Guy Gavriel Kay da Venezia a Seressa

Il Concilio dei Dodici di Seressa era grandemente temuto, dai nemici , a volte dagli alleati, e dai suoi stessi abitanti.

In questa camera al livello superiore del palazzo tutti loro erano consapevoli che Seressa era guardata con diffidenza e invidiata, e vi erano abituati: i membri del concilio ricavavano forza e scopo da queste verità quando prestavano i giuramenti del loro ufficio, e li rinnovavano ogni primavera nella Cerimonia del Mare. Avere nemici spingeva a focalizzare i pensieri e a unire gli animi.

L’orgogliosa Seressa, con le sue lagune attraversate dai canali, le isole collegate dai ponti, ormai priva di un dominio sulla terraferma degno di questo nome, era eternamente consapevole che il suo potere si trovava nel commercio e nella ricchezza. E quindi, alla fin fine, nelle navi e nel mare.

Non esisteva nulla di simile a questa città sulla terra di Jad, sotto il suo cielo. Pure Dubrava, al di là del mare Seressino (chiamato così perché gli uomini avevano bisogno di promemoria), era una repubblica, con una propria flotta mercantile, e sopravviveva grazie al commercio, ma era una frazione di ciò che era Seressa. Dubrava non era un leone: strisciava e si inchinava in ogni direzione. Non aveva un Arsenale, o galere da guerra per imporre o difendere il proprio potere, e nessuna colonia. Non dominava nessun’isola grande come Candaria.

Dubrava era una pallida, circoscritta, concessa ombra di Seressa. Seressa era la luce, così come il sole di Jad.

 

Queste poche righe che ho tradotto io – e non ho dubbi sul fatto che un vero traduttore sarebbe riuscito a rendere meglio lo stile dell’autore – provengono dal terzo capitolo di Children of Earth and Sky di Guy Gavriel Kay. Nei capitolo precedenti Kay si è soffermato su una missione diplomatica, dando così al lettore un’idea degli equilibri di potere che si trovano nella sua terra, e sul tentativo di una giovane donna di fare qualcosa per la sua città, in lotta proprio con Seressa. Qui lo sguardo di Kay, che per la maggior parte del romanzo si concentra su figure marginali della Storia, su quei personaggi che nei manuali scolastici non compariranno mai perché non sono loro a condurre i grandi eventi, si sposta brevemente nelle sale ducali per mostrare la reazione dei governanti di Seressa a quanto appena accaduto. Il romanzo parla di persone comuni che vivono in un territorio di conflitto, in un periodo di cambiamenti, che sono costretti ad adattarsi e che fanno del loro meglio per sopravvivere all’interno di circostanze più grandi di loro e che non possono in alcun modo controllare.

dscn2579Si tratta di un fantasy, anche se come spesso accade nei romanzi di Kay gli elementi realmente fantasy sono davvero pochi. Ciò che conta sono le persone, con i loro dubbi, i loro limiti e le loro scelte. Le azioni che compiono o che non compiono. Le loro reazioni a quanto fatto da altri. La loro fragilità in quanto esseri umani e la loro forza interiore.

Per scelta ho tradotto un brano che non dice nulla su quanto sta accadendo. Non ci sono nomi di personaggi o circostanze, solo alcuni nomi di località inventate da Kay. Ma davvero queste località sono state inventate? Se guardiamo la cartina che si trova nel romanzo vediamo linee costiere che non conosciamo, leggiamo nomi mai sentiti prima. Però una repubblica marinara costruita in una laguna attraversata da canali, dotata di un potente Arsenale e la cui forza risiede nel commercio non può che essere Venezia. Hanno nomi diversi, ma Seressa è Venezia. Governata da un Duca e dal Consiglio dei Dodici, e ricordo che il titolo Doge deriva proprio da Dux, ha il doppio dei consiglieri che aveva Venezia ma anche Seressa si lega al mare con un’importante cerimonia. Avete presente lo sposalizio col mare di Venezia? Qui Kay si limita a citare la cerimonia per caratterizzare la città ma non si sofferma su di essa perché non è importante per questa storia. Quando lo sposalizio era stato importante, in Il paese delle due lune (Tigana), lo aveva narrato in pagine dalla fortissima carica emotiva. L’Italia rinascimentale a quanto pare tende a fare capolino nei suoi romanzi. Tutta l’Europa torna nei suoi romanzi, la Spagna dell’epoca della cacciata dei Mori in The Lions of Al-Rassan, la Bisanzio di Giustiniano nella duologia The Sarantine Mosaic, l’Inghilterra dell’epoca di Alfredo il Grande in The Last Light of the Sun. Il paese delle due lune è più fantasy, la magia ha un ruolo importantissimo in questo romanzo, e non è ambientato nello stesso mondo in cui sono ambientati The Lions of Al-Rassan, Sailing to Sarantium, Lord of Emperors, The Last Light of the Sun e Children of Earth and Sky, come è ambientato in un altro mondo A Song for Arbonne, ispirato alla crociata albigese, eppure l’Italia è riconoscibile.
Dubrava è Dubrovnik, o Ragusa, Candaria è Creta, e Jad è l’equivalente del dio cristiano. Luoghi riconoscibili, personaggi a volte riconoscibili, anche se modificati da quel quarto di giro verso il fantastico che da anni contraddistingue le opere di Kay. Il viaggio di Pero Villani verso Asharias per ritrarre il califfo Gurçu, che nelle righe qui sopra non si vede ma che è una delle trame del romanzo, per certi versi è lo stesso viaggio compiuto da Gentile Bellini a Bisanzio per ritrarre Maometto II, anche se i due personaggi sono molto diversi fra loro. Ma l’ambientazione, le storie, risuonano con forza per il lettore italiano. Risuonerebbero con forza, se solo i romanzi di Kay venissero tradotti.

Kay ha appena pubblicato la foto della copertina dell’edizione russa del suo romanzo. Vi è raffigurato un dettaglio bellissimo ma marginale, un orologio che l’ambasciatore di Venezia… ops, Seressa, dona all’Imperatore nel primo capitolo. Un dettaglio marginale. Quello che per me non è marginale è che Kay venga tradotto in Russia. Credo che abbiano tradotto in russo tutti i romanzi di Kay, non solo quest’ultimo. I suoi romanzi sono tradotti in una trentina di paesi fra cui Brasile, Bulgaria, Cina, Corea, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Indonesia, Israele, Macedonia, Olanda, Polonia, Portogallo, Québec, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Spagna, Svezia, Taiwan, Turchia, Ungheria. E l’Italia? Cinque romanzi in tutto, i tre della Trilogia di Fionavar e Il paese delle due lune nella prima metà degli anni ’90, e La rinascita di Shen Tai (Under Heaven) nel 2012, e ormai sono tutti fuori catalogo. Quanto ancora dovremo aspettare per avere un editore intenzionato a pubblicare sul serio i romanzi di Kay?

Pubblicato in citazioni, Guy Gavriel Kay | Contrassegnato | Lascia un commento

Marina Lenti: J.K. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori

Una biografia di J.K. Rowling. Mi interessa? Facciamo due conti.

Quanto mi piace la saga di Harry Potter?

Perché per me la Rowling è Harry Potter, non mi sono mai sognata di leggere Il seggio vacante o i tre romanzi di Cormoran Strike scritti sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith, Il richiamo del cuculo, Il baco da seta e La via del male.

Elenco dei miei scrittori di fantasy preferiti (e mi limito al fantasy, altrimenti attacco con Filippo Tuena, Isaac Asimov e chissà quanti altri), in ordine rigorosamente casuale:

Guy Gavriel Kay (no, il fatto di citare lui per primo non è casuale), Robert Jordan, George R.R. Martin, Brandon Sanderson, J.R.R. Tolkien, Silvana De Mari, Marion Zimmer Bradley, Mercedes Lackey, Harry Turtledove, David Gemmell, Patrick Rothfuss, Katharine Kerr… sono arrivata a dodici e della Rowling ancora non c’è traccia, e mi sa che prima del suo potrei scrivere qualche altro nome.

La saga di Harry Potter mi piace, ma la Rowling è ben lungi dall’essere la mia autrice preferita. Allora perché ho letto il saggio biografico scritto da Marina Lenti J.K. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori?

Marina è una mia amica, e potremmo dire che questa è un’arma a doppio taglio. Il fatto poi che sia la curatrice delle due antologie saggistiche a cui ho collaborato, Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi e Hobbitologia, aumenta il rischio. Se ciò che scrive lei mi piace va tutto bene, le posso fare i complimenti con sincerità e siamo tutte felici. Marina per i complimenti ricevuti, io perché una persona a cui voglio bene ha fatto qualcosa di bello ma anche perché io ho letto qualcosa di bello.

Le cose si complicano se il libro non piace. Non ho l’abitudine di fare complimenti vuoti, e non tutti prendono bene le critiche. Nel caso di Marina però ero abbastanza tranquilla, sia perché avendo già letto altre cose sue sapevo già prima di iniziare a leggere che il suo modo di scrivere mi piace e che probabilmente avrei apprezzato il libro, sia perché so che lei sa accettare le critiche per quello che sono: se arrivano Marina incassa, valuta se c’è qualcosa che può imparare dalle critiche stesse e poi va avanti per la sua strada.

Al di là dell’amicizia c’è un altro fattore per me molto importante. Io scrivo saggistica sul fantasy. Lasciamo stare le segnalazioni come quella di qualche giorno fa relativa al contest si scrittura in cui stasera Emanuele Manco farà da giudice, quella è una notizia, come sono notizie tutte le segnalazioni di pubblicazioni di libri che faccio qui o, più approfondite, su FantasyMagazine. In questo caso sono articoli giornalistici. Servono, informano, ma non sono saggi. I saggi sono gli approfondimenti, quegli articoli in cu io scelgo un autore o un tema e lo analizzo. Quelli mi piacciono, anche se non sono facili. E come si fa a imparare a scriverli? Si leggono i libri con attenzione, si prendono appunti, si consultano opere in grado di fornire spunti o chiarire dubbi, ma soprattutto si leggono altri saggi. Si leggono testi che possono ampliare le nostre conoscenze, spingerci a ragionare, mostrarci come è possibile procedere. Io leggo saggi di fantasy perché scrivo saggi di fantasy. I miei interessi sono lì. Se continuo a dire che il fantasy può parlare di temi importanti, che va considerato seriamente, al pari del mainstream, e che la bravura di un autore si misura non dal genere in cui sceglie di scrivere ma dalle sue capacità, allora devo essere in grado di argomentare, e devo sapere quel che dicono gli altri. Per me libri come quelli di Marina sono fondamentali. L’incantesimo Harry Potter, il suo primo saggio, mi ha aperto un mondo, mi ha davvero fatto capire cosa e come si può scrivere. La metafisica di Harry Potter va al cuore di alcune delle cose che maggiormente mi affascinano in un mondo fantasy. Anche gli altri libri mi sono piaciuti, ma hanno avuto un impatto minore. Non li cito per non divagare troppo, tanto se vi interessano le mie impressioni le potete comunque trovare nel blog.

Una biografia della Rowling? Forse mi interessa e forse no, vediamo…

Questo, più o meno, era il mio atteggiamento iniziale. L’inizio è stato un po’ faticoso. Marina parte da lontano. Forse non dovrei fargliene una colpa, anch’io divago abbondantemente e inserisco nei miei testi tutte le piccole cose che mi affascinano, ma davvero se affascinano me devono piacere anche a voi? Marina ci informa che la stazione di King’s Cross sorge nel luogo in cui Boudicca combattè la sua ultima battaglia, e cita I Corvi di Avalon di Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxon. Nella mia memoria c’è anche la Boudicca riproposta dal William Shakespeare di Harry Turtledove in Per il trono d’Inghilterra, e sicuramente ce n’è qualcun’altra, anche se in questo momento non riesco a ricordare dove l’ho incontrata. Ma cosa c’entra Boudicca con la Rowling? Sappiamo quanto sia importante King’s Cross nella saga, ma la mia impressione iniziale era che Marina la stesse prendendo un po’ troppo alla lontana con citazioni su luoghi e storia e viaggi indietro nel tempo per presentarci genitori e nonni della scrittrice. Sapevo almeno qualcosa dell’importanza di nonna Kathleen, il nome è un segno più che evidente, ma non sentivo il bisogno di un viaggio a ritroso, né dei discorsi astrologici e del transito di Saturno. Leggo Robert Jordan e Brandon Sanderson, non ho nessun problema con la magia, anche quando è spettacolare. Non la reputo fondamentale, e infatti quasi non ce n’è né in Il signore degli anelli né nella maggior parte dei romanzi di Kay, e mi piacciono ugualmente. Tutto dipende da quel che serve per fare una buona storia. Ma sono storie, non la realtà. Nella nostra realtà non credo agli oroscopi, che non leggo da oltre trent’anni, né alla sincronicità o ad altre cose che invece apprezzo tantissimo nei romanzi.

Mi sono trovata quindi a leggere il libro un po’ distrattamente, perché avevo deciso di leggerlo, anche se probabilmente se il soggetto fosse stato un autore che mi piace di più il mio interesse sarebbe stato maggiore fin dall’inizio. Marina però scrive in modo chiaro e scorrevole perciò le prime pagine, per me poco interessanti, sono andate via con una certa rapidità. Quand’è che le cose sono cambiate? Non saprei indicare una pagina, un momento. Forse ci riuscirei se rileggessi il saggio, ma non è una cosa che farò a breve. Semplicemente a un certo punto mi sono resa conto che il libro era diventato quasi come un romanzo. Non che sia meno accurato e preciso nel narrare gli eventi, ma il suo fascino era aumentato a tal punto che io faticavo a staccarmene. Volevo andare avanti, sapere cosa sarebbe successo, o come si sarebbero incastrati i vari dettagli l’uno nell’altro. La vita di una persona non è un romanzo, ma io mi sono ritrovata a leggere il libro come se lo fosse. Non del tutto, una parte di me era consapevole di essere impegnata a leggere di fatti realmente accaduti e che non c’era nessuna regia superiore capace di far superare alla protagonista ogni difficoltà. Sapevo pure che le difficoltà sarebbero state superate, quando si legge un libro relativo a fatti o persone almeno in parte noti si sa più o meno quel che accadrà. Sapevo che il primo matrimonio non sarebbe durato, conoscevo le difficoltà economiche della Rowling e sapevo pure che Harry Potter sarebbe stato un successo. Niente suspance, niente colpi di scena, e del resto suspance e colpi di scena non ci sono neppure nelle riletture dei romanzi, eppure io rileggo. Rileggo perché m i piace scoprire nuovi dettagli o soffermarmi su cose che in un primo momento non avevo notato, o a cui non avevo dato la giusta importanza, o riprovare determinate emozioni. E un saggio anche se lo si legge per riflettere sulla scrittura può arrivare a coinvolgere davvero. La storia di J.K. Rowling e quella della sua creazione sono inestricabilmente legate, e questo Marina lo mostra con chiarezza. Analizza, approfondisce, controlla ogni dettaglio e spiega non la fantasia dell’autrice, perché nessuno può entrare nel cervello di un altro o spiegare da dove abbia origine la creatività, ma quanto lavoro, quanti elementi siano confluiti nella fantasia dell’autrice e abbiano concorso a creare una saga straordinariamente ricca.

J.K. Rowling non è la mia scrittrice preferita. Non è nemmeno nella top 10, anche se una classifica vera non l’ho fatta. Dotata di una fantasia incredibile, di una notevole capacità di mettere insieme e rielaborare elementi provenienti dalle fonti più disparate, ottima narratrice, anche se alcuni dettagli della sua saga mi convincono poco, in questo saggio la Rowling prende davvero vita. Ci sono alcune pagine del libro di Marina che mi hanno convinta poco, come mi convincono poco alcune pagine dei romanzi di Harry Potter, ma sono una manciata in un volume molto più lungo. Trovare un libro che convinca in tutto è una cosa davvero rara, e quando capita non si può che essere grati del dono ricevuto dall’autore e della fortuna della scoperta. J.K. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori è un saggio chiaro e affascinante, scorrevole come un romanzo e documentato in ogni sua affermazione. Imperdibile per i fan della Rowling, si rivela un’ottima lettura anche per chi vuole capire un po’ meglio quella che molti etichettano semplicemente come una saga per bambini.

Pubblicato in impressioni di lettura | Contrassegnato , | Lascia un commento

Novità di gennaio 2017 – prima parte

A essere onesti per ora ho ben poco da segnalare. Nella maggior parte delle librerie sono arrivate quattro ristampe e una novità, in fondo gli editori hanno pubblicato i loro titoli più importanti prima di Natale e ora ci dobbiamo accontentare di quello che arriva. Nelle librerie più grandi, però, o in quelle più attente al fantastico, è arrivato un altro librettino dal titolo molto curioso, I nerd salveranno il mondo. Sapevo che era in programma, ne avevo letto la segnalazione su FantasyMagazine e ne ero stata incuriosita. Se sono una nerd? Io? Con la mia faccia da angioletto? Ovviamente prima mettere a posto il libro gli ho dato un rapidissimo sguardo. Mettere a posto… adesso non esageriamo. L’ho lasciato in mezzo ai piedi, ad altezza occhi, nel reparto di fantascienza. Secondo me è lì che deve stare, perché è da quel posto che lo compreranno. Come quando metto Zannablù. Il trono di spiedi in fantasy accanto a Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin invece che fra i graphic novel. I libri vanno messi lì dove potranno incontrare le loro anime gemelle, quei lettori che non possono fare a meno di loro.

Dicevo che ho guardato I nerd salveranno il mondo? Molto rapidamente, avevo anche altre cose da fare, comunque in fondo al libro c’è un piccolo test per capire se il lettore è un vero nerd. Il test è semplicissimo, basta guardare l’immagine di copertina e riconoscere tutte le citazioni. Sono solo sei, e se siete qui significa che, come me, avete superato il test a pieni voti. Tempo impiegato a farlo? Una manciata di secondi, naturalmente. Stesso risultato raggiunto dal mio capo, mentre tutti gli altri colleghi al massimo sono arrivati a quattro. E poi si stupiscono se quando mi arriva una cliente che cerca Lucchetti babbani e medaglioni magici rispondo prima che loro possano andare al computer e ai loro sguardi stupiti li definisco babbani….

Fulvio Gatti, I nerd salveranno il mondo, Las Vegas, 10,00 €

La quarta di copertina:

Fino a pochi anni fa i nerd erano individui che la maggioranza della gente riteneva un po’ strani per via delle loro passioni spesso maniacali. Per questo e per la loro scarsa attitudine alla socializzazione – il web era ancora di là da venire – i nerd vivevano immersi nei loro mondi alternativi.
Da qualche anno, invece, si è compiuta quella rivincita dei nerd ipotizzata in un vecchio film del 1984. Oggi la cultura nerd è ovunque, ha contaminato l’immaginario collettivo fino a prenderne le redini e tutti possiamo dirci nerd. Sì, ma fino a che punto? E cos’ha reso possibile una simile rivoluzione?
Fulvio Gatti cerca di spiegarlo e trova quattro concause scatenanti: Star Wars, i film di supereroi, The Big Bang Theory e Internet. È grazie ad essi se il nerdismo è stato sdoganato al punto di diventare la risposta a tutti i mali dell’industria dell’intrattenimento.
Ma con l’orgoglio del nerd della prima ora, lo stesso autore ipotizza e auspica di andare oltre, verso un nuovo inizio, magari in qualche altra galassia lontana lontana…

Lauren Kate, Fallen, Rizzoli, 16,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Basta un istante per sconvolgere un’esistenza. A cambiare quella di Lucinda, diciassette anni, è stato l’incidente in cui è morto un suo caro amico. E lei ha visto addensarsi di nuovo le ombre scure che la perseguitano da quando è bambina. Guardata con sospetto dalla polizia e da chi la ritiene responsabile della morte dell’amico, Luce – così la chiamano tutti – è costretta a entrare in un istituto correzionale. Nessun contatto con il mondo esterno, telecamere di sorveglianza, ragazzi e ragazze dal passato oscuro e disturbato sono tutto ciò che trova alla scuola Sword & Cross. E poi appare Daniel, e Luce d’un tratto non sa più cosa è vero e cosa non lo è: il cuore le dice di averlo già incontrato, ma nella sua mente si accendono solo rari lampi di ricordi troppo brevi per essere veri. Soltanto quando rischia di perderla, Daniel decide di uscire allo scoperto: i loro cuori si conoscono da sempre, da tutte le vite che Luce non ricorda ancora di aver vissuto.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2016/12/23/338735/3873569-9788817093927_abstract.pdf.

Lauren Kate, Torment, Rizzoli, 16,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Quando Daniel apre le ali e si allontana nel cielo, Luce si sente smarrita. Rimarrà in un collegio della California per chissà quanto tempo, a mille miglia da casa, senza di lui. È questo il dolore più grande: perché lui è il suo amore da sempre, l’angelo caduto che dà un senso alla sua vita. Luce stenta a capire quello che succede. A lei, a loro, al mondo. Infuria una guerra tra potenze celesti e infernali, ombre minacciose la incalzano. E poi ci sono le insidie del cuore: l’incontro con un ragazzo dolce e incredibilmente normale…

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2016/12/23/338745/3873577-9788817093934_abstract.pdf.

Lauren Kate, Passion, Rizzoli, 16,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Luce morirebbe per Daniel: lo ha già fatto decine di volte. Insieme hanno vissuto tante vite, in luoghi e tempi diversi, ma la fine è stata sempre la stessa: lei consumata dalle fiamme e lui con il cuore infranto. Forse però è possibile spezzare la maledizione che li perseguita. Per scoprirlo, Luce viaggia a ritroso nel tempo e ritrova le sue incarnazioni passate: in Inghilterra, in Cina, in Egitto… Daniel la insegue, e non è l’unico a farlo. Perché se Luce riscrivesse la storia, tutto potrebbe cambiare.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2016/12/23/338755/3874378-9788817093941_abstract.pdf.

Lauren Kate, Rapture, Rizzoli, 16,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Luce e il suo grande amore, l’angelo caduto Daniel, sono a un passo dalla salvezza. O dall’abisso. Tutto dipende da Lucifero, che vuole cancellare la storia e riscriverla per avere il mondo in pugno. Un modo per impedirglielo ci sarebbe: occorre riunire tre reliquie che si trovano a Venezia, Vienna e Avignone. In questa strenua impresa Luce e Daniel non sono soli. Al loro fianco hanno gli amici di sempre, gli angeli Roland, Cam, Gabbe, Arianne, oltre ai Nephilim, nati dall’unione di un angelo e un mortale. C’è poi la sfida dell’amore, e in quella anche gli amici più cari non possono niente. Il sentimento assoluto che lega Luce e Daniel ha attraversato il tempo, ma è ancora avvolto in troppi misteri. E non si può amare fino in fondo senza conoscersi davvero.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2016/12/23/338765/3874382-9788817093958_abstract.pdf.

Lauren Kate, Unforgiven, Rizzoli, 18,00 €

La quarta di copertina:

Sono trascorsi secoli da quando l’angelo caduto Cam ha detto addio a Lilith, strappandole il cuore, ma ancora non riesce a dimenticarla. Invidioso dell’amore perfetto di Daniel e Lucinda, decide di ritrovarla, ovunque sia. Così stringe un patto con Lucifero: ha quindici giorni per riconquistare l’unica ragazza che abbia mai amato davvero. Se ci riuscirà, potranno vivere insieme, liberi; ma se non dovesse farcela, Cam rimarrà nell’Inferno per sempre, dove lo aspetta un posto speciale. È cominciato il conto alla rovescia: il più oscuro e ambivalente tra gli angeli ci apre finalmente il suo cuore tormentato, mentre lotta contro il tempo.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2016/12/23/338713/3868604-9788817092968_abstract.pdf.

Pubblicato in anteprima, freschi di stampa | Contrassegnato | Lascia un commento

Minuti Contati: la Emanuele Manco Edition

 

 

 

La prossima volta che vedo Emanuele Manco lo prendo in giro. Sapevo che doveva fare da giudice al contest di Minuti Contati, ma vedere un banner con la scritta “Emanuele Manco Edition” mi fa troppo ridere. Fra le sue molte incarnazioni, informatico, giornalista, narratore, fumetto, Incredibile, c’è anche quella di contest. Mica glie la posso far passare liscia, giusto?

Io non partecipo più da anni a concorsi di scrittura di alcun tipo, ma per chi fosse interessato qua sotto ci sono le informazioni necessarie:

Minuti Contati è un’associazione culturale non riconosciuta con sede a Torino.

Obiettivo di Minuti Contati è fornire agli autori una palestra (nel contest omonimo che ogni mese prende vita nel forum) e una vetrina (il sito) per i propri elaborati. Inoltre l’attenzione è rivolta a fornire ai lettori sempre nuovi racconti fruibili ovunque, con speciale attenzione alla lettura in mobilità.

Minuti Contati si pone dunque come trait d’union fra autori e lettori accompagnando i primi lungo tutte le fasi del processo creativo e fornendo ai secondi del materiale ordinato e di facile e immediata fruizione.

Così si presenta sul suo sito l’associazione Minuti Contati. Una presentazione un po’ più completa si trova sulla relativa pagina Facebook:

Minuti Contati è un concorso letterario online di scrittura veloce di racconti brevi. Il concorso si svolge nella sezione ARENA. Minuti Contati è anche un sito in cui puoi trovare racconti brevi da leggere. Li trovi tutti nella sezione RACCONTI.

Puoi cercarli per TAG o con altre chiavi con le finestre di ricerca sulla barra laterale e sul menu. I principali TAG sono il tempo di lettura (1 min, 2 min etc.), i generi (giallo, fantasy etc.) e il piazzamento nella relativa edizione del contest (1°, 2° etc.). Minuti Contati è una dura ma efficace Palestra di Scrittura. Qui gli Autori o aspiranti tali si confrontano con i loro pari come veri e propri Gladiatori in un’Arena. QUI ci facciamo le ossa. QUI le rompete, le ossa. Chi resiste, guadagna l’accesso alla pagina AUTORI del Sito, con quanto tutto questo comporta in fatto di visibilità e di prestigio. Ma quello che è davvero importante, per chi vuole scrivere, è imparare un metodo, darsi un appuntamento fisso per scrivere, confrontarsi con gli altri Gladiatori, affrontare i propri limiti e superarli, divertirvi e far divertire, crescere e aiutare a crescere. E quello che è davvero importante, per tutti, Lettori e Scrittori, è leggere, leggere tanto, leggere molto. Anche in fretta. Anche se hai davvero i “minuti contati”. Anche in tram, in treno, in traghetto, anche nella sala d’attesa del medico o dell’aeroporto. Leggere sempre, leggere ovunque. Buon divertimento!

Amore, azione, drammatico, fantascienza, fiaba, giallo, horror, humor, noir, nonsense, storico, thriller e tragedia sono i generi in cui si sono cimentati gli autori di Minuti Contati, con storie così brevi da poter essere lette in un minuto e storie più lunghe, fino a superare i dieci. Quanto agli autori, accanto agli esordienti ci sono nomi noti della narrativa quali Aislinn, Barbara Baraldi, Amneris Di Cesare, Gianluca Morozzi, Stefano Pastor, Matteo Strukul, Luca Tarenzi, Dario Tonani e Francesco Troccoli.

Lunedì 16 gennaio dalle ore 21 Emanuele Manco sarà il giudice del nuovo contest proposto nell’Arena di Minuti Contati. Su FantasyMagazine, dove è comparso originariamente il mio articolo, Emanuele non dovrebbe avere bisogno di presentazioni, ma per i più distratti ripropongo la breve biografia posta in calce a ogni suo articolo:

Matematico di formazione, per pagare i conti lavora come informatico. Dopo aver partecipato ad alcune fanzine palermitane nei primi anni ’90, ha ripreso l’attività redazionale negli anni zero, collaborando con Il Corriere della Fantascienza, Delos SF e Robot della Delos Books. Nel luglio 2008 è entrato nella redazione di http://www.fantasymagazine.it, testata di cui nel gennaio 2009 gli è stato assegnato l’incarico di condirettore e successivamente, ad aprile 2009, di curatore a tutti gli effetti. Dal 2011 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con il Movimento Connettivista, curando una rubrica di fumetti sulla rivista Next e scrivendo articoli per il portale Next Station; ha collaborato con Carmilla. È stato consulente alle traduzioni delle prime stagioni delle serie TV Gotham e The Flash. Da scrittore ha pubblicato racconti in riviste e antologie. Per Delos Digital ha creato le collane Urban Fantasy Heroes eOdissea Digital Fantasy.

Ema, ti ricordi che hai anche diretto Effemme, vero? No, perché anche se l’ultimo numero risale a settembre 2015 e non ci saranno nuove pubblicazioni, magari qualcuno può ancora essere incuriosito dai vecchi numeri. La collana, in versione cartacea, la trovate qui: http://www.delosstore.it/delosbooks/collane/31/effemme/. Nel momento in cui scrivo però vedo che il numero 5 è esaurito, e magari ci sono lettori che preferiscono il digitale. La versione ebook si trova qui: http://www.delosstore.it/ebook/collane/2/effemme/. Lo so, a volte sono un po’ insistente. È il prezzo che dovete pagare se volete continuare a leggermi, magari proprio su questa pagina capita qualcuno che non conosce il mio blog, che si incuriosisce e che decide di comprare le pubblicazioni a cui ho collaborato…

Urban Fantasy Heroes, la collana inaugurata da  Emanuele nella primavera del 2014 con I Daimon di Pandora, si svolge in un’ambientazione contemporanea reale, con città riconoscibili che di fatto divengono co-protagoniste della storia, ed è incentrata su persone comuni che cominciano a sviluppare capacità paranormali proprio mentre i miti e le leggende più incredibili e remote sembrano irrompere nella vita reale. Sarà questo lo spunto per la gara di lunedì? Se a Spartaco, che lo ha intervistato, ha risposto con un deciso NO SPOILER al tentativo di capire che tipo di giudice sarà, Emanuele ha anche aggiunto “Aprite gli occhi e guardatevi intorno, siamo circondati dalle storie”, sottolineando pure che l’inizio, in un racconto, deve spiazzare ancor più che in un romanzo.

Sul sito di Minuti Contati è possibile leggere un’intervista a Emanuele Manco: http://www.minuticontati.com/intervista-emanuele-manco/.

Per chi volesse partecipare al contest ricordo che l’appuntamento è fissato nell’Arena del sito alle ore 21 di lunedì 16 gennaio: http://www.minuticontati.com/forum/viewforum.php?f=98.

Il trailer della Emanuele Manco Edition:

Pubblicato in appuntamenti | Contrassegnato | Lascia un commento

Hobbitologia: gli inizi

Ieri sono arrivate le mie copie di Potterologia. La pubblicazione è di novembre, ma solo ora sono riuscita ad avere in mano il secondo libro a cui ho collaborato. 168 pagine di testo, che diventano 182 se contiamo anche le bibliografie finali, con dieci autori che parlano di Lo Hobbit. Come avevo scritto a suo tempo in un articolo per FantasyMagazine genericamente firmato “Redazione”,

Dopo Potterologia. Dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling, pubblicato nel 2011 (e in una versione aggiornata nel 2015, con il nuovo titolo Potterologia. Dieci as-saggi + 1 dell’universo di J.K. Rowling) e Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di successo Marina Lenti torna a coordinare un gruppo di saggisti per Hobbitologia. L’intento dichiarato della Lenti è di “accrescere la riflessione accademica sul Fantastico, fiorente da decenni in Gran Bretagna ma assai sporadico in Italia. Per far questo in Hobbitologia ha chiamato al suo fianco Paolo Gulisano, che, in qualità di esperto di J.R.R. Tolkien, ha ricoperto anche il ruolo di “continuity editor”, Paola Cartoceti, Chiara Codecà, Silvana De Mari, Cristina Donati, Pia Ferrara, Martina Frammartino, Livia Rocchi e Chiara Valentina Segré.

Durante la presentazione di Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi avvenuta a Stranimondi lo scorso ottobre Marina aveva parlato del suo progetto di accrescere la riflessione accademica sul Fantastico citando proprio Potterologia, il libro che stavamo presentando al momento, e questo Hobbitologia, che in ottobre non era ancora stato pubblicato. Il video però è stato accorciato dall’editore tagliando questa parte introduttiva dedicata anche a due testi pubblicati da un altro editore e quindi per lui poco interessante. Il progetto però c’è. Se in Gran Bretagna, ma anche negli Stati Uniti, opere fantasy vengono studiate nelle università e docenti universitari non si fanno alcun problema a scrivere articoli o anche interi saggi sul fantasy, perché da noi le cose sono diverse? Lamentarsi per lamentarsi però serve a poco, meglio fare qualcosa. Ecco allora che Marina, una volta che ha trovato gli editori, ha messo insieme due gruppi di autori solo in parte sovrapponibili e ci ha chiesto di scrivere. Analizzare ciascuno di noi una data saga in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi, provare a guardare un po’ in profondità Lo Hobbit in Hobbitologia. Questo il sommario del volume:

  • Lo Hobbit come romanzo di formazione – Paolo Gulisano
  • Lo Hobbit e le spade – Cristina Donati
  • Bilbo Baggins: dal libro al film – Chiara Codecà
  • Le avventure di Bilbo Baggins, Scassinatore, Esperto Cacciatore di Tesori: l’oro e la menzogna nello Hobbit – Silvana De Mari
  • Oltre Smaug: gli animali nello Hobbit – Martina Frammartino
  • Lo Hobbit e Tauriel: una prospettiva femminista? – Pia Ferrara
  • Essere o non essere… un libro per bambini? – Livia Rocchi
  • La presenza del cibo nello Hobbit – Marina Lenti
  • Lo Hobbit dal libro al film: missione impossibile? – Paola Cartoceti
  • Lo Hobbit fra di noi: quando letteratura e realtà si compenetrano – Chiara Valentina Segré
  • Bibliografia

L’editore, Camelozampa, non ha pubblicato nessun estratto, così ho deciso di fare un piccolo gioco. L’estratto, davvero mini, lo pubblico io. Una sola frase, la prima, a cui si aggiunge l’eventuale citazione che apre ciascun saggio, e siamo in tanti ad aver iniziato con una citazione. Sul contenuto del libro non rivela granché, ma l’effetto complessivo secondo me è interessante.

Lo Hobbit come romanzo di formazione

“In un buco nella terra viveva uno hobbit”. Questa strana frase venne improvvisamente alla mente del giovane professore che in un caldo pomeriggio estivo, nella sua casa di Oxford, correggeva i compiti di ammissione all’università.

Lo Hobbit e le spade

Nell’elsa la gloria, nel centro il coraggio

Alla punta, la paura del tuo nemico

Sulla lama, un serpente insanguinato

La sua coda avvolge la guardia

The Poetic Edda – Lee M. Hollander

Che si tratti di mito, folklore o narrativa fantastica, la spada ha una valenza simbolica che travalica la semplice arma, incarna un valore capace di risvegliare sensazioni ancestrali, è emblema di ardimento, potere, virtù.

Bilbo Baggins: dal libro al film

Quando Peter Jackson ha scelto di portare sul grande schermo Lo Hobbit, la prima decisione che si è trovato a prendere è stata quale tono dare al suo adattamento, considerando che, anni dopo la pubblicazione, persino J.R.R. Tolkien non sembrava particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto con il libro originale:

“[Lo Hobbit] in realtà è stato concepito, purtroppo, come storia per bambini e, dato che all’epoca non avevo molto buonsenso e che i miei figli non erano abbastanza grandi per correggermi, contiene alcuni sciocchi manierismi presi senza riflettere dal tipo di roba che mi era stata proposta da piccolo […].

Le avventure di Bilbo Baggins, Scassinatore, Esperto Cacciatore di Tesori: l’oro e la menzogna nello Hobbit

La prima cosa che da sempre mi viene in mente davanti alle parole “buco nella terra” sono le trincee della prima guerra mondiale.

Oltre Smaug: gli animali nello Hobbit

Eccolo lì, un enorme drago di un rosso sfumato d’oro, profondamente addormentato; dalle sue fauci e dalle narici usciva solo un borbottio accompagnato da sbuffi di fumo, perché quando dormiva le sue fiamme erano basse.

È questa la prima immagine che Bilbo ha di Smaug il drago, colui che ha rubato il tesoro un tempo appartenuto a Thrain, re dei nani che vivevano sotto la Montagna Solitaria.

Lo Hobbit e Tauriel: una prospettiva femminista?

L’inserimento di Tauriel nella trilogia cinematografica di Peter Jackson Lo Hobbit ha destato, sin dal primo annuncio, preoccupazione e irritazione tra i fan del Signore degli anelli.

Essere o non essere… un libro per bambini?

Nel 1937 l’uscita dello Hobbit diede il via a un numero considerevole di recensioni che, per la maggior parte, ne esaltavano la grandezza definendolo senza esitazioni “libro per bambini”.

La presenza del cibo nello Hobbit

“Se più persone, fra noi, tenessero cibo e buonumore e canto in maggior considerazione rispetto all’oro accumulato, avremmo un mondo più felice”

Thorin Scudodiquercia (Lo Hobbit, capitolo 18)

Il fantasy, genere in cui convengono gli spunti di epica e fiaba, non di rado mutua da queste una compiacenza verso il cibo e, in particolare, verso la sua abbondanza.

Lo Hobbit dal libro al film: missione impossibile?

La trilogia cinematografica di Peter Jackson Lo Hobbit (2012-2014) ha diviso gli spettatori e ha avuto minor successo del Signore degli Anelli, ma non è priva di valore; la si può apprezzare come l’interpretazione di un appassionato, a tutti gli effetti una fan fiction.

Lo Hobbit fra di noi: quando letteratura e realtà si compenetrano

Fantasia e realtà: un binomio che, di primo istinto, pare antitetico e ben separato, ma intimamente connesso a uno sguardo più approfondito al punto che, talvolta, l’una anticipa l’altra.

Già da una sola frase si percepisce la differenza di stile dei dieci autori, ma cambiano anche gli elementi su cui ci siamo focalizzati e il modo di guardarli. La citazione scelta da me, su Smaug, mi fa venire i brividi, quella scelta da Marina, sul cibo, porta un tono goliardico ma anche un ammonimento a notare quanto sia scarsa la capacità di divertirsi, ma il contrasto più forte c’è fra Paolo e Silvana, con entrambi che hanno ripreso la prima frase ma guardandola in modo molto diverso. Tre saggi sono legati ai film, due parlano di libri per bambini, e nonostante questo appaiono, nelle parole che ho riportato, molto diversi come taglio e come interessi. Non ho ancora letto i testi, non ne ho avuto il tempo, e quindi non so come i vari autori vadano avanti, ma ho l’impressione che sarà una lettura interessante. Più che il mio parere però, conta il vostro, che mi piacerebbe leggere nei commenti.

Pubblicato in citazioni, freschi di stampa, Hobbitologia, Silvana De Mari | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 2 commenti

George R.R. Martin pubblicherà The Winds of Winter…

George R.R. Martin pubblicherà The Winds of Winter… prima o poi. Vi aspettavate qualcosa di diverso? Davvero? Con tutte le date di pubblicazione ipotizzate e non rispettate per A Feast for Crows prima e A Dance with Dragons poi? Ormai Martin non ipotizza più date di pubblicazione, non è come Brandon Sanderson che informa regolarmente i lettori dei suoi progressi su ogni opera che sta scrivendo, che quasi sempre rispetta la data ipotizzata e che se sfora sfora di poco. Ora con Sanderson siamo in attesa del terzo romanzo delle Cronache della folgoluce. Non che non pubblicherà altro, o che sia stato tradotto tutto quello che ha scritto, ma fra le altre opere, tutte molto belle, e Le cronache della folgoluce, straordinarie, c’è un abisso. Oathbringer, il terzo romanzo (con flashback su Dalinar, in caso qualcuno lo avesse dimenticato) è in fase di revisione.

E Martin?

Beh, lui sta ancora scrivendo. Un breve aggiornamento però lo ha fatto, anche se molto nascosto. Si tratta della risposta a un commento al post del 9 gennaio, Doom, Despair, Defeat, sul suo Not a Bloghttp://grrm.livejournal.com/515302.html?thread=25561062#t25561062.

Il testo:

Jan. 10th, 2017 07:53 pm (UTC)
Re: Really George
You really think statements like that would make a difference? Ah, you sweet summer child. I have years of experience with this that tells me otherwise.

But okay, I will try it your way.

Not done yet, but I’ve made progress. But not as much as I hoped a year ago, when I thought to be done by now.

I think it will be out this year. (But hey, I thought the same thing last year).

Insomma, George definisce figli dell’estate coloro che ancora si aspettano da lui previsioni attendibili sui tempi di pubblicazione, ma a parte questo dice chiaramente che ha fatto progressi, anche se non tanti quanto sperava un anno fa, quando pensava che per ora avrebbe finito. Crede che il libro potrebbe essere pubblicato quest’anno, ma considerando che lo credeva anche l’anno scorso forse le sue previsioni non sono molto attendibili.

Come siamo messi? Io direi che c’è una cosa sola da fare: aspettare. E intanto leggere altro.

Pubblicato in Brandon Sanderson, George R.R. Martin | Contrassegnato , | 6 commenti

Terry Brooks e Shannara, la conclusione

Lo avevo già scritto in un articolo per FantasyMagazine alla fine di dicembre: Terry Brooks è arrivato alla fine. Con questo non intendo dire che lui voglia smette re di scrivere, o anche solo che stia per scrivere gli ultimi libri ambientati in Shannara, solo che si sta occupando della conclusione della saga. Se in futuro vorrà scrivere qualche libro ambientato in epoche precedenti rispetto ai romanzi che sta scrivendo ora non si farà alcun problema nel farlo, semplicemente vuole far arrivare il suo mondo nel punto deciso da lui e intende farlo ora, perché ancora ha un’età e una salute tali da fargli ragionevolmente supporre che non avrà problemi a scrivere i romanzi. Aspettare significherebbe rischiare di dover affidare la conclusione, post-mortem, a qualcun altro, e questa è un’ipotesi che non lo attira minimamente.

Riprendo il mio articolo del mese scorso.

Scrivere è come una droga: dà dipendenza. Comporta sempre una sfida e si finisce per accettarla. Si finisce per farsi incantare dalle parole e dai personaggi da noi stessi creati. Le parole sono la nostra casa. I personaggi i nostri amici. Arrivi a conoscerli tutt’e due, e a conoscerli come conosci te stesso. Nati da te, divengono parte di te.

E il mondo in cui vivono i personaggi diventa il mondo in cui vive il loro autore. Soprattutto se, come ha scritto Terry Brooks nella sua autobiografia A volte la magia funziona, lui non voleva scrivere vicende ambientate nel mondo reale. Il mondo reale non era abbastanza vasto o bizzarro (pag. 24) perché potesse trovarvi lo spazio necessario a narrare le storie che stavano nascendo nella sua mente.

Brooks ha iniziato a far conoscere ai lettori il suo mondo nel 1977, con La spada di Shannara. Un mondo che in quarant’anni si è arricchito di numerosissimi volumi, alcuni dei quali hanno collegato quella terra in cui vivono gli elfi e la magia funziona al mondo in cui viviamo noi. Ora per Terry è arrivato il momento di fermarsi. In un’intervista a Entertainment Weekly lo scrittore ha dichiarato che la nuova tetralogia, The Fall of Shannara, segnerà la conclusione per quel mondo che lo ha reso famoso.

Con il suo consueto tono scherzoso Brooks ha spiegato all’intervistatore che, nonostante il suo progetto iniziale fosse di vivere per sempre, si è reso conto che probabilmente questo non avverrà. Dato che non vuole entrare a far parte di quel gruppo di autori che, dopo aver portato avanti una serie per moltissimi anni, hanno lasciato il compito di concluderla a qualcun altro, è giunto per lui il momento di scrivere la fine. Una fine, ha dichiarato, che ha in mente ormai da molti anni. Non è detto che questi quattro romanzi saranno un addio definitivo a Shannara, Terry potrebbe decidere di tornare indietro e riempire qualche buco rimasto nella storia, o scriverne qualcun’altra riguardo a un determinato personaggio, ma è qualcosa che farà solo se ne avrà voglia, non perché si sente obbligato a farlo.

Brooks ha spiegato di sapere quale sia l’impatto emotivo che vuole ottenere con quest’ultima saga. Ha iniziato a lavorare sull’idea del rapporto fra magia e scienza e su come possano essere le due facce di una stessa moneta. Entrambe seguono le stesse regole, ed entrambe possono essere positive o negative, usate bene o male, e visto che il mondo è ciclico e la storia tende a ripetersi c’è una guerra fra le due, con ciascuna che, di volta in volta, è prevalsa sull’altra. Ora il suo scopo è narrare cosa accadrà quando scienza e magia si incontreranno di nuovo.

The Black Elfstone, primo romanzo di The Fall of Shannara, previsto per il 13 giugno 2017, è terminato. Terry ha da poco superato la metà del secondo romanzo, ipoteticamente previsto per il 2018.

Ma quanto è lunga la saga di Shannara? Anche qui riprendo un vecchio articolo aggiornandolo con tutti i titoli che sono usciti in questi anni. Prima dell’elenco ricordo che il secondo numero di Effemme contiene uno speciale su Terry Brooks.

Trilogia de Il Verbo e il Vuoto (The Word/Void Trilogy), composta dai romanzi Il Demone, Il cavaliere del Verbo, Il fuoco degli angeli.

Il Demone, 1998 (Running with the Demon, 1997), primo volume della trilogia Il Verbo e il Vuoto. Ambientato in Illinois nel 1997.

Il cavaliere del Verbo, 1999 (A Knight of the World, 1998), secondo volume della trilogia Il Verbo e il Vuoto. Riprende gli stessi protagonisti del volume precedente con una nuova storia collocata cinque anni più tardi.

Il fuoco degli angeli, 2000 (Angel Fire East, 1999), terzo volume della trilogia Il Verbo e il Vuoto. Ambientato nel 2012, dieci anni dopo rispetto al volume precedente, del quale riprende i personaggi.

Trilogia della Genesi di Shannara (Genesis of Shannara), composta da I figli di Armageddon, Gli elfi di Cintra, L’esercito dei demoni.

I figli di Armageddon, 2006 (Armageddon’s Children, 2006). Primo volume della trilogia della Genesi di Shannara. Ambientato intorno al 2100 in una versione apocalittica del nostro mondo.

Gli elfi di Cintra, 2007 (The Elves of Cintra, 2007), secondo volume della trilogia della Genesi di Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

L’esercito dei demoni, 2009 (The Gypsy Morph, 2008). Terzo volume della trilogia della Genesi di Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

Le leggende di Shannara (Legends of Shannara Duology), composta da L’ultimo cavaliere e Il potere della magia.

L’ultimo cavaliere, 2011 (Bearers of the Black Staff, 2010). Primo volume della duologia Legends of Shannara. Ambientato 500 anni dopo L’esercito dei demoni.

Il potere della magia, 2012 (The Measure of Magic, 2011) secondo volume della duologia Legends of Shannara.

Il primo re di Shannara, 1996 (The First King of Shannara, 1996). Romanzo autoconclusivo ambientato durante la Seconda Guerra delle Razze.

Allanon’s Quest, 2012. Racconto pubblicato solo in formato ebook e mai tradotto in italiano ambientato qualche tempo prima rispetto a La spada di Shannara. Serie Paladins of Shannara.

Trilogia di Shannara (The Original Shannara Trilogy), composta dai romanzi La spada di Shannara, Le pietre magiche di Shannara, La canzone di Shannara.

La spada di Shannara, 1978 (The Sword of Shannara, 1977). Definito primo volume della Trilogia di Shannara, è comunque un romanzo autoconclusivo ambientato 500 anni dopo rispetto al volume precedente.

The Black Irix, 2013. Racconto pubblicato solo in formato ebook e mai tradotto in italiano ambientato un anno dopo la conclusione di La spada di Shannara. Serie Paladins of Shannara.

Le pietre magiche di Shannara, 1984 (The Elfstones of Shannara, 1982). Definito secondo volume della Trilogia di Shannara, è comunque un romanzo autoconclusivo ambientato 50 anni dopo rispetto al volume precedente.

The Weapon Master’s Choice, 2013. Racconto pubblicato solo in formato ebook e mai tradotto in italiano. Serie Paladins of Shannara.

La canzone di Shannara, 1986 (The Wishsong of Shannara, 1985). Definito terzo volume della Trilogia di Shannara, è comunque un romanzo autoconclusivo ambientato una generazione dopo rispetto al volume precedente.

Indomitable, 2003. Racconto contenuto nell’antologia Legends II e mai tradotto in italiano. Ambientato immediatamente dopo la conclusione di La canzone di Shannara, di cui riprende uno dei protagonisti.

Lo spirito oscuro di Shannara, 2008 (Dark Wraith of Shannara, 2008). Graphic novel ambientata qualche anno dopo rispetto La canzone di Shannara e Indomitable, opere dalle quali riprende alcuni protagonisti.

Gli eredi di Shannara (The Eritage of Shannara), tetralogia composta dai volumi Gli eredi di Shannara, Il druido di Shannara, La regina degli elfi di Shannara e I talismani di Shannara.

Gli eredi di Shannara, 1990 (The Scions of Shannara, 1990), primo volume della tetralogia Gli eredi di Shannara. Ambientato 300 anni dopo rispetto al volume precedente.

Il druido di Shannara, 1991 (The Druid of Shannara, 2001), secondo volume della tetralogia Gli eredi di Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

La regina degli elfi di Shannara, 1992 (The Elf Queen of Shannara, 2002), terzo volume della tetralogia Gli eredi di Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

I talismani di Shannara, 1993 (The Talismans of Shannara, 1993), quarto volume della tetralogia Gli eredi di Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

Trilogia Il viaggio della Jerle Shannara (The Voyage of Jerle Shannara), composta dai romanzi La strega di Ilse, Il labirinto, L’ultima magia.

La strega di Ilse, 2001 (Ilse Witch, 2000), primo volume della trilogia Il viaggio della Jerle Shannara. Ambientato 130 anni dopo la tetralogia precedente.

Walker and the Shade of Allanon, 2013. Nato come scena in La strega di Ilse, il testo è stato tolto da Brooks dal romanzo e pubblicato in forma di racconto nell’antologia Unfettered. Mai tradotto in italiano.

Il labirinto, 2002 (Antrax, 2001), secondo volume della trilogia Il viaggio della Jerle Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

L’ultima magia, 2002 (Morgawr, 2002), terzo volume della trilogia Il viaggio della Jerle Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

Trilogia Il druido supremo di Shannara (High Druid of Shannara). Composta dai romanzi Jarka Ruus, Tanequil, La regina degli Straken.

Jarka Ruus, 2003 (Jarka Ruus, 2003) primo volume della trilogia Il druido supremo di Shannara. Ambientato 20 anni dopo la conclusione della trilogia precedente.

Tanequil, 2004 (Tanequil, 2004), secondo volume della trilogia Il druido supremo di Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

La regina degli Straken, 2005 (Straken, 2005). Terzo volume della trilogia Il druido supremo di Shannara. Si colloca immediatamente dopo gli eventi del volume precedente, del quale costituisce la necessaria prosecuzione.

Trilogia Gli oscuri segreti di Shannara. Composta dai romanzi I guardiani di Faerie, Il fuoco di sangue, Lo spettro della strega.

I guardiani di Faerie, 2013 (Wards of Faerie, 2012). Primo volume della trilogia Gli oscuri segreti di Shannara. Ambientato un secolo dopo la conclusione di La regina degli Straken.

Il fuoco di sangue, 2014 (Bloodfire Quest, 2013). Secondo volume della trilogia Gli oscuri segreti di Shannara.

Lo spettro della strega, 2015 (Witch Wraith, 2013) Terzo volume della trilogia Gli oscuri segreti di Shannara.

Trilogia I difensori di Shannara. Composta dai romanzi La lama del druido supremo, Il figlio dell’oscurità, La figlia dello stregone.

La lama del druido supremo, 2015 (The High Druid’s Blade, 2014). Primo volume della trilogia I difensori di Shannara, ambientata un secolo dopo Lo spettro della strega. Anche se fa parte di una trilogia si tratta di un romanzo autoconclusivo, collegato agli altri in modo non molto stretto e apprezzabile anche da solo.

Il figlio dell’oscurità, 2015 (The Darkling Child, 2015). Secondo volume della trilogia I difensori di Shannara. Anche se fa parte di una trilogia si tratta di un romanzo autoconclusivo, collegato agli altri in modo non molto stretto e apprezzabile anche da solo.

La figlia dello stregone, 2017 (The Sorcerer’s Daughter, 2016). Terzo volume della trilogia I difensori di Shannara. Anche se fa parte di una trilogia si tratta di un romanzo autoconclusivo, collegato agli altri in modo non molto stretto e apprezzabile anche da solo. La traduzione in italiano dovrebbe essere pubblicata nel giro di un paio di mesi.

The Fall of Shannara, tetralogia di prossima pubblicazione che dovrebbe concludere le vicende del mondo di Shannara. Al momento è noto solo il titolo del primo romanzo, The Black Elfstone.

The Black Elfstone, previsto in inglese per il 13 giugno 2017.

Il sito ufficiale di Brooks: http://terrybrooks.net/.

Le prime pagine di La spada di Shannara:

http://leggere.librimondadori.it/terry-brooks-il-ciclo-di-shannara-1-la-spada-di-shannara/.

 

Pubblicato in anteprima, biografie, prossimamente in libreria | Contrassegnato | 2 commenti