Edoardo Boncinelli: Contro il fantasy

All’inizio di in articolo pubblicato su La Lettura Edoardo Boncinelli si stupisce delle sue stesse parole. Anch’io me ne stupisco, ma per motivi diversi. Mi stupisco che un giornale di rilevanza nazionale possa pubblicare articoli di questo tipo, in cui l’autore mescola insieme cose diverse e presenta le sue personali teorie come se fossero una verità scientifica incontrovertibile, che lui sta solo esponendo in modo chiaro così che tutti possano capire ed essere illuminati.

L’articolo a cui mi riferisco è questo: http://www.pressreader.com/italy/la-lettura/20170625/281672549949711. Mi piacerebbe riuscire a scriverne, a spiegare al signor Boncinelli perché quel che ha scritto lui è totalmente errato, ma non so se troverò il tempo per farlo.

Leggo fantasy e scrivo di fantasy, genere che implica, secondo Boncinelli, il massimo del disimpegno e della deresponsabilizzazione. Mi domando, se sono così disimpegnata e refrattaria alle responsabilità, come diavolo abbia fatto a prendere due diplomi – no, niente laurea, sono riuscita ad abbandonare l’Università dopo aver superato 19 esami – a sposarmi, diventare mamma di due bambine (che a scuola vanno molto bene, quindi forse le seguo nei loro compiti), a trovare un lavoro e a conciliare gli impegni familiari e lavorativi con la gestione della casa. Il tutto senza smettere di leggere e di scrivere.

Riuscirò a scrivere davvero a proposito dell’articolo di Boncinelli? Questo lo scopriremo solo in futuro, il mio computer è pieno di articoli che vorrei terminare ma per i quali non sono ancora riuscita a trovare il tempo.

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Crocevia del crepuscolo di Robert Jordan. Dal capitolo 9 al capitolo 18

Rilettura di Crocevia del crepuscolo di Robert Jordan.

Capitolo 9: Trappole

Nel modo in cui si relaziona a Perrin Faile è esasperante. È gelosa senza motivo – va bene, Berelain ci mette del suo ma lei potrebbe fidarsi un po’ di più del marito, no? – e spesso ha reazioni eccessive o mette gli altri in difficoltà (persone che non lo meriterebbero, pensiamo a Loial e al viaggio nelle Vie verso i Fiumi Gemelli in L’ascesa dell’Ombra), però è in gamba. Qui si vede pienamente. È lei a far andare avanti le altre, a decidere la linea di comportamento. Alliandre è troppo abituata a essere regina, con tutti che scattano ai suoi ordini, e senza Faile si sarebbe messa in guai seri. Morgase se la cava meglio, probabilmente perché è già da un po’ che è nei guai, anche se ho la sensazione che sia fatta di stoffa migliore rispetto ad Alliandre. Ma è Faile che pianifica e che decide, anche quando le cose vanno male, vedi il pugnale scoperto da Sevanna.

Il capitolo è incentrato sugli innumerevoli problemi in cui si trova incastrata Faile, si porta in pari con il resto dei personaggi grazie alla pulizia di saidin e porta sulla scena due personaggi che avranno un po’ di cose da fare i futuro, Rolan, che a quanto pare è attratto da lei, e Aravine, che le giura fedeltà.

10: Un faro luccicante

Elayne visita i nobili nei dintorni di Caemlyn per consolidare il suo potere. Non so chi ha stabilito la sua dieta, io di figlie ne ho avute due ma di latte di capra (o di mucca, se è per questo) non ne ho bevuta neanche una goccia. Non ho nemmeno avuto sbalzi di umore, però è vero che ogni gravidanza è diversa dall’altra. Solo diventa esasperante quando si smette di essere considerate persone e si inizia a essere trattate da strane creature che potrebbero frantumarsi per un nulla, specie quando si ha qualcosa d’importante da fare. Per quanto riguarda il dubbio di Elayne sul bimbo che porta in grembo, anche se Aviendha non lo ricorda Min ha parlato chiaramente nel dodicesimo capitolo di Il cuore dell’inverno, e ancora le due non erano andate a ubriacarsi:

«Rimarrà incinta per questo. Due bambini; un maschio e una femmina; entrambi sani e forti.»

Quanto a Birgitte, è arrivata sulla scena poco dopo, quindi queste parole non le ha sentite.

C’è un nuovo fantasma nel corridoio, e le stranezze con il tempo non faranno che aumentare. Intanto Rand e Nynaeve iniziano la pulizia di saidin e Aviendha cita vaghi ricordi del suo viaggio nel Rhuidean.

11: Debiti

Io ripago sempre i miei debiti, pensò Elayne

Strano, pensavo appartenesse a Casa Trakand e non a Casa Lannister… Va bene, capitolo pieno di chiacchiere che non ho voglia di riassumere. Tanto tutti parlano ma per ora accade ben poco. Non per nulla il titolo originale del capitolo non è Debiti ma Talk of Debts.

12: Un accordo

Aspetti negativi dell’accordo: ho dovuto sopportare Zaida in questo capitolo. Aspetti positivi: il Popolo del Mare va temporaneamente fuori dai piedi.

13: Sommi Signori

Dyelin è tornata con quattro ragazzini che, comunque, sono i Sommi Signori delle loro casate. Risultato? Elayne e Arymilla si attestano sul 6 pari. Pelivar è davvero in gamba, quella di Elayne non è solo un’impressione senza fondamento.

14: Le conoscenze delle Sapienti

Ancora chiacchiere.

15: L’oscurità si addensa

Dopo Nell’oscurità, Scende l’oscurità, Attraverso l’oscurità, I signori dell’oscurità, Le fauci dell’oscurità, La fine dell’oscurità ecco a voi il settimo romanzo della saga La guerra dei regni di Harry Turtledove. No? Eppure tutti questi titoli stanno bene l’uno accanto all’altro… Si capisce che la mia mente divaga perché questi capitoli sono stati un po’ lunghi?

Per la verità qui abbiamo un nuovo punto di vista, quello di Elenia Sarand, una delle rivali di Elayne per il trono, anche se le circostanze l’hanno portata a dichiarare il suo sostegno ad Arymilla. E le pagine su di lei sono state più interessanti di quelle su Elayne, probabilmente perché in poche pagine Jordan ha dovuto presentarci il personaggio e chiarire la situazione e non ha perso tempo a divagare. Fra l’altro il capitolo ci mostra la differenza fra conoscere davvero le cose, visto che noi sappiamo cosa stia facendo Elayne, e il doversi basare su voci riportate da fonti non proprio affidabili.

Da notare la presenza di un paio di personaggi che qui fanno poco ma che ritroveremo più avanti, il tarabonese Jaq Lounalt e Sylvase, la nipote di lord Nasin, Sommo Signore di Casa Caeren.

Il capitolo si chiude con quel simpaticone di Daved Hanlon che trama con l’altrettanto simpatica lady Shiaine.

16: L’argomento dei negoziati

Anche con Egwene abbiamo un bel po’ di chiacchiere, ma mi sembrano più produttive. Lei sta pianificando un assedio, intavola dei negoziati e intanto manda qualcuno a capire che diavolo è successo a Shadar Logoth. Delana vuole far dichiarare che Elaida è una Nera perché, essendo lei una Nera, vuole impedire la riconciliazione della Torre, riconciliazione che invece Egwene vuole anche a costo di sacrificarsi in prima persona. Eppure, fra tutte, è lei quella con la stoffa dell’Amyrlin.

17: Segreti

La corruzione di cibo che non si dovrebbe guastare è un altro segno che il Tenebroso si sta liberando. Uno dei motivi per cui Jordan ci riempie di chiacchiere è nascondere in mezzo a scene quotidiane, persino noiose, dettagli importanti. Che importanza ha quante persone sanno fare il cuendillar, e a che velocità lo sanno fare? Non è davvero importante, giusto? Giusto? Io non ho problemi ad ammettere di non aver minimamente intuito cosa queste frasi avrebbero comportato. E poi c’è quella dolce fanciulla che risponde al nome di Nicola che ha le visioni. Ma perché tutte coloro che hanno il dono della preveggenza devono essere delle grandi rompiscatole? Spoiler fino a Memoria di luce compreso.

Alcune sono il genere di cose che a chiunque nell’accampamento abbia solo mezzo cervello e una natura credulona potrebbe venire in mente – battaglie con i Seanchan o con gli Asha’man, un’Amyrlin imprigionata, il Drago Rinato che compie nove imprese impossibili, visioni che potrebbero essere Tarmon Gai’don o uno stomaco in subbuglio – e tutto il resto si limita a indicare che a Nicola dovrebbe essere permesso di andare più rapidamente con le sue lezioni.

Battaglie con i Seanchan: in Randland ce ne sono state e ce ne saranno ancora, in particolare i Seanchan inviati da Fortuona attaccheranno la Torre Bianca.

Battaglie con gli Asha’man: considerando che gli uomini di Taim hanno catturato le inviate di Elaida senza colpo ferire direi che è il confronto fra gli Asha’man di Mazrim Taim e le Aes Sedai durante Tarmon gai’don.

Un’Amyrlin imprigionata: Egwene, dalla fine di questo romanzo.

Il Drago Rinato che compie nove imprese impossibili: una è certamente la pulizia di saidin, una seconda la vittoria sul Tenebroso, la terza potrebbe essere lo scambio di corpi con Moridin, la quarta l’eliminazione del male di Shadar Logoth… è tardi, magari prima o poi ci penso e faccio il conto di quel che ha combinato Rand. Anche accendersi la pipa alla fine di Memoria di luce è impossibile. Lo devo contare?

18: Una chiacchierata con Siuan

Ancora chiacchiere, con Halima/Aran’gar che provoca i mal di testa a Egwene per avere la scusa per restarle vicina e ascoltare i suoi piani. Egwene è preoccupata che Rand possa aver usato la Coercizione. Ecco uno dei problemi del non parlarsi: non sanno come stanno le cose e iniziano ad avere dubbi assurdi. Assurdi per chi conosce la verità, purtroppo dubbi realistici e gravi dal punto di vista dei personaggi.

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Novità di giugno 2017 – terza parte

 

James Dashner, Il programma. Virtnet Runner. The Mortality Doctrine. Vol. 2, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica. La sinossi:

Sopravvissuto alle insidie disseminate lungo il Sentiero, Michael ha finalmente davanti agli occhi la vera faccia della realtà, una presa di coscienza che ha sconvolto quello che credeva di sapere della sua stessa vita e del mondo. È vivo per miracolo, dopo aver collaborato con il governo per sventare Kaine, il pericoloso hacker che agiva all’interno del Virtnet, la complessa realtà alternativa in cui è possibile immergersi e vivere un’esistenza parallela. La verità sull’hacker, però, è molto più sfaccettata del previsto: Kaine è un Tangente, un programma di intelligenza artificiale, e il completamento del Sentiero da parte di Michael non è che il primo passo perché il suo disegno di manipolazione del mondo si compia. Secondo i suoi piani visionari, ispirati alla Dottrina della Mortalità, la terra sarà ripopolata di corpi umani con coscienze e sentimenti che non sono altro che linee di codice, e ogni giocatore del VirtNet rischia di rimanere intrappolato in questo nuovo stadio dell’evoluzione della specie, un incubo virtuale peggiore del più cupo dramma reale.

 

 

Vanna de Angelis, Quando le donne governavano la Terra, Piemme, 17,50 €

La sinossi

Millecinquecento anni prima di Cristo, ci furono donne che decisero di governarsi da sole. Dopo sanguinose guerre contro l’impero egiziano che decimarono gli uomini sciti, le loro donne furono costrette a farsi guerriere.
La fama di arciere abilissime, di combattenti indomite e coraggiose le precedeva ovunque e i popoli vicini si sottomisero o furono conquistati. Depositarie di poteri sciamanici e del grandioso segreto della fecondazione, gli uomini che sceglievano, stipulando lunghe tregue dedicate ai riti erotici della riproduzione, erano scacciati dopo la breve stagione dell’amore. Istituirono un regno tutto al femminile, dove trionfavano giustizia e solidarietà: il primo matriarcato che la storia ricordi. Le chiamavano Amazzoni.
Per i contemporanei, incarnavano la donna assoluta, un pericoloso miscuglio di sensualità femminile e violenza maschile, un essere indipendente e non bisognoso di protezione. Una minaccia carica di seduzione alla nascente società patriarcale. Da estirpare o sottomettere.
Ma, come un fiume carsico, l’essenza ribelle e combattiva delle Amazzoni non si è mai estinta perché nessuno è mai riuscito a soffocarla.

Un estratto: http://api2.edizpiemme.it/uploads/2017/05/INT_566-5986-3_Quando-le-donne-governavano-la-terra.pdf

 

 

Matthew Mather, Cyberstorm, Fanucci, 9,90 €

Edizione economica. La sinossi:

A Mike Mitchell sembrava già difficile tenere insieme la propria famiglia, ma non pensava che si sarebbe ritrovato a lottare per tenerla in vita, quando una serie di inspiegabili catastrofi diventa la notizia principale dei telegiornali di tutto il mondo. Mentre il confine tra ciò che è reale e ciò che è prodotto dal computer si fa sempre più sottile, una tempesta di neve senza precedenti isola New York dal resto del mondo, facendone una tomba di ghiaccio in cui non ci si può fidare di nessuno e niente è quello che sembra. Cosa sta succedendo? Chi ha causato tutto questo? E come può essere fermato? Le domande non hanno più importanza, quando si lotta per la sopravvivenza. Un’esplorazione della condizione umana in un futuro drammaticamente vicino, dove le peggiori tempeste non sono causate dalla natura e i peggiori incubi non sono quelli partoriti dalla nostra mente.

 

 

Marissa Meyer, Winter. Cronache lunari, Mondadori, 20,00 €

La sinossi:

La giovane principessa Winter è molto amata dal suo popolo per la sua grazia e la sua gentilezza. E, nonostante le cicatrici che ne deturpano il volto, è considerata uno splendore dai Lunari, anche più della regina Levana, la sua matrigna. Winter, poi, disprezza la sovrana con tutta se stessa, anche perché sa che la donna non approverà mai i suoi sentimenti per il bel Jacin, amico d’infanzia nonché guardia del palazzo. Ma Winter non è la fragile creatura che Levana pensa che sia. Infatti, la ragazza ha l’occasione di privarla del suo potere. E ora, grazie all’aiuto della cyborg Cinder e delle sue alleate, le viene offerta la possibilità concreta di dare inizio a una rivoluzione che rovesci la sovrana e ponga fine così alla guerra che infuria ormai da tanti, troppi anni. Riusciranno Cinder, Scarlet, Cress e Winter a sconfiggere Levana e a trovare ognuna il proprio lieto fine? In questo ultimo volume delle “Cronache lunari”, Marissa Meyer costruisce un finale mozzafiato che di certo non deluderà i tanti fan della serie.

 

 

John Jackson Miller, Kenobi. Star Wars, Multipayer, 19,90 €

La sinossi:

John Jackson Miller è l’autore di Kenobi, un romanzo che si svolge tra gli eventi descritti in Star Wars Episodio III: La vendetta dei Sith e Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza. Kenobi racconta i primi giorni di Obi-Wan sul pianeta deserto di Tatooine.

Tatooine: un pianeta deserto dove gli agricoltori lavorano alla luce di due soli e cercano di difendere se stessi e i loro cari dai predoni Tusken. È un luogo primitivo ai confini dello spazio civilizzato e l’ultimo posto dove potrebbero nascondersi un Maestro Jedi in esilio e un bambino che porta sulle spalle il peso del futuro della galassia.
Noto semplicemente come “Ben”, il barbuto e solitario profugo è uno straniero misterioso che vive per conto suo, non racconta niente del proprio passato e respinge chiunque provi ad avvicinarlo. Quando il conflitto tra gli agricoltori e i Sabbipodi raggiunge l’apice a causa di uno spietato signore della guerra, Ben si trova costretto a combattere, mettendo a rischio la missione che lo ha condotto su Tatooine.
Ben è il Maestro Jedi Obi-Wan Kenobi, un eroe delle Guerre dei Cloni che ha tradito l’Impero, disposto a tutto pur di proteggere l’ultima speranza della galassia, tranne che volgere le spalle al male o rinnegare il suo addestramento.
Dopo che il sangue di innocenti è stato versato, e dopo aver smascherato il suo feroce avversario, Ben non potrà fare altro che appellarsi alla saggezza dei Jedi – e al formidabile potere della Forza – per lottare i nome della giustizia.

 

 

Pierre Pevel, Le Lame del cardinale, Mondadori, 22,00 €

La sinossi

Maestro indiscusso del fantasy francese, Pierre Pevel è un virtuoso dell’ucronia, l’arte di rendere un periodo storico estremamente vivido – per accurata documentazione e realismo dei dettagli – pur trasfigurandolo con gli elementi meravigliosi dell’invenzione narrativa, della magia e delle creature soprannaturali. L’universo della Francia di Richelieu, sotto il regno di Luigi XIII, si popola così di draghi e di stupefacenti eventi, a comporre un affresco del tutto originale e inedito. Un intrepido drappello di abili spadaccini, le “Lame del Cardinale”, viene incaricato dallo stesso Richelieu di portare a termine una missione impossibile contro una casta crudele e intoccabile di esseri mostruosi. Una nuova e affascinante avventura per tutti gli amanti del fantasy. La pubblicazione in Inghilterra e negli Stati Uniti delle Lame del Cardinale ha consacrato l’autore francese nel panorama internazionale.

 

 

Tui T. Sutherland, L’oscuro segreto. I regni del fuoco. Vol. 4, Piemme, 15,00 €

La sinossi:

I misteriosi Ali di Notte custodiscono gelosamente i loro segreti:
nessuno sa dove vivano, chi sia la loro regina e quali alleanze vogliano stringere nella guerra. Ma ora che lo hanno rapito, Starflight ha finalmente l’occasione di conoscere i draghi della sua tribù, che lo voglia oppure no. Ben presto scopre che Glory aveva detto la verità a proposito degli innocenti Ali di Pioggia imprigionati nelle caverne dell’oscuro e orribile Regno della Notte. Ma per poterli aiutare, Starflight innanzitutto deve cercare di salvarsi e tornare dai suoi amici. Il destino di due regni è nelle sue zampe, e stavolta dovrà mostrarsi coraggioso, o sarà troppo tardi.

 

 

Jeff Vandermeer, La città dei santi e dei folli, Elara, 18,50 €

La sinossi:

Qui si presentano al benigno lettore le cronache, le tradizioni e gli uomini rimarchevoli di Ambergris, Città dei Santi e dei Folli ove la più grande bellezza si accompagna alla più acuta crudeltà, i più alti ideali alle più oscure inclinazioni. Le storie ormai classiche di Dradin e del suo amore disperato, del notorio Martinlake artista sublime, di X, caso clinico celebre e tuttora misterioso, corredate dalle cronografie dell’antica Ambergris e corroborate da una illuminante dissertazione sulle origini dell’acclamato Festival del Calamaro d’acqua dolce, non mancheranno di informare e edificare il lettore sul portato estremo dello splendore e della follia.

 

 

Andy Weir, Sopravvissuto. The Martian, Newton Compton, 4,90 €

Nuova edizione economica. La sinossi:

Mark Watney è stato uno dei primi astronauti a mettere piede su Marte. Ma il momento di gloria è durato troppo poco. Un’improvvisa tempesta lo ha quasi ucciso e i suoi compagni di spedizione, credendolo morto, hanno abbandonato il pianeta rosso per fare ritorno sulla Terra. Mark si ritrova completamente solo su un pianeta inospitale e non ha nessuna possibilità di mandare un segnale alla base. E in ogni caso i viveri non basterebbero fino all’arrivo di una nuova spedizione. Nonostante tutto, con grande risolutezza Mark decide di tentare il possibile per sopravvivere. Ricorrendo alle sue conoscenze scientifiche e a una gran dose di ottimismo e tenacia, decide di affrontare un problema dopo l’altro senza perdersi d’animo. Fino a quando gli ostacoli si faranno insormontabili…

Un estratto: https://www.newtoncompton.com/libro/sopravvissuto-the-martian/sopravvissuto-the-martian_estratto.pdf?view

 

 

Moony Witcher, Morga. La maga del vento, Cento Autori edizioni, 18,00 €

Nuova edizione. Un estratto:

Morga ha 12 anni, i capelli neri, gli occhi blu e il volto tempestato di lentiggini violetta. Vive sul pianeta Emiós, in una casa nascosta nel bosco con la Eremia, la Bramante Bianca, e con Wapi, il suo amato pirossio (una specie di struzzo con piume bianchissime). Morga sa usare le arti magiche: legge il cielo guardando le nuvole e le stelle, annusa il vento e sa dove andare. Mette in bocca terra e sassi per capire se le forze della natura stanno reagendo. Beve la pioggia per pulire i suoi pensieri e ascolta il silenzio per scoprire i segreti delle energie. Su Emiós lei è considerata l’unica “imperfetta”, perché porta in sé DNA umano, proibito dall’Imperalegge dei sacerdoti Fhar. I Fhar, si credono immortali, ma un’improvvisa epidemia li coglie alla sprovvista, e Morga diventa al tempo stesso la minaccia peggiore per l’Imperalegge e l’unica speranza per il popolo di Emiós, che da troppo tempo ha dimenticato l’amore, la libertà e le proprie origini terrestri… Età di lettura: da 8 anni.

 

 

Suzanne Young, The Program, De Agostini, 10,90 €

Edizione economica. La sinossi:

Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.

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Ingmar Bergman: Il settimo sigillo

CAVALIERE: Chi sei?

MORTE: Sono la Morte.

CAVALIERE: Sei venuto a prendermi?

MORTE: E’ già da molto tempo che ti cammino a fianco.

CAVALIERE:Me n’ero accorto.

MORTE: Sei pronto?

CAVALIERE: E’ il mio corpo che ha paura, non io.

MORTE: Be’, non c’è da vergognarsene.

Il Cavaliera si è alzato in piedi. Rabbrividisce. La morte apre il so mantello per avvolgergli le spalle.

CAVALIERE: Dammi ancora un po’ di tempo.

MORTE: Dicono tutti così. Ma io non concedo proroghe.

CAVALIERE: Giochi a scacchi, non è vero?

Un bagliore d’interesse si accende negli occhi della Morte.

MORTE: Come lo sai?

CAVALIERE: L’ho visto nei quadri, l’ho sentito nelle canzoni.

MORTE: Sì, in effetti sono un discreto giocatore.

CAVALIERE: Ma sicuramente non tale da battermi.

Il Cavaliere fruga nella grande sacca che ha accanto a sé, tira fuori una piccola scacchiera, la pone delicatamente a terra e comincia a disporre i pezzi.

MORTE: Perché vuoi giocare a scacchi con me?

CAVALIERE: Sono affari miei.

MORTE: Come preferisci.

CAVALIERE: La condizione è questa: finché ti resisto mi lascerai vivere. Se  ti do scacco matto mi risparmierai. D’accordo?

Il Cavaliere tende le mani chiuse alla Morte che lo guarda e improvvisamente sorride. La Morte sceglie. Il cavaliere apre la mano: è la pedina nera.

CAVALIERE: Hai scelto il nero.

MORTE: E’ il colore che mi si addice di più, non ti pare?

Tutti, bene o male, conosciamo il film di Ingmar Bergman del 1957 Il settimo sigillo. Quanti sanno che il film è la trasposizione cinematografica di una pièce teatrale scritta nel 1955 dallo stesso Bergman? La pièce è disponibile in un libretto pubblicato da Iperborea. La quarta di copertina:

Sulle rive di un inquieto mare incolore, cercando di prolungare la propria vita, il Cavaliere gioca a scacchi con la Morte. L’ha incontrata al ritorno dalla Crociata in Terra Santa, dove aveva creduto di poter trovare uno scopo alla sua vita nell’azione eroica al servizio di Dio. Suggestiva riflessione sul destino dell’uomo, questa prima versione della sceneggiatura del capolavoro di Bergman rivela le proprie qualità di opera letteraria indipendente dalla realizzazione cinematografica, restituendoci quella parte delle visioni che il cinema non può dare: i profumi, gli odori, i sapori o la malinconia del sole «che rotola sul mare nebbioso come un pesce gonfio d’acqua».

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Harper Lee: Il buio oltre la siepe

Quante volte, in questi 16 anni di lavoro in libreria, ho dato a qualcuno che me lo aveva chiesto Il buio oltre la siepe di Harper Lee? Si tratta di uno di quei libri che non verranno mai tolti dal tavolo perché continuano a vendere bene, uno di quelli che potremmo anche andare a prendere a occhi chiusi se non avessimo paura di ammaccarci gli stinchi su qualche spigolo. Eppure non lo avevo ancora letto. Qualche volta mi è capitato di sentir dire che i classici sono quei libri che tutti fanno finta di aver letto ma che non hanno letto davvero. Io non faccio finta di aver letto nulla, magari con il tempo ho dimenticato il contenuto di un libro (la mia lista comprende oltre 1.700 titoli, per forza non ricordo tutti i libri) ma se un libro non l’ho letto non mi faccio problemi a dirlo.

Una vaga idea del contenuto del libro l’avevo, sapevo che c’era di mezzo il razzismo e poco più. La quarta di copertina è questa:

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

Nessuna sorpresa a livello degli elementi principali della trama: la quarta ci dice chiaramente che c’è un processo, ci dice quale sia l’accusa e quale l’esito finale, anche se non racconta cosa accade dopo la fine del processo. Una quarta di copertina di questo tipo secondo me è controproducente perché per chi cerca l’effetto sorpresa quell’effetto viene totalmente annullato. Eppure il libro non è questo, non solo.

Questa è una storia di crescita. Non posso dire quanto sia veritiera la definizione un Huckleberry in gonnella perché non ho mai letto neppure Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain (di Twain ho letto Uno yankee alla corte di re Artù e mi è bastato), però è certo che il linguaggio di Scout non è proprio da signora. Non che Scout sia una signora visto che la storia si svolge prima che lei compia nove anni. Il buio oltre la siepe, più che ogni altra cosa, è una storia di crescita. Una storia che mostra le paure e le curiosità di un paio di bambini, di Scout e di suo fratello maggiore, e che ci cala nell’atmosfera dell’Alabama degli anni ’30 dei secolo scorso con problemi legati all’istruzione, alle differenze di ceto e ai pregiudizi (che non sono solo il razzismo nei confronti delle persone di colore visto, per esempio, che ci sono cose che una signorina perbene può fare e altre che non può fare). C’è amicizia, ci sono piccole rivalità, incomprensioni, c’è tutto un mondo che Scout non capisce bene e che, come tutti i bambini, vede attraverso un velo che ammanta la realtà di fantastico. La centralità data al processo è sbagliata perché, se il libro della Lee è una fortissima denuncia contro il razzismo e Atticus, il padre, è un personaggio straordinario, la storia è molto di più, anche se non tutti se ne accorgono.

A volte io leggo i commenti dati dai lettori sui vari siti di vendita. Mi piace capire cosa vedono le altre persone all’interno dei libri, e spesso sono i commenti negativi quelli che mi incuriosiscono do più. Questi li ho presi da ibs.it:

Umberto

05/10/2016 Voto 3/5

Bello,genera diversi spunti di riflessione su tematiche ancora attuali. L’unica pecca a mio modo di vedere risulta essere la prima parte, un po’ lenta e troppo articolata a differenza della parte finale, che spinge il lettore a “divorare” le restanti pagine.Consigliato!

 

Per la verità io ho divorato tutto il libro, lo stile di Harper Lee è molto scorrevole, e senza la prima parte la seconda non avrebbe avuto la solidità che ha. Probabilmente la narrativa contemporanea, ricca di colpi di scena, a molte persone sta facendo un po’ perdere il gusto della costruzione di un’ambiente, di un’atmosfera, o il puro piacere di leggere frasi ben scritte e profonde, frasi di cui il romanzo è ricco.

vero

04/02/2016 Voto 1/5

Non ho ben capito perché questo libro sia considerato un capolavoro.. certo riconosco i miei limiti di lettrice.. comunque l’ho trovato noioso , ripetitivo e scontato.. l’ho terminato solo per dire : ok l’ho letto..

 

Quante persone chiedono che gli si consigli un bel libro senza considerare che nessun libro potrà mai piacere a tutti? L’opinione di Vero è una chiara indicazione: a lei il libro non è piaciuto e non si fa problemi a dirlo, nonostante l’opinione generale – con cui io concordo – che indica in questo libro un capolavoro. La noia può essere legata allo stile, se non siamo in sintonia con lo stile di un autore quel che scrive non può piacerci, o magari semplicemente a Vero non interessano le storie di crescita, e il fatto che non le interessino è un gusto personale perfettamente legittimo. Non capisco dove ha trovato ripetitivo il libro: lento sì, ripetitivo no. Quanto all’essere scontato, probabilmente parte del divertimento le è stato tolto dal sapere già come sarebbe finito il processo – la quarta di copertina toglie suspence – o forse dalla conoscenza di altre opere che fra i loro temi hanno il razzismo, anche se in questo caso andrebbe considerato quando il libro è stato scritto. Harper Lee ha pubblicato Il buio oltre la siepe nel 1960, e a quell’epoca doveva apparire molto più rivoluzionario di come non appaia oggi, ma non va dimenticato che la percezione comune della gravità del razzismo è molto cambiata in questi anni, ed è cambiata anche grazie a opere come Il buio oltre la siepe.

Silvia

13/07/2015 Voto 2/5

Ne ho sentito parlare tantissimo, e l’ho comprato. A metà libro mi sono arresa,lo trovo noioso e ripetitivo, del processo non se ne parla quasi e tutta la storia incentrata sulla vita di questi fratelli. Delusa.

Ecco il guaio di prendere un libro aspettandosi di trovare qualcosa e trovando invece altro. La storia è una storia di crescita, il processo è uno dei tanti momenti, anche se il più significativo, che attraversa la vita dei due ragazzi e che li fa maturare. Peccato che se non sbaglio Silvia si sia fermata poco prima del processo, magari se fosse andata avanti ancora un po’ non sarebbe stata così delusa.

Pietro

07/11/2014 Voto 1/5

Si parla di un processo? si in 20 pagine su 300. Queste 20 pagine sono la parte migliore del libro. Tutto il resto è una storia di bambini (fratello e sorella) ambientata in un piccolo paese di provincia. Le infantili vicende di questi ragazzini e dei loro amici sono il fulcro del libro. Piccole avventure anche abbastanza scontate e noiose. Probabilmente la bellezza del libro sta nel significato nascosto che bisognerebbe cogliere. Ecco, io non l’ho colto.

Stesso discorso fatto con Silvia: aspettarsi di leggere un libro, e invece leggere tutt’altro, può essere molto deludente, anche se la quarta di copertina oltre a citare il processo (spiegando che è solo l’episodio centrale, e nell’economia della storia lo spazio dedicato al processo è giusto) spiega che nel libro rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte. Quelle dei protagonisti sono piccole avventure? Forse, alcune senz’altro sì, altre, come le vicende legate alla scuola (la diversa importanza che le viene attribuita dalle famiglie di diversi ceti sociali, o i metodi educativi) non sono cose proprio banali. Comunque al di là degli eventuali significati nascosti da cogliere c’è una denuncia contro il razzismo scritta a chiare lettere e ci sono discorsi morali ben evidenti. L’invito alla riflessione c’è, ed è qualcosa che dipende dalla sensibilità di ciascuno, ma tante altre cose, cose importanti, sono dette in modo che più chiaro non sarebbe potuto essere.

Nessun libro potrà mai piacere a tutti, e se un libro non ci comunica nulla leggerlo può trasformarsi in una tortura. Il divertimento è sempre soggettivo. Però, se ancora non lo conoscete, date un’opportunità a Il buio oltre la siepe. Quasi certamente concorderete sul fatto che è un capolavoro.

Un estratto: https://tolinoreader.ibs.it/reader/9788858822302.

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Crocevia del crepuscolo di Robert Jordan. Dal prologo al capitolo 8

Rilettura di Crocevia del crepuscolo di Robert Jordan.

Eccoci qui, al libro meno amato di La Ruota del Tempo. È lento? Sì, è lento, Jordan è sempre lento, tranne quando inserisce nella storia una scena d’azione. Se non ci credete provare a leggervi le scene dei Pozzi di Dumai alla fine di Il Signore del Caos o la pulizia di saidin alla fine di Il cuore dell’inverno. È inutile? Qui se ne potrebbe discutere. Qualche elemento qua e là, qualche parola, qualche frase, magari anche qualche scena, l’avrei tagliata anch’io. Un romanzo però non è solo battaglie. Rand deve stare chiuso in quella cassa, deve essere passivo, subire tutto quel che le sue catturatrici scelgono d’infliggergli perché il suo carattere si forgi (povero Rand! però per la storia, per il suo sviluppo come personaggio, quel periodo è fondamentale), perché la sua liberazione sia così esaltante. Le spiegazioni sul funzionamento della magia, su angreal, ter’angreal e sa’angreal, sono fondamentali. I vari popoli hanno bisogno di essere caratterizzati con i rispettivi usi e costumi perché siano credibili (anche se io non avrei sofferto se il Popolo del Mare non fosse mai entrato in questa storia). Ci sono un bel po’ di cose per cui servono tempo e pagine, e se alcune parti della saga sono più divertenti da leggere di altre non per questo le parti meno divertenti sono inutili. A volte, per dirne una, serve anche respirare. Di quanti libri ho detto che erano scritti bene, che la storia era interessante, i personaggi ben caratterizzati, ma che il ritmo senza un attimo di respiro per me era stato eccessivo? Io ho bisogno delle pause, dei momenti calmi, e se saidin è stato pulito è giusto sottolinearlo e mettere qui una piccola pausa e riallineare a livello cronologico tutte le storie.

Questa è l’unica cosa che, a posteriori, Jordan avrebbe cambiato nella sua saga. Tutte le trame sono legate a quel momento, a Rand e Nynaeve che fanno qualcosa di apparentemente impossibile, e il romanzo appare statico. Leggiamo dell’uso di una quantità enorme di Unico Potere e lo leggiamo ancora e ancora e ancora… Per me non è un problema, per molti ho notato che è stato così. Io mi limito a rilevare la cosa, anche se con saghe così lunghe e con così tanti personaggi a un certo punto è difficile per lo scrittore andare avanti. Ci sono troppe cose da dire, troppe trame da seguire.

Jordan, che è stato il primo a scrivere una saga di questo tipo, ha dovuto fare esperimenti, scoprire lui cosa funzionava e cosa no. In questo libro vediamo tutti e la trama va avanti di pochissimo. George R.R. Martin, che ha iniziato a scrivere Le cronache del ghiaccio e del fuoco dopo, ha fatto una scelta diversa, concentrandosi di più sulle azioni ed escludendo alcuni personaggi da A Feast for Crows (Il dominio della regina e L’ombra della profezia), per riportare tutti in scena solo in A Dance with Dragons (I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria, La danza dei draghi). È stato criticato pure lui, anche se il problema principale di Martin sono i lunghi tempi necessari alla pubblicazione degli ultimi romanzi. Io non ho problemi, né in un senso né in un altro, ma mi sa che sono una rarità. Quello che devo aver ereditato, da due scrittori che amo, è una certa carenza di capacità di sintesi. Mi ero detta che essendo all’inizio del romanzo, con pochi avvenimenti, stavolta avrei scritto poco e me la sarei cavata in fretta e ho scritto un’introduzione che non finisce più.

E accadrà, nei giorni in cui la Caccia Oscura cavalcherà,

quando la mano destra vacillerà e la sinistra devierà,

che l’umanità giungerà al Crocevia del Crepuscolo,

e tutto ciò che è, tutto ciò che è stato e tutto ciò che sarà

si troveranno in bilico sulla punta di una spada,

mentre i venti dell’Ombra infurieranno.

Dalle Profezie del Drago,

traduzione attribuita a Jain Charin, noto come Jain Farstrider,

poco prima della sua sparizione.

Prologo: Bagliori nel Disegno

Con l’entrata in scena di Rodel Ituralde vi avviso che ci sono spoiler su tutta la saga. Come avrete notato non ho mai fatto il riassunto dei capitoli e non intendo iniziare ora, scrivo già fin troppo. Noto solo alcuni dettagli, a volte segnalo solo il punti di vista a cui è dedicato il capitolo. Per essere apprezzati i romanzi vanno letti, commenti come i miei servono solo a calmare il mio bisogno di scrivere e a volte a mettere assieme cose molto distanti fra loro.

Gli ordini contraddittori ricevuti da Ituralde ovviamente non provengono dal re ma da Graendal che si sta dando da fare per aumentare il caos, così come richiesto dal Tenebroso. Alsalam verrà ritrovato vivo da Rand in Le torri di mezzanotte. In queste poche pagine già si vede che Ituralde è in gamba. Di fatto è uno dei grandi capitani di quest’epoca insieme ad Agelmar Jagad, signore di Fal Dara, Davram Bashere, Gareth Bryne e al compianto (solo da Balwer, vero, ma meglio uno che nessuno) Pedron Nall, Capitano Comandante dei Figli della luce.

Eamon Valda pianifica.

Gabrelle ci mostra la tensione fra Logain e Mazrim Taim, in questo caso presente per interposta persona. Mishraile è un Amico delle Tenebre, ovvio, anche se non so se lo sia tramite conversione volontaria o forzata. Io propendo per la volontaria, all’inizio Taim non ha abbastanza seguaci per quella forzata.

Con Yukiri torniamo alla caccia all’Ajah Nera alla Torre Bianca. Yukiri è sicura che Tamra Ospenya sia stata assassinata (vero), non sa dei Pozzi di Dumai, quindi crede che Galina sia semplicemente fuori in missione quando in realtà è attualmente prigioniera degli Shaido, così come sa che Temaile Kinderode è fuori, anche se sa poco altro. Temaile è una delle Nere fuggite con Liandrin in Il Drago rinato, in una nottata che poche dimenticheranno:

«Quella notte sono morte tre sorelle, due Custodi, sette guardie e nove inservienti. Omicidi, commessi per nascondere i furti e la fuga. Forse questo non è sufficiente a provare che appartenevano alla… all’Ajah Nera,» le ultime uscirono a stento dalla sua bocca «ma quasi tutti credono che fosse così. Inclusa me. Quando nell’acqua ci sono teste di pesce e sangue, non hai bisogno di vedere i lucci per sapere che sono lì.»

Quello che è strano è che con così tante morti Siuan non abbia fatto nulla di pubblico per cercare di assicurare gli assassini alla giustizia. Sappiamo che si stava muovendo in acque pericolose, per restare alle metafore marine che a lei piacciono tanto, aveva una sua logica affidare una caccia segreta a Nynaeve ed Egwene (probabilmente ha lasciato fuori deliberatamente Elayne, sapendo comunque che le altre l’avrebbero coinvolta, per poter dire chiaramente che lei non aveva affidato nessuna missione pericolosa all’erede al trono dell’Andor), ma perché a livello pubblico non abbiamo visto indagini? E perché Elaida non se n’è preoccupata una volta diventata Amyrlin? Va bene, Elaida è ambiziosa e capace di vedere solo quello che vuole lei, ma la fuga di 13 Sorelle e tutti questi omicidi avrebbero dovuto preoccupare chiunque.

«Amici delle Tenebre che si sono introdotti nella Torre, e hanno commesso degli omicidi. Non c’è stato modo di impedirlo. Non fa del bene alla nostra reputazione, ma è sempre meglio della verità. Almeno nessuno fuori della Torre, e poche all’interno, sanno che sono state uccise delle Aes Sedai. Amici delle Tenebre nella Torre Bianca! Disgustoso! Ho passato la vita a negarlo.»

Per essere abituate a rigirare il senso delle frasi e a dare ordini ai sovrani è un po’ strano che tutte le Aes Sedai si siano fidate delle manipolazioni di Siuan. Boh, andiamo avanti.

Temaile in questo momento si trova a Caemlyn in compagnia di Asne Zeramene, Chesmal Emry, Eldrith Jhondar, Falion Bhoda e dell’Amica delle Tenebre lady Shiaine. Vediamo invece chi c’è alla Torre. Marris Tornhill, Marrone/Nera. Le sue compagne di passeggiata sono Doraise Mesianos, Marrone ed Elin Warrell, Marrone. Pritalle Nerbaijan, Gialla, e la sua compagna di passeggiata Atuan Larisett, Gialla/Nera.

Prima di andare avanti faccio un piccolo controllo nella forza dell’Unico Potere, per vedere un po’ meglio la difficoltà nel combattere un gruppo di nemici infiltrato in un gruppo più grande, e composta anche da elementi dalla forza notevole Ricordo che più il numero è basso più l’Aes Sedai è forte, il primo numero indica la forza secondo la nuova scala, il secondo quello secondo la vecchia scala, usata prima della comparsa in scena di Nynaeve che, con la sua forza, ha fatto aggiungere nuovi livelli. Ricordo anche che le incanalatrici riescono sempre a percepire con ottima approssimazione quanto è forte l’incanalatrice che si trovano di fronte.

Il gruppo delle cacciatrici è composto da:

Bernaile Gealbarn, Bianca. Scoperta come infiltrata delle Aes Sedai di Salidar e reclutata a forza fra le cacciatrici. Forza 16/4;

Doesine Alwain, Adunante delle Gialle. Forza 16/4;

Jennet Cobb, Grigia. Scoperta come infiltrata delle Aes Sedai di Salidar e reclutata a forza fra le cacciatrici. Forza 18/6;

Meidani, Grigia. Scoperta come infiltrata delle Aes Sedai di Salidar e reclutata a forza fra le cacciatrici. Forza 17/5;

Pevara Tazarovni, Adunante delle Rosse. Coinvolta nella ricerca da Seaine. Forza 14/2;

Saerin Asnobar, Adunante delle Marroni. Forza 14/2;

Seaine Herimon, Adunante delle Bianche. Mandata da Elaida (in modo molto oscuro) a caccia di Alviarin, per fortuna lei fraintende e si mette a caccia delle Nere. Forza 17/5;

Yukiri, Adunante delle Grigie. Forza 14/2;

Zerah Dacan, Bianca. Scoperta come infiltrata delle Aes Sedai di Salidar e reclutata a forza fra le cacciatrici. Forza 19/7.

Ci sono altre sei Aes Sedai provenienti da Salidar visto che sono in tutto 10, due per ogni Ajah esclusa la Rossa, non presente a Salidar, e la Blu, non presente a Tar Valon, ma non conosco i loro nomi (e non so se Jordan li abbia mai rivelati).

Amyrlin Seat:

Tamra Ospenya, Blu, assassinata nel 979 (6 anni da Amyrlin). Forza 19/7;

Sierin Vayu, Grigia, in carica fra il 979 e il 984. Noi sappiamo che è stata assassinata dalle Rosse su istigazione della Rossa/Nera Chesmal Emry perché Sierin aveva scoperto la sua vera Ajah. Se un’Amyrlin è stata assassinata perché non una seconda? I dubbi per le cacciatrici delle Nere, che non conoscono la verità, devono essere tanti. Forza di Sierin: 18/6;

Marith Jaen, Grigia, in carica fra il 984 e il 988. È stata lei a esiliare Toveine, Tsutama e Lirene per il pogrom contro gli incanalatori maschi. Comunque le Amyrlin durano poco, solo quattro anni per lei, anche se l’Enciclopedia ci assicura che è morta giovane ma di morte naturale. Questo però Yukiri e le altre non lo sanno, noi invece non sappiamo la forza di Marith;

Siuan Sanche, Blu. Forza prima della quietatura 13/1, il successivo livello molto scarso in questo caso non ha importanza perché Siuan non si trova alla Torre e Yukiri e le altre non sanno neppure che è stata guarita;

Elaida do Avriny a’Roihan, Rossa. Forza 13/1.

Custodi degli Annali:

Gitara Moroso, sotto Tamra Ospenya. Forza 19/7;

Aeldra Najaf, sotto Tamra Ospenya dopo che Gitara è stata ammazzata dalla sua ultima profezia (e c’è anche chi crede che profetizzare non faccia male…). Non che Aeldra se la passi bene: quando accoglie Moiraine e Siuan nell’Ajah Blu chiede come pagamento per l’ingresso nella sua Ajah che entrambe le cucinino una torta, senza sapere quanto le due siano scarse come cuoche. Risultato? Aeldra ha dovuto essere Guarita!

Duhara Basaheen, sotto Sierin Vayu. Forza 23/11;

Lehane Sharif, sotto Siuan Sanche. Forza prima della quietatura 14/2;

Alviarin Freidhen, sotto Elaida-il-cognome-con-l’apostrofo-non-lo-scrivo. Forza 17/5.

Presunte Nere fuggite con Liandrin:

  • Amico Nagoyin, Gialla, morta in L’ascesa dell’Ombra. Forza 27/15;
  • Asne Zeramene, Verde, morirà in La lama dei sogni. Forza 18/6;
  • Berylla Naron, Blu. Forza 27/15;
  • Chesmal Emry, Gialla (ma nota con certezza alle Cacciatrici come Nera), morirà in Le torri di mezzanotte. Forza 18/6;
  • Eldrith Jhondar, Marrone, morirà in Le torri di mezzanotte. Forza 16/4;
  • Falion Bhoda, Bianca. Forza 17/5;
  • Ispan Shefar, Blu, morta in Il sentiero dei pugnali. Forza 17/5;
  • Jeaine Caide, Verde. Forza 18/6;
  • Joiya Byir, Grigia, morta in L’ascesa dell’Ombra. Forza 28/16;
  • Liandrin, Rossa, Forza 14/2;
  • Marillin Gemalphin, Marrone. Forza 15/3;
  • Rianna Andomeran, Bianca. Forza 21/9;
  • Temaile Kinderode, Grigia, morirà in Le torri di mezzanotte. Forza 17/5.

Yukiri e le altre non sanno nulla della sorte di queste donne, solo che sono fuggite insieme in una notte di furti e omicidi.

Nere accertate:

Talene Minly, Adunante per le Verdi, scoperta perché non ha prestato di nuovi i giuramenti sul Bastone. Forza 15/3;

Galina Casban, Capo supremo delle Rosse (o qualunque sia il suo titolo), ufficialmente membro dell’ambasciata a Rand, ora prigioniera degli Shaido (anche se non lo sa nessuno), tradita da Talene. Forza 14/2;

Temaile Kinderode, Grigia, fuggita con Liandrin, tradita da Talene. Forza 17/5;

Atuan Larisett, Gialla, tradita da Talene. Forza non precisata.

Non vi dico il tempo impiegato per fare questi controlli, la dovrei proprio smettere.

Gawyn staziona nei pressi di Tar Valon. Le Nere abbondano pure qui: Katerine Alruddin è una di loro. Quanto a Tarna Feir, sarà convertita a forza al Lato Oscuro della Forza da Taim & Co. in Le torri di mezzanotte.

Bashere osserva i dintorni di Caemlyn. Il tentato omicidio di sua moglie Deira, e il tentato omicidio di Dobraine un po’ di pagine più avanti, sono probabilmente collegati, e mi vengono in mente due tipi di oggetti che gli Amici delle Tenebre potevano voler cercare fra gli effetti personali di due dei più fedeli seguaci di Rand. Uno sono le chiavi d’accesso dei Choedan Kal, le statuine, maschile e femminile, a cui Rand e Nynaeve si collegheranno per usare i due enormi sa’angreal con cui puliranno saidin. Se per il lettore la pulizia è avvenuta al termine dello scorso romanzo, per tutti coloro che sono lontani da Rand non è ancora avvenuta, come scopriremo in ciascuno dei punti di vista, e non c’è dubbio che i Reietti e Mazrim Taim vogliano impedire la pulizia. L’altro oggetto interessante per gli Amici delle Tenebre sono i tre sigilli della prigione del Tenebroso ancora interi e nelle mani di Rand.

La parte finale del prologo, incentrata su Samitsu, sembra infinitamente lunga. Tagliarne la metà no? Almeno tornano in scena Loial e l’Asha’man Karldin Manfor, che si fa chiamare Mastro Sottocolle. C’è bisogno di ricordare che Sottocolle è il nome che Gandalf suggerisce a Frodo di usare dopo la sua partenza dalla Contea in Il Signore degli anelli? No, non c’è bisogno, gli omaggi di Jordan a J.R.R. Tolkien, in La Ruota del Tempo, sono davvero tanti. Quanto al fantasma di Maringil visto da una servitrice, si tratta del primo di molti fantasmi che appariranno nella saga. La realtà stessa si sta sfaldando e cose strane iniziano a capitare, anche senza Bolle di Male.

1: Tempo di andare

Sono passati sei giorni dalla fuga di Mat e degli altri da Ebou Dar. Come già in altre occasioni (pensiamo per esempio all’uccisione di Couladin in I fuochi del cielo) la narrazione inizia a un certo punto della storia, torna indietro con un flashback per farci capire come si è arrivati fin lì e poi ricomincia ad andare avanti.

2: Due capitani

Preparativi per la partenza con il circo di Valan Luca.

3: Un ventaglio di colori

Mat va a trovare Tuon e lei gli chiede se ricorda il volto di Hawkwing. Mat lo ricorda e Jordan si preoccupa di mostrarci uno dei frammenti di ricordi stipati nella sua mente, quello di uno degli avversari di Hawkwing che ha rifiutato di piegarsi anche nel momento della morte. Ma Mat dovrebbe avere anche un ricordo personale di Hawkwing, in fondo in La grande caccia lui ha suonato il Corno di Valere:

A Mat tremò la mano quando si portò il Corno di Valere alle labbra.

Fu una nota chiara, dorata come dorato era il Corno. Gli alberi attorno a loro parvero riecheggiarla, come il terreno sotto i loro piedi, e il cielo in alto. Quell’unico, lungo suono avvolse ogni cosa.

Dal nulla, una nebbia cominciò ad alzarsi. Prima in piccoli filamenti che restavano sospesi in aria, poi in banchi più spessi, sempre di più, fino a ricoprire la terra come un manto di nuvole.

Dopo il suono si passava brevemente al punto di vista di Geofram Bornhald, uno dei pochi Manti Bianchi dotati di cervello e di almeno un briciolo (ma proprio un briciolo) di morale e poi si tornava su Rand e gli altri:

Riconobbe anche l’individuo che cavalcava in testa alla fila. Alto, con il naso adunco, gli occhi scuri e profondi, la grande spada, Giustizia, al suo fianco. Artur Hawkwing.

Mat li guardò imbambolato mentre si fermavano di fronte a lui e agli altri. «Siete… Siete tutti qua?» Erano poco più di cento, notò Rand, e si rese conto che, in qualche modo, sapeva che lo sarebbero stati. Hurin stava a bocca spalancata; gli occhi gli sporgevano quasi fuori dalle orbite.

«Ci vuole più che coraggio per legare un uomo al Corno.» La voce di Artur Hawkwing era profonda e suggestiva, una voce abituata a impartire ordini.

«O una donna» aggiunse Birgitte secca.

«O una donna» concordò Hawkwing. «Sono pochi quelli legati alla Ruota, tessuti di volta in volta per operare la volontà della Ruota nel Disegno delle Epoche. Tu potresti spiegarglielo, Lews Therin, potresti, se solo ti ricordassi di quando eri carne e ossa.» Stava guardando Rand.

Questo è un ricordo personale, di Matrim Cauthon, ma forse il pugnale di Shadar Logoth se l’è mangiato via (anche se Mat ha riconosciuto Birgitte, quindi qualcosa deve ricordarlo). E comunque dire di aver suonato il Corno di Valere e aver visto Hawkwing e gli Eroi del Corno non è meno pericoloso e inquietante del dire di avere i ricordi di centinaia di altre persone stipati nella testa.

Tylin è morta, uccisa dal gholam, e anche se il suo modo di fare era eccessivo Mat scopre di esserne dispiaciuto. Riprendo la lista.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara, in La grande caccia. 2 e 3.

Dena, la donna di cui è innamorato Thom, in La grande caccia. 4.

Ingtar in La grande caccia. 5.

Leya, la Calderaia in Il Drago rinato. 6.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra, scoprendo che non può realmente fare tutto. 8.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. 9.

I genitori di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 10 e 11.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni, in L’ascesa dell’Ombra. 12.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 13.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 14.

Zii, cugini e prozia di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23.

Owein, custode di Alanna, in L’ascesa dell’Ombra. 24.

Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, della banda di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35.

Visto che sono 27 in tutto, e noi abbiamo undici nomi, ci sono altri sedici morti, che portano il totale a 51.

La madre di Aram in L’ascesa dell’Ombra. 52.

Alric, custode di Siuan, in L’ascesa dell’Ombra. 53.

Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca in L’ascesa dell’Ombra. 54 e 55.

Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 56

Teodora, sorella di Kadere, in I fuochi del cielo. 57.

Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. 58.

Ilyena. Lo so, è morta all’inizio di L’Occhio del Mondo, ma Rand ha iniziato a piangerla adesso. Il nome di Ilyena finirà pure nella lista delle donne morte per Rand, quindi perché dovrei escluderla io? 59.

Melidhra, Fanciulla della Lancia uccisa da Mat in I fuochi del cielo. 60.

Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. 61.

Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. 62.

Pevin, il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage in Il Signore del Caos. 64 e 65.

Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. 66.

Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. 67.

Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. 68.

Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam alla fine di Il Signore del Caos. 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148, morte alla fine di Il Signore del Caos, anche se il numero preciso e il nome di tre di loro lo scopriamo solo all’inizio di La corona di spade. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve in La corona di spade. 221 e 222.

Janira e Melore, membri della Famiglia, uccise dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. 223 e 224.

Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa, uccisi dal gholam. 225, 226, 227, 228, 229, 230.

Nalesean, ucciso dal gholam. 231.

Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan in Il sentiero dei pugnali. 233.

Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde l controllo di Callandor in Il sentiero dei pugnali. 234.

Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa da una Nera (insieme a Ispan) durante il viaggio verso Caemlyn. 235.

Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. 236, 237, 238, 239, 240 e 241.

Fedwin Morr, fatto morire dolcemente con il veleno da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam in Crocevia del crepuscolo. 245.

Sono morte un bel po’ di persone durante la fuga di Mat da Ebou Dar, non ho idea di quante, ma si è trattato di una battaglia che non abbiamo visto e in cui sono morte persone che non conoscevamo, quindi loro non rientrano nella lista. Il tempo di Mat si allinea a quello di Rand con la pulizia di saidin.

Ogni volta che pensava a Rand o Perrin, dei colori gli turbinavano in testa. Parte dell’essere ta’veren, supponeva. Stavolta non aveva pensato a nessuno dei suoi due amici, ma all’improvviso i colori erano comparsi, un ventaglio di mille arcobaleni. Stavolta avevano quasi composto un’immagine, una forma vaga che poteva rappresentare un uomo e una donna seduti per terra l’uno di fronte all’altra. In un istante era scomparsa, ma lui ne era certo come del proprio nome. Non i Reietti. Rand. E non poteva smettere di domandarsi che cosa stesse facendo Rand quando i dadi si erano fermati…

Tranquillo Mat, Rand non stava facendo nulla d’importante…

4: Storia di una bambola

Avrei fatto volentieri a meno di ritrovarmi a provare rispetto per un Seanchan, grazie tante.

In realtà, come vedremo più avanti, i Seanchan amministrano bene i territori che governano e sono giusti con tutti, anche se il loro modo di ragionare ci appare terribilmente alieno. Sono giusti con tutti… tranne con le donne capaci d’incanalare, che riducono a livello di animali, e per questo loro atteggiamento non posso accettarli come popolo. Però ci sono persone in gamba, abbiamo già visto Egeanin, anche se ultimamente si è scontrata in abbondanza con Mat, per certi versi Tuon mi piace (quando non riveste i panni di Fortuona), Perrin riuscirà ad accordarsi con i Seanchan per liberare Faile… Al di là del discorso della schiavitù delle damane la cultura Seanchan è essenzialmente aliena, ma fra di loro ci sono brave persone, persone anche in gamba, come Furyk Karede, e noi dovremmo abituarci a giudicare le persone per come sono loro, non per la cultura a cui appartengono. Anche se ci sono cose, nelle culture degli altri, che sono totalmente inconciliabili con la nostra, e non è facile riunire le due cose.

Nella mia mente Mat, in uno degli outrigger mai scritti da Jordan, come marito di Tuon è riuscito a convincerla a liberare le damane (anche se Elaida e Moghedien il collare se lo meritano tutto). I lettori vedono nelle storie anche cose che gli scrittori non vi hanno messo.

Una nota sul colore: il “verde imperiale che alcuni si ostinavano a chiamare nero” somiglia tanto al verde di Charleston, la città dove Jordan è nato e vissuto:

Local legend says that Charleston Green, a green so deep it looks black, came about after the Civil War when Union troops sent buckets of black paint to help rebuild the decimated town. Colorful Charleston residents couldn’t bear the thought of their Holy City being painted government-issued black, so they tinted the paint with yellow and green, creating Charleston’s signature greenish-black accent color.

Regardless of the tale’s truth, the inky green is ideal for defining shutters, doors, ironwork, and window trim on homes everywhere.

I topi non indicano solo che Setalle Anan se n’è andata, ma anche che Tarmon gai’don sta arrivando. Quanto alla tizia che somiglia a Tuon, si tratta di Semirhage che dopo aver fatto fuori l’intera famiglia imperiale in Seanchan vuole liberarsi pure di Tuon e innalzare Suroth, che è un’Amica delle Tenebre. Lo vediamo nel prologo di La lama dei sogni:

«Vedo che non mi sono spiegata. Radhanan è morta, così come le sue figlie, i suoi figli e metà della corte imperiale. Non esiste nessuna famiglia Imperiale tranne Tuon. Non esiste nessun Impero. Seandar è nelle mani di rivoltosi e saccheggiatori, così come una dozzina di altre città. Almeno cinquanta nobili si stanno contendendo il trono, con eserciti sul campo. La guerra imperversa dai monti Aldael a Salaking. Ragion per cui sarai perfettamente al sicuro sbarazzandoti di Tuon e proclamando te stessa Imperatrice. Ho perfino fatto in modo che presto giunga una nave per recare notizia del disastro.» Rise di nuovo e pronunciò qualcosa di strano. «Che il Signore del Caos governi.»

E poi

«Ogni soldato nel tuo esercito ha udito che almeno alcuni dei Sorveglianti sono coinvolti con un’imbrogliona. Pare che l’opinione comune sia che l’imbrogliona e chiunque sia collegato a lei dovrebbe essere squartato e i pezzi sepolti sotto un cumulo di letame. In silenzio.» Labbra di fuoco si arricciarono in un sorrisetto beffardo. «Per evitare all’Impero la vergogna.»

5: La forgiatura di un martello

Perrin alla ricerca di Faile. Sono contenta di vedere che Balwer ora ha deciso di seguirlo sul serio perché lo rispetta e non perché non ha niente di meglio da fare.

6: L’odore di un sogno

Conversazione fra Perrin e Berelain. Masema complotta con Suroth, il bigliettino tornerà utile più avanti. Lo so, riassunto così un capitolo non comunica nulla, mi limito a segnalare che esiste.

7: Il rompicapo del fabbro

Masuri tiene una piccola lezione sui Segugi Neri, è molto utile che quando salta fuori qualcosa di nuovo ci sia in giro il più importante studioso dell’argomento a dirci tutto quel che ci occorre. Quasi tutto, io mi domando come abbia fatto Masuri a incontrare già tutti questi branchi senza fare una brutta fine o senza che i Segugi abbiano devastato Randland in modo visibile, invece non c’è alcuna voce di avvistamenti recenti o di stragi compiute da loro. Abbiamo visto Moiraine e Rand affrontarli, ma la loro presenza sembrava molto più eccezionale rispetto a quel che implicano qui le parole di Masuri. E qual è la missione di questi Segugi? Non ne ho idea. Animali che lasciano tracce sulla roccia e non sulla neve però… brrr!

8: Turbini di colore

Nuove informazioni sulla nascita dei Segugi Neri. Perrin trova finalmente il campo degli Shaido, poi anche lui ha la visione di Rand:

I colori esplosero nella testa di Perrin, uno scoppio di sfumature talmente forte che vista e udito scomparvero. Tranne la vista dei colori stessi, perlomeno. Erano una marea immensa, come se tutte le volte che li aveva scacciati dalla sua testa avesse costruito una diga che ora avevano ridotto in frantumi in una silenziosa inondazione, turbinando in muti vortici che cercavano di risucchiarlo in profondità. Un’immagine prese forma lì in mezzo, Rand e Nynaeve seduti per terra l’uno di fronte all’altra, tanto nitidi che era come se si trovassero di fronte a lui. Perrin non aveva tempo per Rand, non ora. Non ora!

Sospetto che la visione di Perrin sia più precisa di quella di Mat perché lui è più vicino a Rand, il suo senso delle proporzioni comunque è notevole: la pulizia di saidin? E che importanza ha? C’è prima da salvare Faile (anche se va detto che lui non avrebbe potuto aiutare Rand).

Fortuna che siamo all’inizio del libro più lento, e che quindi avrei dovuto avere poco da dire!

La copertine dell'ebook di Il cuore dell'inverno

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Brandon Sanderson: Alcatraz Versus the Shattered Lens

So there I was…

Wow! Non credevo di poter leggere un libro infinito, anche se con Il libro delle pagine infinite ci ero andata vicina. Per chi non lo ricordasse, si tratta del volume dato da Jasnah a Shallan in La via dei re, primo romanzo di Le cronache della folgoluce di Brandon Sanderson. Si tratta anche del titolo ipotetico del secondo straordinario romanzo della saga, inizialmente denominato The Book of Endless Pages e successivamente pubblicato come Parole di luce. Questo perché a Sanderson intitolare The Book of Endless Pages un romanzo più lungo del suo predecessore, che già superava le 1000 pagine, è sembrata quasi una presa in giro nei confronti dei lettori. Eppure è riuscito a fare di peggio, anzi era riuscito a fare di peggio diversi anni prima, nel 2010, quando aveva pubblicato il libro dotato di un numero infinito di capitoli. E, se i capitoli sono infiniti, devono esserlo anche le pagine.

Non ci credete? Eppure è questa l’indicazione che compare come numero di capitolo in Alcatraz Versus the Shattered Lens:

Chapter

∞+1

Per forza l’ultimo capitolo si intitola così, il penultimo s’intitola

Chapter

E quello prima ancora… no, non lo vado a cercare, lo dovete scoprire voi. In precedenza l’unico altro libro che avevo letto in cui l’autore gioca a questo modo con il numero, o il titolo, del capitolo è Il trattamento ridarelli di Roddy Doyle. Comunque, a scanso di equivoci, una volta che avete finito il romanzo sfogliate l’ultima pagina. Poi sfogliatela ancora. E ancora. Più volte, non ho contato quante, perché l’ultima pagina contiene una nota fondamentale. E un’altra. E un’altra…

In realtà Alcatraz Versus the Shattered Lens è un romanzo breve, poco più di 300 pagine, anche se la numerazione insolita dei capitoli e le numerose ultima pagina cercano di contraddire quest’affermazione. E allora perché fatico a parlarne? Non per mancanza di argomenti, ma perché Sanderson è riuscito a mettere in queste pagine davvero tante cose, troppe se si vuole essere sintetici, e perché è difficile parlare di un quarto libro di una serie senza fare spoiler sui precedenti.

La struttura dei capitoli (titoli a parte) è la stessa dei romanzi precedenti: una prima parte in cui Alcatraz divaga e una seconda parte dedicata alla storia. Il primo libro, Alcatraz Versus the Evil Librarians, mi era piaciuto molto, ma non credevo che fosse possibile mantenere questo tipo di struttura per così tante pagine senza diventare banali o noiosi. A quanto pare mi sono sbagliata. Dopo il primo romanzo le divagazioni erano necessarie per non snaturare l’atmosfera della storia perché un Alcatraz che non divaga non sarebbe lui. Sanderson è riuscito a continuare a trovare infiniti modi per divagare inserendo allo stesso tempo ottimi spunti di riflessione. Il libro, tutti e quattro i libri, sono corredati in conclusione da una guida per insegnanti con suggerimenti per la lettura, spunti di riflessione ed esercizi vari, guida che sfiora solo la superficie dei romanzi e che fa intuire che genere di lavoro si possa fare. Servirebbe anche ai nostri insegnanti una cosa del genere, per fornirgli spunti per attività da svolgere con i loro alunni e soprattutto per fargli capire che il fantasy può essere un genere molto profondo.

Ci sono riflessioni serie in questi libri, sulla realtè, sulla conoscenza, sui pregiudizi, sulla narrativa e su infinite altre cose. Poi si passa all’avventura e ci sono i talenti Smedry. L’ultima a unirsi al gruppo è l’ennesima cugina, la cui dote è di essere un disastro in matematica. Potrei usarlo molto bene anch’io quel talento, se solo lo avessi…

Avete presente come Sanderson, giocando sulle varie possibilità offerte dall’allomanzia, abbia creato situazioni molto diverse, e tutte ugualmente affascinanti, in Mistborn? Lì ci sono allomanzia, emalurgia e feruchemia, con i misborn che possono bruciare tutti i metalli e i misting che possono bruciarne uno solo ma che sono in grado di specializzarsi in modo spettacolare, e a 300 anni di distanza ci sono i duomanti, con variazioni fra le loro capacità pressochè infinite. Qui la struttura è più semplice, quando a Sanderson serve una dote particolare per una ben precisa trama gli basta creare un apposito cugino e farlo unire al gruppo di Alcatraz. A livello narrativo in Alcatraz è più facile risolvere i problemi rispetto a Misborn perché la struttura di partenza è meno definita, un cugino in più può saltar fuori in qualsiasi momento, ma Sanderson gioca bene le sue carte e i personaggi non sembrano mai deus ex machina invece che personaggi veri. C’è pure Shakespeare in queste pagine, e persino un accenno all’identità della persona che ha ucciso Asmodean. Come si fa a restare seri con cose così?

Lo so, questa è un’altra saga, ma evidentemente qualcuno è riuscito a mettere in contatto i due mondi tramite Pietre Portali. O forse usando un nuovo tipo di occhiali…

Accanto alle citazioni – ma l’ha mai detto nessuno a Sanderson che riconoscere la citazione di un’opera che si è letta in un’altra lingua è una faccenda dannatamente complicata? – c’è un interessante cambio di prospettiva. Io avevo iniziato a preoccuparmi già nello scorso romanzo, Alcatraz ha iniziato in questo, ed è importante notare come dobbiamo sempre essere pronti a mettere in discussione le nostre convinzioni quando qualche fattore imprevisto ci mostra problemi di cui non sospettavamo nemmeno l’esistenza.

In più, anche se li ho citati solo commentando il primo romanzo, questo come gli altri volumi è arricchito dalle magnifiche illustrazioni di Hayley Lazo. Arricchito davvero, le immagini che ho trovato su internet e inserito qui si trovano nel primo romanzo, ma la Lazo ha catturato perfettamente lo spirito di queste storie e in alcuni disegni è persino riuscita ad arricchirle. Come? No, non si può spiegare, come per i numeri dei capitoli è qualcosa che si può apprezzare davvero solo durante la lettura.

Questa non è epica, la saga di Alcatraz non è l’opera migliore di Sanderson, ma è comunque una piacevolissima lettura. È originale e sa far riflettere mentre diverte. Cosa si potrebbe volere di più?

magari una traduzione in italiano?

Da Alcatraz Versus the Scrivener’s Bones

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