Libri introvabili

“Beh, ma se il computer dice che c’è allora il libro ci deve essere”.

Frase che mi è stata detta chissà quante volte, soprattutto in questi giorni frenetici in cui la gente cercava disperatamente qualcosa da comprare. Però no, non è detto che a una giacenza corrisponda un libro. Quando il computer mi dà giacenza 1 io rivolgo sempre una silenziosa preghiera agli Asi, agli dei dell’Olimpo e a qualunque altra divinità minore che sia disposta ad ascoltarmi sperando che quell’1 corrisponda davvero a un libro che posso dare al cliente. Nella maggior parte dei casi il libro c’è davvero, il cliente lo prende e se ne va felice senza sapere nulla dei miei turbamenti interiori. Senza sospettarli neppure. Troppo spesso però il libro non c’è, non è lì dove dovrebbe essere e non salta fuori nemmeno dopo aver chiesto l’aiuto di qualche collega o di aver fatto una ricerca in magazzino. E allora quel libro dov’è? Le possibilità sono molte, io ne elenco qualcuna.

Può essere fuori posto.

A me fanno ridere quei clienti, e giuro che ce ne sono, a cui quando diciamo che il libro potrebbe essere fuori posto ci chiedono se è fuori posto dove potrebbe essere. Se è fuori posto potrebbe essere ovunque, no? Non è dove dovrebbe essere, a quel punto ogni posto potrebbe essere quello giusto. Quando cercate una cosa in casa, non è dove dovrebbe essere e voi non la trovate, dov’è? La situazione per noi è simile, solo molto peggio.

I libri non li tocchiamo solo noi. Li può toccare chiunque entra in negozio. Non tutti coloro che decidono di non comprare un libro lo rimettono al suo posto dopo averlo guardato. C’è chi lo lascia in zona, e quelli sono i libri fuori posto che troviamo lo stesso perché quando un libro non è al suo posto noi guardiamo tutto il tavolo, o tutto quel pezzo di scaffale. C’è chi lo lascia in un punto qualsiasi della libreria, e se il punto qualsiasi è su un tavolo o di traverso su uno scaffale sono libri che troviamo abbastanza in fretta perché li notiamo nei consueti giri che facciamo per mettere in ordine il negozio, anche se in genere questi ritrovamenti avvengono dopo che il cliente se n’è andato via deluso. Il disordine per menefreghismo è diffusissimo, e si nutre anche della convinzione che tanto ci siamo noi a rimettere a posto. Certo, rimettiamo a posto, ma spesso rimettiamo a posto troppo tardi e perdiamo una vendita perché chi ha toccato quel libro non ha avuto abbastanza educazione da restituircelo in mano dicendo che non gli interessava. Se un libro ci viene ridato noi ringraziamo, nessuno è obbligato a comprare nulla e le uniche cose che ci infastidiscono sono la maleducazione e l’arroganza. In un’occasione dopo aver detto a una signora che se non ricordava dove aveva preso il libro non c’era problema e che lo avrei rimesso a posto io, ma che lei avrebbe dovuto ridarmelo invece di abbandonarlo in giro perché quel gesto a noi crea problemi di libri introvabili, mi sono sentita dire con aria sdegnosa “Lo sistemo io, non voglio farla lavorare” come se il problema fossi stata io che non volevo lavorare.

C’è chi abbandona il libro in un altro piano del negozio, e in genere quel libro torna al nostro piano a fine giornata, restituito da colleghi che ce lo riportano come noi restituiamo ai colleghi CD, DVD, riviste e oggetti vari provenienti dagli altri reparti. C’è chi lo nasconde. Non sto scherzando, un bel po’ di gente nasconde i libri. Capita spesso che qualcuno prenda un romanzo, lo guardi, non ricordi più dove lo ha preso (o non glie ne importi nulla) e lo piazzi di costa su uno scaffale a caso. Un libro messo nel posto sbagliato in mezzo a chissà quanti altri metri di altri libri. Quando lo troviamo un libro nascosto così? Solo quando sistemiamo un libro arrivato come rifornimento in quella zona, o quando cerchiamo lì un altro libro per un altro cliente. Certo, prima o poi un libro nascosto così salta fuori, ma possono passare diversi giorni prima che questo accada. C’è anche chi solleva la copia più in altro da una pila di libri messa sul tavolo, piazza lì il libro di cui si vuole liberare e poi lo ricopre con la copia che aveva sollevato. Solo se qualcuno tocca la copia più in alto, o se noi abbiamo dei dubbi e controlliamo tutta la pila, troviamo i libri nascosti a questo modo. Oppure c’è chi lancia i libri sotto gli scaffali. I nostri scaffali non arrivano fino in fondo, al di sotto c’è uno spazio vuoto che troppi hanno opportunamente adattato a nascondiglio dei libri che vogliono mettere giù senza farsi notare. Anche questi saltano sempre fuori, in genere troppo tardi per chi ce li ha chiesti.

AVVISO: Non picchiamo nessuno se non sa dove ha preso il libro che ha in mano. Non lo sgridiamo neppure. Pensate un po’ ringraziamo pure chi ci ridà un libro dicendo che non gli interessa ma che non si ricorda dove lo ha preso. Riceverete un grazie restituendoci un libro, approfittatene!

 

Può essere rotto.

Noi suo nostri foglietti scriviamo GUASTO, anche se non si tratta di un cibo avariato. Però se è guasto quel libro non si può vendere. Il guasto può essere di vari tipi. Può essere un problema dell’editore, che si è dimenticato di inserire alcune pagine, o che ne ha stampate alcune bianche, o su cui è sbavato l’inchiostro, o che ha mescolato le pagine e le ha rilegate in modo errato, o che ha tagliato male le pagine, o che in una copertina ha inserito un libro diverso. Tutte cose che ho visto capitare più volte. Se ci accorgiamo noi di questo problema togliamo il libro dalla vendita, se se ne accorge il cliente glie lo cambiamo anche senza scontrino purché sia un libro che abbiamo venduto in tempi recenti e sia ancora in commercio. E quando vediamo un libro con un problema controlliamo tutte le altre copie, perché a volte c’è un solo libro guasto e a volte è guasta tutta la tiratura. Però fino a quando il libro non viene reso all’editore rimane in giacenza. Teoricamente il libro è presente in negozio ma non è vendibile.

Altro tipo di guasto è quello provocato dal cliente, e qui il campionario è molto vario. Ci sono i libri consumato dal troppo uso, cosa che capita in genere con gli illustrati. Della maggior parte dei libri illustrati noi sappiamo che butteremo via una copia perché a furia di essere sfogliata dai clienti verrà rovinata. La copertina praticamente sempre, troppo spesso anche le pagine e la rilegatura. Purtroppo a volte capitano clienti che non sfogliano la copia già rovinata, suppongo perché non gli piace, ma che ne sfoglino un’altra, con la conseguenza che alla fine vengano rovinate due o magari anche tre copie dello stesso libro. La giacenza degli illustrati non è mai affidabile, potremmo anche avere più copie del libro ridotte in condizioni vergognose. Discorso analogo per i libri dei bambini, con i genitori che spesso controllano solo che il bimbo non si perda. Pop-up strappati, libri-puzzle con i puzzle smontati (noi cerchiamo di ricostruirli, ma spesso i pezzi vengono persi), libri con adesivi con gli adesivi attaccati, a volte anche su un altro libro in modo da farci due danni in un colpo solo, libri da colorare già colorati, tanto ci vuole poco ad aprirci anche le scatole dei colori e a usarle. Potremmo sorvegliare i clienti e impedire questi danni? In teoria sì, in pratica non è fattibile. O stiamo lì come cani da guardia, e non facciamo altro, o aiutiamo gli altri clienti a trovare ciò che gli serve, mettiamo in ordine il negozio, facciamo gli ordini di rifornimento e via dicendo. Siamo troppo pochi per poter davvero sorvegliare il comportamento di persone che dovrebbero sapere da sole come comportarsi e che invece controllano soltanto se siamo lontani per poter fare i loro danni in santa pace.

Ci sono i libri semplicemente letti da persone che non conoscono – o fingono di non conoscere – la differenza fra una libreria e una biblioteca, e quando la costa di un libro è troppo segnata perché il libro in questione è stato letto dall’inizio alla fine o quasi diventa impossibile venderlo. Noi vendiamo libri nuovi, non usati, ma a chi ci scambia per una biblioteca evidentemente questo dettaglio non importa. Salvo magari poi lamentarsi quando è lui a dover comprare un libro e non è in condizioni perfette.

Ci sono i libri rovinati dai maiali, e con questo termine mi riferisco a tutti coloro che sbrodolano il loro gelato sulle copertine o che vi appiccicano sopra dei chewing gum o che trovano comunque modo di macchiarli in vario modo. Fra le varianti vi sono il tizio che ha deciso di rispondere ai test presenti in un libro di test, ovviamente senza comprarlo, quello che ha usato la penna per prendere appunti sulle pagine di un libro in vendita e quello che, visto che di un’enciclopedia di arte gli interessavano solo un paio di pagine, ha deciso di strapparle e portarsi via solo quelle lasciandoci in negozio il rottame. Tutti casi reali, di cui ho visto il danno ma non chi lo aveva commesso, e chissà quanti altri ne sto dimenticando.

Ci sono libri rovinati dal negozio stesso, affermazione che in senso lato comprende anche le persone che vi lavorano. Un esempio concreto? Un guasto allo scarico della lavapiatti del bar sovrastante la libreria, datato novembre e verificatosi di notte, quando non c’era nessuno che potesse notare tempestivamente il problema e limitarne l’entità, che ha distrutto quasi integralmente i libri presenti sul tavolo dei gialli e parte di quelli presenti su altri due tavoli. Quanti libri sono diventati invendibili con un singolo episodio? E ovviamente visto che erano molti c’è voluto un po’ perché le loro giacenze venissero sistemate. Tanto per gradire questo è stato l’episodio peggiore ma non certo l’unico problema che abbiamo avuto con l’acqua in questi anni.

Può non essere mai arrivato in negozio.

In teoria i distributori spediscono la merce, i corrieri la consegnano, i magazzinieri caricano le bolle e mandano i libri in negozio, e tutto fila liscio. In un mondo perfetto le cose funzionerebbero così, ma se volete sapere cosa penso io sulla possibile esistenza di Un mondo perfetto provate a guardarvi il bellissimo film di Clint Eastwood con protagonisti lo stesso Eastwood e Kevin Costner, e ascoltate attentamente quello che dice Clint.

In pratica spesso i magazzinieri, troppo pochi per il lavoro che devono svolgere, fanno le cose di corsa e a volte caricano le bolle dopo aver mandato i libri in reparto. Il che significa che se un libro è presente in bolla ma non è presente nelle scatole loro non se ne accorgono, e quindi il libro viene caricato anche se in negozio non è mai arrivato. Un’altra possibilità è quella dell’errore. Se di un libro arrivano 5 copie e il magazziniere senza accorgersene schiaccia il tasto 6 abbiamo una giacenza errata. Oppure può invertire l’ordine in cui schiaccia i tasti. Quanti refusi facciamo mentre scriviamo? Io tantissimi, anche se quando me ne accorgo li tolgo. Ma notare un refuso in una parola è semplice, in un numero è molto più difficile, specie se la bolla è composta da diverse decine di righe. Se i libri da caricare erano 45 e per una svista diventano 54 la giacenza si sfasa e anche di molto.

Ultimo tipo di problema: le copertine simili. Provate a pensare a certe saghe, Shadowhunters, o Le cronache del ghiaccio e del fuoco in versione deluxe o magari anche ai libri pubblicati da Sellerio. O allo stesso dizionario, con e senza CD Rom, con un piccolo logo che è l’unica cosa che distingue le due copertine. Visti di costa e a volte pure visti di faccia sono quasi identici, basta poco per confondersi, e se arrivano 2 copie di un libro e 2 copie di un altro può capitare che vengano caricate 4 copie di un titolo solo, 0 dell’altro e che si sfasino ben due giacenze nello stesso istante.

Può non essere ancora stato scaricato.

Quando il libro passa in cassa la sua giacenza viene automaticamente scaricata, certo. Peccato che ad alcuni particolari clienti i libri vengano consegnati con bolla d’accompagnamento, e in genere passano diversi giorni prima che quei titoli vengano effettivamente scaricati a computer.

Può essere stato prenotato da qualche cliente.

Vi è mai capitato di ordinare un libro e di aspettarne l’arrivo in negozio? O, in alternativa, di telefonare e chiedere di mettere da parte un libro perché contate di venire ad acquistarlo nel giro di qualche giorno? In casi di questo genere mettiamo il libro su uno scaffale a parte, in una zona in cui possiamo accedere solo noi, perché se facciamo venire una persona dicendogli che troverà certamente un libro poi quella persona quel libro lo deve trovare, non deve essere stato acquistato da qualcun altro che è venuto prima. Il che significa che il libro, presente in giacenza, non è nell’area di vendita e se anche lo troviamo – a volte facciamo controlli anche sui prenotati – non lo vendiamo, a meno che la persona che ce lo ha richiesto non si stia facendo attendere da troppo tempo.

Può essere in mano a un altro cliente.

Specie nei giorni prima di Natale è un’opzione molto probabile, considerando il numero di persone presenti in negozio nello stesso istante è facile che qualcuno abbia preso l’ultima copia di un libro e che la debba ancora pagare, anche perché le code in cassa non sono certo brevi. Ma anche negli altri periodi, specie se si tratta di un libro assegnato da un insegnante, o di uno di cui hanno parlato in televisione la sera prima, non è impossibile che lo sfortunato cliente sia stato preceduto anche di poco da qualcun altro.

Può essere stato rubato.

E in questo caso, per quanto ci possiamo dannare, il libro non salterà mai fuori, e la giacenza verrà sistemata solo al prossimo inventario.

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