Cose da non fare se sei l’Oscuro Signore

Diavolo, Codex Gigas, sec. XIII, Stoccolma, Biblioteca Nazionale di Svezia

3: Il mio nobile fratellastro, il cui trono ho usurpato, sarà ucciso, non tenuto prigioniero e nell’anonimato in una cella dimenticata delle mie prigioni.

7: Quando, dopo aver catturato il mio avversario, lui mi dirà “aspetta, prima di uccidermi potresti almeno dirmi cos’hai in mente?”, io gli risponderò “No” e lo ucciderò. No, ripensandoci, prima lo ucciderò e poi gli risponderò “No”.

75: Ordinerò ai membri delle mie Legioni del Terrore di attaccare l’eroe in massa, invece di limitarsi ad andargli vicino e aspettare che li sconfigga tutti perché lo hanno attaccato a uno o due per volta.

80: Se le mie truppe più deboli non sono riuscite a eliminare l’eroe, gli manderò contro le mie truppe migliori invece di perdere tempo mandandogli contro soldati sempre più forti man mano che lui si avvicina alla mia roccaforte.

85: Non mi servirò di alcun piano il cui elemento finale è terribilmente complicato, tipo “Allinea le 12 Pietre del Potere sull’altare sacro, quindi attiva il medaglione nell’istante dell’eclissi totale”. Piuttosto sarà qualcosa tipo “Premi il pulsante”.

Questi sono solo cinque dei cento suggerimenti (ma ce ne sono altri in due link posti in fondo alla pagina) dati da Peter Anspach a tutti gli aspiranti Oscuri Signori. Chi sia Peter Anspach non lo so, io sono finita sulla sua lista per caso, ma visto che è molto carina e che ripropone un bel po’ di cliché sui cattivi delle opere d’avventura, vi rimando alla pagina contenente l’elenco completo: http://www.eviloverlord.com/lists/overlord.html

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Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Capitolo 37: L’Ultima Battaglia (5)

Rilettura di Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson.

37: L’Ultima Battaglia

Egwene si sveglia. Indipendentemente da quel che pensa Silviana, un Custode non è una debolezza, e per quanto la morte di Gawyn l’abbia temporaneamente messa fuori gioco… il temporaneamente è fondamentale.

«I Custodi sono una debolezza» disse Silviana. «È tutto ciò che sono sempre stati e quello che saranno sempre. Quel ragazzo… Quello sciocco ragazzo…»

«Quello sciocco ragazzo» disse Egwene «mi ha salvato da sicari seanchan. Non sarei qui a piangerlo se non l’avesse fatto. Ti suggerisco di ricordartelo, Silviana, quando parli dei morti.»

E questo vale per tutti quelli che criticano Gawyn. L’ho mai detto che il mio cuore è con Egwene? Il che significa che se lei è innamorata di lui io non posso non volergli bene, e se lei accetta le sue decisioni le accetto anch’io. Gawyn non era un ufficiale ma un semplice soldato, e come tale era sacrificabile. Il solo fatto di aver distratto Demandred dalla distruzione che stava portando avanti nell’esercito della Luce valeva il suo sacrificio, anche se Egwene ne ha subito il contraccolpo. Egwene avrebbe potuto lasciare il legame, o passarlo a Silviana, ma ha scelto di non farlo. Lei ha abbracciato il dolore, qualsiasi tipo di dolore, e dopo un intervallo piuttosto breve è già pronta ad andare avanti.

«Egwene al’Vere può affliggersi» disse Egwene, alzandosi in piedi. «Egwene al’Vere ha perso un uomo che amava e lo ha sentito morire attraverso un legame. L’Amyrlin è solidale con Egwene al’Vere, proprio come lo sarebbe con qualunque Aes Sedai che dovesse fare i conti con una perdita del genere. E poi, di fronte all’Ultima Battaglia, l’Amyrlin si aspetterebbe che quella donna si ricomponesse e tornasse a combattere.»

Per la verità dubito che l’Amyrlin si aspetterebbe che una qualsiasi altra donna – tranne forse Nynaeve – tornasse a combattere così in fretta, ma il concetto è chiaro. Ci vuole ben altro per fermarla, e la dimostrazione della sua continua crescita è data dal fatto che immediatamente dopo la perdita sceglie un’altra persona, una Seanchan, come sua Custode. Uno dei suoi sogni, quello sull’aiuto da parte dei Seanchan, trova compimento qui.

Demandred sconfigge Galad. Non avevo le idee chiarissime sulla ferita inflitta dal Reietto al fratellastro di Elayne, così ho fatto un controllo. Versione italiana:

Poi, con un suono nauseante che Galad udì in modo assai distinto, il suo muscolo si strappò nel braccio dov’era stato ferito. La spada gli scivolò da dita insensibili, il braccio venne colto da spasmi, e Demandred lo scagliò all’indietro e colpì con un guizzo della lama.

Demandred sbuffò, poi vibrò ancora una volta la lama.

Tutto divenne nero.

Vediamo un muscolo del braccio di Galad che si strappa e Demandred che vibra la lama, poi Galad perde conoscenza. Che diavolo è successo? Versione originale:

Then, with a sickening sound Galad heard quite distinctly, his muscle ripped in the arm where he’d been cut. His sword slipped from numb fingers, his arm spasming, and Demandred threw him backward and struck with a flash of the blade.

Galad fell to his knees. His right arm—severed at the elbow by Demandred’s slice—flopped to the ground in front of him.

Demandred stepped back, panting. He had been worried. Good. Galad held to his bleeding stump, then spat at Demandred’s feet.

Demandred snorted, then swung his blade once more.

All went black.

Il traduttore si è dimenticato una scena. Galad cadde sulle ginocchia. Il suo braccio destro – reciso al gomito dal fendente di Demandred – volò sul terreno di fronte a lui. Demandred fece un passo indietro, ansimando. Lo aveva fatto preoccupare. Bene. Galad premette sul moncone sanguinante e poi sputò ai piedi di Demandred.

Solo a questo punto la traduzione italiana ricomincia, dopo che ci siamo persi l’entità precisa della ferita di Galad e il suo coraggio e la sua testardaggine nel continuare a tenere testa a Demandred sputando ai suoi piedi. Ma cosa devo fare, leggere la saga contemporaneamente in inglese e in italiano, integrando l’italiano con i passaggi mancanti o errati, per poter poi leggere la saga in italiano sapendo di leggere la storia scritta da Jordan e Sanderson e non la libera interpretazione e riduzione dei traduttori italiani?

Androl si dimostra ancora una volta straordinario. Parla con Mishraile e Taim fingendosi Nensen, improvvisa la bugia di aver visto Androl, viene torturato da Taim e ha ancora la forza e la lucidità di fare quel che deve fare.

Sto arrivando, trasmise Pevara.

Sta’ indietro, replicò lui. Luce, quanto si sentiva inerme. Mentre si metteva in piedi, andò a sbattere contro Taim, con le gambe che si rifiutavano di funzionare a dovere.

«Sciocco» disse Taim, spintonandolo all’indietro.

Ha fregato anche me, e io conoscevo la sua identità e sapevo quale fosse la sua missione. Ma no, non avevo capito che Androl ha sfruttato al meglio la difficoltà di stare in piedi. Lui prende quello che ha e fa ciò che deve fare, a qualunque costo. Taim pone su di lui una Maschera degli Specchi:

«Mi stai… facendo sembrare Androl» disse Androl.

Pevara ha posto su Androl una Maschera per farlo sembrare Nensen, e Taim ha posto sulla Maschera un’altra Maschera per far apparire il volto di Androl su quello che crede sia Nensen. Quanto ho riso per questa scena? Ora comunque i Sigilli sono nelle mani giuste.

Sul campo di battaglia. Riportare tutti gli spostamenti e le mosse tattiche sarebbe lunghissimo, Tam al’Thor e Abell Cauthon continuano a combattere e dimostrano capacità notevoli, stupendo anche un veterano quale Arganda. Peccato che non avremo mai il prequel su Tam, lo avrei letto più che volentieri. A loro si unisce Lan. Subito dopo Demandred inizia a vantarsi, vanterie e lamentele sono ciò che gli riesce meglio. Anche come capacità distruttive non scherza, comunque il Reietto parla troppo. Cerca Rand – Lews Therin – e afferma di aver sconfitto suo fratello:

«Non ti importa nulla della carne della tua carne?» tuonò Demandred in lontananza. «Non provi alcun amore per l’uomo che ti ha chiamato fratello, quest’uomo in bianco?»

Indizio non da poco per chi sa ascoltare. Nel bel mezzo del caos arrivano pure gli Ogier.

«Siamo condannati» disse Arganda.

«Se è così,» disse Lan «teniamo terreno quassù e combattiamo finché non moriamo, Ghealdano. Ti arrendi quando sei morto. A molti uomini è stato concesso meno.»

Ho mai detto che Lan è straordinario?

Rand combatte, mostrando al Tenebroso una versione di Caemlyn in cui il Tenebroso è stato ucciso. La perfezione?

Rand guardò Elayne negli occhi, vi guardò in profondità. Un’ombra era in agguato lì, dietro di essi. Oh, era un’ombra innocente, ma comunque un’ombra. Era come… Come quella…

Come quell’ombra dietro gli occhi di qualcuno che era stato Convertito al Tenebroso.

Rand balzò in piedi e barcollò all’indietro. «Cos’hai fatto qui?» urlò rivolto al cielo. «Shai’tan! Rispondimi!»

Elayne inclinò il capo. Non aveva paura. In questo posto la paura non esisteva. «Shai’tan? Giuro che ricordo quel nome. È passato così tanto tempo. Sono un po’ smemorata, a volte.»

«Shai’tan!» tuonò Rand.

Io non ho fatto nulla, avversario. La voce era distante. Questa è una tua creazione.

«Sciocchezze!» disse Rand. «Tu l’hai cambiata! Li hai cambiati tutti!»

Pensavi che togliermi dalle loro vite li avrebbe lasciati inalterati?

Le parole tuonarono attraverso Rand. Esterrefatto, si allontanò mentre Elayne si alzava, evidentemente preoccupata per lui. Sì, ora la vedeva, la cosa dietro i suoi occhi. Non era sé stessa… Perché Rand le aveva sottratto la capacità di essere sé stessa.

Io converto gli uomini a me, disse Shai’tan. È vero. Non possono scegliere il bene una volta che li ho resi miei a quella maniera. In che modo questo è diverso, avversario?

Se fai questo, siamo la stessa cosa.

«No!» urlò Rand, tenendosi la testa con la mano e cadendo in ginocchio. «No! Il mondo sarebbe perfetto senza di te!»

Perfetto. Immutabile. Rovinato. Fa’ questo, se desideri, avversario. Nell’uccidermi, io vincerei.

Qualunque cosa tu faccia, io vincerò.

Se vogliamo non c’è nulla di nuovo, parlando di narrativa possiamo pensare a Il Visconte dimezzato di Italo Calvino o, andando più indietro, a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson, ma il tema è fondamentale per la religione e la filosofia. Tutti siamo composti, in proporzioni diverse, di bene e di male, e se una separazione netta fosse possibile provocherebbe solo catastrofi. La possibilità di scelta, il libero arbitrio, è ciò che ci rende ciò che siamo. Elayne è vitale perché ama, fa del bene, ma è anche capace di comportarsi con ferocia verso i nemici e a volte si è comportata in modo ingiusto anche nei confronti degli amici. Rand vede negli occhi di Elayne gli effetti della Conversione forzata perché noi siamo ciò che siamo per nostra scelta, e questo, lo sottolineo ancora una volta, viene detto a chiare lettere in una saga fantasy. Nel bel mezzo di un conflitto apocalittico con Trolloc e magie dalla potenza devastante la parte fondamentale della battaglia si gioca su problemi morali e filosofici. Certo, se Mat perdesse un’eventuale vittoria di Rand servirebbe a ben poco, ma la modalità della battaglia di Rand ci mostra la profondità di La Ruota del Tempo.

Il gruppo di Faile riesce ad arrivare a Merrilor via Portale, e notiamo un piccolo dettaglio che avevamo trascurato: visto che a inviare il gruppo lì sono stati i servi dell’Ombra, loro ora si trovano nel bel mezzo dell’accampamento nemico. A peggiorare le cose scopriamo improvvisamente che Aravine è un’Amica delle Tenebre. Non so voi, ma io sono stata colta completamente alla sprovvista. Olver, che fino a questo momento è stato più un osservatore che altro, pugnala alle spalle l’incanalatrice che ha bloccato Faile e fa scoppiare il caos.

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Novità di novembre 2017 – terza parte

 

James S.A. Corey, Star Wars. Codice d’onore, Multiplayer Edizioni, 19,90 €

L’estrazione di un’importantissima spia della Ribellione dal cuore pulsante dell’Impero non è missione per tutti, e Leia Organa sa che l’uomo giusto per riuscire nell’impresa è Han Solo. Scarlet Hark, tuttavia, non è ancora pronta a farsi salvare: prima deve trovare un certo pirata e rubargli alcune informazioni per cui l’Impero sarebbe disposto a uccidere. Per proteggere Scarlet, Han sarà costretto a seguirla dalle affollate strade della città a un tempio alieno pieno di trappole, passando per una giungla ricca di insidie: insieme a Chewbacca, Leia e alla loro nuova, coraggiosa compagna, Han affronterà imboscate, tradimenti e tempeste di fuoco. Malgrado l’aiuto di Luke Skywalker e della sua squadriglia di Ala-X, i nostri eroi dell’Alleanza potrebbero non essere pronti ad affrontare la loro più grande battaglia per liberare la galassia dal regno tirannico dell’Impero, che minaccia di soffocarla per sempre.

 

 

Silvana De Mari, Arduin il Rinnegato, Ares Edizioni, 19,00 €

«Quando l’ultimo drago & l’ultimo elfo spezzeranno il cerchio, il passato e il futuro si incontreranno, il sole di una nuova estate splenderà nel cielo…»
Questo libro è l’attesissimo prequel della saga fantastica che ha avuto, finora, come punte di diamante i due romanzi L’ultimo orco e L’ultimo elfo. Una storia appassionante di battaglie e di amori che coinvolgono orchi, uomini, elfi e nani in un turbine di colpi di scena che terranno il lettore incollato al libro fino all’ultima pagina.

https://www.silvanademari.it/bambini-soldato/

https://www.silvanademari.it/arduin-estratto/

 

 

Michael Ende, La storia infinita, Tea, 10,00 €

Ennesima nuova edizione. La sinossi:

Bastiano è un giovane goffo, con una grande passione: leggere. In una vecchia libreria trova un volume intitolato “La storia infinita”; il libraio non vuole venderlo, ma l’attrazione per quel libro è tale che Bastiano lo ruba e ci si immerge letteralmente, scoprendo che proprio lui non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, chiamate a salvare i destini del Regno di Fantasia…

 

 

Daniel M. Jones, Tu sei l’ultimo Jedi. Lezioni per diventare un vero maestro, Sperling & Kupfer, 16,90 €

Per tutti coloro che si sono innamorati dei film di Star Wars e sognavano di diventare cavalieri Jedi (proprio come l’autore), ecco la prima e unica Bibbia del Jedismo, il libro che tutti i fan aspettavano. Daniel M. Jones, nel 2007, ha fondato la Chiesa del Jedismo, che oggi conta più di cinquecentomila membri in tutto il mondo. In queste pagine Daniel enuncia i principi della saggezza jedi e offre consigli pratici per attingere al potere della Forza nella vita di ogni giorno. Una mente eccelsa e senza confini, il controllo delle emozioni, la lealtà e il coraggio nell’affrontare le sfide della vita e sconfiggere le ingiustizie: tutti i segreti in nove preziose lezioni ispirate ai valori universali dei Maestri Jedi. Metafora dell’energia vitale dell’universo, che connette tutti gli esseri viventi, la Forza può esprimersi nella luce o nell’oscurità: può essere buona o cattiva. Oggi, più che mai, abbiamo il dovere di lottare contro il lato oscuro. Ecco tutti gli strumenti che consentono a ciascuno di noi di abbracciare la «via del Jedismo» e di applicare gli insegnamenti spirituali per conferire potere alla mente, al corpo, al cuore e allo spirito

 

 

Paolo Rumiz, La regina del silenzio, La nave di Teseo, 16,00 €

Il malvagio re Urdal scende da Nord, invade col suo esercito la pianura dei Burjaki e proibisce loro ogni forma di musica. Con tre mostri – Antrax, Uter e Saraton – terrorizza la popolazione. Eco, il mago dai lunghi capelli bianchi che suscita i suoni della terra, viene fatto prigioniero e nella terra dei Burjaki cala il silenzio assoluto. Mila, la figlia del valoroso cavaliere Vadim, ha il dono innato della musica e cresce ascoltando la melodia della natura. Con il suono della sua voce sfida il divieto di Urdal e decide di cercare il bardo Tahir, l’uomo che le ha insegnato il canto, per guidare insieme la battaglia più importante, nel nome della musica e della libertà.

 

 

Andy Weir, Artemis. La prima città sulla Luna, Newton Compton, 10,00 €

Jazz Bashara è una criminale. O qualcosa di molto simile. La vita su Artemis – la prima città costruita sulla Luna – può essere davvero difficile a meno di non essere molto ricchi. Ma Jazz non ha un sostanzioso conto in banca e si deve barcamenare tra piccole truffe e affari di contrabbando, visto che con il suo stipendio ufficiale riesce a malapena a pagare l’affitto. Per di più, ha dei progetti ambiziosi e per realizzarli le serve del denaro. Un bel po’ di denaro. Così, quando le si presenta l’opportunità di mettere a segno un grosso colpo che le consentirebbe di sistemarsi una volta per tutte, Jazz, nonostante gli evidenti rischi, decide di non tirarsi indietro. La ricompensa è una cifra da capogiro, ma l’impresa si rivela più pericolosa del previsto e lei si ritrova invischiata in una spirale di intrighi e cospirazioni letali. E a quel punto la sua unica possibilità di salvezza sarà rischiare il tutto per tutto, ben sapendo che in gioco non ci sono solo i suoi sogni di riscatto, ma il destino stesso di Artemis…

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Michela Murgia: Leggete il fantasy, scoprirete la realtà

All’inizio della scorsa estate Edoardo Boncinelli ha pubblicato su La Lettura un articolo intitolato Contro il fantasy. Ovvio che il suo articolo, costruito su banalità, scarsa conoscenza del genere, logica traballante e frasi a effetto, non sia piaciuto a nessuna di quelle persone che invece conoscono e amano il genere. In tanti, io compresa, ci siamo scagliati contro di lui, ciascuno con il proprio approccio, per spiegare perché ciò che era stato scritto da Boncinelli fosse sbagliato. Per lo più, però, eravamo appassionati, magari noti ad altri appassionati del genere, ma poco noti nel mondo della cultura “che conta”, e abbiamo scritto su blog personali o su giornali di genere. Lo specifico non per sminuire le nostre parole ma per sottolineare come sia facile, per chi non è un appassionato, ignorare le nostre parole, vuoi perché non le legge perché non conosce neppure l’esistenza di determinati blog o giornali, vuoi perché le legge ma, essendo state scritte su pubblicazioni settoriali, le può anche inconsciamente sminuire come testi realizzati da fan dallo scarso valore culturale.

Ora a dire la sua è intervenuta Michela Murgia. Giusto per inquadrare il personaggio ricordo che la Murgia ha pubblicato una decina di libri, quasi tutti con Einaudi (il più famoso è Accabadora, con cui ha vinto il Premio Campiello 2010), ma anche con Laterza (L’ho uccisa perché l’amavo (falso!) con Loredana Lipperini), e che nel 2016-17 ha partecipato alla trasmissione di Rai 3 Quante storie conducendo una rubrica di recensioni e consigli letterari. Si possono non condividere i suoi gusti, ma lei non può essere ignorata come può essere fatto con me.

La Murgia ha scritto un articolo dal significativo titolo Leggete il fantasy, scoprirete la realtà. L’articolo è stato pubblicato su Robinson, l’inserto di La Repubblica, domenica 12 novembre e successivamente ripubblicato dall’autrice sulla sua pagina Facebook. Se volete leggere l’intero testo lo potete trovare qui: https://www.facebook.com/notes/michela-murgia/leggete-il-fantasy-scoprirete-la-realt%C3%A0/10155464567558347/.

Il pretesto per scrivere l’articolo le è stato fornito dalla pubblicazione da parte di Philip Pullman del primo volume della trilogia Il libro della Polvere, storia che si svolge in parallelo alla famosissima trilogia Queste oscure materie. Parte da lui, si sofferma su Kazuo Ishiguro – devo ancora iniziare a scrivere l’approfondimento che mi è venuto in mente nel momento in cui gli è stato assegnato il Nobel per la letteratura – cita un libro che fantasy non è (Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni), Stephen King, Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley (che forse non è stato dichiarato ufficialmente fuori catalogo, ma certo è esaurito in casa editrice e non è procurabile, e questo già da diversi anni) e Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Questo perché

lungi dall’essere un genere per ragazzi, il fantastico oggi è l’unico registro convincente e popolare rimasto in mano a chi voglia fare letteratura con una intenzione minimamente politica.

Al festival di Mantova di due anni fa, quando in pochi potevano supporre che l’Accademia di Svezia stesse considerando il suo nome per l’assegnazione del Nobel, lo scrittore inglese Kazuo Ishiguro cercò di spiegare a un pubblico incantato per quale ragione il registro letterario del fantastico gli sembrasse il modo più politico possibile per raccontare le sue storie. Per far capire la natura del suo romanzo Il gigante sepolto (Einaudi 2015) – capolavoro snobbato proprio perché percepito come fantasy – evocò l’esempio di quegli inventori che si mettono in testa di creare inesistenti macchinari volanti, all’inizio in prototipi di legno con ali di carta e tela, poi di metallo e carbonio, nylon e strutture più tecnologiche. Ishiguro considerò come nessuno di quegli inventori si fosse mai posto il problema del miscuglio dei materiali: bastava che il macchinario volasse. Oggi quegli uomini li consideriamo genii – non era uno di essi anche Leonardo? – ma per i loro contemporanei spesso erano solo pazzi, perché per muoversi nell’ignoto della conoscenza ci vuole una vena di follia creativa di cui in pochissimi possono vantare il controllo. “Non mi importa quindi se dicono che ho fatto un romanzo fantasy” – concluse Ishiguro serafico – “io so che ho usato tutti i materiali che mi servivano affinché la storia potesse volare.”

E se queste affermazioni non fossero abbastanza chiare, più sotto la scrittrice ribadisce che

il fantasy parla sempre del reale, di quel che accade e di quel che potrebbe accadere a partire da ciò che si vede già in opera, e lo fa con una libertà simbolica che la scrittura letteraria raramente può concedersi senza rischiare di finire minorizzata nel genere o tentare una pedagogia da tavolino col romanzo a tesi.

Leggiamo fantasy per divertirci, certo. Ma leggiamo fantasy anche per imparare, per riflettere meglio e per ritrovare noi stessi.

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Brandon Sanderson: conflitti religiosi in Elantris

Elantris era bellissima, un tempo. Era chiamata la città degli dèi: un luogo di potere, radiosità e magia. Chi l’ha visitata dice che le pietre stesse brillavano con una luce interiore e che la città conteneva straordinarie meraviglie arcane. Di notte Elantris splendeva come un enorme fuoco argenteo, visibile perfino da grandi distanze.

Eppure, per quanto Elantris fosse magnifica, i suoi abitanti lo erano di più. Con capelli di un bianco brillante e la pelle di un argento quasi metallico, gli Elantriani parevano splendere come la città stessa. Le leggende sostengono che fossero immortali, o quasi. I loro corpi guarivano rapidamente e godevano di grande forza, intelligenza e velocità. Potevano compiere magie con un semplice gesto della mano; gli uomini visitavano Elantris da tutta Opelon per ricevere guarigione, cibo o saggezza dagli Elantriani. Erano divinità.

E chiunque poteva diventare uno di loro.

Lo Shaod, era chiamato. La Trasformazione. Colpiva a caso, solitamente di notte, durante le ore misteriose in cui la vita rallentava nel riposo. Lo Shaod poteva prendere mendicanti, artigiani, nobili o guerrieri. Quando giungeva, la vita di quella persona fortunata terminava e iniziava da capo: costui avrebbe messo da parte la sua vecchia esistenza ordinaria e si sarebbe trasferito a Elantris. Elantris, dove avrebbe potuto vivere felice, governare con saggezza ed essere adorato per l’eternità.

Dieci anni fa l’eternità è terminata.

Si tratta del prologo di Elantris di Brandon Sanderson. Un prologo insolitamente breve, una sola paginetta. Le anteprime fornite dai rivenditori di ebook sono molto più lunghe di così. Io ho riportato questa pagina perché dice, molto meglio di come potrei farlo io, cos’era Elantris. Era una città bellissima, abitata da persone i cui poteri li facevano assimilare a degli dei. Questo fino a dieci anni prima quando, per qualche misterioso motivo, gli Elantriani hanno perso da un istante all’altro tutti i loro poteri e si sono trasformati in esseri miserabili, dal fisico rovinato e incapaci di badare a loro stessi. Ora vivono rinchiusi all’interno della loro stessa città, tenuti a distanza e disprezzati come i lebbrosi nel nostro passato, mentre tutti intorno a loro cercano di fingere che Elantris non esista più. Le porte della città si aprono solo per far entrare i nuovi lebbrosi, o i nuovi Elantriani, persone improvvisamente colpite dalla stessa maledizione che ha fatto cadere la città senza che vi sia un motivo evidente. Tra loro, e lo scopriamo nella seconda pagina del primo capitolo, c’è Raoden, trasformato improvvisamente da principe della città di Kae nel regno di Arelon a reietto. È lui uno dei tre punti di vista del romanzo. Raoden, che contrariamente a quello che fanno abitualmente gli Elantriani, rifiuta di lasciarsi andare e cerca un modo per andare Avanti nonostante tutto.

Il secondo punto di vista è quello di Sarene, principessa del vicino regno di Teod, sua fidanzata e, dal momento della scomparsa di Raoden, dichiarato morto, sua vedova grazie a un cavillo del contratto matrimoniale. Contratto che la costringe a restare a Kae, anche se lei non ha più un marito e in senso stretto non l’ha nemmeno mai avuto.

Il terzo punto di vista è quello di Hrathen. Se Raoden e Sarene sono senza dubbio personaggi positivi dalla notevole intelligenza e dalla forza di volontà ancor più notevole, Hrathen è molto più problematico. Sì, è intelligente anche lui, e anche lui ha una notevole forza di volontà. Solo che mentre I due sposi per procura tengono davvero alle persone che li circondano e cercano il loro bene, Hrathen è un fanatico religioso. Anche lui cerca il bene, per come la vede lui, ma si tratta di un bene spirituale che corrisponde all’accettazione – voluta o anche forzata, poco importa – della sua fede. Siamo nell’ambito del “o si convertono o sono infedeli e quindi è giusto ammazzarli”, concetto a cui io sono lievemente allergica. È vero anche che pure Hrathen è un po’ forzato nelle sue azioni. Come scopriamo alla fine del terzo capitolo, e dopo questo la pianto con gli spoiler, la massima autorità religiosa della sua fede gli ha concesso un periodo di tre mesi per convertire l’intero Arelon, con la consapevolezza che in caso di suo insuccesso inizierà un’invasione militare che produrrà certamente un bagno di sangue di dimensioni notevoli. E quindi, Hrathen sta lavorando per salvare gli abitanti di Arelon, o è un bastardo che sta cercando di manipolare le persone per i suoi fini personali?

Per qualche motivo, l’impertinente principessa teodeti aveva deciso di opporsi a Hrathen anche se lui non le aveva dato nessuna esplicita ragione per farlo. Era ironico, in un certo senso; lei non lo sapeva, ma Hrathen era il suo maggior alleato, non il suo acerrimo nemico. Quel popolo si sarebbe convertito, in un modo o nell’altro. O avrebbe risposto alle compassionevoli esortazioni di Hrathen, oppure sarebbe stato schiacciato sotto gli eserciti di Fjorden.

Hrathen dubitava che sarebbe mai stato in grado di convincerla di quella verità. Vedeva la sfiducia nei suoi occhi: lei avrebbe presunto immediatamente che qualunque cosa lui dicesse fosse una menzogna. Sarene lo odiava con il disprezzo irrazionale di una persona che sapeva a livello inconscio che la propria fede era inferiore.

Siamo nella testa di Hrathen, lui è convinto di lavorare per il bene del popolo che vuole convertire a forza, è convinto pure di essere compassionevole e che Sarene sia invece irrazionale e inferiore a lui. Avendo visto le cose con gli occhi di Sarene, però, sappiamo che la principessa ha una mente politica notevole e che non è mossa da motivi irrazionali ma dalla conoscenza di quanto avvenuto nel recente passato in presenza di conflitti religiosi. Quanti fanatici ci sono stati, ci sono ancora, nel mondo? Nel nostro mondo, non in un mondo fantasy. Fanatici (religiosi ma non solo), persone incapaci anche di quel minimo d’empatia necessaria a capire che è umano il fatto che gli altri possano dissentire, avere proprie opinioni, senza provare il bisogno di schiacciarli.

Questo è un fantasy, la magia funziona – ora non tanto bene visto che si è rovinata, ma gli elementi magici ci sono ancora – e l’aspetto avventuroso è fondamentale. C’è una trama, ci sono personaggi che tramano e lottano per raggiungere i loro scopi, e questo è ciò che spinge il lettore a leggere. Ma ci sono anche dubbi, e questi sono ciò che arricchisce il lettore.

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Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Capitolo 37: L’Ultima Battaglia (4)

Rilettura di Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson.

37: L’Ultima Battaglia

Quarto messaggio dedicato a un unico capitolo lievemente lungo.

Capatina nella mente di Demandred. Il suo arrivo a sorpresa, quando ha spazzato via la resistenza di Egwene, è stato davvero d’effetto, e lo è stato in buona parte anche per la sorpresa. Dopo non c’è più stato tempo per tornare indietro e raccontare la storia di Demandred, perché le necessità presenti erano troppo incalzanti. Però per capirlo meglio River of Souls, il racconto contenuto nell’antologia Unfettered curata da Shawn Speakman, è molto importante. Mazrim Taim è una creatura di Demandred, ma Demandred non lo ama particolarmente, quando mai i Reietti sono capaci di apprezzare qualcosa che non gli fornisce un vantaggio diretto e immediato?

Quanto più Demandred manovrava contro il generale nemico, tanto più credeva che Lews Therin fosse qui. Sarebbe proprio stato da lui inviare un’esca a nord mentre veniva a combattere questa battaglia di persona. Lews Therin aveva difficoltà a lasciare che altri combattessero per lui. Voleva sempre fare tutto in prima persona, comandando ogni battaglia… Perfino ogni carica, se poteva.

Sì… In quale altro modo Demandred avrebbe potuto spiegare l’abilità del generale nemico? Solo un uomo con l’esperienza di un antico poteva essere così magistrale nella danza dei campi di battaglia. Essenzialmente, molte tattiche erano semplici. Evitare di essere attaccati ai fianchi, opporre picche a forze pesanti, una fila ben addestrata a fanteria, incanalatori ad altri incanalatori. Eppure, quella sottigliezza… I piccoli dettagli… Erano cose che richiedevano secoli per essere padroneggiate. Nessuno di quest’Epoca aveva vissuto abbastanza da imparare i dettagli con tale cura.

Rand ha faticato ma ha imparato a delegare e ad accettare che altri agissero per lui e che morissero per lui, ma alla fine ci è riuscito. Quanto alla necessità di una vita lunga per poter padroneggiare determinati dettagli tattici, a quanto pare esistono anche scorciatoie, anche se Mat non ha apprezzato molto la sua visita nella terra degli Eelfinn.

Rand continua il suo duello con il Tenebroso, entità fuori dal tempo… almeno fino a quando non tocca il Disegno. E io non posso non pensare a Darien e a Rakoth Maugrim il Distruttore nella Trilogia di Fionavar di Guy Gavriel Kay.

Juilin Sandar, come tutti, combatte.

Androl, Pevara e gli altri si infiltrano fra le forze dell’Oscurità grazie alla tessitura che consente di celare il loro vero volto. Androl indossa il volto di Nensen (chi???), Emarin quello di Kash (chi???), Pevara quello di Alviarin (che bello, un nome che conosco) e Theodrin quello di Rianna Andomeran (Bianca, una delle dodici compagne di Liandrin nella sua fuga dalla Torre Bianca in Il Drago rinato). Androl e Pevara continuano ad avere i loro simpatici scambi di battute:

Dunque Androl ne sapeva anche di tattica. Interessante.

Ho imparato alcune cose, trasmise lui. Ma non mi metterò certo a comandare una battaglia a breve.

Ero solo curiosa di quante vite hai vissuto, Androl.

Una strana affermazione, da parte di una donna che è abbastanza vecchia da essere la nonna di mia nonna.

Non è che Sanderson ha intenzione di scrivere una trilogia su di loro? No, vero? Peccato, l’avrei letta volentieri.

Seguiamolo, pensò Androl, andando avanti. Non troveremo mai Taim in questo posto a meno che non parliamo con qualcuno.

Pevara si accigliò mentre Androl iniziava a seguire l’uomo e gli altri Asha’man si univano a lui. Si affrettò a raggiungerli. Pensavo avessimo deciso che ero io al comando, pensò rivolta a lui.

No, replicò Androl. Pensavo che avessimo deciso che ti saresti comportata come se tu fossi al comando.

Lei gli inviò un miscuglio calcolato di disappunto e un’implicazione che quella conversazione non era ancora finita.

Androl rispose con divertimento. Mi hai appena… lanciato un’occhiataccia mentale? Davvero notevole.

Va bene, non riporto tutto il loro dialogo, le riflessioni su Taim che ha sottratto loro degli amici, quelle sui Custodi e sul fatto che Emarin sia omosessuale, mi limito a notare che il gruppo viene accompagnato da Demandred, il quale è così cortese da dire loro dove si trova colui che stanno cercando. Bel gioco di squadra!

Galad fa del suo meglio per vincere la scommessa con Mat relativa al numero d’incanalatrici shariane che riesce a eliminare. Nel bel mezzo del lavoro s’imbatte in un moribondo Gawyn, che gli confessa di aver ucciso Hammar, gli rivela la vera identità di Rand e gli chiede di non odiarlo.

«Ho cercato di ucciderlo, ma non ero abbastanza bravo. Non sono mai… stato abbastanza… bravo…»

Galad si ritrovò a provare molto freddo. Aveva visto uomini morire. Aveva perso amici. Questo faceva più male. Luce, quanto faceva male. Aveva amato suo fratello, lo aveva amato intensamente… E Gawyn, a differenza di Elayne, aveva ricambiato il sentimento.

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell’Ajah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Due membri del gruppo di Faile uccisi uno da un ramoscello e un altro da del fango nella macchia. 308 e 309.

Kiruna Nachiman, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 310.

Faeldrin Harella, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 311.

Sarene Nemdhal, dell’Ajah Bianca, schiacciata dalla Compulsione di Graendal. 312.

Vitalien, Custode di Sarene, ucciso da Graendal. 313.

Un carrettiere del gruppo di Faile mangiato da un albero nella Macchia. 314.

Ruarc, capoclan degli Aiel Taardad, vittima della Compulsione di Graendal. 315.

Siuan Sanche, uccisa nell’attacco degli shariani al centro di comando di Mat. 316.

Gareth Bryne, ucciso durante una carica dopo la morte di Siuan. 317.

Gawyn, ucciso da Demandred al termine di un duello. 318.

Mat aveva chiesto a Galad di fare ciò che andava fatto? Galad a volte è letterale nelle sue interpretazioni, e ha l’abitudine di fare sempre ciò che va fatto.

«Farò quel che va fatto» disse Galad, freddo dentro. Freddo come acciaio in inverno. «Porterò Luce all’Ombra. Porterò giustizia ai Reietti.»

Egwene subisce il contraccolpo della morte di Gawyn e finisce temporaneamente ko.

Tam combatte, con in testa ben chiaro il ricordo della battaglia combattuta presso Montedrago.

Tuon manda Karede in una missione suicida, conscia che almeno così lui servirà a qualcosa e che se lei non gli avesse impartito quegli ordini lui si sarebbe suicidato e basta, e ribattezza Min Darbinda. Ma piantarla di dare nomi a caso no? Tuon e Mat mettono in scena la loro simpatica recita e lei se ne va con tutto il suo esercito.

Il Tenebroso mostra a Rand una Caemlyn da incubo, il cui gli uomini credono di avere vinto e invece sono saldamente sotto il suo tallone.

«Cos’hai fatto alla gente?» domandò Rand.

Ho lasciato che pensassero di aver vinto.

«Perché?»

Molti che mi seguono non comprendono la tirannia.

E, poco più avanti

Uomini che pensano di essere oppressi prima o poi combatteranno. Toglierò loro non solo la volontà di resistere, ma il sospetto stesso che ci sia qualcosa di sbagliato.

«Dunque li lasci senza compassione?» domandò Rand, guardando Gill negli occhi. L’uomo pareva terrorizzato che Rand lo uccidesse, così come i tre energumeni. Nessun rimorso. Nemmeno un poco.

La compassione non è necessaria.

Rand si sentì mortalmente freddo. «Questo è diverso dal mondo che mi hai mostrato prima.»

Quello che ti ho mostrato prima è ciò che gli uomini si aspettano. È il male che pensano di combattere. Ma io creerò un mondo dove non esistono né bene né male.

Esisto solo io.

«I tuoi servi lo sanno?» mormorò Rand. «Quelli che tu chiami Prescelti? Pensano di combattere per diventare Lord e dominatori di un mondo creato da loro. Invece tu darai loro questo. Lo stesso mondo… senza Luce.»

Ci sono solo io.

Niente Luce. Niente amore per gli uomini. L’orrore di tutto ciò penetrò in profondità dentro Rand, scuotendolo. Questa era una delle possibilità che il Tenebroso poteva scegliere, se avesse vinto. Non significava che l’avrebbe fatto o che doveva accadere, ma… Oh, Luce, era terribile. Molto di più di un mondo di prigionieri, molto di più di una terra buia con un paesaggio spezzato.

Questo era vero orrore. Era una corruzione completa del mondo, era portar via tutto ciò che era bello, lasciando soltanto un involucro. Un bell’involucro, ma comunque un involucro.

Rand avrebbe preferito vivere mille anni di tortura e mantenere la parte di sé che gli dava la capacità di fare del bene, che vivere un solo attimo in questo mondo senza Luce.

E questa sarebbe solo una storiella? Il fantasy sarebbe pura evasione? Jordan e Sanderson con lui si interrogano sul male, sul potere e sulla persuasione, e ci mostrano la realtà. Ci spingono a interrogarci su di noi, a chiederci in quale mondo viviamo, quanto siamo consapevoli delle scelte che compiamo, quale sia la morale che ci guida. Questo duello è straordinario perché mette in gioco l’essenza stessa degli esseri umani. Rand naturalmente si oppone alla visione del Tenebroso e la distrugge.

Mat si rimette in azione inviando Min con Tuon e reclutando Karede.

Tam combatte. Quante volte ho scritto una frase così? Lui riesce a capire quanto la situazione sia disperata, ma combatte perché è l’unica cosa da fare. A salvare le cose arriva Lan.

«Mi ero interrogato a lungo» disse Lan a Tam. «Sull’uomo che aveva dato a Rand quella lama con il marchio dell’airone. Mi domandavo se l’avesse guadagnata davvero. Ora lo so.» Lan sollevò la propria spada in un saluto.

Adoro questo genere di scambi, vedere un personaggio che io reputo in gamba che riconosce che un altro personaggio che amo è in gamba. Lan e Tam insieme avrebbero fatto una gran bella coppia, anche se già così quel che fanno insieme è straordinario. Ma ci arriveremo.

Berelain porta numerosi bambini che si sono offerti di raccogliere le frecce. C’è davvero da fare per tutti.

Vediamo il cadavere di Gareth Bryne, cosa non sorprendente dopo la morte di Siuan, anche se mi è spiaciuto per la sua storia non finita e pure per il suo morire fuori scena. Con la partenza di Tuon e Mat che si è reso introvabile Elayne si fa carico del comando della battaglia. Demandred attacca e quasi la uccide, forzando Birgitte a nasconderla. Per depistare Demandred Birgitte manda Celabrain (chi???) e diverse donne della Guardia – con uno stendardo di Elayne – nella direzione opposta rispetto a quella in cui lei porta la regina. Credo che il nome Celabrain sia stato scritto quest’unica volta all’interno della saga, ma, come si rendono certamente conto Elayne, la stessa Celebrain e tutte le persone a portata di udito, l’ordine di Birgitte è una sentenza di morte, cosa che non impedisce alle donne di fare ciò che è stato loro ordinato. Per farlo è necessario un coraggio enorme.

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell’Ajah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Due membri del gruppo di Faile uccisi uno da un ramoscello e un altro da del fango nella macchia. 308 e 309.

Kiruna Nachiman, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 310.

Faeldrin Harella, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 311.

Sarene Nemdhal, dell’Ajah Bianca, schiacciata dalla Compulsione di Graendal. 312.

Vitalien, Custode di Sarene, ucciso da Graendal. 313.

Un carrettiere del gruppo di Faile mangiato da un albero nella Macchia. 314.

Ruarc, capoclan degli Aiel Taardad, vittima della Compulsione di Graendal. 315.

Siuan Sanche, uccisa nell’attacco degli shariani al centro di comando di Mat. 316.

Gareth Bryne, ucciso durante una carica dopo la morte di Siuan. 317.

Gawyn, ucciso da Demandred al termine di un duello. 318.

Celebrain (e diverse donne della Guardia di Elayne), usata come esca per sviare l’attenzione di Demandred da Elayne stessa. 319.

Galad, ancora sotto shock per la rivelazione che Rand è il suo fratellastro, inizia il suo duello con Demandred. È consapevole che comunque vada morirà, ma reputa l’eliminazione del Reietto più importante di qualsiasi altra cosa.

Nynaeve usa le care vecchie erbe per provare a guarire Alanna.

Mat si reca da Bashere.

«Sì, sono vivo» disse Mat. «Di solito sono piuttosto bravo a sopravvivere. Ho fallito una volta sola, che mi ricordi, e quasi non conta. Cosa stai facendo qui? Non sei…»

In realtà lui ricorda diverse altre morti, e la sua stessa morte non la ricorda, ricorda solo quella volta che ci è andato molto vicino, comunque solo Mat potrebbe sminuire la morte dicendo che quasi non conta.

Teoricamente Bashere ira è re della Saldaea, anche se lui si fida poco della sua stessa mente per via della Compulsione ed è poco interessato ai titoli. Mat comunque al momento è poco interessato ai titoli e si preoccupa molto di più per ciò che sta avvenendo sul campo di battaglia.

Tre delle enormi formazioni di picche stavano cedendo, ma se avesse potuto mettere un incanalatore o due al centro di ciascuna, avrebbe potuto puntellarle. Che la Luce proteggesse chiunque aveva distratto Demandred. Gli attacchi del Reietto avevano distrutto intere formazioni di picche. A Demandred non serviva uccidere ogni uomo; gli bastava lanciare attacchi dell’Unico Potere per mandare in frantumi il quadrato. Quello permetteva ai Trolloc di sopraffarli.

Ecco perché ciò che ha fatto Gawyn prima, e che sta facendo Galad ora, è importante: hanno distratto Demandred e, per tutto il tempo che lo hanno tenuto impegnato, gli hanno impedito di massacrare gli uomini di Mat. Per qualcuno che non è un incanalatore o un ufficiale non poteva esserci un compito più importante. Mat chiede di Faile, ma lei e il Corno di Valere sono ancora dispersi.

Dopo aver mandato via Bashere Mar ritrova Loial e Teslyn, e si fa dare da lei un passaggio per le alture che ha abbandonato in precedenza. Decisamente combattere quando si può Viaggiare rende tutto molto più movimentato.

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Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 21: Jaime

Jaime Lannister prosegue nel suo tentativo d’irritare Brienne. Decisamente non ne vuole sapere di fare il prigioniero tranquillo, e del resto credo che far perdere deliberatamente le staffe agli altri sia sempre stata una sua specialità. La seconda della casa, dopo l’abilità con la spada. Per il cugino Cleos invece va tutto bene, decisamente lui è più Frey che Lannister.

Ora che siamo nella testa di Jaime vediamo l’evolversi del suo rapporto con Cersei, dall’innocenza infantile a qualcosa di ben diverso.

Il viaggio è tutt’altro che tranquillo e un’imboscata da parte di un gruppo di arcieri mette fuori gioco per sempre ser Cleos. Jaime pensa sia il momento giusto per liberarsi di una compagnia che non gradisce e lui e Brienne iniziano a duellare. Svantaggi di Jaime: dopo la lunga prigionia è sicuramente fuori forma e ha le mani legate. Svantaggi di Brienne: è una donna, anche se il suo fisico fuori dal comune – e in genere non particolarmente gradito – in questo caso l’aiuta perché lei è molto più forte di qualsiasi altra donna e di un bel po’ di uomini. Risultato? Lei lo mette davvero in difficoltà.

“È più forte di me…”

Una consapevolezza raggelante. Robert Baratheon era stato più forte di lui, questo era certo. E anche Gerold Hightower, il Toro Bianco, nei suoi giorni di gloria. E ser Arthur Dayne, la Spada dell’alba. E tra i vivi, Grande Jon Umber era più forte di lui, e anche il Cinghiale Selvaggio di Crakehall, e di sicuro entrambi i fratelli Clegane. La forza della Montagna che cavalca era oltre l’umano. Ma nulla di tutto questo aveva importanza. Con la velocità, con la bravura, Jaime era comunque in grado di batterli tutti, tutti quanti. Ma questa che aveva di fronte adesso era una donna. Un’immensa mucca di donna, d’accordo, ma anche così… a tutti gli effetti, avrebbe dovuto essere lei a cedere.

Ma lei non stava affatto cedendo.

Il duello è deciso più dal caso che da altro, da una pietra che cede sotto il piede di Jaime, anche se probabilmente la conclusione sarebbe stata la stessa anche senza caduta. È difficile sfruttare le maggiori dori da spadaccino quando non ci si può muovere nel modo giusto per colpa di qualche fastidiosa catena.

Il duello ha un piccolo risvolto collaterale: i due fanno rumore e attirano i Guitti Sanguinari di Vargo Hoat, attualmente al servizio di Roose Bolton.

Il gruppo non fa distinzioni fra Jaime e Brienne, li prende entrambi prigionieri e si dirige verso Harrenhal. Jaime riesce a indurre i loro catturatori a non stuprare Brienne ma non può far nulla per proteggere sé stesso quando Hoat decide di voler mandare un messaggio a Tywin Lannister. Bleah!

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