Illustrare Lo Hobbit

Irene Gallo è Art Director per Tor Books. Conosce e ama l’arte e le illustrazioni in genere, e questo si vede benissimo da molti dei post che pubblica sul blog di Tor. Le parole sono poche perché a parlare sono le immagini. La primavera, l’estate, i libri, l’autunno, gli arcieri, i cavalli, i dinosauri, l’inverno, i draghi, Lo Hobbit… I suoi post sono una meraviglia per gli occhi, con immagini che mi sono notevolmente familiari e altre che non avevo mai visto: https://www.tor.com/tag/picturing/.

Tor ha appena riproposto un suo vecchio post, ma le cose buone non invecchiano mai davvero. Al suo interno la Gallo ha riproposto una gran quantità di immagini ispirate a Lo Hobbit di J.R.R. Tolkienhttps://www.tor.com/2017/09/21/picturing-the-hobbit/. In molti hanno illustrato Lo Hobbit, e in molti hanno scritto del romanzo di Tolkien. Un piccolo contributo l’ho dato anch’io con un testo contenuto nel saggio Hobbitologia.

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Novità di settembre 2017 – terza parte

 

Cassandra Clare, Signore delle ombre, Mondadori, 19,90 €

La sinossi:

Rinunceresti all’amore della tua vita per salvare la tua anima?

Onore, senso del dovere, rispetto della parola data: questi sono i principi che guidano l’esistenza di ogni Shadowhunter. Oltre alla certezza che non esista un legame più sacro di quello che unisce due parabatai, compagni di battaglia destinati a combattere e a soffrire insieme. Un legame che mai e poi mai – questo dice la Legge – dovrà trasformarsi in amore.

Emma Carstairs sa bene che il sentimento che la unisce al suo parabatai, Julian Blackthorn, è proibito e che proprio per questo potrebbe distruggere entrambi. Sa anche che, per non rischiare la loro vita, dovrebbe scappare il più lontano possibile da lui. Ma come può farlo, proprio ora che i Blackthorn sono minacciati da nemici provenienti da ogni dove?

L’unica loro speranza sembra racchiusa nel Volume Nero dei Morti, un libro di incantesimi straordinariamente potente su cui tutti vogliono mettere le mani. Per questo, dopo aver stretto un patto con la Regina Seelie, Emma, la sua migliore amica Cristina, Mark e Julian Blackthorn partono alla ricerca del libro, affrontando mille insidie, imbattendosi in potenti nemici ben consapevoli che nulla è ciò che sembra e nessuna promessa è degna di fiducia.

Nel frattempo, a Los Angeles, la tensione crescente tra Shadowhunter e Nascosti ha rafforzato la Coorte, la potente fazione interna al Consiglio strenua sostenitrice della Pace Fredda e disposta a tutto pur di impossessarsi dell’Istituto.

Ben presto però un’altra, nuova minaccia si fa avanti, sotto le spoglie del Signore delle Ombre – il Re della Corte Unseelie -, che spedisce i propri guerrieri migliori sulle tracce dei Blackthorn e del libro. Con il pericolo ormai alle porte, Julian concepisce un piano rischioso che prevede la collaborazione con un personaggio imprevedibile. Ma per ottenere la vittoria finale sarà necessario pagare un prezzo che lui ed Emma non possono nemmeno immaginare, e che avrà ripercussioni su tutti coloro e tutto ciò che hanno di più caro al mondo.

La saga Shadowhunters di Cassandra Clare è stata analizzata da Amneris Di Cesare nel saggio Non lasciare che gli altri decidano chi sei, decidilo da sola contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi: http://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html

 

 

Philip K. Dick, Blade Runner, Fanucci, 14,90 €

Nuova edizione. La sinossi:

Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone e condannato all’estinzione intere specie, costringendo l’umanità a colonizzare lo spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore… Anche l’uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici e di far perdere le proprie tracce. A San Francisco vive un uomo che ha l’incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano spesso il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano… Tragico e grottesco assieme, il romanzo di Philip Dick racconta il panorama desolato della San Francisco del futuro e il desiderio di amore e redenzione che alberga nei più umili, trasformando il genere fantascientifico in un noir cupo e metafisico. Un’opera che ha influenzato la visione della metropoli futura e ha anticipato i dilemmi della bioetica contemporanea. Introduzione e cura di Carlo Pagetti, postfazione di Gabriele Frasca.

 

 

Roddy Doyle, I Ridarelli, Rover e il Pupo Bello Grosso, Salani, 12,00 €

La sinossi:

Rover ormai è un cane d’affari di grande successo in Irlanda, anzi, forse il più importante. Assistito dal nipote Messi (un tipo molto ordinato ma dalla coda troppo lunga), consegna la cacca per i Ridarelli: quando un adulto è cattivo con i bambini, loro entrano in scena ed è ora del famoso Trattamento Ridarelli! Sembra una giornata di lavoro come tante per Rover e Messi, ma un’emergenza sconvolge tutti i loro piani. Riusciranno Rover, Messi e la famiglia Mack a godersi finalmente un po’ di tranquilla vita familiare? Ma soprattutto, mentre inseguono a rotta di collo la bicicletta della postina, un velocissimo furgone bianco e un aereo diretto a Casablanca, i due furbissimi cani saranno tanto in gamba da accontentare anche i Ridarelli? Tornano i protagonisti di Il Trattamento Ridarelli, Rover salva il Natale e Le avventure nel frattempo, in un turbine di peripezie tra verdure malefiche, tunnel di conigli e cracker che raccontano cose molto, ehm, ‘interessanti’. Il quarto romanzo su Rover e Ridarelli è una storia a perdifiato, scatenata, ironica e divertente, che solo il genio di Roddy Doyle poteva rendere reale.

 

 

Luca Enoch e Giancarlo Olivares, Dragonero. Minaccia all’impero, Sergio Bonelli editore, 24,00 €

La sinossi:

A Valhendart, capitale dell’impero erondariano, Ian e Gmor sventano un attentato contro il principe ereditario, durante lo “Sposalizio Celeste”, l’evento astronomico che celebra l’alba del nuovo anno. Sarà l’inizio di una torbida vicenda di cospirazioni e omicidi, tutta interna al Palazzo Imperiale. Ma la ricerca dei complici e dei mandanti dell’attentato condurrà Ian, con il sostegno bella sorella Myrva e del mago Alben, dalle stanze bel palazzo fino negli abissi dell’Inframondo, un regno di oscurità e di magia arcana, dove è facile perdersi per sempre! A chiudere il volume una storia inedita.

 

 

James George Frazer, Totemismo, Pgreco, 20,00 €

La sinossi:

L’insoddisfazione per le teorie fino ad allora prodotte conduce Frazer a pubblicare nel 1887 “Totemismo”. Il suo intento è prendere in esame l’aspetto religioso e quello sociale del totemismo per dimostrare il carattere originario e la larga diffusione di questo fenomeno, attestati anche da residui e sopravvivenze in fasi più avanzate dell’evoluzione sociale. Gli svariati esempi cui ricorre, tratto che caratterizza tutta la sua produzione, spaziano dai primitivi suoi contemporanei all’antico Egitto, e sono la conferma che il totemismo è una macrocategoria religiosa al pari del politeismo, che si sarebbe originato, secondo Frazer, proprio dalla religione “totemista”.

 

 

Neil Gaiman e Shane Oakley, Le spose proibite degli schiavi senza volto nella dimora segreta della notte dell’oscuro desiderio, Mondadori, 17,00 €

La sinossi:

Tre suoni squarciano il silenzio della notte. Il gracchiare di un corvo. Il fragore di un tuono. E una penna che graffi a la carta.
È impugnata da uno scrittore insonne, ossessionato da storie di donne in abiti bianchi, misteriosi colpi uditi nel buio, e non morti che si risvegliano in nome di antiche promesse.

 

 

Marco P. Gasperetti, Hanna e Barbera. I personaggi e le avventure dello studio che ha fatto la storia dell’animazione televisiva, Nicola Pesce Editore, 14,90 €

La sinossi:

In cinquant’anni di carriera William Hanna e Joseph Barbera hanno creato circa 400 show televisivi, restando ad oggi uno dei più longevi e prolifici sodalizi artistici. Questa è la loro storia. L’abilità della Hanna & Barbera Production, della Filmation, ma anche dello Studio Pierrot, della Toei Animation e di molti altri è stata quella di trasformare alcune delle evidenti debolezze dell’animazione limitata nel punto di forza delle loro serie televisive, creando un nuovo genere. Secondo Tony Benedict, uno storyman fra i primi assunti alla Hanna-Barbera Production, William e Hanna salvarono letteralmente il business dell’animazione. Per capire la potenza mediatica dei personaggi creati dalla Hanna-Barbera basti pensare che nel 1997 la NASA ha chiamato “Yogi Rock” una formazione rocciosa su Marte, in omaggio proprio al popolare orso di Jellystone. Prefazione di Maurizio Forestieri.

 

 

Elisabetta Gnone, Addio Fairy Oak, Salani, 14,90 €

Nuova edizione. La sinossi:

Felì è tornata a casa. Nei quindici anni che ha trascorso lontano, ha sempre scritto alle compagne rimaste a casa, descrivendo il villaggio, le bambine e tutte le incredibili avventure che viveva con loro e i loro fantastici amici. Al punto che ora le fate vogliono saperne di più, desiderano che lei racconti ancora, anzi, che non smetta mai! Chiedono altre storie, nuovi aneddoti, di sapere tutto del villaggio della Quercia Fatata e dei suoi abitanti. Felì accetta di buon grado e promette quattro nuovi racconti: le permetteranno di restare in compagnia dei suoi ricordi e di rivivere quei bellissimi giorni. Sì, ma per quanto ancora? Prima o poi dovrà separarsi dal passato e affrontare il futuro. Lei lo sa, e ora, che manca solo un racconto, sente il cuore batterle forte: riuscirà a dire addio a Fairy Oak? La sua ultima storia è intensa e commovente, e tuttavia cela un mistero, e svela una profezia… Età di lettura: da 8 anni.

 

 

Henry H. Neff, Impyrium. La principessa ribelle, Piemme, 16,00 €

La sinossi:

Un’era è trascorsa da quando il Cataclisma ha scosso il mondo, cambiandone irreversibilmente i contorni. Da quelle ceneri è sorta la dinastia dei Faeregine, che governa Impyrium da più di tremila anni. Ma la magia della casata si è affievolita generazione dopo generazione e, con essa, la presa dei Faeregine sull’impero…

 

 

China Miéville, Ottobre. Storia della rivoluzione russa, Nutrimenti, 19,00 €

La sinossi:

In occasione del centenario della Rivoluzione russa, un brillante scrittore inglese, apprezzato autore di romanzi fantasy, ripercorre con taglio inedito e ritmo avvincente un evento cardine del Novecento. La cronaca dei mesi incredibili tra la rivoluzione di febbraio e quella di ottobre in un libro che non si sofferma soltanto sul significato storico, ma racconta le vite, le passioni, gli aneddoti curiosi, svelando per la prima volta il lato avvincente di un evento che ha cambiato la storia dell’Europa e del mondo.

 

 

Philip Pullman, La bussola d’oro, Salani, 10,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

La bussola d’oro è il primo romanzo della trilogia Queste oscure materie. Quando apparve nel 1995 riscosse immediatamente un enorme successo di pubblico e critica: la ricchezza dello stile, la profondità dei temi, la bellezza dei personaggi e soprattutto la vastità di un immaginario che coniuga il romanzo d’avventura e di formazione con i quesiti fondamentali della nostra filosofia (il destino e il libero arbitrio, il caso e la necessità) ne fecero un caposaldo della letteratura per ragazzi, letto e discusso anche dagli adulti, da critici letterari, da scrittori d’eccezione. Oggi La bussola d’oro è un classico che va ben oltre il genere e la definizione di fantasy. Lyra è un’eroina, sventata e intrepida, intelligente e curiosa, in grado, con le sue risorse di ragazzina, di decifrare la verità dietro le macchinazioni dei potenti e di varcare il confine tra realtà e mondi diversi. I daimon – forme viventi dell’animo umano – gli orsi corazzati, le streghe sono personaggi icastici e indimenticabili, e l’universo creato da Pullman sfida la nostra immaginazione e stimola il desiderio di riflettere, confrontarci, capire.” Età di lettura: da 12 anni.

 

 

Philip Pullman, La lama sottile, Salani, 10,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

Lyra, la protagonista della “Bussola d’oro” è giunta nel nostro mondo, dove l’aspettano altri incredibili incontri e la soluzione di alcuni misteri. Insieme al suo nuovo compagno di avventura, Will Parry, Lyra rimarrà coinvolta nella più ardita delle guerre e, malgrado i pericoli e le fatiche cui è sottoposta, non esiterà nella sua marcia verso il vero. Ma questa volta non saranno né lei né l’aletiometro a rovesciare l’esito della battaglia.

 

 

Philip Pullman, Il cannocchiale d’ambra, Salani, 10,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

Lyra è impetuosa, appassionata, un’onestissima e ingenua bugiarda e Will è orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due, provenienti da mondi diversi, si sono incontrati nel secondo libro. Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi e che è l’unico mezzo per liberare Lyra, tenuta addormentata dalla signora Goulter. Anche la Chiesa ha decretato la morte della ragazzina, centro di un’antica profezia delle streghe; e suo padre, Lord Asriel, la cerca perché sa che senza di lei Will non si unirà a lui nella battaglia finale contro l’Autorità. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino precostituito, ma essere liberi di scegliere. Philip Pullman arricchisce il suo multiforme universo di nuovi personaggi – i gallivespiani, orgogliosi guerrieri a cavallo di libellule dai colori sgargianti; i mulefa, strane creature che viaggiano su ruote, dotate di linguaggio e della capacità di vedere la Polvere – e apre nuovi mondi, arrivando perfino nella terra della morte. Nel “Cannocchiale d’ambra” la storia diventa epica, sfrontata e dissacrante, esplora i recessi più profondi dell’animo, supera i confini tra cielo e terra, in un’unione di avventura, filosofia, mito e religione.

 

Rick Riordan, Eroi dell’Olimpo. I nuovi eroi, Mondadori, 22,00 €

La sinossi:

L’oracolo del Campo Mezzosangue pronuncia una terribile profezia: Sette mezzosangue alla chiamata risponderanno. Fuoco o tempesta il mondo cader faranno… Un nuovo gruppo di eroi dovrà affrontare una pericolosa missione: impedire che Gea, la Madre Terra, si risvegli e, con l’aiuto dei giganti, distrugga gli dei dell’Olimpo e l’umanità intera. Per farlo dovranno trasferirsi in Grecia e scendere nell’abisso del Tartaro per chiudere le Porte della Morte: una missione ardua e spaventosa che potrà essere affrontata soltanto se i semidei greci del Campo Mezzosangue e quelli romani del Campo Giove decideranno di collaborare. Ma prima della battaglia finale i sette della Seconda Grande Profezia – Jason, Piper, Leo, Percy, Annabeth, Hazel e Frank – dovranno superare temibili prove e combattere nemici agguerriti.

I primi tre libri della saga Eroi dell’Olimpo di Riordan – L’eroe perduto, Il figlio di Nettuno, Il marchio di Atena – ora in un unico volume.

Ho analizzato la saga di Rick Riordan Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo in Essere dei mezzosangue è pericoloso, ma non si corre il rischio di annoiarsi contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi: https://www.amazon.it/fantastico-nella-letteratura-ragazzi-successo/dp/8897674623/

 

 

Tui T. Sutherland, I regni del fuoco. La figlia del destino. Vol. 0, Piemme, 1,90 €

La sinossi:

Le tribù dei draghi sono state in guerra per generazioni, secondo un’antica profezia solo cinque cuccioli di drago cresciuti come fratelli, chiamati all’estremo sacrificio, potranno riportare la pace nel Regno…

 

 

Scarlett Thomas, Il drago verde, Newton Compton, 10,00 €

La sinossi:

Effie Truelove è la nuova alunna presso la scuola Tusitala. L’inserimento per lei non è facile perché sembra una ragazzina diversa dalle altre, e l’insegnante di inglese la prende subito di mira. Un giorno il nonno tanto amato di Effi e è vittima di un’aggressione e finisce in condizioni critiche all’ospedale. Decide così di rivelare alla nipote il segreto per entrare in possesso di poteri straordinari e l’esistenza di un libro magico che deve essere salvato prima che finisca nelle mani sbagliate. Appena Effie apre il libro misterioso, però, viene catapultata in un altro mondo, affascinante e al tempo stesso pericoloso. Infatti in quell’universo parallelo vive il terrificante Diberi, il capo di un’organizzazione che pianifica di distruggere l’intera umanità. Ma per Effie è impossibile affrontarlo da sola e dovrà trovare nuovi amici da coinvolgere nella battaglia…

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Carrie Fisher: I diari della principessa. Io, Leia e la nostra vita insieme

Carrie Fisher, chi era costèi? A volte la nostra mente fa associazioni strane. Guardando la copertina del libro di Carrie Fisher I diari della principessa. Io, Leia e la nostra vita insieme, mi sono chiesta perché lo avessi letto, e mi è venuta in mente la frase di don Abbondio Carneade! Chi era costui?

Carrie Fisher, chi era costéi? E soprattutto, perché io ho letto I diari della principessa?

Io mi considero moderatamente appassionata di Guerre Stellari, o Star Wars. Ho visto in televisione diverse volte quelli che ora sono noti come Episodio IV, V e VI quando ormai da anni erano diventati opere di culto. E poi ho visto Episodio I al cinema, una sola volta, e la mia conoscenza con la galassia lontana lontana si è fermata lì. Niente gadget, se non un paio di miniature comprate all’epoca dai miei genitori e poi disperse per disinteresse con il trascorrere del tempo, o ora i Lego per le figlie. Se mai sono stata una fan lo sono stata di un singolo attore, Harrison Ford, di cui per anni ho guardato tutti i film a cui prendeva parte. Guerre Stellari era solo una parte della sua carriera, per me non più importante di Indiana Jones, Witness. Il testimone o di diversi altri che non cito perché la filmografia di Ford è abbastanza lunga.

Carrie Fisher? Sì, la principessa dalla pistola facile e la pettinatura assurda. Ha fatto altro nella sua vita? Boh. E anche quell’altro, il biondino, Luke Skywalker… sì, Mark Hamill, ha fatto altro? Ma ha importanza? Ora ovviamente è facile saperlo, basta fare un giro su internet per avere tutte le informazioni del caso, ma questo rende un’idea di quale sia stato il mio coinvolgimento in Star Wars, che non so neppur bene se chiamare Star Wars, come si usa ora, o Guerre Stellari, come si faceva all’epoca in cui ho conosciuto i film. Facendo un controllo ora, per scrivere quel che sto scrivendo, scopro di non aver mai visto la Fisher o Hamill in opere diverse dalla trilogia originaria di Star Wars, mentre ho visto altri 15 film con protagonista Ford.

Certo, quest’estate ho letto il saggio di Chris Taylor Come Star Wars ha conquistato l’universo, il che se non altro prova che so che esiste tutto un mondo intorno a quei quattro tre film che ho visto. E dunque?

Carrie Fisher è morta, lo sappiamo tutti. Ha avuto la sfortuna di avere problemi cardiaci su un aereo in fase di atterraggio, non il momento migliore per ricevere adeguata assistenza medica, e nel giro di quattro giorni il suo cuore ha smesso di battere. Un mese prima l’attrice aveva pubblicato The Princess Diaries, il suo settimo libro fra romanzi e semi-biografie. Sull’onda emotiva della morte il 15 gennaio il libro ha raggiunto il primo posto nella classifica di vendite del New York Times per la categoria non-fiction ed è rimasto nella top 15 anche nelle successive 5 settimane. Quando poi è arrivato il momento di scegliere le opere più significative per l’assegnazione del premio Hugo I diari della principessa è arrivato in finale, segno che i fan hanno apprezzato quel che avevano letto. Le altre opere finaliste sono Words Are My Matter: Writings About Life and Books, 2000-2016 di Ursula K. Le Guin, libro che poi ha vinto il premio (già comprato, considerando come scrive Ursula ho grandi aspettative su questo libro), The Geek Feminist Revolution di Kameron Hurley (già letto e apprezzato), Traveler of Words: Conversations with Robert Silverberg di Robert Silverberg e Alvaro Zinos-Amaro (non so se lo leggerò mai, conosco l’importanza di Silverberg, ma i suoi due romanzi che avevo letto anni fa non mi erano particolarmente piaciuti. Però la saggistica è diversa dai romanzi… Vedremo…), The View From Cheap Seats di Neil Gaiman (già comprato ma ancora da leggere, come un altro paio di libri di Gaiman. Ma dove va a finire il tempo per leggere?) e The Women of Harry Potter, serie di post pubblicati da Sarah Gailey sul blog di Tor (alcuni li ho letti e mi sono piaciuti, devo completare la lettura).

Chi vota per il premio Hugo è qualcuno che ama il fantastico e lo conosce, giusto? Al di là di quando alcuni gruppi vogliono far vincere determinate opere per motivi politici, più passa il tempo e più diventa difficile fidarsi anche dei premi (anche se, senza voler togliere nulla agli altri, ho il sospetto che il premio a Words Are My Matter sia più che meritato).

Mi sono fatta anch’io prendere dall’onda emotiva quando ho deciso di leggere questo libro? Probabilmente, anche se per certi versi io mi giustifico dicendo che per scrivere determinati articoli ho bisogno di leggere e se ho la ragionevole certezza che se il libro non fosse stato tradotto in italiano lo avrei ignorato, mentre ho comprato senza esitare tre degli altri libri (e se due non li ho ancora letti è perché raramente leggo contemporaneamente due o più libri in inglese e al momento ho fatto altre scelte) e letto parzialmente l’opera che è disponibile online.

Sapevo, prima ancora di prendere in mano I diari della principessa, che la Fisher parlava della sua relazione clandestina con Harrison Ford, 14 anni più grande di lei, sposato e con due figli. Il gossip non mi interessa particolarmente, quindi per quanto io possa essere interessata a Ford come attore, non ero sicura di voler conoscere i dettagli della loro relazione. Dettagli che, tutto sommato, non ci sono. Carrie racconta come abbiano fatto a finire a letto la prima volta e poco più. La prima parte del libro parla di lei, della sua crescita di ragazza figlia di due celebrità in declino, del modo in cui ha ottenuto la parte e delle sue insicurezze, e non mi è sembrata particolarmente folgorante. La sezione centrale è costituita da alcune pagine del diario che la Fisher teneva all’epoca, e qui Harrison Ford non è quasi neppure nominato. Compare più spesso un generico lui, ma solo come alterità in cui la ragazza cerca di conoscere sé stessa. Sono i dubbi di una diciannovenne che non sa bene quale direzione prenderà la sua vita, dubbi a volte interessanti e a volte banali. L’ultima parte è quella della star che si guarda indietro, che ricorda la diciannovenne travolta da un successo imprevedibile e con cui fatica a conciliarsi. Ci sono punti in cui traspare la fragilità, il desiderio di capire, di essere diversa, di essere… più, ed è qualcosa che io capisco benissimo pur avendo una vita diversissima da quella dell’attrice.

Il diario è più importante per Carrie che lo ha scritto che per chi lo legge, che non vi trova nessuna particolare rivelazione sui film o su coloro che lo hanno realizzato, se si eccettua l’informazione che i due attori hanno avuto, per la durata delle riprese, una relazione sessuale segreta.

Quando leggiamo un libro il nostro apprezzamento dipende spesso dalle nostre aspettative. Se so di leggere un libro per bambini ho aspettative diverse rispetto a quelle che ho quando leggo un fantasy da adulti, e ho aspettative ancora diverse quando leggo un classico e altre ancora quando leggo un saggio. Ho iniziato la lettura del libro della Fisher avendo in mente quello di Taylor, ma ovviamente sono due cose diverse. Della Carrie imbranata dell’inizio m’importava poco, eppure il libro è la Carrie imbranata. Dei dettagli di quanto fatto dai due attori m’importava ancora meno, e per fortuna non ci sono. Quando ho smesso di avere aspettative ho visto la fragilità della ragazza e la forza con cui, anni dopo, la donna ci scherzava sopra, e da questo punto di vista I diari della principessa mi è piaciuto. Non è certo un libro che io inserirei fra i finalisti dello Hugo, dove mi aspetto di trovare analisi articolate sulle opere fantastiche e non le difficoltà emotive di una giovane, ma se non si ha la pretesa di trovare in questo libro quello che non c’è può essere una lettura piacevole.

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Le torri di mezzanotte di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 19 al capitolo 35

Rilettura di Le torri di mezzanotte di Robert Jordan e Brandon Sanderson.

19: Trattative sui draghi

Mat viene accompagnato nel palazzo reale di Caemlyn da un personaggio che mi piace molto, Charlz Guybon.

«Ho sentito molto su di te, mastro Cauthon» disse Guybon. Sembrava uno di quei soldati rigidi. Solido, ma forse un po’ troppo solido. Come un arco non abbastanza elastico.

«Da chi?» chiese Mat. «Da Elayne?»

«Perlopiù voci in città. Alla gente piace parlare di te.»

Ah sì?, pensò Mat. «Non ho fatto la metà delle cose che dicono» borbottò «e l’altra metà non è stata dannatamente colpa mia.»

Guybon rise. «E la storia di te che sei rimasto a penzolare da un albero per nove giorni?»

«Non è successo» disse Mat, resistendo all’impulso di dare uno strattone alla sciarpa che aveva al collo. Nove giorni? E questo da dove veniva? Non aveva penzolato nemmeno per nove dannati minuti! Nove secondi sarebbero stati troppo.

«Dicono anche» continuò Guybon «che non perdi mai a dadi o in amore, e che la tua lancia non manca mai il bersaglio.»

«Vorrei che queste ultime due fossero vere. Che io sia folgorato, come lo vorrei.»

«Ma tu vinci sempre ai dadi?»

«Quasi» disse Mat, strattonando all’ingiù la tesa del suo cappello. «Ma non lasciarlo trapelare, oppure non troverò più una partita.»

«Dicono che hai ucciso uno dei Reietti» osservò Guybon.

«Non è vero» rispose Mat. E quello da dov’era venuto?

«E le storie di te che hai duellato con il re degli invasori aiel in uno scontro d’onore? Hai davvero conquistato al Drago Rinato la lealtà degli Aiel?»

«Dannate ceneri» disse Mat. «Ho ucciso Couladin, ma non è accaduto in nessuna specie di duello! Mi sono imbattuto in lui sul campo di battaglia, e uno di noi due doveva morire. E non sarei stato dannatamente io.»

«Interessante» disse Guybon. «Pensavo che quello potesse essere vero. Almeno, è una delle poche cose che sarebbero potute accadere. A differenza di…» Si interruppe.

«Cosa?» domandò Mat. Superarono un’intersezione di corridoi dove i servitori erano raggruppati, osservando lui e gli altri passare mentre sussurravano tra loro.

Guybon parve esitante. «Sono certo che l’hai sentito.»

«Ne dubito.» Che fosse folgorato! E poi cosa? Erano stati i membri della Banda a diffondere queste dicerie? Perfino loro non sapevano alcune di quelle cose!

«Be’, circola questa voce che dice che sei entrato nel dominio della morte, lo hai sfidato e hai preteso delle risposte alle tue domande» disse Guybon, sembrando più imbarazzato. «E che lui ti ha dato quella lancia che impugni e ti ha predetto la tua stessa morte.»

Adoro il riferimento a Odino, ma tutta la conversazione è stupenda.

Elayne e Mat si ritrovano dopo tanto tempo e il loro è un bell’incontro. Elayne in passato era stata troppo altezzosa con lui, questo prima di iniziare a ragionare su ji’e’toh grazie ad Avientha e di capire quanto lui fosse in gamba. In più l’avere finalmente il suo trono e la certezza del suo posto nel mondo ha donato alla regina dell’Andor un nuovo equilibrio. Certo, è regina, il che significa che nel momento in cui capisce almeno in parte le potenzialità dei draghi inizia a ragionare su come sfruttarli per i suoi fini. Il mondo sta cambiando, non solo perché Rand deve affrontare il Tenebroso o perché sta fondando una serie di scuole, ma perché l’invenzione di nuovi e più efficaci modi per uccidere avrà influenze enormi che i protagonisti della vicenda non possono minimamente prevedere.

Elayne ottiene in prestito il medaglione di Mat e perdona Thom non solo per le sue divergenze con Morgase, fatti che risalgono a una ventina di anni prima e che tutto sommato sono gravi solo agli occhi di una regina lievemente vendicativa, ma pure per l’omicidio di Galldrian, re di Cairhien.

«Ma qui dentro c’è scritto anche un perdono, per qualunque crimine – noto o ignoto – che io possa aver commesso nell’Andor o a Cairhien. Mi domando chi le abbia detto…»

«Detto cosa?»

«Niente, Mat. Proprio niente.»

20: Una scelta

Test di ammissione di Nynaeve. All’epoca della pubblicazione di Nuova primavera Jordan era stato criticato da persone che si lamentavano che stesse allungando il brodo per guadagnare di più pubblicando libri inutili. Lui aveva difeso la sua scelta e la sua storia – che a me piace – dicendo, fra l’altro, che in Nuova primavera c’erano cose che non si sarebbero trovate altrove nella saga. A titolo di esempio aveva citato il test per diventare Aes Sedai, dicendo che non lo aveva mostrato e che non lo avrebbe mostrato altrove. Ora invece lo possiamo leggere in Le torri di mezzanotte. È Jordan che ha cambiato idea o è un’aggiunta di Sanderson? Io propendo per la prima ipotesi, ma fino a quando non troverò una precisa dichiarazione in proposito non potrò averne la certezza.

Il test è impegnativo e la sua lettura coinvolgente, ma quello che mi è piaciuto di più è la successiva discussione. Nynaeve è davvero cresciuta, lei vuole essere Aes Sedai ma sa che ci sono cose più importanti di un titolo, o del rispettare regole che appaiono come arbitrarie e che nella loro arbitrarietà sembrano fatte solo per far soffrire le persone. Quando si fanno delle regole (o delle leggi) deve essere per un motivo ben preciso, sapendo che saranno rispettate solo fino a quando chi le deve rispettare vedrà la loro utilità. Se le regole sono un peso, peggio ancora un danno, allora non hanno senso. Quanto a Egwene, ormai è diventata per lei un’abitudine far notare alle altre dettagli macroscopici e fondamentali. Nynaeve ha aiutato a pulire saidin, ha inventato nuovi metodi di guarigione ed è una delle poche persone di cui il Drago si fida. Rifiutare scialle e anello a lei sarebbe sminuire le stesse Aes Sedai, perché le cose più importanti non sarebbero legate alle Torre Bianca.

Alla fine Nynaeve riesce a ottenere il legame con Lan, pian pano le varie trame stanno andando nella giusta direzione.

21: Un cancello aperto

Perrin pianifica e incidentalmente butta lì la frase che Gaebril in realtà era Rahvin sotto mentite spoglie. A Morgase la rivelazione fa un certo effetto, chissà perché.

Ituralde si ritira disperatamente verso Maradon. I morti di questa carneficina non li conto, parte dei Domanesi si salva solo perché da Maradon Yoeli esce per portar loro soccorso . Comunque se mai avessimo avuto dei dubbi, Ituralde è davvero uno dei Grandi capitani.

Morgase sente il bisogno di riflettere e chiede a Tallanvor di non lasciarla fino a quando lei non avrà capito davvero cosa desidera.

22: La fine di una leggenda

Nel suo vagare per la Torre Gawyn cerca una sistemazione per i suoi uomini, chiede consiglio a Bryne, guadagna un pugnale nuovo da un mancato assassino e fa scattare una trappola di Egwene facendola un pochino arrabbiare.

Mat si prepara per il suo viaggio nella torre di Ghenjei e si rende finalmente conto che Birgitte può saperne qualcosa. L’arciera gli rivela del suo viaggio nella torre – con Gaidal ferito ha resistito per un paio di mesi! Ma quanto è in gamba? – e della sua morte lì, e spiega che in qualche modo Aelfinn ed Eelfinn si nutrono delle Aes Sedai. Bleah!

Lo schifo sparisce in un attimo, cancellato da panico e dolore. Elayne, tanto per cambiare, si è cacciata nei guai.

23: Teste di volpe

Elaine gioca al gioco del trono con Ellorien e poi va a giocare con le Nere, forse ha un po’ troppo la tendenza a credersi invincibile. All’inizio Chesmal viene ingannata dalla sua messa in scena e parla della taglia su Mat e dell’invasione dell’Andor, peccato che con tutto quello che accade quest’ultimo dettaglio non trova immediata risposta e quasi sparisce dalla memoria. Il torturatore di Sylvase, che si rivela un Amico delle Tenebre, libera le Aes Sedai e Doilin Mellar e la situazione si incasina parecchio. Elayne finalmente si rende un po’ conto della sua mortalità, per fortuna usa la copia del medaglione di Mat nel modo giusto e riesce a evitare il disastro totale facendo fuggire Mellar e salvando il medaglione originale. Di morti comunque ce ne sono un bel po’, su entrambi i fronti.

Gawyn va a Caemlyn mentre la compagnia di Lan aumenta.

24: Opporre resistenza

Elayne, bloccata a letto, pianifica con Mat. Ituralde scopre di aver avuto l’accesso a Maradon dopo un conflitto fra gli stessi Saldaeani.

Perrin si addestra mentre Isam/Luc uccide Luce del Mattino. Il lupo è stato ammazzato nel sogno dei lupi, e per loro una morte qui è una morte definitiva.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara. Dena, la donna di cui è innamorato Thom. Ingtar Shinowa in La grande caccia. 2, 3, 4 e 5.

Leya la Calderaia che ha portato un messaggio a Moiraine. Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 6 e 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita scoprendo che non può realmente fare tutto. La donna che Egwene vede sgozzare che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. I genitori, il fratello, le sorelle, gli zii, i cugini e la prozia di Perrin uccisi da Padan Fain. Owein, custode di Alanna. Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, e altri sedici ragazzi della banda di Perrin. La madre di Aram. Alric, custode di Siuan. Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca uccisi da Gawyn durante il colpo di stato di Elaida. Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.

Teodora, sorella di Kadere. Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. Ilyena, moglie di Lews Therin Telamon, morta all’inizio di L’Occhio del Mondo e il cui nome è appena entrato nella lista di Rand. Melidhra, Fanciulla della Lancia Amica delle Tenebre uccisa da Mat. Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. Pevin, il portabandiera di Rand, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage. Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam in Il Signore del Caos. 64, 65 66, 67, 68 e 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148 Fanciulle della Lancia, morte ai Pozzi di Dumai. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uomini di Mat uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve. Janira e Melore, membri della Famiglia, e Nalesean, Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa uccisi dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 229, 230, 231 e 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan. Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde il controllo di Callandor. Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa dalla Nera Careane Fransi (insieme a Ispan) durante il viaggio di Elayne e Nynaeve verso Caemlyn. Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. Fedwin Morr, avvelenato per pietà da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241 e 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam. Anayia dell’Ajah Azzurra e il suo custode Setagana, e Kairen Stang, uccisi con l’Unico Potere da Halima. Renna la sul’dam, uccisa da Harnan su ordine di Mat in Crocevia del crepuscolo. 245, 246, 247, 248 e 249

L’ambulante visto da Mat sprofondare sotto terra in un villaggio nello Shiota. Il Seanchan visto da Perrin morire vomitando scarafaggi. Reanne Corly, Mirane Larinen e altri otto membri della Famiglia assassinati da Careane a Caemlyn. Aram, ammazzato da uno Shaido mentre sta duellando con Perrin a Malden. Rolan, ammazzato da Perrin dopo che lui ha salvato Faile. Kinhuin e Jhoradin, due Mera’din uccisi da Faile e Lacile nel momento in cui vengono liberate da Malden. Vandene e Sareitha, assassinate da Chesmal Emry subito dopo la scoperta della vera Ajah di appartenenza di Careane (a sua volta ammazzata da Vandene prima di morire). Cieryl Arjuna e Tavan Shandare, Custodi di Careane (a differenza del terzo Custode, Venr Kosaan, che ovviamente non conto, loro non sono Amici delle Tenebre), Jaem, Custode di Vandene e Ned Yaran, Custode di Sareitha, entrati nella casa in cui sono state ammazzate le loro Aes Sedai da un gruppo di Nere in La lama dei sogni. 250, 251, 252, 253, 254, 255, 256, 257, 258, 259, 260, 261, 262, 263, 264, 265, 266, 267, 268, 269 e 270.

Adrin, arso vivo dal tocco del Tenebroso. Marthea, Fanciulla della Lancia Shaido che ha protetto Arrela ed è morta nella battaglia di Malden. Verin, Aes Sedai dell’Ajah Marrone forzatamente vincolata al Tenebroso e morta suicida pur di poter aiutare Egwene a ricostruire la Torre Bianca. Il suo custode Tomas, già servo del Tenebroso in cerca di riscatto, in Presagi di tempesta. 271, 272, 273 e 274.

Malenarin Rai e suo figlio Keemlin, uccisi dai Trolloc nell’attacco alla Torre Heeth in Kandor in Le torri di mezzanotte. 275 e 276.

Lopin il servitore, le Braccia Rosse Gorderan, Fergin e Riddem e Will Reeve e il soldato Derry, uccisi dal gholam. 277, 278, 279, 280, 281, 282.

Rajabi, ufficiale al servizio di Ituralde, ucciso dalla Progenie dell’Ombra davanti a Maradon. 283.

Luce del Mattino e Bisbigliante (vedi capitolo 28), uccisi da Isam/Luc nel sogno dei lupi. 284 e 285.

Un preoccupato Perrin decide di affrontare i Manti Bianchi.

25: Ritorno a Bandar Eban

Un Rand vicino al Lato Oscuro della Forza aveva quasi distrutto la città (ho problemi con questo nome, devo controllare ogni volta quale delle due parti del nome finisca con la R e quale con la N), un Rand luminoso sistema… se non proprio tutto almeno un bel po’ di cose.

«Rand, vedo la luce del sole attorno a te.»

Lui alzò lo sguardo su Min, poi lanciò un’occhiata al cielo.

«Non quella luce» sussurrò Min. «Una visione. Vedo nubi scure, spinte via dal calore della luce del sole. Vedo te, una brillante spada bianca tenuta in mano, brandita contro una nera, impugnata da un’oscurità senza volto. Vedo alberi che tornano verdi e portano frutto. Vedo un campo, i raccolti sani e abbondanti.» Esitò. «Vedo i Fiumi Gemelli, Rand. Vedo una locanda con il marchio della Zanna del Drago inciso sulla sua porta. Non è più un simbolo di oscurità o odio. È un segno di vittoria e di speranza.»

YAY!!!

Le altre visioni le tralascio, Min le interpreta all’istante e se anche danno speranza non sono yayose come quella su Rand.

26: Negoziati

Perrin cambia idea sull’opportunità dello scontro, anche perché l’impossibilità di Viaggiare gli fa percepire la volontà di qualcuno di intrappolarlo, mostra a Galad cosa accadrebbe se lo scontro ci fosse davvero e intavola negoziati.

Galad va a parlare con Perrin e lui e Berelain si innamorano all’istante. Min aveva visto che lei avrebbe perso la testa per un uomo in bianco, ecco che è avvenuto. Perrin accetta di essere giudicato per la morte dei primi due Manti Bianchi ma ovviamente rifiuta ogni accusa relativa al fatto che lui sia responsabile della morte di Geofram Bornhald. La situazione rimane in stallo fino a quando Galad riconosce Morgase e svela la sua identità. Il gruppo decide per un processo.

27: Un appello ad alzarsi

Egwene si occupa di politica con i regnanti e con le sue recalcitranti sottoposte. Le altre Aes Sedai non hanno capito una cosa: Egwene è più in gamba di loro e vede le cose con più lucidità. Possono metterla in un angolo, costringerla a fare cose che non vorrebbe fare, ma per tutto quello che Egwene è costretta a cedere ottiene in cambio qualcosa di più importante. Lascia al Consiglio il comando degli eserciti – e tutta la relativa burocrazia – e tiene i contatti con i sovrani, fra cui c’è Rand.

Dopo aver terminato con il Consiglio Egwene richiama Gawyn, peccato solo che, presa da altre preoccupazioni, lascia la cosa nelle mani di Silviana.

28: Stranezze

Perrin si esercita mentre Isam/Luc riesce a uccidere Bisbigliante. Invece di copiare di nuovo l’elenco ho deciso di anticipare la morte e aggiungere Bisbigliante all’elenco precedente.

I Trolloc riescono a entrare in Maradon e Ituralde si prepara per la guerriglia.

29: Una sensazione terribile

Nuova bolla di male, con le armi che attaccano i loro padroni. Già in L’ascesa dell’Ombra Perrin era stato attaccato dalla sua ascia, mentre a Rand era toccato il suo riflesso nello specchio e a Mat i personaggi delle carte da gioco. Qui, visto che l’Ultima battaglia è più vicina, le cose avvengono su scala maggiore. L’unico che non ha problemi è Perrin, probabilmente perché anche se lui usa il martello come un’arma quel martello è nato come un attrezzo da fabbro, il cui scopo era costruire e non distruggere.

Morgase spiega a Galad che esistono le sfumature di grigio e che non sempre la scelta giusta è evidente, o che esiste sempre un’unica scelta assolutamente giusta.

Tam parte, la trama di Perrin sta lentamente arrivando a riallinearsi alle altre.

Elayne assiste alla prova dei draghi/cannoni e Birgitte inizia a capire le conseguenze di quell’innovazione.

30: Uomini sognano qui

Perrin si esercita nel sogno dei lupi, si interroga sulla cupola viola che impedisce di Viaggiare e assiste alla trasfigurazione di Rand. L’Ultima caccia ci sarà.

31: Nel vuoto

Non esiste modo meno delicato di un’esplosione nucleare per uccidere un gholam? Va bene, allora non uccidiamolo, limitiamoci a farlo cadere.

C’è bisogno di dire che questo capitolo è bellissimo? Sono rimasta con il fiato sospeso tutto il tempo, preoccupata per Mat e per Talmanes, sono stata deliziata nel veder spuntare fuori i due medaglioni… e poi c’è quella conclusione perfetta. Quando un Aiel era caduto, nel viaggio che Rand fa da Cairhien a Caemlyn in I fuochi del cielo, eravamo rabbrividiti. Qui la stessa situazioni si è ripresentata e ha dato frutti notevoli. Nella sua saga Jordan ha messo davvero tante cose, e se per un certo periodo le ha accantonate per occuparsi di altro non si è mai dimenticato delle possibilità offerte dal mondo che ha creato.

32: Una tempesta di luce

Ituralde prosegue la sua battaglia disperata a Maradon.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara. Dena, la donna di cui è innamorato Thom. Ingtar Shinowa in La grande caccia. 2, 3, 4 e 5.

Leya la Calderaia che ha portato un messaggio a Moiraine. Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 6 e 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita scoprendo che non può realmente fare tutto. La donna che Egwene vede sgozzare che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. I genitori, il fratello, le sorelle, gli zii, i cugini e la prozia di Perrin uccisi da Padan Fain. Owein, custode di Alanna. Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, e altri sedici ragazzi della banda di Perrin. La madre di Aram. Alric, custode di Siuan. Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca uccisi da Gawyn durante il colpo di stato di Elaida. Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.

Teodora, sorella di Kadere. Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. Ilyena, moglie di Lews Therin Telamon, morta all’inizio di L’Occhio del Mondo e il cui nome è appena entrato nella lista di Rand. Melidhra, Fanciulla della Lancia Amica delle Tenebre uccisa da Mat. Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. Pevin, il portabandiera di Rand, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage. Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam in Il Signore del Caos. 64, 65 66, 67, 68 e 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148 Fanciulle della Lancia, morte ai Pozzi di Dumai. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uomini di Mat uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve. Janira e Melore, membri della Famiglia, e Nalesean, Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa uccisi dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 229, 230, 231 e 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan. Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde il controllo di Callandor. Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa dalla Nera Careane Fransi (insieme a Ispan) durante il viaggio di Elayne e Nynaeve verso Caemlyn. Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. Fedwin Morr, avvelenato per pietà da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241 e 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam. Anayia dell’Ajah Azzurra e il suo custode Setagana, e Kairen Stang, uccisi con l’Unico Potere da Halima. Renna la sul’dam, uccisa da Harnan su ordine di Mat in Crocevia del crepuscolo. 245, 246, 247, 248 e 249

L’ambulante visto da Mat sprofondare sotto terra in un villaggio nello Shiota. Il Seanchan visto da Perrin morire vomitando scarafaggi. Reanne Corly, Mirane Larinen e altri otto membri della Famiglia assassinati da Careane a Caemlyn. Aram, ammazzato da uno Shaido mentre sta duellando con Perrin a Malden. Rolan, ammazzato da Perrin dopo che lui ha salvato Faile. Kinhuin e Jhoradin, due Mera’din uccisi da Faile e Lacile nel momento in cui vengono liberate da Malden. Vandene e Sareitha, assassinate da Chesmal Emry subito dopo la scoperta della vera Ajah di appartenenza di Careane (a sua volta ammazzata da Vandene prima di morire). Cieryl Arjuna e Tavan Shandare, Custodi di Careane (a differenza del terzo Custode, Venr Kosaan, che ovviamente non conto, loro non sono Amici delle Tenebre), Jaem, Custode di Vandene e Ned Yaran, Custode di Sareitha, entrati nella casa in cui sono state ammazzate le loro Aes Sedai da un gruppo di Nere in La lama dei sogni. 250, 251, 252, 253, 254, 255, 256, 257, 258, 259, 260, 261, 262, 263, 264, 265, 266, 267, 268, 269 e 270.

Adrin, arso vivo dal tocco del Tenebroso. Marthea, Fanciulla della Lancia Shaido che ha protetto Arrela ed è morta nella battaglia di Malden. Verin, Aes Sedai dell’Ajah Marrone forzatamente vincolata al Tenebroso e morta suicida pur di poter aiutare Egwene a ricostruire la Torre Bianca. Il suo custode Tomas, già servo del Tenebroso in cerca di riscatto, in Presagi di tempesta. 271, 272, 273 e 274.

Malenarin Rai e suo figlio Keemlin, uccisi dai Trolloc nell’attacco alla Torre Heeth in Kandor in Le torri di mezzanotte. 275 e 276.

Lopin il servitore, le Braccia Rosse Gorderan, Fergin e Riddem e Will Reeve e il soldato Derry, uccisi dal gholam. 277, 278, 279, 280, 281, 282.

Rajabi, ufficiale al servizio di Ituralde, ucciso dalla Progenie dell’Ombra davanti a Maradon. 283.

Luce del Mattino e Bisbigliante, uccisi da Isam/Luc nel sogno dei lupi. 284 e 285.

Yoeli, Ankaer, Rossin e Wakeda, uccisi dai Trolloc a Maradon. 286, 287, 288 e 289.

Rand arriva, si scusa con Ituralde per la sua incapacità di aiutarlo prima, ammazza tutti i Trolloc e fa impazzire, spingendolo alla confessione, quell’Amico delle Tenebre che è Torkumen, lontano cugino della regina Tenobia e governatore di Maradon.

Min legge.

La Luce è tenuta davanti alle fauci del vuoto infinito, e tutto quello che lui è può essere preso.

Avendo letto Memoria di luce questo passaggio è chiaro, così come il successivo dialogo fra Min e Rand:

«C’è una frase,» disse Min «nella Profezia Jendai. Vorrei che sapessimo di più su di loro. Comunque, dice ‘e la Lama lo legherà alle due’.»

«Due donne» disse Rand. «Devo essere in un circolo con due donne per controllarla.»

Lei fece una smorfia.

«Cosa?» disse Rand. «Tanto vale che tu me lo dica, Min. Io devo saperlo.»

«C’è un’altra frase, dal Ciclo Karaethon. Comunque, penso che Callandor possa avere un difetto che va oltre. Penso che possa… Rand, io penso che possa renderti debole, vulnerabile a un attacco, se la usi.»

Rand non ha potuto dare a Ituralde un Arad Doman libero dai Seanchan ma gli ha restituito il suo re, ed è molto.

33: Una buona zuppa

Egwene e Perrin vanno avanti nelle loro pianificazioni, la prima con l’intento di catturare Mesaana e il secondo con quello di eliminare Isam/Luc.

Elayne riesce a far pensare Gawyn, cosa che fino a questo momento era riuscito a fare solo Bryne. Gawyn scopre che il pugnale che possiede è di provenienza Seanchan ma una lettera di Silviana scritta con toni sbagliati lo spinge a rimanere a Caemlyn.

34: Giudizio

Processo contro Perrin. Dain Bornhald scopre che Perrin dopotutto non ha ucciso suo padre Geofram, e che Byar ha accusato il fabbro semplicemente perché lo odia e lo vuole vedere morto. Per essere dei Manti Bianchi i Bornhald sono meglio della maggior parte degli altri. I primi due morti però sono davvero una responsabilità di Perrin, e Morgase stabilisce che lui deve sottostare al giudizio di Galad. Un Galad che è ben consapevole che il pericolo maggiore è dato dal Tenebroso e che accetta di rimandare la punizione, qualunque essa sia, a dopo l’Ultima Battaglia. Sempre se saranno ancora vivi, ovvio.

35: La cosa giusta

Egwene completa i suoi preparativi, che  comprendono il richiamare Gawyn. Perrin si prepara a partire e affronta l’Assassino che, tenendo fede al suo nome, ammazza Danza Quercia. Perrin trova l’onirichiodo e inizia a spostarlo.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara. Dena, la donna di cui è innamorato Thom. Ingtar Shinowa in La grande caccia. 2, 3, 4 e 5.

Leya la Calderaia che ha portato un messaggio a Moiraine. Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 6 e 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita scoprendo che non può realmente fare tutto. La donna che Egwene vede sgozzare che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. I genitori, il fratello, le sorelle, gli zii, i cugini e la prozia di Perrin uccisi da Padan Fain. Owein, custode di Alanna. Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, e altri sedici ragazzi della banda di Perrin. La madre di Aram. Alric, custode di Siuan. Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca uccisi da Gawyn durante il colpo di stato di Elaida. Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.

Teodora, sorella di Kadere. Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. Ilyena, moglie di Lews Therin Telamon, morta all’inizio di L’Occhio del Mondo e il cui nome è appena entrato nella lista di Rand. Melidhra, Fanciulla della Lancia Amica delle Tenebre uccisa da Mat. Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. Pevin, il portabandiera di Rand, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage. Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam in Il Signore del Caos. 64, 65 66, 67, 68 e 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148 Fanciulle della Lancia, morte ai Pozzi di Dumai. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uomini di Mat uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve. Janira e Melore, membri della Famiglia, e Nalesean, Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa uccisi dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 229, 230, 231 e 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan. Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde il controllo di Callandor. Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa dalla Nera Careane Fransi (insieme a Ispan) durante il viaggio di Elayne e Nynaeve verso Caemlyn. Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. Fedwin Morr, avvelenato per pietà da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241 e 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam. Anayia dell’Ajah Azzurra e il suo custode Setagana, e Kairen Stang, uccisi con l’Unico Potere da Halima. Renna la sul’dam, uccisa da Harnan su ordine di Mat in Crocevia del crepuscolo. 245, 246, 247, 248 e 249

L’ambulante visto da Mat sprofondare sotto terra in un villaggio nello Shiota. Il Seanchan visto da Perrin morire vomitando scarafaggi. Reanne Corly, Mirane Larinen e altri otto membri della Famiglia assassinati da Careane a Caemlyn. Aram, ammazzato da uno Shaido mentre sta duellando con Perrin a Malden. Rolan, ammazzato da Perrin dopo che lui ha salvato Faile. Kinhuin e Jhoradin, due Mera’din uccisi da Faile e Lacile nel momento in cui vengono liberate da Malden. Vandene e Sareitha, assassinate da Chesmal Emry subito dopo la scoperta della vera Ajah di appartenenza di Careane (a sua volta ammazzata da Vandene prima di morire). Cieryl Arjuna e Tavan Shandare, Custodi di Careane (a differenza del terzo Custode, Venr Kosaan, che ovviamente non conto, loro non sono Amici delle Tenebre), Jaem, Custode di Vandene e Ned Yaran, Custode di Sareitha, entrati nella casa in cui sono state ammazzate le loro Aes Sedai da un gruppo di Nere in La lama dei sogni. 250, 251, 252, 253, 254, 255, 256, 257, 258, 259, 260, 261, 262, 263, 264, 265, 266, 267, 268, 269 e 270.

Adrin, arso vivo dal tocco del Tenebroso. Marthea, Fanciulla della Lancia Shaido che ha protetto Arrela ed è morta nella battaglia di Malden. Verin, Aes Sedai dell’Ajah Marrone forzatamente vincolata al Tenebroso e morta suicida pur di poter aiutare Egwene a ricostruire la Torre Bianca. Il suo custode Tomas, già servo del Tenebroso in cerca di riscatto, in Presagi di tempesta. 271, 272, 273 e 274.

Malenarin Rai e suo figlio Keemlin, uccisi dai Trolloc nell’attacco alla Torre Heeth in Kandor in Le torri di mezzanotte. 275 e 276.

Lopin il servitore, le Braccia Rosse Gorderan, Fergin e Riddem e Will Reeve e il soldato Derry, uccisi dal gholam. 277, 278, 279, 280, 281, 282.

Rajabi, ufficiale al servizio di Ituralde, ucciso dalla Progenie dell’Ombra davanti a Maradon. 283.

Luce del Mattino e Bisbigliante, uccisi da Isam/Luc nel sogno dei lupi. 284 e 285.

Yoeli, Ankaer, Rossin e Wakeda, uccisi dai Trolloc a Maradon. 286, 287, 288 e 289.

Danza Quercia, uccisa da Isam/Luc nel sogno dei lupi. 290.

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Quando ho iniziato a scrivere su questo blog non sapevo bene cosa avrei fatto. Per la verità anche ora, dopo quasi sette anni che scrivo, navigo abbastanza a vista perché anche se so che mi occuperò di determinati argomenti decido cosa scrivere di giorno in giorno. Però ci sono anche cose di cui non ho mai immaginato che avrei scritto fino al momento in cui non mi sono messa a farlo.

In genere non scrivo cose personali, proprio perché sono cose personali e non mi va di metterle in piazza. Non scrivo nemmeno di politica o attualità, perché ho notato che sono argomenti che fanno nascere discussioni lunghissime che non approdano a nulla, in cui in genere le due parti in causa si arrabbiano e magari si insultano a vicenda senza che nessuna delle due modifichi la sua opinione di un’unghia. Con premesse di questo tipo certe discussioni mi sembrano inutili, e anche se non lo fossero io non ho l’energia per sostenerle.

Io parlo di libri. Amo i libri fin da quando ho imparato a leggere, prima ancora di iniziare la scuola elementare. Mi piace leggere e mi piace anche scrivere, e questo blog è il risultato delle mie passioni. Non ho la pretesa di essere infallibile, di non fare errori, né ho mai pensato che quel che piace a me debba piacere a tutti. Però questo è il mio spazio, e anche se chiunque può commentare ed esprimere la sua opinione, a gestirlo sono io. Non ho problemi con chi mi dice che la pensa in modo diverso da me, ho problemi con chi mi dice cosa devo fare.

Quasi sette anni. Di solito non intervengo sulle pagine vecchie, se non per rispondere agli eventuali commenti fatti da qualcuno che si è imbattuto in un vecchio articolo del mio blog per caso o per correggere i refusi che noto quando per qualche motivo mi capita di rileggere qualcosa che ho scritto in precedenza. I refusi sono fetenti, si nascondono dietro al fatto che noi sappiamo quel che volevamo scrivere e così quando rileggiamo un testo vediamo quel che avremmo voluto scrivere e non quel che abbiamo scritto davvero. Solo quando il testo ha avuto modo di sedimentare un po’, di uscire dai nostri ricordi, lo rileggiamo per come è scritto davvero.

Togliere i refusi è una modifica insignificante sul testo che faccio perché quando li vedo mi irritano. A volte faccio modifiche più consistenti, aggiungo un dettaglio importante quando lo vengo a sapere in seguito, anche se, se è davvero importante e riguarda qualcosa di cui mi occupo abitualmente, è più facile che dedichi a quel dettaglio un articolo apposito. In qualche caso dei lettori mi hanno fatto notare un mio errore, e ho sempre corretto lasciando comunque una traccia visibile dell’errore. In genere segnalo le modifiche più grandi rispetto alla semplice correzione di un refuso con la dicitura EDIT. Io non ho la pretesa di essere perfetta, se sbaglio lo riconosco, sistemo quel che posso, ringrazio e vado avanti.

In un caso ho cancellato un intero articolo. Al suo interno definivo “molto brava” (o “in gamba”, o in modo simile, non ricordo le parole precise) una persona, poi, conoscendo meglio questa persona, ho cambiato idea. Potevo convivere con una definizione in cui non mi riconoscevo più, se non fosse che questa persona continuava a rinfacciarmi quelle parole per dimostrarmi che io ero una persona falsa che si divertiva a pugnalare gli altri alle spalle. Non voleva accettare il fatto che la mia affermazione iniziale fosse stata sincera e che poi il suo comportamento mi avesse fatto cambiare idea, perché lui sapeva meglio di me quel che pensavo io e quindi tutte le mie parole più recenti erano solo menzogne. Ho tentato più volte di spiegare che si stava sbagliando e che si era offeso perché aveva interpretato male quel che avevo scritto. Il fatto che io in seguito mi fossi arrabbiata perché lui mi accusava di un bel po’ di cose (anche di cose fatte da altri, e di cui io non sapevo nulla fino a quando non me ne aveva parlato lui) ma rifiutava di ascoltare ogni mia spiegazione, era un’ulteriore prova della mia falsità. Stanca del suo vittimismo ho cancellato un articolo che riportava opinioni che non condividevo più.

Quest’episodio mi ha confermato che non bisogna mai discutere con chi non vuole ascoltare, è solo tempo perso. Io dico quel che penso, se chi parla con me ha voglia di dialogare andiamo avanti, se però rifiuta anche solo di provare ad ascoltarmi perché è convinto di sapere già tutto il discorso finisce lì. Tutte le discussioni con il tizio di cui sopra sono finite perché io ho smesso di scrivere (in più discussioni) lasciandogli l’ultima parola, anche se pensavo che la sua ultima parola fosse una fesseria, perché mi ero stancata di perdere tempo.

Fino a ora non avevo mai cancellato commenti. Al di là del puro e semplice spam non avevo lasciato apparire sul blog solo un semplice commento di insulti (sì, una volta un simpaticone ha deciso, senza nessun tipo di spiegazione, che non aveva niente di meglio da fare che fermarsi per insultarmi un po’) e un altro che rimandava a un sito di download illegali. Chissà perché se percepisco che c’è qualcosa di illegale non consento al commento di apparire…

Ora mi sono ritrovata una persona, per comodità lo chiamerò Egocentrico, che non vuole più apparire sul mio blog e quindi vuole tutti i suoi commenti cancellati. Tranquillo, Egocentrico, il tuo nome sul mio blog non c’è più, ho cancellato i commenti prima di pubblicare quest’articolo. Quello che ho cancellato, però, è solo il tuo preziosissimo nome, il resto l’ho solo spostato. Qui.

La discussione, che ora non c’è più, è nata in coda a un articolo su Robert Jordan: https://librolandia.wordpress.com/2013/01/24/a-memory-of-light-una-conclusione-per-la-ruota-del-tempo/.

Ora, nessuno è obbligato a venire a scrivere qualcosa sul mio blog. Nessuno è obbligato a leggermi, figuriamoci a scrivermi. Se lo fa è una sua libera iniziativa. E se io rispondo è per gentilezza, non ho alcun obbligo di rispondere, né di fare quel che mi viene chiesto. Ovvio, se non rispondo mai a chi mi scrive finisco con il perdere i lettori, ma questi sono cavoli miei. Obblighi non ce ne sono, in nessun senso.

Ho salvato le varie immagini della nostra conversazione con il tasto Stamp, le riporto qui (con il nome di Egocentrico e il suo avatar debitamente oscurati, così nessuno può sapere chi è e la sua preziosa privacy è salva) con qualche commento mio. Magari esiste un modo migliore per salvare una conversazione di questo tipo cancellando l’identità di uno dei due interlocutori ma io non lo conosco, le mie conoscenze informatiche sono quelle che sono e io faccio del mio meglio con quello che so fare. Ovvio che quando il testo, per via della sua lunghezza, esce da una schermata, a me servono due o più foto per riportarlo nella sua interezza. Non ho comunque cambiato nulla nelle nostre parole.

Egocentrico chiede informazioni su una saga, fin qui tutto bene. Quanti di voi hanno fatto altrettanto? Per me è un commento come chissà quanti altri. Io ho cercato di rispondere dando un’idea della saga nei suoi elementi fondamentali, positivi e negativi: inizio tolkieniano, struttura, importanza delle donne – con sottolineatura del fatto che qualcuno le trova insopportabili, elemento che mi pare importante per chi deve decidere se leggere o no i libri – presenza di elementi quali magia, duelli, intrighi politici, congiure, avventura, romanticismo, dramma ed eroismo. Ho dimenticato di citare la guerra, ma si potrebbe parlare anche di tanti altri elementi. Io comunque volevo dare un’idea generale, non analizzare compiutamente un’opera per la cui analisi serve ben più che poche righe. Ho parlato anche della prolissità di Jordan, o almeno di quella che molti percepiscono come prolissità. Elementi positivi ed elementi negativi, e se il mio giudizio è positivo è perché, come ben sa chi mi legge abitualmente, a me questa saga piace davvero tanto. Però ho avuto l’impressione che non fosse adatta ai gusti di Egocentrico e tanto nella prima quanto nell’ultima frase gli ho detto di lasciar perdere la lettura. Per me è un commento equilibrato. Mi sto sbagliando? Il suo successivo intervento è arrivato a oltre un anno di distanza.

Da qui in poi Egocentrico ha iniziato a firmarsi con nome e cognome, scelta sua che io non ho mai richiesto. Gli avevo risposto quando aveva firmato con il solo nome, rispondo a chi firma con una sigla o con un nickname, la scelta di come firmarsi è una scelta personale di cui non m’importa nulla e di cui non mi reputo responsabile.

Avevo scritto che i personaggi femminili sono fondamentali, ma senza spiegare come e perché, e senza specificare che per tutte le Aes Sedai e regine che abbiamo in circolazione, i tre personaggi principali sono uomini e al loro fianco si muovono un bel po’ di guerrieri di sesso maschile. Probabilmente avevo dato la cosa un po’ troppo per scontata, ma in qualsiasi posto in cui si parla di La Ruota del Tempo è evidente quanto meno che il personaggio principale è Rand, un uomo. La risposta di Egocentrico, che parla di azioni di stampo maschile ed eroismo di stampo maschile per i personaggi femminili, per me richiedeva ulteriori precisazioni perché era frutto di una non conoscenza della saga. Io avevo toccato superficialmente un argomento, lui aveva frainteso le mie parole, magari perché io non ero stata abbastanza chiara nelle mie spiegazioni. Quando mi vedo fraintesa il mio primo pensiero è sempre di non essermi spiegata bene, ma forse dovrei smettere di dare la colpa a me stessa in situazioni di questo tipo.

Non mi pare che le varie Egwene, Nynaeve, Elayne, Min, Siuan, Verin, Tuon, Faile, Berelain e via dicendo siano personaggi che agiscono come gli uomini, anche se ricoprono ruoli importanti all’interno della saga. Certo, c’è anche Birgitte che usa arco e frecce. Di tutti gli Eroi del Corno lei è l’unica donna. Min e Faile circolano imbottite di pugnali, ma quante persone, o quante creature dell’Ombra le due uccidono, con i loro pugnali? Quando vuole Perrin ribalta Faile con una mano sola, e se Rand non lo fa con Min è solo perché non vuole, non perché non ne sia in grado. Oltretutto Min non ha una sua trama, è importantissima ma lo è come personaggio di supporto, Verin e Tuon sono poco più autonome e pure Faile trascorre la maggior parte del tempo all’ombra di Perrin. Aviendha è l’unica che corrisponde abbastanza alle figure criticate da Egocentrico, ma Aviendha proviene da una cultura particolare che accetta le donne come lei. Noi abbiamo le leggende delle Amazzoni, perché Jordan non potrebbe avere le sue Fanciulle della Lancia?

Penso anch’io che Legolas e Gimli debbano essere di sesso maschile, una cosa che Egocentrico non ha capito è che io amo Il signore degli anelli e non penso che se fosse stato diverso, con più donne o con donne più mascoline, sarebbe stato migliore. Però non tutti i romanzi sono Il signore degli anelli, e quello che andava bene per J.R.R. Tolkien non deve per forza andare bene per tutti gli scrittori che sono venuti dopo di lui. Quello che non accetto è che una donna “non dev’essere al centro dell’attenzione della storia”. Egocentrico è libero di trovare brutte (è solo un esempio, io in realtà non ho idea di quali siano i suoi gusti) Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin, ma non si può negare l’importanza di Daenerys Targaryen nella saga. Non si può togliere Althea Vestrit da I mercanti di Borgomago di Robin Hobb. Jill è fondamentale in La saga di Deverry di Katharine Kerr. La catena spezzata di Marion Zimmer Bradley ruota intorno a diverse figure di donne, e se loro non ci fossero il romanzo non potrebbe esistere. Al centro della trilogia Mistborn Brandon Sanderson ha messo Vin e non Kelsier per motivi ben precisi.

La mia risposta nasce da queste considerazioni, non per polemizzare o “convertire” ma per far capire. La Ruota del Tempo non ti attira? Non leggerla. Le donne devono stare ai margini dei romanzi? E perché mai? Se la loro presenza nella storia è ben fondata hanno tutto il diritto di stare in primo piano. Come, e a volte anche più, degli uomini. Dipende dalla storia, non da una presunta impossibilità per le donne di essere coraggiose o di fare cose difficili.

 

Egocentrico ha scritto una risposta lunghissima, provo a rivedere alcuni passaggi.

Se in un fantasy devi mettere come protagonista un cavaliere con spada, se lo dipingi donna, scadi nel ridicolo, forzando una collazione naturale che non ci stà. Tu riportando le mie ultime frasi estrapolate dal contesto, hai mediamente strumentalizzato, perche mi pare di aver detto perche preferisco che i personaggi principali siano uomini ma anche che le donne non è che non possano avere una loro importanza

Egocentrico si sente strumentalizzato, e io non capisco dove lo avrei fatto. Se qualcuno pensa che lo abbia fatto mi potrebbe indicare come e perché? Non sto prendendo in giro, a me piace non solo spiegare le cose in modo chiaro ma anche capire chiaramente quel che gli altri mi dicono e agire di conseguenza. Se ho sbagliato lo voglio sapere, in modo da cercare di non sbagliare più. In compenso mi pare che sia Egocentrico a strumentalizzare quel che scrivo io o a dimenticarsi di leggere con attenzione le mie parole, perché lui parla di un cavaliere con spada di sesso femminile, e io non ho mai citato un personaggio di questo tipo. Non ho citato neppure Brienne di Tarth, visto che proviene da un’altra saga, e secondo me Brienne è un cavaliere che ha senso. Ho scritto chiaramente

Non è che le fanciulle di Jordan si mettano a tirare spadate a tutti, anzi non ce n’è una che impugni la spada. Una usa arco e frecce, una i pugnali – ma quando vuole il suo uomo la ribalta con una mano sola e senza nemmeno impegnarsi – e c’è una società guerriera stile Amazzoni che usa le lance, ma è una sola società in un mondo in cui ad adoperare le armi al 99% sono uomini. Le donne sono fondamentalmente regine e maghe, e per usare la magia la differenza di forza fisica non è importante.

Quindi dov’è il cavaliere con la spada qui? Che motivo c’è per scaldarsi tanto? Più sotto Egocentrico parte con una bella filippica maschilista che, se ha solo un briciolo di capacità intuitive, avrebbe dovuto immaginare che non sarebbe stata gradita da una donna. Restando un attimo sui romanzi, quanti sono i lettori di Jordan che mi stanno leggendo ora? Le donne sono importanti nella saga? Al di là del fatto che a volte siano irritanti- e con questo mi riferisco agli abiti, ai tic vari e al modo in cui gestiscono le relazioni sentimentali – il loro ruolo nella saga è sbagliato? Sono ridicole? Compiono azioni che fanno crollare la volontaria sospensione d’incredulità che sempre mettiamo in atto quando leggiamo un romanzo? Gli uomini sono sminuiti dal loro ruolo nella storia? Per come la vedo io di volta in volta uomini e donne fanno fesserie, ma sono importanti tutti e tutti hanno un preciso ruolo che non potrebbe essere ricoperto da nessun altro (tranne il Popolo del Mare, ma qui non gradisco un intero popolo e il suo ruolo secondo me insignificante nella storia, non un singolo personaggio). Mi sto sbagliando?

Per quanto riguarda il resto, io non conto quante azioni compiono i singoli personaggi e non mi serve che le donne compiano lo stesso numero di azioni eroiche degli uomini, e se Egocentrico la pensa così vuol dire che non mi ha minimamente capita. Della sua comprensione di me m’importa ben poco, del suo modo di rapportarsi con me m’importa un po’ di più.

La storia non deve ruotare attorno ad una donna. Mi suona una forzatura per far contente le femmine. E le donne devono accontentarsi dello spazio che hanno, senza pretenderne di più, perchè non è che se l’uomo fà 234 azioni, allora solo se la donna ne farà altrettanto sarà pari. E’ ridicolo. Si chiama ignoranza.

Mai detto che La Ruota del Tempo ruoti attorno a una donna, anche se La catena spezzata, che ho citato più su in questo articolo – ma che non avevo citato nella mia discussione con Egocentrico – ruota intorno ad alcune donne, e gli uomini sono solo personaggi minori. Che lui non abbia letto attentamente le mie parole e non le abbia capite tutto sommato non è importante, che si permetta di darmi dell’ignorante (anche se lo fa perché non ha capito quello che stavo dicendo io) mi fa incazzare. Se con le frasi maschiliste che avevano preceduto queste parole mi aveva moderatamente fatta arrabbiare, qui ha perso ogni possibilità di avere un dialogo con me. Abbiamo poi le perle di politica

guardacaso la vittoria di Trump mette fine all’emancipazione, facendo capire che c’è un limite a tutto

c’è un limite a tutto? Mi sbaglio o questa frase significa che le donne sono inferiori e che non possono sognarsi di ricoprire alcun tipo di ruolo importante in nessun campo? Non ho intenzione di entrare in discorsi di politica, ma se ci guardiamo intorno anche se gli Stati Uniti non hanno ancora avuto un presidente donna (ma prima di Obama non c’era mai stato un presidente nero, prima o poi anche questo cambierà) di capi di stato donna ce ne sono ora e ce ne sono stati in passato. Egocentrico può pensare di loro quel che gli pare, ma non può negare l’esistenza delle donne anche in ruoli importantissimi. Sono meno degli uomini, visto che non solo non prendono (giustamente) i voti di coloro che a livello politico la pensano in modo diverso da loro, ma neppure quelli di persone che, come Egocentrico, hanno i paraocchi ed evidentemente non voterebbero mai una donna, indipendentemente dalle sue capacità e dalle sue idee politiche. Che la donna debba accontentarsi dello spazio che ha senza pretenderne di più (nella narrativa e nella  vita, visto che Egocentrico cita entrambi gli ambiti) è una stronzata che può andare a scrivere altrove.

Nella realtà, tutte le azioni eroiche e coraggiose le vedo fare agli uomini. Alle donne non ho mai visto fare alcunché. Mai proteggere un indifeso, mai difendere qualcuno, mai salvare qualcuno.

Mai fatto nulla. Mai rischiato in prima persona. Mai. Chiedere a Emanuela Loi per una conferma. Peccato solo che non possa rispondere visto che è morta. Lei è l’unica agente donna della Polizia di stato uccisa in servizio? Considerando che per molto tempo le donne non hanno potuto entrare nella Polizia di stato per un bel po’ di tempo non hanno potuto certo correre rischi in servizio, no? Comunque come non ho fatto un elenco delle donne in politica prima, ora non ho intenzione di fare l’elenco delle donne che hanno corso rischi o che sono state ammazzate per una causa in cui credevano (staffette partigiane, Anita Garibaldi… le mie dita non hanno resistito e sono andate da sole sui tasti). Dopo aver cancellato chissà quante donne reali dalla realtà Egocentrico parla di un personaggio inventato, Wonder Woman.

Se poi si pensa che l’emancipazione passi dalle azioni del personaggio di un film, siete molto messe male. Vedo quanto questo personaggio sia forzato, finto, costruito a tavolino usando l’archetipo dell’eroe maschile, solo rapportato al femminile, così anche le femmine ammazzano con le spade, fanno le dure e tutti contenti. Ridicolo. Chi vuol capire capisca. Se in una storia c’è un pg femminile importante, bene. Se la storia deve ruotare attorno al pg femminile, no, grazie. Mi tengo Aragorn, Legolas e Gimli, di certo migliori di una ridicola wonder woman.

Al di là del fatto che non ho visto Wonder Woman perché non mi incuriosisce, e che non posso giudicare un’opera che non conosco, Wonder Woman anche nella finzione viene presentato come un personaggio straordinario, non come la donna comune. Il personaggio straordinario è, appunto, straordinario, si può tifare per lui, magari ci si può pure identificare, ma si sa che è un’eccezione in mezzo a personaggi completamente diversi. Superman vola. Mi sembra altrettanto irrealistico di una donna dotata dei muscoli di Wonder Woman. Cosa ha a che fare l’emancipazione della donna con un personaggio come Wonder Woman? Dire che l’emancipazione femminile passa attraverso un personaggio inventato, di cui tutti siamo consapevoli dell’eccezionalità, per me è ancora una volta uno sminuire la donna. Io non sono Wonder Woman, lo so bene, come Egocentrico sa di non essere Superman. Se io gli riconosco la capacità di distinguere la realtà dalla fantasia, perché lui non la riconosce a me?

La mia risposta è seccata? Certo che lo è, come avrebbe potuto essere diversa? Egocentrico è venuto sul mio blog di sua iniziativa, non sono stata io ad andare a cercarlo, di lui potevo benissimo fare a meno. Per come la vedo io una sua domanda, seguita dalle mie spiegazioni, è degenerata in un’aggressione verbale da parte sua, solo che lui è talmente Egocentrico – e avrei potuto scegliere senza difficoltà un altro soprannome – per accorgersene. Viste le posizioni inconciliabili gli ho chiesto di andarsene, secondo me in modo fin troppo educato.

Il mio un commento fuori luogo? Non gli va di rispondere, non voleva neppure che ci fosse la discussione, però va avanti. Lo so, sto passando spesso da un discorso diretto con Egocentrico a commenti fatti con una terza persona. Dovrei rileggere il testo – che è disomogeneo perché l’ho scritto in momenti diversi – e scegliere solo una delle due persone come interlocutore, ma non ho voglia di perdere altro tempo.

La discussione è finita perché io ho smesso di rispondere, non lui, e non è la prima volta che faccio una scelta di questo tipo. Anche con il tizio che ho citato all’inizio ho smesso di rispondere io – e pure in un altro paio di discussioni in altre sedi – perché altrimenti saremmo ancora qui a parlare senza capirci. Se Egocentrico non voleva che ci fosse la discussione perché ha scritto? È stato lui a venire da me, non io ad andare da lui, io ho perso tempo a rispondergli ricavandoci solo un’arrabbiatura. E la saga non gli interessava più alla fine, dopo che gli ho detto chiaramente che non faceva per lui, ma all’inizio era curioso.

Quello che voleva erano solo commenti pertinenti alla saga di Jordan? Se non sbaglio è stato lui a tirare fuori Trump, i carabinieri e Wonder Woman, tutti argomenti su cui io all’epoca non ho neppure risposto. Ho risposto solo su Il signore degli anelli, anche se Egocentrico non ha capito quello che ho scritto.

Tu invece, anzichè rispondere normalmente, te ne uscisti subito enfatizzando sulle donne, sulla presenza delle donne, su quanto sono fondamentali, che le ami, e sai cosa? questa cosa mi diede un immenso fastidio, perchè mi fece pensare di te come l’ennesima “sono orgogliosa di dirti che in questo libro ci siamo noi, è tutto sotto il nostro potere, girl powaaa yeee”, come se stessi facendo la guerra alla supremazia tipo adolescente di 14 anni che deve infilare la donna per ripagare la sua frustrazione, incapace di capire che non ci dev’essere nessuna lotta alla supremazia. Insomma non appena lessi “le donne sono fondamentali, ah si ci sono le donne, c’è anche il mago (una donna)” ebbi subito questa impressione di te. Pensai che dovevi avere 16 anni. Buttasti il termine “donna” 10 volte in neanche 2 frasi, come se fossi nel piego di una foga. Ci lessi un sotto-testo da “orgoglio donna” che sinceramente ha rotto i coglioni. Fu questo ciò che vidi e mi diede non poco fastidio, perchè non era pertinente alla domanda. Io chiedevo se il libro mi veniva consigliato, non se il mago era donna, se i pg fondamentali erano donna, se le donne erano al 56% della presenza o altro, se nel libro avevano vinto le elezioni o se il presidente era donna. Sono dati che non mi interessano, che mi fanno pensare ad una pubblicità di partito ridicola (ma che è, na lotta a quale sesso domina l’altro? Ma quanti anni hai? Dio santo).

Forse Egocentrico non se n’è accorto, ma dire che le donne sono fondamentali è parlare della saga. Riprendo le parole del primo messaggio

Fra i personaggi, alcuni dei quali sono ingenui ragazzi di campagna, ci sono il mago (qui è una donna) e un valente guerriero. E a un certo punto la compagnia si scioglie.
Detto questo il mondo è diversissimo, la magia molto presente e ben costruita e le donne sono fondamentali (io le amo ma qualcuno le trova insopportabili).

Dico che il mago è una donna, dico che le donne sono fondamentali ma anche che qualcuno le trova insopportabili. Riconosco onestamente che non a tutti piacciono. Sono nel pieno di una foga? Non mi pare. Per una persona con i paraocchi come Egocentrico in realtà le mie parole sono una risposta importante perché gli fanno capire che La Ruota del Tempo non è adatta a lui, proprio perché le donne sono importanti e lui questo non lo concepisce. Voleva una risposta chiara? L’ha avuta. Perché poi se ne lamenta? Le elezioni le ha tirate in ballo lui, non io. Ma già, sono una donna, quindi è sempre colpa mia. Mi sono beccata anche un “orgoglio donna” che sinceramente ha rotto i coglioni che mi ha ulteriormente fatta arrabbiare. Io ho rotto i coglioni quando è stato lui a venire da me e io ho semplicemente risposto alle sue domande? Ma davvero è un Egocentrico, per non dire un TDC, e per usare le sue parole chi vuol capire capisca. Per la cronaca, io penso che certi aspetti del femminismo come il girl power siano idiozie, ma per Egocentrico è troppo difficile capire la differenza fra abbiamo gli stessi diritti e io ho più diritti di te. C’è anche il Dio santo, messo lì come se lui fosse la povera vittima dei miei asfissianti tentativi di conversione che mi sembrava eccessivo all’epoca e mi sembra ancor più fuori luogo ora, visto che ora so che Egocentrico si professa cristiano. Io sono atea e trovo assurdo tirare in ballo Dio per delle cavolate, e un cristiano fa queste piazzate? Boh…

Il tuo finale, dal consiglio di lasciare perdere Jordan fino ad andarmi a cercare un altro blog, mi sembra un risvolto da “sono offesa, vattene”. Chi vuol capire capisca, in realtà, non significherebbe esattamente quella frase che hai detto.

No, non è un risvolto da sono offesa, vattene, è un chiaro invito ad andartene fuori dai piedi perché tu mi hai offesa. Servivano un paio di insulti per fartelo capire chiaramente? Di solito non insulto, ma all’occorrenza posso farlo anch’io. E se chi vuol capire capisca non significa quel che ho detto io me ne potresti cortesemente spiegare il significato? Perché io non l’ho capito.

 

Piccolo passo indietro. Luca, mi spiace ma ho cancellato anche il tuo commento. Da solo non avrebbe avuto alcun significato, e poi tu avevi fatto il grave errore di scrivere il nome di Egocentrico. La risposta di Luca è chiaramente datata 16 settembre, e dall’ora di pubblicazione (e anche dalle sue parole) si vede che lui ha risposto dopo di me, e non ha visto nulla di assurdo in quel che ho scritto. Le parole di Luca sono arrivate quindi dopo solo il primo messaggio di Egocentrico e la mia prima risposta, poi, oltre un anno dopo, Egocentrico ha risposto prima a Luca e poi a me. Nel marzo di quest’anno ho ricevuto un messaggio da Egocentrico, messaggio che, non so perché, il blog non ha pubblicato automaticamente, e che io non mi sono preoccupata né di pubblicare né di cancellare. L’ho semplicemente ignorato. Il messaggio era questo:

Ciao, volevo chiederti cortesemente se potresti cancellare tutti i miei post scritti in questa pagina. Non desidero piu fare parte di questa discussione. Grazie.

Egocentrico mi chiedeva una cortesia, e chiudeva ringraziando. Allora perché ignorarlo? Perché Egocentrico non ha capito una cosa: le cortesie si fanno se si ha voglia di farle, ma non sono assolutamente dovute. Quando mi fate una domanda io rispondo per cortesia, non perché sono obbligata a farlo. Certo, se non rispondessi mai finirei con il perdere i lettori, ma non ho alcun tipo di obbligo. Quello che faccio lo faccio per mia libera scelta, perché ho voglia di farlo. E allora, perché non fare a Egocentrico una cortesia?

mi sembra un risvolto da “sono offesa, vattene”

Ah, ecco. Forse Egocentrico si è accorto di avermi offesa. E se se n’è accorto perché non si è scusato per le sue parole? Cortesia non è solo dire grazie alla fine, è anche scusarsi quando si è offeso qualcuno, anche se magari lo si è fatto involontariamente. Dopo un periodo in cui l’ho ignorato lui si è rifatto vivo con il messaggio che compare nella foto precedente. Ma, onestamente, considerando come lui si è rivolto a me, a me cosa dovrebbe importare dei suoi desideri?

 

La mia risposta, come prevedibile, è stata piuttosto fredda. Egocentrico era un elemento marginale del blog, non notato da nessuno se non da me, e anch’io avrei volentieri fatto a meno di lui. Spesso vedo persone che nei commenti mi fanno domande che mi ha già fatto qualcun altro due o tre commenti prima, segno che non si sono presi il disturbo di leggere quel che avevo scritto. Le risposte vengono lette davvero da poche persone, a parte lo stesso destinatario, perciò quello che c’è scritto è quasi invisibile. Le mie parole sul fatto che nessuno lo notava erano vere. Ora non lo sono più, visto che ho deciso di mettere in evidenza tutta la discussione, anche se ho cancellato il suo nome.

Perché non ho semplicemente cancellato i commenti? Perché io sono contraria alla cancellazione del passato. Dal passato bisogna imparare, ma negare quello che è avvenuto mi sembra un’assurdità. Perché io cancelli qualcosa mi serve ben più di una richiesta senza scuse di una persona che, per come la vedo io, mi ha offesa senza motivo. Privacy? Non si sente ridicolo? Io non ho pubblicato niente di privato, tutto quello che è apparso sul blog è qualcosa che hai scritto lui, di sua iniziativa, e al di là del suo nome (che non porta solo lui, quindi non è detto che qualcuno, leggendolo, lo identificasse immediatamente e senza alcun dubbio) non c’è alcun tipo di dato sensibile. Dov’è la privacy? Cosa c’è di tanto terribile in queste parole, al di là della dimostrazione che è un egocentrico maschilista? A questa definizione corrispondono un bel po’ di persone, probabilmente anche diverse persone che hanno il suo stesso nome. Che danno possono fare le sue parole? Al di là dell’arrabbiatura che hanno procurato a me, ovvio.

Comunque visto che io non mi sono dimostrata particolarmente propensa ad accontentarlo, chissà come mai, lui è passato alle minacce. Vie legali? Venirmi a trovare in negozio? Per favore, no, Egocentrico, mi stai già abbastanza antipatico via internet, non vorrei avere il dispiacere di conoscerti dal vivo. Mi chiedi di agire in modo adulto definendomi, ora che vuoi che faccia una cosa che interessa a te, intelligente, adulta e consapevole, ipotizzando che io abbia quarant’anni, quando in un precedenti messaggi avevi citato le adolescenti di 14 anni, avevi detto di aver pensato che avessi 16 anni e avevi fatto una domanda retorica sulla mia età per sminuire le mie parole come quelle di una persona immatura. Per la cronaca ho 48 anni, e visto che comunque sei consapevole del fatto che io sia una donna e non una ragazzina questo conferma che le tue parole avevano il solo scopo di sminuirmi. E poi ti stupisci che io mi sia offesa?

Dici che hai cose più serie di cui occuparti come ragazzi in difficoltà. Nessuno ti dice di non occupartene, non capisco come questi messaggi possano essere un ostacolo. E se a te dà fastidio vedere le tue stesse parole, prova a chiederti se magari nel momento in cui le hai scritte, o ora che sei tornato a rompere le scatole, non potessi avere io problemi al di fuori di internet, senza il bisogno che venisse uno sconosciuto ad aggredirmi perché non aveva un modo migliore per trascorrere il tempo. Se per te il mio è solo un capriccio per vendicarmi, per me è stato un non fare una cosa che non sono abituata a fare, che non mi piace fare in generale e che soprattutto non mi va di fare semplicemente per accontentare il capriccio di una persona che prima fa una cosa di sua iniziativa e poi se ne pente, insultando nel mezzo ed evitando di scusarsi. Quanto alla tua richiesta cortese, noto che invece di scusarti hai reputato più utile iniziare a urlarmi quanto sei CORTESE e a minacciare. Non c’è bisogno che tu ti rifaccia vivo ora per scusarti, la cosa migliore che puoi fare è fare quel che interessa anche a te: pensare ai fatti tuoi senza più apparire qui. Ho cancellato dalla discussione i commenti e il tuo nome non appare più sul blog, anche se non l’ho fatto per fare un favore a te. Hai ottenuto quello che volevi – più o meno, perché dubito che questo messaggio rientrasse in quello che volevi – non perché sei gentile, o perché meriti da me una qualsiasi cosa, ma perché mi hai stancata. Ora non sei più riconoscibile neanche per sbaglio, anche se visto che sei stato tu a venire da me sul mio spazio e a scrivere quel che ti pareva non capisco quali problemi di privacy potessi avere. Per quanto riguarda le tue parole, mi hai infastidita abbastanza e non vedo perché dovrei far finta di nulla per farti un favore. E se per te questo è un capriccio, per me è un vaffanculo.

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Rick Riordan: Percy Jackson racconta gli eroi greci

Dopo Percy Jackson racconta gli dei greci Rick Riordan ha proseguito il suo insolito viaggio nella mitologia greca con Percy Jackson racconta gli eroi greci. Visto che la voce narrante è quella di Percy Jackson le vicende sono raccontate con un tono molto particolare, che strappa ben più di un sorriso ma che fa anche nascere un bel po’ di dubbi.

La mitologia greca è piena di storie complicate, fra relazioni sentimentali e sessuali improbabili, imprese eroiche di vario genere, mostri disparati e via dicendo. Parte delle storie raccontate nel libro le conoscevo, ma su altre avevo i miei dubbi. Considerati i libri di mitologia che ho letto – uno per tutti I miti greci di Robert Graves – io devo aver letto di tutti questi personaggi, ma un certo numero di vicende le avevo dimenticate. Risultato? Non sempre ero sicura di dove finisse la battuta e di dove iniziasse il mito, anche se forse questa non è una cosa negativa. Quando Danae prega

«Ciao! Ehm… Sono io, Danae. Non avevo intenzione di disturbarti, ma mio padre mi ha cacciato di casa. Al momento sono in una cassa. In mezzo al mare. E c’è Perseo con me. Quindi… ecco. Se mi puoi richiamare, o anche solo mandare un SMS o qualcosa del genere, sarebbe fantastico.»

è ovvio che a parlare di SMS sia Riordan, ma quando scrive che Zeus si è presentato da lei sotto forma di pioggia d’oro, cosa ne deve pensare un lettore digiuno di mitologia greca? In più di un’occasione io ho avuto la tentazione di andare a fare un controllo su un libro di mitologia serio, per vedere cosa esattamente narrassero gli antichi miti, e se la tentazione di controllare è venuta a me, quale può essere la reazione di uno che i miti non lo conosce affatto? Riordan ha insegnato mitologia, i romanzi di Percy Jackson sono nati in parte dalle sue lezioni, come ho scritto anche nel saggio Essere dei mezzosangue è pericoloso, ma non si corre il rischio di annoiarsi contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Per lui era importante che i ragazzi leggessero, che fossero curiosi di imparare cose nuove e anche che capissero che nessuna difficoltà è insormontabile se viene affrontata nel modo giusto. Percy Jackson, come ho ricordato nel saggio, è dislessico e iperattivo, eppure questo non gli impedisce di affrontare notevoli difficoltà e di venirne fuori senza perdere la voglia di scherzare.

la ragione principale per leggere le imprese degli eroi greci è che alla fine vi sentirete meglio. Non importa quanto schifo pensiate faccia la vostra vita: quella di questi tizi è stata senz’altro peggiore. Di tutta la faccenda celeste, a loro è toccata decisamente la fregatura più grossa.

Comunque, per chi non mi conoscesse, mi chiamo Percy Jackson, sono figlio di Poseidone, e sono un semidio dei giorni nostri. Anch’io a suo tempo ho avuto la mia dose di brutte esperienze, ma gli eroi di cui vi parlerò sono stati gli antesignani dei casi disperati che si vedono a scuola. Hanno brillantemente incasinato le cose là dove nessun altro era mai riuscito a incasinarle.

Facciamo che ne scegliamo dodici. Dovrebbero essere più che sufficienti. Quando avrete finito di leggere quanto sia stata miserabile la loro vita – tra avvelenamenti, tradimenti, mutilazioni, assassinii, parenti psicopatici e animali da cortile carnivori – se non vi sentirete un po’ meglio riguardo alla vostra esistenza, allora non so cos’altro potrebbe riuscirci.

Gli eroi in questione sono Perseo, Psiche, Fetonte, Otrera, Dedalo, Teseo, Atalanta, Bellerofonte, Cirene, Orfeo, Ercole e Giasone. Rileggendo le loro storie ho visto alcuni elementi che avevo dimenticato e che Riordan ha fatto confluire nei suoi romanzi, come la profezia relativa alla morte di Meleagro, riproposta nella pentalogia Eroi dell’Olimpo. La vicenda di Atalanta, che comprende parte della storia di Meleagro, comprende anche un’interessante considerazione:

No significa No.

Chiaro il concetto? No? Allora faccio un passo indietro.

I due saltarono fuori dagli alberi, gridando e agitando le aste.

«Sposami o morirai!» gridò Reco.

Si aspettava che Atalanta crollasse in una pozzanghera di lacrime. Invece la ragazza lasciò cadere la carcassa, con tutta calma incoccò una freccia e colpì Reco in mezzo alla fronte. Il centauro si accasciò a terra, morto.

Ileo ruggì furioso. «Come hai osato uccidere il mio amico?»

«Indietro» lo avvertì Atalanta. «O sarai il prossimo.»

«Io ti avrò come mia sposa!»

«Non credo proprio.»

Ileo bilanciò l’asta e caricò.

Atalanta gli piantò una freccia nel cuore. Poi immerse la punta di una freccia nel sangue di centauro e scrisse sui loro garresi: No significa No. E poi li lasciò lì a decomporsi.

Dopodiché nessun altro centauro la disturbò più.

Riordan la butta sul ridere, Graves, che situa l’episodio poco più avanti, durante la caccia al cinghiale calidonio, scrive

due centauri, Ileo e Reco, che si erano uniti alla caccia, tentarono di usarle violenza. Ma non appena si precipitarono verso di lei, Atalanta li fulminò entrambi con le sue frecce

Atalanta quindi non reagisce male a una proposta di matrimonio, per quanto fatta in modo rozzo, ma si difende da un tentativo di stupro. No significa no, a quanto pare anche nell’antica Grecia era necessario ripeterlo perché non tutti avevano chiaro il concetto. Peccato che non tutte le donne abbiano le doti di combattente di Atalanta…

Con Ercole passo a tutt’altro genere di considerazione.

Era non ebbe bisogno di farlo diventare pazzo. Dovette solo spingerlo un po’ più vicino al limite.

Comunque sia, Ercole uccise Megara. Uccise i servi che cercavano di fermarlo. I due figli urlarono e scapparono, ma Ercole prese arco e frecce e li trafisse, convinto nella sua mente obnubilata che fossero chissà quali nemici.

Ercole, accecato dalla follia, stermina la sua intera famiglia. A me leggere queste parole ha inevitabilmente portato alla mente Lews Therin Telamon.

C’erano cadaveri dappertutto: uomini, donne e bambini abbattuti, mentre tentavano la fuga, dai fulmini che avevano colpito ogni corridoio, oppure raggiunti dall’incendio o travolti dalle pietre del palazzo, volate in cerca di bersaglio, quasi vive, prima che la quiete tornasse. Come bizzarro contrappunto, arazzi e quadri pittoreschi, veri capolavori, erano rimasti intatti, tranne in qualche punto, dove le pareti rigonfie li facevano pendere di traverso. I mobili finemente lavorati con intarsi d’avorio e d’oro erano ugualmente integri, eccetto dove il pavimento, sollevandosi, li aveva ribaltati. Lo sconvolgimento della mente aveva colpito al cuore, senza toccare le cose marginali.

Lews Therin Telamon vagava nel palazzo, tenendosi in equilibrio quando la terra sussultava. «Ilyena!» gridò. «Amore mio, dove sei?» L’orlo del mantello grigio chiaro strusciò nel sangue quando Lews scavalcò il corpo d’una donna dai capelli biondi, la cui bellezza era segnata dall’orrore degli ultimi istanti di vita e i cui occhi erano ancora sbarrati nell’incredulità. «Dove sei, moglie mia? Dove vi siete nascosti tutti quanti?»

È il prologo di L’Occhio del Mondo di Robert Jordan, e io non posso non proporre un’altra citazione, questa volta da Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien:

«Pensandoci bene, apparteniamo anche noi alla medesima storia, che continua attraverso i secoli! Non hanno dunque una fine i grandi racconti?».

«No, non terminano mai i racconti», disse Frodo. «Sono i personaggi che vengono e se ne vanno, quando è terminata la loro parte.»

I grandi racconti, come quelli dei miti, tornano anche nelle storie più recenti, cambiando un po’ aspetto ma donando le stesse emozioni. Non sono sicura che un ragazzo riesca a cogliere tutti i riferimenti extra-mito inseriti da Riordan nelle sue pagine, certo Percy Jackson e gli eroi dell’Olimpo è divertente de leggere e fornisce una prima infarinatura di mitologia, stuzzicando la curiosità e il desiderio di saperne di più.

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Novità di settembre 2017 – seconda parte

 

Michael Ende, La notte dei desideri, Salani, 9,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

Le sorti dell’umanità sono nelle mani di un vecchio corvo spelacchiato e di un piccolo gatto grasso: prima della mezzanotte del 31 dicembre i due devono sventare le perfide trame di Belzebù Malospirito e della sua crudele spia Tirannia Vampiria. Infatti nella notte di San Silvestro, grazie al leggendario Grog satanarchibugiardinfernalcolico essi possono formulare i loro più raccapriccianti desideri, trasformandola in una notte infernale. Una favola moderna, un racconto appassionante che con sottile umorismo rivela verità inquietanti, capaci di conquistare e far riflettere, in perfetto stile Ende. «Un libro che dà coraggio e allegria. E anche un po’ di benefica insolenza ». Italo A. Chiusano, la Repubblica «Torna Michael Ende con una storia di maghi ed è un mago egli stesso per quel suo saper fare libri buoni per grandi e piccoli, senza stufare né gli uni né gli altri, ma appassionandoli entrambi ». Isabella Bossi Fedrigotti, Corriere della Sera

 

 

Carrie Fisher, I diari della principessa, Fabbri, 18,00 €

La sinossi:

Se vivono nella nostra galassia, tutti sanno chi è la principessa Leia di Star Wars, e quindi, inevitabilmente, conoscono l’attrice che l’ha interpretata: Carrie Fisher. Ma qual è la vera storia di una ragazza di diciassette anni, figlia d’arte, improvvisamente proiettata verso la fama mondiale grazie a uno dei film di maggiore successo di tutti i tempi? Questo memoir, ricco di foto d’epoca e delle pagine originali del diario di Carrie, descrive la sua parabola da ingenua, problematica, insicura ragazza, affamata di felicità ma tormentata, ai primi passi come attrice, fino alla relazione avuta in segreto con Harrison Ford, suo compagno nel film e allora sposato. Ma è anche una profonda riflessione sulle conseguenze della fama e sulla difficoltà di dover convivere per tutta la vita con un personaggio ingombrante, raccontata da una donna intelligente e spiritosa, capace di commuovere, far ridere e rivelare i propri demoni senza perdere dignità e senza mai scadere nel gossip. Un libro che piacerà agli innumerevoli fan della saga, a caccia di curiosità sui “dietro le quinte”, ma che è destinato a conquistare un pubblico molto più ampio.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/08/25/349595/4031151-9788891517517_abstract.pdf

 

 

Ken Follett, La colonna di fuoco, Mondadori, 27,00 €

La sinossi:

Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.

Un estratto: http://www.lastampa.it/2017/09/12/cultura/ken-follett-lamore-ai-tempi-delle-guerre-di-religione-8unw7L2KDuDCHyy3PSo3CO/pagina.html

 

 

Neil Gaiman e Yoshitaka Amano, Cacciatori di sogni, Dana editore, 15,90 €

La sinossi:

Un monaco viveva in solitudine accanto a un tempio, sulle pendici di una montagna. Era un tempio piccolo, e il monaco era giovane, e la montagna non era la più bella né la più maestosa del Giappone.

Ha inizio così la tormentata storia d’amore che vede intrecciarsi i destini di un giovane monaco eremita e di una magica volpe dall’aspetto mutevole, ambientata in un mondo fantastico e onirico.

L’ambigua creatura, dapprima pronta a usare i suoi poteri per tendere una trappola all’uomo, si scopre in un secondo momento perdutamente innamorata di lui e avvinta dal suo animo nobile e pacifico.

Quando un fosco presagio si abbatterà sul monaco, e un indovino senza scrupoli ordirà un terribile piano per procurargli la morte e sottrargli per sempre la sua serenità, la volpe non esiterà a rinunciare al suo tesoro più prezioso, e a usare tutta la sua creatività pur di salvarlo. Mettendo a repentaglio la sua stessa vita.

È il Neil Gaiman migliore quello che ritroviamo in questo raffinato romanzo dalle atmosfere cupe e minacciose, dove la paura, il mistero, spiriti ed echi soprannaturali aleggiano in ogni pagina, caricandolo di suspense e tensione narrativa. Una storia colta e avventurosa in cui il reale si mescola al sogno, arricchita dalle eccezionali illustrazioni di Yoshitaka Amano, artista giapponese di fama mondiale.

Una versione in volume rara e sofisticata, che torna finalmente in libreria a distanza di anni, e che può essere apprezzata da tutti, indipendentemente se si conosca o meno la serie Sandman.

Cacciatori di Sogni ha vinto nel 1999 il Bram Stoker Award per la narrativa illustrata, ed è entrato in nomination, nel 2000, per l’Hugo Award, premio assegnato ogni anno dagli appassionati di fantascienza.

Un estratto: https://gallery.mailchimp.com/3e0f6b0f8f8f70d4edae3b0b0/files/be6b6128-0a14-42fd-b43a-cbfd4b30c357/Cacciatore_di_sogni_Capitolo_primo_1.pdf

 

 

Giuseppe Genna, History, Mondadori, 24,00 €

La sinossi:

Anno del Signore 2018: il mondo è trasformato. Il futuro è crollato nel presente, aggiornandolo e mutandolo. L’accelerazione tecnologica riconfigura tutto e tutti. Le macchine e gli algoritmi si candidano a mutare geneticamente il pianeta e l’umanità. Nulla e nessuno è indenne: il lavoro non è più lavoro, il denaro è puro fantasma, la specie umana è pronta a ibridarsi, persino la biologia rischia di non essere più biologica e la Storia non è più storia. Nella città più avanzata d’Italia si è installato un tecnopolo, in cui sta vedendo la luce un nuovo tipo di mente: un’intelligenza artificiale misteriosa e incomprensibile, a cui gli umani lavorano con dedizione cieca e speranze supreme. In questo bacino occidentale prospera allo stato bacillare il personaggio di uno scrittore, disoccupato e privo di qualunque riconoscimento, che riesce a trovare l’ultimo lavoro: interagirà, a vantaggio della mente artificiale, con una bambina altrettanto misteriosa, History, figlia di un tycoon della finanza, che soffre di una forma di autismo assoluto. L’intelligenza artificiale è molto interessata ai modi in cui History sente e reagisce alla realtà, vivendo in se stessa scene terrifiche e visioni infernali, dominate dalla presenza di una Trista Figura, una sorta di Uomo Nero che la invita alla scomparsa. In una deflagrazione di complotti e di sorprendenti svolte, il teatro umano che agisce in questo libro va incontro al momento decisivo nella storia della specie, entrando in un piano di realtà ulteriore, dove va in scena la verità di tutte le verità, un inedito horror della mente e dei corpi. Per raccontare il futuro che sta velocemente alterando il nostro presente, la scrittura metafisica di Genna intraprende una sfida all’ultimo sangue con la materia e con la lingua della narrazione estrema, rappresentando una tragedia classica in forma di autofiction e di profezia. A partire da un antefatto visionario, che consegna al lettore un intero tempo italiano trascorso e che vale un libro all’interno del libro, History è un lungo e vertiginoso precipitare verso una scena assoluta, in cui si assiste all’ultima trasformazione: quella dell’umano in una nuova forma rivista e corretta, non meno commovente e demonica della precedente, a cui noi tutti ancora apparteniamo, ogni giorno sempre meno.

 

 

James Kahn, I Goonies, Magazzini Salani, 13,90 €

Nuova edizione. La sinossi:

È estate nella piccola cittadina di Astoria. I Goonies – un gruppo di giovani ragazzi del quartiere Goon Docks – devono dare addio alle case dove sono nati e cresciuti: i signorini del club del golf hanno dato lo sfratto alle loro famiglie, per radere al suolo il quartiere e costruire nuovi, esclusivi campi da gioco. Poco prima di andarsene, però, uno di loro scopre in soffitta un’antica mappa del tesoro, appartenuta a Willy l’Orbo – un temibile pirata spagnolo del Seicento. Se i Goonies riusciranno a mettere le mani sul bottino del vecchio corsaro, potrebbero ancora salvare le loro case! Età di lettura: da 9 anni.

 

 

Christopher Paolini, Eragon. Colouring book, Rizzoli, 16,00 €

Illustrazioni di Ciruelo. La sinossi:

Eragon, Saphira, Brom e Nasuada: ma anche Galbatorix, Shruikan, Durza e i Ra’zac: la terra di Alagaesa creata da Christopher Paolini ha popolato l’immaginazione dei suoi avidi lettori di ritratti indimenticabili: eroi e terribili tiranni, elfi e alberi incantati, nani e creature mostruose ma dal candido, infinito coraggio. Ora, grazie a questo albo che raccoglie più di 40 tavole originali firmate da uno dei più celebri illustratori fantasy, gli appassionati del Ciclo dell’Eredità potranno rituffarsi nel mondo del Cavaliere dei Draghi e della sua Dragonessa, e personalizzarlo con la loro speciale, irripetibile fantasia.

 

 

Mervyn Peake, Gormenghast, Adelphi, 14,00 €

Edizione economica. La sinossi

Soverchiato dalla cima ad artiglio e dalle giogaie scoscese dell’omonimo monte, il reame di Gormenghast ha il suo centro in un immane agglomerato tirannico con le sembianze di un castello. Qui ogni antica bellezza si è corrotta in cupa fatiscenza: le mura sono sinistre «come banchine di moli», e le costruzioni si tengono tra loro «come carcasse di navi sfasciate». E qui, intorno al piccolo Tito – divenuto il settantasettesimo conte dopo la misteriosa morte di Sepulcrio –, si muovono gli esseri inconcepibili che sono la sostanza stessa di cui è composto il castello: la gigantesca contessa Gertrude, la madre, dalle spalle affollate di uccelli e dallo spumoso strascico di gatti bianchi; l’amata sorella Fucsia dai capelli corvini, che col suo abito cremisi infiamma i corridoi grigi; il fanatico custode delle leggi, Barbacane, nano storpio che raggela il sangue col secco schiocco della sua gruccia; e il gelido Ferraguzzo, che non cessa di ascendere verso il culmine della sua bramosia di potere. Prigioniero di riti decrepiti e di trame che falciano la sua livida Corte, Tito, che pure vorrebbe sfuggire a Gormenghast, dovrà combattere per salvare dal Male il cuore del castello – e trovare se stesso: perché forse un altrove non è nemmeno pensabile, e tutto conduce a Gormenghast.
Nel secondo pannello della sua trilogia, Peake raggiunge il nucleo più oscuro di una narrazione che molti hanno paragonato, per vastità di respiro e potenza visionaria, al Signore degli anelli. In realtà egli va molto oltre, riuscendo a saldare in un travolgente flusso romanzesco il male della storia e il Male metafisico, e a far dono al lettore di una scrittura che fonde lo smalto imprevedibile dei colori alla precisione iperrealistica dei dettagli – quasi la ‘trascrittura’ dell’arte di un pittore fiammingo gettato dal caso nel cuore di un altro mondo, che non abbandonerà più la nostra memoria.

 

 

J.K. Rowling, Il quidditch attraverso i secoli, Salani, 12,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

Se vi siete mai domandati l’origine del Boccino d’Oro, da dove siano spuntati i Bolidi e perché i Wigtown Wanderers abbiano l’immagine di una mannaia d’argento sulla divisa, allora Il Quidditch attraverso i secoli è il libro che fa per voi. Questa edizione limitata è una copia del volume custodito nella Biblioteca di Hogwarts e consultato quasi quotidianamente dai giovani tifosi del Quidditch. Età di lettura: da 8 anni.

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