dei più importanti autori di fantascienza al mondo, capace di segnare l’immaginario collettivo di intere generazioni.

 

 

H.P. Lovecraft, Le montagne della follia, Il Saggiatore, 17,00 €

Nuova edizione.

“Le montagne della follia” di Howard Phillips Lovecraft racconta il catastrofico esito di una spedizione nelle profondità inesplorate del continente antartico. Farnsworth Wright rifiutò di pubblicare l’opera su “Weird Tales” perché, a detta dell’editore, troppo lunga. L’orrore, per stereotipo, necessita di poche molecole di azoto, di respiri corti, mutili, di un sentimento di morte improvvisa accompagnato da brevi, fulminanti agonie: chi potrebbe sopportare uno spavento protratto oltremisura nel tempo? E invece tra le montagne della follia l’eco della paura si centuplica di grotta in grotta, e la resistenza dei personaggi e del lettore è spinta al limite della sopportazione. Il Saggiatore ripropone questo classico in una traduzione finalmente completa, che rifugge la tentazione di ricondurre a una mal compresa «piacevolezza» lo stile ossessivo, tassonomico, rituale di Lovecraft. Nella sua prosa l’orrore opera sempre nella stanza accanto, senza fare ostaggio di testimoni oculari; riempie le tubature e si riverbera fonicamente tra le pareti (Tekeli-li! Tekeli-li!), in un linguaggio nero che esisteva già prima del linguaggio umano e della parola, e che l’uomo non può decifrare; emana miasmi intollerabili e sconosciuti; lascia tagli ed escoriazioni ovunque. Ma non si vede. O almeno, non si vede mai del tutto: si cela nei cunicoli, dietro rocce cadute, al fondo di abissi glaciali. Così si compone il paesaggio delle “Montagne”, dipinto da un pittore alieno: in un simile sacro bosco, sovrumano, dove catene montuose di ardesia precambriana si alzano fino all’orlo inimmaginabile del pianeta, l’uomo diventa cacciagione, preda, o addirittura campione scientifico da sezionare e notomizzare, crudamente, come un esemplare di animale raro appena scoperto. La geografia antartica descritta da Lovecraft, però, è anche e soprattutto una geografia interiore, di certe latenze oniriche castrate dal meccanismo di rimozione, in cui una potenza cosmica anteriore al Cretaceo o all’Eocene – e a qualsiasi categoria temporale postulabile dall’umana ragione – imperversa originando forme inaudite, abissi impercorribili, vette impossibili da scalare. E agguanta e annichila tutto ciò che le si para davanti.

 

 

Abraham Merritt, Il vascello di Ishtar, Il Palindromo, 26,00 €

John Kenton, appena tornato a New York dall’esperienza devastante della Prima guerra mondiale, riceve uno strano oggetto rinvenuto durante una campagna di scavi in Medio Oriente: un blocco di pietra al cui interno è custodito un piccolo vascello di gemme intagliate. Kenton non lo sa ancora, ma il manufatto è uno stargate, la soglia per un’altra dimensione, un mondo dove il suo coraggio dovrà scontrarsi con l’acciaio delle spade e la potenza di ancestrali divinità in lotta, e in cui ritroverà la voglia di vivere sperimentando la passione di un amore fuori dal tempo. Questo volume contiene la prima versione de “Il vascello di Ishtar”, pubblicata originariamente nel 1926 e inedita in Italia. Il romanzo è accompagnato dalle illustrazioni originali dell’epoca e da un ricco corredo di apparati critici. Introduzione di Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, saggio di Andrea Scarabelli, nota biografica dell’autore di Maria Ceraso, glossario mitologico.

 

 

Michel Pastoreau, Blu. Storia di un colore, Ponte alle Grazie, 32,00 €

Nuova edizione.

E’ difficile valutare il ruolo del blu nella Bibbia e presso i popoli della Bibbia. Un ruolo probabilmente meno importante di quello del rosso, del bianco e del nero. C’è un termine ebraico che ha sollevato controversie appassionanti e chiarisce bene il pericolo insito nel voler tradurre con vocaboli moderni e relativi ai colori ciò che nei testi antichi riguarda soltanto la materia e la qualità. Si tratta della parola ebraica ‘tekhélet’, che torna a più riprese nella Bibbia. Tradurre ‘tekhélet’ con blu, o voler associare questa sostanza al colore blu è filologicamente problematico e storicamente anacronistico.

 

 

Laura Tanfani, Le commesse non riposano mai. Vita da commessa. Vol. 2, Becco Giallo, 15,00 €

Il cliente che sa tutto, quello che si porta 10 amici per decidere, quello che entra quando hai spento le luci, i weekend che non fai mai, la pasta col tonno come dieta perenne, le nuove collezioni e i black friday, i cambi senza scontrino, la temutissima maglia semplice ma particolare. Ritornano le incredibili avventure della vita da commessa, sabati e domeniche inclusi!

La pagina Facebook: https://www.facebook.com/vitadacommessa/?timeline_context_item_type=intro_card_work&timeline_context_item_source=1563330801&pnref=lhc

 

Fra i libri che ho visto in giro negli ultimi giorni ci sono una serie di tascabili pubblicati da Fanucci. Alcuni di questi libri erano ancora disponibili nella vecchia edizione, altri erano esauriti da tempo. Non li ho visti dappertutto, e non tutti i siti di vendita li segnalano, non ho idea di quale sia la data ufficiale di pubblicazione e forse perché arrivino nella vostra libreria ci vorranno ancora un po’ di giorni. Comunque con il cambio di distribuzione Fanucci ha fatto un po’ di ristampe importanti, e sul suo blog – finalmente il sito è di nuovo online, dopo mesi di assenza – ha annunciato per la seconda metà dell’anno la pubblicazione di un vecchio ciclo di Larry Niven, Ringworld. I romanzi di Niven erano già stati pubblicati parecchi anni fa da Nord, ma erano da tempo fuori commercio. La nuova edizione è legata alla serie televisiva da parte di Amazon Prime Video, così come tutte le ristampe di James Dashner che ho segnalato più in su sono legate all’arrivo del nuovo film tratto dalla sua saga. Capito perché sono stata contenta quando è stata annunciata l’opzione dei diritti televisivi della Trilogia di Fionavar di Guy Gavriel Kay? Una serie televisiva – ammesso che venga effettivamente realizzata – significa nuove traduzioni. Tornando a Fanucci, cambio di distribuzione, nuove ristampe… vedremo se ci saranno novità importanti sulla linea editoriale.

 

 

Steve Bein, La figlia della spada, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Oshiro Mariko è l’unica detective donna del Dipartimento della polizia metropolitana di Tokyo, ed è costretta a lottare per guadagnarsi ogni grammo di rispetto. Decisa a investigare sul narcotraffico della yakuza, si trova invece assegnata a un caso che sembra il meno promettente della sua carriera: il tentato furto di un’antica spada. Il proprietario della spada, il professor Yamada Yasuo, sostiene che sia stata forgiata dal leggendario maestro Inazuma: le sue lame, secondo alcuni, possiedono qualità magiche e hanno il potere di incidere sul destino di chi le impugna. La detective non ha nessuna intenzione di crederci, ma il suo scetticismo avrà vita breve. Le sue investigazioni la faranno precipitare nelle maglie di una maledizione che dura da secoli e che, ora più che mai, reclama sangue. Mariko sarà l’ultima di una lunga serie di guerrieri a scontrarsi con questo potere demoniaco, e perfino la spada che imparerà a maneggiare potrebbe rivoltarsi contro di lei…

Le mie impressioni: https://librolandia.wordpress.com/2014/09/02/steve-bein-la-figlia-della-spada-le-cronache-delle-spade-di-inazuma/

 

 

Jessica Brody, Violet, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Quando il volo 121 della Freedom Airlines precipita nell’oceano Pacifico, nessuno si aspetta che ci siano dei superstiti. Così, la notizia di una giovane donna ritrovata a galleggiare tra i rottami dell’aereo, praticamente illesa, fa il giro del mondo. Nessuno sa spiegarsi come possa essere sopravvissuta… tantomeno lei. La sua mente è una tabula rasa: non ricorda il proprio nome né nessun avvenimento della sua vita, e non sa cosa ci facesse su quel volo. Le sue impronte digitali e il suo DNA non si trovano in alcun database, nessuno ha denunciato la sua scomparsa. Intrappolata in un mondo che non riconosce, con delle abilità che non è in grado di comprendere e ossessionata da una minaccia che è solo un’eco nella sua testa, la misteriosa ragazza si sforza di rimettere insieme i pezzi del proprio passato e scoprire chi è veramente. Ma a ogni indizio seguono nuove domande, e il tempo per trovare le risposte è sempre meno. La sua unica speranza è un ragazzo affascinante, che sostiene di conoscerla da prima dell’incidente e di averla aiutata a fuggire da un esperimento top secret. Ma lei di chi può fidarsi davvero?

 

 

Genevieve Cogman, La biblioteca invisibile, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Come molte sue coetanee, Irene è una ragazza sveglia e piena di vita, eppure c’è qualcosa che la rende davvero speciale: lavora come spia per conto di una società segreta – la Biblioteca Invisibile – e viaggia attraverso dimensioni alternative per recuperare libri oscuri e misteriosi, sconosciuti ai più. Ad affiancarla c’è il suo enigmatico assistente, il bel Kai, con il quale viene spedita in una Londra vittoriana per rintracciare un volume molto pericoloso. Irene sa che gli agenti della Biblioteca devono essere pronti a tutto, compreso rubare i libri se necessario, ma a volte le missioni comportano pericoli imprevisti. Sulle sponde del Tamigi regna il caos, la città è avvolta dalla magia e abitata da strane creature soprannaturali. Per di più, qualcun altro ha già messo le mani sul libro che Irene e Kai stanno cercando e ha eliminato chi lo custodiva. Per ritrovarlo, le nostre spie dovranno affrontare ladri, assassini, affiliati a società segrete, lupi mannari e giganteschi alligatori meccanici… Una storia rocambolesca, ambientata in un mondo magico e inquietante in cui solo chi è pronto a tutto riuscirà a spuntarla.

 

 

James Dashner, Il giocatore. Virtnet Runner. The Mortality Doctrine. Vol. 1, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Michael è un giocatore e, come la maggior parte dei giocatori, spende più tempo nel VirtNet che nel mondo reale. Il VirtNet è una totale immersione nel virtuale, e crea dipendenza. Grazie alla tecnologia, chiunque abbia un bel po’ di soldi può sperimentare mondi fantastici, rischiare la vita senza essere mai in pericolo, o semplicemente spassarsela con i propri amici virtuali. E più si hanno doti da hacker, maggiore è il divertimento. Eppure anche in questa realtà alternativa esistono delle regole, e infrangerle può avere conseguenze estreme. Qualcuno però pensa non sia necessario seguirle: un giocatore anonimo è andato oltre ogni limite e tiene in ostaggio altri giocatori nel VirtNet. Gli effetti nel mondo reale sono devastanti: tutti gli ostaggi infatti finiscono per essere dichiarati cerebralmente morti. Il governo sa che per acciuffare un hacker ci vuole un altro hacker. Il prescelto è Michael, ma il rischio è enorme. Se accetta la sfida, Michael sa che dovrà infrangere a sua volta le regole del VirtNet e affrontare pericoli e predatori che una mente umana non può neanche immaginare. E sa anche che il confine tra gioco e realtà potrebbe essere cancellato per sempre.

 

 

David Gemmell, La leggenda dei Drenai, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Le fertili e inviolate terre dei Drenai sono minacciate da un’orda sconfinata di Nadir, i guerrieri nomadi del Nord guidati dall’ambizioso Ulric, signore della guerra della tribù delle Teste di Lupo. I tentativi di negoziare la pace da parte di Abalayn, signore dei Drenai, hanno fallito e ora tra l’esercito degli invasori e le ricchezze dell’impero resta solo un ultimo baluardo: le sei muraglie inespugnabili della fortezza di Dros Delnoch. A difenderla le guarnigioni agguerrite ma stanche guidate dal nipote di Abalayn, il gan Orrin, la cui inettitudine rischia però di compromettere la resistenza all’assedio. Il conte Delnar, saggio custode dell’impero prossimo alla morte, sa che solo con l’aiuto dei monaci guerrieri dell’ordine dei Trenta e di Druss, il leggendario eroe della battaglia del Passo di Skeln, i Drenai possono sperare di respingere il nemico invasore. In questo scontro epico e sanguinoso, la disperata lotta di un popolo pronto a tutto per difendere la propria libertà, solo l’eroismo e il coraggio potranno prevalere sulle forze del male. Un impero favoloso costretto a fronteggiare nemici irriducibili, l’inizio di un’epopea che sarà cantata dai bardi e i cui leggendari giorni non potranno essere dimenticati.

 

 

Terry Goodkind, La prima regola del mago, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Le Terre d’Occidente sono in pericolo: i confini magici, eretti da un grande arcimago a difesa della civiltà contro i poteri del male, stanno crollando. Esseri mostruosi provenienti dagli altri Regni compaiono all’improvviso nella foreste, e assieme a loro giunge anche Kahlan Amnell, una fanciulla dotata di misteriosi poteri e inseguita da quattro agguerriti assassini. Richard Cypher, giovane guida che ha da poco perso il padre, interviene coraggiosamente in aiuto della ragazza e con lei si mette alla ricerca del mago che aveva un tempo creato la barriera magica: è lui l’unico baluardo rimasto a contrastare il malvagio potere di Darken Rahl e i suoi propositi di conquista.

 

 

Thea Harrison, Il legame del drago, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Mezza umana e mezza Wyr, l’antica e potentissima razza dei draghi, Pia ha sempre cercato di tenersi fuori dai conflitti tra i due popoli, nascondendo a tutti le sue origini. Ma dopo essere stata ricattata e costretta a rubare una moneta dai tesori di un drago, Pia scatena l’ira dei Wyr. Dragos Cuelebre è il più temuto e rispettato di loro: nato insieme al sistema solare, predatore tra i predatori, non può credere che qualcuno abbia osato rubargli qualcosa. Ma quando riuscirà a catturare Pia, scoprirà segreti ed emozioni che lo uniranno a lei irreparabilmente, come una forza ancestrale. Insieme affronteranno la minaccia dei fae oscuri e le difficoltà della trasformazione che sta avvenendo in Pia, che ora è pronta ad accettare la sua natura wyr.

 

 

Robin Hobb, Il risveglio dell’assassino, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Dopo aver aiutato il suo re Veritas a liberare i Sei Ducati dalla minaccia dei pirati, Fitz Chevalier rinuncia al suo passato di assassino di corte e al suo nome e si ritira in un lontano eremo insieme al suo lupo Occhi-di-notte e a Ticcio, il ragazzo affidatogli da Stornella. Presto però riceve la visita di Umbra, l’uomo che gli ha insegnato la via per diventare assassino, e che gli chiede di istruire nell’Arte l’erede al trono dei Sei Ducati, il principe Devoto. Seppur combattuto, Tom rifiuta. Ma il mondo del passato irrompe ancora nella sua vita: il giovane principe Dutiful è scomparso alla vigilia di un matrimonio fondamentale per la sua dinastia, e sarà lui a doverlo ritrovare, anche se la sua missione sembra una vera follia.

 

Laura Lam, 2055: false hearts, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Cresciute all’interno della rigida comunità di Mana’s Hearth, le sorelle siamesi Taema e Tila sognano una vita sull’altro lato della baia, dove le attende una San Francisco sconosciuta, sconvolta dal terremoto del 2055, e dove saranno separate chirurgicamente. Una notte di dieci anni dopo, Tila viene arrestata davanti alla sua casa. È fuori di sé, coperta di sangue. Su di lei pende un’accusa di omicidio, il primo in città da decenni. È sospettata di essere coinvolta nella Ratel, una potente organizzazione criminale, e di aver agito sotto gli effetti dello Zeal, un farmaco che può spingere le menti più violente e deviate a mettere in atto i propri desideri più brutali. Taema sa che se vuole salvare sua sorella e se stessa non ha altra scelta che immergersi negli anfratti più oscuri della città alla ricerca di ciò che, indecifrabile e torvo, lega il presente al loro difficile passato, rendendo indissolubili i loro destini.

 

 

China Miéville, La città & la città, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Immaginate due città, separate e unite allo stesso tempo, in un punto indefinito dell’Europa. Figlie della catastrofe post-sovietica. Due città sovrapposte, che condividono lo stesso spazio, ognuna con le proprie strade, i propri palazzi, i propri cittadini, la propria storia, la propria identità. Un’anomalia spazio-temporale, un capriccio tecnologico, un errore nella creazione, una scissione a un certo punto della storia? Tutto questo, o forse no. Per un cittadino dell’una il più grave reato è quello di vedere un cittadino dell’altra: sono due mondi vicinissimi, eppure incomunicabili, e la punizione per chi trasgredisce è certa e impietosa. Così tutti sono abituati fin dalla nascita a non-vedere, a sfuggire ogni forma di contatto con gli altri che pure sono lì, sotto i loro occhi e a portata di mano. Viene scoperto un delitto, in una delle due città, e le indagini portano fino all’altra città, e poi oltre, in un’altra realtà che nessuna delle due sembra conoscere, e che forse le trascende entrambe.

 

 

Rysa Walker, Timebound. Nel vortice del tempo, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Quando la nonna le racconta di un misterioso medaglione blu, e del dono che lo rende un portale per viaggiare nel tempo, la sedicenne Kate Pierce-Keller pensa che stia delirando a causa dell’età. Eppure, da quel momento, Kate comincia a sentirsi strana e a soffrire di attacchi di panico. Solo in seguito capirà che non sono altro che gli effetti delle increspature nel tempo, causate da coloro che stanno manipolando la Storia. I segreti di cui sua nonna la mette al corrente la conducono a incrociare la strada di uomini spregiudicati, impegnati a cambiare il corso degli eventi pur di garantirsi fama e ricchezza. Solo allora Kate capisce che il medaglione è l’unica salvezza per la sua famiglia, che rischia di essere cancellata dalla memoria del mondo. Insieme a Trey – biondo, molto carino e follemente innamorato di lei -, risalirà i decenni fino all’Esposizione Mondiale di Chicago del 1893, per scongiurare un terribile avvenimento ed evitare così la catena di eventi che ne conseguirebbe. Ma cambiare il corso della Storia ha un prezzo, e potrebbe essere proprio Kate a pagarlo…

 

 

Roger Zelazny, Nove principi in Ambra, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica.

Chi è l’uomo che giace ferito in un letto d’ospedale? Conosce il suo passato? Sa qual è il destino a lui riservato in un mondo lontano, che un tempo gli apparteneva? Esiliato per secoli nel mondo delle Ombre, il principe Corwin sta per fare ritorno ad Ambra, il mondo perfetto e al contempo sinistro, l’universo dal quale tutti gli altri sono stati generati, per l’ultimo, disperato tentativo di riconquistare ¡1 trono che un tempo gli spettava. Dalla foresta di Arden fino alla Scala per Arbma che sale dal mare, macchiata dal sangue di eroi caduti, il dominio di Eric, Random, Bleys, Caine e degli altri principi distende sui popoli una coltre di oppressione. È su di loro che Corwin dovrà avere la meglio, ma il suo cammino è ostacolato da entità sfuggenti, inquietanti, inimmaginabili, forze insondabili forgiate nel fuoco del terrore, le uniche in grado di resistere all’impeto del principe e alla sua furia sovrumana. Il primo capitolo di un viaggio fantastico ed eroico, l’epopea della riconquista di un mondo e della propria eredità.

La mia recensione: http://www.fantasymagazine.it/27102/nove-principi-in-ambra

 

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Mistborn. L’ultimo impero di Brandon Sanderson

Ho già recensito Mistborn. L’Ultimo impero di Brandon Sanderson, quindi se quel che vi interessa è la recensione potete andare qui: http://www.fantasymagazine.it/11341/mistborn-l-ultimo-impero. Ora sono in fase di rilettura, non di lettura, e in questo testo abbondano gli spoiler.

Ricordavo che la mia recensione, vecchia ormai di otto anni, iniziava parlando di Robert Jordan e del coinvolgimento di Sanderson in La Ruota del tempo, in quel momento era ciò che interessava di più ai lettori. Sanderson però si è costruito un’ottima fama, e del tutto meritata, al di là di La Ruota del Tempo. Non ricordavo invece di aver fatto già all’epoca un collegamento fra Rand e l’autore del diario tradotto da Sazed. L’autore del diario crede di essere il Campione delle Ere, colui che è stato profetizzato per salvare l’umanità, ma non ne è del tutto convinto, a volte è tormentato dai dubbi, spesso dalla consapevolezza del fatto che la sua venuta potrebbe distruggere il mondo stesso e che certamente farà soffrire molte persone, e nel momento in cui si accetta è infastidito dalla mancanza di fede altrui. Io rivedo l’ombra di Rand in lui, solo che Rand è davvero il Promesso, colui che affronterà il Tenebroso, l’autore del diario no. Capisco perché Harriet McDougal, ben prima di terminare la lettura di Mistborn. L’Ultimo impero, volesse Sanderson per A Memory of Light. Ma, al di là di questo, trovo straordinario questo mondo devastato, dove le piante verdi sono un mito e la cenere cade dal cielo. Le immagini sono molto vive, concrete e d’impatto. La magia lascia senza fiato. Quel che Kelsier sa fare con Tiraferro e Spintacciaio è al di là di ogni descrizione, ma anche le altre caratteristiche dell’allomanzia, della feruchemia e dell’emalurgia (la magia degli Inquisitori, anche se il nome lo scopriremo più avanti e le sue caratteristiche pure) sono affascinanti. Sanderson sa davvero congegnare meccanismi perfetti. Amo i personaggi, le loro fragilità i loro punti di forza, il loro modo di essere. Ma queste sono tutte cose che già sapevo, anche se rinfrescare la memoria e il cuore fa sempre bene.

Non ricordavo l’importanza della religione. Cioè, ricordavo che Sazed raccoglie le religioni scomparse (fra le altre cose), non ricordavo quanto le religioni fossero importanti. Non ricordavo il rapporto di Kelsier con la religione e ho sottovalutato quello di Sanderson. Sanderson è stato missionario. Commentando Elantris ho parlato della religione, dei conflitti religiosi. Di fatto la missione di uno dei personaggi, Hrathen, è la conversione religiosa forzata di un’intera nazione. Qui l’ho appena visto. In Il Conciliatore alcuni personaggi, vedi Lievecanto, sono dèi, e le divinità sono importanti anche nelle Cronache della Folgoluce. Direi che per Sanderson il tema è fondamentale, e varrebbe la pena svilupparlo attentamente. Questo ammettendo di avere a disposizione tempo che io non ho. Comunque i temi fondamentali sono tanti, con discorsi e situazioni legati all’oppressione, all’importanza del conservare la speranza, al valore della fiducia, alle questioni morali. Avrei dovuto prendere appunti per poter parlare davvero di tutto ciò che questo romanzo contiene, ma in questo caso ho scelto semplicemente di divertirmi e di andare a caccia del Cosmoverso. Questo è ciò che ho trovato.

 

Dal Capitolo 4

«Se posso, ho anche intenzione di ucciderlo.»

Silenzio.

«Kelsier,» disse Ham lentamente «il lord Reggente è il Frammento dell’Infinito. È un pezzo di dio stesso. Non puoi ucciderlo. Perfino catturarlo forse si rivelerà impossibile.»

Per la serie… la prima volta che lo si legge si pensa che sia solo un’esagerazione per indicare un personaggio dagli enormi poteri. Invece il lord Reggente non è solo un dio per l’Ultimo impero e il mondo di Scadrial, ma è in qualche modo legato a tutta la cosmologia di Sanderson. In lui c’è un Frammento stesso di Adonalsium. Inutile dire che questa cosa mi incuriosisce tantissimo.

Prima del Capitolo 5

Non capisco nemmeno cosa ci si aspetta che io faccia. I filosofi terrisiani affermano che saprò qual è il mio compito quando arriverà il momento, ma la cosa mi è di poco conforto.

Il Baratro dev’essere distrutto, e a quanto pare io sono l’unico che può farlo. Perfino ora sta devastando il mondo. Se non lo fermo presto, non rimarrà nulla di questa terra tranne ossa e polvere.

Ogni capitolo è introdotto da un breve brano in prima persona. Sanderson ci ha presi in giro tutti quanti, per l’intero romanzo noi siamo convinti che queste siano riflessioni del Campione delle Ere, e invece… Mi piace il modo in cui il diario giunge nelle mani di Sazed, grazie a Vin che lo usa per proteggersi, e questi brani sono affascinanti. Qualcuno lo avevo ripreso in passato, in brevi post che contenevano la sola citazione. Prima o poi li cercherò tutti, compresi quelli che invece di aprire i vari capitoli sono compresi all’interno dei capitoli stessi, e li riunirò insieme per vedere l’effetto che fanno.

Prima del Capitolo 6

Non ho mai voluto questo, è vero. Ma qualcuno deve fermare il Baratro. E, a quanto pare, Terris è l’unico posto dove ciò può essere fatto.

A questo proposito, comunque, non devo accettare la parola dei filosofi. Posso sentire la nostra meta ora, posso percepirla, anche se gli altri non ci riescono. Essa pulsa nella mia mente, in lontananza fra le montagne.

Per tutto il tempo non facciamo che chiederci chi o cosa sia il Baratro. Un nemico sconosciuto, incomprensibile, per certi versi è più temibile di uno noto. Comunque Sanderson non poteva spiegare troppo, non con il Baratro, altrimenti Mistborn. Il Pozzo dell’Ascensione non avrebbe avuto la stessa forza. Il nostro amico sente una pulsazione? Che sia da questo che nasce l’allomanzia?

Dal Capitolo 6

Come potevano anche solo pensare di resistere al lord Reggente? Lui era… be’, era il lord. Dominava tutto il mondo. Era il creatore, il protettore e il castigatore dell’umanità. Li aveva salvati dal Baratro, poi aveva portato le ceneri e le nebbie come castigo per la mancanza di fede della gente. Vin non era particolarmente religiosa – i ladri intelligenti sapevano che era meglio stare alla larga dal Culto d’Acciaio – ma perfino lei conosceva le leggende.

Nelle leggende si cela sempre un fondo di verità. Il lord Reggente domina l’umanità, la protegge, ha salvato il mondo dal Baratro, ma non ha creato l’umanità e se anche è vero che ha portato cenere e nebbie non l’ha fatto per castigo. Come si può distinguere la verità dalla menzogna quando sono così strettamente intrecciate? Vin e compagni vivono in un’epoca in cui il lord Reggente domina da mille anni, quante volte saranno cambiate leggende e conoscenze in quest’arco di tempo?

Dal Capitolo 8

«Ditemi, padrona, voi in cosa credete?»

Vin si accigliò. «Che genere di domanda è questa?»

«Il genere più importante, ritengo.»

Vin restò seduta immobile per un momento, ma era ovvio che lui si aspettava una risposta, perciò alla fine scrollò le spalle. «Non lo so.»

«La gente lo dice spesso,» notò Sazed «ma ho scoperto che di rado risponde al vero. Credete nell’Ultimo Impero?»

«Credo che sia forte» disse Vin.

«Immortale?»

Vin si strinse nelle spalle. «Finora lo è stato.»

«E il lord Reggente? È l’Avatar di dio Asceso? Credete che, come insegna il Culto, sia il Frammento dell’Infinito?»

«Io… non ci ho mai pensato prima.»

«Forse dovreste» osservò Sazed. «Se, dopo un accurato esame, trovaste che gli insegnamenti del Culto non vi si addicono, sarei lieto di offrirvi un’alternativa.»

Ah, Sazed! Sempre pronto a offrire una nuova fede… L’ho detto, per Sanderson la religione è importante. Il lord Reggente è Asceso? Cosa significa esattamente questo? Lo vedremo, ma all’inizio è una domanda importante. E ancora si parla di Frammento dell’Infinito, pur senza sapere cosa sia.

Dal Capitolo 10

«Ma c’è un problema. Il lord Reggente è dio, giusto?»

Vin scrollò le spalle. «Ha importanza?»

Ham la guardò torvo.

Lei sbuffò. «D’accordo. Il Culto afferma che è dio.»

«Per l’esattezza,» fece notare Breeze «il lord Reggente è solo un pezzo di dio. È il Frammento dell’Infinito: non onnisciente od onnipresente, ma solo una parte a sé stante di una coscienza che è.»

Ham sospirò. «Pensavo che non volessi farti coinvolgere.»

«Mi stavo solo accertando che i fatti fossero corretti» disse Breeze in tono allegro.

«Comunque,» proseguì Ham «dio è il creatore di tutte le cose, giusto? È la forza che determina le leggi dell’universo, ed è pertanto la fonte ultima dell’etica. È la moralità assoluta.»

Vin batté le palpebre.

«Vedi il dilemma?» chiese Ham.

«Io vedo un idiota» borbottò Breeze.

«Sono confusa» ammise Vin. «Qual è il problema?»

«Affermiamo di star facendo il bene» rispose Ham. «Ma il lord Reggente, in quanto dio, definisce il bene. Perciò, opponendoci a lui, in realtà siamo malvagi. Ma, dato che egli sta fa­cendo la cosa sbagliata, il male diventa bene in questo caso?»

Parlavo di problemi morali? E questa è solo una discussione filosofica con cui Ham vuole seminare qualche dubbio, in altri punti i problemi ci travolgono con la forza di un treno in corsa.

Dal Capitolo 11

La statua raffigurava il lord Reggente, in piedi in posa teatrale in mantello e armatura, una rappresentazione informe del Baratro morto nell’acqua ai suoi piedi.

Sempre un essere informe. Scopriremo poi – molto poi – perché.

Dal Capitolo 12

In molte finestre l’elemento principale era il Baratro. Color nero profondo – o, in termini di vetro, violetto – era senza forma, con vendicative masse tentacolari che strisciavano per diverse vetrate. Vin alzò lo sguardo su di esso, assieme alla rappresentazione in colori brillanti del lord Reggente, e si ritrovò un po’ folgorata da quelle scene illuminate da dietro.

Cos’era?Il Baratro? Perché raffigurarlo così senza forma, perché non mostrare cos’era in realtà?

Non si era mai interrogata sul Baratro prima di allora, ma le lezioni di Sazed l’avevano lasciata curiosa. I suoi istinti le sussurravano che era una truffa. Il lord Reggente aveva inventato una terribile minaccia che era stato in grado di distruggere in passato, ‘guadagnandosi’ così il suo posto come imperatore. E tuttavia, fissando quella cosa orribile e contorta, Vin era quasi portata a credere.

E se una cosa del genere fosse esistita per davvero? E, in tal caso, com’era riuscito il lord Reggente a distruggerla?

Il Baratro è informe, con masse tentacolari che strisciano e si espandono. Un po’ come la nebbia.

Dal Capitolo 17

«Quella notte, dopo che il suo corpo venne portato via, io mi Infransi.»

«Impazzisti?» chiese Vin.

«No» disse Kelsier. «Infrangersi è un termine allomantico. I nostri poteri all’inizio sono latenti: vengono alla luce solo dopo un evento traumatico. Qualcosa di intenso… di quasi mortale. I filosofi dicono che un uomo non possa comandare i metalli finché non abbia visto la morte e l’abbia superata.»

Questo non è Cosmoverso ma Allomanzia. Il sistema magico mi interessa, quindi mi appunto anche dettagli di questo tipo. Per le proprietà dei metalli c’è l’Ars Arcanum finale, molto più completo nei libri successivi. Anche se la cosa più bella che ho visto è un poster la cui riproduzione si trova sul sito di Sanderson.

Dal Capitolo 18

Per una nazione governata da un’autoproclamatasi divinità, l’Impero ha sperimentato uno spaventevole numero di colossali errori di comando. Molti di questi sono stati dissimulati con successo e si possono ritrovare soltanto nelle metalloscorte dei feruchemisti o nelle pagine dei testi banditi. Comunque, basta guardare al passato prossimo per notare errori come il Massacro di Devanex, la revisione della Dottrina del Baratro e il trasferimento della popolazione dei Lenari.

Il lord Reggente non invecchia. Questo, perlomeno, è innegabile. Questo testo, però, ha l’intento di provare che non è affatto infallibile.

La revisione della Dottrina del Baratro? Mi piacerebbe conoscere entrambe le versioni. Mi sarebbe piaciuto, invece Sanderson ha gettato il sasso e nascosto la mano. Lo so che non era necessario leggere questa Dottrina per apprezzare i romanzi, ma il fantasy non implica solo l’avventura. Implica anche la costruzione del mondo, e se il mondo mi affascina (cosa che va tradotta automaticamente con il desiderio di vivere in quei mondi. Cenere dal cielo e schiavitù? No, grazie) vorrei conoscerlo il più possibile.

Dal Capitolo 19

Il suo contatto sedeva sulla soglia di un negozio chiuso, ad aspirare silenziose boccate da una pi­pa. Kelsier sollevò un sopracciglio: il tabacco era un lusso costoso. Hoid doveva essere uno spendaccione, oppure uno capace quanto suggeriva Dockson.

Hoid ripose la pipa con calma, poi si alzò in piedi, anche se questo non lo rese molto più alto. L’ossuto ometto calvo gli rivolse un profondo inchino nella notte nebbiosa. «Saluti, mio signore.»

Hoid. In Elantris è un mendicante che porta un rifornimento inviato da Sarene nella città maledetta, anche se in un racconto ambientato dopo il romanzo si vede che è più di un semplice mendicante. Qui è un informatore di Kelsier. In entrambi i casi un personaggio umile, ma qualcuno che sa, che agisce oltre i limiti della legalità, anche se lo fa in modo molto dimesso, e che non si arrende alla situazione attuale. Vedremo dove e quando lo ritroverò in futuro.

Dal Capitolo 19

«il lord Reggente è molto più clemente verso i nobili che nei confronti degli skaa. Li vede come i figli dei suoi amici e alleati da tempo defunti, gli uomini che pare lo abbiano aiutato a sconfiggere il Baratro. Ogni tanto lascia correre certe loro azioni come leggere testi ai limiti o assassinare membri delle loro famiglie.»

Dal Capitolo 20

Inoltre, il lord Reggente non aveva forse un certo diritto al proprio ruolo? Aveva sconfitto il Baratro, o così affermava. Aveva salvato il mondo che, in maniera piuttosto contorta, aveva reso suo. Che diritto avevano di sottrarglielo?

Forse un millennio di dominio dispotico non sono il miglior biglietto di presentazione. Ma già, Rashek era un portatore, un uomo abituato a usare la forza e basta, che conoscenze aveva per fondarci sopra il suo governo? Che conoscenze aveva per riplasmare il mondo?

Prima del Capitolo 22

Sulle prime c’erano quelli che non ritenevano che il Baratro fosse un grave pericolo, almeno non per loro. Comunque, portò con sé un influsso maligno che ho visto infettare quasi ogni parte della terra. Gli eserciti sono inutili davanti a esso. Le grandi città vengono abbattute dal suo potere. I raccolti avvizziscono e la terra muore.

Questo è ciò che combatto. Questo è il mostro che devo sconfiggere. Temo di aver impiegato troppo tempo. C’è già stata co­sì tanta distruzione che ho paura per la sopravvivenza dell’umanità.

È davvero la fine del mondo, come molti filosofi predicono?

L’influsso di Robert Jordan su Brandon Sanderson è evidente, ma qui c’è anche il Nulla che in La storia infinita di Michael Ende sta inghiottendo l’intera Fantàsia.

Dal Capitolo 22

Quelli che ora chiamiamo Custodi erano molto più comuni allora… forse perfino più comuni dei Misting fra la nobiltà oggigiorno. La nostra arte è chiamata ‘feruchemia’, e conferisce la capacità di immagazzinare certi attributi fisici in pezzi di metallo.»

Vin aggrottò le sopracciglia. «Anche voi bruciate metalli?»

«No, padrona» rispose Sazed scuotendo il capo. «I feruchemisti non sono come gli allomanti: noi non consumiamo i nostri metalli bruciandoli. Li usiamo come deposito. Ogni ­pez­zo di metallo, a seconda delle dimensioni e della lega, può immagazzinare una certa qualità fisica. Il feruchemista mette da parte un attributo, poi attinge alla riserva in un momento successivo.»

«Attributo?» chiese Vin. «Come la forza?»

Non solo la forza. All’inizio vediamo solo l’allomanzia, ma per questa saga Sanderson ha creato tre diversi modi per sfruttare i metalli. Il secondo è la feruchemia. Del terzo si parlerà decisamente più avanti. Intanto anche la feruchemia ha la sua tavola dei metalli.

Dal Capitolo 22

«Questo è fatto di rame: consente di immagazzinare ricordi e pensieri. Ogni Custode porta diversi braccialetti come questo, pieni di conoscenza: canzoni, racconti, preghiere, storie e linguaggi. Molti Custodi hanno un’area specifica di interesse: la mia è la religione, ma ricordiamo tutti l’intera raccolta. Se solo uno di noi sopravvivrà fino alla morte del lord Reggente, le genti di tutto il mondo saranno in grado di recuperare tutto ciò che hanno perduto.»

Esitò, poi si tirò giù la manica. «Be’, non proprio tutto ciò che è andato perduto. Ci sono ancora cose che ci mancano.»

«La vostra religione» mormorò Vin. «Non l’avete mai ritrovata, vero?»

Sazed scosse il capo. «Nel suo diario, il lord Reggente lascia intendere che furono i nostri profeti a condurlo al Pozzo dell’Ascensione, ma perfino questo per noi costituisce una nuova informazione. In cosa credevamo? Cosa o chi adoravamo? Da dove venivano questi profeti terrisiani e come facevano a predire il futuro?»

I braccialetti di Sazed, colmi di tutta la conoscenza del mondo. Il mondo va costruito per bene fin dall’inizio.

Capitolo 27

«La feruchemia è completamente interna» spiegò Kelsier con voce noncurante. «Può fornire alcune delle cose che noi otteniamo da peltro e stagno – forza, resistenza, vista – ma ogni attributo dev’essere accumulato separatamente. Può mi­gliorare anche molte altre cose che all’allomanzia sono precluse. Memoria, velocità di movimento, chiarezza di pensiero… perfino alcune cose strane come peso o età fisica possono essere alterate dalla feruchemia.»

«Allora è più potente dell’allomanzia?»

Kelsier scrollò le spalle. «La feruchemia non ha poteri esterni: non può Spingere e Tirare le emozioni, né può usare Spintacciaio o Tiraferro. E la maggior limitazione della feruchemia è che devi immagazzinare tutte queste abilità prendendole dal tuo stesso corpo.

«Vuoi essere doppiamente forte per un po’? Be’, devi trascorrere diverse ore da debole per accumulare la forza. Se vuoi immagazzinare la capacità di guarire rapidamente, devi passare molto tempo con una sensazione di malessere. Nell’allomanzia, i metalli sono il nostro carburante: in genere possiamo usare le nostre capacità finché abbiamo metalli da bruciare. Nella feruchemia, i metalli non sono che dispositivi per immagazzinare: è il tuo corpo il vero carburante.»

«Allora puoi semplicemente rubare i metalli con le riserve di qualcun altro, giusto?»

Kelsier scosse il capo. «Non funziona: i feruchemisti possono aver accesso solo a metalli creati da loro stessi.»

«Oh.»

Kelsier annuì. «Perciò, no. Non direi che la feruchemia è più potente dell’allomanzia. Entrambe hanno vantaggi e limitazioni. Per esempio, un allomante può avvampare un metallo solo fino a un certo punto, quindi la sua forza massima è limitata. I feruchemisti non hanno questo genere di restrizioni: se un feruchemista ha immagazzinato abbastanza forza per essere due volte più forte del normale per un’ora, potrebbe decidere invece di essere tre volte più forte per un periodo di tempo più breve… o perfino quattro, cinque o sei volte per periodi più limitati.»

Oppure decidere di essere cento volte più forte del normale solo per una manciata di secondi, il tempo di un ceffone dato con fare noncurante ma che spezza la vita di un uomo come se non fosse nulla. Avremmo dovuto capirlo che era un feruchemista, non c’erano altre spiegazioni per quella devastazione. Il lord Reggente ha voluto dimostrare di poter schiacciare i suoi nemici come se fossero insetti e ha attinto in profondità dalle sue riserve. Oh, Kelsier!

Prima del Capitolo 28

A volte i miei compagni sostengono che mi preoccupo e mi interrogo troppo. A ogni modo, mentre può darsi che io mi ponga domande sulla mia statura di eroe, c’è una cosa che non ho mai messo in discussione: la bontà ultima della nostra missione.

Il Baratro dev’essere distrutto. L’ho visto e l’ho percepito. Questo nome che gli diamo è una parola troppo debole, penso. Sì, è profondo e incommensurabile, ma è anche terribile. Molti non si rendono conto che è senziente, ma io ho avvertito la sua mente, le poche volte che l’ho affrontato direttamente.

È un coacervo di distruzione, follia e corruzione. Distruggerà il mondo non per rancore od ostilità, ma semplicemente perché questo è ciò che fa.

Maggiori dettagli in Mistborn. Il Campione delle Ere.

Dal Capitolo 28

Ovviamente c’erano anche le immancabili raffigurazioni dedicate all’Ascensione. Vin riusciva a riconoscerle più facilmente ora, e fu sorpresa di vedere riferimenti a cose che aveva letto nel resoconto. Le colline verde smeraldo. Le montagne scoscese, con deboli linee ondulate provenienti dalle sommità. Un lago scuro e profondo. E… oscurità. Il Baratro. Una caotica cosa di distruzione.

Lui lo sconfisse, pensò Vin. Ma… cos’era? Forse la fine del diario avrebbe rivelato di più.

Vin sta iniziando ad apprezzare le vetrate. Brava ragazza.

Prima del capitolo 29

Tutti gli altri pensano che avrei dovuto far giustiziare Kwaan per avermi tradito. A dire la verità, probabilmente lo ucciderei in questo istante se sapessi dov’è andato. In quel momento, però, non potevo farlo.

Quell’uomo era diventato come un padre per me. A oggi, ancora non so perché tutt’a un tratto decise che non ero io il Campione. Perché si rivoltò contro di me, denunciandomi all’intero Conclave dei Recamondo?

Avrebbe preferito forse la vittoria del Baratro? Di certo, perfino se io non fossi il prescelto – come ora afferma Kwaan – la mia presenza al Pozzo dell’Ascensione non potrebbe essere peggio di ciò che accadrà se il Baratro continua a inghiottire la terra.

Capitolo 29

Sazed,» esordì lei infine «quando mi hai salvato, quella notte nella pioggia, hai usato la feruchemia, vero?»

Sazed annuì. «Proprio così. L’Inquisitore era molto concentrato su di voi e io sono stato in grado di arrivargli alle spalle e colpirlo con una pietra. Sono diventato molte volte più forte di un uomo normale e il mio colpo l’ha scagliato contro il muro, rompendogli diverse ossa, sospetto.»

«Tutto qui?» chiese Vin.

«Sembrate delusa, padrona» fece notare Sazed sorridendo. «Vi aspettavate qualcosa di più spettacolare?»

Vin annuì. «È solo che… sei così riservato sulla feruchemia, e questo la fa sembrare più mistica.»

Sazed sospirò. «C’è davvero poco da nascondervi, padrona. L’unico vero potere della feruchemia, la capacità di immagazzinare e recuperare memorie, dovete averlo già compreso. Gli altri poteri non sono poi molto diversi da quelli che voi ottenete da peltro e stagno. Alcuni di loro sono un po’ più strani – rendere il feruchemista più pesante, o cambiare la sua età – ma offrono poche applicazioni in combattimento.»

«Età?» chiese Vin, drizzando le orecchie. «Potete diventare più giovani?»

«Non esattamente, padrona. Ricordate, un feruchemista deve trarre i suoi poteri dal proprio corpo. Potrebbe, per esempio, passare alcune settimane col suo corpo invecchiato al punto tale da sentirsi e apparire dieci anni più vecchio di quanto sia in realtà. Poi potrebbe riscuotere quell’età per rendersi dieci anni più giovane per lo stesso lasso di tempo. In ogni caso, nella feruchemia dev’esserci un equilibrio.»

Vin ci pensò su per un momento. «Il metallo che usate ha importanza?» chiese. «Come nell’allomanzia?»

«Ma certamente» rispose Sazed. «Il metallo determina quello che può essere accumulato.»

Quante informazioni ci sono in questo breve dialogo? Sazed ci spiega come ha salvato Vin, e senza saperlo anticipa quel che il lord Reggente farà a Kelsier. Ci parla di come sia possibile usare la feruchemia sull’età. Parla di equilibrio, e qui ancora una volta mi torna in mente Jordan anche se il concetto di equilibrio non l’ha certo inventato lui. E, in alcune altre battute che io ho tagliato, consente a Vin di ingerire un po’ del suo metallo, gesto che gli consente di avere un’idea importante verso la conclusione del romanzo.

Epilogo

Tuttavia gli Inquisitori, per quanto pericolosi, la preoccupavano molto meno ora che conosceva il loro segreto. Era più turbata per qualcos’altro.

‘Non sapete quello che faccio per l’umanità. Io ero il vostro dio, anche se non potevate capirlo. Uccidendo me, vi siete condannati da soli…’

Le ultime parole del lord Reggente. In quel momento lei aveva pensato che si riferisse all’Ultimo Impero come quello che faceva ‘per l’umanità’. Però ora non ne era più così sicura. C’era stata paura nei suoi occhi quando aveva pronunciato quelle parole, non orgoglio.

«Saze?» disse lei. «Cos’era il Baratro? Quella cosa che il Campione del diario avrebbe dovuto sconfiggere?»

«Vorrei che lo sapessimo, padrona» rispose Sazed.

«Ma non è arrivata, giusto?»

«A quanto pare no» disse Sazed. «Le leggende concordano che, se il Baratro non fosse stato fermato, il mondo stesso sarebbe stato distrutto. Certo, forse queste storie erano delle esagerazioni. Forse il pericolo del Baratro non era altro che il lord Reggente stesso, forse la lotta del Campione era semplicemente una questione di coscienza. Doveva scegliere se dominare il mondo o lasciare che fosse libero.»

A Vin tutto ciò non suonava giusto. C’era di più. Si ricordava quella paura negli occhi del lord Reggente. Quel terrore.

Ha detto ‘faccio’, non ‘ho fatto’. ‘Quello che faccio per l’umanità.’ Ciò implica che lo stava ancora facendo, qualunque cosa fosse.

Vi siete condannati da soli…

Così, giusto per tranquillizzarci alla fine della storia. Va bene, la conclusione ci mostra Vin che va da Elend, ma la minaccia del Baratro è tutt’altro che conclusa. La battaglia si sta ancora combattendo, anche se Vin e gli altri ne sanno ancora troppo poco.

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Yuichi Kimura: edizione completa per In una notte di temporale

Anni fa Yuichi Kimura ha pubblicato una breve storia che narra dell’incontro fra una capra e un lupo, in una capanna buia, in una notte di temporale. I due non si vedono, il lupo è raffreddato e non sente gli odori, e la paura e la stanchezza provata da entrambi portano al nascere di un’amicizia. La storia finisce con i due insoliti amici che, sempre senza vedersi e, entrambi senza capire a quale razza appartenga l’altro, si separano dandosi appuntamento per l’indomani, in pieno giorno. Il libro si era chiuso chiedendosi cosa sarebbe successo quando i due si fossero incontrati di nuovo.

Quando ha scritto la sua storia Kimura non pensava che avrebbe realizzato un seguito a In una notte di temporale, ma evidentemente quei personaggi non volevano sparire così in fretta dalla sua mente. L’autore giapponese ha scritto ben sei seguiti a quel primo racconto, e qualche mese fa è arrivata anche in Italia l’edizione completa di In una notte di temporale.

L’aspetto è quello di un libro per bambini, rapido da leggere e con tante illustrazioni, infatti nelle librerie lo si trova proprio nel reparto bambini, ma i temi che tratta sono importanti al di là dell’età del lettore: amicizia, fiducia, accettazione del diverso, dominio sui propri istinti, necessità di mantenere determinati segreti, incomprensione degli altri, coraggio, determinazione, spirito di sacrificio, autonomia di giudizio, perseveranza, capacità di sognare. Se all’inizio ci si poteva chiedere se fosse davvero necessario aggiungere nuovi elementi a una vicenda che sembrava perfetta già così com’era stata sviluppata, alla fine si scopre che valeva la pena compiere tutto questo percorso insieme a due creature che hanno capito quale valore abbia per loro l’amicizia.

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