Io ho ragione perché ho ragione

L’importante è dimostrare di avere sempre ragione e mostrare agli altri che sono incompetenti o che non hanno voglia di lavorare, giusto? Un cliente mi ha chiesto Mafia spa di un certo Ardone, anche se non era del tutto sicuro dell’autore (di cui ha detto solo in cognome, senza aggiungere il nome), edizione Mondadori. Io ho fatto diversi tentativi, incrociando i dati in modi diversi e su diversi siti. Il cliente non ha guardato quel che facevo, anche se potrebbe aver notato che la mia ricerca è durata un po’ più di una manciata di secondi, e c’erano due persone in coda dopo di lui (ma vedere che c’è la coda alle proprie spalle è un dettaglio superfluo, si vede solo quella che c’è davanti e si sbuffa se non si viene serviti nell’arco di un minuto). Non ho provato la combinazione cognome+spa, vero, non l’ho fatto perché spa può essere scritto sia con che senza i puntini della sigla, e cercando mafia+spa ho fatto entrambi i tentativi, quindi sarebbe stata una ricerca doppia, sia perché il cognome era il dato di cui il cliente in questione non era certo. Dopo avergli detto che non trovavo nulla se n’è andato, salvo tornare qualche minuto più tardi, trionfante e tronfio, con in mano un libro, di cui ha sottolineato il titolo con un dito dicendomi “eccolo qua: Mafia spa“, e dandomi implicitamente o dell’imbecille o della scansafatiche, o magari tutt’e due.

Non ho fatto notare che l’editore è PaperFIRST e non Mondadori, mi sono limitata a dire “veramente lì c’è scritto “Cosa nostra spa”“. Il cliente ha guardato la copertina che un attimo prima mi aveva sventolato davanti tutto fiero, si è girato e se n’è andato senza dire nulla.

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Le caratteristiche della fantascienza: Che cos’è la fantascienza

A volte mi domando se ci sia interesse nel far appassionare i ragazzi alla lettura. Va bene fornire gli strumenti per capire testi anche complessi, saper riconoscere cosa rende un testo articolato, distinguere fra fuffa e opere di qualità, ma se manca l’interesse per la lettura, perché viene percepita come noiosa, avere gli strumenti per interpretare un testo non serve a niente. Senza dimenticare che le spiegazioni di un insegnante su argomenti che non interessano sono difficili da capire e vengono dimenticate in fretta.

Le antologie scolastiche dei ragazzi delle Medie sono voluminose anche perché comprendono numerosi testi appartenenti a generi molto diversi fra loro. Eppure, a guardare quel che fa mia figlia – e capisco che è impossibile fare tutto, e che l’insegnante deve per forza operare una scelta – sono molto perplessa. Ormai va in terza e, per il terzo anno di fila, il professore si sta concentrando sulla poesia. Poesia? Jacques Prévert, E.E. Cummings, Diego Valeri, Vincenzo Cardarelli, W.H. Auden, Paul Verlaine, Konstantinos Kavafis, Giuseppe Ungaretti, Italo Calvino, per elencare solo quelli certamente fatti quest’anno, ma ricordo in passato gli inizi con San Francesco e la poesia del Duecento. Un percorso che io ho fatto alle scuole superiori, quando probabilmente avevo una maturità maggiore ed ero più in grado di seguirlo. Non che abbia davvero apprezzato molto di quello che ho studiato, per riuscirci ho dovuto andare all’Università.

Il problema è che se ci concentriamo troppo su cose difficili senza prima aver fatto capire che la letteratura è bella poi perdiamo i lettori. Perciò non serve a nulla che l’antologia abbia un capitolo dedicato a Mistero e terrore, un altro alla Fantascienza, un altro ancora al Romanzo storico, realistico e sociale e via dicendo se poi al massimo viene fatto un testo solo e poi basta, si torna alla poesia a cui vengono dedicati i tre quarti dell’anno, per il terzo anno di fila. Il dubbio che la nostra scuola abbia un problema serio è solo accentuato dalla lettura del relativo capitolo. Va bene sintetizzare, ma la spiegazione di cosa sia la fantascienza mi sembra un po’ riduttiva:

La storie di fantascienza sono storie di avventura ambientate in un futuro più o meno lontano, spesso arricchite di dati e informazioni che derivano dal progresso scientifico-tecnologico. Per esempio, dalle nuove conoscenze legate ai viaggi spaziali si è sviluppato un tema molto presente nelle storie di fantascienza: l’incontro con le civiltà extraterrestri. Esso viene affrontato in modi molto diversi soprattutto per quanto concerne la rappresentazione degli alieni: talvolta presentati come mostri, come nel film Alien (1979) di Ridley Scott, altre volte come esseri teneri e dolci, come nel film E.T. l’extraterrestre (1982) di Steven Spielberg.

Quindi niente romanzi distopici, storia alternativa, postapocalittici, storie legate alle moderne ricerche scientifiche, tutto quello che abbiamo sono i viaggi spaziali e gli alieni, che possono essere buoni o cattivi. Non c’è nemmeno il sospetto che possano essere gli esseri umani i cattivi, e gli alieni i buoni. Le storie sono fondamentalmente d’avventura, il sospetto che possano esserci questioni morali molto rilevanti al loro interno, che queste storie possano essere uno specchio deformante per vedere meglio la nostra realtà, non c’è. E allora va bene, andiamo così, studiamo poesia senza capirla – alla fine viene richiesto di fare la parafrasi, trovare le figure retoriche e individuare lo schema metrico – e non pensiamo ai contenuti, e neppure al divertimento. Poi, chissà perché, in Italia i libri vendono poco.

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Classifiche: 16 febbraio 2020

1 Natalia Cattelani, Dolci per mille occasioni, Rai libri (prenotazioni, il libro sarà in vendita dal 27 febbraio);

2 Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, Luiss;

3 Achille Lauro, Sono io Amleto, Rizzoli

4 (1) Antonio Manzini, Ah l’amore l’amore, Sellerio;

5 (3) Robert Sarah e Benedetto XVI, Dal profondo del nostro cuore, Cantagalli;

6 (2) Laura Imai Messina, Quel che affidiamo al vento, Piemme;

7 Emilio Martini, Il paese mormora, Corbaccio;

8 (7) Tracy Chevalier, La ricamatrice di Winchester, Neri Pozza;

9 Elena Ferrante, L’amica geniale, E/O;

10 (11) José Saramago, Cecità, Feltrinelli;

11 (5) Massimo Carlotto, La signora del martedì, E/O;

12 Lorenzo Marone, Inventario di un cuore in allarme, Einaudi;

13 Elena Ferrante, Storia del nuovo cognome, E/O;

14 (10) Gianrico Carofiglio, La misura del tempo, Einaudi;

15 Elena Ferrante, Storia di chi fugge e di chi resta, E/O;

16 (14) Kobe Bryant, The Mamba mentality. Il mio basket, Rizzoli;

17 (6) Enrico Mentana e Liliana Segre, La memoria rende liberi, Rizzoli;

18 Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5, Feltrinelli;

19 David Quammen, Spillover, Adelphi;

20 (4) Enrica Mannari, Manuale illustrato della felicità, De Agostini.

 

Gli altri titoli fantastici presenti nella top 100:

57 (60) Madeline Miller, La canzone di Achille, Feltrinelli;

61 (70) Jodi Taylor, La confraternita degli storici curiosi, Corbaccio;

63 J.R.R. Tolkien, Beren e Lúthien, Bompiani;

67 (93) Bruno Bettelheim, Il mondo incantato, Feltrinelli;

72 Andrzej Sapkowski, Il guardiano degli innocenti, Nord;

81 Cassandra Clare, La catena d’oro. The last hours. Shadowhunters, Mondadori (prenotazioni, il libro sarà in vendita dal 3 marzo);

86 (30) Mark Z. Danielewski, Casa di foglie, 66th and 2nd;

87 (58) Shirley Jackson, Abbiamo sempre vissuto nel castello, Adelphi;

98 Andrzej Sapkowski, Il battesimo del fuoco, Nord;

99 Shirley Jackson, L’incubo di Hill House, Adelphi.

 

La classifica di fantasy e fantascienza:

1 (1) Jodi Taylor, La confraternita degli storici curiosi, Corbaccio;

2 (63) J.R.R. Tolkien, Beren e Lúthien, Bompiani;

3 (13) Andrzej Sapkowski, Il guardiano degli innocenti, Nord;

4 Cassandra Clare, La catena d’oro. The last hours. Shadowhunters, Mondadori (prenotazioni, il libro sarà in vendita dal 3 marzo);

5 (2) Andrzej Sapkowski, Il battesimo del fuoco, Nord;

6 (12) Andrzej Sapkowski, La stagione delle tempeste, Nord;

7 (6) Andrzej Sapkowski, La spada del destino, Nord;

8 (3) Andrzej Sapkowski, Il tempo della guerra, Nord;

9 (8) Andrzej Sapkowski, La torre della rondine, Nord;

10 (7) Christelle Dabos, La memoria di Babel. L’attraversaspecchi. Vol. 3, E/O;

11 (9) Andrzej Sapkowski, Il sangue degli elfi, Nord;

12 (11) Andrzej Sapkowski, La signora del lago, Nord;

13 (4) Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, Ponte alle Grazie;

14 (17) Isaac Asimov, Ciclo delle Fondazioni, Mondadori;

15 (14) Andrzej Sapkowski, Il sangue degli elfi, Nord;

16 (10) Aldous Huxley, Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo, Mondadori;

17 (20) Arthur C. Clarke, Racconti;

18 E.B. Hudspeth, Il codice delle creature estinte. L’opera perduta del dottor Spencer Black, Moscabianca edizioni;

19 (5) Margaret Atwood, I testamenti, Ponte alle Grazie;

20 (15) Deborah Harkness, A discovery of witches. Il libro della vita e della morte, Piemme;

21 (21) Christelle Dabos, Gli scomparsi di Chiardiluna. L’attraversaspecchi. Vol. 2, E/O;

22 Andrzej Sapkowski, Il guardiano degli innocenti, Nord (vecchia edizione);

23 (19) Christelle Dabos, Fidanzati dell’inverno. L’attraversaspecchi. Vol. 1, E/O;

24 Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori;

25 (18) Mizuho Kusanagi, Yona la principessa scarlatta. Vol. 12, Star Comics;

26 Philip K. Dick, Le tre stimmate di Palmer Eldritch, Fanucci;

27 Philip K. Dick, Ubik, Fanucci;

28 (24) Andrzej Sapkowski, Il tempo della guerra, Nord (nuova edizione, prenotazioni, il libro sarà disponibile dal 5 marzo);

29 Jack London, La peste scarlatta, Adelphi;

30 (22) Andrzej Sapkowski, La spada del destino, Nord (vecchia edizione).

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Neil Gaiman: Questa non è la mia faccia

Confesso: devo ancora comprare Questa non è la mia faccia di Neil Gaiman, ma ho deciso di aspettare l’edizione economica. Il motivo per cui ho deciso di risparmiare è semplice: ho già letto il libro in lingua originale, con il titolo The View from the Cheap Seats, e per comprare qualcosa che ho già, anche se in un’altra lingua, posso aspettare un po’. Ma lo comprerò, perché al di là dei commenti prettamente musicali, di cui non mi importava nulla, quello che ha da dire Gaiman è molto interessante.

Ho già parlato del primo testo che compare in questa raccolta qui: https://librolandia.wordpress.com/2016/08/02/neil-gaiman-come-si-fa-un-lettore/. Se volete conoscere l’indice e leggere qualche pagina potete andare qui. Al momento io vi propongo un brevissimo passaggio:

The magic and the danger of fiction is this: it allows us to see through other eyes. It takes us to places we have never been, allows us to care about, worry about, laugh with, cry for, people who do not, outside of the story, exist.
There are people who think that things that happen in fiction do not really happen. These people are wrong.

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Novità di febbraio 2020 – seconda parte

Jonathan Auxier, La marea di fuoco. Spirit animals. I racconti della leggenda. Vol. 4, Il Castoro, 13,00 €

La sinossi:

Molto prima che gli uomini abitassero la terra, una forza oscura arrivò sull’Erdas e rimase sopita per secoli sotto la superficie del mondo. Ora il Wyrm si sta risvegliando. I giovani eroi Conor, Abeke, Meilin e Rollan seguiranno strade diverse per sconfiggere il male. Ma non c’è più tempo. Nascosta nei meandri dell’Erdas, un’antica trappola ha il potere di porre fine alla guerra per sempre, ma nessuno sa come farla scattare. I guardiani hanno un’unica possibilità. Insieme ai loro spiriti animali, dovranno scoprire un segreto vecchio come il mondo. Se non ci riusciranno, sarà tutto perduta. Età di lettura: da 10 anni.

 

Ambrose Bierce, Il guardiano della morte, Mattioli 1885, 10,00 €

La sinossi:

Un volumetto di racconti di Ambrose Bierce – “Bierce the Bitter”, com’era chiamato, l’irrequieto scrittore che a settant’anni d’età partì per partecipare alla rivoluzione in Messico, dove scomparve nel buio, senza lasciare tracce, avvolto in un mistero che non venne mai chiarito. Scritti durante la guerra di secessione, cui Bierce partecipò come topografo rischiando la vita, questi racconti sono fulminanti e spietati, scritti con la precisione del topografo, per l’appunto, che sa calcolare con esattezza le funzioni degli angoli, se vuole produrre una mappa affidabile. Ma sono anche “mappe” dell’animo umano, specie nei momenti di maggiore tensione. E quindi veri racconti “di frontiera”: una frontiera fisica ma anche intellettuale, morale, ed esistenziale.

 

Arthur C. Clarke, Racconti, Mondadori, 28,00 €

La sinossi:

Oltre 100 racconti, tra cui Spedizione di soccorsoPasseggero del silenzio e La sentinella, il nucleo narrativo che avrebbe dato vita a 2001: Odissea nello spazio.
Vincitore dei premi Hugo, Nebula e John W. Campbell e di numerosi riconoscimenti in ambito accademico, Arthur C. Clarke con la sua “prosa scientifica” è stato uno scrittore molto prolifico, e nelle sue opere si ritrova il senso della ricerca e della scoperta che ha animato il suo lavoro di scienziato.
Considerato insieme a Isaac Asimov il più importante autore di fantascienza, nel 1964 ha teorizzato l’avvento dei satelliti geostazionari e di Internet: “Le città potrebbero non esistere più nel 2000, non a causa della bomba atomica ma per gli incredibili avanzamenti delle telecomunicazioni, che saranno resi possibili grazie ai satelliti, rendendo pensabile un mondo nel quale comunicheremo costantemente, indifferentemente dal luogo in cui ci possiamo trovare e senza conoscere l’ubicazione fisica dei nostri amici. Tra cinquant’anni sarà possibile che una persona svolga il suo lavoro a Tahiti o Bali, nello stesso modo in cui potrebbe farlo a Londra”.

“The Collected Stories” (il titolo originale di questo volume) di Arthur C. Clarke è un libro che ha fatto storia. Oltre 1500 cartelle dattiloscritte per raccogliere la maggior parte della produzione breve del maestro della Science Fiction anglosassone. 104 opere che ci mostrano l’evoluzione di Clarke, capace di porre autentiche pietre miliari lungo la strada maestra della narrativa di fantascienza, che abbraccia un arco temporale vastissimo, dal 1937 fino al 1999, con il brevissimo racconto intitolato “Improving the Neighbourhood”, primo racconto di SF a uscire sulla prestigiosa rivista “Nature”. A corredo del volume, le introduzioni ai racconti dello stesso Clarke, un ricco saggio d’appendice sulla vita di questo eclettico autore, diventato famoso per la trasposizione cinematografica di un suo breve racconto nel film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrik, e la sua biobibliografia completa.

Un approfondimento dedicato a questo volume e ai progetti della collana: https://www.oscarmondadori.it/news/draghi-urania-tornano-i-grandi-della-fantascienza/.

 

Otsuka Ippei, Fiabe e leggende giapponesi, Kappalab, 15,00 €

La sinossi:

Ogni Paese del mondo ha un proprio bagaglio di fiabe e leggende popolari. ma il Giappone è decisamente uno di quelli che è riuscito a tramandarne nei secoli il quantitativo maggiore. Proprio grazie all’amore e all’attenzione per le tradizioni tipici del Sol Levante, questi racconti nati nell’antichità hanno avuto la possibilità di attraversare interi periodi storici, e sono giunti a noi dopo innumerevoli mutazioni e in copiose varianti, fino a plasmarsi nella loro forma più nota e con cui sono divenute celebri. Fiabe nate da leggende, leggende nate da fiabe, personaggi realmente esistiti ma con origini favolistiche, e favole che affondano le radici all’interno di eventi storici: un panorama vastissimo di storie capace di fungere da monito o da esempio per le generazioni successive attraverso allegorie e metafore. Una raccolta di racconti fantastici tradizionali che hanno lasciato il segno nella memoria e nella cultura popolare moderna giapponese, tanto che i relativi personaggi appaiono ancora oggi nella fiction cinematografica e televisiva, appassionando le nuove generazioni. Ecco dunque le più celebri fiabe e leggende giapponesi di ogni tempo, fra cui la storia del piccolo ma forzutissimo Kintaro, la romantica vicenda di Tanabata, la grande impresa dell’indomito Momotaro, i colpi di genio del giovane bonzo lkkyu, i dispetti dei tanuki del tempio di Shojo, le peripezie del minuscolo Issunboshi, la strana vicenda del pescatore Taro Urashima, le scorribande del gigante Dandarabocchi, le disavventure della Principessa Portavaso e addirittura la grande avventura dello scimmiotto di pietra Son Goku.

 

Lisa Morton, Fantasmi, Il Saggiatore, 24,00 €

La sinossi:

L’atmosfera sinistra di una vecchia casa abbandonata o di un cimitero, una sensazione improvvisa di gelo, rumori inspiegabili, una figura evanescente percepita con la coda dell’occhio: l’apparizione di un fantasma è da sempre ben radicata nel nostro immaginario. Se c’è un elemento comune a tutte le culture del pianeta è proprio la credenza in queste manifestazioni soprannaturali, presenze inquietanti che suscitano timore, protagoniste di leggende popolari, miti e tradizioni arcaiche. Nella storia i fantasmi hanno assunto molteplici forme: gli spiriti dei defunti temuti e onorati nel mondo antico, dall’Egitto alla Grecia; le ombre degli avi evocate da Ovidio nei Fasti; gli spaventosi ‘draugar’ del folclore norreno che infestano i tumuli; i ‘bhuta’ del continente indiano, pericolosi e sempre affamati; le apparizioni del Medioevo cristiano, talvolta miracolose e angeliche, talvolta inganni del demonio. Nessuna epoca, racconta Lisa Morton, sfugge a questa fascinazione: in pieno, razionale XIX secolo esplode la mania dello spiritismo, in cui confluiscono tecniche scientifiche, trucchi teatrali, truffe plateali e il sincero desiderio di entrare in contatto con i propri cari estinti. E se in passato era soprattutto la letteratura a tramandare la figura del fantasma, oggi sulle case infestate abbondano soprattutto leggende urbane, film horror e programmi televisivi dedicati ai cacciatori di ectoplasmi e ai loro bizzarri strumenti. Spaziando da Amleto a “Il sesto senso”, in “Fantasmi” Lisa Morton stila una vera e propria enciclopedia spettrale che raccoglie miti, racconti e testimonianze di eventi inspiegabili, narrando così la storia delle nostre paure più profonde – e più affascinanti.

 

Maggie Stiefvater, La corsa delle onde, Bur, 12,00 €

Edizione economica. La sinossi:

Succede ogni autunno, sull’isola di Thisby. Dalle gelide acque dell’oceano si spingono a riva i cavalli d’acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Sean Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest’anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.

 

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La forza delle limitazioni

Siamo abituati a leggere di personaggi che compiono imprese esaltanti. Superano enormi difficoltà, sconfiggono nemici che sembrano imbattibili, trovano soluzioni in situazioni apparentemente senza via d’uscita… e ciò che fanno spesso è esaltante perché le loro azioni sono vincolate da limiti ben precisi, spesso codificati all’inizio. Variano da opera a opera, a volte sono chiaramente enunciati e a volte no, ma è da questi vincoli, e dal modo in cui vengono aggirati, che nascono le storie. La prima codifica evidente in cui mi sono imbattuta come lettrice, e che amo molto, sono le tre leggi della robotica di Isaac Asimov:

Le Tre Leggi della Robotica:
1. Un robot non può recar danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.
2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.
Manuale di Robotica, 56ª Edizione, 2058 d.C.

Un’altra, celata fra le pagine di La grande caccia e quindi non così evidente a prima vista, ma non per questo meno importante, è il giuramento delle Aes Sedai nella Ruota del Tempo di Robert Jordan:

Quando diventi una sorella, devi prestare il giuramento finale tenendo quel ter’angreal. Non dire una parola che non sia vera. Non costruire nessun’arma che consenta a un uomo di ucciderne un altro. Non usare mai l’Unico Potere come arma se non contro gli Amici delle Tenebre o la progenie dell’Ombra o, come estrema difesa della tua vita, di quella del tuo Custode o di un’altra sorella.

Giuramenti impegnativi, vero, ma come nota Nynaeve

Le sembrava allo stesso tempo troppo e troppo poco da giurare

È anche da qui che nascono le storie.

 

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Aspettando Rhythm of War di Brandon Sanderson

Fino a ieri Rhythm of War era un titolo ipotetico, un modo per riferirsi al romanzo in corso di scrittura. Ieri è stato ufficialmente annunciato che si tratta del titolo definitivo del quarto romanzo delle Cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson. Del titolo, e del libro, la cui pubblicazione in lingua originale è stata fissata per il 17 novembre prossimo, Sanderson aveva brevemente parlato nel suo State of Sanderson 2019, aggiungendo che con il quinto romanzo, ipoteticamente previsto per il 2023, arriverà a “one of the major end points of the series”. Suppongo che potremmo tradurre l’affermazione con una delle conclusioni più importanti, perciò qualche trama finirà lì e dal sesto al decimo romanzo avremo un focus diverso. Vedremo, e vedremo anche quando i libri arriveranno in Italia. L’impressione è che Mondadori li tradurrà appena possibile.

Intanto, come ulteriori informazioni, Sanderson ha detto che Rhythm of War oltre a essere il titolo del suo romanzo, è il titolo di un libro che si trova all’interno del romanzo, come già era accaduto con La via dei re, Parole di luce e Giuramento, e che per la prima volta questo libro non è stato scritto da un essere umano. Secondo Sanderson dire di più sarebbe uno spoiler, ma considerando quanto siano importanti i ritmi per i Parshendi, e le svolte dei romanzi che abbiamo letto, ho qualche sospetto su chi possa essere l’autore del nuovo libro. Scoprirò in futuro se ho indovinato. Quello che sappiamo è che il quarto romanzo contiene quella che è probabilmente la prima scena ideata da Sanderson e la sua scena preferita. Sospetto che ci sarà da divertirsi.

Vita prima della morte.

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