Novità di ottobre 2021 – terza parte

Gertrude B. Bennett, Le teste del Cerbero, 451, 16,00 €

Philadelphia, 1918: tre amici – la coraggiosa e sicura di sé Viola Trenmore, l’intelligente ma timido Robert Drayton, e il forte e irascibile fratello di Viola, Terry – scoprono una misteriosa polvere che li trasporta duecento anni nel futuro. La Philadelphia del 2118 è però una città isolata che si sta riprendendo da un disastro sconosciuto. Ai cittadini vengono dati cartellini identificativi invece di nomi e la società è divisa tra una minoranza ricca e potente e una classe inferiore oppressa. L’autorità suprema è ricoperta da una donna, che una volta all’anno sovrintende a gare all’ultimo sangue per determinare chi governerà al suo fianco. Quando Viola, Terry e Robert saranno costretti a prendere parte a quei giochi strani e mortali, solo unendo le loro qualità riusciranno a fuggire e a tornare a casa.

Glenn Cooper, La trilogia di Dannati: Dannati-La porta delle tenebre-L’invasione delle tenebre, Tea, 18,90 €

Immagina di trovarti all’improvviso in un mondo dove tu sei l’unico «vivo». Quel mondo è l’inferno e tu hai un solo obiettivo: tornare a casa. Lo chiamano Oltre. Alcuni sono appena arrivati in quel mondo così simile al nostro eppure così diverso. Altri invece sono lì da secoli. Ma ognuno di loro condivide lo stesso destino: dopo essere morti, sono stati condannati per l’eternità in quel luogo maledetto. Tutti, tranne John Campo. Lui è «vivo», ed è lì per sua scelta. Perché ha giurato di salvare la donna che ama, Emily Loughty, scomparsa nel nulla durante un esperimento di fisica delle particelle. Ora deve affrontare un mondo sconosciuto e ostile per ritrovarla e riportarla indietro. Ma il tempo a sua disposizione è poco, e tutti e due rischiano di rimanere per sempre nella terra dei Dannati…

Sarah J. Maas, Il regno di cenere, Mondadori, 18,00 €

Aelin ha rischiato tutto per salvare il suo popolo, ma ha pagato un prezzo altissimo: è stata rinchiusa in una bara di ferro dalla regina Maeve, costretta a sopportare mesi di torture se non vuole condannare coloro che ama. Ma anche la sua forza e la sua determinazione iniziano a incrinarsi. Non è l’unica a dover combattere per assicurarsi un futuro, mentre i fili del destino dei vari personaggi si intrecciano inesorabilmente.

Jeff Noon, L’uomo delle ombre, 451, 19,00 €

Il detective privato John Henry Nyquist è al suo ultimo caso: deve rintracciare l’adolescente Eleanor Bale, figlia del magnate della cronologia Patrick Bale. A complicare le cose interviene un serial killer, una figura sfuggente soprannominata Quicksilver che, in qualche modo, riesce a uccidere in pubblico senza testimoni. Ma la complessità è parte integrante del vivere nelle città gemelle di Dayzone e Nocturna, dove la luce eterna e la notte perpetua dominano, e in Dusk, la terra di nessuno che le separa, in un mondo in cui gli abitanti possono scegliere tra un numero qualsiasi di linee temporali, impostando i loro orologi di conseguenza. Mentre il tempo sta, letteralmente, finendo. Noir fantascientifico, “L’uomo delle ombre” è il primo capitolo di una quadrilogia dedicata al personaggio di John Nyquist.

Rick Riordan, La torre di Nerone. Le sfide di Apollo. Vol. 5, Mondadori, 13,00 €

La terribile battaglia di Campo Giove è stata vinta, Tarquinio e il suo esercito di non morti sono stati sconfitti. Ma la guerra non è ancora finita: è tempo di affrontare l’ultimo imperatore, il micidiale Nerone. Diviso tra il desiderio di tornare sull’Olimpo e la volontà di difendere chi ama, Apollo dovrà scegliere per cosa lottare, anche a costo di perdere per sempre la sua immortalità…

Claude Seignolle, La Malvenyue, Hypnos, 16,90 €

Sologne, inizio secolo: un angolo sperduto della campagna francese, dove le vecchie superstizioni non sono mai scomparse, viene sconvolto dalla bellezza e dalla grazia di una giovane fanciulla, la cui sensualità andrà a risvegliare i fantasmi oscuri e le colpe nascoste degli abitanti del paese. La Malvenue è considerato il capolavoro del francese Claude Seignolle (1917-2018), uno dei maestri del fantastico europeo. La storia della Malvenue (lett. “colei che è sgradita”, “fuori posto”), tra superstizioni, magia ed erotismo, affonda le radici in quel folclore di cui Seignolle fu profondo studioso.

Jonathan Stroud, La leggenda di Scarlett e Browne, Mondadori, 17,00 €

In un’Inghilterra colpita da immani catastrofi che hanno condotto al collasso della civiltà, Londra è diventata una laguna e la gente vive all’interno di isolate roccaforti. Solo pochi fuorilegge hanno l’audacia di sfidare l’ignoto nelle inospitali Terre Selvagge. Tra loro c’è Scarlett McCain. Rapinatrice dal grilletto facile e dal carattere fiero e indipendente, ha un talento naturale per cavarsela nelle situazioni più estreme e la spiccata tendenza a cacciarsi in grossi guai. Dopo aver messo a segno il suo ultimo rocambolesco colpo, durante la fuga si imbatte nei rottami di un autobus e nell’unico superstite di un tragico incidente stradale, Albert Browne, un ragazzo apparentemente dolce e inoffensivo ma dal passato misterioso e in possesso di poteri tanto oscuri quanto pericolosi. A dispetto del proprio istinto, Scarlett si lascerà convincere ad accompagnarlo nel suo viaggio verso le Isole Libere, attraverso territori popolati dai Contaminati, e dovrà vedersela con uomini spietati che gli danno la caccia.

Luca Tarenzi, La montagna. L’ora dei dannati. Vol. 2, Giunti, 16,00 €

I quattro dannati evasi dall’Inferno approdano sulle sponde del Purgatorio. Si rendono rapidamente conto che la loro situazione rimane pericolosissima: la montagna della Penitenza infatti brulica di angeli (chiamati Messaggeri), che si mettono subito a dar loro la caccia. In breve Filippo Argenti stabilisce di avere più chances se si muove da solo: si stacca dagli altri con uno stratagemma e decide di dare la scalata al Purgatorio per proprio conto. Lungo il cammino incontra una ragazza di nome Lotte e la porta con sé per farsi aiutare. Nel frattempo Virgilio riemerge dalle acque dell’Acheronte. Gli occorre però un nuovo piano di evasione e per realizzarlo coinvolge due nuove compagne di fuga: Francesca da Rimini, dal Cerchio dei Lussuriosi, e la strega Manto, dalla Bolgia degli Indovini.

Laura Thalassa, Pestilenza. I cavalieri dell’apocalisse. Vol. 1, Hope, 12,90 €

Sono arrivati sulla Terra ? Pestilenza, Guerra, Carestia e Morte ? quattro Cavalieri in sella ai loro temibili destrieri, diretti ognuno verso un angolo del mondo. Quattro Cavalieri con il potere di distruggere l’umanità, giunti sin qui per sterminarci tutti. Quando Pestilenza arriva nella cittadina di Whistler, in Canada, Sara Burns sa per certo che tutte le persone che lei conosce e ama sono destinate a morire, a meno che il Cavaliere dalle fattezze angeliche non venga fermato. Ed è proprio questo che Sara ha in mente di fare quando, con un colpo di fucile, lo disarciona dal suo cavallo. Peccato che nessuno l’abbia avvisata che la bestia immonda non può morire. Si ritrova quindi prigioniera di un Cavaliere immortale e molto, molto arrabbiato, il cui unico scopo è farla soffrire. Più il tempo passa, però, e più Sara è incerta sui sentimenti che il messaggero dell’Apocalisse nutre per lei e… viceversa. Sara può ancora salvare il mondo, ma per farlo dovrà essere disposta a sacrificare il suo cuore.

Lisa Tuttle, La mia morte, Hypnos, 8,90 €

“Qualunque teoria sostenessi, la vista di quell’immagine mi faceva ritrarre con un fremito di disgusto, persino paura. Come se fosse qualcosa che non avrei dovuto vedere, qualcosa che non avrebbe dovuto essere rivelato. Era più profondo della ragione; avevo semplicemente la sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato e pericoloso in quel dipinto. Un dipinto. Un’isola. Una tragedia dal passato.” “La mia morte” ripercorre le vicende di Helen Ralston, modella negli anni Venti nei panni di Circe del famoso pittore W.E. Logan, e scrittrice di romanzi di successo, nonché pittrice ella stessa.

Catherynne M. Valente, Minecraft. Il nemico, Mondadori, 13,00 €

I gemelli Endermen Fin e Mo hanno sempre vissuto nella misteriosa terra dell’End, esplorando antiche rovine, sotto lo sguardo vigile del potente drago. Pensano di conoscere benissimo il loro mondo, ma le certezze sono destinate a crollare quando arrivano gli uomini, terribili creature venute a saccheggiare, distruggere e uccidere il drago. I due fratelli si preparano alla guerra: è in gioco la salvezza della loro casa.

Pubblicato in freschi di stampa | Lascia un commento

Novità di ottobre 2021 – seconda parte

AAVV (Abraham Merritt, Fritz Leiber, James Blish, Fletcher Pratt, Lyon Sprague De Camp, Tiffany Vecchietti), Streghe! Malie e misfatti (ovvero abomini e sortilegi) delle figlie della notte, Mondadori, 28,00 €

Una antologia che raccoglie alcune delle più classiche, inquietanti e divertenti storie di streghe risalenti in massima parte alla mitica età dei  pulp novecenteschi: romanzi e racconti di grandi autori del weird fantasy americano ambientati sullo sfondo di un mondo che, pur non prestando più fede ai voli notturni o alle danze dei sabba, si lascia tuttora facilmente irretire da risorgenti superstizioni. Il volume è corredato da una serie di riproduzioni di stampe popolari risalenti alle epoche più tenebrose della caccia alle streghe.

Octavia E. Butler, La sera, in giorno e la notte, Sur, 17,00 €

Pochi scrittori hanno saputo aprire nuove riflessioni sulla contemporaneità partendo da premesse vertiginosamente fantastiche come quelle che troviamo nella narrativa di Octavia Butler. Perennemente sospese tra utopia e distopia, le sue storie ci obbligano a salti del pensiero in apparenza paradossali, ma ci riportano ogni volta alle radici concrete e umanissime del nostro stare nel mondo. Cosa accadrebbe in una società in cui la parola fosse scomparsa per sempre, e con essa la capacità di mediare i conflitti tramite il dialogo, lasciandoci come unica risorsa disponibile l’uso della violenza? Si può immaginare un mondo in cui siano gli uomini e non le donne a dover sopportare il fardello della gravidanza? Cosa chiederemmo a Dio, se avessimo la possibilità di incontrarlo (o di incontrarla) e di esprimere uno e un solo desiderio per salvare il genere umano dall’autodistruzione? Segnalato dal «New York Times» tra i migliori libri dell’anno e tradotto oggi per la prima volta in italiano, La sera, il giorno e la notte è una lettura imprescindibile per gli appassionati di speculative fiction, uno sguardo ravvicinato su una delle menti creative più coraggiose e visionarie della letteratura statunitense.

Kester Grant, La corte dei miracoli, Mondadori, 18,90 €

Ispirandosi a due capolavori della letteratura di tutti i tempi, I miserabili di Victor Hugo e Il libro della giungla di Rudyard Kipling, Kester Grant tesse un’ammaliante storia di crudeltà, passione e vendetta che, attraverso le vicende della protagonista, condurrà i lettori nel ventre più oscuro di Parigi, passando per la sfavillante corte di Francia per abbracciare l’alba di una nuova rivoluzione.

Dopo il fallimento della Rivoluzione e l’uccisione di tutti i rivoluzionari, Parigi è una città divisa in due. Accanto al reticolo di viali severi, fiancheggiati da bossi e frequentati dall’aristocrazia, prospera infatti una giungla tenebrosa popolata da sciami di mendicanti, ladri ed emarginati, teatro di crimini e miseria, un luogo oscuro e senza leggi. Qui il potere è gestito dai Miserabili, una formidabile corte di criminali divisi in nove corporazioni, chiamata la Corte dei Miracoli. Membro della Corporazione dei Ladri, Nina Thénardier può rubare qualunque cosa a chiunque. La ragazza, soprannominata la Gatta Nera, ha sfidato la sorte così tante volte da essere quasi diventata una leggenda tra i Miserabili. Eppure questo non sembra contare molto quando, ancora una volta, la sua strada si incrocia con quella di Lord Kaplan, detto Tigre, feroce capo della Corporazione della Carne. L’uomo ha messo gli occhi sulla sorella della giovane ladra e, si sa, nessuno è mai riuscito a impedirgli di ottenere ciò che vuole. Non ci è mai riuscita la Corte dei Miracoli, come potrebbe farlo Nina, sveglia certo, ma comunque una ragazza, minuta per di più? Di due cose, però, Tigre non ha tenuto conto. La prima è una regola inviolabile per tutti i Miserabili: mai, mai rubare a una ladra. E la seconda è che, quando si tratta di proteggere chi amano, le gatte sono capaci di mostrare denti e artigli e di diventare decisamente pericolose…

Liam Hearn, Lo splendore della luna. La saga degli Otori. Vol. 3, E/O, 18,00 €

Breve è la felicità di Takeo, l’erede degli Otori, e della sua sposa Kaede, signora di Shirakawa e Maruyama. Fujiwara, il nobile di corte che si riteneva fidanzato con lei, non le perdona di avere sposato Takeo. Arai Daiichi, il signore della guerra ormai sovrano dell’intero paese, non sopporta che i due abbiano osato convolare a nozze senza chiedergli il permesso. Inoltre i perfidi zii di Lord Shigeru attendono nell’inespugnabile Hagi la sconfitta di un erede che non riconoscono. “Dovrai combattere cinque battaglie per ottenere la pace: quattro le vincerai, una la perderai” aveva detto la profetessa della montagna a Takeo. E la profezia sembra avverarsi. Terzo e ultimo volume della grande saga ambientata in un Giappone immaginario, Lo splendore della luna narra la fase cruciale della leggenda degli Otori in un susseguirsi di battaglie ed emozionanti colpi di scena.

Terry Pratchett, L’intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi, Salani, 16,90 €

Tiffany Aching sembra proprio una bambina come tante altre, e si occupa delle pecore della nonna. Il suo sogno però è essere qualcosa di più di una semplice contadina. Purtroppo non è così semplice: non è bionda quindi non può essere una principessa, non è un maschio e quindi non può essere il prode principe. Forse con i suoi capelli marroni potrebbe ambire al ruolo di tagliaboschi, ma siamo onesti, non è il massimo… In realtà Tiffany vorrebbe diventare una strega: non una di quelle tutte uguali che si trovano nelle fiabe, ma una strega vera, di quelle che aiutano la gente. Quando il suo fratellino viene rapito dalla Regina del Paese delle Fate, armata solo di una padella, di un rospo parlante e del libro magico di sua nonna (che per la verità si intitola Patologie ovine), Tiffany andrà a riprendersi ciò che le appartiene, aiutata dai Piccoli Uomini Liberi, un’armata di esserini blu sbruffoni e attaccabrighe…

Simone Rastelli, Guida non ufficiale a Sandman, Edizioni NPE, 25,00 €

«Il mondo è fuori sesto», dichiarava il fool di Re Lear. E fuori sesto è il mondo che affronta Morfeo, Sogno degli Eterni, protagonista del «Sandman» di Neil Gaiman, che alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, mese dopo mese, episodio dopo episodio, costruì un universo dove quotidianità e fantastico, piccoli eventi e cosmogonie si fondevano in una costruzione immaginifica e ricca di sfumature, raccontando vite e passioni, offrendo a ciascun personaggio una sua voce, unica e particolare. Con Sandman, Neil Gaiman tentò di portare il fumetto (quello seriale, mainstream e di genere) fuori dai recinti del mondo degli appassionati, raccontando piccole e grandi storie in un modo affascinante e talvolta spiazzante. Il risultato fu qualcosa che si muoveva, per così dire, lungo i bordi del mondo conosciuto e confortante del mainstream di genere. Oggi “graphic novel” è un termine di uso corrente, che circola tranquillamente al fuori di quei recinti e che, al di là delle chiacchiere su che cosa indichi o dovrebbe indicare, con la sua diffusione, testimonia un lungo viaggio percorso dal fumetto. «Sandman» è una tappa importante di quel viaggio, che a (quasi) trenta anni di distanza non smette di ammaliare i lettori. La guida all’universo di Sandman di Neil Gaiman.

J.K. Rowling, Il maialino di Natale, Salani, 18,90 €

Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita… anche i giocattoli. Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con l’aiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa… Dal genio creativo di J.K. Rowling, una delle più belle storie di Natale mai scritte, piena della tenerezza irresistibile dell’infanzia di fronte al grande mistero della perdita. L’affettuosa, inesauribile fantasia dell’autrice e la compassione verso le persone e gli oggetti amati che assorbono i sentimenti umani sono la celebrazione del calore della famiglia, del prendersi cura e del sentirsi capiti e della autentica sostenibilità delle cose. Con le bellissime illustrazioni del pluripremiato artista Jim Field, Il Maialino di Natale è destinato a diventare un classico amato da adulti e bambini.

Pubblicato in freschi di stampa | Lascia un commento

Michel Pastoureau: Verde. Storia di un colore

L’interesse per i colori è qualcosa che mi accompagna da anni. Non potrebbe essere diversamente, non per nulla mi sono diplomata al Liceo Artistico e all’Università ho scelto Storia dell’Arte. Il primo libro sull’argomento che ho letto è stato Arte del colore di Johannes Itten, consigliato da una delle mie professoresse, ignorato dalla maggior parte della classe perché non era una lettura obbligatoria e da me molto apprezzato. Con il tempo ho iniziato a scegliere i libri da sola, e non so quanti anni fa ho letto Colore di Philip Ball. Interesse personale specifico su un determinato argomento, certo, ma anche letture come queste offrono spunti interessanti per cose molto diverse dall’argomento di origine. Da questo libro mi è venuta un’idea per un racconto lungo. Non l’ho mai scritto, non mi fido delle mie capacità di scrivere narrativa, ma ancora adesso sono convinta che sia una buona idea che meriterebbe di essere sviluppata, mentre di solito le idee sceme, se non vengono coltivate, spariscono dalla mente in poco tempo.

Ball si sofferma su numerosi aspetti tecnici, e alla tecnica dà larghissimo spazio Eric Hebborn in Il manuale del falsario, libro secondo me interessantissimo e purtroppo andato fuori catalogo. Quest’estate ho letto Cromorama di Riccardo Falcinelli, libro che non ho commentato, almeno non su questo blog, e che al momento non posso consultare perché l’ho prestato a mia suocera. Prima o poi però qualche commento lo farò. Conto anche di leggere Figure, sempre di Falcinelli, perché il suo sguardo è trasversale, spazia oltre alle opere d’arte, che a me interessano tantissimo, e fa collegamenti notevoli. Alcune cose di ciò che scrive le conosco, altre spingono a riflettere. Ma su Falcinelli tornerò in un altro momento.

Chi ha dedicato il maggior spazio al colore, con libri che anche a livello visivo sono splendidi, è Michel Pastoureau. Questi sono libri che vanno assolutamente comprati nell’edizione illustrata, perché le immagini sono parte fondamentale del testo. Con l’edizione economica si perde davvero tanto. Il primo che ho letto, non so quanti anni fa, è stato Blu.

E poi ci sono stati Nero, Il lupo, che con i colori non c’entra nulla ma che testimonia il fatto che apprezzo il modo di scrivere di Pastoureau, e infatti spesso segnalo la pubblicazione dei suoi libri anche se non appartengono all’ambito del fantastico, e Il piccolo libro dei colori. Verde è un’altra tappa di questo sguardo nell’arte e sul mondo che comprenderà anche Rosso, che ho già comprato, e Giallo, che devo ancora comprare.

La sinossi di Verde:

Per lungo tempo difficile da produrre, e ancor più da fissare, il verde non è soltanto il colore della vegetazione: è anche, e soprattutto, quello del destino. Chimicamente instabile nella pittura come nella tintura, è stato associato nel corso dei secoli a tutto ciò che era mutevole, effimero e volubile: l’infanzia, l’amore, la speranza, la fortuna, il gioco, il caso, il denaro. Solo nell’epoca del Romanticismo è divenuto definitivamente il colore della natura, e in seguito quello della libertà, della salute, dell’igiene, dello sport e dell’ecologia. La sua storia in Occidente è anche quella di un capovolgimento di valori. Dopo essere stato a lungo in disparte, malvisto o respinto, oggi si vede affidare l’impossibile missione di salvare il pianeta. Colore ambiguo e capriccioso, il verde: da un lato simbolo di speranza, fortuna, natura e libertà, dall’altro tinta associata al veleno, al denaro e addirittura al diavolo. Giudizi altamente contrastanti, che si sono avvicendati nel corso dei secoli e che sono lo specchio di un cambiamento dell’orizzonte culturale della società che li ha prodotti. Ed è proprio questa evoluzione della nostra società al centro del nuovo saggio illustrato del grande storico francese Michel Pastoureau. Terza tappa di un progetto di alto profilo, al pari dei due precedenti Blu e Nero, Verde è un’opera di ampio respiro, che spazia dall’arte, alla scienza al costume e che, di tassello in tassello, restituisce un altro affascinante e avvincente capitolo della storia dell’Occidente, dall’antichità ai giorni nostri

Leggendo queste pagine ho scoperto di far parte della maggioranza delle persone. Nella nostra società il colore preferito è il blu (l’azzurro è solo un blu meno intenso), seguito dal verde, e questi sono esattamente i miei colori preferiti. Non faccio le graduatorie su tutto, però ho notato la mia tendenza a preferire il blu, dal colore della mia cucina a quello di entrambi i divani di casa mia o a quello dei vestiti che mi compro.

Nel sommario Pastoureau divide il libro in cinque grosse sezioni corrispondenti alle varie epoche storiche. Ogni sezione è a sua volta divisa in capitoli, io mi limito a elencare le sezioni.

Un colore incerto (dalle origini all’anno mille)
Un colore cortese (XI-XIV secolo)
Un colore pericoloso (XIV-XVI secolo)
Un colore secondario (XVI-XIX secolo)
Un colore tranquillizzante (XIX-XXI secolo)

È alla pericolosità del verde che è legata la mia vecchia idea per il racconto, magari fra un paio di decenni avrò acquisito abbastanza fiducia nelle mie capacità da mettermi a scrivere. Però è interessante la scelta di termini di Pastoureau, perché esce dall’ambito strettamente cromatico o artistico per entrare nella vita delle persone.

La sua storia cromatica si conclude ai nostri giorni.

Colore instabile e turbolento in passato, il verde sembra essere alquanto rinsavito. Sicuramente ha molto contribuito il suo ruolo nei codici della segnaletica (permesso, autorizzazione, lasciapassare) e nel ritorno alla natura (spazi verdi, difesa dell’ambiente, ecologia in tutte le sue forme).

Tuttavia, in queste associazioni fra colore e concetto, c’è una triade che emerge nettamente e rappresenta l’autentica forza simbolica del colore verde nelle società occidentali contemporanee: salute, libertà e speranza. Non si tratta di una novità, ma oggi ha assunto una dimensione considerevole, influenzando molti campi della cultura materiale, della vita quotidiana, della produzione artistica e dell’immaginario. Il verde è sano, tonico, vigoroso. È libero e naturale, pronto a combattere ogni artificio, ogni ostacolo, ogni autoritarismo. E soprattutto è ricco di speranze, per l’individuo come per la società. Dopo essere stato trascurato, respinto e malvisto in passato, il verde è diventato un colore messianico. Salverà il mondo. (Pag. 221)

Pubblicato in arte, attualità, saggi | Lascia un commento

Giorgio Messina: Mazinga contro l’atomica

Io sono cresciuta con gli anime. Sì, ho guardato anche cartoni animati statunitensi, soprattutto Hanna & Barbera, qualcosa di provenienza diversa come i Barbapapà, quasi nulla di Disney. Sono gli anime ad aver marcato la mia infanzia, e Goldrake più di CandyCandy, Kyashan più di Heidi. E poi, in ordine sparso, Lady Oscar, Conan, il ragazzo del futuro, Capitan Harlock, Jeeg robot d’acciaio, Prendi il mondo e vai… Quest’ultimo per la verità non è degli anni ’70, è stato realizzato negli anni ’80, quindi quando lo guardavo non ero più una bambina, ma quanti altri ne potrei citare? L’arrivo al libro di Giorgio Messina Mazinga contro l’atomica quindi era piuttosto naturale, non è neanche il primo libro sugli anime che leggo.

Messina conosce bene l’argomento di cui scrive, e si sente. Credo di aver visto quasi la metà delle serie che cita, anche se di alcune ho solo ricordi vaghi, ma la sua chiave di lettura è interessante. Non ho mai guardato le serie pensando al Giappone, per me tutti i riferimenti al paese in cui gli anime erano stati ideati erano un tocco di colore, perché io di Giappone non sapevo nulla. Ora lo conosco meglio e vedo il dolore, la paura, i dubbi, ma anche le aspirazioni, dietro determinate scelte. E in questo il libro di Messina è un valido aiuto. La sua pecca maggiore, al di là del fatto che sarebbe servito un migliore lavoro di revisione, è che è troppo corto.

La casa editrice, CentoAutori, pubblica per scelta libri corti. Costa meno produrli, è più facile spingere le librerie, e anche determinati lettori, a comprarli, creano meno difficoltà nella gestione del magazzino. Se mi è capitato di leggere libri che ne avrebbero guadagnato se fossero stati più corti, saggi come romanzi, perché a un certo punto diventavano ripetitivi o si perdevano nel nulla, a volte una maggiore lunghezza aiuta a sviscerare meglio l’argomento, e questo testo ne è una prova. Avrei voluto leggere di più, e sono convinta che l’autore fosse in grado di scrivere di più. La maggior parte delle serie sono trattate in due-tre pagine, solo su Gundam, uno degli anime che ricordo peggio perché che non è stato fondamentale nel costruire il mio immaginario, Messina si sofferma più a lungo.

La lettura è piacevole, gli spunti che meriterebbero di essere approfonditi parecchi. Spero che Messina scriva ancora di anime, prendendosi tutto lo spazio necessario ad approfondire un soggetto che continua ad affascinarmi.

La sinossi:

Da Mazinga a Gundam, da Goldrake a Gatchmen: le più belle e importanti serie di anime giapponesi degli anni Settanta, analizzate sia come cartoni animati che hanno influenzato l’immaginario collettivo di almeno due generazioni di giovani e che sono ancora oggi trasmesse dalle televisioni di mezzo mondo, Italia compresa, sia utilizzando gli strumenti delle scienze politiche, della sociologia, delle relazioni internazionali e della strategia militare. Le serie animate, infatti, sono lette in questo libro come metafora delle conseguenze subite dal Giappone dopo la sconfitta della Seconda Guerra Mondiale e della successiva Guerra Fredda.

Pubblicato in impressioni di lettura, saggi | Lascia un commento

Novità di ottobre 2021 – prima parte

AAVV, Storia della magia, della stregoneria e dell’occulto, Gribaudo, 29,90 €

La magia ha affascinato e sedotto l’uomo per migliaia di anni e ancora oggi non smette di farlo. Fin dalla preistoria, infatti, i popoli della terra hanno cercato in altre realtà la spiegazione alle meraviglie dell’universo, spesso credendo di poter controllare le energie spirituali. Grazie a questo libro, ricco di testimonianze e documentazione storica, intraprenderemo un viaggio attraverso la storia dell’umanità, intenta a praticare l’alchimia, la divinazione, lo sciamanesimo, la stregoneria, il vudù, arrivando fino ai giorni nostri e alla wicca, ai tarocchi e all’evoluzione del concetto di magia nel Ventunesimo secolo. Un’opera che si propone di aprire nuovi scenari e porre domande inedite al lettore su un tema da sempre controverso, non disdegnando le incursioni nella letteratura e nella narrativa, investigando per esempio il concetto di magia nelle opere di Shakespeare o di J.K. Rowling.

Katherine Applegate, L’ultima Dairne. Il regno di Nedarra. Vol. 1, Il Castoro, 16,50 €

Byx è la più piccola del suo branco di dairne: creature simili ai cani, cacciate dagli umani e sull’orlo dell’estinzione. Come tutti i dairne, ha un dono pericoloso e odiato dai potenti: distingue la verità dalle menzogne. Quando il suo branco viene sterminato, Byx resta sola al mondo: è l’ultima della sua specie. Ma c’è una speranza: la leggenda dice che esiste una colonia perduta di dairne, e Byx decide di cercarla. Si è sempre sentita fragile e goffa, ma è tenace e ha coraggio da vendere. Il Regno di Nedarra è pieno di pericoli, e la attendono molte avventure e nuovi incontri: a cominciare da Tobble, il piccolo wobbyk simile a una volpe, e da Khara, la giovane bracconiera umana che vuole portarla in città. Byx scoprirà presto che in gioco c’è molto più del suo destino: una grave minaccia rischia di mettere molti altri abitanti del regno in pericolo. E solo una piccola dairne coraggiosa, forse, saprà come affrontarla.

Katherine Arden, Voci dall’oltretomba, Mondadori, 17,00 €

«Non ascoltare le voci. Le voci dall’oltretomba.» Un consiglio sensato, se non fosse che a darlo è proprio uno spettro. Ollie, Coco e Brian sono infatti arrivati in un resort di montagna e, nell’isolamento di una bufera di neve, hanno subito iniziato a notare inquietanti stranezze che sfuggono alla logica degli adulti. Come un corridoio che si allunga all’infinito, specchi che riflettono persone inesistenti o un pianto disperato che esce da uno sgabuzzino vuoto. Poi è la volta dei fantasmi, che chiedono aiuto, minacciano, ingannano. E mentre le apparizioni si moltiplicano, sempre più terrificanti, infestando i loro sogni e facendo riaffiorare dal passato l’orfanotrofio che prima era ospitato lì, i tre ragazzi devono chiedersi dove stia la verità nel labirinto di parole che quelle voci stanno alzando attorno a loro e trovare dentro di sé gli strumenti per combattere il Male, in tutte le sue forme…

Melissa Bashardoust, Ragazza, serpente, spina, Mondadori, 20,00 €

C’era e non c’era una volta − così cominciano sempre le fiabe − una principessa destinata ad avvelenare chiunque la toccasse. Ma per Soraya, tenuta nascosta fin dalla nascita, cresciuta lontana dalla sua famiglia, al sicuro solo nel suo giardino, questa non è soltanto una fiaba. All’approssimarsi delle nozze del suo gemello, Soraya deve decidere se uscire allo scoperto per la prima volta. Nelle segrete del palazzo una div, una demone, potrebbe avere le risposte che sta cercando, la chiave per ottenere la libertà. Al di fuori c’è un giovane uomo che non teme la principessa, nei cui occhi non si legge paura, ma profonda comprensione di chi lei sia veramente, oltre la maledizione e il veleno. Soraya pensava di sapere quale fosse il suo posto nel mondo, ma quando le sue scelte portano a conseguenze inimmaginabili, inizia a chiedersi chi sia davvero e cosa stia diventando: una donna o una demone? Una principessa o un mostro?

Barbara Cantini, Mortina. Una sorpresa da brivido, Mondadori, 14,00 €

Quando Mortina sale in soffitta a caccia di costumi di Halloween per gli amici, trova una cartolina dei suoi genitori! L’ultima volta erano in partenza per un lungo viaggio… ma non hanno mai fatto ritorno. Dove saranno finiti? Per scoprirlo serviranno abilità da investigatori e parecchia fantasia. Con l’aiuto del fedele Mesto, di Dilbert e di tutti i suoi amici, Mortina si mette sulle tracce di mamma e papà… Li troverà?

Elisabetta Gnone, Misteriosa. Le storie di Olga di carta, Salani, 10,00 €

Cosa significa diventare grandi? E come si fa? «Crescere è una faccenda complicata» direbbe il professor Debrìs, e Olga lo sa bene: per rassicurare una giovane amica, che di crescere non vuole sentire parlare, le racconta la storia di una bambina a cui i vestiti stavano sempre troppo grandi, anche se l’etichetta riportava la sua età, o la sua taglia, e che saltava nei disegni per fuggire dalla realtà. La storia di Misteriosa è la storia di chi fatica a trovare il proprio posto nel mondo, fugge da responsabilità e doveri, incapace di assumersene il carico, e combatte strenuamente per restare fanciullo. È anche, però, la storia di una bambina che non si arrende. Una storia che farà ridere, pensare e spalancare gli occhi per lo stupore; e che rassicurerà Olga, i suoi amici e i lettori di tutte le età su un punto, che è certo: per diventare splendidi adulti occorre restare un po’ bambini.

Anna Kavan, Ghiaccio, 451, 16,00 €

Tre personaggi: un io narrante alla continua ricerca di una fantomatica ragazza albina e un antagonista, ora marito, ora carceriere. La vicenda si svolge attraverso continui disallineamenti spazio-temporali, in un romanzo inclassificabile, attraversato da un continuo passaggio dallo stato di sogno a quello di veglia, accerchiato dall’avanzata di un ghiaccio che è reale, forse dovuto a un disastro nucleare, ma che insieme simbolizza l’avanzata dell’inevitabile, la droga che prende terreno, l’abitudine a una fine che si fa ogni giorno più ineluttabile. L’autorità e il potere maschile vengono annotati attraverso un linguaggio che si sdoppia: mentre il cacciatore modella la sua preda, Kavan, scrittrice consapevole, modella il cacciatore, scolpendo lui e lei nel ghiaccio. Prefazione di Claudia Durastanti.

Robert Silverberg, Scrivere fantascienza. Riflessioni e rifrazioni, 451, 16,00 €

Robert Silverberg ha espresso i suoi pareri e le sue impressioni sulle riviste sci-fi più note del suo tempo, da Galileo Magazine ad Amazing Stories alla Asimov’s Science Fiction Magazine. Riflessioni e rifrazioni sulla scrittura, nella sua edizione italiana, raccoglie a partire da quell’insieme le pagine che affrontano la scrittura, in particolare di genere. Un insieme di consigli e suggerimenti su come approcciarne e risolverne le questioni, gli entusiasmi e i pericoli e, soprattutto, le tecniche. Il viaggio di Silverberg nella scrittura termina infine con una carrellata di grandi autori, da Isaac Asimov ad Harlan Hellison a Philip K. Dick, ricca di commenti e aneddoti personali, restituendoci così l’atmosfera di un periodo irripetibile della storia del genere.

La recensione di Emanuele Manco per FantasyMagazine: https://www.fantasymagazine.it/33299/scrivere-fantascienza.

Pubblicato in freschi di stampa | Lascia un commento

Questioni mediche

I nazisti sono sempre stati molto attenti sull’uso del linguaggio. Lo sterminio di un popolo era la soluzione finale. Così fa meno paura, c’è un problema e lo si risolve, non è qualcosa che ha a che vedere con le persone. Quanto alla metodologia applicata, se si parla di questioni mediche si mantiene un distacco impossibile da mantenere quando si parla di omicidio. In La banalità del male Annah Harendt ricorda la testimonianza del Dottor Servatius, spiegando che Adolf Eichmann non era responsabile delle

collezioni di scheletri, sterilizzazioni, uccisioni mediante gas e analoghe questioni mediche. (pag. 84)

Quando il giudice ha interrotto la sua testimonianza definendo un lapsus l’uso del termine questione medica, Servatius ha confermato le sue parole.

Era proprio una questione medica, perché era preparata da medici; si trattava di uccidere, e anche uccidere è una questione medica. (pag. 84)

Quindi, attenzione alle parole che si usano. Più si scende nell’orrore, e più i regimi totalitari usano parole neutre per normalizzare l’orrore. Il percorso è lungo e parte da lontano, da cose che sono sì un abuso, ma che entro una certa misura possono essere giustificate e che nell’opinione comune non destano una forte ripugnanza. Prima di arrivare alla soluzione finale era stato ipotizzato di trasferire tutti gli ebrei in Madagascar, in modo da liberare la Germania dalla loro sgradita presenza. Quanto può essere grave un trasferimento, anche se forzato, di persone che non sono gradite dove si trovano?

il piano del Madagascar doveva servire a mascherare i preparativi per lo sterminio fisico di tutti gli ebrei dell’Europa occidentale […] e il suo gran pregio […] era che inculcava in tutti l’idea basilare che soltanto l’evacuazione completa dell’Europa poteva risolvere il problema: in altre parole, nessuna legge speciale, nessuna “dissimulazione”, nessun ghetto poteva bastare. (pag. 93)

Preparate le basi il progetto Madagascar, difficile da attuare, può tranquillamente essere abbandonato perché “superato”. Da cosa? A quel punto

tutti erano psicologicamente o meglio razionalmente preparati al passo successivo: dato che non esisteva un territorio in cui “evacuare” gli ebrei, l’unica “soluzione” era lo sterminio. (pag. 93

Eccola, la soluzione finale su cui si sono focalizzate le questioni mediche.

Pubblicato in attualità, saggi | Contrassegnato | Lascia un commento

Giuliana Misserville: Donne e fantastico

Donne e fantastico di Giuliana Misserville sembrava il titolo fatto apposta per me. Ricordate che ho amato l’antologia Le visionarie al punto da commentare, in occasioni diverse, i racconti di L. Timmel Duchamp, Kit Reed, Eleanor Arnason, Octavia E. Butler, James Tiptree Jr., Hiromi Goto, Joanna Russ, Susan Palwick, Ellen Gunn, Ursula K. Le Guin, concludendo con un commento generale? Un’idea del libro ve la può dare anche la bella recensione di Pia Ferrara. L’analisi legata alle donne, al loro operato, alla loro condizione o alla loro rappresentazione mi interessano, non per nulla a suo tempo ho letto The Geek Feminist Revolution di Kameron Hurley, in tempi recenti ho letto L’atlante delle donne, e negli anni ho letto un’infinità di libri legati a questa tematica. In questo caso avevo anche una bella presentazione di Chiara Crosignani, e quando lei commenta un libro io sono sempre molto interessata alla sua opinione. Magari non avevo letto tutte le autrici indagate da Misserville, ma questo in passato non è stato un problema, altrimenti non avrei apprezzato What Makes This Book So Great di Jo Walton, raccolta di testi a cui ho dedicato due post (1, 2). È stata proprio Walton, con le sue parole, a incuriosirmi e a spingermi a leggere Legami di sangue di Octavia E. Butler, quindi la conoscenza di un autore aiuta ma non è fondamentale.

In questo caso la mancata conoscenza degli autori è stata un ostacolo. Non l’ho trovato scritto da nessuna parte prima di fare il mio acquisto, ma le autrici di cui si occupa Misserville sono tutte italiane: Chiara Palazzolo, NicolettaVallorani, Nadia Tarantini, Viola Di Grado, Laura Pugno e Loredana Lipperini. L’unica di cui ho letto qualcosa è Lipperini con Ancora dalla parte delle bambine, ma questo è un saggio, non un romanzo, e non rientra nell’analisi di Misserviille. Non che non legga autrici italiane, Silvana De Mari è uno dei miei scrittori preferiti, L’incanto di cenere di Laura MacLem mi è piaciuto e ho letto qualche romanzo di autrici che ho apprezzato meno e cu cui al momento preferisco sorvolare. Autrici straniere come Ursula K. Le Guin, Marion Zimmer Bradley o Margaret Atwood sono citate di sfuggita, in rapporto alle autrici italiane. Un taglio legittimo, ma avrei preferito conoscerlo prima.

Quanto al testo è denso, anche troppo. Misserville vorrebbe dire tante cose, e comprime tutto in un testo breve, con il risultato che i suoi sono appunti poco sviluppati e di difficile comprensione. Di saggi ne ho letti parecchi su argomenti molto diversi fra loro, cose come Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman o L’ordine del tempo di Carlo Rovelli, e ho letto anche qualche saggio di critica letteraria in inglese. Con questi libri non ho faticato come ho faticato con Donne e fantastico. Peccato, perché il tema è interessante, Misserville dimostra una buona conoscenza della materia e capacità di riflessione, ma il suo stile di scrittura non è uno di quelli capaci di invogliarmi a leggere.

Pubblicato in donne, impressioni di lettura, saggi | Contrassegnato | Lascia un commento

Novità di settembre 2021 – quinta parte

Marina Djachenko e Sergei Djachenko, Vita nostra, Fazi, 18,00 €

Un classico del fantasy russo che mescola avventura e conoscenza, scienza e magia, fantascienza e filosofia, filtrandole attraverso la sensibilità letteraria russa e assimilandole in un’atmosfera tesa e dinamica. Una protagonista intelligente e determinata, che deciderà di spingersi oltre i propri limiti per indagare i misteri del pensiero umano; lungo il percorso, sperimenterà anche le sofferenze del primo amore, i cambiamenti dell’adolescenza e i pericoli di trovarsi per la prima volta lontano da casa.

Durante le vacanze estive, la giovane Saška viene avvicinata da un uomo che la costringe a eseguire una serie di compiti a dir poco bizzarri. La ragazza è spaventata ma non ha altra scelta se non obbedire, ricevendo in cambio dei gettoni d’oro con un marchio sconosciuto. Gli incarichi continuano e le monete si moltiplicano; l’autunno successivo, invece di iscriversi alla facoltà di Filologia come ha sempre sognato, Saška viene infine obbligata ad allontanarsi da casa per raggiungere l’Istituto di Tecniche speciali. Non è una scuola come le altre: i libri risultano incomprensibili, gli insegnanti negano qualsiasi spiegazione e gli studenti più grandi sembrano sempre altrove con la mente. La classe del primo anno prova a restare unita di fronte al rigore quasi crudele dei professori, mentre Saška trova conforto nell’amicizia con Kostja, un ragazzo sensibile che, come lei, vuole solo rimanere a galla per scongiurare terribili conseguenze. Nonostante tutto, Saška è sempre più attratta dalle lezioni e la sua improvvisa fame di sapere la trascina in uno studio ossessivo: quando diventa la migliore del suo corso, il severo e magnetico tutor Farit la prende sotto la sua ala e la spinge a sperimentare cose che Saška non avrebbe mai immaginato di poter fare. Non ci sono però solo giorni esaltanti costellati di progressi, ma anche estenuanti momenti di crisi e metamorfosi inaspettate: il sapere arcano e fondamentale che Saška insegue ha un prezzo molto alto, e lei deve decidere se è disposta a lasciare indietro tutta la sua vita precedente, incluse le persone a cui tiene di più.

Victoria Schwab, Tunnel di ossa, Mondadori, 15,00 €

L’autrice bestseller Victoria Schwab torna al mondo di Città di spettri, regalandoci nuove emozionanti avventure e un’indimenticabile lezione sull’amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti…).

Cass è nei guai. Ancora più del solito. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c’è in agguato un pericolo spettrale. Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l’aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero. Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre.

Michele Tetro, Roberto Azzara, Roberto Chiavini e Stefano Di Marino, Guida al cinema horror, Odoya, 25,00 €

Un ritorno alle origini, una riscoperta del cinema horror dei primordi, attraverso l’analisi di stili, storie, temi e personaggi di un genere ancora fecondo e seguitissimo da ogni generazione di spettatori alla ricerca dell’incubo “innocuo”, dello spavento catartico, della paura senza un effettivo rischio personale, quella pulsione che, come evidenziava lo scrittore H.P. Lovecraft, “ci fa sentire veramente vivi”. Un viaggio nei meandri dell’orrore alla scoperta delle “gemme” del passato, di figure iconiche come Dracula, Frankenstein, l’Uomo Lupo, il dottor Jekyll, la Mummia, la Casa Infestata, i fantasmi e gli scienziati folli; ritroveremo le star del genere, come Conrad Veidt, Bela Lugosi, Boris Karloff, Lon Chaney (senior e junior), John Carradine, Peter Lorre, Vincent Price, Peter Cushing, Christopher Lee e Barbara Steele; ripercorreremo le vicende così raccontate da registi visionari come Paul Wegener, Henrik Galeen, Friedrich W. Murnau, Tod Browning, James Whale, Roger Corman, Terence Fisher, Mario Bava, Riccardo Freda e molti altri… Un articolato racconto della paura in celluloide dai suoi primordi sino alla rivoluzione del New Horror; dall’epoca del muto e del contrastato bianco e nero delle produzioni Universal e rko fino ai sanguigni cromatismi dell’aip e della Hammer, le celebri case di produzione che più di altre legarono la loro fama al genere horror. Un’esperienza per mettere alla prova il nostro coraggio e la nostra volontà di fronteggiare.

Monica Zunica, Awen. Il confine, Marlin editore, 18,50 €

Diana, all’età di sette anni, svanisce nel nulla insieme alla madre in un bosco del Molise. La madre non verrà ritrovata, mentre Diana ricomparirà una settimana dopo ben vestita e pettinata, come se nulla fosse accaduto. Della settimana trascorsa Diana non avrà ricordi e, per i dieci anni successivi, non sarà più capace di parlare. La vita della ragazza cambia dal giorno del suo diciassettesimo compleanno, quando strani sogni le restituiscono la voce e la spingono a fuggire di casa per raggiungere il bosco di Monte di Mezzo in cui dieci anni prima era scomparsa la madre. Durante il viaggio Diana non si rende conto di aver oltrepassato un confine che divide il mondo da lei conosciuto dalle Terre dell’Awen. Inizia per lei un percorso difficile che le stravolgerà la vita: conoscerà la forza di un grande amore, affronterà enormi pericoli e si farà portatrice di un pesante fardello. Scoprirà, infatti, di essere la depositaria di un antico sapere, quello delle Custodi, una stirpe di donne destinate a proteggere, a costo della propria vita, il potere dell’Awen. Tra coloro che ostacoleranno il suo cammino vi sarà Morfran, un despota già conosciuto anche come Afgaddu nell’antica leggenda gallese di Taliesin. Diana potrà contrastare il suo potere solo garantendosi l’alleanza di quattro Guardiani leggendari: creature che in realtà hanno preso vita dalle pagine di Tacito, Matilde Serao, Anna Maria Ortese, Dino Buzzati. Dal Galles del V secolo ai nostri giorni, Diana lotterà senza sosta per far riemergere l’Awen, il potere che domina il Destino del mondo e che l’aiuterà a proteggere ciò che ama e finalmente scoprire la verità sulla scomparsa della madre. “Il confine” segna l’inizio della trilogia “Awen”. Introduzione di Maurizio de Giovanni.

Pubblicato in freschi di stampa | Lascia un commento

La stella gialla

Per quanto tempo il mondo ha sottovalutato ciò che stava facendo Hitler? Gli altri stati, ma anche gli stessi ebrei. Come ha ricordato Hannah Arendt in La banalità del male (pag. 72), Robert Weltsch, caporedattore delle Judische Rundschau, esortava

“Portatela con orgoglio, la stella gialla!”.

Questo slogan […] era polemicamente rivolto contro […] tutti coloro che si rifiutavano di accettare il nuovo “corso rivoluzionario”, die ewig Gestringen, cioè “gli eterni arretrati”. (pag. 72)

Per molto tempo chi aveva un qualche potere ha cercato di dialogare con Hitler, pensando che un dialogo fosse possibile. Uno degli errori di valutazione più drammatici della storia, dovuto all’incapacità di capire realmente ciò che stava accadendo.

in ultimo si dovette constatare che le cose che davvero contavano erano proprio quelle che persone ancora inesperte dei misteri dei regimi totalitari chiamavano “semplice propaganda”. (pagg. 73-74)

Pubblicato in attualità, saggi | Contrassegnato | Lascia un commento

La banalità del male: le parole e il pensiero

In La banalità del male Hannah Arendt non si è limitata a fare la cronaca di un processo. Lei ha davvero cercato di capire Adolf Eichmann, la sua mentalità e quella in cui si è formato. Se la storia può insegnarci qualcosa, non si tratta di date o singoli episodi, che rientrano nel campo delle semplici nozioni, ma dell’evoluzione della società, qualcosa che ci tocca tutti da vicino. La storia non è il passato, è il presente che riflette sulle dinamiche umane e che, si spera, dalle dinamiche passate impara per costruire un futuro migliore.

Tutti sapevano come sarebbe finito il processo Eichmann, ma il processo c’è stato, Eichmann ha avuto la possibilità di parlare in sua difesa, spiegare cosa aveva fatto e perché lo aveva fatto. E dal suo racconto emerge una carriera all’interno del Reich per lui insoddisfacente. A un certo punto ha smesso di avere promozioni, tutto si è bloccato e lui si è ritrovato a stagnare, in modo del tutto immeritato:

egli diceva tutte queste cose col tono di chi è sicuro di trovare “normale e umana” comprensione per una vicenda infelice. (pag. 62)

Per lui il dramma non è la sorte degli ebrei, ma il fatto che lui non sia riuscito a fare nulla di ciò che ha provato a fare.

Non so, era come se su tutto ci fosse il malocchio. Se desideravo una cosa e cercavo di realizzarla, in un modo o nell’altro il destino me lo impediva. Non avevo che delusioni, sempre. (pag. 63)

Lette fuori dal contesto, senza sapere chi le ha dette, queste frasi possono anche suscitare simpatia. Ma se le inseriamo nel contesto…

Com’è possibile che Eichmann, avendo contribuito in modo significativo alla deportazione e quindi allo sterminio di milioni di ebrei, potesse fare un’affermazione di questo tipo? Anche sotto processo, un processo che si è tenuto dopo quello di Norimberga, quando ormai il mondo aveva un’idea abbastanza chiara dell’orrore di ciò che era stato fatto? Arendt lo aveva spiegato qualche riga prima:

Quanto più lo si ascoltava, tanto più era evidente che la sua incapacità di esprimersi era strettamente legata a un’incapacità di pensare, cioè di pensare dal punto di vista di qualcun altro. Comunicare con lui era impossibile, non perché mentiva, ma perché le parole e la presenza degli altri, e quindi la realtà in quanto tale, non lo toccavano. (pag. 62)

Credo di non aver mai scritto della mancanza della capacità di vedere le cose dal punto di vista degli altri, ma è qualcosa che si lega alla mancanza di parole. Se non si capiscono i sentimenti degli altri non li si può esprimere a parole, perciò anche se quel punto di vista ci viene spiegato non riusciamo a capirlo perché ci mancano le basi, la capacità di capire il significato delle parole che vengono usate. Eichmann non aveva che delusioni. Lui? E le persone che soffrivano per le decisioni che lui prendeva con così tanta tristezza? Eichmann non aveva idea della gravità di ciò che aveva fatto perché non aveva gli strumenti mentali per capirlo, perché per lui si era comportato in modo assolutamente normale,

perché lui e il mondo in cui aveva vissuto erano stati, un tempo, in perfetta armonia. E quella società tedesca di ottanta milioni di persone si era protetta dalla realtà e dai fatti esattamente con gli stessi mezzi e con gli stessi trucchi, con le stesse menzogne e con la stessa stupidità che ora si erano radicate nella mentalità di Eichmann. (pag. 65)

Eichmann non era capace di guardare al di fuori di se stesso e sentiva che con lui la vita era ingiusta, quel che era per gli ebrei… non era un problema suo. Glielo diceva anche la società, se per la società non era un problema quel che veniva fatto agli ebrei, perché si sarebbe dovuto preoccupare lui? L’individuo e la società si rafforzavano a vicenda nella loro cieca corsa verso l’orrore. E questo anche se le menzogne che venivano imposte dall’alto e accettate dalla società e dai singoli individui

cambiavano ogni anno, e spesso erano in contraddizione tra loro; inoltre non erano necessariamente uguali per tutti i vari rami della gerarchia del partito o della popolazione. (pag. 65)

È quello che ci ha raccontato George Orwell in 1984, un romanzo scritto prima dei processi. Il protagonista, Winston Smith, riscrive la storia passata per adattarla alle direttive attuali del partito. L’unico punto di vista accettabile è quello di chi governa, e se il Terzo Reich non è arrivato a riscrivere i libri di storia come ha imposto il Grande Fratello, è solo perché non ne ha avuto il tempo. Per alcuni anni però è riuscito a condizionare così pesantemente l’animo di una popolazione da far nascere nuovi tipi di orrori, e da renderli accettabili. Solo lì, in quel contesto, ma in quel contesto ci è riuscito perfettamente.

Pubblicato in attualità, saggi | Contrassegnato , | Lascia un commento