Presagi di tempesta di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal prologo al capitolo 11

Rilettura di Presagi di tempesta di Robert Jordan e Brandon Sanderson.

Per la prima volta il romanzo è aperto da una prefazione, con Brandon Sanderson che racconta del suo coinvolgimento in La Ruota del Tempo. Io avevo letto un bel po’ di interviste sue, ma per chi non lo aveva fatto alcune spiegazioni erano necessarie. Se vi interessa una parte di quel che ho letto, compresa la decisione di suddividere A Memory of Light in tre parti, è confluita in quest’articolo: http://www.fantasymagazine.it/10131/chiusura-in-tre-parti-per-la-ruota-del-tempo.

Per quanto mi riguarda la tragica e prematura morte di Jordan e il coinvolgimento di Sanderson nella saga, anche se può sembrare cinico, ha avuto anche un risvolto positivo: i romanzi di Sanderson hanno iniziato a essere tradotti in italiano. In caso contrario non so se questo sarebbe avvenuto. Certo, con Le cronache della Folgoluce Sanderson è (meritatamente) arrivato in cima alle classifiche del New York Times, e con vendite così alte è probabile (non sicuro) che sarebbe stato tradotto, ma i romanzi di Sanderson avrebbe avuto ugualmente vendite così alte senza la notorietà data allo scrittore da La Ruota del Tempo?

Corvi e cornacchie. Ratti. Nebbie e nubi. Insetti e decomposizione. Strani eventi e bizzarre coincidenze.

La normalità alterata e sbalorditiva. Prodigi!

I morti stanno iniziando a camminare, e alcuni li vedono.

Altri no, ma siamo sempre di più a temere la notte.

Questi sono stati i nostri giorni.

Piovono su di noi sotto un cielo spento,

schiacciandoci con la loro furia,

finché come un sol uomo imploriamo: «Che inizi!»

DIARIO DI UNO STUDIOSO SCONOSCIUTO,

ANNOTAZIONE PER LA FESTA DI FREIA, 1000 N.E.

Red = Rodel Ituralde Blue = Rand and his followers Magenta = Tuon and the Seanchan Brown = Perrin, Faile and their followers Orange = Mat and the Band of the Red Hand Green = Egwene, the White Tower and the rebels Yellow = Gawyn

Prologo: Il significato della tempesta

Alcuni mesi prima dell’arrivo di The Gathering Storm in Georgia si è tenuta la JordanCon, una convention dedicata a valorizzare l’attività e il lascito di Jordan. Io ho letto i resoconti dei partecipanti e ho scritto un articolo (niente spoiler) che parla anche del primo punto di vista di questo prologo e dell’effetto che ha avuto su chi lo ha ascoltato. Sì, avete letto bene, ascoltato: http://www.fantasymagazine.it/10284/jordancon-tre-giorni-dedicati-a-robert-jordan. L’intero primo punto di vista, incentrato su tal Renald Fanwar che – mi pare – non rivedremo più, è da brividi. Fanucci ne ha concesso la pubblicazione a FantasyMagazine (insieme, chissà perché, a una piccola parte del punto di vista successivo, quello della sul’dam Falendre, ma un frammento di capitolo senza la sua conclusione dice poco): http://www.fantasymagazine.it/13870/presagi-di-tempesta.

Sì, la tempesta sta arrivando, e sarà peggiore di quanto chiunque abbia mai visto o immaginato.

Con Falendre vediamo – dall’esterno – un Rand che agisce come se non avesse appena perso una mano e che ancora vuole un incontro con la Figlia delle Nove Lune.

Dopo aver aiutato Perrin Tylee si dirige verso Ebou Dar. Lei è una dei Seanchan che pian piano stiamo arrivando a rispettare malgrado la sua appartenenza a una cultura che approva la schiavitù di damane e da’covale e che si comporta da padrona in Randland, come se quella terra fosse loro di diritto anche se Luthair Paendrag Mondwin ha attraversato l’oceano Aryth qualcosa come un migliaio di anni prima. Mai sentito parlare di usucapione e di perdita di possesso di un determinato bene se si lasciano trascorrere troppi anni senza esercitare i propri diritti su di esso? Tylee mi piace, qui riceve una bella scossa ai suoi pregiudizi scoprendo che dopotutto i Trolloc non sono solo creature leggendarie ma sono vivi e pericolosi. I Trolloc ammazzano il suo braccio destro Mishima, ma visto che lui è un Seanchan di cui m’importa ben poco non lo piazzo nell’elenco dei morti. Mica ho contato i morti di Malden, tranne Aram, Rolan e gli altri due Aiel che hanno aiutato Faile e le altre. Tarmon gai’don sta arrivando e già ora la lista è lunghissima.

Moridin convoca Graendal e gli altri Reietti, parla della cattura di Semirhage, insiste sulla necessità di uccidere Mat e Perrin ma anche sul non dover fare male a Rand. Perché? La risposta è nella sua mano: Rand ha perso la mano sinistra e Moridin ora ce l’ha rigida. Fra i due si è formato un legame, ciascuno sente il dolore dell’altro perciò Moridin vuole preservare Rand (per ora) per salvare sé stesso.

Rodel Ituralde in azione. Con lui vediamo davvero cosa può fare uno dei Grandi Capitani.

Masema delira o uno dei Reietti era andato da lui sotto mentite spoglie?

Il Drago gli era apparso la notte prima dell’attacco. Gli era apparso in tutto il suo splendore! Una figura di luce, che rifulgeva nell’aria in vesti scintillanti. ‘Uccidi Perrin Aybara!’ aveva ordinato il Drago. ‘Uccidilo!’ E così il Profeta aveva mandato il suo strumento migliore, il più caro amico di Aybara.

Quel ragazzo, quello strumento, aveva fallito. Aram era morto. Gli uomini del Profeta l’avevano confermato. Che tragedia! Era quello il motivo per cui non avevano prosperato? Era quello il motivo per cui, delle sue migliaia di seguaci, ora non gliene restava che una manciata? No. No! Dovevano avergli voltato le spalle, adorando in segreto l’Ombra. Aram! Amico delle Tenebre! Ecco perché aveva fallito.

Quello che è certo è che è un fanatico che vede solo quel che vuole vedere lui, e il fallimento è contemplato solo perché chi fallisce è un peccatore. Bah! Per fortuna arriva e Faile lo uccide. Per quanto la conclusione sia stata un po’ affrettata era ora che ci liberassimo di lui.

1: Lacrime dall’acciaio

Leggere di Rand è diventato doloroso. Non che lui non abbia ottimi motivi per essersi trasformato come si è trasformato, ma sapere quel che ha passato e che sta ancora passando fa male. L’unica cosa che gli è rimasta è il suo desiderio di proteggere le donne, anche se questo significa non torturare Semirhage e perdere la possibilità di avere chissà quante informazioni utili.

2: La natura del dolore

Per un Rand che sta scendendo sempre più nell’abisso abbiamo un’Egwene che giganteggia su coloro che la circondano in modo sempre più straordinario. La sua conversazione con Silviana inizia a dare i suoi frutti visto che la Maestra delle Novizie è intelligente e coscienziosa, e se anche non è divertente vederla svolgere il suo dovere, nemmeno lei ci prende gusto. Non solo, Silviana si rende conto della gravità delle spaccature presenti nella Torre. Mentre vediamo altri effetti del tocco del Tenebroso sul mondo Egwene decide che la migliore linea d’azione con Elaida è il silenzio. Una scelta difficile per una persona orgogliosa come lei, ma l’unica possibile, anche se Elaida è talmente insopportabile da spingere Egwene a buttare a terra la zuppa. Questo le procura la possibilità di scambiare qualche parola con Meidani e un nuovo incontro con Silviana, che si risolve nella totale trasformazione di Egwene in Aiel, almeno per quanto riguarda il rapporto con il dolore. Amys e Bair sarebbero orgogliose di lei.

Io capisco, pensò Egwene. Non mi ero resa conto di cosa facevano gli Aiel. Supponevo di dover soltanto essere più dura e che questo mi avrebbe insegnato a ridere davanti al dolore. Ma non si tratta affatto di durezza. Non è la forza a farmi ridere. È la comprensione.

Lasciar cadere la Torre, lasciar fallire le Aes Sedai… il dolore di tutto questo l’avrebbe distrutta. Doveva impedirlo, poiché lei era l’Amyrlin Seat.

Questo è quello che Rand non ha ancora capito, e probabilmente è anche il motivo per cui i due capitoli sono consecutivi. Pensiamo a come è finito quello di Rand:

Quel pensiero era insignificante. Ridicolo. Voleva ridere. Solo che quel suono non gli usciva. Non riusciva nemmeno a fare appello a un divertimento beffardo, non più. Per la Luce! Non posso andare avanti così. I miei occhi sono come annebbiati, la mano mi è stata bruciata via e le vecchie ferite al fianco si riaprono se faccio qualcosa di più faticoso di respirare. Sono secco come un pozzo troppo usato. Devo terminare il mio lavoro qui e dirigermi a Shayol Ghul.

Altrimenti non rimarrà nulla di me che il Tenebroso possa uccidere.

Quello non era un pensiero che potesse provocare ilarità; causava disperazione. Ma Rand non pianse, poiché dall’acciaio non possono venire lacrime.

Oh, Rand! Lui è acciaio, e si sta pericolosamente avvicinando al punto di rottura. Lei ha capito e sta superando ogni difficoltà.

Fra una cinghiata e l’altra Silviana ci dice una cosa fondamentale:

«Ma per favore, ricordami qualcosa. Cos’è che hai detto su Shemerin? Perché Elaida l’ha passata liscia quando le ha tolto lo scialle?»

«È stato perché Shemerin l’ha accettato» rispose Silviana. «Si comportava come se avesse davvero perso lo scialle. Non si è opposta.»

L’accettare o meno quel che viene fatto dagli altri, o il proporsi con convinzione in un determinato modo, in questa saga sono determinanti.

Noto solo un dettaglio: Egwene va avanti a fare ciò che deve nonostante il dolore. Robert Jordan è andato avanti per un paio d’anni a fare ciò che doveva, scrivere questa saga, nonostante le cure debilitanti a cui era costretto a sottoporsi a causa della malattia che lo aveva colpito e che sapeva che probabilmente lo avrebbe portato a una morte prematura. Nella lotta di Egwene – ma anche in quella di Rand – c’è tutta la determinazione di chi va avanti nonostante quello che la vita gli sta scaraventando addosso. Io ho incontrato brevemente James Oliver Rigney Jr. in una sola occasione, ma da quello che ho letto sul suo blog mi sono convinta che fosse una persona straordinaria, e parte di quello che era si vede nei suoi romanzi. Se siete interessati, il blog si trova qui: http://www.dragonmount.com/forums/blog/4-robert-jordans-blog/.

3: Le vie dell’onore

Aviendha risponde ad alcune domande e viene punita. Il suo addestramento è tutto qui, e lei non capisce cosa ci sia che non va. Sanderson si sta davvero divertendo ad accostare le varie trame in modi che a prima vista possono sfuggirci. Questo è il legame evidente fin da subito:

«È un uomo dai molti fardelli» disse Aviendha con maggiore attenzione. «Temo che renda molti di quei fardelli più pesanti di quanto dovrebbero essere. Una volta pensavo che ci fosse un solo modo per essere forti, ma ho imparato dalla mia sorella prima che ero in errore. Rand al’Thor… non penso che lui l’abbia ancora imparato. Temo che confonda la durezza con la forza.»

Amys annuì di nuovo, come se fosse stata d’accordo.

L’altro, con Egwene e la promozione a Sapiente, diventerà evidente solo in rilettura.

4: Cala la notte

Gawyn medita sulla lealtà e sulle sue azioni passate e future.

5: Una storia di sangue

Nemmeno fare una cosa straordinaria come pulire saidin ha portato a Rand la lealtà di persone che non credono che saidin sia pulito o, se lo credono, non credono che sia stato lui a pulirlo. Per essere un personaggio di cui le profezie parlano così tanto al Drago viene dato davvero poco credito. Gli Aiel arrivano da Rand, che passa in una nuova fase di pianificazioni. Magari se ha da fare ha meno tempo per rimuginare e flagellarsi da solo.

Cadsuane assiste all’inutile interrogatorio di Josef Mengele Semihrage.

6: Quando il ferro fonde

Nuova icona. Indovinate cos’è? Il Disegno che si lacera. Allegro, vero?

Con Rodel Ituralde tutto quello che abbiamo sono battaglie o, come massima variante, piani di battaglie o riflessioni sulle battaglie appena combattute. Però a livello strategico quell’uomo è un genio, la sua presenza sul campo è fondamentale, così come il suo esempio. Mai arrendersi.

A volte la resa non valeva il prezzo. Nessun uomo accettava volentieri la morte, ma esistevano destini peggiori per un soldato. Abbandonare la propria patria agli invasori… be’, Ituralde non poteva farlo. Nemmeno se lo scontro era impossibile da vincere.

Faceva quello che andava fatto, quando andava fatto. E in questo momento, l’Arad Doman doveva combattere. Avrebbero perso, ma i loro figli avrebbero sempre saputo che i loro padri avevano opposto resistenza. Quella resistenza sarebbe stata importante fra cento anni, quando sarebbe sorta una ribellione. Se fosse sorta.

I pensieri di Ituralde per me riecheggiano con forza.

«La nostra fama resterà.»

«E resteranno i nostri figli», disse Valentin. «I più giovani. I figli che si ricordano di noi. E quelli ancora in braccio alle madri; e quando saranno abbastanza grandi per conoscere la storia della battaglia della Deisa, i nonni diranno loro cosa è successo qui, e come eravamo prima della sconfitta. Brandin di Ygrath può distruggerci, può conquistare la nostra terra, ma non può toglierci il nome, e neppure il ricordo di quel che siamo stati.»

«No, non può», rispose Saevar, e si sentì sollevare il cuore. «Avete ragione. La nostra non sarà l’ultima generazione libera. La battaglia di domani lascerà una scia di ricordi lungo il corso degli anni. I figli dei nostri figli si ricorderanno di noi e non si lasceranno mettere il giogo senza ribellarsi.»

Per questo Rodel Ituralde e Valentin, principe di Tigana, non possono smettere di combattere, anche se sanno che saranno sconfitti. Valentin è uno dei due protagonisti del prologo di Il paese delle due lune (Tigana in lingua originale) di Guy Gavriel Kay, romanzo straordinario che, se ancora non lo conoscete, dovreste proprio decidervi a leggerlo. Lo sapete che Kay è lo scrittore preferito di Sanderson? E che pure Jordan amava le sue opere? Così, tanto per darvi un’informazione in più…

Ituralde è più duro del metallo e non si piega neanche se sa che andrà incontro alla sconfitta, il metallo della cella di Leane si fonde grazie al tocco del Tenebroso e Leane si salva per un pelo. Sanderson si sta davvero divertendo con questi accostamenti. Anche il Tenebroso si diverte, l’ultimo gioco consiste nell’invertire le collocazioni degli alloggi di Novizie e Marroni, cosa che avrà le sue conseguenze più avanti.

7: Il piano per l’Arad Doman

Nynaeve sta crescendo. Sente che una terribile tempesta sta arrivando – e ci credo, Tarmon gai’don non è più tanto lontano – impara le tessiture per il test da Aes Sedai anche se crede che non le serviranno mai, capisce perché Daigian preferisce provare dolore piuttosto che cancellarlo e finalmente capisce anche perché è stupido avercela con Moiraine per aver portato Rand e gli altri via da Emond’s Field. Certo, continua a vedere Rand come un ragazzino scapestrato – nemo propheta in patria – ma in certi momenti Rand ha davvero bisogno di qualcuno che non lo veda come una figura mitica e gli tiri le orecchie (oltre che dell’amore incondizionato di Min).

Nonostante qualche difficoltà – Rand non ha davvero capito gli Aiel e a volte li offende senza volerlo, ma con tutte le preoccupazioni che ha già quel che riesce a fare è straordinario – vengono approntati i piani per l’Arad Doman.

8: Camicie pulite

Siuan manipola Lelaine contro Romanda, con Egwene forzatamente assente spetta a lei impedire che una delle due acquisisca troppo potere. Subito dopo si reca nella tenda e ha una simpatica conversazione con Gareth Bryne.

No, davvero. Siuan e Moiraine erano semplici Ammesse quando hanno sentito Gitara Moroso fare la sua profezia e l’hanno vista morire sul colpo. Di chi potevano fidarsi? La risposta, fornita in Nuova primavera, è: di nessuno. Un bel po’ di Aes Sedai sono state ammazzate dalle Nere, Amyrlin Seat comprese. Siuan e Moiraine si sono trovate sulle spalle un fardello pesantissimo, e mentre Moiraine agiva cercando Tam e Rand, Siuan tramava nell’ombra. Non vedeva tutto, il colpo di stato di Elaida, assistita dalle Nere, prova che gli intrighi alla fine sono stati troppi anche per lei. Quanto peso ha sentito su di sé in tutti questi anni? Se pensiamo al punto di vista di Moiraine a Fal Dara, in La grande caccia, ci rendiamo conto che Moiraine non era più sicura di potersi fidare nemmeno di Siuan, e Verin si inserisce a forza nella coppia dicendo chiaramente che ha capito un bel po’ di cose ma senza ottenere davvero la fiducia di nessuna delle due.

Quello di Siuan è stato un cammino solitario e difficilissimo, e il fatto che ora lei riesca a parlarne con Bryne, a dire il nocciolo di quel che è stata la sua vita, è straordinario.

«Ti ho detto che sarei tornata da te e avrei portato a termine quel giuramento» replicò Siuan, voltandosi da lui e facendo schioccare una camicia di fronte a sé per toglierle le pieghe.

«Un’altra scusa» disse lui piano. «Un’altra risposta da Aes Sedai. Otterrò mai la piena verità da te, Siuan Sanche? Qualcuno l’ha mai sentita?» Sospirò, e lei sentì le carte frusciare, con la luce della candela che tremolava a quei lievi movimenti mentre lui tornava ai suoi rapporti.

«Quando ero ancora un’Ammessa nella Torre Bianca,» disse Siuan a bassa voce «fui una delle quattro persone presenti quando una Predizione annunciò l’imminente nascita del Drago Rinato sulle pendici di Montedrago.»

I suoi fruscii si interruppero.

«Una delle altre tre presenti» proseguì Siuan «morì sul posto. L’altra poco dopo. Sono certa che lei – l’Amyrlin Seat in persona – venne assassinata dall’Ajah Nera. Sì, esiste. Se dici a qualcuno che l’ho ammesso, avrò la tua lingua.

«Comunque, prima di morire, l’Amyrlin inviò le Aes Sedai alla ricerca del Drago. Una a una, quelle donne scomparvero. Le Nere devono aver estorto i loro nomi a Tamra sotto tortura prima di ucciderla. Non avrebbe ceduto facilmente quei nomi. A volte rabbrividisco ancora pensando a quello che deve aver passato.

«Presto rimasero solo due di noi a sapere. Moiraine e io. Non avremmo dovuto udire la Predizione. Eravamo solo Ammesse, presenti in quella stanza per puro caso. Credo che in qualche modo Tamra sia stata in grado di nascondere i nostri nomi alle Nere poiché, se non l’avesse fatto, di sicuro saremmo state assassinate come le altre.

«Ciò lasciava noi due. Le uniche due in tutto il mondo a sapere cosa stava per giungere. Perlomeno, le uniche due che servivano la Luce. E perciò feci quello che dovevo fare, Gareth Bryne. Dedicai la mia vita ai preparativi per la venuta del Drago. Giurai che sarei stata d’aiuto a superare l’Ultima Battaglia. Di fare qualunque cosa fosse necessaria – qualunque cosa – per portare il fardello che mi era stato dato. C’era solo una persona di cui sapevo di potermi fidare, e ora è morta.»

Siuan si voltò, incontrando i suoi occhi dall’altra parte della tenda. Una brezza increspò le pareti e fece tremolare la candela, ma Bryne sedette immobile, osservandola.

«Dunque capisci, Gareth Bryne» riprese lei. «Dovevo ritardare l’adempimento del mio giuramento a te per via di altri giuramenti. Giurai di occuparmi di questo fino alla fine, e il Drago non ha ancora incontrato il suo destino a Shayol Ghul. I giuramenti di una persona devono seguire il loro ordine di importanza. Quando giurai a te, non promisi di servirti immediatamente. Fui cauta di proposito su quel punto. Puoi chiamarle sottigliezze da Aes Sedai. Io userei un’altra definizione.»

«Ossia?» chiese lui.

«Fare quello che era necessario per proteggere te, le tue terre e la tua gente, Gareth Bryne. Tu mi incolpi per la perdita di un granaio e alcune vacche. Bene, allora ti suggerisco di riflettere sul prezzo per la tua gente, se il Drago Rinato dovesse fallire. A volte c’è uno scotto da pagare in modo da poter servire un compito più importante. Mi aspetterei che un soldato lo comprendesse.»

Li amo. Devo dire altro? Ho interrotto la lunga citazione, ma il dialogo si conclude in modo divertente, con lui che vuole liberarla dal giuramento, lei che lo blocca perché ha capito di non volerlo lasciare e lui che la spedisce a letto dicendole di porgere i suoi ossequi all’Amyrlin. Davvero, questa saga è piena di personaggi magnifici.

Siuan fornisce a Egwene una serie di informazioni molto utili.

9: Via da Malden

Dopo aver liberato Faile Perrin si sente ancora a disagio. Non sempre soddisfare i desideri porta la felicità, in questo caso fra loro pesano le parole non dette. In più Perrin è tormentato dal ricordo di Aram.

10: L’ultimo tabacco

Rand va a trovare Ituralde e lo porta nelle Marche di Confine in cambio della promessa di liberare l’Arad Doman dai Seanchan.

Una frase di questo tipo riassume quel che di importante avviene nel capitolo, ma non fa capire nulla delle emozioni. Non mostra quanto sia in gamba Ituralde, non fa percepire nulla dei suoi sentimenti, della sua incrollabile lealtà, dei suoi rapporti con gli altri. Una cosa di cui mi sono resa conto è che io amo guardare i personaggi attraverso gli occhi degli altri. Va benissimo essere nella testa di Rand, sapere ciò che prova, conoscere il suo tormento, ma è quando lo guardo attraverso Ituralde che lo vedo giganteggiare. I sovrani che mi piacciono di più nei romanzi non sono quelli che mi mostrano le cose dal loro punto di vista, ma quelli che sono ammirati da personaggi che io per prima ammiro. Se Ituralde, che è tanto in gamba, percepisce la forza di Rand, allora Rand è davvero eccezionale.

Con Rand per la verità la cosa funziona meno che con altri perché lo conosciamo troppo bene, e anche se a volte vorrei scuotere il pastore e mettergli un po’ di sale in zucca, come direbbe Min, so quello che sta passando e lo reputo un personaggio dalla forza straordinaria. Però ugualmente… Per prima cosa Ituralde nota l’aspetto da Aiel e gli abiti eleganti. Quello che riporto sono le considerazioni basate sulle constatazioni, le constatazioni mi limito a enunciarle.

C’era una spada al suo fianco, e il modo in cui il nuovo arrivato camminava faceva pensare a Ituralde che sapeva come usarla. Procedeva con passi decisi e risoluti, come se reputasse una scorta i soldati attorno a lui. Un lord, dunque, e abituato a comandare. Perché era venuto di persona invece di mandare un messaggero?

Poi nota l’accento andorano.

Aveva buone informazioni, chiunque fosse.

Quindi i draghi e l’assenza della mano sinistra.

Quegli occhi. Quelli erano occhi che avevano visto la morte parecchie volte. Non solo un giovane lord. Un giovane generale. Ituralde assottigliò gli occhi. «Chi sei?»

Rand si presenta e la conversazione entra nel vivo.

«Non ho tempo per discutere» disse lo sconosciuto, il suo volto impassibile. Pareva… più vecchio di quanto sembrava. E pareva che non gli importasse di essere circondato da soldati armati. In effetti, il fatto che fosse venuto da solo sarebbe dovuto sembrare un’azione stupida. Invece fece riflettere Ituralde. Solo uno come il Drago Rinato in persona poteva entrare in un accampamento militare come questo, completamente solo, e aspettarsi obbedienza.

Un libro non è fatto solo di ciò che i personaggi dicono o fanno, è fatto di impressioni.

C’era qualcosa in quest’uomo, nel modo in cui discuteva di avvenimenti come l’Ultima Battaglia – eventi che l’umanità aveva temuto per migliaia di anni – come se si trattasse di attività sul rapporto giornaliero dell’accampamento.

Ormai per Rand l’Ultima Battaglia è un pensiero giornaliero e certo ci deve ragionare sopra con serenità se vuole avere qualche speranza di vincere. Quello che i personaggi fanno è importante, ma se non fossero chi sono, se la loro umanità, il loro rapportarsi agli altri, fosse stato lasciato in secondo piano perché questa è una storia d’avventura allora la storia perderebbe molta della sua forza.

11: La morte di Adrin

Aviendha prosegue con la sua misteriosa punizione e spegne un soldato bruciato di autocombustione dovuta al tocco del Tenebroso. Ma in quanti modi diversi si diverte a creare casini? Sauron si è limitato a rendere sterili i territori intorno a Minas Morghul, Rakoth Maugrim il Distruttore ha creato prima un’estate perenne e poi un inverno perenne (anche Shai’tan lo ha fatto, ma in ordine inverso), il Nulla ha semplicemente fatto sparire intere regioni di Fantasia… Morte e distruzione ce li aspettiamo tutti in queste opere, ma una tale orribile varietà di morti casuali e problemi vari? Brrr!

Adrin muore, Aviendha usa un intero fiume per spegnerlo e Rand si arrabbia.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara. Dena, la donna di cui è innamorato Thom. Ingtar Shinowa in La grande caccia. 2, 3, 4 e 5.

Leya la Calderaia che ha portato un messaggio a Moiraine. Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 6 e 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita scoprendo che non può realmente fare tutto. La donna che Egwene vede sgozzare che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. I genitori, il fratello, le sorelle, gli zii, i cugini e la prozia di Perrin uccisi da Padan Fain. Owein, custode di Alanna. Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, e altri sedici ragazzi della banda di Perrin. La madre di Aram. Alric, custode di Siuan. Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca uccisi da Gawyn durante il colpo di stato di Elaida. Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.

Teodora, sorella di Kadere. Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. Ilyena, moglie di Lews Therin Telamon, morta all’inizio di L’Occhio del Mondo e il cui nome è appena entrato nella lista di Rand. Melidhra, Fanciulla della Lancia Amica delle Tenebre uccisa da Mat. Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. Pevin, il portabandiera di Rand, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage. Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam in Il Signore del Caos. 64, 65 66, 67, 68 e 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148 Fanciulle della Lancia, morte ai Pozzi di Dumai. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uomini di Mat uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve. Janira e Melore, membri della Famiglia, e Nalesean, Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa uccisi dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 229, 230, 231 e 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan. Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde il controllo di Callandor. Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa dalla Nera Careane Fransi (insieme a Ispan) durante il viaggio di Elayne e Nynaeve verso Caemlyn. Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. Fedwin Morr, avvelenato per pietà da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241 e 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam. Anayia dell’Ajah Azzurra e il suo custode Setagana, e Kairen Stang, uccisi con l’Unico Potere da Halima. Renna la sul’dam, uccisa da Harnan su ordine di Mat in Crocevia del crepuscolo. 245, 246, 247, 248 e 249

L’ambulante visto da Mat sprofondare sotto terra in un villaggio nello Shiota. Il Seanchan visto da Perrin morire vomitando scarafaggi. Reanne Corly, Mirane Larinen e altri otto membri della Famiglia assassinati da Careane a Caemlyn. Aram, ammazzato da uno Shaido mentre sta duellando con Perrin a Malden. Rolan, ammazzato da Perrin dopo che lui ha salvato Faile. Kinhuin e Jhoradin, due Mera’din uccisi da Faile e Lacile nel momento in cui vengono liberate da Malden. Vandene e Sareitha, assassinate da Chesmal Emry subito dopo la scoperta della vera Ajah di appartenenza di Careane (a sua volta ammazzata da Vandene prima di morire). Cieryl Arjuna e Tavan Shandare, Custodi di Careane (a differenza del terzo Custode, Venr Kosaan, che ovviamente non conto, loro non sono Amici delle Tenebre), Jaem, Custode di Vandene e Ned Yaran, Custode di Sareitha, entrati nella casa in cui sono state ammazzate le loro Aes Sedai da un gruppo di Nere in La lama dei sogni. 250, 251, 252, 253, 254, 255, 256, 257, 258, 259, 260, 261, 262, 263, 264, 265, 266, 267, 268, 269 e 270.

Adrin, arso vivo dal tocco del Tenebroso in Presagi di tempesta. 271.

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Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 16: Arya

Da quando Arya è fuggita da Approdo del Re grazie al sacrificio di Syrio Forel la sua situazione è sempre stata molto precaria. Il primo periodo lo ha trascorso in città da mendicante, poi ha iniziato un lungo viaggio con Yoren finché il Guardiano della Notte non è stato ammazzato da uomini dei Lannister e lei e alcuni compagni hanno iniziato a spostarsi da soli nelle Terre dei Fiumi. Quindi la cattura e la prigionia ad Harrenhal, con cambio di proprietà del castello grazie alla zuppa di Donnola, saguita da una nuova fuga. Lei, Gendry e Frittella, almeno fino all’incontro con alcuni membri della Fratellanza senza Bandiere. Ora Frittella ha deciso di fermarsi e gli uomini che sono con lei si dirigono a sud. Mi ero dimenticata di Harwen figlio di Hullen, che ci racconta cosa è accaduto agli uomini inviati da Ned per assicurare alla giustizia la Montagna che Cavalca in Il grande inverno. Evidentemente Ned per gli intrighi non era proprio portato visto che gli uomini mandati da lui sono caduti in una bella trappola. A salvare alcuni di loro il prete rosso, Thoros di Myr, già ubriacone compagno di bevute di re Robert Baratheon, che si dimostra capace di riorganizzare gli uomini e salvare lord Beric Dondarrion.

George R.R. Martin si diverte a ribaltare il mondo dei suoi personaggi perché con gli avvenimenti di Approdo del Re e la condanna di Ned da parte di Joffery quelli che prima erano uomini del re all’improvviso diventano fuorilegge. In Le cronache del ghiaccio e del fuoco accade di continuo, la situazione si ribalta d’un tratto e in modo traumatico, e tutto quello che i personaggi possono fare è cercare di non essere travolti dagli eventi. Beric e gli altri hanno deciso di continuare a combattere e chi passa nelle Terre dei fiumi rischia di dover fare i conti con loro.

Arya scopre della fuga di Jaime Lannister e sogna che le mura di Grande Inverno sono sempre più indistinte. Un segno che non riuscirà a tornarvi, per lo meno non per molto tempo? Perché Harwin e gli altri non la stanno portando a Delta delle Acque, come lei credeva, ma da lord Beric, probabilmente per ottenere un riscatto da sua madre. Arya prova a fuggire e se non fosse per Harwin ce la farebbe, almeno sul momento perché non è detto che sarebbe riuscita a rimanere libera nei giorni successivi. Quel che è amaro è che a catturarla è una persona che lei conosceva e di cui si fidava.

Il dialogo fra i due riporta in primo piano lo spettro di Lyanna e ci mostra perché la Fratellanza di lord Beric continua a combattere:

«Cavalchi come un uomo del Nord, milady» disse Harwin, facendo fermare entrambi gli animali. «Tua zia, lady Lyanna, cavalcava nello stesso modo. Ma mio padre era mastro dei cavalli, ricordalo.»

Lei gli rivolse uno sguardo carico di dolore. «Pensavo che tu fossi un uomo di mio padre.»

«Lord Eddard è morto, milady. Io adesso appartengo al Lord della Folgore, e ai miei fratelli.»

«Quali fratelli?» Che Arya potesse ricordare, il vecchio Hullen non aveva altri figli oltre ad Harwin.

«Anguy, Lem, Tom Settecorde, Jack, Barbaverde, tutti quanti loro. Non auguro nulla di male a tuo fratello Robb, milady… ma non è per lui che noi combattiamo. Lui ha un grande esercito tutto suo, e molti alti lord che s’inginocchiano al suo cospetto. Il popolino ha solamente noi.»

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Rileggere La Ruota del Tempo

Questa è la terza volta che leggo Presagi di tempesta, la prima che lo leggo sapendo già come finisce la saga. Il fatto che io scriva prima implica che, da qualche parte, in me si nasconde la convinzione che ci sarà un’ulteriore lettura, forse più di una. Chi non legge fantasy difficilmente può capire come si possa anche solo pensare di leggere una storia così lunga. La Ruota del Tempo conta 14 volumi di lunghezza compresa, almeno nella prima edizione Fanucci, fra le 701 pagine di Il Drago rinato e le 1156 di Memoria di luce. Questo senza contare gli appendici, naturalmente. E poi c’è un prequel. Breve, solo 349 pagine, cioè tanto quanto un romanzo di lunghezza media in un qualsiasi altro genere. In totale sono 12.918 pagine. Dal calcolo sto lasciando fuori le 83 pagine della versione racconto del prequel Nuova primavera, che credo di aver letto tre volte, le 417 di The World of Robert Jordan’s The Wheel of Time, scritto da Robert Jordan e Theresa Patterson e da me letto una sola volta (e lo dovrò rileggere), la decina di pagine  di River of Souls (dell’antologia in cui è compreso, Unfettered, ho la versione ebook, difficile essere precisi sulla lunghezza in questo caso), la manciata di pagine di cui è composto The Strike at Shayol Ghul, quelle di cui è composto Ravens, un prologo incentrato su Egwene pubblicato in From the Two Rivers, prima parte dell’adattamento per ragazzi di The Eye of The World, e le 815 pagine di The Wheel of Time Companion, enciclopedia interessantissima la cui lettura ho interrotto non so quanti mesi fa dopo un’arrabbiatura. Quante pagine sono in tutto? Va bene, per leggere la saga bastano solo i quindici romanzi, il resto lo leggo solo perché quel mondo mi piace a tal punto da volerlo conoscere in ogni dettaglio, ma leggere Jordan in termini di tempo è comunque impegnativo.

Terza lettura di Presagi di tempesta, perché gli ultimi tre romanzi, quelli scritti da Brandon Sanderson dopo la morte di Jordan li ho letti prima in inglese, The Gathering Storm al momento della pubblicazione dell’edizione tascabile e Towers of Midnight e A Memory of Light al momento della pubblicazione dell’edizione rilegata, e poi di nuovo al momento della pubblicazione della prima edizione italiana, per poter continuare a leggere siti americani dedicati alla saga senza subire spoiler perché in Italia eravamo più indietro che negli Stati Uniti.

Adesso so come finirà la storia, ma per leggerle tutta, dalla prima lettura di L’Occhio del Mondo a quella di A Memory of Light, ho impiegato 21 anni. Nulla in confronto a George R.R. Martin, per ora al secondo posto ma con il non trascurabile dettaglio che io ho iniziato a leggere Le cronache del ghiaccio e del fuoco nel 1999 e che lui non ha ancora terminato di scrivere The Winds of Winter e A Dream of Spring. Ammesso che riesca a concludere la storia in due soli romanzi.

So come si svolgerà l’Ultima Battaglia e chi morirà, e ogni volta che vedo determinati personaggi fare qualcosa di grandioso, sapendo quello che li aspetta, non posso non soffrire per loro. Sono quasi arrivata alla fine, è da La lama dei sogni che mi sento in dirittura d’arrivo. Con solo 3935 ancora da leggere (soltanto 2979 considerando solo gli ultimi tre romanzi) il più e alle spalle e ormai il ritmo è incalzante. La lama dei sogni chiude parecchie trame che ci eravamo portati dietro per diversi romanzi e segna un punto di svolta nel cammino verso Tarmon gai’don. Segna anche un punto di svolta nella saga perché, purtroppo, i libri non sono più firmati Robert Jordan ma Robert Jordan e Brandon Sanderson.

Adoro Sanderson, è uno dei due autori per me davvero importanti che ho scoperto nell’ultima decina d’anni. Probabilmente nessuno avrebbe potuto fare con La Ruota del Tempo un lavoro migliore di quello che ha fatto Sanderson, e quello che Sanderson ha fatto è straordinario. Però Sanderson non è Jordan, e una storia può essere adeguatamente conclusa solo dal suo Creatore. Sanderson è stato bravissimo ma c’erano cose che non poteva sapere, fili che non poteva riannodare, ed è una cosa che si sente soprattutto in Memoria di Luce, e ci sono episodi che hanno fatto nascere dubbi in tutti. Gli eventi di Hiderstap sembrano forzati in Presagi di Tempesta, eppure Sanderson ha dichiarato (dopo) che quella trama l’ha scritta praticamente tutta Jordan. E quando arriva Memoria di luce Hinderstap trova una sua funzione, ed è straordinario come si inserisca nella storia.

Allora com’è rileggere questi romanzi, ora che sto rileggendo Jordan-Sanderson immediatamente dopo Jordan e non a distanza di mesi se non di anni?

Padan Fain in un’illustrazione di Paul Bielaczyc

La trama scorre più in fretta. È inevitabile visto che l’Ultima Battaglia è sempre più vicina e non c’è più tempo da perdere. Ma è anche vero che i capitoli sono più corti, e che Sanderson cambia punto di vista molto più spesso di quanto non facesse Jordan ultimamente. Gli eventi si susseguono incalzanti e sono da brividi. L’ho scritto un paio di volte su Facebook ed è vero, un istante prima sono seduta a boccheggiare per il caldo mentre leggo e all’improvviso mi viene la pelle d’oca e il caldo non esiste più. Chi ha bisogno dell’aria condizionata in certi momenti? Clima personalizzato grazie ai libri.

Pensare d’iniziare una lettura così lunga non è facile, meno ancora se prima d’iniziare si sono sentiti commenti sul fatto che la trama è troppo tolkieniana (lo è solo all’inizio e per deliberata scelta dell’autore) o sul fatto che lo stile dell’autore è lento (in particolare nei romanzi centrali, che mettono le basi per l’accelerata finale). Allora perché rileggo? Perché così noto dettagli che non avevo visto la prima volta. Perché non essendo più ansiosa di andare avanti per scoprire come la storia andrà a finire vedo molte più cose e assaporo maggiormente il cammino. Per vedere le cose da un punto di vista diverso dal mio e fermarmi a pensare. Per provare emozioni talmente intense che è difficile descriverle. Jordan non passerà mai alla storia della letteratura per il suo stile, per la sua capacità di mettere insieme le parole, anche se io con il suo stile mi trovo piuttosto bene. Quello per cui merita di essere ricordato è l’ampiezza e la profondità della sua visione, e la capacità di andare al cuore di ciò che sono e che possono essere gli esseri umani. Non è perfetta, ci sono parti pesanti, dettagli che non tornano, ingenuità, uno stile un po’ grezzo ma pur con tutti i suoi limiti La Ruota del Tempo è un’opera straordinaria e io non posso che trovarmi al fianco del Drago mentre ancora una volta cavalca il vento del tempo.

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Sulla scrittura

Scrivere non è per niente un’arte facile. Pensare ciò che si vuole scrivere sembra facile; ma il pensiero evapora, sfugge qua e là.

Virginia Woolf, Diario di una scrittrice

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Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 15: Sansa

Per la prima volta dalla morte del padre Sansa prova speranza. È talmente sola, talmente circondata da nemici, che la gentilezza di Margaery – una gentilezza probabilmente interessata, ma Sansa non è molto rapida a notare questi dettagli, o forse è solo troppo disperata – la porta a legarsi alla futura moglie di Jeoffrey. Le vuole talmente bene che si spinge a dirle una cosa pericolosa, che farebbe meglio a non sposarsi perché Jeoffery è un mostro, ma Margaery non se ne preoccupa perché è convinta che suo fratello Loras, come cavaliere della Guardia reale, la proteggerà.

Quando si sente abbastanza sicura rivela qualcosa dei suoi progetti a ser Dontos, il quale è tutt’atro che entusiasta e le ricorda che lei non è solo la figlia e la sorella di due traditori, ma anche l’erede di Grande Inverno.

Spoiler da Il portale delle tenebre (Edit: anche i commenti contengono spoiler da Il portale delle tenebre, perciò se non lo avete ancora letto vi consigli di fermarvi qui).

Capitolo in sé interlocutorio, dice poco al di là di mostrarci ancora una volta l’ingenuità di Sansa. Però George R.R. Martin sta giocando con noi, perché Sansa ha rivelato i suoi progetti a Dontos, Dontos è sul libro paga di quel fetente di Ditocorto e Ditocorto non ha la minima intenzione di permettere che Sansa fugga via dove lui non la più raggiungere. Probabilmente la sua intenzione è di portarla in salvo da Approdo del re e di restituirla a Catelyn – Ditocorto non ha la minima idea che pure Catelyn verrà ammazzata durante le Nozze Rosse – in modo da ottenere la sua eterna gratitudine e, entro breve, pure la sua mano. Del resto a chi potrebbe affidarsi la vedova Stark se non a colui che è sempre stato suo amico fin da quando sono cresciuti insieme a Delta delle Acque?

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Operette molari

Conversazione fra una cliente e un mio collega:

  • Avete le “Operette molari”?

  • Signora, intende le “Operette morali”?

  • No, no, proprio no. Mia figlia è stata molto chiara.

Commento (dopo che la cliente era andata via) di un altro collega:

Perché Leopardi era incisivo.

La quarta di copertina delle Operette morali di Giacomo Leopardi:

Scritte tra il 1824 e il 1832, le “Operette morali” sono tra i più alti capolavori della letteratura italiana: prose e dialoghi che hanno per protagonisti personaggi storici, tra cui Tasso, Parini, Plotino, Copernico, e immaginari, come gnomi e folletti, maghi e diavoli; ma anche figure allegoriche ed emblematiche, come Terra e Luna, Sole e Morte. I temi sono gli stessi che percorrono le liriche dei “Canti”: il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e con l’indifferente Natura; il confronto tra i valori antichi e la degenerazione del presente; la potenza delle illusioni, l’infelicità, la gloria vana o impossibile, la noia nemica. La sorprendente modernità di quest’opera sta nella novità di linguaggio e di stili, nella variazione del tono dal fantastico al satirico al comico, pur nel costante tentativo di chiarire con inesausta forza di carattere un’amara filosofia.

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La lama dei sogni di Robert Jordan. Dal capitolo 31 alla conclusione

Rilettura di La lama dei sogni di Robert Jordan.

31: La casa di Via della Luna Piena

Le donne della Famiglia continuano a venire assassinate, con questa siamo a dieci in totale anche se l’unica che conoscevamo davvero era Reanne Corly. Questi omicidi comunque mantengono alta la tensione per Elayne, come se non avesse già abbastanza problemi, e la fanno inevitabilmente sospettare di un’Aes Sedai che è arrivata a piacerle. Non sempre il Male veste di nero e si riconosce al primo sguardo, a volte può anche essere una persona che si finge un’amica.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara. Dena, la donna di cui è innamorato Thom. Ingtar Shinowa in La grande caccia. 2, 3, 4 e 5.

Leya la Calderaia che ha portato un messaggio a Moiraine. Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 6 e 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo scoprendo che non può realmente fare tutto. La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. I genitori, il fratello, le sorelle, gli zii, i cugini e la prozia di Perrin uccisi da Padan Fain. Owein, custode di Alanna. Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, e altri serici ragazzi della banda di Perrin. La madre di Aram. Alric, custode di Siuan. Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca uccisi da Gawyn durante il colpo di stato di Elaida. Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.

Teodora, sorella di Kadere. Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. Ilyena, moglie di Lews Therin Telamon, morta all’inizio di L’Occhio del Mondo e il cui nome è appena entrato nella lista di Rand. Melidhra, Fanciulla della Lancia Amica delle Tenebre uccisa da Mat. Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. Pevin, il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage. Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam in Il Signore del Caos. 64, 65 66, 67, 68 e 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148, morte alla fine di Il Signore del Caos, anche se il numero preciso e il nome di tre di loro lo scopriamo solo all’inizio di La corona di spade. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve. Janira e Melore, membri della Famiglia, uccise dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa, uccisi dal gholam. Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. Nalesean, ucciso dal gholam. 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 229, 230, 231 e 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan. Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde il controllo di Callandor. Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa da una Nera (insieme a Ispan) durante il viaggio di Elayne e Nynaeve verso Caemlyn. Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. Fedwin Morr, fatto morire dolcemente con il veleno da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241 e 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam. Anayia dell’Ajah Azzurra e il suo custode Setagana, e Kairen Stang, uccisi con l’Unico Potere da Halima. Renna la sul’dam, uccisa da Harnan su ordine di Mat in Crocevia del crepuscolo. 245, 246, 247, 248 e 249

L’ambulante sprofondato sotto terra in un villaggio nello Shiota in La lama dei sogni. 250.

Il Seanchan morto vomitando scarafaggi. 251.

Reanne Corly, Mirane Larinen e altri tre membri della Famiglia assassinati da una Nera a Caemlyn. 252, 253, 254, 255 e 256.

Aram, ammazzato da uno Shaido mentre sta duellando con Perrin a Malden. 257.

Rolan, ammazzato da Perrin dopo che lui ha salvato Faile. 258.

Kinhuin e Jhoradin, due Mera’din uccisi da Faile e Lacile nel momento in cui vengono liberate da Malden. 259 e 260.

L’ennesima donna della Famiglia assassinata dalla Nera infiltrata nel gruppo di Elayne. Il totale delle donne della Famiglia assassinate sale a dieci. 261, 262, 263, 264.

Elayne riceve la visita di una simpatica sorella Rossa prima di ottenere un’informazione che aspettava da tempo: la sua nuova spia ha scoperto dove si reca Mellar e dalla descrizione delle occupanti della casa di Lady Shiaine Elayne capisce che si tratta di alcune delle Nere a cui sta dando la caccia fin dai tempi di Il Drago rinato. Ovviamente essendo più coraggiosa che prudente va e si caccia nei guai. Un minimo di precauzioni le aveva prese, ha fatto arrestare Mellar e si è portata dietro i Custodi e le Sorelle, ma sapeva che una delle Sorelle doveva essere Nera. La scelta di come legarsi a coppie per noi è ovvia: Vandene è l’unica di cui Elayne non sospetta visto che la Nera ha assassinato Adeleas. La Nera, Careane, è molto debole nell’Unico Potere, ma fa quel che può. Quando ha potuto farlo senza farsi scoprire ha ammazzato, quando non ha potuto ha comunque fatto del suo meglio per sabotare. Ricordate il panico che si era scatenato alla fattoria di Alise? È durato poco, è vero, ma questo solo perché a controllare la situazione c’era Alise. Le donne avevano iniziato a fuggire dopo aver riconosciuto il volto da Aes Sedai di Careane Fransi, che distrattamente si era dimenticata di tenere nascosti i suoi lineamenti senza età. Qui invece inciampa e fa rumore, è proprio una pasticciona!

La cucina dalle pareti in mattoni era illuminata solo da un fuocherello nell’ampio caminetto di pietra dove pendeva un bollitore fumante, tuttavia non fu sufficiente perché riuscissero ad attraversare la stanza senza andare a sbattere contro il tavolo o le sedie. Qualcuna sospirò e lei si portò un dito ammonitore alle labbra. Vandene si accigliò verso Careane, che parve imbarazzata e allargò le mani.

Elayne e le alte catturano Falion Bhoda (finta Bianca), Marrilin Gemalphin (finta Marrone) e Lady Shiaine, ma la cosa dura poco visto che Asne Zeramente (finta Verde), nascosta nella stanza accanto, usa un ter’angreal e le cattura a sua volta. Marrilin rivela che Careane (finta Verde) è Nera, Vandene si vendica e l’ammazza e subito dopo Chesmal Emry (finta Gialla) ammazza sia Vandene che Sareitha (Marrone). Il brillante piano di Elayne ha sì fatto scoprire e ammazzare una sorella Nera, ma al prezzo della vita delle altre due.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara. Dena, la donna di cui è innamorato Thom. Ingtar Shinowa in La grande caccia. 2, 3, 4 e 5.

Leya la Calderaia che ha portato un messaggio a Moiraine. Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 6 e 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo scoprendo che non può realmente fare tutto. La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. I genitori, il fratello, le sorelle, gli zii, i cugini e la prozia di Perrin uccisi da Padan Fain. Owein, custode di Alanna. Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, e altri serici ragazzi della banda di Perrin. La madre di Aram. Alric, custode di Siuan. Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca uccisi da Gawyn durante il colpo di stato di Elaida. Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.

Teodora, sorella di Kadere. Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. Ilyena, moglie di Lews Therin Telamon, morta all’inizio di L’Occhio del Mondo e il cui nome è appena entrato nella lista di Rand. Melidhra, Fanciulla della Lancia Amica delle Tenebre uccisa da Mat. Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. Pevin, il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage. Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam in Il Signore del Caos. 64, 65 66, 67, 68 e 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148, morte alla fine di Il Signore del Caos, anche se il numero preciso e il nome di tre di loro lo scopriamo solo all’inizio di La corona di spade. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve. Janira e Melore, membri della Famiglia, uccise dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa, uccisi dal gholam. Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. Nalesean, ucciso dal gholam. 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 229, 230, 231 e 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan. Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde il controllo di Callandor. Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa dalla Nera Careane Fransi (insieme a Ispan) durante il viaggio di Elayne e Nynaeve verso Caemlyn. Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. Fedwin Morr, fatto morire dolcemente con il veleno da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241 e 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam. Anayia dell’Ajah Azzurra e il suo custode Setagana, e Kairen Stang, uccisi con l’Unico Potere da Halima. Renna la sul’dam, uccisa da Harnan su ordine di Mat in Crocevia del crepuscolo. 245, 246, 247, 248 e 249

L’ambulante sprofondato sotto terra in un villaggio nello Shiota in La lama dei sogni. 250.

Il Seanchan morto vomitando scarafaggi. 251.

Reanne Corly, Mirane Larinen e altri tre membri della Famiglia assassinati da Careane a Caemlyn. 252, 253, 254, 255 e 256.

Aram, ammazzato da uno Shaido mentre sta duellando con Perrin a Malden. 257.

Rolan, ammazzato da Perrin dopo che lui ha salvato Faile. 258.

Kinhuin e Jhoradin, due Mera’din uccisi da Faile e Lacile nel momento in cui vengono liberate da Malden. 259 e 260.

L’ennesima donna della Famiglia assassinata da Careane, la Nera infiltrata nel gruppo di Elayne. Il totale delle donne della Famiglia assassinate sale a dieci. 261, 262, 263, 264.

Vandene e Sareitha, assassinate da Chesmal Emry subito dopo la scoperta della vera Ajah di appartenenza di Careane (a sua volta ammazzata da Vandene prima di morire). 265 e 266.

32: Mantenere l’accordo

Con le Aes Sedai assassinate la reazione dei loro Custodi è ovvia, così come l’esito finale.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara. Dena, la donna di cui è innamorato Thom. Ingtar Shinowa in La grande caccia. 2, 3, 4 e 5.

Leya la Calderaia che ha portato un messaggio a Moiraine. Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 6 e 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo scoprendo che non può realmente fare tutto. La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. I genitori, il fratello, le sorelle, gli zii, i cugini e la prozia di Perrin uccisi da Padan Fain. Owein, custode di Alanna. Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, e altri serici ragazzi della banda di Perrin. La madre di Aram. Alric, custode di Siuan. Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca uccisi da Gawyn durante il colpo di stato di Elaida. Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.

Teodora, sorella di Kadere. Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. Ilyena, moglie di Lews Therin Telamon, morta all’inizio di L’Occhio del Mondo e il cui nome è appena entrato nella lista di Rand. Melidhra, Fanciulla della Lancia Amica delle Tenebre uccisa da Mat. Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. Pevin, il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage. Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam in Il Signore del Caos. 64, 65 66, 67, 68 e 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148, morte alla fine di Il Signore del Caos, anche se il numero preciso e il nome di tre di loro lo scopriamo solo all’inizio di La corona di spade. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve. Janira e Melore, membri della Famiglia, uccise dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa, uccisi dal gholam. Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. Nalesean, ucciso dal gholam. 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 229, 230, 231 e 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan. Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde il controllo di Callandor. Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa dalla Nera Careane Fransi (insieme a Ispan) durante il viaggio di Elayne e Nynaeve verso Caemlyn. Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. Fedwin Morr, fatto morire dolcemente con il veleno da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241 e 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam. Anayia dell’Ajah Azzurra e il suo custode Setagana, e Kairen Stang, uccisi con l’Unico Potere da Halima. Renna la sul’dam, uccisa da Harnan su ordine di Mat in Crocevia del crepuscolo. 245, 246, 247, 248 e 249

L’ambulante sprofondato sotto terra in un villaggio nello Shiota in La lama dei sogni. 250.

Il Seanchan morto vomitando scarafaggi. 251.

Reanne Corly, Mirane Larinen e altri tre membri della Famiglia assassinati da Careane a Caemlyn. 252, 253, 254, 255 e 256.

Aram, ammazzato da uno Shaido mentre sta duellando con Perrin a Malden. 257.

Rolan, ammazzato da Perrin dopo che lui ha salvato Faile. 258.

Kinhuin e Jhoradin, due Mera’din uccisi da Faile e Lacile nel momento in cui vengono liberate da Malden. 259 e 260.

L’ennesima donna della Famiglia assassinata da Careane, la Nera infiltrata nel gruppo di Elayne. Il totale delle donne della Famiglia assassinate sale a dieci. 261, 262, 263, 264.

Vandene e Sareitha, assassinate da Chesmal Emry subito dopo la scoperta della vera Ajah di appartenenza di Careane (a sua volta ammazzata da Vandene prima di morire). 265 e 266.

Cieryl Arjuna e Tavan Shandare, Custodi di Careane (anche se la loro Aes Sedai è una Nera il The Wheel of Time Companion mi conferma che, a differenza del terzo Custode, Venr Kosaan, che ovviamente non conto, loro non sono Amici delle Tenebre. Però che razza di nomi! Per fortuna li scrivo stavolta e basta), Jaem, Custode di Vandene e Ned Yaran, Custode di Sareitha, entrano nella casa in cui sono state ammazzate le loro Aes Sedai da un gruppo di Nere. Possiamo immaginare le conseguenze… 267, 268, 269 e 270.

Per fortuna Birgitte, che sa che Elayne è viva, usa il cervello e invece di lanciarsi in una missione suicida va a organizzare il salvataggio.

Alcuni mercenari decidono di passare dalla parte di Arymllla e scatenano casini all’interno delle mura, perciò a Dyelin tocca andare a fermarli. Dyelin, che di guerra dubito che sappia granché ma che sa riconoscere una persona competente quando se la trova davanti e sa sfruttare le sue capacità, e che è abbastanza determinata da non arrendersi neppure di fronte all’evidenza della sconfitta. Per quanti nemici – a volte palesi e a volte nascosti – hanno i personaggi, al loro fianco ci sono anche alleati notevoli e Dyelin è una di queste. Lei per Elayne non è meno importante di quanto lo sono Bashere, Dobraine o Ruarc per Rand.

Birgitte raggira le Cercavento e le coinvolge nella battaglia, forse se Elayne e Nynaeve si fossero portate dietro Birgitte a Ebou Dar avrebbero ottenuto un accordo migliore per l’aiuto con la Scodella dei venti. Tanto di cappello a Guybon e agli altri che hanno fatto quella carica pur sapendo che con ogni probabilità sarebbero morti, mi fa pensare a Dobraine e al suo voler liberare Rand dalla Aes Sedai di Elaida prima della comparsa degli Asha’man. Anche se la battaglia è persa ci si arrende solo dopo la morte. A volte accadono fatti imprevisti e alla fin fine si sopravvive alla battaglia e si vince pure.

33: Nove su dieci

Elayne viene liberata e aggiornata sugli ultimi eventi, e naturalmente lei decide subito di passare all’azione e catturare Arymilla. Il suo attacco alle spalle riesce anche perché Dyelin, che è riuscita a tenere i cancelli, è pronta ad aprirli e a far combattere gli uomini di Arymilla su due fronti. Catturati i nobili arriva Sylvase, ora Somma Signora di Casa Carean dopo che un tempestivo infarto ha portato via suo nonno. Si era intravisto che Sylvase non era così tonta e addomesticata come pensava Arymilla, qui c’è la conferma. Naturalmente arrivano altre dichiarazioni di fedeltà, e con Lyr Baryn e Karind Anshar che si aggiungono ai vari Trakad (Elayne stessa), Dyelin Taravin, Branlet Gilyard, Catalyn Haevin, Perival Mantear e Conail Northan Elayne arriva a nove Case sulle dieci che le servono. Sapete che l’elenco l’ho copiato perché non imparerò mai i nomi dei nobili di Caemlyn, vero?

34: Una tazza di kaf

Karede è alla ricerca di Tuon. La cosa buffa è che si convince che la mente dietro a tutto sia quella di Thom perché ha conosciuto Mat come il favorito di Tylin e non ha idea delle sue reali capacità.

35: L’importanza di Dyelin

Gli altri nobili, quelli che… quanti romanzi fa? Era Il sentiero dei pugnali, e io ho dovuto cercare quest’informazione, perché non ho problemi a collocare nei vari libri alcuni eventi mentre con altri continuo a confondermi… beh, questi sono i nobili che hanno incontrato Ewgene, e che all’epoca si erano espressi a favore di Dyelin, nel primo momento in cui Egwene ha iniziato a farsi conoscere dagli altri come l’Amyrlin. Loro avrebbero voluto sul trono Dyelin, Dyelin dice chiaramente di sostenere Elayne e prima Abelle Pendar e Luan Norwelyn e poi Arathelle Renshar, Pelivar Coelan e Aemlyn Carand si dichiarano per Trakand. L’unica che non ne vuole sapere è l’ex grande amica di Morgase, Ellorien Traemane. Morgase, sotto l’influenza di Rhavin, l’ha fatta frustare, ma visto che lei non crede che lord Gaebril fosse in realtà il Reietto si sente tradita nella sua amicizia e non è disposta a perdonare, anche se cavalcherà per l’Andor a Tarmon gai’don. Elayne è finalmente regina.

36: Sotto una quercia

Karede raggiunge il gruppo di Mat e subisce una serie di shock, dal vedere un bel po’ di persone che non si aspettava di vedere come Setalle Anan, la locandiera presso cui era alloggiato a Ebou Dar ed Egeanin allo scoprire che il generale è Mat e non Tom, dal veder svelato il suo bluff al vedere che comunque Mat gli consegnerà Tuon, dall’apprendere che Tuon ha seguito le sue vicende personali al sentirla pronunciare i voti nuziali. Per quanto Tuon a volte sia davvero irritante, stavolta sentirla parlare, prima con Karede e poi per essere udita da tutti, è stato un piacere:

«Matrim Cauthon è mio marito» disse la Somma Signora con voce forte e chiara. Tutti si immobilizzarono dove si trovavano. «Matrim Cauthon è mio marito.»

Karede si sentì di nuovo come se Hartha gli avesse dato un calcio. No, non Hartha. Aldazar. Che follia era quella? Cauthon sembrava un uomo che stava osservando una freccia volare verso la sua faccia, sapendo di non avere nessuna possibilità di evitarla.

«Il dannato Matrim Cauthon è mio marito. È questa la formula che hai usato tu, no?»

Lei era priva di sensi, ma sa perfettamente quel che Mat ha detto. E finalmente ci rivela il perché del suo comportamento.

Alcune Aes Sedai potevano Predire il futuro. Perché non una damane? «Ho chiesto a Lydia di predire la mia appena prima di approdare a Ebou Dar. Questo è ciò che ha detto: ‘Attenta alla volpe che fa volare i corvi, poiché ti sposerà e ti porterà via. Attenta all’uomo che si ricorda il volto di Hawkwing, poiché ti sposerà e ti libererà. Attenta all’uomo della mano rossa, poiché tu sposerai lui e nessun altro.’ È stato il tuo anello quello che per primo ha attirato il mio occhio.» Mat si tastò inconsciamente il lungo anello e lei sorrise. Un piccolo sorriso, ma comunque tale. «Una volpe che apparentemente fa volar via due corvi e nove falci di luna. Evocativo, non credi? E proprio ora hai adempiuto alla seconda parte, perciò ho saputo per certo che si trattava di te.» Selucia emise un suono nella gola e Tuon agitò le dita nella sua direzione. La donna prosperosa si acquietò, aggiustandosi la sua sciarpa da testa, ma l’occhiata che scoccò a Mat avrebbe dovuto essere accompagnata da un coltello in mano sua.

Rise senza allegria. Sangue e maledette ceneri. L’anello era un pezzo di prova di un cesellatore, comprato solo perché si adattava al suo dito; avrebbe ceduto quei ricordi del volto di Hawkwing assieme a ogni altra vecchia memoria, se solo fosse servito a togliergli quei dannati serpenti dalla testa; eppure tutte quelle cose gli avevano fruttato una moglie. La Banda della Mano Rossa non sarebbe mai esistita senza quei vecchi ricordi di battaglie.

Mat ha comprato l’anello quando stava seguendo Mili Skane, non ancora lady Shiaine, a Ebou Dar, perché l’anello gli ha fatto lo scherzo di non sfilarsi dal dito quando lui doveva muoversi e se non lo avesse pagato il venditore avrebbe fatto un notevole casino.

37: Principe dei corvi

Mat vince un’incredibile battaglia sotto gli occhi di Musenge, lasciato lì da Karede insieme a una manciata di uomini e Ogier per far credere ai potenziali assassini di Tuon che lei si trova lì. Quando gli scontri sono finiti Musenge ci rivela che il nuovo titolo di Mat è Principe dei Corvi.

Epilogo: Ricorda il vecchio detto

Tuon torna a Ebou Dar con le prove che Suroth è una traditrice e finalmente ci libera di lei.

Pevara e altre cinque Rosse, fra cui la Custode degli Annali Tarna Feir, si recano alla Torre Nera per legare come Custodi gli Asha’man. Taim acconsente e dice una frase inquietante:

Gli occhi di Taim parvero penetrarle nel cranio. Allargò le mani in quello che fu un gesto di scherno. «Cosa vorresti che ti dicessi? Quello che è giusto è giusto? Quote uguali? Accetta ‘molto bene’ e chiedi chi vi permetterà di essere vincolato. Inoltre, devi ricordarti il vecchio detto. Che il Signore del caos governi.» La camera proruppe della risata degli uomini.

Pevara non aveva mai sentito nessun detto del genere. I peli sulla sua nuca fecero per rizzarsi al suono di quella risata.

Ma quale vecchio detto! Questo è puro Tenebroso, e se fino a qui potevamo non essere certi della fedeltà di Marim Taim, ora sappiamo con certezza da che parte sta. Logain aveva ragione, Rand lo ha lasciato senza sorveglianza davvero troppo a lungo.

 

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