Dalle spade nei libri a Il libro delle spade

La più famosa è certamente Excalibur, la spade di re Artù, anche se non vanno trascurate Durlindana, la spada di Orlando, paladino di Carlo Magno, e la spada nella roccia conservata presso l’abbazia di San Galgano, vicino Siena. Le spade hanno un’aura mitica intorno a loro, almeno per noi che le osserviamo con il distacco dovuto alla consapevolezza che difficilmente ne vedremo una al di fuori di un museo (a meno che, ovviamente, non siamo appassionati di scherma, ma la spada sportiva è un po’ diversa dalle spade antiche).

Spade. Quanto sono state importanti nella nostra storia passata? E quante volte se ne parla nei romanzi fantasy? Io ho finalmente comprato La spada spezzata di Poul Anderson, romanzo fuori catalogo fondamentale per il genere, devo solo trovare il tempo per leggerlo. Ma quante altre volte i protagonisti dei romanzi impugnano spade molto particolari? Marcus Emilius Scaurus e Viridovix nella tetralogia La legione perduta di Harry Turtledove, Rand al’Thor in La Ruota del Tempo di Robert Jordan (saga che per la verità contiene molte altre armi speciali, dall’ascia – e martello – di Perrin all’ashandarei di Mat, senza trascurare l’arco di Birgitte), Geralt di Rivia nella serie di Andrzej Sapkowski, gli stratoguerrieri in Le cronache della folgoluce di Brandon Sanderson, la protagonista del racconto La spada del Caos di Marion Zimmer Bradley, Percy Jackson nell’omonima saga di Rick Riordan… Non tutte queste armi hanno un nome, ma tutte hanno qualcosa che le rende più che semplici spade, e so di averne tralasciate alcune decisamente famose. Non è stata una dimenticanza la mia, ma un lasciare spazio a Shawn Speakman. Prima o poi mi deciderò a leggere il suo The Dark Thorn, romanzo che ho comprato un paio di anni fa, per il momento ho letto solo un buon numero di articoli suoi si internet e mi sono trovata spesso in sintonia con lui.

Recentemente Speakman ha parlato di spade. Fra le opere che ha citato non poteva non esserci Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, e io ne approfitto per ricordarvi che Hobbitologia comprende il saggio firmato da Cristina Donati Lo Hobbit e le spade. Per sapere quali spade ha citato Speakman, e quali libri ha consigliato di leggere, vi rimando al suo articolo: http://www.unboundworlds.com/2017/10/5-favorite-named-swords-fantasy-novels/?ref=0D48451288B3.

L’articolo si chiude con la segnalazione della pubblicazione di un’antologia curata da Gardner Dozois, The Book of Swords:

http://www.unboundworlds.com/2017/10/5-favorite-named-swords-fantasy-novels/?ref=0D48451288B3

Questa la scheda del libro che compare sul sito dell’editore Random House

New epic fantasy in the grand tradition—including a never-before-published Song of Ice and Fire story by George R. R. Martin!

Fantasy fiction has produced some of the most unforgettable heroes ever conjured onto the page: Robert E. Howard’s Conan the Barbarian, Michael Moorcock’s Elric of Melniboné, Fritz Leiber’s Fafhrd and the Gray Mouser. Classic characters like these made sword and sorcery a storytelling sensation, a cornerstone of fantasy fiction—and an inspiration for a new generation of writers, spinning their own outsize tales of magic and swashbuckling adventure.

Now, in The Book of Swords, acclaimed editor and bestselling author Gardner Dozois presents an all-new anthology of original epic tales by a stellar cast of award-winning modern masters—many of them set in their authors’ best-loved worlds. Join today’s finest tellers of fantastic tales, including George R. R. Martin, K. J. Parker, Robin Hobb, Scott Lynch, Ken Liu, C. J. Cherryh, Daniel Abraham, Lavie Tidhar, Ellen Kushner, and more on action-packed journeys into the outer realms of dark enchantment and intrepid derring-do, featuring a stunning assortment of fearless swordsmen and warrior women who face down danger and death at every turn with courage, cunning, and cold steel.

FEATURING SIXTEEN ALL-NEW STORIES:

“The Best Man Wins” by K. J. Parker
“Her Father’s Sword” by Robin Hobb
“The Hidden Girl” by Ken Liu
“The Sword of Destiny” by Matthew Hughes
“‘I Am a Handsome Man,’ Said Apollo Crow” by Kate Elliott
“The Triumph of Virtue” by Walter Jon Williams
“The Mocking Tower” by Daniel Abraham
“Hrunting” by C. J. Cherryh
“A Long, Cold Trail” by Garth Nix
“When I Was a Highwayman” by Ellen Kushner
“The Smoke of Gold Is Glory” by Scott Lynch
“The Colgrid Conundrum” by Rich Larson
“The King’s Evil” by Elizabeth Bear
“Waterfalling” by Lavie Tidhar
“The Sword Tyraste” by Cecelia Holland
“The Sons of the Dragon” by George R. R. Martin

And an introduction by Gardner Dozois

Notato il nome di Martin in fondo alla lista? Certo che lo avete notato, di quel racconto ho già parlato in altre occasioni segnalandovi che è incentrato sul secondo e terzo sovrano della dinastia Targaryen. E, come avevo scritto lo scorso inverno,

chi conosce la storia dei Targaryen sa che il figlio maggiore di Aegon il Conquistatore, Aenys, era così poco interessato alle armi da spingere il padre a donare la sua Fuoconero al secondo figlio, Maegor, divenuto celebre per le sue doti marziali a soli tredici anni.

Quello che fino a ora avevo scritto in un solo articolo e neppure in modo tanto visibile, è che quest’antologia sarà pubblicata in italiano in un futuro non tanto lontano. A comunicarlo, con un messaggio sulla sua pagina Twitter, è stato uno dei traduttori del libro, Edoardo Rialti. Uno dei traduttori perché in un messaggio del 1 settembre Rialti ha scritto

As one of the translators of #TheBookofSwords, I’m so proud to add @lavietidhar and @scottlynch78 to the writers I am honored to translate.

sopra un’immagine della copertina del libro. E due giorni prima, accostando alla copertina dell’antologia una foto di George R.R. Martin e una di Sergio Altieri, aveva scritto

I figli del Drago: è con grande onore che tradurrò questo prequel di @GRRMspeaking a #GameOfThrones. Lo dedico all’immenso Sergio Altieri.

Ora Edoardo è al lavoro, ma continua ad aggiornarci pubblicando foto dell’albero genealogico della dinastia Targaryen che compare nel volume Il mondo del ghiaccio e del fuoco (e definendo la genealogia utile quando si traduce un racconto)

o di un quadernetto pieno di appunti (a suo dire gli schemi del giorno dopo) affiancato dalla parte inferiore della copertina di un altro volume antologico curato da Dozois, La principessa e la regina e altre storie di donne pericolose, antologia che guarda caso contiene un racconto di Martin.

Mi sa che a breve dovremo ancora fare i conti con spade che non ne vogliono sapere di starsene tranquille nel loro fodero.

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Il mastino di Canterville

Confesso di aver avuto un momento di esitazione quando un ragazzo mi ha chiesto Il mastino di Canterville, poi gli ho chiesto se voleva Il mastino dei Baskerville o Il fantasma di Canterville. La sua scelta è andata sul romanzo di Arthur Conan Doyle.

La sinossi (edizione Oscar Mondadori):

Il mastino dei Baskerville è il romanzo più famoso fra quelli che vedono Sherlock Holmes e il dottor Watson come protagonisti. Un romanzo che, secondo le intenzioni dell’autore, non avrebbe mai dovuto vedere la luce. Perché nell’avventura precedente Sherlock Holmes era precipitato, insieme al suo acerrimo nemico Moriarty, in un crepaccio, inghiottito dalle tenebre. Un finale che non lasciava via di scampo, e che non riuscì gradito ai lettori, ormai stregati dalla ferrea logica e dall’infallibile fiuto del detective. E così, costretto dalle insistenze del pubblico e dell’editore, Conan Doyle fece “resuscitare” il suo celebre personaggio, abbandonando il genere del romanzo storico cui avrebbe preferito dedicarsi.

Questo invece è Il fantasma di Canterville di Oscar Wilde:

Che cosa può spingere un vecchio fantasma, Sir Simon de Canterville, sull’orlo della depressione? Forse i nuovi abitanti del suo antico castello, l’ambasciatore americano Otis e la sua portentosa famiglia, che non si lasciano certo spaventare e mettere in fuga da catene scricchiolanti, ululati sinistri e macchie di sangue. Pubblicato per la prima volta nel 1887, “Il fantasma di Canterville” è una favola semplice e accattivante, un po’ macabra e un po’ amorosa, leggera e ironica, capace di conservare il sapore fondamentale dell’opera di Wilde che, come diceva Borges, “è la felicità”.

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Novità di ottobre 2017 – terza parte

 

Margaret Atwood, L’altra Grace, Ponte alle Grazie, 20,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice -la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile. Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l'”altro”.

 

 

Stefano Benni, Luca Ralli e Tambe, La bottiglia magica, Rizzoli, 13,00 €

Edizione economica. La sinossi:

Pin è figlio di un pescatore di nome Jep e spera di diventare ricco emigrando nel Diladalmar. Alina è rinchiusa nel collegio high-tech di Villa Hapatia, il suo sogno è fare la scrittrice. Lui ha un bel nasone e un topo per amico; lei si accompagna a un gatto (wifi) con un largo sorriso. Vi ricordano qualcuno? I loro destini si mescolano grazie alla bottiglia magica che Alina ha affidato all’acqua. È Pin a trovarla e così comincia per entrambi un viaggio di terrore e meraviglia, fatto di incontri rocamboleschi, fughe a perdifiato, prodigiosi capovolgimenti. Pin deve affrontare rapper e fate muscolose, una traversata con scafisti dalle sembianze di un gatto e una volpe, poi tanti altri amici e nemici. Alina, invece, scappando dalla preside Queen Fascion e dal crudele cuoco Monsterchef, nei sotterranei della scuola scopre un terribile segreto: qualcuno vuole cancellare ogni forma di diversità e fantasia. Riusciranno i nostri eroi a incontrarsi e rovesciare un futuro già scritto?

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/09/28/351659/4038416-9788817097109_abstract.pdf

 

 

Barbara Cantini, Mortina. Una storia che ti farà morire dal ridere, Mondadori, 14,00 €

Vive a Villa Decadente con la zia Dipartita e per amico ha un levriero albino di nome Mesto, da cui non si separa mai. Mortina vorrebbe avere amici della sua età con cui giocare e divertirsi, ma le è proibito farsi vedere dagli altri: potrebbero spaventarsi. Un giorno però arriva l’occasione giusta: la festa di Halloween! Mortina non deve nemmeno travestirsi… Ma cosa succede quando gli altri bambini scoprono che lei non indossa nessuna maschera?

L’autrice racconta la nascita del libro: http://www.ragazzimondadori.it/storie-e-non-solo/mortina-scopriamo-la-bambina-zombie/.

 

 

Alessia Coppola, Wolfheart. La ragazza lupo, La Corte Editore, 16,90 €

Aylena non è una ragazza come le altre. È stata maledetta ed è costretta a convivere con due nature: quella di demone e quella di lupo. Per liberarsi dal maleficio e ritrovare la sua umanità, dovrà così affrontare un viaggio irto di pericoli, attraverso il tempo e le distanze, che la faranno diventare una spietata cacciatrice. Ma tutto cambierà, quando arriva Adrien, un soldato a servizio di un ordine di cacciatori di creature soprannaturali. Sarà lui la chiave che le permetterà di essere finalmente libera, ma sarà anche colui che imbriglierà il suo cuore. Tra battaglie, incantesimi, segreti e cospirazioni Aylena compirà il suo destino, scoprendo però che il prezzo da pagare sarà più alto di quanto avesse mai temuto.

 

 

Omar El Akkad, American War, Rizzoli, 22,00 €

«Nella luce vermiglia del crepuscolo, i Chestnut entrarono in quell’immensa favela fatta di tende che, fino alla notte del grande massacro, sarebbe diventata la loro città.» Quando scoppia la guerra civile, nel 2074, Sarat Chestnut ha solo sei anni, eppure sa già perfettamente che il petrolio è fuorilegge, che metà della Louisiana, dove vive, è sommersa dalle acque del mare e che i Corvi, minacciosi droni che solcano il cielo, non sono lì per proteggere lei e i suoi fratelli. Il giorno in cui la guerra arriva a lambire la loro casa, la famiglia fugge nel cuore del territorio dei Rossi, i secessionisti, fino a Camp Patience, un immenso accampamento per le decine di migliaia di profughi del Sud. È qui che Sarat diventerà adolescente e poi donna, abbandonando i giochi da maschiaccio e i sogni da bambina per scoprirsi improvvisamente troppo adulta. È qui che incontrerà un misterioso uomo, Gaines, che le aprirà gli occhi sulle ingiustizie che la sua gente subisce per mano dei soldati Blu dell’Unione. Ed è sempre qui, dopo il terribile massacro che spazzerà via le ultime speranze di una vita normale, che Sarat imparerà il sapore della violenza e della vendetta. American War è uno spaccato crudele e senza riserve sull’incommensurabile rovina che la guerra porta nella vita di una nazione, di una comunità, di una famiglia, di un singolo individuo. L’esordio di Omar El Akkad, «intenso e terrificante» come lo ha definito il Washington Post, ci mostra un futuro molto vicino, un paesaggio immaginato eppure sempre più realistico, lo scatto vivido, inquietante, di cosa potrebbe accadere se gli Stati Uniti usassero su se stessi le loro devastanti politiche, contro gli americani le armi dei loro eserciti.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/09/29/351841/4044425-9788817096096_abstract.pdf

 

 

Adam Jay Epstein e Andrew Jacobson, The Familiars. La saga completa, Newton Compton, 9,90 €

Aldwyn è un gatto randagio che vive alla giornata nella terra di Vastia. Mentre sta scappando dalle grinfie di un accalappiagatti, finisce in un negozio che vende famigli, animali con poteri magici che da sempre accompagnano maghi e streghe nelle loro avventure. Tra tanti animali, il maghetto Jack sceglie proprio lui e lo conduce a Stone Runlet, dove il potente mago Kalstaff guida una famosa scuola di stregoneria. Tra i suoi apprendisti ci sono anche una rana pasticciona, Gilbert, e una ghiandaia blu, Skylar, saccente e altezzosa. Vastia è in pericolo e solo i tre giovani eroi potranno salvarla. Quando i maghi verranno rapiti dalla perfida lepre Paksahara e privati dei loro poteri toccherà ai tre famigli partire per un’incredibile avventura. Dovranno trovare la leggendaria Corona del Leopardo Bianco, un’antica reliquia perduta da tempo immemorabile e mettersi sulle tracce del padre di Aldwyn, scomparso anni prima proprio mentre cercava la Corona. Tra mille insidie, pericolosi nemici e un’inquietante pergamena l’ex gatto randagio si troverà così di fronte al suo misterioso passato…

Un estratto di La strana storia della rana pasticciona, della ghiandaia blu e del gatto che salvò il mondo dei maghi (A scuola di magia): https://www.newtoncompton.com/libro/the-familiars/the-familiars_estratto.pdf?view

Un estratto di Il segreto della corona: https://www.newtoncompton.com/libro/the-familiars-il-segreto-della-corona/the-familiars-il-segreto-della-corona_estratto.pdf?view

Un estratto di Il cerchio degli eroi: https://www.newtoncompton.com/libro/the-familiars-il-cerchio-degli-eroi/the-familiars-il-cerchio-degli-eroi_estratto.pdf?view

Un estratto di Il palazzo dei sogni: https://www.newtoncompton.com/libro/the-familiars-il-palazzo-dei-sogni/the-familiars-il-palazzo-dei-sogni_estratto.pdf?view

 

 

Victoria Francés, Mater Luna, Rizzoli Lizard, 24,00 €

In una terra arcana che nessuno ha mai sentito nominare… In una steppa di colline e crepacci, dove puoi lanciarti nel vuoto a cavallo della tempesta… È qui che il gracchiare dei corvi guiderà il tuo volo, fino a quando sentirai l’abbraccio della Madre Luna che ti accoglie in seno… Il seme ai piedi dell’albero delle streghe è finalmente germogliato… Ascolta il suo grido! Benvenuto a MandrakMoors.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/10/13/352013/4044503-9788817098052_abstract.pdf

 

 

Cornelia Funke, La leggenda del cavaliere dei draghi, Mondadori, 22,00 €

Su quelle vette, secondo le leggende, si cela l’antico paradiso dei draghi. Nessuno sa se questo luogo esiste davvero, ma è l’unica speranza per i suoi simili di poter vivere in pace. Insieme alla sua inseparabile cobolda Fiore di Zolfo e al giovane cavaliere Ben, Lung affronterà un lungo e pericoloso viaggio… Due anni dopo, una nuova minaccia incombe sulle creature fantastiche: i pegasi, i leggendari cavalli alati, rischiano di estinguersi. Per salvare gli ultimi puledri, Ben giungerà in Indonesia, dove insieme a vecchi e nuovi alleati si lancerà nell’impresa impossibile di trovare una penna di grifone, la più feroce delle creature fiabesche e nemica giurata dei draghi. Riuscirà a tenere il fedele Lung lontano dal pericolo?

 

 

Neil Gaiman, Michael Reaves, Mallory Reaves, Il sogno d’argento, Mondadori, 10,50 €

Edizione economica. La sinossi:

Joey Harker è un ragazzo coraggioso e leale. Ha imparato a padroneggiare la sua speciale abilità di Camminatore fra le diverse dimensioni dell’IntraSpazio, dopodiché ha contribuito a salvare l’Altriverso dalla distruzione, portando al sicuro i compagni della squadra. Joey Harker è un eroe. Ma i minacciosi poteri rivali, quello dei Binari, la scienza, e quello dell’ESA, la magia, non si sono ancora dati per vinti e lottano per conquistare il controllo di tutti i mondi paralleli. La missione di pace dell’InterMondo non è certo conclusa. E quando Acacia Jones riesce a seguire Joey a BaseTown, le cose si complicano. Nessuno sa chi sia la misteriosa ragazza, né da dove venga, mentre lei sa molte… troppe cose dell’InterMondo. Età di lettura: da 10 anni.

 

 

Fabio Geda e Marco Magnone, Berlin. Trilogia della città, Mondadori, 22,00 €

Berlino, 1978: l’ombra del Muro si proietta su una spettrale città in rovina. Gli esseri umani sembrano spariti nel nulla. Al loro posto regnano la natura selvaggia e gli animali in cerca di cibo. Di umano, però, sono rimasti i ragazzi, unici sopravvissuti al micidiale virus che tre anni prima ha sterminato tutti gli adulti.
Ognuno di loro sa che, dopo i sedici anni, è condannato a morire a causa del morbo letale. Guardinghi e furtivi, lottano per la sopravvivenza divisi in gruppi in perenne lotta tra loro: Gropiusstadt, Havel, Reichstag, Tegel, Zoo. Christa e Jakob hanno quattordici anni e fanno parte di due diversi gruppi. Forse continuerebbero a restare divisi e distanti, se qualcuno non rapisse il piccolo Theo. Per salvarlo, ha inizio una lunga avventura in cui, tra feste della morte, animali famelici e violente tormente di neve, la vera sfida è non arrendersi mai.

 

 

Fabio Geda e Marco Magnone, Il richiamo dell’Havel. Berlin. Vol. 5, Mondadori, 15,00 €

Gli adulti non esistono più. Nel 1975 il virus li ha uccisi e da tre anni uccide chiunque abbia più di sedici anni. Questa è l’unica certezza per i bambini e ragazzi allo sbando tra le spettrali vie di Berlino. E invece no. Gli adulti esistono ancora. Uno di loro, Andreas Beck, sta cercando una cura al virus, mentre gli altri sono armati e pronti a tutto. Anche a sparare a Bernd. Intanto Jakob è ancora sconvolto da quando, nel mezzo di una tormenta di neve, ha dovuto salvare la sua peggior nemica, Wolfrun, caduta in un lago gelido con il cavallo Ziggy. Sembra che per entrambi da quel momento il mondo si sia capovolto e ora, in fuga dai loro nuovi nemici, si stanno per incontrare di nuovo… Età di lettura: da 12 anni.

 

 

David Gemmell, Guerrieri d’inverno, Fanucci, 17,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

Molto tempo addietro i demoni avevano un corpo e seminavano il terrore tra gli uomini, finché tre re e un mago, chiamato Emsharas, unirono le loro forze per combatterli e riuscirono, grazie al Grande Incantesimo, a confinarli in un’altra dimensione. Ora Anhtart, il Signore dei Demoni, è tornato tra gli umani sotto mentite spoglie. La sua intenzione è ricondurre il proprio popolo sulla Terra, e per fare ciò deve sacrificare i tre re. Il demone riesce a uccidere l’imperatore di Ventria e Skanda, il re dei Drenai. Non gli rimane che portare sull’altare sacrificale il figlio di Skanda che presto nascerà dalla moglie, la regina Axiana. Ma tre vecchi militari Drenai in congedo si oppongono ai suoi piani e decidono di difendere la sovrana. Sono lo spadaccino e giocoliere di colore Nogusta, Il malinconico e raffinato arciere di nome Kebra e il rude e leale lottatore Bison. Il destino dell’impero è ora solo nelle loro mani: insieme dovranno mettersi in viaggio e percorrere un mondo caotico e tormentato nel disperato tentativo di salvare il futuro erede al trono… Un nuovo capitolo di una saga leggendaria in cui la forza, la lealtà e la determinazione sono fondamentali per poter riemergere dal caos.

 

 

David Gemmell, L’eroe nell’ombra, Fanucci, 17,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

Le rovine di Kuan Hador racchiudono un oscuro mistero. Evitate da mercanti e predoni, offrono dimora a leggende che raggelano il sangue… racconti di un’epoca scomparsa da migliaia di anni. Ma nel cuore di ogni leggenda c’è una scintilla di verità, e la verità può uccidere. Un potere maligno è emerso dalla nebbia e ora cammina per le terre dei Drenai, fomentando la rivalità fra i signorotti locali e sfruttando le debolezze degli uomini, per favorire il ritorno del suo esercito di mostri. Un male dall’apparenza attraente, ancora più ingannevole di quanto possa sembrare… Un gruppo di improbabili eroi può opporsi all’empia alleanza: Kisumu, lo spadaccino rajnee; Yu Yu Liang, il modesto brigante che sogna la gloria; Keeva, guerriera suo malgrado; Ustarte, la sacerdotessa chiatze dal doloroso segreto. Li guida con riluttanza il misterioso Grigio, una figura enigmatica, odiata e invidiata per la sua favolosa ricchezza. Un uomo dal passato intriso di sangue, sicario per soldi e per principio, noto in tutte le terre dei Drenai come Waylander l’Assassino. Una storia di guerra e magia, paesaggi straordinari e trame intricate, e soprattutto di personaggi in cui vibrano le complessità e i conflitti di autentici esseri umani.

 

 

Paolo Gulisano e Filippo Rossi, La forza sia con voi. Storia, simboli e significati della saga di Star Wars, Ancora, 17,00€

Quarant’anni fa, nel 1977, usciva nelle sale cinematografiche un film di un giovane regista, George Lucas, destinato a diventare la più grande saga di fantascienza di tutti i tempi. La parola «fantascienza» tuttavia appare riduttiva: Star Wars, Guerre Stellari, in realtà è un’opera in cui confluiscono mito, epica, narrativa d’avventura. La storia iniziale si è andata progressivamente espandendo, e siamo ormai giunti alla terza trilogia. L’ebook di Paolo Gulisano e Filippo Rossi è un viaggio nei contenuti quarantennali del mondo di Star Wars, come raccontato nei film. È uno studio avvincente del mondo di Luke e Anakin Skywalker raccontato da George Lucas. Una guida alle fasi del racconto, ai temi leggendari, ai riferimenti epici di una serie di film hollywoodiani che da tempo si sono fatti ricco franchise multimediale, ma soprattutto vera e propria saga mitopoietica oltre il cinema, figlia legittima della modernità. Tra significati, simboli e storie, questo ebook costituisce dunque una guida completa all’affascinante mondo di Star Wars. Un testo per gli appassionati, per chi ha amato questa saga, per chi voglia capirne il senso e orientarsi nelle sue complesse trame. «Star Wars è una sorta di epica, l’ultima epica espressa dalla modernità, in cui i confini da esplorare appaiono infiniti, oltre l’iperspazio, ma che in realtà sono anche i confini altrettanto vasti dell’abisso dell’animo umano».

Ricordo che Gulisano è anche autore del breve saggio Un giorno sarai abbastanza vecchio per ricominciare a leggere le fiabe. C.S. Lewis e l’eptalogia di Narnia contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi http://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html

e del saggio Lo Hobbit come romanzo di formazione contenuto in Hobbitologia http://www.camelozampa.com/libro/94/hobbitologia

 

 

Oliver Langmead, Dark Star, Carbonio Editore, 16,50 €

Dark Star è ambientato in un futuro nero e atroce, è quindi fantascienza; ha dentro un’indagine, è quindi una detective story. Infine è scritto in perfetta metrica, quindi è un romanzo in versi. Ed è un libro d’esordio che ha destato molta impressione. La città di Vox sopravvive nel buio, sotto un sole che brucia senza però spandere luce. Nella notte permanente di Vox, le lampadine sono beni preziosi: solo i ricchi godono di un qualche chiarore privato. La tecnologia è in realtà scarsa, girano topi, mucche libere, la gente fuma fin troppo, le auto inquinano. Nella città, come fonte di energia, esistono tre “Cuori” (dai nomi suggestivi: Aquila, Corvus e Cancer), che sono generatori. Uno dei tre, Cancer, viene rubato. E contemporaneamente viene assassinata una giovane donna, Vivian Nord: il suo sangue brilla in modo innaturale. Su questi due casi deve lavorare il detective Virgil Yorke, insieme al suo aiutante, Dante. E così comincia la loro discesa infernale in una realtà violenta con segreti e colpi di scena: l’energia sprigionata da Cancer potrebbe diventare un’arma e Vox cadere nel caos più totale.

 

 

Gisella Laterza, La signora dei gomitoli e altre fiabe su e giù per l’Italia, Rizzoli, 12,00 €

“La Signora e sempre in viaggio. Trova storie per le strade, dentro i pozzi, sotto i baffi dei gatti. Quando arriva in una nuova città, si siede in mezzo alla piazza, solleva la valigia, tira fuori i gomitoli, li srotola. Intreccia i fili e inizia a raccontare. Attorno a lei si radunano molte persone, soprattutto bambini, non perché le sue storie siano solo per loro, ma perché i bimbi, si sa, sono più attenti.” Le fiabe della Signora dei Gomitoli percorrono l’Italia intera, da Torino a Otranto, da Bergamo a Napoli. Per scoprire che in cima alla torre più alta di Bologna viveva un tempo una principessa di nome Garisenda; che a Milano c’è una casa con l’orecchio e che se le si sussurra un desiderio, sicuro che si avvererà; che i primi abitanti di Lampedusa si chiamavano Sinibaldo e Rosina e amavano le tartarughe che venivano dal mare. Età di lettura: da 10 anni.

 

 

David Means, Hystopia, Minimum Fax, 19,00 €

Siamo in una versione alternativa e distopica degli anni Settanta: John F. Kennedy non è stato assassinato ed è anzi sopravvissuto a diversi attentati fino a giungere a un terzo mandato, lo stato del Michigan è occupato da bande di motociclisti psicotici, la guerra del Vietnam non è mai finita e si trascina a oltranza, spogliata di ogni scopo e di tutti i significati geopolitici. Per contenere i disordini causati dal surplus di reduci traumatizzati, un’agenzia governativa ha sviluppato una tecnica che consente ai veterani di relegare i ricordi più orribili in un angolo inaccessibile della mente e un’intera parte del Michigan è stata dedicata alla riabilitazione e alla reintegrazione di questi soggetti. Quando la cura fallisce, però, i reduci diventano ancora più violenti…

 

 

Danielle Paige, La ladra di neve, De Agostini, 14,90 €

Snow vive nell’istituto psichiatrico di massima sicurezza di Whittaker da quando è solo una bambina. Ora ha sedici anni e un’unica certezza: lei non è pazza. È prigioniera. Lo sente nel suo cuore, nei suoi sogni, e ne è più che sicura quando guarda negli occhi Bale, il miglior compagno di sventure che le potesse capitare. Nel momento in cui Snow lo bacia, però, accade qualcosa di terribile: Bale cade in stato catatonico e scompare all’interno di uno specchio stregato. Senza di lui Snow non ha più certezze, né motivi per restare. Aiutata da un’amica, fugge dalla sua prigione. Più veloce che può, più lontano che può, oltre i cancelli dell’ospedale. Qui incontra Jagger, un ragazzo misterioso che promette di aiutarla a salvare Bale. Snow accetta di seguirlo e in quell’istante il mondo attorno a lei cambia. Sotto i suoi piedi il terreno si trasforma in ghiaccio, e tutto diventa neve e magia. Jagger l’ha portata ad Algid, un regno incantato sul cui trono siede un tiranno sanguinario. Così, in un mondo condannato a un eterno inverno, Snow si troverà a combattere per l’amore e la giustizia. Diventerà ladra, strega e spia, disposta a tutto pur di trovare una risposta alla domanda che più la spaventa: chi è lei davvero?

 

 

Marco Paolini e Gianfranco Bettin, Le avventure di un Numero primo, Einaudi, 19,00 €

Numero Primo è il nome scelto per sé da uno strano bambino, che irrompe nella vita di Ettore, fotoreporter di guerra che a quasi sessant’anni si ritrova a fargli da padre. È stato desiderato e pensato da una madre scienziata, ma concepito e messo al mondo da un’intelligenza artificiale avanzatissima, tanto da aver sviluppato una coscienza. Non è una creatura uguale alle altre, non conosce quasi niente, tutto gli appare nuovo, bello; possiede il dono di trovare la magia nelle cose più comuni e, quando non la trova, di crearla. E le cose che non sa, le impara subito, per mezzo di misteriose connessioni. Chi lo incontra si riscopre diverso, migliore. Di lui si accorgono anche gli osservatori di una multinazionale, un Erode tecnologico che, dietro la facciata filantropica, nasconde un’oscura volontà di potenza. Così Ettore e Numero sono costretti a fuggire e a nascondersi. Ad aiutarli, una folla di personaggi bizzarri: scienziati rasta in grado di salvare Venezia dall’acqua alta, parcheggiatori abusivi che gestiscono nuove forme di ospitalità diffusa, commercianti sardo-cinesi, giostrai con il cuore grande e una lunga storia di resistenza. Lieve come una favola, vero come un reportage, Le avventure di Numero Primo ci regala storie e riflessioni a non finire, e soprattutto un protagonista del quale è impossibile non innamorarsi.

 

 

Pau, Atlas e Axis. Vol. 2, Tunué, 16,90 €

Atlas e Axis sono due cani molto diversi ma inseparabili, immersi in un mondo dove il cielo ospita due lune e s’incontrano soltanto animali antropomorfi. Nel primo episodio della serie, li avevamo visti all’inseguimento dei ferocissimi Norcani, i barbari che avevano razziato il loro villaggio e rapito gli amici più cari, distogliendoli dalla ricerca dell’osso dell’abbondanza: un oggetto mitico, capace di sfamarli e dissetarli per sempre. Ora, però, la caccia deve ricominciare, e porterà con sé un’avventura densa e imprevedibile tra i ghiacci delle tundre orientali, una tribù di cani-lupo e i pericoli di un’isola leggendaria. Età di lettura: da 8 anni.

Un estratto: http://www.tunue.com/tipitondi/444-atlas-e-axis-volume-2-9788867902439.html?search_query=atlas&results=2

 

 

Philip Pullman, La belle sauvage. Il libro della polvere. Vol. 1, Salani, 18,00 €

Vent’anni dopo la pubblicazione della serie bestseller Queste oscure materie (La bussola d’oro, La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra), i lettori potranno finalmente ritornare nell’affascinante mondo di Lyra Belacqua.
“L’idea della Polvere è sempre stata presente in Queste oscure materie. Pian piano lungo la storia la Polvere ha assunto una forma sempre più definita, ma con questo romanzo ho scelto di tornare in quel mondo per raccontarla a fondo”, spiega Philip Pullman e aggiunge: “Dalle lettere e dai tweet che ho ricevuto, so che i lettori hanno aspettato a lungo qualche informazione sul mio ultimo romanzo, Il Libro della Polvere. È quindi con grande piacere e una forte emozione che posso finalmente soddisfare la loro curiosità (e anche la mia) su questo libro. La prima informazione che posso dare è che Lyra si trova al centro della storia. Il libro infatti si apre e si chiude con vicende che la riguardano. Ho sempre desiderato raccontare la sua vita al Jordan College e, pensandoci e ripensandoci, ho scoperto che lì si nascondeva una storia intera, che iniziava quando Lyra era ancora bambina e si chiuderà con lei ormai adulta. Questo romanzo e il successivo copriranno due parti della vita di Lyra: partendo dall’inizio e tornando a lei vent’anni dopo l’ultimo libro”.
Si tratta quindi di un prequel? O di un sequel? Questa la risposta di Pullman:
“Nessuno dei due, in realtà. Il Libro della Polvere è… un equel, una storia parallela. Non racconta di quello che succede prima o dopo Queste oscure materie, ma accanto. È una storia diversa, ambientata nel mondo che i lettori della saga già conoscono. Accanto a personaggi già noti ci saranno volti nuovi, compreso quello di un ragazzo (che i lettori più attenti ricorderanno dai romanzi precedenti) che si troverà catapultato in un mondo nuovo insieme a Lyra”.

 

 

Dugald Steer, Magia. Il libro dei segreti di Merlino, Rizzoli, 27,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

“Se sei davvero irremovibile nel tuo desiderio di imparare l’arte della magia, riceverai da questo libro quella stessa assistenza e quell’incoraggiamento che ti fornirei io, se fossi lì con te e ti facessi da maestro.” (Merlino, 1577). Età di lettura: da 8 anni.

 

 

Raina Telgemeier, Fantasmi, Il Castoro, 15,50 €

Cat si è appena trasferita con la sua famiglia a Bahía de la Luna. La nuova città è cupa, ventosa e sempre immersa nella nebbia, e a Cat mancano gli amici di prima. Ma il clima di quelle parti è ottimo per la sua sorellina, Maya, che soffre di una grave malattia respiratoria. Il tempo, però, non è l’unica cosa strana a Bahía de la Luna… la città infatti nasconde un segreto: ci sono i fantasmi! Maya vuole a tutti i costi incontrarne uno: ha tante cose da chiedergli. Cat invece non vuole averci niente a che fare e vuole che stiano alla larga da loro. Ma è in arrivo un giorno speciale: il Día de los muertos, quando tutti i vivi e gli antenati scomparsi hanno l’occasione di ritrovarsi insieme. Cat riuscirà a mettere da parte le sue paure per il bene della sorella?

Raina sarà ospite di Lucca Comics & Games: http://www.castoro-on-line.it/raina-per-la-prima-volta-in-italia/

 

 

Bebe Vio, Se sembra impossibile allora si può fare, Rizzoli, 15,00 €

Chiunque incontri Bebe, o anche solo la veda in tv, rimane incantato dall’energia positiva che sprigiona a ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo. Come si spiega questo suo modo di essere che le ha permesso non solo di superare difficoltà apparentemente insormontabili, ma anche di raggiungere eccezionali traguardi sportivi? Sembra un mistero. Invece, se si leggono gli spassosissimi racconti dei tanti episodi raccolti in questo libro, si scopre che Bebe affronta ogni genere di ostacolo utilizzando strumenti e risorse che ciascuno di noi ha a disposizione… anche se spesso non se ne accorge nemmeno! Innanzi tutto, Bebe è da sempre consapevole che bisogna trovarsi un sogno da perseguire con la massima passione: per esempio, lei ha iniziato a cinque anni a desiderare con tutte le sue forze di andare alle Olimpiadi. Per raggiungere la propria meta è fondamentale poi imparare a collaborare con gli altri, fare squadra, chiedere aiuto perché «da solo non sei nessuno». Ma ci sono anche tanti altri alleati a portata di mano: l’ironia, la capacità di rimanere “scialli”, il saper fare tesoro delle critiche positive stando però attenti a quelle cattive e agli hater. E persino la paura, un’emozione normalissima, può essere gestita: basta sapere come prenderla. Scritto con lo stile spontaneo e frizzante che contraddistingue Bebe, “Se sembra impossibile, allora si può fare” è una lettura che può ispirare e confortare persone di tutte le età, dai giovanissimi, che possono rispecchiarsi nella sensibilità e nel linguaggio fresco di una ventenne, agli adulti che si trovano a combattere battaglie quotidiane, magari impercettibili agli altri ma ugualmente gravose e impegnative.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/09/29/351897/4050624-9788817097130_abstract.pdf

 

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Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 19: Tyrion

Tyrion prende parte a una riunione del Consiglio ristretto del re, ma ormai lui non è più Primo Cavaliere (non ne fa più le veci, visto che la carica è sempre stata del padre) e la situazione è molto cambiata. Tyrion riceve complimenti per quel che ha fatto durante l’assedio, ma l’unico caloroso con lui è zio Kevan. E anche se Stannis è stato sconfitto alle Acque Nere, la guerra con Robb e i suoi seguaci continua.

«Ieri, il nostro valoroso lord Randyll Tarly si è scontrato con Robett Glover fuori Duskendale e lo ha intrappolato con il mare alle spalle. Ci sono state perdite pesanti da ambo i lati, ma alla fine sono stati i nostri leali uomini a prevalere. Ser Helman Tallhart è dato per morto, assieme a migliaia di altri. Robett Glover sta guidando i superstiti in una ritirata disordinata verso Harrenhal. Un sogno breve, che verrà presto infranto: saranno il valente ser Gregor Clegane e i suoi guerrieri che incontrerà sul suo cammino.»

Dovrei imparare a prestare più attenzione ai nomi, quando ho letto per la prima volta Tempesta di spade ero conscia solo del fatto che George R.R. Martin avesse già parlato di Robett Glover, ma non ricordavo come e perché. Dettagli fondamentali che avrebbero potuto mettermi sull’avviso molto prima, e invece…

La prossima mossa di Robb dovrà essere quella di tornare a riprendersi Grande Inverno, e ad Approdo del Re si pianifica con questa consapevolezza. Le discussioni vertono anche sui Greyjoy e su Lysa Arryn, con lord Tywin che dice una frase significativa:

«ritengo che sia lord Petyr ad avere la chiave del Nido dell’Aquila.»

Cosa sa? Certo non può immaginare tutto ciò su cui ha le mani in pasta il caro Ditocorto, ma Tywin sa più di quanto non dica.

«Ce l’ho, infatti» sorrise Ditocorto. «Proprio qui: in mezzo alle gambe.» C’era un lampo di laida insolenza nei suoi occhi grigio verdi. «Miei lord, con vostra licenza, mi propongo per compiere un viaggio fino al Nido dell’Aquila e, una volta là, conquistare la mano di lady Lysa. Quale suo consorte, sarò in grado di consegnarvi l’intera Valle di Arryn senza che debba essere versata una sola goccia di sangue.»

«E lady Lysa ti vorrà?» Lord Rowan appariva dubbioso.

«Mi ha già voluto altre volte nel passato, lord Mathis, e non ha espresso lamentele di sorta.»

«Portare una donna a letto non è lo stesso che portarla all’altare» intervenne Cersei. «Perfino una vacca come Lysa Arryn potrebbe essere in grado di vedere la differenza.»

«Poco ma sicuro. Per una figlia di Delta delle Acque, non sarebbe stato appropriato sposare qualcuno di umile lignaggio come me.» Ditocorto spalancò le braccia. «Ora, però… un’unione tra la lady del Nido dell’Aquila e il lord di Harrenhal non è poi così impensabile, o sbaglio?»

In modo piuttosto volgare Ditocorto ha spiegato come intende risolvere il problema di Lysa, facendo intendere un notevole disprezzo nei confronti della donna che si propone di sposare. La tanto vituperata fortezza di Harrenhal, che porta iella ai suoi proprietari e che è in una zona tanto devastata dalla guerra da essere inutile, ha donato a Ditocorto ciò che lui bramava da sempre: un titolo nobiliare di quelli che contano, al punto che ora non è più impensabile un matrimonio fra lui e un membro di una delle Case più importanti.

Tyrion viene nominato nuovo maestro del conio mentre Petyr Baelish si prepara a partire per la Valle di Arryn. I preparativi per il matrimonio di re Joffrey portano in scena le preoccupazioni per l’arrivo di un convoglio proveniente da Dorne, dominio di casa Martell.

un principe di Dorne, chiamato “Vipera Rossa” aveva reso storpio Willas Tyrell, il giovane erede di Alto Giardino, nel corso di un torneo.

Una bella presentazione, non c’è che dire. Nella serie televisiva Il trono di spade Willas non esiste e Mace Tyrell ha due soli figli: Margaery e Loras. Ma un Tyrell reso storpio da un Martell è un bell’elemento per aumentare la tensione. Fra successive chiacchiere ci sono anche

«Marinai arrivati dal Mare di Giada raccontano che un drago con tre teste è nato a Qarth, ed è diventato la meraviglia della città…»

«Draghi e piovre non sono per me motivi d’interesse, quale che sia il numero delle loro teste» disse lord Tywin.

Sbagliato: il drago con tre teste a Qarth non può che essere Daenerys con i suoi cuccioli, ma questo Tywin non lo sa. Tyrion vorrebbe mandare rinforzi alla Barriera, ma lui è l’unico che è stato lassù e che ha parlato con Mormont.

«I guardiani della notte sono gravemente sotto organico. Se la Barriera dovesse cadere…»

«… I bruti dilagheranno nel Nord» completò lord Tywin per lui. «E gli Stark e i Greyjoy avranno un altro nemico con cui fare i conti. Non intendono più essere sudditi del Trono di Spade, sembra. Quindi, con quale diritto ne chiedono l’aiuto? Sia re Robb sia re Balon accampano diritti reali sul Nord. Magnifico: che siano quindi loro a difendere il Nord, se ci riescono. In caso contrario, questo Mance Rayder potrebbe addirittura rivelarsi un utile alleato.»

Quanto spesso le ambizioni personali, le meschinerie e la mancanza di informazioni sulla reale situazione fanno precipitare le cose da uno stato grave ma sistemabile a uno irreparabile?

Andati via gli altri la riunione si restringe ai Lannister.

«E c’è anche questo: lord Petyr continua a darci prove della sua lealtà. Appena ieri ci ha informato di un piano dei Tyrell per portare Sansa Stark a fare una visita ad Alto Giardino. E una volta là, darla in sposa a Willas, il primogenito di lord Tyrell.»

«Ditocorto ti ha informato di questo?» Tyrion si protese in avanti. «Non il nostro mago dei sussurri Varys? Davvero interessante.»

Davvero interessante. Come ha potuto saperlo Ditocorto?

Tywin, con la sua consueta dolcezza, spiega a Cersei che sposerà Willas Tyrell lo storpio, erede di Alto Giardino. Quanto a Sansa, vuole farle sposare Tyrion. Il romanticismo fatto persona, non c’è dubbio. Del resto Tywin ha sempre avuto grandi progetti matrimoniali, anche quando era molto più giovane:

«Un tempo, avevo sperato di far sposare tuo fratello a Lysa Tully, ma Aerys investì Jaime nella Guardia reale prima che gli arrangiamenti potessero essere completati. Quando suggerii a lord Hoster che Lysa avrebbe potuto sposare te, mi rispose di volere un uomo intero per sua figlia.»

“E quindi l’ha fatta sposare a Jon Arryn, che avrebbe potuto essere suo nonno.” Considerando che cosa Lysa Tully era diventata, Tyrion era più incline a sentirsi grato piuttosto che infuriato.

Jaime con Lysa? Ce li vediamo? Non che il matrimonio fra Lysa e Jon Arryn sia stato una favola, ma chissà perché sospetto che quello fra Lysa e Jaime sarebbe potuto pure peggio. A proposito di matrimoni si parla di quello fra Robb e Jeyne Westerling, nipote di una maegi. Al di là del discorso familiare è importante ciò che viene detto sull’onore:

«Pensavo che Robb Stark avesse maggiore discernimento.»

«Robb Stark è un ragazzo di sedici anni. A quell’età, contro la sete di lussuria, d’amore e di gloria, il discernimento può ben poco.»

«Ha rinnegato se stesso, ha coperto di vergogna un alleato, ha infranto un giuramento solenne. Dove sta mai la gloria in tutto questo?»

«Il giovane Stark ha scelto di anteporre l’onore della ragazza al proprio» disse ser Kevan. «Una volta che l’ha deflorata, non aveva alternativa.»

«Lasciarla con un bastardo in pancia sarebbe stato un atto più gentile da parte sua» disse Tyrion senza mezzi termini.

Robb ha privato della verginità una fanciulla e l’onore le ha imposto di sposarla, anche se questo significava perdere l’alleanza dei Frey. Il figlio di Ned Stark, ricordiamolo. Può coprire una fanciulla di vergogna? Ma se Jeyne ama Robb e Robb antepone la ragazza ai suoi interessi personali, siamo sicuri che non ci sia sotto altro?

«Crag non è poi così lontano da Castamere e da Tarbeck Hall» sottolineò Tyrion. «Verrebbe da pensare che, passando davanti alle macerie, i Westerling avessero imparato la lezione.»

«Forse l’hanno imparata» disse lord Tywin. «Erano ben consapevoli di Castamere, te lo assicuro.»

Sotto la foto spoiler da I fiumi della guerra.

Robett Glover è stato pesantemente sconfitto. Noi sappiamo che non è stato Robb a inviarlo dalle parti di Duskendale, molto più avanti in A Storm of Swords, in quella parte del romanzo che in italiano è diventata I fiumi della guarra, Martin ci dirà quel che ne pensa Robb:

Quando aveva ricevuto la notizia della battaglia combattuta a Duskendale, in cui lord Randyll Tarly aveva sbaragliato Robett Glover e ser Helman Tallhart, la reazione più comprensibile sarebbe stata di furore. Invece sul volto di Robb era apparsa un’espressione di stolida incredulità.

«Duskendale, sul Mare Stretto? Per quale motivo Robett e ser Helman avrebbero dovuto spingersi fino laggiù?» Aveva scosso la testa, frastornato. «Un terzo della mia fanteria distrutto… per Duskendale

Non solo non è stato Robb a mandare Glover e Tallhart a Duskendale, sa anche che il solo fatto di andare era un’idiozia, al punto che lui non lo avrebbe mai fatto. Allora chi ha dato l’ordine? Questo è esattamente ciò che io avevo dimenticato, aiutata nella mia smemoratezza dall’intervallo di tempo che è trascorso fra la pubblicazione di un libro e l’altro.

Alla fine di La regina dei draghi c’era stato questo passaggio:

Portò a Roose Bolton una pezzuola umida che gli passò sul soffice corpo glabro. «Manderò a mia volta una lettera» disse il lord all’uomo che un tempo era stato un maestro.

«A lady Walda?»

«A ser Helman Tallhart.»

Due giorni prima, una staffetta da parte di ser Helman era arrivata ad Harrenhal. Gli uomini di Tallhart avevano preso il castello dei Darry, accettando la resa della guarnigione Lannister dopo un breve assedio.

«Digli di passare i prigionieri a fil di spada e d’incendiare il castello, per ordine del re. Dopo di che, ser Helman unirà le sue forze a quelle di Robett Glover in modo da colpire a est, verso Duskendale. Si tratta di terre ricche, pressoché risparmiate dai combattimenti. È ora che anche loro abbiano un assaggio. Glover ha perduto un castello e Tallhart ha perduto un figlio. Che abbiano la loro vendetta su Duskendale.»

«Preparerò il messaggio per il tuo sigillo, mio lord.»

Roose Bolton spedisce Glovert e Tallhart in una missione inutile e suicida facendo finta che l’ordine arrivi dal Re del Nord, Robb Stark. Già qui stava portando avanti il suo tradimento.

Sotto la foto spoiler da Il portale delle tenebre.

Ditocorto ha informato Tywin del piano dei Tyrell di far sposare Sansa a Willas. In un momento di gioia e di speranza Sansa si era confidata con ser Dontos e lui, essendo sul libro paga di Ditocorto, lo aveva rivelato al suo padrone. Quando imparerà Sansa a non andare in giro a raccontare i piani degli altri?

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Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 25 al capitolo 36

Rilettura di Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson.

25: Rapidi frammenti

Egwene, tornata fra le armate della Torre Bianca, deve riorganizzarsi per la guerra.

Rand entra ad affrontare il Tenebroso. È questa la scena raffigurata da Michael Whelan sulla copertina di Memoria di luce https://www.tor.com/2012/05/03/michael-whelans-cover-for-a-memory-of-light-revealed/:

Rand fece strada, con Nynaeve alla sua sinistra e Moiraine alla sua destra. La caverna procedeva verso il basso, e scendere fece perdere loro tutta l’altitudine che avevano guadagnato. Il passaggio gli era familiare da ricordi di un altro, da un’altra Epoca.

Era come se la caverna li stesse inghiottendo, costringendoli a scendere verso i fuochi là sotto. Il soffitto della caverna, frastagliato di stalattiti simili a zanne, pareva abbassarsi mentre camminavano.

Rand rifiuta di farsi schiacciare dalle fauci della caverna e il soffitto smette di scendere, cosa che i Reietti non si sono mai neppure sognati di fare. Lui non entra come un servitore ma come un avversario, da pari a pari, e la realtà è ciò che si accetta che sia.

Di fronte a Rand si para Moridin, che vuole l’oblio dato dall’annientamento. Il suo desidero di nulla mi ha sempre fatto pensare a Galadan nella Trilogia di Fionavar di Guy Gavriel Kay, anche se i loro percorsi, al di là di questo desiderio, sono enormemente diversi.

Lan combatte e nota un altro errore commesso da lord Agelmar.

Perrin dal sogno dei lupi impedisce all’Assassino di colpire Rand con una freccia. Il loro duello si sposta al villaggio di Thakan’dar abitato dagli Aiel dai veli rossi e poi torna su Shayol Ghul. In un momento di quiete Lanfear svela il mistero legato a questi Aiel:

«Quei due sono stati Convertiti» disse lei, incrociando le braccia e indicando con il capo i due incanalatori. «Molti nascono come loro, di questi tempi, ma quei due hanno i denti limati. Sono stati presi e Convertiti.»

A proposito di affermazioni di Lanfear, ne riprendo una dal capitolo 14, visto che quando ero lì ho parlato di scelte e poi ho dimenticato questo dettaglio.

«Se ti aiuta a capire, cucciolo di lupo, dovresti sapere che molti pensano che uomini come questi siano uccisi quando avviene la Conversione. E poi qualcos’altro invada il corpo. Alcuni lo pensano, perlomeno.» Scomparve.

Detta così, è evidente che nemmeno i Reietti sanno come funzioni esattamente la Conversione, comunque non è certo che il Convertito venga ucciso nel processo. Emarin in misura minore, Logain in misura maggiore, sono stati cambiati da quello che hanno subito, ma certo non sono morti. Io rimango dell’idea che Nynaeve, che ha già all’attivo almeno due tipi di Guarigioni impossibili (dalla quietatura/domatura e dalla follia pre-pulizia di saidin), ne scoprirà una terza.

Perrin piazza l’onirichiodo nella caverna in cui si trova Rand, in modo che nessuno possa Viaggiare direttamente lì e ammazzarlo. Il suo viaggio appare insolitamente lungo a Gaul, cosa che ci spiega come, più si è vicini al cuore dello scontro, più il tempo scorre lentamente. I lupi restano a guardia del posto.

26: Considerazioni

Incontro fra Egwene e Tuon. Lo so, l’alleanza fra loro è fondamentale, ma avrei voluto vedere Egwene ribaltare Tuon ancora un po’. Una volta saputa la verità su sul’dam e damane Egeanin non è più riuscita a far finta di nulla, Tuon deve riuscire a compiere lo stesso passo. Deve, imperativo categorico.

Il fatto che fra le tre sia stata Egwene a subire il collare a Falme, e non Elayne o Nynaeve, qui torna in tutta la sua importanza. Il passato non è mai davvero passato, continua ad avere strascichi, anche importanti, sul presente.

«Se il mio esercito dovesse essere distrutto,» disse Egwene «il nostro intero sforzo sarebbe messo a rischio. Tutto potrebbe effettivamente dipendere da cosa accadrà qui.»

«Non sono d’accordo» disse Fortuona. «I tuoi eserciti non sono vitali. Sono popolati dai figli degli spergiuri. Combatti l’Ombra, e per questo ti attribuisco onore. Se tu dovessi perdere, io tornerei a Seanchan, radunerei l’intera potenza dell’Esercito Sempre Vittorioso e lo metterei in campo contro questo… orrore. Vinceremmo comunque l’Ultima Battaglia. Sarebbe più difficile senza di te, e non vorrei sprecare vite utili o potenziali damane, ma sono fiduciosa che potremmo ergerci contro l’Ombra da soli.»

Certo, non per niente è bastata una sola Reietta, Semirhage, a gettare Seanchan nel caos. Aprire gli occhi di tanto in tanto? Quanto a quello che per Tuon è solo una superstizione, in questo caso l’effetto dei ta’veren, fino a prima del ritorno a Ebou Dar di Tylee lei credeva che pure i Trolloc fossero superstizioni. Davvero, per quanto non sia facile l’imperatrice Seanchan dovrebbe togliersi i paraocchi di tanto in tanto.

«Sei molto ignorante. Forse è vero che le sul’dam possono imparare a incanalare. Ma non è lo stesso che essere una marath’damane: non più di quanto un uomo che può diventare un assassino sia considerato tale.»

Tuon – e i Seanchan con lei – ritiene che le donne che possono incanalare debbano indossare il collare perché sono pericolose. Questo anche quando non hanno fatto nulla di male. Può nascondersi dietro tutte le parole che vuole, ma mentre si dichiara pronta a riconoscere che un uomo non è un assassino finché non commette un omicidio, non accetta di riconoscere che le incanalatrici non siano pericolose anche se non hanno fatto male a nessuno. Si contraddice da sola e non lo vede. Perché non è Egeanin l’imperatrice?

Per fortuna, visto che i Seanchan sono necessari, Mat evita il peggio, ma io non riesco proprio a digerirli.

Elayne scopre che la seconda armata di Trolloc è un giorno più vicina rispetto al previsto e sta arrivando. Tam, che ha una certa esperienza di guerra e non si fa problemi a dire quello che pensa, accusa Bashere di essere un Amico delle Tenebre. Noi sappiamo che è Coercizione, certo è che il lavoro di Graendal ha messo Elayne e i suoi uomini in una bruttissima situazione.

27: Fuoco amico

Bryne comanda l’armata di Egwene. Quando un messaggero diretto verso i Seanchan viene accidentalmente ucciso Min prende il suo posto.

Min riferisce il messaggio di Bryne a Mat. Mentre è lì arriva Tuon.

«Chi è costei, Knotai?» chiese Fortuona, incuriosita. «Si ritiene importante.»

«Oh, be’,» disse Mat con noncuranza «è solo la donna del Drago Rinato.»

Catrona, che si era prostrata a sua volta da un lato della stanza, emise un suono strozzato. Alzò lo sguardo su Min con occhi strabuzzati.

Sì, beh, nessuno d’importante. Solo la donna del Drago Rinato. La sul’dam che aveva sospettato che Min potesse essere un’assassina e che ora vorrebbe solo sprofondare sotto terra dall’umiliazione è troppo bella!

Min fa l’errore di interpretare una delle sue visioni su Tuon e viene bloccata sul posto e nominata nuova Voce della Verità. Va bene che è un’imperatrice, ma a Tuon non viene neppure il sospetto che prendere una persona appartenente a un popolo che non è il suo e strapparla dalla sua vita senza darle possibilità di scelta non sia proprio una cosa carina? Oltretutto stiamo parlando della donna del Drago Rinato, come lei ben sa, cioè del più potente governante della terra, superiore persino a lei. No, quando Tuon vuole qualcosa la prende, e il resto può andare a farsi friggere. Bah!

28: Troppi uomini

Lan, poco convinto dagli ordini di Agelmar, li cambia e va a indagare.

Loial combatte cantando, preoccupato per il libro che sta scrivendo.

Mat convince Min a restare con i Seanchan. Ha ragione, e Min lo sa, terza persona dopo Mat ed Egeanin – anche se per Tuon si chiama Leilwin ed è stata degradata – che può lavorare su quello schifo di cultura schiavista. Mat si dirige al fronte.

29: La perdita di una collina

Egwene combatte, ha perplessità su una decisione di Bryne e nota che Gawyn è un po’ troppo pallido.

Con il procedere dello scontro i sospetti di Lan trovano conferma: le manovre di Agelmar li hanno fatti finire in una trappola. In realtà lui aveva notato dettagli che non gli tornavano e aveva limitato i danni, ma la situazione è ugualmente molto difficile. Lan intuisce che si è trattato di Coercizione, ma anche se le sue capacità di osservazione e di tempismo gli consentono di salvare parte dell’esercito per la regina Tenobia di Saldaea e i suoi uomini non c’è scampo. Del resto da quando c’era stata la visione di Min nel capitolo 51 di Le torri di mezzanotte sapevamo che Tenobia avrebbe fatto una brutta fine:

«Tenobia ha una lancia che le aleggia sopra la testa» disse Min. «Insanguinata, ma che splende nella luce.»

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Mat si rende conto che Bryne sta tenendo troppo nelle retrovie i soldati di Tylee ed entra nella mischia in prima persona sconfiggendo diversi nemici e catturando un’incanalatrice. Più passa il tempo e più tutti coloro che lo circondano si rendono conto di averlo un pochino sottostimato.

Mat sospetta che Bryne sia un Amico delle Tenebre e manda Min ad avvertire Egwene, chiedendo il comando di tutte le forze della Luce. Tutti i nodi della Compulsione di Graendal stanno venendo al pettine.

Tuon accostò il suo cavallo a quello di Mat. «Mi è stato riferito» disse piano «che nella battaglia di poco fa non solo hai rivendicato come tua una marath’damane, ma hai anche elevato uno dei nostri ufficiali al basso Sangue.»

«Davvero?» chiese Mat, perplesso. «Non me lo ricordo.»

«Hai gettato la tua unghia ai suoi piedi.»

«Oh. Quello… D’accordo, forse l’ho fatto. Accidentalmente. E l’incanalatrice… dannate ceneri, Tuon. Non volevo che lei… immagino. Be’, puoi averla.»

Mat ha accidentalmente sposato l’imperatrice dei Seanchan, cosa sarà mai elevare un ufficiale al basso sangue? E poi… che sistema stupido! Gettare un’unghia ai piedi di qualcuno significa elevarlo di rango? Va bene che hanno assurdi protocolli su chi deve parlare a chi e quando, e che spesso comunicano con i gesti, ma… un’unghia?

30: Il comportamento del predatore

Perrin continua a cercare l’Assassino e Graendal, e scopre che quest’ultima è stata nella renda di Ituralde. Lui non può andare a dare l’allarme perché si trova nel sogno del lupo con il corpo, ma Elyas, che è lì solo con la mente, può farlo.

Rand e Moridin si fronteggiano e Rand tocca casualmente l’oscurità del Tenebroso.

Gallenne è morto nei pressi di Cairhien. Confesso che non l’ho mai distinto da Arganda, comunque a un rapido controllo Gallenne era capitano delle Guardie Alate di Mayene, con un occhio solo e poco propenso al pensiero e molto all’attacco. Ora è il numero 305.

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Quando la situazione sembra disperata logain e gli Asha’man arrivano a salvare Elayne e gli altri. L’avevo detto (in rilettura, mica lo avevo sospettato alla prima lettura) che il fatto che Logain stesse leggendo gli appunti di Mazrim Taim era importante.

Androl in azione. Posso dire che il suo uso dei Portali mi ha sorpresa e riempita di meraviglia? Ma questa è un’idea geniale! Montedrago è la tomba di Lews Therin, la morte della speranza e l’inizio della Frattura del Mondo, e Androl va lì a prendere quel che è nato per colpa dell’Ombra per scagliarlo contro l’Ombra. Il circolo ritorna.

E non è solo questo. Scagliare lava contro i nemici? Usare la natura a questo modo? L’intervento di Androl a Cairhien per me rimane una delle scene più grandiose di questo romanzo. E oltretutto Androl ha un talento particolare, ma al di là di questo talento rispetto a tutti gli altri è debolissimo. Ma le capacità spesso sono molto più importanti della forza bruta. Wow! http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/RuleOfCool.

31: Una tempesta d’acqua

Uno parla con Egwene di come si è svolto il combattimento che lo ha appena visto coinvolto e sospetta l’esistenza di traditori fra loro. Dopo Il signore del Caos non avevamo quasi più visto Uno, tutti i vecchi personaggi stanno facendo una nuova comparsa prima del nostro addio a Randland.

Egwene è perplessa per lo svolgimento della battaglia, sia grazie alle sue considerazioni che a quelle di Uno. L’arrivo di Min, che dice che secondo Mat Gareth Bryne è un Amico delle Tenebre, mette altra carne al fuoco, anche se né Egwene né Gawyn possono credere a quest’affermazione.

Ituralde ha incubi. Conseguenza del macello di Maradon, certo, ma soprattutto della Compulsione di Graendal. Lui la combatte, così come avevamo visto Agelmar combatterla, ma non è facile. La Compulsione nei confronti dei Grandi capitani è sottile perché Graendal non voleva essere scoperta, e noi sappiamo fin dai tempi di Morgase e Rahvin che entro certi limiti la Compulsione può essere combattuta. Ituralde fa del suo meglio per non dare ordini che sa essere sbagliati. A toglierlo dai guai sono i lupi ed Elyas.

Gawyn è sempre pallido. Sta morendo, dopo aver usato l’anello dei Seanchan per salvare Egwene, solo che nessuno lo sa. Egwene pensa a Mat, a quel che sa di lui e del suo carattere, a quel che gli ha visto fare da quando lo conosce.

È venuto a salvarmi nella Pietra di Tear, pensò. Naturalmente aveva anche cercato di salvarla dalle Aes Sedai, incapace di credere che fosse Amyrlin.

Questa situazione qual era? Lei stava affogando o no?

Quanto ti fidi di Matrim Cauthon?, aveva chiesto Min. Luce, pensò. Mi fido di lui. Sciocca che sono, mi fido. Mat poteva sbagliare. Sbagliava spesso.

Ma quando aveva ragione, salvava vite.

I pensieri di Egwene riecheggiano l’affermazione fatta da Mat a Tuon alla fine del capitolo 29:

«Andrà tutto bene» disse Mat, facendo strada verso l’accampamento seanchan poche miglia nord a passo spedito. «Posso farti sbagliare strada ogni tanto, ma alla fine puoi star certa che sono sempre una scommessa vinta.»

Quanto ci fidiamo di Mat? Noi siamo aiutati dal fatto di avere un quadro più completo della situazione, ma tutto si riduce alla fiducia nelle parole e nelle capacità di Mat. Egwene manda Gawyn a controllare la situazione di Elayne e, insieme alle adunanti, discute i piani di Bryne. Essendo Aes Sedai, lavorando abitualmente con l’Unico Potere, loro capiscono immediatamente che il problema dietro agli istinti sbagliati di Bryne si chiama Compulsione.

Quando il comando dei quattro fronti era stato dato ai Grandi Capitani ero rimasta delusa per l’esclusione di Mat, anche se ne avevo visto la logica. Ora capisco il perché del suo restare temporaneamente indietro, era perché le sue doti potessero maggiormente risaltare dopo.

«Dovremo mettere le nostre armate sotto il comando di Matrim Cauthon» disse. «Che la Luce vegli su di noi.»

YAY!

32: Un ragno-fiore giallo

Tuon e Min discutono di presagi, con Min che riesce a contenere almeno un po’ l’imperatrice. Forza Min! Mat, Tuon, Egwene ed Elayne si incontrano via Portali, discutono sui danni della Compulsione e optano per un’ultima disperata difesa a Merrilor. Non solo la saga, questo stesso romanzo è circolare visto che ora torniamo da dove siamo partiti.

Breve pausa in compagnia di Galad, addolorato per la morte di Trom. Conto persino un Manto Bianco, chi l’avrebbe mai detto?

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

33: Il tabacco del principe

Perrin e l’Assassino combattono. A vincere è l’Assassino.

Laras porta a Faile il Corno di Valere, anche se dice che la cassa contiene tabacco. Credo sia l’ultima volta che vediamo Laras, pian piano salutiamo tutti i personaggi. La cuoca si è vista poco, ma la sua parte nella fuga di Siuan prima e il suo essere dalla parte di Egwene dopo l’hanno resa più di una semplice figura di contorno. La parte ironica è che abbiamo conosciuto Faile come Cercatrice del Corno, e ora proprio lei se lo ritrova fra le mani, quando la parte gloriosa della vicenda non potrebbe importarle meno.

Del gruppo, noto, fanno parte diversi uomini di Mat e Olver. Crepe di nulla si estendono dappertutto e una bolla di male colpisce. Spuntoni di cristallo che spuntano improvvisamente dal terreno infilzando ciò che capita? Il Tenebroso che si agita ha davvero un pessimo effetto sul mondo! Tanto per gradire gli spuntoni sono pure abitati da anime tormentate, Jordan (anche se qui le parole sono di Sanderson) non ha mai perso troppo tempo nel descrivere gli orrori che narra, ma la fantasia nel mostrare una varietà enorme di orrori era notevole. E poi c’è pure chi ha il coraggio di dire che questa storia è troppo all’acqua di rose, che sia da bambini perché i protagonisti la passano sempre liscia… No, il mondo ha caratteristiche angoscianti, ci sono scene forti, anche se non sono descritte con linguaggio crudo e abbondanza di particolari, e pure i morti non mancano. Un bel po’, circa 300, nei primi tredici romanzi, e molti altri, i più importanti, qui. Sono arrivati quasi tutti vivi in fondo? Si chiamano protagonisti mica per nulla, Jordan ha scelto di narrare la storia di chi riesce a fare qualcosa per cambiare il mondo, non di chi si è fermato per strada troppo presto. A proposito di morti, l’omicidio di un’Aes sedai per nascondere il fatto che il Corno di Valere è stato spedito nella Macchia, conta, anche se la grigia Berisha l’avevamo vista quasi solo al momento della cattura di Egwene da parte delle seguaci di Elaida.

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell’Asjah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Aviendha sente qualcuno incanalare e scopre che ci sono Aiel vicino alla tenda di re Darlin, comandante delle forze che difendono Rand dopo i problemi di Ituralde. Aviendha scopre a sue spese che alcuni Aiel sono dalla parte del Tenebroso e si salva solo grazie all’intervento di Cadsuane. Sapevamo che gli Aiel mandavano gli incanalatori maschi nella Macchia per combattere il Tenebroso. Avevamo sempre presunto che venissero uccisi negli scontri con i Trolloc, ma il Tenebroso è ben più astuto di noi e invece di eliminare degli strumenti molto utili li piega ai suoi scopi. Brrr! Un nuovo scontro inizia.

34: Alla deriva

Inizio del confronto fra Rand e il Tenebroso.

Lanfear rifiuta di aiutare Perrin giudicandolo un perdente e stranamente lui fatica a distogliere la mente da lei per pensare a Faile.

Il gruppo di Faile si è già ridotto di due unità, e se di solito non conto i soldati anonimi o semianonimi morti nei vari scontri qui l’orrore della loro morte è sufficiente a farmeli includere.

Lungo la strada, uno dei membri della carovana era stato ucciso da un ramoscello, un altro per aver messo un piede in quello che sembrava fango, ma che gli aveva dissolto la gamba. Glien’era finito un po’ sulla faccia. Si era dibattuto e aveva urlato mentre moriva.

Avevano dovuto imbavagliarlo a forza per impedire che le grida attirassero altri orrori.

Non dovrebbe essere possibile morire così!

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell’Asjah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Due membri del gruppo di Faile uccisi uno da un ramoscello e un altro da del fango nella macchia. 308 e 309.

Setalle Anan parla un po’ dell’addestramento da Aes sedai e suggerisce di andare a Shayol Ghul. Frodo va a Mordor con l’Anello, il cammino di Faile non è tanto diverso anche se a lei non basta arrivare nel cuore del territorio nemico. Dopo… quanti romanzi? Elayne e Nynaeve sono arrivati a Ebou Dar nel settimo, La corona di spade… abbiamo finalmente la conferma che Setalle Anan sia stata un’Aes Sedai:

«Quanto tempo è passato» domandò Faile «da quando eri nella Torre Bianca?»

«Sono passati decenni ormai.»

«Sei in grado di creare un passaggio?»

Setalle rise. «Bambina, non riuscirei ad accendere una candela. Mi sono consumata del tutto in un incidente. Sono oltre venticinque anni che non trattengo l’Unico Potere.»

«Capisco» disse Faile. «Grazie.»

Martine Janata, anche se il suo vero nome non viene fatto. Ma l’incidente… Martine Janata si è bruciata accidentalmente la capacità d’incanalare studiando un ter’angreal, e Setalle Anan è affascinata dal ter’angreal a forma di testa di volpe di Mat. Pure gli anni tornano, e se internet non fosse esistito io da sola non avrei mai fatto il collegamento.

Aviendha combatte, ma l’intervento di Graendal alle sue spalle è davvero distruttivo: Kiruna e Faeldrin morte, Sarene sotto Compulsione e Damer Flinn privo di un braccio.

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell’Asjah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Due membri del gruppo di Faile uccisi uno da un ramoscello e un altro da del fango nella macchia. 308 e 309.

Kiruna Nachiman, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 310.

Faeldrin Harella, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 311.

Sarene Nemdhal, dell’Ajah Bianca, schiacciata dalla Compulsione di Graendal. 312.

Vitalien, Custode di Sarene, ucciso da Graendal. 313.

Torno un attimo al capitolo 29 di Il sentiero dei pugnali:

«Quello che abbiamo fatto era logico all’epoca.» La fredda serenità che Sarene manteneva così a fatica scivolò nella preoccupazione, e la donna scosse il capo. «L’ho detto per spiegare, non per discolparmi. Le circostanze sono cambiate. Per te la decisione più logica potrebbe essere…» Trasse un respiro decisamente tremante. Immagini e aure; una turbolenta relazione d’amore, tra tutte le cose che poteva vedere! Quella donna era di ghiaccio, nonostante la bellezza. E non serviva a niente sapere che un uomo l’avrebbe fatta sciogliere! «Farci restare prigioniere,» proseguì Sarene «o persino giustiziarci. A me la logica dice che ti devo servire.»

Questa cosa non mi tornava granché, così ho preso in mano il The Wheel of Time Companion. Tralasciando tutto il resto, narrato dai romanzi, compaiono queste frasi:

With the Last Battle approaching, Sarene engaged in a tempestuous affair with Vitalien. They fought for the armies at Shayol Ghul. Sarene was Compelled by Graendal/Hessalam and used until her eyes were vacant. Vitalien was killed.

Peccato. Peccato perché evidentemente questo è un ripensamento del Team Jordan (Harriet McDougal, Alan Romanczuk e Maria Simons). Sarene è stata lobotomizzata da Graendal senza aver avuto nessuna storia d’amore, speravo che questo potesse significare che lei alla fine venisse catturata (in scena, onestamente non ricordo se Sarene compare ancora nel romanzo) e che poi Nynaeve riuscisse (fuori scena, visto che so che questo non avviene) a guarirla dalla Compulsione, provando così che è possibile togliere anche la Compulsione di Graendal senza ammazzare la vittima. Invece no, quando il Team Jordan si è accorto che una visione di Min non si è avverata l’ha fatta avverare fuori scena nel Companion.

35: Un sorrisetto allenato

Altro morto nel gruppo di Faile. Non lo conto tutti, solo quelli che vediamo.

Superarono un gruppo di alberi avvizziti, con resina che colava da squarci aperti nella corteccia. Quella resina pareva troppo rossa. Quasi sangue. Lì vicino, uno dei carrettieri della carovana si avvicinò per esaminarla.

Dei rampicanti schioccarono giù dai rami, rampicanti che sembravano bruni e morti, eppure si mossero come serpenti. Prima che Olver potesse urlare, il carrettiere penzolava morto dai rami più alti dell’albero.

L’intera fila si immobilizzò, tutti terrorizzati. Sopra, l’albero tirò il morto dentro di sé attraverso una fenditura nella corteccia. Inghiottendolo. Forse quella resina era sangue.

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell’Asjah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Due membri del gruppo di Faile uccisi uno da un ramoscello e un altro da del fango nella macchia. 308 e 309.

Kiruna Nachiman, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 310.

Faeldrin Harella, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 311.

Sarene Nemdhal, dell’Ajah Bianca, schiacciata dalla Compulsione di Graendal. 312.

Vitalien, Custode di Sarene, ucciso da Graendal. 313.

Un carrettiere del gruppo di Faile mangiato da un albero nella Macchia. 314.

Olver fa progetti pericolosi e inquietanti. Capisco che ha sofferto molto, che si è visto abbandonare ripetutamente, ma che fine ha fatto il bambino? A vederlo dall’interno mi preoccupa alquanto.

Cadsuane, Aviendha e Sorilea fanno il punto della situazione riflettendo sul loro dovere, sul Vero Potere e su Graendal.

Vanin e Harnan si impadroniscono del tabacco di Mat Corno di Valere e vengono aggrediti da una strana bestia. Nella confusione loro riescono a scappare e Fale si convince che siano i traditori. Sarà perché noi li conosciamo meglio di lei, ma io ho sempre pensato che lei fosse in errore.

Faile indietreggiò mentre i Cha Faile si organizzavano attorno a lei, poi abbassò lo sguardo su ciò che aveva tra le mani. Il Corno di Valere stesso, tirato fuori dal sacco in cui l’aveva nascosto. Poteva suonarlo…

No, pensò. È legato a Cauthon. Per lei sarebbe stato solo un semplice corno.

E se invece l’avesse suonato? Però manca la bandiera…

36: Cose immutabili

Moiraine e Nynaeve fanno le belle statuine appese alle stalagmiti. Bel ruolo nell’Ultima Battaglia! Per fortuna Nynaeve è testona e non si rassegna a non far nulla.

Non passerò l’Ultima Battaglia aggrappata a una roccia!, pensò. Non la stessa per tutto il tempo, perlomeno.

La frase fa ridere, ma proprio il suo non arrendersi mai e non volersi sentire inutile è fondamentale. Stalagmite dopo stalagmite si imbatte in Alanna, scomparsa dalla Pietra di Tear in Le torri di mezzanotte. La donna è gravemente ferita e incosciente.

Mat fa gli ultimi preparativi a Merrilor, lui ed Egwene parlano anche della sparizione del Corno. Grady arriva con Delarn.

«Sono andato a prenderti quei soldati» disse Grady, indicando. Mat poteva vedere una piccola truppa uscire da un passaggio per il terreno di Viaggio vicino alla palizzata. Un centinaio di uomini della Banda, guidati da Delarn, che sventolavano una bandiera rosso sangue. Le Braccia Rosse erano accompagnate da circa cinquecento persone in abiti lisi.

«Qual è lo scopo di questo?» chiese Grady. «Immagino che tu abbia mandato quei cento in un villaggio del Sud per reclutare, giusto?»

Quello e altro. Ti ho salvato la vita, amico, pensò Mat, cercando di distinguere Delarn nel gruppo. E poi tu ti sei offerto volontario. Dannato sciocco. Delarn si comportava come se fosse il suo destino.

«Portateli a monte del fiume» disse Mat. «Le mappe mostrano che c’è solo un buon posto per sbarrare il Mora, uno stretto canalone poche leghe a nordest di qui.»

Mat manda quegli uomini a monte del fiume grazie alle sue memorie, ma chi sono quegli uomini? Sanderson qui ci ha raggirati per bene. Chi si ricordava dove e quando Mat avesse salvato Delarn? Io no, ma il dettaglio è fondamentale. Quando riusciamo a capire quel che ha fatto Mat – e volendo avremmo potuto capirlo già qui – la rivelazione è straordinaria.

I dadi iniziano a rollare nella testa di Mat.

«Sono qui» disse Mat.

«Cos’hai detto?» chiese Egwene.

«Sono qui.»

«Gli esploratori…»

«Gli esploratori si sbagliano» disse Mat. Alzò lo sguardo e notò un paio di raken che tornavano rapidi verso l’accampamento. L’avevano visto. I Trolloc dovevano aver marciato tutta la notte.

Gli Sharani arriveranno per primi, pensò Mat, per dare un po’ di respiro ai Trolloc. Saranno giunti tramite passaggi.

«Mandate dei messaggeri» disse Mat, indicando i Sorveglianti della Morte «e fate mettere uomini e donne in postazione. E avvisate Elayne che cambierò piano di battaglia.»

«Cosa?» disse Egwene.

«Sono qui!» disse Mat, voltandosi verso i Sorveglianti. «Perché non state dannatamente correndo? Andate, andate!» Nel cielo i raken stridevano. Gelen gli rivolse il saluto, cosa che gli fece onore, poi corse – con tonfi martellanti in quell’armatura massiccia – assieme ai suoi compagni.

«Ci siamo, Egwene» disse Mat. «Prendi un respiro profondo, un’ultima sorsata di acquavite oppure una boccata del tuo ultimo pizzico di tabacco. Da’ una bella occhiata al terreno davanti a te, poiché presto sarà ricoperto di sangue. Entro un’ora saremo nel mezzo. La Luce vegli su tutti noi.»

Ci siamo. Dopo non so quante migliaia di pagine e – per me – 21 anni inizia l’Ultima Battaglia.

Perrin si sveglia e precipita nelle braccia di mastro Luhhan.

 

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Da Il visconte dimezzato di Italo Calvino

La battaglia cominciò puntualmente alle dieci del mattino. Dall’alto della sella. il luogotenente Medardo contemplava l’ampiezza dello schieramento cristiano, pronto per l’attacco, e protendeva il viso al vento di Boemia, che sollevava odor di pula come da un’aia polverosa.

– No, non si volti indietro, signore, – esclamò Curzio che, col grado di sergente, era al suo fianco. E, per giustificare la frase perentoria, aggiunse piano: – Dicono che porti male, prima del combattimento.

In realtà, non voleva che il visconte si scorasse, avvedendosi che l’esercito cristiano consisteva quasi soltanto in quella fila schierata, e che le forze di rincalzo era no appena qualche squadra di fanti male in gamba.

Ma mio zio guardava lontano, alla nuvola che s’avvicinava all’orizzonte, e pensava: «Ecco, quella nuvola è o turchi, i veri turchi, e questi al mio fianco che sputano tabacco sono i veterani della cristianità, e questa tromba che ora suona è l’attacco, il primo attacco della mia vita, e questo boato e scuotimento, il bolide che s’insacca in terra guardato con pigra noia dai veterani e dai cavalli è una palla di cannone, la prima palla nemica che io incontro. Così non venga il giorno in cui dovrò dire: “E questa è l’ultima”».

A spada sguainata, si trovò a galoppare per la piana, gli occhi allo stendardo imperiale che spariva e riappariva tra il fumo, mentre le cannonate amiche ruotavano nel cielo sopra il suo capo, e le nemiche già aprivano brecce nella fronte cristiana e improvvisi ombrelli di terriccio. Pensava: «Vedrò i turchi! Vedrò i turchi!» Nulla piace agli uomini quanto avere dei nemici e poi vedere se sono proprio come ci s’immagina.

[…]

Mio zio Medardo si gettò nella mischia. Le sorti della battaglia erano incerte. In quella confusione, pareva che a vincere fossero i cristiano. Di certo, avevano rotto lo schieramento turco e aggirato certe posizioni. Mio zio, con altri valorosi, s’era spinto fin sotto le batterie nemiche, e i turchi le spostavano, per tenere i cristiani sotto il fuoco. Due artiglieri turchi facevano girare un cannone a ruote. Lenti com’erano, barbuti, intabarrati fino ai piedi, sembravano due astronomi. Mio zio disse: – Adesso arrivo lì e li aggiusto io -. Entusiasta e inesperto, non sapeva che ai cannoni ci s’avvicina solo di fianco o dalla parte della culatta. Lui saltò di fronte alla bocca da fuoco, a spada sguainata, e pensava di far paura a quei due astronomi. Invece gli spararono una cannonata in pieno petto. Medardo di Terralba saltò in aria.

.

.

Ovviamente Medardo di Terralba non muore visto che è lui il protagonista della storia che ci viene narrata. Quel che gli accade è piuttosto singolare e molto affascinante. Il libro da cui ho trascritto parte del secondo capitolo è Il visconte dimezzato di Italo Calvino, e se non lo avete ancora letto il mio consiglio è di correre a farlo.

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Neil Gaiman e Yoshitaka Amano: Cacciatori di sogni

La serie originale di Sandman, l’uomo della sabbia che popola i nostri sogni e orienta i destini delle persone, è composta da 75 albi pubblicati fra il 1988 e il 1996, successivamente raccolti in volumi. A questi si aggiungono diverse opere singole e miniserie. Alla prima categoria appartiene Cacciatori di sogni, uno spinoff che può essere letto senza problemi anche da chi non conosce la storia principale.

Nato come celebrazione del decennale dell’opera che ha dato la celebrità a Neil Gaiman, si discosta dagli altri volumi per il formato. Se i dieci volumi che raccolgono le vicende di Sandman sono graphic novel, Cacciatori di sogni è un racconto in prosa illustrato dall’artista giapponese Yoshitaka Amano. Il motivo di questa scelta è spiegato da Gaiman stesso nella postfazione: Neil era rimasto affascinato da un quadro di Amano rappresentante Morfeo, ma Amano pur amando i fumetti non li disegnava, e ha accettato con piacere la collaborazione purché potesse realizzare delle vere e proprie illustrazioni.

Il risultato è straordinario.

La trama, basata su una leggenda giapponese, intreccia le vicende di un giovane monaco che si occupa con serenità di un piccolo monastero isolato, di una volpe mutaforma che prima cerca d’ingannarlo e poi s’innamora di lui e di un uomo ricco e potente che, nonostante tutto, non è felice.

Un monaco viveva in solitudine accanto a un tempio, sulle pendici di una montagna. Era un tempio piccolo, e il monaco era giovane, e la montagna non era la più bella né la più maestose del Giappone.

Non è necessaria l’ambientazione in un luogo maestoso per rendere indimenticabile la storia. La prosa di Gaiman è lirica, sognante. Anche gli eventi più fantastici sono descritti con semplicità, consentendo al meraviglioso di diventare reale. Come in una fiaba il tempo sembra sospeso: le vicende si allontanano nel passato e sono insieme presenti, donando una sensazione d’eternità. Non c’è una parola di troppo, le descrizioni, i dialoghi sono ridotti alla loro forma più pura ed essenziale e giungono dritti al cuore delle cose.

Al fianco del testo le magnifiche illustrazioni di Amano, non a corredo dell’opera ma a complemento. Realizzate usando stili e tecniche diversi, rivelano tutta la capacità espressiva dell’artista, che trasforma le parole in immagini mantenendo intatta l’atmosfera visionaria e onirica dell’opera.

Il volume, pubblicato dalla neonata casa editrice Dana, ha una veste grafica molto raffinata, con pagine cucite, carta e stampa di qualità e cura nei dettagli che lo rendono un gioiellino anche da un punto di vista fisico e non solo per quanto riguarda il contenuto. Un’opera imperdibile, in tutti i suoi aspetti.

Nel 1999 il libro ha vinto il Bram Stoker Award per la narrativa illustrata.

Un estratto: https://gallery.mailchimp.com/3e0f6b0f8f8f70d4edae3b0b0/files/be6b6128-0a14-42fd-b43a-cbfd4b30c357/Cacciatore_di_sogni_Capitolo_primo_1.pdf.

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