Classifiche: 2 dicembre 2018

1 (9) Elena Ferrante, L’amica geniale, E/O;

2 (16) Maurizio De Giovanni, Vuoto. Per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi;

3 (2) Marco Malvaldi, La misura dell’uomo, Giunti;

4 (1) Luis Sepúlveda, Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, Guanda;

5 Elena Ferrante, Storia del nuovo cognome, E/O;

6 (3) Michelle Obama, Becoming. La mia storia, Garzanti;

7 (4) Pif, …che Dio perdona a tutti, Feltrinelli;

8 (5) AAVV, Una giornata in giallo, Sellerio;

9 Philippe Daverio, Grand tour d’Italia a piccoli passi, Rizzoli;

10 Elena Ferrante, Storia di chi fugge e di chi resta, E/O;

11 (6) Donato Carrisi, Il gioco del suggeritore, Longanesi (prenotazioni, il libro sarà in vendita dal 3 dicembre);

12 Elena Ferrante, Storia della bambina perduta, E/O;

13 (17) Benedetta Rossi, La cucina di casa mia, Mondadori Electa;

14 (11) Roberto Costantini, Da molto lontano, Marsilio;

15 (8) Gaetano Savatteri, Il delitto di Kolymbetra, Sellerio;

16 (10) Antonio Manzini, Fate il vostro gioco, Sellerio;

17 (15) Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo, Bompiani;

18 Rosanna Lambertucci, La nuova dieta 4 più 1 – 4 più 1, Mondadori;

19 (7) Camilla Läckberg, Donne che non perdonano, Einaudi;

20 Alberto Angela, Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità, HarperCollins Italia.

 

I titoli fantastici presenti nella top 100:

21 (13) George R.R. Martin, Fuoco e sangue, Mondadori;

27 J.K. Rowling, Animali fantastici. I crimini di Grindelwald. Screenplay originale, Salani, 18,00 € (prenotazioni, il libro è effettivamente in vendita solo da oggi);

29 (40) J.K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani, 10,00 €;

46 (24) Stephen King, The outsider, Sperling & Kupfer;

55 (44) J.K. Rowling, Harry Potter e la camera dei segreti, Salani, 11,00 €;

56 (65) J.K. Rowling, Harry Potter e il calice di fuoco, Salani, 15,00 €;

59 (59) J.K. Rowling, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Salani, 12,00 €;

63 J.K. Rowling, Harry Potter e il Principe mezzosangue, Salani, 14,00 €;

74 J.K. Rowling, Harry Potter e i doni della Morte, Salani, 15,00 €;

76 (80) J.K. Rowling, Harry Potter e l’ordine della fenice, Salani, 16,00 €

100 (51) J.K. Rowling, Harry Potter. La serie completa, Salani.

 

La classifica di fantasy e fantascienza:

1 (1) George R.R. Martin, Fuoco e sangue, Mondadori;

2 Philip K. Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, Fanucci;

3 (2) J.R.R. Tolkien, La caduta di Gondolin, Bompiani;

4 (4) Philip K. Dick, La svastica sul sole, Fanucci;

5 (9) Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, Ponte alle Grazie;

6 (6) Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori;

7 (7) Christelle Dabos, Fidanzati dell’inverno. L’attraversaspecchi, E/O;

8 (14) George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 2, Mondadori;

9 (16) Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo, Mondadori;

10 (5) George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 1, Mondadori;

11 (15) George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 3, Mondadori;

12 Isaac Asimov, Ciclo delle Fondazioni, Mondadori;

13 (24) Aldous Huxley, Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo, Mondadori;

14 (21) Marion Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon. Vol. 1, HarperCollins Italia;

15 (22) George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 4, Mondadori;

16 (23) George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 5, Mondadori;

17 Cassandra Clare, Signore delle ombre. Shadowhunters, Mondadori;

18 Stephanie Garber, Legend, Rizzoli;

19 (3) AAVV, Vikings. La saga di Ragnar Lothbrok, Fanucci;

20 Aleksandr Bogdanov, Stella rossa, Agenzia Alcatraz;

21 (11) Amie Kaufman e Jay Kristoff, Illuminae. Vol. 1, Mondadori;

22 Jennifer L. Armentrout, The darkest star. Il libro di Luc, Giunti;

23 (12) Ransom Riggs, La mappa dei giorni. Il quarto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali, Rizzoli;

24 H.G. Wells, La macchina del tempo, Newton Compton;

25 (18) J.R.R. Tolkien, La compagnia dell’anello, Bompiani;

26 (28) J.R.R. Tolkien, Il signore degli anelli, Bompiani;

27 Isaac Asimov, Neanche gli dei, Mondadori;

28 George R.R. Martin, Elio Garcia Jr. e Linda Antonsson, Il mondo del ghiaccio e del fuoco. L’enciclopedia del trono di spade, Mondadori;

29 George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Vol. 1, Mondadori;

30 George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco.  Vol. 2, Mondadori.

Annunci
Pubblicato in classifiche | Lascia un commento

Guida tascabile per maniaci dei libri

Torna in una nuova edizione aggiornata, riveduta e corretta con nuove sezioni dedicate ai libri per bambini e ragazzi e nuovi capitoli, ma soprattutto con un’intera sezione dedicata ai «dieci libri imperdibili» scelti da duecento librai italiani, sia di librerie indipendenti che di librerie di catena.

«Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca» – Proverbio Arabo

Un libro che si propone come una sorta di «bibbia» per i veri lettori forti, gli instancabili e inarrestabili «maniaci» dei libri. Impossibile elencare tutto ciò che questa anomala guida contiene, tra continui rimandi e richiami fra l’una e l’altra sezione. Oltre seicento pagine per tredici capitoli: i libri fondamentali, i migliori libri per bambini e ragazzi, i libri imperdibili dei librai italiani, le vite in pillole, gli incipit, i premi (Nobel, Strega, Viareggio, Campiello, National Book Award, Pulitzer, Man Booker Prize, Goncourt, Médicis, Renaudot, Goethe, Friedenspreis, Cervantes, Hans Christian Andersen, Andersen, Nati per Leggere, Caldecott, Newbery, Bologna Ragazzi Award), i best seller, le stroncature, i migliori film tratti dai libri, le curiosità, i cocktail e le ricette nei libri, le frasi sui libri, una breve storia dell’editoria da Gutenberg a oggi. Un catalogo, un repertorio, un’enorme serie di elenchi, nomi, titoli, richiami. Una guida verso il paradiso per i lettori.

Quella qui sopra è la presentazione di Guida tascabile per maniaci dei libri. A uno sguardo rapido il volume contiene

  • L’introduzione If You really want to hear about it…
  • Diversi elenchi di libri per grado di fondamentalità (termine coniato da me per l’occasione)
  • L’elenco dei libri fondamentali per bambini e ragazzi (che comprende Le cronache di Narnia di C.S. Lewis e la saga di Harry Potter di J.K. Rowling, ma in altri punti sono citati Hunger Games di Suzanne Collins, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo di Rick Riordan, Twilight di Stephenie Meyer e Shadowhunters di Cassandra Clare, analizzati in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi, giusto per ricordarvi di cosa ci siamo occupati in quel libretto)
  • I libri imperdibili per i librai italiani (ma di questo parlo più giù)
  • Alcune brevi – troppo brevi – biografie di autori importanti
  • Gli incipit, e visto che ho letto un intero volume, Era una notte buia e tempestosa… dedicato proprio agli incipit, potete immaginare quanto mi attraggano
  • Un bel po’ di premi letterari, non solo italiani
  • I best seller, e suppongo che dei libri più venduti parlerò un altro giorno
  • Le stroncature celebri, pagine in cui c’è da ridere per i commenti fatti da personaggi famosi – o testate famose – a libri che sarebbero diventati a loro volta molto famosi
  • Una sezione dedicata a libri e film
  • Curiosità
  • Una parte enogastronomica
  • Alcune citazioni sui libri
  • Una rapida cronologia dell’editoria

Io, che mi diverto a leggere le curiosità che riguardano i libri, sto trovando tante cose interessanti, anche se le liste sono composte solo da autore, titolo e anno di edizione, cosa che costringe il lettore a fare ricerche personali se vuole sapere di cosa trattano i libri citati. Perché parlo del libro? Per questo motivo:

 

Lunedì 3 dicembre il libro sarà presentato nel corso di un incontro nel Mondadori Megastore di Via Marghera 28 a Milano. Ovvio che anche noi abbiamo fornito la nostra lista di dieci libri. Si tratta di:

Herman Hesse, Siddharta

Anne Frank, Diario

Primo Levi, Se questo è un uomo

George Orwell, La fattoria degli animali

J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli

Luogi Garlando, Per questo mi chiamo Giovanni

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani

José Saramago, Cecità

Italo Calvino, Le città invisibili

Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono con i lupi

Ovvio che indicare solo dieci titoli è assurdo, restano fuori centinaia di altri libri che meriterebbero di essere menzionati, ma una scelta va fatta. E, a proposito di scelte, indovinate cosa ho indicato io…

Di questi dieci libri ne ho letti otto, il nono lo sto leggendo, e quello che non ho neppure iniziato è stato scritto da un autore che conosco visto che ho letto altri due libri suoi. Tornando all’incontro, questo è l’elenco dei partecipanti:

Camilla Ronzullo Zelda Was a writer presenta Guida tascabile per maniaci dei libri, Edizioni Clichy.

Partecipano:
Gianluca Foglia – Direttore Editoriale Feltrinelli
Andrea Gentile – Direttore Editoriale Il Saggiatore
Alberto Ibba – Direttore Commerciale NN
Luca Pantarotto – Social media manager NN
Antonio Riccardi – Direttore Editoriale SEM
e i librai:
Marco Bonassi – laFeltrinelli Duomo
Martina Frammartino – Mondadori Megastore
Valentina Griffini – Libraccio, Viale Vittorio Veneto
Davide Mosca – Scrittore, Libreria Verso
Marta Santomauro – Libreria Gogol & Company

La pagina Facebook ufficiale: https://www.facebook.com/events/270041600261308/.

Pubblicato in appuntamenti, Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi | Lascia un commento

Novità di novembre 2018 – quarta parte

Martin Arnold, Storia dei draghi. Dai Nibelunghi a Game of Thrones, Odoya, 24,00 €

La sinossi:

I draghi sono un fenomeno globale. Troviamo tracce di questi mostri alati a diverse latitudini e in varie epoche: animali mitologici che hanno turbato l’umanità per migliaia di anni. Dalle bestie sputafuoco del mito e delle leggende nordeuropee al Grande Drago Rosso del libro dell’Apocalisse, dal ruolo soprannaturale nell’antica Cina a quello delle donne-drago che hanno rappresentato una minaccia all’autorità maschile. Ma c’è una cosa che tutti i draghi hanno in comune: la paura suscitata dal loro formidabile potere e, di conseguenza, il nostro bisogno di sopprimerlo, di placarlo o, in qualche modo, di assumerlo come “nostro”. Come spiegare questa esigenza? È il nostro bisogno di imporre l’ordine sul caos, incarnato in un cavaliere, un eroe in grado di uccidere i draghi? È il nostro terrore della natura scatenata nella sua forma più distruttiva? O il drago non è altro che l’espressione di quel mistero più grande e inquietante di tutti: la nostra mortalità? Martin Arnold ripercorre la storia dei draghi, le concezioni leggendarie e storiche su queste figure, la loro rappresentazione e i significati metaforici, religiosi, mitologici, dall’Età Antica a II trono di spade, e risponde all’interrogativo su cosa abbia spinto l’uomo a creare nel suo immaginario queste creature magnifiche. Postfazione di Licia Troisi.

 

Alexandra Bracken, L’ultimo bagliore. Darkest minds. Vol. 3, Sperling & Kupfer, 17,90 €

La sinossi:

Ruby non può permettersi di guardare indietro. Il quartier generale della Lega dei Bambini è stato raso al suolo. E ora lei e i giovani sopravvissuti all’attacco del governo a Los Angeles stanno viaggiando verso nord per riunirsi. Insieme a loro, c’è anche un pericoloso prigioniero, con le stesse incredibili abilità di Ruby. Per questo, solo lei può tenerlo sotto controllo: un solo errore e potrebbe scatenarsi il caos. È una sfida difficile da vincere ma, seppur distrutta da una perdita insopportabile, Ruby sa di non poter mollare adesso. Non quando è così vicina dal far cadere il governo e dal liberare le migliaia di ragazzi che ancora soffrono nei campi di riabilitazione governativi sparsi in tutto il Paese, e in particolare a Thurmond. La missione di Ruby è chiara, anche se non tutti la condividono e le tensioni non si faranno attendere. La resa dei conti è vicina, e allora anche i segreti più oscuri verranno a galla, e i sentimenti più forti saranno messi alla prova.

 

Kevin Brooks, Dogchild, Piemme, 20,00 €

La sinossi:

Ora, dopo essere stato catturato e sottoposto a un lungo processo di riumanizzazione, vive in un’antica città fortificata, guidato e protetto dal suo mentore Aster. Oltre il muro di cinta, separato da una striscia di terra, si estende l’accampamento dei Dau, il clan nemico. I due popoli sono in guerra da tempo immemore per contendersi le poche risorse d’acqua rimaste, ma la battaglia finale si sta avvicinando ed è chiaro che niente sarà più come prima. Toccherà a Jeet annotare tutti gli avvenimenti e scrivere la storia del suo popolo, che è anche la storia di un ragazzo metà cane e metà uomo in cerca della propria identità.

 

Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo, Andrea Vaccaro, Guida ai narratori italiani del fantastico. Scrittori di fantascienza, fantasy e horror made in Italy, Odoya, 22,00 €

La sinossi:

Anche se in Italia i generi della fantascienza e dell’horror sono praticati da pochi decenni, la tradizione fantastica ha tuttavia radici antiche che risalgono almeno alle “corbellerie” (così le definì il cardinale Ippolito d’Este) di Ludovico Ariosto. Escludendo tuttavia i generi precedenti alla nascita del romanzo moderno, questo libro si occupa degli scrittori che si sono cimentati con una certa costanza nei vari tipi di letteratura d’immaginazione, dal meraviglioso allo strano, dal gotico al perturbante, dal fantastico tout court al weird fino appunto ai generi di consumo della narrativa del terrore, della science fiction e del fantasy. Un excursus che parte da certe Operette morali di Giacomo Leopardi per proseguire con il movimento della scapigliatura e continuare con gli ormai classici del fantastico del Novecento, da Capuana a Verga e Bontempelli fino a Buzzati, Calvino, Landolfi e Morselli, approdando infine ai contemporanei: Valerio Evangelisti, Danilo Arona, Pierfrancesco Prosperi, Renato Pestriniero, Dario Tonani, Licia Troisi, Barbara Baraldi etc. Il volume è strutturato in voci alfabetiche per autore ed è corredato da numerosi box che esaminano in maniera più puntuale particolari correnti letterarie o fenomeni editoriali, dalla scapigliatura al futurismo, dalla protofantascienza alla fantarcheologia fino alle recentissime correnti del connettivismo e del new weird, senza trascurare la storia delle pubblicazioni più significative e l’importante ruolo dei curatori e dei critici.

 

Jean-François Chabas, Phelan. Le cronache di Zi. Vol. 1, Gallucci, 13,90 €

La sinossi:

Nel Reame dei Mille Laghi una strega mette in atto tutti i suoi malefici per rapire dalla culla il principe ereditario. Molti anni dopo Phelan, adolescente esperto nel maneggiare la spada, s’innamora follemente dell’impavida principessa Nara. Ma il cavallo della principessa, imbizzarrito, la trascina sui Monti Gialli, ín balia dell’Orco che vi regna. Nessuno è mai uscito vivo da quelle montagne e tuttavia Phelan indomito, si lancia in soccorso di Nara, accompagnato dal fedele amico Turi. Sul loro cammino incombe però l’ombra di una strega misteriosa… Età di lettura: da 8 anni.

Un estratto: https://www.galluccieditore.com/scheda/sfoglia/?id=1168.

 

Gilbert Keith Chesterton, Magia e altri sette drammi, Jouvence, 24,00 €

La sinossi:

Una dama vessata da un signore tirannico, tre politici che banchettano, un personaggio incappucciato dai poteri misteriosi, un santo nel deserto; e poi cavalieri che incrociano le spade, intellettuali settecenteschi, automi meccanici d’aspetto umano: sono solo alcuni dei personaggi che calcano le scene in questa variopinta serie di drammi. L’attività teatrale di Chesterton – che si compone di opere eterogenee, ma sempre caratterizzate dal consueto connubio di leggerezza e profondità – fu lodata dal premio Nobel Bernard Shaw, secondo il quale Chesterton aveva una bravura naturale per il dialogo e sprecava il suo talento nel non scrivere per il palcoscenico. I testi qui raccolti spaziano per la sua intera vita di scrittore e rivelano al lettore l’opera drammatica, fin qui trascurata, del grande autore inglese.

 

Roald Dahl, Le streghe, Salani, 12,90 €

Audiolibro letto da Bruno Alessandro

La sinossi:

Un racconto inquietante che vi farà sapere chi sono le vere streghe. Non quelle delle fiabe, sempre scarmigliate e a cavallo di una scopa, ma quelle elegantissime, somiglianti a certe signore che probabilmente già conoscete. Come fare a individuarle? Bisogna stare attenti a chi porta sempre i guanti, a chi si gratta la testa, a chi si toglie le scarpe a punta sotto il tavolo e a chi ha dei denti azzurrini, perché tutto ciò serve a nascondere gli artigli, i crani calvi, i piedi quadrati, la saliva blu mirtillo: tutti segni distintivi delle vere streghe. Sapendo questo potete evitare di venir trasformarti in topi.

 

Michael Ende, La storia infinita, Salani, 12,90

Audiolibro letto da Gino La Monica

La sinossi:

Bastiano ha una grande passione: leggere. In un giorno di pioggia, inseguito dai bulli, si rifugia in una vecchia libreria dove trova un volume intitolato “La storia infinita”. Bastiano lo prende e ci si immerge, letteralmente, infatti, scopre che proprio lui non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, chiamato a salvare i destini del mondo incantato di Fantàsia.

 

S. Jae-Jones, Shadowsong, Newton Compton, 10,00 €

La sinossi:

Sei mesi dopo essere riemersa dal Sottosuolo, Liesl si sta impegnando per promuovere, oltre alla carriera musicale del fratello, anche la propria. È determinata a concentrarsi sul futuro, senza pensare al passato, ma la vita nel mondo di sopra non è semplice. Suo fratello Josef è freddo, distante e riservato, mentre Liesl non riesce a smettere di pensare all’uomo misterioso che ha dovuto abbandonare oltre la barriera magica, colui che ha saputo ispirarle nel cuore una musica struggente e bellissima. Ma quando l’equilibrio tra i due mondi all’improvviso comincia a vacillare, Liesl dovrà fare ritorno nel Sottosuolo per risolvere un mistero che riguarda la vita, la morte… e il suo amato Re dei Goblin. Chi è? Da dove viene? Qual è il suo destino? Ora che il patto è stato infranto, il prezzo da pagare è altissimo: una vita per una vita. Se Liesl vuole davvero scoprire la verità, dovrà infrangere tutte le antiche leggi e sacrificarsi in nome di ciò che ama. Ma compiere questa scelta la renderà libera una volta per tutte o la condannerà per sempre?

 

Joshua Khan, Shadow magic, De Agostini, 10,90 €

Edizione economica. La sinossi:

Da quando i suoi genitori sono morti in circostanze misteriose, Lily Shadow si è ritrovata unica erede al trono di Geenna. Ma per una ragazzina di tredici anni, che non ha alcuna conoscenza della magia nera, governare il regno delle ombre è impossibile. I suoi antenati erano in grado di comunicare con gli spiriti, risvegliare i morti, radunare truppe dalle tombe. Come potrà lei difendere il Paese senza magia e senza un esercito? L’unico modo per salvare Geenna è sposare Gabriel Solar, il rampollo della famiglia nemica, e assicurare così la pace. Ma Gabriel è un idiota e Lily non ha alcuna intenzione di arrendersi al proprio destino. Soprattutto quando scopre di avere un aiuto insperato in Thorn, un ragazzo dall’oscuro passato ma con un cuore coraggioso e la rara capacità di cavalcare pipistrelli giganti…

 

Joshua Khan, Dream magic, De Agostini, 10,90 €

Edizione economica. La sinossi:

Lily Shadow è diventata regina, ma i nemici di Castel Cupo sono sempre in agguato. Nell’aria c’è uno strano fermento. I morti si stanno risvegliando dalle tombe, i villaggi subiscono razzie e un esercito di troll si avvicina da nord. Il popolo comincia a dubitare della sua stessa regina. Lily però non è sola. Il coraggioso Thorn è il suo braccio destro ed entrambi sanno che l’unica possibilità di tenere unito il regno è controllare le Ombre. Lily infatti non ha ereditato solo il castello degli Shadow, ma anche la magia nera. Così, mentre la giovane regina si esercita nell’arte proibita e tiene a bada una lunga fila di pretendenti, le armate stringono i confini e inquietanti ragni si muovono nell’oscurità… Sarà sufficiente la determinazione di una ragazza a salvare Castel Cupo? Dream Magic è il secondo capitolo di una saga epica iniziata con Shadow Magic. Un’avventura fantastica dove non mancano azione, magia e verità nascoste che aspettano solo di essere svelate…

 

Joshua Khan, Burning magic, De Agostini, 14,90 €

La sinossi:

Lily è ormai per tutti la “regina strega”, ma questo non rende le cose più facili. Nemmeno se al suo fianco c’è Thorn, il prode cavaliere di pipistrelli. Perché la rete di intrighi attorno a loro si intesse sempre più fitta, sempre più stretta, soffocante come una nebbia nera pronta ad avvolgere ogni cosa. Ma quando Lily e Thorn si mettono in viaggio per raggiungere il Sultanato del Fuoco e suggellare l’alleanza col sovrano, non possono immaginare che quella nebbia è già lì ad attenderli. E quella che doveva essere una rimpatriata con un vecchio amico si tramuta in una terribile imboscata. Lily ora non ha più alcun dubbio: la guerra per il trono non è ancora finita. Insieme a Thorn, dovrà ricorrere a tutta la sua astuzia e al suo coraggio per riuscire a sopravvivere e ristabilire ordine nel regno. Ma dovrà anche mettere da parte le paure e fare i conti con un segreto oscuro sepolto nel suo passato. Un segreto che potrebbe cambiare le sorti della guerra, e renderla davvero una regina strega temibile.

 

Emanuela Valentini, Grotesquerie, Dana, 19, 95 €

La sinossi:

Inizi ‘900, Francia. La pace tra gli stati europei è effimera e messa in discussione da rivalità, sete di conquista e moti di ribellione. A Rouen vige il culto della perfezione estetica. Se i ricchi curano i loro difetti fisici con delle protesi d’oro, trasformandoli in simboli di bellezza, i poveri ritenuti più strani finiscono nel circo di Madame Grotesque, un posto macabro in cui creature emarginate e deformi si guadagnano da vivere divenendo oggetto di scherno e di divertimento dei potenti. Nel frattempo, in una prigione sotterranea segreta, i dissidenti vengono indebitamente impiegati nella costruzione di macchine da guerra… Una scrittura avvolgente e piena, un romanzo corale dall’ambientazione potente, un’avventura steampunk distopica piena di personaggi tormentati e cose che non dovrebbero accadere. Un’adolescente muta non dovrebbe essere costretta a lavorare in un circo dei mostri; una ragazza intrepida e generosa non dovrebbe essere ridotta in schiavitù; un giovane coraggioso che si affida alla poesia non dovrebbe essere ostaggio di sudici poteri.

 

Adan Zzwwurath, Fantaencyclopedìa, Manifestolibri, 58,00 €

La sinossi:

La “Fantaenciclopedia” colleziona Idee e Eventi della Storia che non hanno mai riscosso adeguata fama negli annali. È un’Enciclopedia che guarda a tutto l’esistente, a tutto il pensato, dal punto di vista del Fantastico. Un Fantastico particolare: il Fantastico che “contagia la Realtà” – che, cioè, si “compromette” e irrompe nella Realtà, per trasformarla. Per questo nella “Fantaenciclopedìa” compaiono almeno 500 “Racconti Insoliti e Curiosi”, tutti classificati e tutti realmente accaduti: un repertorio meticoloso di “fatti veri” – più o meno conosciuti – riferiti e analizzati per quel che hanno di più “sorprendente”. Con l’ambizione di gettare nuova luce su questi territori: l’aldilà, i fantasmi e il cielo con l’inferno, dio e il diavolo, gli angeli, l’anima; l’arte, i libri, gli automi & le macchine; le geografie impossibili e i tre regni della natura: animale, vegetale, inanimato – più il corpo umano, con malattie e follia, il sonno e il sogno; la giustizia e le sue leggi bizzarre, le religioni e i santi; il potere, le astuzie, le atrocità, i duelli, la morte, il suicidio; l’amore, i giochi, le opere di misericordia; le profezie, la verità & la menzogna – a cominciare da Adamo & Eva nostri progenitori. Accompagnano la lettura i ragguagli su alcune figure-chiave del Fantastico: Edgar Allan Poe, Nostradamus, i Rosa-Croce, Kaspar Hauser, Mosè e Robert-Houdin, Rolf e i “Cani Parlanti”, Gilles de Rais, Alexis Didier, Swedenborg ecc.

Pubblicato in anteprima, freschi di stampa | Contrassegnato | 7 commenti

Kobi Yamada: Che problema!

Kobi Yamada non ci dice quale sia il problema che affligge il bambino protagonista di Che problema!. Per la verità non ci dice neppure come si chiami il bambino. Non è un bambino specifico con un problema specifico, ma un bambino qualsiasi, come il lettore del libro, che ha un problema che è solo suo. Un problema che all’inizio è piccolo, come una piccola nuvola scura all’orizzonte ma che poi, a furia di essere ignorato, cresce a dismisura fino a trasformarsi in un uragano che rischia di travolgere tutto e tutti. L’unica soluzione possibile è trovare il coraggio di guardare il problema e affrontarlo direttamente per farlo sparire.

Un libretto breve, illustrato con delicatezza da Mae Besom, che lascia volutamente i dettagli nell’indeterminato per raggiungere tutti i lettori e aiutarli a trovare dentro di sé la forza e la determinazione necessari a fare ciò che solo loro possono fare.

Pubblicato in impressioni di lettura, libri per bambini | Contrassegnato | Lascia un commento

Le caratteristiche del fantasy: Il linguaggio

Dopo Che cos’è il fantasy, La struttura e I personaggi l’ultima parte di Le caratteristiche del fantasy è Il linguaggio. In questo caso sono poche righe.

Il linguaggio delle storie fantasy è particolare poiché gli autori intendono sottolineare il carattere favoloso delle vicende inventando i nomi dei personaggi, degli esseri e degli oggetti magici, caratterizzando i luoghi in cui essi si muovono con improbabili denominazioni geografiche. In alcuni romanzi fantasy, come per esempio Lo Hobbit (1937) di John Ronald Reuel Tolkien, anche la lingua parlata dai personaggi è inventata.

Questa è la spiegazione illuminante (?) di S. Citterio, R. Didoni, E. Fumagalli, D. Lippera e S. Pozzi per il secondo volume di Lettori senza frontiere, Antologia per la scuola secondaria di primo grado (o, per usare il linguaggio non burocratico, per la scuola media). Ovvio che un professore debba integrare il riassunto e pure correggere il tiro su qualche punto.

I nomi sono per lo più diversi dai nostri, anche se pure nel fantasy ci sono nomi provenienti dalla lingua dell’autore (ricordo, per esempio, tal Robert Baratheon), perché in un’ambientazione simil-medievale, che è la più usata, sentire i nostri nomi farebbe uno strano effetto. Del resto quando leggiamo di aventi storici ambientati in un passato piuttosto lontano spesso ci imbattiamo in nomi non più usati, o scritti con una grafia leggermente diversa dalla nostra. C’è un distacco dalla nostra realtà, e questo è uno dei tanti elementi usati dall’autore per farlo percepire, anche se poi, una volta che il personaggio è diventato familiare, anche il nome più strano del mondo può apparire familiare e normale. Però se concordo con il fatto che i nomi sono spesso inventati, non capisco perché le denominazioni geografiche debbano essere improbabili. Alcune storie fantasy sono ambientate nel nostro mondo, per quelle ambientate in un mondo diverso l’autore deve per forza inventare la geografia. Magari a guardare bene la sua invenzione non è troppo solida, ho letto dichiarazioni dell’antropologo e scrittore Steven Erikson riguardo al fatto che è stufo di vedere città che sorgono nel nulla e che non hanno modo di sostentare la vita dei suoi abitanti o altre simpatiche incongruenze, però la necessità di inventare nomi non implica necessariamente che siano improbabili. I protagonisti della Ruota del Tempo di Robert Jordan provengono dai Fiumi gemelli. C.S. Lewis ha ambientato la sua saga nel mondo di Narnia, dal nome di una cittadina umbra. Alcuni nomi hanno un preciso significato geografico, altri sono chiaramente ispirati dalla nostra realtà. Poi certo, c’è lo scrittore di secondo piano che si crede un genio che inventa i nomi più assurdi per il gusto dell’assurdità, dando spazio ad Aldo, Giovanni e Giacomo di prenderci in giro parlando di Pdor figlio di Kmer, ma questa non è la norma. I nomi vanno inventati, in un fantasy è meglio leggere Approdo del re piuttosto che New York, ma se lo scrittore non mette un apostrofo ogni due lettere, una H ogni tre e una dieresi ogni due vocali, non vedo dove sia il problema.

L’affermazione conclusiva, relativa alla lingua inventata per Lo Hobbit, scritta così crea solo problemi. Fa pensare che Lo Hobbit sia scritto in elfico o in qualche altra lingua inventata. Vero, J.R.R. Tolkien ha inventato diverse lingue, ma i suoi romanzi sono scritti in inglese. Magari c’è qualche parola o frase in un’altra lingua, nel Signore degli anelli è famosissimo il Mellon pronunciato da Gandalf davanti alle porte di Moria. In quel caso la parola in un’altra lingua serve per uno snodo narrativo, allo stesso modo del Dracarys di Daenerys in La regina dei draghi di George R.R. Martin. A volte gli autori creano per i loro personaggi difficoltà perché non capiscono la lingua di un’altra popolazione, cosa che avviene anche nella realtà, a volte usano una particolare espressione o una singola parola per ottenere un ben preciso effetto, e a volte la decifrazione di una lingua perduta può essere fondamentale per la trama, non so quante volte ho visto personaggi che, fra le varie difficoltà che dovevano affrontare, avevano anche quella di decifrare vecchi documenti scritti in lingue ormai sconosciute. La lingua parlata dai personaggi è uno dei tanti strumenti a disposizione degli autori, ma si tratta di usi limitati a ben precise circostanze, cosa che qui non viene specificata. Condensare in poche righe una spiegazione spesso ha l’effetto di renderla oscura.

Pubblicato in scuola | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Classifiche: 25 novembre 2018

1 (1) Luis Sepúlveda, Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, Guanda;

2 (3) Marco Malvaldi, La misura dell’uomo, Giunti;

3 (6) Michelle Obama, Becoming. La mia storia, Garzanti;

4 (7) Pif, …che Dio perdona a tutti, Feltrinelli;

5 AAVV, Una giornata in giallo, Sellerio;

6(4) Donato Carrisi, Il gioco del suggeritore, Longanesi (prenotazioni, il libro sarà in vendita dal 3 dicembre);

7 (2) Camilla Läckberg, Donne che non perdonano, Einaudi;

8 (19) Gaetano Savatteri, Il delitto di Kolymbetra, Sellerio;

9 (12) Elena Ferrante, L’amica geniale, E/O;

10 (8) Antonio Manzini, Fate il vostro gioco, Sellerio;

11 Antonio Costantini, Da molto lontano, Marsilio;

12 Andrea Camilleri, I tacchini non ringraziano, Salani;

13 (60) George R.R. Martin, Fuoco e sangue, Mondadori;

14 John Grisham, La resa dei conti, Mondadori;

15 (10) Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo, Bompiani;

16 (17) Maurizio De Giovanni, Vuoto. Per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi (prenotazioni, il libro sarà in vendita dal 27 novembre);

17 (14) Benedetta Rossi, La cucina di casa mia, Mondadori Electa;

18 AAVV, Giappone. The passenger, Iperborea;

19 (15) Alessandro Baricco, The Game, Einaudi;

20 Lars Kepler, Lazarus, Longanesi.

 

I titoli fantastici presenti nella top 100:

24 (18) Stephen King, The outsider, Sperling & Kupfer;

40 (78) J.K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani, 10,00 €;

41 (42) Dante Alighieri, Inferno (con illustrazioni di Gabriele dell’Otto), Mondadori;

44 J.K. Rowling, Harry Potter e la camera dei segreti, Salani, 11,00 €;

51 J.K. Rowling, Harry Potter. La serie completa, Salani;

59 J.K. Rowling, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Salani, 12,00 €;

65 J.K. Rowling, Harry Potter e il calice di fuoco, Salani, 15,00 €;

69 (41) J.R.R. Tolkien, La caduta di Gondolin, Bompiani;

80 J.K. Rowling, Harry Potter e l’ordine della fenice, Salani, 16,00 €

81 (38) Wu Ming, Prolekult, Einaudi;

97 (26) Gianmarco Zagato, Ouija, I 12 rintocchi, Mondadori Electa.

 

La presenza nelle sale di Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald ha effetti evidenti sulla vendita dei libri, anche se la storia di Grindelwald è un prequel rispetto alla saga di Harry Potter. A breve mi aspetto l’arrivo in libreria di numerose persone in cerca del romanzo I crimini di Grindelwald, come già era successo (e in misura minore continua a succedere pure adesso) con Harry Potter e la maledizione dell’erede e con Animali fantastici e dove trovarli. Negli articoli su questi libri ho visto quasi sempre specificato il fatto che si tratti di sceneggiature (screenplay) e non di romanzi, nei siti di vendita l’indicazione c’è, ma troppe persone si fermano al titolo, non leggono una parola di più e vengono a cercare un romanzo che non esiste. E magari non credono neppure a chi dice che quella particolare storia non è mai stata scritta in forma di romanzo.

 

La classifica di fantasy e fantascienza:

1 (2) George R.R. Martin, Fuoco e sangue, Mondadori;

2 (1) J.R.R. Tolkien, La caduta di Gondolin, Bompiani;

3 (15) AAVV, Vikings. La saga di Ragnar Lothbrok, Fanucci;

4 (8) Philip K. Dick, La svastica sul sole, Fanucci;

5 George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 1, Mondadori;

6 (12) Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori;

7 (10) Christelle Dabos, Fidanzati dell’inverno. L’attraversaspecchi, E/O;

8 (3) Victoria Aveyard, Tempesta di guerra, Mondadori;

9 (4) Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, Ponte alle Grazie;

10 (6) Licia Troisi, L’isola del santuario. La saga del dominio. Vol. 3, Mondadori;

11 (11) Amie Kaufman e Jay Kristoff, Illuminae. Vol. 1, Mondadori;

12 (7) Ransom Riggs, La mappa dei giorni. Il quarto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali, Rizzoli;

13 Kerstin Gier, Il castello tra le nuvole, Corbaccio;

14 George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 2, Mondadori;

15 George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 3, Mondadori;

16 (13) Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti. Il ciclo completo, Mondadori;

17 James Dashner, Il codice. Maze runner, Fanucci;

18 J.R.R. Tolkien, La compagnia dell’anello, Bompiani;

19 (21) J.R.R. Tolkien, Il signore degli anelli, Bompiani, 50,00 €;

20 J.R.R. Tolkien, Le due torri, Libri oro (remainder);

21 (16) Marion Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon. Vol. 1, HarperCollins Italia;

22 George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 4, Mondadori;

23 George R.R. Martin, Il trono di spade. Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Oscar Draghi. Vol. 5, Mondadori;

24 (17) Aldous Huxley, Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo, Mondadori;

25 Stephenie Meyer, L’ospite, Rizzoli;

26 James Dashner, La rivelazione. Maze runner, Fanucci;

27 J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, Bompiani;

28 J.R.R. Tolkien, Il signore degli anelli, Bompiani;

29 J.R.R. Tolkien, Il ritorno del re, Libri oro (remainder);

30 Karel Kapek, La guerra delle salamandre, Utet (remainder).

Pubblicato in classifiche | Lascia un commento

Franklin Foer: I nuovi poteri forti

Non posso dire di aver apprezzato del tutto I nuovi poteri forti. Come Google, Apple, Facebook e Amazon pensano per noi di Franklin Foer, ma alcune parti sono illuminanti. Onestamente della biografia dei fondatori dei vari colossi non mi importava granché. Suppongo che per il giornalista fosse importante conoscere tutto il percorso che hanno fatto i personaggi in questione, io per lo più mi sono annoiata e pure persa dietro ad alcuni nomi. Però, al di là di cose che già sapevo perché ultimamente ho letto diversi libri sull’argomento, ho trovato diversi spunti di riflessione.

 

L’automazione è arrivata a ondate: durante la Rivoluzione industriale, i macchinari hanno sostituito il lavoro manuale, ma all’inizio le macchine necessitavano di operatori umani, e solo col passare del tempo hanno iniziato a funzionare quasi senza intervento umano. Per secoli, gli ingegneri hanno automatizzato il lavoro fisico; oggi, la nuova élite tecnologica ha automatizzato il pensiero, perfezionando tecnologie che sostituiscono i processi intellettivi, rendendo il cervello inutile.

[…] abbiamo iniziato ad appaltare il lavoro intellettuale ad aziende che ci suggeriscono cosa imparare, quali argomenti prendere in considerazione e quali articoli comprare.

Pag. 79

 

Inquietante. Quando il lavoro manuale è semplificato ne traiamo tutti un sollievo (anche se possono esserci controindicazioni come la sparizione di un bel po’ di posti di lavoro e la conseguente disoccupazione), ma se mandiamo in pensione il cervello sono guai. Dite che non lo facciamo? Provate a pensarci sul serio. Quanto tempo trascorriamo a fare ricerche autonome e quanto invece a leggere cose che il computer ci ha suggerito dicendoci che secondo lui a noi interessano? Magari ci interessano davvero, ma intanto è stata una macchina a guidare le nostre letture. Quante volte un sito di vendita ci consiglia un prodotto e noi andiamo a vedere e magari lo compriamo? Il computer prova a pensare per noi e a volte ci riesce, e temo che ogni volta che noi cediamo un pezzetto della nostra facoltà di pensare in modo autonomo ci rendiamo più influenzabili per la volta successiva che qualcuno proverà a decidere qualcosa per noi.

 

Per cambiare l’algoritmo, gli ingegneri spostano una manopola di uno o due scatti e apportano continuamente piccole modifiche qua e là per far funzionare come vogliono la macchina. Sfiorando appena la manopola metaforica, Facebook cambia quello che i suoi utenti possono vedere e leggere: può rendere le foto dei nostri amici più o meno onnipresenti, può punire i post pieni di discorsi autocelebrativi e nascondere quelli che considera bufale, può promuovere maggiormente i video rispetto ai testi e può dare la precedenza agli articoli di testate come il New York Times o BuzzFeed, se o desidera. Se volessimo usare toni melodrammatici, potemmo dire che Facebook cerca continuamente di interferire con la visione del mondo dei suoi utenti, di influire sulla qualità delle notizie e delle opinioni cui consente di emergere dal frastuono, di modificare il livello del discorso politico e culturale per catturare l’attenzione dei suoi utenti per qualche istante in più.

Pag. 92

 

Insomma, conoscendo i nostri gusti – perché noi continuiamo a dire ai computer cosa ci piace e cosa no, a volte consapevolmente ma ritenendolo poco importante e a volte inconsapevolmente – chi sta dietro alle varie compagnie decide cosa proporci e anche se si deve attivare per influenzarci oppure no.

 

questa abbondanza di materiale gratuito ha creato una nuova forma di carenza: con tante cose da leggere, vedere e ascoltare, con una rete infinita di link, è diventato quasi impossibile catturare l’attenzione del pubblico. Questo Rumore Totale, come lo chiamava David Foster Wallace, è una condizione che rende la nostra lettura errante, meno concentrata. Negli anni Settanta, l’economista premio Nobel Herbert Simon colse queste tendenze incipienti e le spiegò in maniera rigorosa: «È piuttosto ovvio cosa venga consumato dall’informazione: si tratta dell’attenzione del pubblico. Perciò l’abbondanza di informazioni provoca una carenza di attenzione». Il concetto fondamentale è la carenza di attenzione, l’incapacità di mantenere costante l’attenzione di un lettore per molto tempo.

Pagg. 108-109

 

Ho sentito tante volte dire che su internet è meglio scrivere articoli corti perché la gente si stufa di quelli lunghi, ma evidentemente non ho assimilato bene il concetto visti i papiri che di tanto in tanto propongo. Però sì, l’ho notato anch’io, se l’articolo non mi interessa davvero magari mi stufo e lo mollo a metà, e troppa gente fa i commenti su un articolo dopo aver letto solo il titolo (che spesso è impreciso e non è nemmeno stato scelto dall’articolista). La capacità di attenzione se ne va. Non solo, non sappiamo più cosa leggere perché ci sono troppe cose, e spesso ci facciamo attirare da titoli ad effetto, ma magari in quegli articoli l’unica cosa costruita con attenzione è il titolo. È da almeno un paio di mesi che vorrei scrivere un articolo sui diversi modi di scrivere un articolo, chissà se ci riuscirò.

C’i sono un altro paio di punti importante in queste righe. Abbiamo a disposizione una quantità pressoché infinita di roba da leggere gratis, ma sul deprezzamento del valore del lavoro intellettuale tornerò più avanti. È anche vero che con troppa roba da leggere dobbiamo fare delle scelte su cosa leggere, e se non ci sappiamo orientare possiamo ritrovarci a leggere schifezze senza rendercene conto. Vi ricordate come gli americani nascondono l’Arca dell’Alleanza in I predatori dell’Arca perduta? La chiudono in una cassa anonima e la piazzano in mezzo a decine di altre casse anonime. Il tesoro è lì, ma se non si conoscono o codici presenti all’esterno delle casse è quasi impossibile da trovare. In internet abbiamo una conoscenza vastissima… mischiata in mezzo a un ancor più vasto ciarpame.

 

Al lancio del Kindle, Bezos ha sorpreso gli editori annunciando che Amazon avrebbe venduto gli e-book a 9,99 dollari, un prezzo stabilito in maniera arbitraria e sventolato davanti al pubblico senza alcun avviso agli editori. È stata una mossa molto furba, al limite della legalità, ma ha consentito a Bezos di rafforzare nel pubblico l’idea del valore degli e-book. Questo ragionamento nasconde un presupposto assurdo, ovvero che il prezzo di un libro sia legato ai costi materiali, non al processo di scrittura e di revisione. Bezos non attribuisce alcun valore economico al capitale intellettuale, alla creatività e al tempo richiesto da una serie di considerazioni assai complesse.

Pag. 127

 

Pensiamoci quando ci lamentiamo che il prezzo di un ebook è assurdo. Manca la stampa e manca la distribuzione, ma tutto il resto c’è. Qualcuno ha lavorato per scrivere quel testo, gli ha dedicato un bel po’ di ore, magari anche facendo ricerche impegnative, qualcuno lo ha revisionato, qualcuno ha realizzato la copertina… Il prezzo non è legato solo all’aspetto materiale. Il nostro cervello conta, e chi dice che la cultura dovrebbe essere a disposizione di tutti gratis si dimentica che produrre cultura costa, perché pure chi la produce vuole mangiare. Ci deve essere la possibilità di farsi una cultura con costi ridotti o anche gratis, tipo usando le biblioteche, ma devono essere canali specifici, non una diffusione generalizzata del tutto gratis a tutti, altrimenti la cultura diventa un’attività del tempo libero, con conseguente calo del livello e del numero delle opere che davvero vale la pena leggere.

 

Le tattiche di negoziazione di Amazon con gli editori sono quasi sadiche: più piccolo è l’editore, maggiore è la pressione a rispettare le volontà dell’azienda di Bezos. Le edizioni accademiche vedono i loro e-book scomparire dalle ricerche mentre Amazon cerca di ottenere termini sempre più favorevoli per sé. A un certo punto, l’azienda ha riunito i suoi contratti con i piccoli editori in un’iniziativa chiamata Gazelle Project, un nome ideato dopo che Bezos ha detto al suo staff di «interagire con i piccoli editori come un ghepardo con una gazzella malata». Nei negoziati con i grandi editori Amazon è stata solo leggermente più delicata: mentre litigava con il gruppo editoriale Macmillan per questioni di termini contrattuali, ha rimosso i pulsanti per l’acquisto dei suoi titoli e durante le trattative con Hachette ritardava la spedizione dei suoi volumi. Quando contratta un accordo con un editore, Amazon non perde tempo in allusioni: persone che hanno partecipato a trattative dirette con l’azienda riferiscono di minacce esplicite, come la cancellazione dei risultati dell’editore dagli algoritmi o l’eliminazione dei suoi libri dalle e-mail commerciali nel caso non vengano accettate le condizioni imposte da Amazon.

Possiamo definirle buone pratiche commerciali, ma Amazon è comunque restia a riconoscere il proprio potere culturale, perché si tratta di gatekeeping a un livello che Don Graham [proprietario del Washington Post] e i suoi simili non potevano nemmeno immaginare. Amazon non solo può decidere di indirizzare l’attenzione del pubblico verso libri specifici, o di negarne la conoscenza a un certo pubblico, ma vuole anche rivoluzionare in maniera radicale la produzione di cultura.

Pagg. 127-128

 

Poi io ce l’ho con Amazon… C’è un discorso lungo in queste pagine legato a tasse non pagate, o pagate in misura ridicola (una citazione in proposito si trova più in basso), e a ricatti nei confronti degli editori che fa capire quanto sia dannoso il metodo Amazon per tutti tranne che per i clienti. Un piccolo accenno a queste problematiche si trova qui: https://www.illibraio.it/edizioni-lapis-amazon-749707/, ma ricordo che in passato c’ stato un braccio di ferro piuttosto duro con Hachette.

Per ora le cose vanno bene ai clienti, dubito che i prezzi saranno ancora bassi quando Amazon avrà ucciso tutta la concorrenza. E il fatto che gli editori debbano sottostare ai desideri di Amazon per essere venduti implica un controllo su quello che pubblicano – perché se viene pubblicato qualcosa di sgradito ad Amazon Amazon può sempre decidere di non venderlo, e magari di non vendere nulla di quell’editore – pericolosissimo perché può portare alla non pubblicazione di testi in qualche modo sgraditi al vertice di Amazon. Testi politici o di attualità, ma non solo. Immaginiamo – è solo una fantasia mia, non c’è nulla di reale – che al vertice di Amazon ci sia un No-Vax. Viste le sue idee, e in un regime di monopolio che per ora non c’è, tutti i testi di Roberto Burioni e di altri medici come lui finirebbero al macero, mentre prolifererebbero e sarebbero ben pubblicizzati i testi degli antivaccinisti. Ok, il mio è solo un esempio, ma il rischio di situazioni di questo tipo, su qualsiasi tema, è concreto. Ci possiamo permettere il monopolio della diffusione della cultura?

 

Jonathan Zittrain, professore di diritto a Harvad, ha immaginato questo scenario: c’è un’elezione combattuta all’ultimo voto e Mark Zuckerberg ha ben chiaro quale sia il candidato che vorrebbe veder vincere. Come sappiamo, Facebook afferma di poter aumentare l’affluenza alle urne facendo comparire dei promemoria sui doveri del bravo cittadino nella sezione Notizie il giorno delle elezioni, generando così una pressione sociale in favore del voto. Che in passato questo esperimento abbia avuto successo non è sostenuto solo dalle pubbliche relazioni dell’azienda, ma confermato anche da studiosi di scienze sociali. Nello scenario ipotizzato da Zittrain, Zuckerberg lancia un’altra campagna per stimolare il voto, ma questa volta i promemoria sono indirizzati a persone selezionate. Facebook ha un’idea più o meno chiara delle posizioni politiche dei suoi utenti, in base a tutti i «Mi piace» che disseminano in giro, e può anche individuare il loro distretto elettorale, quindi, anziché invitare tutti i cittadini a fare il loro dovere e recarsi ai seggi, può calibrare il suo invito indirizzandolo solo ai votanti che probabilmente sceglieranno il candidato gradito a Zuckerberg.

Pag. 147

 

Ecco, appunto.

 

Alcune delle affermazioni cruciali nel pensiero di Brandeis [nelle pagine precedenti Foer ha spiegato che Louis Brandeis è stato un giudice della Corte Suprema] meritano di tornare attuali. La prima è la critica dell’efficienza. Brandeis non rigettava completamente l’idea – anche perché era un devoto studente di Frederick Taylor, il profeta della gestione scientifica, che usava cronometri e metodi basati sui dati per velocizzare i ritmi di lavoro delle fabbriche – tuttavia odiava l’idea che la società potesse elevare l’efficienza a suo valore più nobile. La comodità era un bene, ma non dovevamo sacrificare noi stessi per ottenerla. Il suo timore era che i vantaggi dell’efficienza ci avrebbero sedotti fino a farci rinunciare alla libertà. Qui si nascondeva la tentazione autoritaria: l’idea che la libertà sembri un piccolo prezzo da pagare per avere i treni in orario. Per attualizzare questo pensiero: non ha senso avere una casella e-mail gratuita se dobbiamo rinunciare alla nostra privacy; la consegna in 24 ore è piacevole, ma non se la conseguenza è il dominio del settore da parte di una sola azienda, che impone il prezzo di merci e lavoro.

Pagg. 222-223

 

Ci sono cose che magari andavano bene in passato e che ora, con il cambiare della società e delle tecnologie, non vanno più bene. Alcuni cambiamenti sono inevitabili, magari anche necessari, ma dobbiamo fare sempre attenzione ai passi che facciamo. Il lavoro a cottimo è alienante, e se per un po’ si possono reggere determinati ritmi a un certo punto si scoppia e si rende meno, perciò misurare i tempi con l’orologio non è una bella idea. Ma non è solo questo. Quando chiediamo maggiori attenzioni per noi, per i nostri diritti, chiediamoci anche se non stiamo andando a calpestare qualcun altro, e se non è meglio un piccolo disagio per evitare problemi maggiori.

Faccio un esempio che non mi tocca direttamente. Lo sciopero dei mezzi pubblici non fa piacere a nessuno, chi li usa deve trovare sistemi alternativi per spostarsi, e chi usa l’auto si trova a dover far fronte a un traffico molto maggiore del solito. Da qui le imprecazioni che si sentono sempre contro gli scioperanti. Ma chi sciopera rinuncia allo stipendio per tutte le ore dello sciopero, quindi lo fa perché ha un disagio. Oltre a lamentarci proviamo anche a chiederci se gli scioperanti non abbiano ragione. Io ho parlato con conducenti di pullman che mi hanno detto di avere il turno di lavoro spezzato, prima due ore, poi una pausa di un’ora, poi altre tre ore, poi un’altra pausa… per fare le loro otto ore di lavoro stavano in ballo dodici ore, se a queste si sommava il tempo per lo spostamento casa-lavoro la conclusione era che loro o erano al lavoro o a letto a dormire, e le famiglie non le vedevano. L’efficienza è avere il maggior numero di pullman in circolazione nelle ore di punta, ma questo va a discapito delle vite di quei lavoratori. I mezzi pubblici servono, io sono la prima a non usare la macchina per gli spostamenti in città, ma interrogarsi su quale sia il confine fra efficienza e sfruttamento dei lavoratori non è una brutta idea.

 

Ogni volta che apriva un magazzino in un nuovo Stato, avrebbe dovuto pagare le tasse anche lì, almeno secondo quella che era l’interpretazione prevalente della legge. Ma Bezos si oppose. […] Amazon aprì un magazzino in Texas, evitando a quanto pare di informare le autorità fiscali. Mantenere segreto un intero edificio non è così semplice, così dopo aver letto un reportage sul Dallas Morning News, le autorità intimarono a Bezos di pagare 269 milioni di dollari, ma il fondatore di Amazon rispose che se lo Stato non avesse ritirato la richiesta avrebbe chiuso il magazzino e l’avrebbe trasferito da un’altra parte. Alla fine, il Texas condonò il debito di Amazon, a patto che da allora in poi l’azienda accettasse di comportarsi in maniera onesta. La stessa linea d’azione fu poi adottata in tutto il Paese, e prima di costruire un centro di distribuzione in South Carolina, Amazon estorse un’esenzione fiscale di cinque anni come prerequisito per spostarsi in quello Stato.

Amazon aveva promesso ai consumatori i prezzi più bassi e ha mantenuto la parola, ma l’unico modo per garantire questi prezzi era rifiutarsi di pagare le tasse.

Pag. 225

 

Questi sono solo alcuni dei punti trattati da Foer nel suo saggio. Ormai senza computer, e i poteri forti che facciamo entrare quotidianamente nelle nostre case. non riusciremmo più a vivere, ma informarsi un po’ e capire meglio quello che facciamo e se ne vale la pena non mi sembra una brutta idea.

Pubblicato in attualità, citazioni, impressioni di lettura | Contrassegnato | Lascia un commento