La regina dei draghi di George R.R. Martin. Capitolo 33: Arya

Anche se Harrenhal è passato nelle mani di Roose Bolton, e quindi di un uomo che ha giurato fedeltà a Robb Stark, la situazione per Arya continua a essere estremamente precaria. Tutti sanno che lei ha partecipato al colpo di mano organizzato da Jaqen H’ghar, anche se non sanno che è stata lei a spingerlo ad agire, quindi la guardano con diffidenza, magari anche con insofferenza se la loro condizione è peggiorata. Per fortuna Arya è diventata abbastanza diffidente da non rivelare a nessuno la sua vera identità, i brevi periodi trascorsi con Syrio Forel prima e Yoren poi almeno un po’ di prudenza glie l’ha insegnata, così come il vedersi crollare il mondo addosso più volte. Arya quindi continua a fare la sguattera sotto il nome di Nan e a ricevere minacce.

Appunto un paio di nomi, Qyburn che “fa la magia nera” (La regina dei draghi, pag. 394), e Vargo Hoat che, con i Bravi Camerati, ha ricevuto da Roose Bolton “l’incarico di ripulire la terra dai Lannister”. I Bravi Camerati!

Arya è intrappolata in un luogo che le fa paura e che è pieno di pericoli mentre Jaqen è via, chissà dove. La sua moneta è scritta in una lingua strana, che Arya non sa leggere, ma nonostante il fatto che non sembri nulla di speciale, nonostante la rabbia, lei non riesce a gettarla via. Alla moneta la legano oscuri presagi, e visto che il termine oscuro è decisamente forte io sono andata a cercare le parole usate da George R.R. Martin. Un’ora dopo averla buttata lei aveva iniziato a feeling bad, sentirsi male. Può essere un semplice disagio, non c’è bisogno di vedervi nulla di oscuro, quel che è certo è che lei non riesce a separarsi dalla moneta.

Il nuovo proprietario di Harrenhal ha con sé la sua corte, il che comprende pure tal Elmar Frey, che, come ci ricorda l’indice dei nomi finale, è figlio di lord Walder Frey e della sua settima (e penultima) moglie, lady Annara Farring, ha nove anni ed è il promesso sposo di Arya Stark. Si vanta che sposerà una principessa, anche se la vanteria è fuori scena e noi vediamo solo un’Arya insofferente per quella stupida principessa che non sa di essere lei. Mi sa che non ha fatto i conti e si considera ancora la figlia di Eddard Stark, lord di Grande Inverno, ma se suo fratello Robb Stark è il Re del Nord lei è una principessa.

Il giovane Frey è simpatico solo quando vuole, per il resto è arrogante come la maggior parte dei nobili. Ma, a vedere la relazione fra i due, se davvero si sposassero Arya si mangerebbe Elmar per colazione senza nemmeno accorgersene e le resterebbe ancora fame. Lui non vale un’unghia di lei.

In compagnia di Roose Bolton i discorsi cambiano tenore e si passa a parlare di guerra, con il rischio di essere intrappolati ad Harrenhal da lord Tywin, Edmure Tully che ubriaco per la sua vittoria potrebbe credersi più forte di quello che è, Stannis inchiodato ad Approdo del Re – e ancora non abbiamo tutti i dettagli su come sia finita quella battaglia, solo la conferma che hanno vinto i Lannister – i Tyrell di Alto Giardino che si sono schierati con i Lannister e Robb che ha perso il Nord. Per Arya questo è uno shock, non sapeva della morte di Bran e Rickon, ma riesce a non far capire nulla, probabilmente anche perché ufficialmente è una servetta e nessuno bada a lei. Bolton prosegue tranquillamente, legge la lettera della moglie Walda proveniente dalle Torri Gemelle e scrive a sua volta lettere a Helman Tallhart e Robett Glover per spedirli a colpire Duskendale.

Passato il tempo delle parole Bolton decide di andare a caccia di lupi, e ovviamente siamo tutti lì a sperare che Nymeria faccia la sua comparsa. Arya ha dovuto separarsi da lei più a nord, ma visto che è passato un bel po’ di tempo la sua meta-lupa può essersi spostata di parecchio, magari avvicinandosi alla padroncina di cui potrebbe in qualche modo percepire la presenza. Uscito Bolton, e dopo un periodo di lavoro e di smarrimento, Arya vede Delta delle Acque sulla mappa e ritrova la sua determinazione.

La sera tornano i cacciatori, un corvo porta notizie, Bolton si dimostra un gran simpaticone e fa capire ad Arya che deve cavarsela da sola ed Elmar si dispera per la sua principessa perduta. E qui vediamo le differenze di classe con tutta la loro forza, per il nobile la mancata possibilità di sposare una principessa che nemmeno ha mai visto è peggio della possibile morte dei fratelli di una servetta qualsiasi. Arya però dovrebbe andarci piano con le maledizioni, in questo caso ha maledetto sé stessa e se Elmar (devo piantarla di scrivere Elmer, lui è un Frey, non l’elefante variopinto di David McKee) fosse stato un filo più stronzo avrebbe potuto farla punire anche pesantemente.

Arya fugge nel parco degli dei, ascolta le foglie, risente nella mente le parole del padre e torna a essere un lupo.

E se i lupi sono vicini, lei agisce. Convince Gendry, anche con l’aiuto di una bugia,  ad aiutarla e si organizza pure per il cibo, poi mente a un ragazzo di stalla, e dubito fortemente che quel ragazzo poi se la sia passata bene, lascia stare i gatti perché sa che non è più tempo di giocare e quando è giunta l’ora si dirige all’uscita. Una sentinella sarebbe un ostacolo insormontabile per Gendry e Frittella, non per lei che decide rapidamente come agire e uccide uno degli uomini di lord Bolton. Nel farlo sussurra Valar morghulis, anche se non sa ancora cosa voglia dire. La bambina guidata dagli eventi h deciso di essere padrona del proprio destino.

Sotto la foto spoiler da I fiumi della guerra.

La prima volta che ho letto Le cronache del ghiaccio e del fuoco ci ho battuto sopra la testa a lungo: sapevo di avere tutti gli indizi a mia disposizione ma non riuscivo a metterli assieme. Roose Bolton, che è stato messo da Robb al comando di una parte consistente del suo esercito, spedisce le lettere che mandano Tallhart e Glover dritti in una trappola. Sta già tradendo il suo re, anche se qui non ce ne accorgiamo. Martin ce lo dice chiaramente, ma fa passare il gesto come qualcosa di normale, lettere che vengono (quella per Walda, una figlia di Walder Frey!) e lettere che vengono. Quando a Tyrion verrà detto che Tallhart e Glover sono andati a Duskendale e che lì sono stati sconfitti dai Lannister, si chiederà come possa Robb aver fatto una cosa così scema come mandare quegli eserciti al massacro. E quando Robb saprà di quella sconfitta si arrabbierà molto, e si chiederà perché Tallhart e Glover non sono rimasti al sicuro, dove li aveva lasciati lui, e sono andati a farsi massacrare.

Mettendo insieme le due reazioni, quella di Tyrion e quella di Robb, è evidente che quelle lettere sono o un errore enorme da un punto di vista strategico (oltre che una palese disobbedienza al proprio sovrano da parte di Roose) o un tradimento. Di Roose, ricordiamo, Ned non si è mai fidato, e ricordiamo pure che è sposato con una figlia di Walder Frey, quindi ha un magnifico collegamento con le Torri Gemelle. Aggiungiamo, tanto per gradire, che gli uomini lasciati da Robb a presidiare le Torri Gemelle e a controllare il buon comportamento di lord Walder sono stati richiamati da Edmure Tully, che da quel fesso che è il fratello di Catelyn ha bloccato Tywin quando avrebbe dovuto lasciarlo passare, consentendogli di tornare in tempo per difendere Approdo del Re, e ha lasciato lord Walder senza controllo. Un ultimo dettaglio: al banchetto di nozze di Edmure Tully gli uomini Bolton non ci sono, ufficialmente perché ritardati dal maltempo, più probabilmente perché Bolton non poteva tenerli isolati dagli altri uomini di Robb senza insospettire nessuno e ovviamente voleva salvarli dal massacro. Indizi per le Nozze Rosse ce ne sono davvero tanti, a partire dalla visione di Daenerys di qualche capitolo fa e proseguendo in una gran quantità di capitoli. Man mano li vedremo.

Sotto la foto spoiler da I fuochi di Valyria.

Arya sente

il soffio del vento, il mormorio dell’acqua, il fruscio delle foglie, lo scricchiolare dei rami. E poi, da molto lontano, oltre il parco degli dei e le torri infestate da fantasmi e le immani mura di Harrenhal, arrivò il lungo, solitario ululato di un lupo. Ad Arya venne la pelle d’oca, e per un istante ebbe come una vertigine. In un remoto sussurro, credette di udire la voce di suo padre: “Quando la neve cade e i venti gelidi soffiano, il lupo solitario perisce, ma il branco sopravvive.

La regina dei draghi, pag. 404

Se vogliamo la principessa di Elmar è morta, perché non c’è più (per ora?) nessuna Arya Stark, solo una ragazzina senza nome né identità nella Casa del Bianco e del Nero. Nymeria certo è ancora in giro dalle parti di Harrenhal, e Arya potrebbe aver sentito il suo ululato. Ma il resto… sono solo suggestioni, o Bran (o qualcun altro) le sta davvero parlando attraverso gli alberi? Quello che sente è il fruscio delle foglie o la voce del padre?

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