Il Signore del Caos di Robert Jordan. Dal capitolo 7 al capitolo 14

Rilettura di Il Signore del Caos di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

7: Una questione di pensiero

Comincio con la lista dei morti. Va bene che la volta scorsa ero di fretta, ma Cabriana è stata ammazzata nell’ultimo capitolo che ho commentato e io non me la sono filata nemmeno di striscio. Non la conoscevamo? Va bene, ma Semirhage, quello che fa e il modo in cui lo fa, mi ha abbastanza sconvolta, perciò Cabriana entra nella mia lista.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara, in La grande caccia. 2 e 3.

Dena, la donna di cui è innamorato Thom, in La grande caccia. 4.

Ingtar in La grande caccia. 5.

Leya, la Calderaia in Il Drago rinato. 6.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra, scoprendo che non può realmente fare tutto. 8.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. 9.

Il padre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 10.

La madre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra . 11.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni, in L’ascesa dell’Ombra. 12.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 13.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 14.

Zio Edward, fratello del padre di Perrin. Sua moglie, zia Madge, e i loro tre figli in L’ascesa dell’Ombra. 15, 16, 17, 18 e 19.

Zia Neain, vedova, e i suoi due figli in L’ascesa dell’Ombra. 20, 21 e 22.

La prozia Ealsin in L’ascesa dell’Ombra. 23.

Owein, custode di Alanna, in L’ascesa dell’Ombra. 24.

Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, della banda di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35.

Visto che sono 27 in tutto, e noi abbiamo undici nomi, ci sono altri sedici morti, che portano il totale a 51.

La madre di Aram in L’ascesa dell’Ombra. 52.

Alric, custode di Siuan, in L’ascesa dell’Ombra. 53.

Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca in L’ascesa dell’Ombra. 54 e 55.

Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 56

Teodora, sorella di Kadere, in I fuochi del cielo. 57.

Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. 58.

Ilyena. Lo so, è morta all’inizio di L’Occhio del Mondo, ma Rand ha iniziato a piangerla adesso. Il nome di Ilyena finirà pure nella lista delle donne morte per Rand, quindi perché dovrei escluderla io? 59.

Melidhra, Fanciulla della Lancia uccisa da Mat in I fuochi del cielo. 60.

Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. 61.

Lamelle, Fanciulla uccisa da un Trolloc a Caemlyn. 62.

Pevin ,il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn. 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage in Il Signore del Caos. 64 e 65.

Lo so, ancora non ci sono punti di vista fra loro, ma arriveranno.

Come sempre all’inizio del romanzo quando ritroviamo qualcuno, in questo caso Elayne e Nynaeve, Siuan e Leane, ci sono molte chiacchiere e poca azione. Noto la testardaggine di Nynaeve:

Alcune Aes Sedai erano rimaste quietate mentre studiavano i ter’angreal. Bruciate, così veniva definito quando capitava accidentalmente, ma era comunque uno stato definitivo. Nynaeve non ne era convinta, ma non sarebbe stata contenta fino a quando non avesse Guarito una persona morta da tre giorni.

Mi ero convinta che avrebbe resuscitato Rand, di indizi ce ne sono tanti, e poi… davvero Jordan avrebbe scritto il finale che conosciamo? Non le ultime pagine, quelle so che sono sue e non di Brandon Sanderson, ma quel che avviene poco prima. Peccato, una resurrezione ci sarebbe stata proprio bene. Per una Nynaeve insoddisfatta ci sono un’Elayne che fa progressi con i ter’angreal e la stessa Elayne e Siuan che mostrano un coraggio notevole nel tuffarsi nell’incubo. Brrr!

8: L’uragano si raccoglie

Chiacchiere, frustrazioni, il blocco di Nynaeve che non sparisce, Logain che sparla delle Rosse e una Rossa che arriva a Salidar.

9: Progetti

Una delle cose irritanti di Pedron Niall è che il fanatico è un buona fede. È pronto a distruggere tutto, ma per un bene superiore. Per certi versi è la controparte di Elaida, entrambi sono a capo di un’associazione molto potente, gerarchicamente rigidissima, entrambi si credono al di sopra della legge e sono convinti che la vittoria in Tarmon gai’don dipenderà dal loro operato. Però entrambi guardano il mondo con i loro pregiudizi e si lasciano sfuggire indizi importantissimi. Varadin, l’informatore di Tanchico, non è impazzito, semplicemente sono tornati i Seanchan. A proposito d’informatori al servizio di Niall c’è Balwer, e almeno lui farà qualcosa d’importante.

Morgase si è cacciata nei guai, non c’è che dire. La sua unica consolazione è che fra coloro che circondano Rand non ci sono Pelivar, Abelle, Luan, Arathelle ed Ellorien. I primi quattro alla fine si schiereranno dalla parte di Elayne.

10: Un proverbio delle Marche di Confine

Rand fa il ta’veren e altera le probabilità, e se da un lato la cosa è divertente dall’altro mi chiedo quanto sarebbe realisticamente possibile vivere vicino a un ta’veren del genere. Jordan ha inserito nella saga un elemento di colore affascinante ma poco pratico, avrebbe dovuto chiarirlo meglio, delimitarlo, altrimenti davvero intorno a Rand si scatena il caos più totale, e senza neppure bisogno di Reietti.

Il proverbio delle Marche di Confine proviene dalle filosofie orientali:

«Il dovere è più pesante di una montagna, la morte più leggera di una piuma.»

E non c’è dubbio che Rand faccia del suo meglio per portare una montagna che diventa sempre più pesante. A volte fa errori, ma chi non ne fa?

L’Aes Sedai amica dei gatti dev’essere Marrrilin Gemalphin, la Marrone/Nera fuggita dalla Torre Bianca insieme a Liandrin. La ritroveremo a rompere le scatole a Elayne a Caemlyn molto più avanti. Per ora l’unica Aes Sedai di cui preoccuparsi è Alanna, aveva ragione Moiraine a dire di non fidarsi di nessuno. Io mi fidavo di lei, forse perché aveva difeso i Fiumi Gemelli, il povero Rand non fa quasi in tempo a gioire per le notizie da casa che si ritrova legato. Il legame con Alanna è importante per salvare Rand proprio alla fine di questo romanzo, e forse rallenta la contaminazione di saidin e della sua follia perché la mente di Rand è ancorata a un’altra, ma avrà un ulteriore sviluppo in Memoria di Luce. Per fortuna Nynaeve non si limita a fare la bella statuina come Moiraine, altrimenti la presenza delle due sarebbe stata totalmente ridicola. E comunque Thom sarà più importante di Moiraine. Avrà a disposizione solo poche pagine, ma sono pagine meravigliose, Thom è un grande.

Tornando ad Alanna… legare qualcuno senza chiederglielo? Per certi versi mi fa pensare a uno stupro. No, non si fa.

11: Lezioni e insegnanti

Verin dà molto da pensare in queste pagine. Jordan certo l’ha costruita in modo da farci capire che è intelligente, attenta, e che ha un bel po’ di segreti. Se voleva che i fan si interrogassero per anni su di lei ci è riuscito alla perfezione. Parlavo di punti di vista che muoiono? Mancano ancora parecchi libri ma ci arriveremo, e la cosa mi spiace parecchio. L’ultimo capitolo dedicato a lei è grandioso.

Taim non si accontenta più di addestrare gli uomini che arrivano da lui e decide di andare a cercarli.

12: Domande e risposte

I capitoli con Elayne e Nynaeve a Salidar sono abbastanza asfissianti, con le fanciulle che dopo aver agito abbondantemente ora sono bloccate da persone che le ritengono poco più che bambine. Al posto di Nynaeve avrei anch’io voglia di prendere a calci qualcuno. Tutto perfettamente credibile, e tutto così ingiusto…

13: Sotto la polvere

Non vedo l’ora che arrivi Egwene, senza di lei le Aes Sedai di Salidar combinano davvero poco. Nynaeve continua ad avere problemi con il suo blocco.

«Non sono molto brava ad arrendermi» le disse. A meno che combattere non fosse insensato. Solo una sciocca perseverava quando non aveva alcuna possibilità. Non poteva respirare sott’acqua, non poteva volare sbattendo le braccia e non poteva incanalare se non quando era arrabbiata.

Se non è un’anticipazione questa di ciò che avverrà…

Tarna dice che Galina ha capito prima di lei quale Ajah avrebbe scelto, ma Galina è Rossa/Nera (mio marito direbbe milanista), Tarna solo Rossa. La battuta di Tarna fa preoccupare per nulla, anche se poi Taim forzerà Tarna al Lato oscuro della Forza.

Se non altro Nynaeve ed Elayne scoprono che gli serve la Scodella dei venti, anche se prima che riescano a usarla passerà davvero tanto tempo.

14: Sogni e incubi

Egwene sogna Gawyn, la parte incubo è molto più interessante perché è un incubo a occhi aperti: una bolla di male. Quella delle bolle di male per me è una creazione affascinante, che trova il suo colpo di genio in Hinderstap. Jordan si è trovato quanto meno molto vicino a un uragano, i ringraziamenti di La grande caccia sono chiusi dalla frase

Tutti loro sono venuti in mio aiuto quando Dio ha camminato sulle acque e il vero Occhio del Mondo è passato sopra casa mia.

È decisamente probabile che lui abbia visto un bel po’ di oggetti volare, perciò la scena può contenere molti più ricordi di quel che pensiamo. E in mezzo a tutto il caos Nicola trova il modo di fare una profezia:

«La spada del leone, la lancia votata, colei che vede oltre. Tre sulla nave e colui che è morto eppure vive. La grande battaglia conclusa, ma il mondo non ha finito con la guerra. La terra separata dal ritorno e i guardiani che compensano i servitori. Il futuro procede con passo malfermo, sulla lama di un rasoio.»

La spada del leone=Elaine

La lancia votata=Aviendha

Colei che vede oltre=Min

Tre sulla nave e colui che è morto eppure vive=le tre fanciulle/Morgana/Morrigan nei suoi tre aspetti?+colui che è morto eppure vive=Rand al’Thor/Re Artù/Gesù, se solo Nynaeve si fosse degnata di resuscitare Rand

La grande battaglia conclusa, ma il mondo non ha finito con la guerra, pensiamo alle visioni di Aviendha nel secondo viaggio al Rhuidean. O forse no, non voglio quel futuro.

La terra separata dal ritorno=il Corenne, e infatti Rand e Tuon si spartiscono Randland. Sarebbero davvero serviti gli altri romanzi che Jordan aveva in mente, uffa!

Il futuro procede con passo malfermo, sulla lama di un rasoio, frase da brividi. Ricordiamo che l’ottavo romanzo si chiama Il sentiero dei pugnali, con il significato fornito proprio all’inizio del libro:

Chi vuol banchettare con il potente

deve inerpicarsi sul sentiero dei pugnali.

Annotazione anonima trovata a margine di una cronistoria

(forse risalente all’epoca di Artur Hawkwing)

degli ultimi giorni del Conclave di Tovan

Quando si sale sulle vette, tutti i sentieri sono lastricati di pugnali.

Vecchio proverbio seanchan

 

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Rick Riordan: Il marchio di Atena. Eroi dell’Olimpo

Il marchio di Atena è il terzo romanzo della pentalogia Eroi dell’Olimpo. Visto che questa pentalogia si colloca dopo la pentalogia Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo e prima di Le sfide di Apollo – serie di cui a breve Rick Riordan pubblicherà il secondo romanzo, perciò ancora non sappiamo di quanti volumi sarà composta – posso dire di essere a metà della serie? Per la verità Percy e Annabeth incontrano Carter e Sadie Kane, i protagonisti della trilogia The Kane Chronicles, che non ho ancora letto, nell’antologia di racconti Le storie segrete, che invece ho letto, quindi forse non sono proprio a metà.

È importante sapere quante e quali saghe ha scritto Riordan? Per certi versi sì.

Fantastico - copDEFLa pentalogia Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo mi è piaciuta, ne ho parlato anche nel mio saggio contenuto nell’antologia Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. A proposito, lunedì 6 marzo presso il Laboratorio Formentini per l’Editoria Pia Ferrara, Paolo Gulisano, Marina Lenti, Chiara Segré e io presenteremo il libro, come ho segnalato nella pagina Appuntamenti e interviste.

La prima pentalogia mi è piaciuta. Questa si colloca dopo la conclusione di quella ma è necessariamente qualcosa di diverso. Il vecchio problema è stato risolto, ora ce n’è uno nuovo, con il possibile, disastroso, risveglio di Gea. Lo schema base, con la possibile liberazione di Crono, è lo stesso, qui cambiano un po’ le modalità di svolgimento della storia con l’introduzione del Campo Giove e il perenne rischio di un conflitto fra il Campo Giove e il Campo Mezzosangue. Interessante l’idea dei due campi rivali, tenuti separati dagli dei, ma la cosa è sfuggita di mano a Riordan.

Nella prima pentalogia Percy Jackson era il protagonista assoluto, con Annabeth e Grover a fargli da spalle. Qui i protagonisti sono ben sette semidei, ciascuno dotato di un suo punto di vista, e temo che Riordan non riesca a gestirli. Non aiuta il fatto che sto leggendo i libri a distanza di tempo l’uno dall’altro, e quindi mi confondo su qualche dettaglio, ma a volte fatico a vedere un’individualità nei personaggi. Certi dialoghi mi sembrano forzati, certe tensioni fra i personaggi inutili. A turno si fanno avanti, svolgono il loro compitino e poi tornano nelle retrovie. I problemi mi appaiono forzati, le risoluzioni pure, e non basta qualche momento di divertimento per risollevare un libro che è una sequenza di episodi isolati volti a farci capire quanto siano in gamba e creativi tutti quanti. Anche la logica di certe situazioni è carente: che senso ha aggiornarsi sulle rispettive difficoltà superate restando fermi a chiacchierare in un posto che potrebbe crollare da un momento all’altro? Non sarebbe stato meglio allontanarsi alla svelta e poi dirsi a vicenda quanto sono stati bravi? Ma se i personaggi avessero fatto la cosa più sensata la trama non avrebbe potuto prendere la svolta che ha preso, e quindi Riordan opta per una fesseria in modo da piazzare tutti dove e come vuole lui. Bah!

Leggerò anche i seguiti? Suppongo di sì, ho già comprato Il marchio di Ade e Il sangue dell’Olimpo, quindi suppongo che prima o poi li prenderò in mano, anche se al momento non ho fretta. Ho già comprato pure i tre romanzi delle Kane Chronicles, e sono curiosa di conoscere meglio la mitologia egizia, e Percy Jackson racconta gli eroi greci, e ricordo che Percy Jackson racconta gli dei greci è in assoluto il libro di mitologia greca che mi è piaciuto di più. E poi c’è la serie di Magnus Chase, che invece non ho ancora comprato, ma visto quanto amo la mitologia norrena dubito di potermela far scappare. Spero solo che i prossimi libri di Riordan mi piacciano più di questo.

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Brandon Sanderson: The Emperor’s Soul

The Emperor’s Soul è ambientato nello stesso mondo di Elantris, ma se non l’avessi letto sul sito di Brandon Sanderson non lo avrei mai capito. Il luogo in cui si svolge l’intera storia è molto circoscritto, un palazzo, e per la maggior parte del tempo si tratta di una singola stanza all’interno del palazzo. Troppo poco per conoscere quella terra. I personaggi sono pochissimi, Shai, la protagonista, Gaotona, il suo principale interlocutore, e Frava, teoricamente una collega di Gaotona e probabilmente una sua rivale nella guida dell’impero. Ok, poi ci sono una guardia e l’imperatore, forse. Quantomeno ci sono tracce della sua anima.

Il mondo è lo stesso di Elantris, ci informa Sanderson, anche se geograficamente questa storia si colloca in un luogo molto distante. Però, conoscendo il dettaglio, non è difficile vedere alcuni punti di contatto fra i due sistemi magici.

Io non smetterò mai di stupirmi per l’abilità di Sanderson di creare sistemi magici, e di modificarli rendendoli sempre nuovi a ogni storia senza mai snaturarli.

La storia di Emperor’s Soul è decisamente statica. Shai è una ladra e una Forger (potremmo tradurlo come Forgiatrice?), ed è dotata dell’abilità di riscrivere il passato di un oggetto riuscendo così a modificare il suo presente. La riscrittura si basa su particolari sigilli, e chi conosce gli Aon di Elantris non può non pensare a loro. Nel futuro prossimo di Shai dovrebbe esserci l’esecuzione, a salvarla almeno temporaneamente è l’attentato di cui è stato vittima l’imperatore Ashravan. Ferito alla testa, è diventato praticamente un vegetale, anche se questo dettaglio al momento è noto solo alla cerchia dei suoi più stretti consiglieri. Quello che viene richiesto a Shai, in cambio della vita, è di Forgiare in segreto l’anima dell’imperatore in modo da consentirgli di riprendere le sue funzioni come se nulla fosse accaduto. Un compito quasi impossibile anche per qualcuno con l’abilità di Shai, ulteriormente complicato dal fatto che la Forgiatura viene ritenuta una pratica immorale, se non peggio, e che gli intrighi di corte continuano a svilupparsi intorno a Shai.

La storia, vincitrice di un Hugo nel 2013 come miglior romanzo breve, si sviluppa tutta intorno a Shai, al suo tentativo di portare a termine l’incarico mentre cerca disperatamente un modo per fuggire, e ai suoi rapporti con le uniche due persone che sono autorizzate a parlarle durante il periodo di prigionia. Riuscirà a forgiare l’anima dell’imperatore? E verrà fuori tutta intera dalla trappola in cui si trova?

All’inizio fatico sempre quando devo leggere un testo in inglese, almeno uno ambientato in un luogo che non conosco. Devo costruirmi i punti di riferimento, inquadrare i personaggi, capire cosa è possibile e cosa non lo è, individuare gli elementi più importanti… qui le difficoltà erano accentuate dal fatto che quasi tutta la storia è giocata sulle conversazioni e sulle sfumature, nel linguaggio e nella morale, ma nonostante tutto mi sono divertita. Parecchio. Shai è viva e credibile, e l’evoluzione del suo rapporto con Gaotona, le sue spiegazioni su ciò che fa, come lo fa e perché lo fa, davvero notevoli. Brandon Sanderson è riuscito a stregarmi un’altra volta.

L’inizio del romanzo: http://www.tor.com/2012/10/18/the-emperors-soul-excerpt/

 

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Novità di febbraio 2017 – quarta parte

 

Terry Brooks, La lama del druido supremo. I difensori di Shannara vol. 1, Mondadori, 12,50 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Racconta la leggenda che Paxon Leah discende dalla dinastia guerriera che un tempo regnava sulle Terre Alte e combatteva con armi magiche. Ma tali re, regine ed eroi non esistono più da tempo e non c’è nulla di magico nell’antica spada che riposa sopra il camino di Paxon. Paxon che vive una vita tranquilla, occupandosi dei modesti affari di famiglia – fino a che circostanze straordinarie irrompono, per sconvolgere il suo mondo e riscrivere il suo destino. Quando la sorella minore, dal carattere fiero e irriverente, è rapita da un misterioso straniero, Paxon prova a salvarla con la sola arma di cui dispone. Durante il duello Paxon fa una scoperta davvero sconvolgente: la spada dei suoi antenati è magica. Ma questa magia, formidabile e inattesa, è pericolosa nelle mani di chi non è allenato a gestirla, e Paxon deve imparare a farlo in fretta, perché lo scontro con l’oscuro stregone Arcannen è appena iniziato. Abbandona la casa natale, dove lascia il cuore, e parte per Paranor, dove apprenderà i segreti della magia per conquistare il diritto di diventare protettore dell’Ordine dei Druidi. Ma l’ombra del tradimento serpeggia tra i Druidi. E la magia più nera sta cercando di trasformare un’anima innocente in un emissario del male. Per fermare un complotto che minaccia non solo l’Ordine dei Druidi ma tutte le Quattro Terre, Paxon deve fare appello alla profonda magia del suo sangue e allo straordinario ardore dei suoi avi nella battaglia che il fato ha in serbo per lui.

Un estratto: http://leggere.librimondadori.it/terry-brooks-la-lama-del-druido-supremo/

 

 

Terry Brooks, Il figlio dell’oscurità. I difensori di Shannara vol. 2, Mondadori, 12,50 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Quando il menestrello Reyn Frosch usa il Canto nel modo sbagliato, la magia lo rapisce e lo getta in un nulla profondo e tenebroso, in cui ogni cosa sparisce e il tempo si ferma. Che potere sprigiona da quella melodia, capace di incantare o distruggere i nemici? Se quell’energia cadesse nelle mani sbagliate gli stessi equilibri delle Quattro Terre sarebbero messi a rischio. Paxon Leah farà di tutto per combattere la subdola magia del Canto e impedire che grazie a essa lo stregone Arcannen possa appagare la sete di vendetta che lo divora.

 

 

Amy Engel, Solamente io e te. Forever. The Ivy series, Newton Compton, 9,90 €

La quarta di copertina:

Sono ancora viva. A malapena. Il mio nome è Ivy Westfall. Ho sedici anni e sono una traditrice. Tre mesi fa, sono stata costretta a sposare il figlio del Presidente, Bishop Lattimer – come è stabilito che facciano tutte le figlie del clan perdente nella guerra che sono cedute in matrimonio ai figli dei vincitori. Ma io ero diversa. Io avevo una missione segreta da portare a termine: uccidere Bishop. Invece, mi sono innamorata di lui. Ora sono una reietta, abbandonata al mio destino e devo sopravvivere nella ferocia brutale delle terre al di fuori della civiltà. Eppure, anche qui, c’è speranza. C’è vita oltre la recinzione. Ma non posso correre più veloce del mio passato. E ogni giorno il mio cuore si chiede se riuscirà mai a battere di nuovo come un tempo…

 

 

Elisabetta Gnone, Capitan Grisam e l’amore. Fairy Oak vol. 4, Salani, 14,90 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

In una grotta segreta, nascosta fra le cascate ghiacciate dall’inverno, cinque giovani amici aprono un antico baule e liberano una storia che per molti anni era stata chiusa e dimenticata, volutamente dimenticata! Un mistero avvolge il passato di colui che diceva d’essere un comandante valoroso e toccherà a Vaniglia e Pervinca e al giovane mago Grisam, alla buffa Flox, e all’intera Banda del Capitano scoprire la verità su William Talbooth. Pochi indizi, inattese scoperte e laconici ricordi aiuteranno i ragazzi a ricomporre i pezzi di un passato sepolto che a tratti appare oscuro e addirittura spaventa. Eppure, l’immagine che lentamente si ricomporrà davanti agli occhi meravigliati delle gemelle e dei loro compagni, ciò che esce dalla nebbia del mistero, sembra avere gli occhi e il sorriso dell’amore. Chi era davvero il Capitano? E da chi stava tornando quando la sua nave ha fatto naufragio davanti alle coste del villaggio fatato? E perché da quando il baule è stato aperto tutti sembrano avere una storia d’amore da raccontare? Il finale è lieto, ma non privo di sorprese e una soprattutto farà battere il cuore di Vaniglia…

Il sito ufficiale della saga: http://fairyoak.com/it

 

 

Alan Horsfield e Travis Elborough, Atlante dei luoghi insoliti e curiosi, Rizzoli, 25,00 €

La quarta di copertina:

Alla scoperta di città perdute, regioni abbandonate, destinazioni remote, edifici visionari e isole sommerse, accompagnati da fotografie e mappe appositamente realizzate. Questo libro celebra la varietà degli scenari terrestri e le eccezionali capacità dell’immaginazione umana. Un atlante unico nel suo genere, una ricognizione appassionata dell’insolito e del bizzarro, che invita aspiranti esploratori, viaggiatori dell’immaginario e turisti per caso a guardare il nostro pianeta sotto punti di vista inediti, per misurarne l’infinita bellezza. Un libro che documenta quanto sia pieno di sorprese il filo che lega l’umanità ai suoi luoghi.

 

 

Pittacus Lore, Tutti per uno, Nord, 18,00 €

La quarta di copertina:

Per tutta la vita, non ho fatto altro che allenarmi, prepararmi al giorno in cui io e i miei compagni avremmo sventato la minaccia che gravava sul mondo, senza che nessuno scoprisse il nostro segreto. Ma abbiamo fallito. I nostri nemici hanno invaso la Terra, seminando il panico tra la popolazione inerme. E noi non siamo abbastanza forti per affrontarli da soli. Perciò ci siamo alleati con l’esercito americano e abbiamo insegnato loro come difendersi dagli attacchi. Perciò abbiamo viaggiato per settimane alla ricerca di giovani come il mio amico Sam, giovani dotati di poteri straordinari, che noi possiamo addestrare prima che loro li trovino e sfruttino quelle abilità contro di noi. Perché la nostra unica speranza è unire le forze. O almeno è ciò di cui sono convinti i miei compagni. Io però non ne sono più tanto sicuro. Perché loro hanno ucciso il Numero Uno in Malesia. Il Numero Due in Inghilterra. Il Numero Tre in Kenya. Il Numero Otto in Florida. Io sono il Numero Quattro, e loro mi hanno portato via la casa, la famiglia, e la persona che amavo di più. Nessun altro deve morire per colpa mia. Non ora che ho scoperto di avere una nuova, potentissima Eredità. Io sono un’arma, forse l’unica in gradi di sconfiggerli. E sono pronto a sacrificarmi, pur di vincere la guerra..

 

 

James Maxwell, Evermen. La reliquia nascosta, Fanucci, 14,90 €

La quarta di copertina:

Con il destino della loro terra ancora incerto, un nuovo pericolo si erge sul cammino dei fratelli Ella e Miro. Il primate e gli eserciti a lui alleati marciano compatti contro le roccaforti dei nemici, pronti a spazzare via ogni tentativo di riconquista della perduta libertà. Nonostante le reliquie degli Evermen, custodite un tempo sul monte Stonewater, siano state distrutte, il primate è venuto a conoscenza di uno dei segreti che da tempo immemore aleggiavano su quelle antiche terre: un libro oscuro, conservato nel Pinnacolo, la sommità fortificata del monte, parla di un oggetto prodigioso, una reliquia perduta che assicurerebbe a chi ne venisse in possesso la facoltà di produrre l’essenza, il liquido necessario a ricavare l’elisir, una pozione in grado di conferire qualsiasi potere. Ella, Miro e i loro alleati sanno che le sorti dell’impero sono legate alla misteriosa reliquia. Se cadesse nelle mani del primate, il futuro luminoso del mondo rischierebbe di essere cancellato per sempre.

Il secondo capitolo di una saga prodigiosa, l’avventura irripetibile di due fratelli a cui il destino ha affidato il compito di salvare il mondo.

 

 

Sean Platt e David Wright, Yesterday’s gone. Prima stagione. Episodio 1 e 2, Fanucci, 12,90 €

La quarta di copertina:

È alle 02:15, in piena notte, che accade. Ma solo al risveglio l’umanità – o quel che ne resta – se ne rende conto. Il mondo è deserto, gli uomini che lo popolavano dissolti nel nulla. Familiari, amici, conoscenti, vicini di casa… sono tutti scomparsi, come non fossero mai esistiti. Non rimane che una manciata di sopravvissuti. Confusi, vagano aggrappandosi alle ultime tracce lasciate da un passato ormai cancellato: un giornalista perduto tra le vie di una New York spettrale, alla ricerca della moglie e del figlio; un serial killer improvvisamente a corto di vittime; una madre che cerca di proteggere tutto ciò che le è rimasto, la propria figlia, e pochi altri disperati condannati a quella sorte. Eppure, tra loro c’è anche chi ha sognato quel giorno per anni, un mondo disabitato come premessa di una nuova età dell’oro. Ma in quella landa desolata e sterile, qualcuno – o qualcosa – li osserva, e attende il momento propizio per entrare in scena…

Un’umanità perduta, in cerca di risposte a domande che nemmeno conosce. Uno scenario post-apocalittico nuovo ed emozionante.

 

 

Roberto Semprebene e Dario Edoardo Viganò, Videogame. Una piccola introduzione, Luiss University Press, 12,00 €

La quarta di copertina:

Negli ultimi cinquant’anni il videogame ha ridefinito il concetto di intrattenimento nella nostra società e il suo mercato è diventato uno dei più creativi e importanti del mondo, ma per molti aspetti è un mondo ancora sommerso.
Questo libro cerca di rispondere alle domande essenziali su cosa definisce un videogame, perché giochiamo e chi sono i videogiocatori, per condurre l’esplorazione verso fronti ulteriori.
Attraverso molteplici prospettive e approcci teorici, gli autori offrono una guida al videogame come nuovo medium della cultura pop contemporanea, mentre il racconto delle evoluzioni tecnologiche e del mercato mostra al lettore, neofita o videogiocatore, il dietro le quinte di un’industria innovativa.

Dagli arcade e Space Invaders agli acquisti in-app e Pokémon Go, una piccola introduzione al grande business del tempo sprecato

 

 

Jordi Sierra i Favra, La favolosa leggenda di re Artù, Mondadori, 16,00 €

La quarta di copertina:

In un’epoca lontana di cui non ci rimangono tracce, una misteriosa profezia condiziona il futuro dell’Inghilterra: solo colui che riuscirà a estrarre la spada conficcata nella pietra diverrà re dell’intera Britannia. A sciogliere il magico sortilegio il destino eleggerà Artù, un giovane scudiero dal cuore generoso, animato dall’amore per la bella Ginevra e temprato dalla spada Excalibur. Jordi Sierra i Fabra racconta ai bambini con parole semplici ed emozionanti la nascita di un mito, cantato attraverso i secoli. Età di lettura: da 10 anni.

 

 

H.G. Wells, La macchina del tempo, Einaudi, 17,00 €

La quarta di copertina:

Un inventore mette a punto una macchina del tempo con la quale riesce a raggiungere l’anno 802 701. Vi trova un mondo diviso in due razze umane: gli Eloj, creature delicate e pacifiche che conducono una vita di svaghi, e i Morlock, esseri pallidi e ripugnanti che vivono nei sotterranei. Dopo angoscianti avventure, riuscirà ad andare ancora più lontano nel tempo, vedrà una Terra senza più tracce di uomini, abitata soltanto da crostacei con «occhi maligni» e «bocche bramose di cibo». Fantascienza, critica sociale, romanzo distopico: il capolavoro di Wells è soprattutto l’opera di un grande visionario. Michele Mari, nel ritradurlo, ha trovato pane per i suoi denti: il fantastico, l’avventura, l’horror vampiresco, lo sguardo cosmico sugli affanni del mondo. L’incontro tra lo scrittore-traduttore e uno dei suoi romanzi preferiti era destinato a produrre scintille…
«Era orribile sentire nel buio tutte quelle creature viscide ammucchiate su di me, come essere in una mostruosa ragnatela»
La Macchina del Tempo è del 1895, l’edizione definitiva dell’Uomo delinquente di Lombroso è del 1897: a Darwin, rapidamente divulgato, era già subentrato il darwinismo, tanto che Wells, che pure aveva fatto un discreto tirocinio prima come studente e poi come docente di biologia, arriva a concepire la regressione per una via tutta formale: se dalla scimmia è derivato l’uomo, si chiede, perché non immaginare un’ulteriore evoluzione non in avanti ma all’indietro? Perché escludere «l’idea opposta», cioè una «regressione zoologica»? Per questa via Wells giunse a ipotizzare la totale estinzione del genere umano, come inscenato appunto nella parte finale (la cosiddetta «visione ulteriore») della Macchina del Tempo. Dipendendo dal raffreddamento del Sole, la visione finale – un mondo senza esseri umani né mammiferi – ha comunque una sua pace; la cupezza della profezia wellsiana è invece tutta nel complementare destino dei ricchi e dei poveri rispettivamente come vegetali e come bruti, secondo la logica di un dissidio tutto interno all’evoluzionismo: da una parte Huxley e Wells, dall’altra un evoluzionista della prim’ora come Herbert Spencer, convinto che l’uomo avrebbe indefinitamente migliorato se stesso.
dalla prefazione di Michele Mari

Un estratto: http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880623268PCA.pdf

 

 

Scott Westerfeld, Deborah Biancotti e Margo Lanagan, Zer0es. Ogni potere ha il suo prezzo, Dana, 18,90 €

La quarta di copertina:

Un po’ zeri, un po’ eroi, gli Zer0es sono sei adolescenti dotati di superpoteri ma tutt’altro che supereroi. I loro talenti li rendono speciali ma non immuni da sofferenze e fragilità. E per loro guai e pericoli sono sempre dietro l’angolo. Ogni potere ha il suo prezzo, recita il motto in copertina: per ogni abilità, i sei protagonisti dovranno fare i conti con un risvolto amaro, specchio delle fragilità e contraddizioni tipiche della loro età.

Scam ha una voce che parla al posto suo, che sa sempre cosa dire e lo rende molto più spigliato e coraggioso di quanto non sia nella realtà. Mob avverte l’energia e le emozioni prodotte da moltitudini di persone, anche molto distanti da lei, e riesce a guidarle. Flicker vede attraverso gli occhi degli altri, e proiettandosi negli sguardi altrui supera la sua cecità. Crash è ossessionata dalla tecnologia e in grado di mandare in tilt, con la sola forza del pensiero, ogni tipo di sistema elettronico e informatico. Anonymous diventa trasparente, il suo potere consiste nel passare inosservato ed essere facilmente “dimenticabile”. Glorioso Leader è il punto di riferimento del gruppo, dotato di un fascino irresistibile, esercita la sua influenza mettendo continuamente alla prova i poteri degli amici e organizzando missioni spregiudicate.

 

 

Moony Witcher, Nina la bambina della sesta luna, Giunti, 5,90 €

Nuova edizione economica. La quarta di copertina:

Nina fa la quinta elementare e vive con le zie a Madrid perché i suoi genitori hanno un incarico importante che li porta all’estero di continuo. Tutto appare normalissimo all’inizio, meno quella strana voglia a forma di stella sulla mano destra assolutamente identica a quella del suo amato nonno Misha, un grande alchimista che vive a Venezia. Sarà un segno del destino? Ecco un fantastico viaggio tra alchimia e magia alla conquista della Sesta Luna. Un appassionante romanzo per tutti i ragazzi che amano l’avventura e il mistero. Età di lettura: da 8 anni.

 

 

Moony Witcher, Nina e l’arca della luce, Giunti, 12,90 €

La quarta di copertina:

Le vicende di Nina e dei suoi amici, in lotta contro il male per ristabilire l’armonia dell’universo, si concludono con questa grande avventura mozzafiato. Mentre Venezia è in preda al panico terrorizzata dall’ultima magia di Karkon, la terribile nuvola che la sovrasta, Nina è disperata per la scomparsa dei genitori, rapiti da un androide karkoniano. Ma Nina non può e non deve perdersi d’animo, deve assolutamente trovare l’ultimo numero della sequenza aurea, l’8! Correranno in suo aiuto i fantasmi di nonno Misha e Biran Birov e Livio, avo fantasma karkoniano da sempre innamorato di lei e che tradirà Karkon nell’ultimo disperato tentativo di dimostrarle il suo amore. Età di lettura: da 8 anni.

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Il Signore del Caos di Robert Jordan. Dal capitolo 1 al capitolo 6

Il signore del caos neSto seriamente pensando di interrompere… no, non la rilettura, solo i commenti sulla rilettura di La Ruota del Tempo. Mi prendono troppo tempo, e in questo momento sono anche molto sfasati rispetto a quello che sto effettivamente leggendo. Devo andare avanti a parlare della saga di Robert Jordan? Intanto vi avviso che qui sotto ci sono spoiler su tutta la saga (sì, Michela, è meglio se ti fermi e sì, sto parlando proprio con te. A volte scrivo qualcosa di specifico per un singolo lettore, anche se chi come te mi legge da poco magari non se n’era ancora accorto).

1: Il leone sulla collina

Rand si esercita con la spada.

Il Leone sulla Collina mutò ne L’Arco della Luna, quindi ne La Torre del Mattino. Senza pensare.

E poi ancora

Il Cinghiale Carica dalla Montagna si scontrò con Il Taglio della Seta, spezzò Il Fulmine a Tre Denti, e la fascina di pezzi di legno si schiantò contro il collo dell’uomo, che cadde emettendo un verso strangolato.

Rand si scagliò subito verso destra, rotolò e si trovò in ginocchio sul lastricato con la lama che compiva Il Fiume Taglia le Rive.

Se Bashere ha torto nel dire che per Rand la spada è inutile ha ragione nel modo in cui si rapporta con Rand, parlandogli schiettamente, trattandolo da uomo, senza paura nonostante il rischio di follia, criticando là dove ritiene di dover criticare, interpretando nel modo migliore il suo comportamento e le sue necessità e sostenendolo sempre, ma solo se e quando serve. Amo Bashere. Va bene, la lista dei personaggi che amo è decisamente lunga. Chi non amo è l’ultimo arrivato, Mazrim Taim.

2: Un nuovo arrivo

Taim ha devastato la Saldaea, e Bashere è pronto a rispettare l’amnistia di Rand perché lo ha detto Rand. Notevole, davvero notevole. Oh, Bashere! Va bene, lasciamo stare…

Per parecchio tempo su internet è circolata la teoria che Taim potesse essere Demandred sotto mentite spoglie, ora sappiamo che non è vero ma Taim è comunque dalla parte del Tenebroso. Già qui? Io non credo, secondo me fino all’incontro con Dashiva era solo un tizio dannatamente arrogante che si è ritrovato la capacità d’incanalare e che in qualche modo è riuscito a tenere a bada la follia. Lews Therin lo vuole morto, ma per il momento è presto: Taim serve per guidare la Torre Nera e per insegnare a un bel po’ di Asha’man in gamba. Certo, insegna anche ai seguaci del Tenebroso e converte all’Ombra un bel po’ di persone, Rand avrebbe dovuto limitarsi ad ammazzare Taim nel prossimo libro, subito dopo l’attentato. Comunque Lews Therin vuole morti tutti, quindi non è indicativo.

Lews Therin ci fa conoscere simpatici aneddoti sui Reietti, poi Taim tira fuori un Sigillo, e se va bene che Rand è ta’veren e quindi le cose finiscono comunque per arrivare sempre nelle sue mani, perché dovevamo avere proprio Taim come intermediario? Rand vorrebbe rompere il Sigillo, ma è decisamente troppo presto. Chi lo ferma? Bashere, che non si scompone neppure davanti a questa dimostrazione di follia e ci parla di un generale di nome Muad Cheade.

«Ti seguo perché sei quello che sei» rispose Bashere con calma. «Il mondo deve seguirti, o quelli che sopravvivranno preferiranno essere morti.»

Amo Bashere! L’ho già detto? Sì, l’ho già detto.

3: Gli occhi di una donna

Rand ha iniziato a riunire uomini che potrebbero incanalare. Non me l’aspettavo, spetta all’eroe agire e le cose più difficili le deve fare da solo, o no? Qui invece è in cerca di aiutanti. Non avevo ancora capito, all’epoca della pubblicazione di Il Signore del Caos, quanto questa storia fosse corale.

Noto la menzione del gholam, bisogna sempre mettere la pistola di Cechov in bella vista se poi la si vuole usare, e saluto il primo apparire di Eben Hopwil, Fedwin Morr (povero Morr, mi è spiaciuto davvero tanto per lui. Va bene, pure Eben fa una brutta fine, ma visto che avviene in un momento di caos enorme, in cui il pericolo era tangibile, sono stata colpita con una forza minore), Damer Flinn e Jur Grady.

«Li sconfiggerò, Taim. Fino all’ultimo. Credono di poter distruggere tutto. Sempre distruggere, mai costruire! Io invece costruirò, mi lascerò qualcosa alle spalle. Qualunque cosa accada, lo farò! Sconfiggerò il Tenebroso. Pulirò saidin, in modo che gli uomini non debbano mai più temere di impazzire e il mondo non dovrà aver paura di loro. Io…»

Mosse nervoso la lancia dai tasselli verdi e bianchi. Era impossibile. Il caldo e la polvere si facevano beffe di lui. Alcune di quelle cose dovevano essere fatte, ma realizzarle tutte era impossibile. Il meglio che uno qualsiasi di loro potesse aspettarsi era vincere e morire prima di impazzire e lui non riusciva a vedere nemmeno come ottenere almeno quello.

Mai accettato che Rand dovesse vincere e morire prima di impazzire. Non ho neppure mai accettato che dovesse impazzire, anche se non mi aspettavo la pulizia di saidin. Non potevo accettare meno di una vittoria totale, anche se a caro prezzo, e il prezzo è stato davvero alto. Oh… no, niente lista dei nomi per ora. Però, per quanto possa sembrare impossibile, Rand costruisce, sconfigge il Tenebroso e pulisce saidin. Già che c’era poteva pure proporsi un’altra cosa impossibile, donare politici onesti all’Italia, tanto lui in cose impossibili è specializzato. O le sue doti funzionano solo in Randland? Peccato, davvero peccato.

4: Senso dell’umorismo

Gli Aiel hanno senso dell’umorismo? Secondo loro sì, ma io non l’ho mai capito. Rand fa un salto vicino a Tear e incontra un bel po’ di gente i cui nomi non rimarranno mai impressi nella mia memoria. Tranne quello di Weiramon, che quanto meno dall’epoca della spedizione contro i Seanchan ho correttamente identificato come un Amico delle Tenebre e non come un fesso.

5: Una danza diversa

Mat. Per quanto avrei fatto volentieri a meno di tutta la vicenda con Betse almeno una frase fa centro.

«Adesso so troppo, ma allora era troppo poco. Puoi comunque dire che fui impiccato per conoscenza.»

Ora sa troppo, con tutte quelle voci di uomini morti nella testa, allora era troppo poco, ed è entrato nel ter’angreal, comunque chi viene impiccato per la conoscenza è Odino. Un tale che ha fatto amicizia con due corvi, pensiero e memoria. Fra tutti i riferimenti che ha fatto Jordan alla nostra storia e alla nostra mitologia questo è probabilmente quello che mi piace di più.

Mat prende sempre più confidenza nel suo ruolo di comandante e intanto aggiunge Olver al suo gruppo. Olver, non Gaidal Cain, per quanto possiamo chiederci che fine abbia fatto.

«Nessun uomo dovrebbe avere la voce di un altro nella testa»

Bellissimo! Rand sta parlando di sé e Lews Therin e Mat si convince che parli di lui. Se c’è anche solo la minima possibilità di fraintendersi i personaggi di Jordan fraintendono, e se non c’è la possibilità se la inventano, e nonostante tutto restano sempre fedeli l’uno all’altro.

6: Fili intessuti d’Ombra

Capitolo in cui conosciamo un po’ meglio i Reietti, ed entrare nella loro testa non è stato affatto come entrare nella testa di Jaime Lannister in A Storm of Swords, si chiarisce meglio cose è successo con i Trolloc nella Pietra di Tear in L’ascesa dell’Ombra, scopriamo che il Bastone dei giuramenti in origine era uno strumento per punire i criminali e notiamo che Cabriana Mecandes fa una brutta fine. Ah, viene anche citata Shara. Jordan iniziava a presentare ciò che gli interessava con un certo anticipo.

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Chiara Gamberale: Qualcosa

«È una bambina, è una bambina!»

Era una bambina

La notizia correva per le bocche, per le strade, s’infilava sotto la porta di ogni casa del regno.

Qualcuno di Importante e Una di Noi, la sua sposa, avevano finalmente dato alla luce il loro primo erede: una bambina.

Inizia così Qualcosa, l’ultimo libro di Chiara Gamberale. Autrice di storie ambientate nella nostra realtà e nel nostro tempo, questa volta la scrittrice romana se ne discosta per narrare quella che dovrebbe essere una favola. Non una fiaba, la morale è troppo scoperta. Mentre la fiaba fa riflettere, va metabolizzata, la favola dice chiaramente cosa è giusto e cosa è sbagliato, anche se lo fa con un tono fantastico. Insegna, ma in modo molto più didascalico. Della favola non ha la lunghezza, qui stiamo parlando di un libro che sfiora le 200 pagine, anche se è scritto largo e la scrittura è dilatata ulteriormente dalle numerose illustrazioni di Tuono Pettinato. Però la mancanza di qualsiasi tipo di coordinata spazio-temporale, la presenza di una gerarchia medievaleggiante – non che ci sia nulla di preciso nell’ambientazione per dire che questo è il Medioevo, ma ci sono re, regine, principesse e via dicendo e manca la tecnologia, anche se alcuni episodi sono chiaramente legati a un contesto moderno – e l’uso di parole dal preciso significato (debitamente scritti con la maiuscola) al posto dei nomi propri mantengono il lettore nell’ambito del favolistico. I personaggi delle fiabe spesso hanno un nome generico, sono il principe o la principessa, della stessa Cenerentola conosciamo il soprannome, attribuitole perché è sempre sporca di cenere, ma non il nome vero. Per questo la Gamberale opta per chiamare i suoi personaggi Qualcuno di Importante (il re), Una di Noi (la regina), Qualcosa di Troppo (la principessa), i bambini Abbastanza (bambini qualsiasi che non riescono a fare amicizia con la principessa perché lei è Qualcosa di Troppo e loro invece sono Abbastanza), il Cavalier Niente e così via. I nomi dicono chiaramente chi sia il personaggio, non c’è alcun bisogno di interpretarlo. La volontà didascalica non potrebbe essere più chiara di così. Non ci sono preoccupazioni quotidiane, o se ci sono sono esagerate. Qualcosa di Troppo piange? Allora piange fino a far esplodere il lampadario. Vuole fare un gioco? Allora gioca fino allo sfinimento di chi si trova con lei, e infatti tutti iniziano a girarle alla larga. Però non è ben chiaro come qualcuno che è così esagerato in tutto – sono descritti solo pochi episodi, ma l’autrice si preoccupa di sottolineare che Qualcosa di Troppo è troppo in tutto ciò che fa – possa riuscire a vivere. A quanto pare in quest’opera il realismo non è una delle preoccupazioni della Gamberale. Scelta legittima, che però comporta una maggiore importanza dell’aspetto favolistico, con il complicato rapporto di Qualcosa di Troppo con le persone che incontra nel suo cammino, in particolare il Cavalier Niente. Con lui Qualcosa di Troppo scopre l’importanza del non-fare e io, adeguandomi al non-fare mi semplifico le cose sulla descrizione della trama e faccio un bel copia e incolla della quarta di copertina:

La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.

Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?

Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure. Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».

Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.

Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.

Detta così la storia potrebbe anche essere carina. Una bambina esagerata, un buco al posto del cuore, il riempirsi di cose vuote fino a scoprire l’importanza del niente. Smorfialibro nell’immaginario della Gamberale è la versione simil-medievale di Facebook: le persone postano il loro stato dipingendo un lenzuolo ed esponendolo fuori dalla finestra, e i commenti che le persone si scambiano in questo modo sono vuoti come la gran parte dei commenti presenti su Facebook. Però… però Niente è davvero antipatico, oltre a essere sporco. Va bene non esagerare, ma arrivare all’estremo opposto è altrettanto sbagliato. Avete mai letto Il visconte dimezzato di Italo Calvino? La metà assolutamente buona del visconte è altrettanto dannosa di quella assolutamente cattiva. Solo l’unione delle due parti riesce a far andare avanti le cose se non nel modo migliore in modo abbastanza buono.

Passando a un’opera decisamente fantasy in La Ruota del Tempo Robert Jordan insiste molto sul fatto che le opere più importanti vengono compiute quando uomini e donne lavorano insieme, che non esiste una metà più importante della Vera Fonte ma che ci sono solo caratteristiche diverse che vanno conosciute per ottenere insieme i risultati migliori e che la decadenza inizia quando una delle due metà non riesce più a fare quel che dovrebbe. La Gamberale no, critica un estremo e si butta sull’altro. I pretendenti di Qualcosa di Troppo sono tutti ugualmente improponibili perché sono fanatici, ma altrettanto fanatico è il Cavalier Niente con il suo rifiuto persino dell’amicizia. Rallentare da una vita frenetica, rinunciare al voler troppo (fare, possedere, provare) non significa rinunciare a tutto, ma solo scegliere con maggiore attenzione e capire cosa sia davvero importante e questo l’autrice non l’ha capito. Qualche frase carina scritta qua e là non basta a rendere bello un libro spiccatamente moraleggiante ma capace di vedere la realtà solo in modo parziale. Mi spiace, ma il tono sognante e divertito, se c’è, io non l’ho proprio visto, e le illustrazioni che dovrebbero essere surreali mi danno piuttosto un’impressione di piattezza.

Un estratto: https://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F124730.js&oid=3&c=&m=&l=it&r=&f=pdf

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Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 11: Jaime

 

Per la seconda volta George R.R. Martin ci porta nella testa di Jaime Lannister. Lo Sterminatore di re, insieme a Brienne di Tarth e al cugino Cleos Frey, sta andando ad Approdo del Re, ma come abbiamo visto con Arya Stark il viaggio nelle Terre dei fiumi è diventato tutt’altro che facile. Spuntano fuori pezzi di storia, come la locanda dell’Uomo in ginocchio che ci ricorda Thorren Stark e Aegon il Conquistatore, voci su disordini e battaglie varie, dicerie su lord Beric Dondarrion, e soprattutto scopriamo qualcosa di più su Jaime. Quanto è importante il passato per Le cronache del ghiaccio e del fuoco? Il desiderio di Tywin di far sposare Cersei con un Targaryen, Rhaegar o forse Viserys, il dettaglio non è fondamentale, l’ipotesi di matrimonio fra Jaime e Lysa Tully, l’ingresso di Jaime nella Guardia reale, il torneo di Harrenhal.

Il torneo di Harrenhal.

Siamo sempre qui, è intorno a questa manciata di giorni che ruota gran parte di quello che è avvenuto e che sta avvenendo. Non che non ci siano stati altri intrighi, altre alleanze, altri tradimenti, ma questo torneo è un concentrato, e Martin ancora non ci ha detto tutto.

Jaime entra nella Guardia reale per liberarsi dalla promessa di matrimonio con Lysa Tully e soprattutto per stare vicino a Cersei, visto che i due erano convinti che lei avrebbe sposato un Targaryen. Aerys il Folle, ancora non così palesemente folle, ammette Jaime nella Guardia per fare un dispetto a Tywin, che stava diventando troppo potente, e per privarlo del suo erede. Tywin rassegna le sue dimissioni da Primo Cavaliere, e nel farlo manda a monte ogni possibilità che Cersei sposi un Targaryen e priva Aerys di un consigliere forte, che forse avrebbe tenuto a bada la sua follia e che, se mai si fosse giunti alla Battaglia delle Campane, non avrebbe avuto gli stessi scrupoli di Jon Connington, il Primo Cavaliere dei grifoni danzanti. Per Harrenhal ci fermiamo qui, perché l’altra parte della storia non tocca Jaime. Quel che riguarda Jaime è Rossart, il Primo Cavaliere piromante, anche se per sapere qualche dettaglio in più dobbiamo passare attraverso un battibecco fra Jaime e Brienne.

Jaime ammazza Rossart e Aerys, i dettagli arriveranno, e si siede sul trono, in attesa. Chi arriva è Eddard Stark.

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