Novità di aprile 2017 – prima parte

 

Jennifer L. Armentrout, Caldo come il fuoco, HarperCollins Italia, 9,90 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Il primo bacio potrebbe essere l’ultimo…

Metà demone e metà gargoyle, Layla ha poteri che nessun altro possiede e per questo i Guardiani, la razza incaricata di difendere l’umanità dalle creature infernali, l’hanno accolta tra loro pur diffidando della sua vera natura. Ma la cosa peggiore, un’autentica condanna, è che le basta un bacio per uccidere qualunque creatura abbia un’anima. Compreso Zayne, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da sempre. Poi nella sua vita compare Roth, e all’improvviso tutto cambia. Bello, sexy, trasgressivo, è un demone come lei, e non avendo anima potrebbe baciarlo senza fargli alcun male. Layla sa che dovrebbe stargli lontana, che frequentarlo potrebbe essere molto pericoloso. Ma quando scopre fino a che punto, tutto a un tratto baciarlo sembra ben poca cosa in confronto alla minaccia che incombe sul mondo.

 

 

Jennifer L. Armentrout, Freddo come la pietra, HarperCollins Italia, 9,90 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Layla Shaw deve rimettere insieme la sua vita andata in pezzi: impresa non facile per una ragazza di diciassette anni, praticamente certa che le cose non possano andare peggio di così.

Il suo migliore amico, Zayne, straordinariamente bello, è da considerare off-limits, a causa del misterioso potere che da sempre affligge Layla: il suo bacio è in grado di rubare l’anima di chi lo riceve. Fuori questione, quindi, l’idea di poterlo baciare. Inoltre, il clan dei Warden, che l’ha sempre protetta, comincia a nascondere segreti pericolosi. E per finire, Layla non vuole pensare a Roth, sexy e trasgressivo principe dei demoni, che riusciva a capirla come nessun altro.

Ma talvolta toccare il fondo è solo l’inizio. Perché all’improvviso i poteri di Layla iniziano a crescere e le viene concesso un assaggio di ciò che finora le era sempre stato proibito. Poi, quando meno se lo aspetta, Roth ritorna, con notizie che potrebbero cambiare il suo mondo per sempre. Sta finalmente per ottenere quello che ha sempre desiderato ma il prezzo potrebbe essere più alto di quanto Layla è disposta a pagare.

 

 

Jennifer L. Armentrout, Lieve come un respiro, HarperCollins Italia, 9,90 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Ogni decisione porta con sé delle conseguenze, è un fatto. Ma le scelte che si trova ad affrontare la diciassettenne Layla sono più difficili del normale. Luce o tenebra? Il sexy e pericoloso Principe degli Inferi Roth, oppure Zayne, lo splendido Guardiano che lei non avrebbe mai sperato di poter avere? A quale parte del proprio cuore dare ascolto? Layla, poi, ha un altro problema: è stato liberato un Lilin, un demone tra i più terribili, che sta portando devastazione nella vita di tutti quelli che la circondano, compreso il suo migliore amico Sam. Per risparmiargli una fine di gran lunga peggiore della morte, lei deve scendere a patti col nemico, mentre tenta di salvare la città, e tutta la sua specie, dalla distruzione. Divisa tra due mondi e due amori, Layla non ha certezze, nemmeno quella di sopravvivere, soprattutto quando un antico accordo torna a incombere su tutti loro. Ma a volte, quando sembra che la verità non esista, è il momento di dare ascolto al proprio cuore, schierarsi e combattere fino all’ultimo respiro.

 

 

Susanna Clarke, Jonathan Strange e il signor Norrell, Tea, 16,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Viveva un tempo in Inghilterra un re allevato dalle fate. Un’epoca di grandi prodigi che nella Londra di inizio Ottocento sembra ormai materia di leggende. Nelle vie londinesi riecheggia però un’antica profezia attribuita al sovrano che annuncia una nuova era di portenti. E a breve giunge in città Gilbert Norrell, capace di far rivivere gli antichi fasti della magia grazie ai suoi poteri straordinari. Misantropo, scorbutico e dotto, vorrebbe porre le sue arti al servizio del governo nella guerra contro Napoleone. E quale migliore occasione per mettersi in evidenza che riportare in vita la moglie di un importante ministro, da poco scomparsa? Il destino della giovane donna sarà il filo conduttore del romanzo, insieme al rapporto fra Norrell e Jonathan Strange, eccentrico gentiluomo che ha da poco intrapreso la carriera magica. Prima maestro e allievo, poi antagonisti in uno scontro che assume toni sempre più foschi, i due torneranno a unirsi nella più pericolosa delle imprese? Ma la drammatica profezia è davvero destinata a compiersi? Il ritorno della magia sul suolo britannico vale un sacrificio così grande?
Da questo libro la BBC ha tratto nel 2015 una miniserie televisiva scritta da Peter Harness e diretta da Toby Haynes, con Bertie Carvel e Eddie Marsan nei ruoli rispettivamente di Jonathan Strange e del signor Norrell.

 

 

Lev Grossman, Il mago, Bur, 14,00 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Quentin Coldwater ha diciassette anni, la mente di un genio e troppe inquietudini. Da cui si libera solo immergendosi nel mondo incantato di Fillory, in cui sono ambientati i suoi romanzi preferiti. Un giorno viene scelto dalla prestigiosa università per maghi di Brakebills, che sorge nascosta da un incantesimo sulle rive dell’Hudson. A Brakebills la magia è una cosa seria, e tra lezioni di stregoneria, emozionanti partite a welters, primi amori e nuove amicizie, Quentin ne impara i segreti. Ma la magia ha anche dei lati oscuri e Quentin lo capirà a proprie spese ritrovandosi nella “sua” Fillory, magicamente reale, per scoprire che anche lì, come nel nostro mondo, i colori del bene e del male sono pericolosamente sfumati. Un romanzo fantastico, brulicante di invenzioni e fantasia come nei mondi creati da C.S. Lewis e J.K. Rowling; un universo senza confini che è lo specchio tragico e magnifico della vita.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/03/10/342729/3917552-9788817093446_abstract.pdf

 

 

Sophie Jomain, Origini – Parte prima. Le stelle di Noss Head. Vol. 4, Fazi, 15,00 €

I terribili mesi vissuti come angelo nero sono finiti e adesso Hannah è diventata un lupo mannaro. Trasformarla era infatti l’unico modo per salvarle la vita, dopo che l’ultimo dei sanguinosi scontri fra creature leggendarie che ormai popolano la sua nuova esistenza ha rischiato di esserle fatale.
Ora la ragazza è entrata a tutti gli effetti nel Branco e può finalmente vivere la storia d’amore che ha sempre sognato con Leith, la sua anima gemella. Perché la felicità sia completa manca solo un’ultima vittoria: far cessare le ostilità fra gli angeli neri e i lupi mannari. Nel calore della sua nuova famiglia, e ancora molto vicina ai suoi amici a sangue freddo – fra cui l’affascinante Darius –, adesso Hannah è motivata più che mai a far conciliare i due gruppi rivali.
Quando però il corpo di un angelo nero viene ritrovato orrendamente mutilato – prima di una serie di morti atroci –, il fragile equilibrio fra le due fazioni rischia di andare in pezzi. Per di più, Leith e Darius sono spariti. Presto diventa chiaro che un’ombra assassina si sta aggirando fra le strade di St Andrews mietendo vittime e che nessuno sarà al sicuro fino a quando il colpevole non verrà fermato. Per arrestare la furia omicida che minaccia i suoi cari, e per ritrovare il grande amore e il migliore amico, Hannah intraprenderà un pericoloso viaggio oltre i confini della Scozia e del mito.
Quarto volume di Le stelle di Noss Head, Origini, parte prima condurrà i protagonisti sulle tracce della leggenda dei lupi mannari, preparando lo scenario ideale per il capitolo conclusivo.

 

 

Christopher Moore, Il serpente di Venezia, Elliot, 14,50 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Venezia, molto tempo fa. Tre uomini, Antonio (un mercante), Brabanzio (un senatore) e Iago (un ufficiale di Marina), sono in attesa di un ospite. E il famigerato Taschino, laido e inafferrabile inviato della regina d’Inghilterra, che i lettori hanno già avuto modo di conoscere nel precedente romanzo “Fool”, tanto piccolo di statura quanto rognoso per i loro piani di ascesa al potere. Ad attenderlo, oltre ai tre veneziani, una piacevole serata di “spirito” con una pregiata botticella di sherry Amontillado e la bellissima figlia di Brabanzio, Porzia. C’è solo un piccolo dettaglio. Il vino è drogato, e la bella signorina non si presenta all’appuntamento. Questa volta il nanetto di Sua Maestà sembra in trappola. Ma Taschino non è tipo da farsi prendere alla sprovvista, specie se in suo aiuto giunge un angelo custode molto particolare…

 

 

Rick Riordan, Il libro segreto. Magnus Chase e gli dei di Asgard, Mondadori, 12,00 €

La quarta di copertina:

Tutti i segreti della mitologia norrena, come nessuno li ha mai raccontati! In questo libro potrai conoscerli dalla viva voce dei suoi protagonisti e troverai: la guida alle divinità, alle creature mitologiche e alle creature fantastiche; le interviste a Odino, Freya, Utgard-Loki e Fenris il Lupo; i racconti dei più celebri abitanti dei Nove Mondi; l’indispensabile guida alla pronuncia e molto altro ancora…

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Chiara Valentina Segré: Oscar il gatto custode

Anche se ci vediamo poco, ciascuna presa dai suoi impegni, conosco Chiara Segré di persona. Entrambe abbiamo scritto un saggio per Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi (il suo è Possa la buona sorte essere sempre dalla vostra parte. Suzanne Collins e la trilogia di Hunger Games) e uno per Hobbitologia (il suo è Lo Hobbit fra di noi: quando letteratura e realtà si compenetrano), e di suo avevo già letto anche Non svegliate il drago che dorme, un testo sugli animali fantastici che compaiono nella saga di Harry Potter compreso in Potterologia.

Testi interessanti, secondo me Chiara scrive bene, sa esporre un argomento con chiarezza e andare in profondità, ma forse la parte più importante della sua produzione non sta nella saggistica. Chiara ha scritto diversi libri illustrati per bambini, anche se fino a questo momento io li avevo ignorati. Gedeone, Lola e io (albo illustrato inserito nella INTERNATIONAL IBBY SELECTION OF OUTSTANDING BOOKS FOR CHILDREN WITH DISABILITIES 2015), Ciabattina coccinella al contrario e Oscar il gatto custode. La sua bibliografia comprende diverse altre opere, tutte le informazioni al riguardo le potete trovare sul sito ufficiale: http://www.chiarasegre.it/.

Ora ho letto Oscar il gatto custode. Il libro è basato su una storia vera, come spiega l’autrice in quest’intervista: http://www.chiarasegre.it/index.php/2015/12/09/il-mondo-dietro-oscar/. Il tema trattato, quello della morte è un tema difficile, e proprio per questo è importante che venga trattato. Io ho dovuto parlarne seriamente con Alessia quando, nell’estate fra la seconda e la terza elementare, è morta la mamma di una delle sue più care amiche, malate da un paio d’anni. Avevo cercato le parole con l’aiuto di un libro, che per noi era stato Una mamma come il vento di Agnès Berton.

Quello che fa Chiara, aiutata dalle bellissime illustrazioni di Paolo Domeniconi, è rendere la morte naturale, come un’amica che viene ad accompagnare le persone che vivono in una casa di riposo nel loro ultimo viaggio. Oscar descrive in prima persona il luogo in cui vive e presenta una manciata di personaggi, mostrando le loro peculiarità e il loro bisogno d’amore, e spiegando che a volte le parole non sono tanto importanti. Quello che conta è esserci, come c’è lui, perché il calore di una presenza amica non potrà mai essere sostituito da nulla. Un libro dolcissimo, che parla di morte con semplicità e tiene vivo il calore della speranza.

Un estratto: http://www.chiarasegre.it/wp-content/uploads/2015/12/Estratto-Oscar-il-gatto-custode1.pdf

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La corona di spade di Robert Jordan. Dal prologo al capitolo 7

Rilettura di La corona di spade di Robert Jordan. Spoiler su La Ruota del Tempo fino a La lama dei sogni compreso.

Non possiamo essere sani, la terra non può dare buoni frutti, perché la terra è una sola cosa con il Drago Rinato e lui una sola cosa con la terra. Anima di fuoco, cuore di pietra, conquista con orgoglio,

costringendo gli orgogliosi a cedere.

Fa inginocchiare le montagne e i mari si aprono al suo cospetto,

il cielo stesso si prostra davanti a lui. Prega affinché il cuore di pietra rammenti le lacrime e l’anima di fuoco ricordi l’amore.

Tratto da una traduzione discutibile delle

Profezie del Drago

del poeta Kyera Termendal di Shiota,

presumibilmente pubblicata fra il 700 e l’800 (a.L.).

Il sovrano è tutt’uno con la terra, se la terra è malata anche il re è malato o, al contrario, se è malato il re lo è anche la terra su cui si estende il suo dominio, come nel caso del Re pescatore.

Prologo: Fulmini

Elaida, sicura di sé perché sa di aver catturato Rand – e noi sappiamo quanto siano sbagliati tutti i suoi calcoli perché abbiamo visto la liberazione di Rand – pianifica. Lasciamo perdere la futilità dei progetti architettonici quando si sta avvicinando Tarmon gai’don, cosa quest’ultima di cui è ben consapevole, e vediamo gli errori.

Elaida è convinta che Rand sia suo prigioniero: errore.

Teslyn e Joline non mandano notizie da Ebou Dar ma Elaida sottovaluta la cosa: errore. Lei è convinta di poter terrorizzare tutte e “rimetterle al loro posto”, non capisce che così se le aliena e ottiene poca collaborazione. È Alviarin a informarla della presenza sul posto di Elayne, Nynaeve e due sorelle non identificate: Vandene e Adeleas. Elaida reputa le notizie di Alviarin nulla più che voci infondate: errore. Quando Alviarin mostra le sue prove lei non può cha accettarle, facendo la figura di quell’arrogante presuntuosa e ignorante che è.

Sottovaluta Siuan, l’ha sempre sottovalutata, ritenendo che avrebbe dovuto limitarsi a morire: errore.

Crede che Morgase sia morta: errore, anche se questo al momento è un errore molto diffuso.

Talvolta Elaida aveva la Predizione, un Talento che molte avevano considerato scomparso prima di riscoprirlo in lei, e parecchio tempo addietro aveva Predetto che la Casata Reale di Andor avrebbe avuto in pugno la chiave per vincere l’ultima Battaglia. Più di venticinque anni prima, non appena era diventato chiaro che Morgase Trakand avrebbe ottenuto il trono, Elaida si era incollata alla futura Regina, che all’epoca era ancora una ragazza. Non aveva idea di come Elayne potesse essere cruciale, ma la predizione non mente mai.

Elayne è importante, ma da questa frase è evidente che la Predizione di Elaida è antecedente all’ascesa al trono di Morgase, il che significa che la Casata Reale di Andor era quella della regina Mordrellen e di conseguenza della figlia di lei Tigraine e del figlio di quest’ultima, tal Rand a’Thor. Saper Profetizzare non significa capire.

Elaida è convinta che alla Torre Nera ci siano solo due o tre uomini capaci d’incanalare. Che abbia commesso un errore di valutazione anche qui? Intanto abbiamo un interessante accenno al passato:

Toveine Gazal aveva abbandonato la Torre da quindici anni, e non vi aveva fatto più ritorno fino al giorno in cui Elaida l’aveva convocata. Le altre due Adunanti Rosse che si erano ritirate in ‘esilio volontario’ durante lo stesso periodo adesso avevano sguardi carichi di nervosismo ma, a differenza di Lirene e Tsutama, Toveine si era soltanto indurita negli anni passati in ritiro.

Quindi Lirene, Tsutama e Toveine sono coinvolte nel pogrom contro gli uomini capaci d’incanalare voluto dalle Rosse e che ha avuto fra le vittime anche Owein, il nipote di Thom. Ricordiamo che Moiraine, l’ultima volta che lo ha visto, ha promesso a Thom i nomi delle responsabili della morte senza processo di suo nipote. Le tre Adunanti Rosse sono state esiliate dalla Blu Marith Jaen, colei che sedeva sullo scanno dell’Amyrlin prima di Siuan. E anche Elaida è coinvolta, come scopriamo poche pagine dopo.

«Ventiquattro è un numero pericoloso da dire ad alta voce» osservò Alviarin con una sinistra serenità. «Pericoloso come duemila. Gli Annali ne riportano solamente sedici. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento è che quegli anni tornino a imperversare. O che le sorelle al corrente solo di ciò che era stato detto loro scoprano la verità. Anche quelle che hai fatto tornare mantengono il silenzio.»

Elaida assunse un’espressione pensierosa. Per quanto ne sapeva lei, Alviarin aveva scoperto la verità su quegli anni solo dopo essere stata eletta Custode, mentre la sua conoscenza era di tipo più personale. Ovviamente Alviarin non poteva esserne al corrente. Non con certezza, almeno. «Figlia, qualsiasi cosa ne dovesse scaturire, non ho timori. Chi potrebbe impormi una penitenza, e con quale accusa?» Con questa frase era riuscita a girare intorno alla verità con una discreta grazia, ma era evidente che non aveva sortito alcun effetto sull’altra donna.

Perciò otto uomini, Oweyn è uno di loro, sono stati domati senza processo, ed Elaida non solo lo sa ma è stata pure coinvolta nel pogrom.

Elaida non crede che Mazrim Taim si trovi con Rand: errore. Ok, forse non vanno esattamente d’amore e d’accordo, ma Taim guida la scuola (a modo suo, certo) per volere di Rand. E Bashere non sta provando a ucciderlo.

Elaida crede che le ribelli di Salidar abbiano al loro servizio un esercito di soli due o tremila uomini: errore. Non sono sicura di quanti fossero, a Salidar, gli uomini di Bryne, ma certo erano di più o si sarebbero preoccupati maggiormente degli uomini che Mat ha lasciato sotto il comando di Talmanes. Tarna è stata ingannata, ma lei questo non lo sospetta neppure.

Elaida crede che Egwene sia solo un capro espiatorio: errore, anche se ancora pure le donne che hanno elevato ad Amyrlin Egwene non hanno capito di che pasta sia fatta la fanciulla.

Elaida non crede che i Reietti siano liberi: errore.

Predizione:

«La Torre Bianca sarà di nuovo integra, a parte le poche cacciate via e schernite, integra e più forte che mai. Rand al’Thor affronterà l’Amyrlin Seat e conoscerà la sua ira. La Torre Nera sarà dilaniata da sangue e fiamme, e le sorelle cammineranno sul suo suolo. Questo io Predico.»

Va bene, l’ira dell’Amyrlin è ridicola, uno di quegli episodi che secondo me Brandon Sanderson non ha gestito al meglio ma sì, la Torre Bianca sarà di nuovo integra e più forte di prima sotto un’Amyrlin degna di questo nome, mentre la Torre Nera conoscerà divisioni al suo interno e diverse Aes Sedai cammineranno sul terreno dove si erge la Torre. Perché quello che dice Elaida, e che lei stessa si sente dire, è così diverso da quello che leggo io anche se le parole sono le stesse?

Con Sevanna torniamo a una scena che abbiamo già visto, la battaglia dei Pozzi di Dumai. In un primo momento avevo fatto fatica a raccapezzarmi per via del salto indietro nel tempo, non tutte le diverse linee temporali di Robert Jordan si ricollegano bene fra loro, anche se qui c’è da gestire anche un passaggio di libro. Il Signore del Caos doveva per forza finire con la gloria di Rand, era la cosa più giusta, così per mostrarci Sevanna Jordan è tornato indietro nel tempo. Quando aveva narrato la morte di Couladin grazie ai ricordi di Mat il salto indietro nel tempo era stato fatto in modo molto più naturale, a quanto pare pure Jordan era umano e non ha rifinito nel modo migliore alcuni dettagli della sua saga .

Dopo aver lasciato Elaida Alviarin incontra Mesaana. L’abbiamo già incontrata in passato sotto mentite spoglie, la ritroviamo qui ma con l’aspetto mascherato. La Reietta vuole informazioni e si diverte a vedere in opera i piani di persone che considera molto inferiori a lei, mentre Alviarin ci rivela qualcosa del passato.

Lei era avanzata di posizione perché Ishamael, in un impeto d’ira, aveva ucciso la donna che l’aveva preceduta, Jarna Malari, quando aveva scoperto quello che costei aveva cominciato, e che non si era conclusa se non dopo altri due anni, in seguito alla morte di un’altra Amyrlin. Alviarin si era chiesta più volte se Elaida aveva avuto un ruolo nella morte di quella donna, Sierin Vayu; di sicuro l’Ajah Nera non c’entrava nulla. Jarna aveva ucciso Tamra Ospenya, l’Amyrlin che aveva preceduto Sierin, spremendola come un grappolo d’uva – ottenendone poco succo, come avevano scoperto poi – e facendo sembrare che fosse morta nel sonno, ma Alviarin e le altre dodici sorelle del Gran Consiglio avevano sofferto a lungo prima di riuscire a convincere Ishamael che loro non ne erano responsabili.

Jarna Malari, ufficialmente una Grigia, era a capo dell’Ajah Nera. In Nuova Primavera aveva provato a convincere Moiraine, all’epoca ancora un’Ammessa, a reclamare il Trono del Sole. Qualche tempo dopo Jarna e le Nere avevano torturato fino alla morte l’Amyrlin Seat Tamra Ospenya perché si erano accorte che sapeva qualcosa sul Drago Rinato e volevano informazioni. Sulla base di quanto scoperto le Nere avevano iniziato ad assassinate tutti coloro che a loro giudizio avrebbero potuto essere il Drago. L’Amyrlin successiva, la Grigia Sierin Vayu, è stata a sua volta assassinata da Chesmal Emry, come viene spiegato nel decimo capitolo di Il cuore dell’inverno:

aveva sentito almeno venti volte la parte che aveva avuto Chesmal nel sottoporre a interrogatorio Tamra Ospenya, e forse cinquanta la storia di come Chesmal aveva indotto le Rosse ad assassinare Sierin Vayu prima che quest’ultima potesse ordinare il suo arresto. Stando a quello che diceva Chesmal, era stata lei a salvare l’Ajah Nera facendo tutto da sola

Sierin sospettava che Chesmal fosse una Nera e quest’ultima per salvarsi la pelle e salvare la sua vera Ajah aveva indotto le Rosse ad assassinare l’Amyrlin perché Sierin stava facendo pulizia fra le Rosse (anche se le Adunanti Lirene, Tsutama e Toveine saranno esiliate dall’Amyrlin successiva) per via del già citato pogrom. Già che ci siano vediamo chi sono state le ultime Amyrlin:

Noame Masadim, Blu, 950-973;

Tamra Ospenya, Blu, 973-979, assassinata da Jarna Malari e dall’Ajah Nera;

Sierin Vayu, Grigia, 979-984, assassinata dall’Ajah Rossa su istigazione della Gialla (Nera) Chesmal Emry;

Marith Jaen, Blu, 989-988, di questa non sappiamo come sia morta. Morte naturale? Possibile, per un’Amyrlin di questi tempi?;

Siuan Sanche, Blu, 988-999, deposta in modo illegale (con la collaborazione di una Reietta, due Nere e un’ambiziosa capace di vedere solo quel che vuole vedere lei) e quietata;

Elaida a’Roihan, Rossa, 999-?, l’ambiziosa in questione;

Egwene al Vere, Verde (circa, per la verità era un’Ammessa), 999-?, Amyrlin durante lo Scisma d’Occidente. Per quarant’anni la cristianità ha avuto il suo papa, il suo antipapa, con un terzo papa che è giunto a complicare le cose dopo il Concilio di Pisa. Jordan ha reso le cose più semplici, il terzo papa non l’ha messo e i casini sono solo fra Elaida ed Egwene.

Insomma, un periodo bello confuso in cui tutti si davano da fare per ammazzare qualcun altro, Amyrlin, capi di Ajah, possibili Draghi… alla fine chi ne è venuta fuori è stata Alviarin, nuovo capo delle Nere per volontà di Ishamael, che ha stabilito le gerarchie nel tipico stile dell’epoca: assassinando il precedente capo dell’Ajah Nera. Alla fine di tutto il casino Mesaana insegna ad Alviarin a Viaggiare.

Omerna ammazza Pedron Niall, se prima i Manti Bianchi erano inquietanti ora, con gli Inquisitori ancora più forti, le cose non possono che peggiorare. Almeno Niall un minimo di morale (ma proprio un minimo) l’aveva, gli altri neppure quella. Comunque il gesto di Omerna la dice lunga: mai fidarsi dei fanatici che si vedono traditi dal proprio profeta, per conferma chiedere a Bruto che non ha gradito le aspirazioni imperiali di Cesare, a Giuda che non ha gradito la scarsa volontà di Gesù di scacciare con la forza i Romani dalla sua terra e ad Aram, che in futuro non gradirà il comportamento di Perrin anche se fino a qualche tempo prima lo aveva venerato. Balwer viene cacciato, nessuno ha capito il suo valore.

Le ultime pagine del Prologo sono dedicate a un Gawyn che riflette sul non aver potuto uccidere Rand per via della promessa fatta a Egwene e sul complotto in cui sarebbero dovuti morire lui e i Cuccioli, poi lo vediamo in azione con la spada.

con la stessa fluidità lui passò da Il falco in picchiata a Il rampicante abbraccia la quercia, per poi finire con La luna sorge sui laghi.

Alcune figure bene o male posso provare a immaginarle, per altre non c’è proprio speranza. La luna sorge sui laghi? Che diavolo ha fatto Gawyn?

La danza del gallo cedrone divenne Ripiega l’aria che a sua volta si trasformò in La cortigiana agita il ventaglio

Lo so, sono citazioni che potrei evitare. Potrei evitare di fare un bel po’ di cose, anche scrivere, e invece… L’Aes Sedai che Gawyn non salva è quella simpaticona di Galina, e probabilmente è meglio così. Non credo che Gawyn sarebbe sopravvissuto alla sua compagnia.

1: Chasaline Alta

Se Il Signore del Caos aveva coperto un arco di tempo di un centinaio di giorni, in La corona di spade vederemo avvenimenti di solo 10 giorni. Il ritmo rallenta giusto un po’. Si comincia con il vedere da vicino i risultati del macello compiuto al termine del romanzo precedente e con lo scoprire con sgomento che il Calderaio Aram ormai è diventato l’opposto di ciò che era. Decisamente non ha retto bene lo stress del periodo.

Sorte delle Aes Sedai che avevano tenuto prigioniero Rand: Irgain Fatamed (Verde), Renaille Vevanios e Sashaelle Anderly (Rossa) sono state quietate da Rand nel momento in cui si è liberato e successivamente fatte prigioniere. Coiren Saldeain (Grigia, era a capo della delegazione di Elaida prima del rapimento), Sarene Nemdhal (Bianca), Erian Boroleos (Grigia), Nesune Bihara (Marrone), Katerine Alruddin (teoricamente Rossa, in realtà Nera), Elza Penfell (teoricamente Verde, in realtà Nera), Beldeine Nyram (Verde), Nalaene Forrell (Nera), Janine Pevlara (Rossa), Turanna Norill (Bianca), Marith Riven, Chisaine Nurbaya (Rossa), Innina Darenhold (Rossa), Vayelle Kamsa (Rossa), Fera (Nera) e altre sei sono state catturate dagli Asha’man. Covarla Baldene (Rossa), Lusonia Cole, Vasha (Grigia), Hattori (Verde, con il suo guardiano Sleete, quello che era più gentile con Min) e altre otto sono riuscite a scappare. Amira Moselle (Rossa, già Maestra delle Novizie quado era Amyrlin Sierin Vayu e in seguito Adunante), Laigin Arnault e un’altra sono state uccise durante la battaglia. Galina Casban (teoricamente Rossa, in realtà Nera) è stata catturata dagli Shaido. Il totale è 39.

2: Il mattatoio

Titolo di capitolo decisamente appropriato. Perrin, il punto di vista, è disgustato, e Rand non se la passa certo meglio. I personaggi saranno forgiati anche da quest’esperienza, dalla consapevolezza di ciò che hanno dovuto fare, dalle conseguenze delle loro azioni e da una consapevolezza ancor più pesante: il sapere di essere pronti a rifarlo, di doverlo quasi certamente rifare, in caso di necessità.

I morti sono troppi per poterli contare tutti, 19 uomini dei Fiumi Gemelli, quasi un centinaio provenienti da Mayene e poco più provenienti da Cairhien, e un migliaio di Aiel. E i lupi.

La vita è un sogno – che non conosce ombra.

La vita è un sogno – di dolore e sofferenza.

Un sogno dal quale – preghiamo di svegliarci.

Un sogno dal quale – ci svegliamo e ce ne andiamo.

Chi vorrebbe dormire – quando la nuova alba attende?

Chi vorrebbe dormire – quando soffiano venti dolci?

Un sogno deve finire – quando giunge il nuovo giorno.

Questo sogno dal quale – ci svegliamo e ce ne andiamo.

Rand tiene il conto delle Fanciulle, che in questo caso ammonta a 151.

«Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen. Oggi è morta per me. Chuonde dei Miagoma della Dorsale. Oggi è morta per me. Agirin, degli Shelan Daryne…»

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara, in La grande caccia. 2 e 3.

Dena, la donna di cui è innamorato Thom, in La grande caccia. 4.

Ingtar in La grande caccia. 5.

Leya, la Calderaia in Il Drago rinato. 6.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra, scoprendo che non può realmente fare tutto. 8.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. 9.

Il padre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 10.

La madre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra . 11.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni, in L’ascesa dell’Ombra. 12.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 13.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 14.

Zio Edward, fratello del padre di Perrin. Sua moglie, zia Madge, e i loro tre figli in L’ascesa dell’Ombra. 15, 16, 17, 18 e 19.

Zia Neain, vedova, e i suoi due figli in L’ascesa dell’Ombra. 20, 21 e 22.

La prozia Ealsin in L’ascesa dell’Ombra. 23.

Owein, custode di Alanna, in L’ascesa dell’Ombra. 24.

Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, della banda di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35.

Visto che sono 27 in tutto, e noi abbiamo undici nomi, ci sono altri sedici morti, che portano il totale a 51.

La madre di Aram in L’ascesa dell’Ombra. 52.

Alric, custode di Siuan, in L’ascesa dell’Ombra. 53.

Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca in L’ascesa dell’Ombra. 54 e 55.

Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 56

Teodora, sorella di Kadere, in I fuochi del cielo. 57.

Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. 58.

Ilyena. Lo so, è morta all’inizio di L’Occhio del Mondo, ma Rand ha iniziato a piangerla adesso. Il nome di Ilyena finirà pure nella lista delle donne morte per Rand, quindi perché dovrei escluderla io? 59.

Melidhra, Fanciulla della Lancia uccisa da Mat in I fuochi del cielo. 60.

Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. 61.

Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. 62.

Pevin ,il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn. 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage in Il Signore del Caos. 64 e 65.

Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. 66.

Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. 67.

Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. 68.

Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam alla fine di Il Signore del Caos. 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148, morte alla fine di Il Signore del Caos, anche se il numero preciso e il nome di tre di loro lo scopriamo solo all’inizio di La corona di spade. Totale: 220.

C’è un dettaglio abbastanza curioso nel modo in cui si rapportano due personaggi.

Non appena Taim entrò nel circolo lanciò un’occhiata a Gedwyn, che gli rispose scuotendo appena il capo. Sul volto di Taim apparve una smorfia, che sparì quasi immediatamente.

Gedwyn è uno degli Asha’man coinvolti nell’attacco a Rand a fine romanzo e Taim, come sapremo con certezza in Il cuore dell’inverno, è un seguace del Tenebroso. Lo è già qui? Mi sono sempre chiesta come avessero fatto lui e gli Asha’man ad arrivare al posto giusto nel momento giusto. Perrin ha seguito le tracce, e da un certo momento in poi oltre all’aiuto dei lupi ha avuto quello di Alanna, ma Taim? Possibile che Gedwyn si sia messo alla ricerca del ter’angreal di Rand, il piccolo uomo grasso, e che abbia scosso la testa per comunicare a Taim di non averlo trovato? Quel ter’angreal è piccolo ma efficace, in più di un’occasione è stato fondamentale per Rand. Senza il suo aiuto, per esempio, non solo non sarebbe riuscito a usare la Pietra Portale e a portare tutti nel Rhuidean in L’ascesa dell’Ombra, ma alla fine di quel romanzo non sarebbe riuscito a sconfiggere Asmodean. E in almeno un’occasione Rand e Taim si sono già guardati in cagnesco, hanno incanalato entrambi e Rand è risultato il più forte forse solo grazie al ter’angreal, e questo credo che Taim lo abbia capito.

Prima di mandare via Taim Rand prende con sé quattro Dedicati (quindi non Asha’man completi): Jur Grady, Damer Flinn, Eben Hopwill e Fedwin Morr, e quattro Soldati: Jahar Narishma, Jonan Adley, Fager Neald e Karldin Manfor, e tutti gli rimarranno fedeli. Dietro insistenza di Taim sceglie anche un Asha’man completo, Corlan Dashiva. È il suo essere ta’veren che guida le sue scelte? Perche gli otto scelti per primi gli rimarranno fedeli fino alla morte, quindi Rand può fidarsi totalmente di loro (ammesso che si fidi ancora di qualcuno) mentre Dashiva è in realtà Osan’gar, e visto che al momento non vuole far sapere di essere uno dei Reietti il fatto di tenerselo vicino consente a Rand di controllarlo meglio. Sarà perché conosce la sua identità che Taim è sorpreso? Taim conosce la vera identità di Dashiva? Quel che è certo è che poco dopo si allontana

chiamando a piena voce Gedwyn e Rochaid, Torval e Kisman.

Quattro seguaci del Tenebroso. Coincidenze? Io non credo (nella realtà non sono una complottista, ma nei romanzi c’è sempre da sospettare).

Scopriamo qualcosa su quanto sia difficile per Min convivere con le sue visioni, e ne abbiamo una che per quanto inquietante non ci dice nulla di nuovo.

Ho visto sangue nel passato di Taim, e nel suo futuro, ma è qualcosa che potevi indovinare da solo. È un uomo pericoloso.

E non è l’unico uomo pericoloso.

«Il M’Hael?» ripeté Rand sbattendo le palpebre.

«È il titolo di Lord Mazrim Taim, mio Lord Drago. Significa ‘capo’ nella Lingua Antica.» L’uomo riuscì a fare un sorriso che era al tempo stesso ansioso e condiscendente. «Ho letto molto alla fattoria. Tutti i libri che portavano i venditori ambulanti.»

Dashiva ha letto molto nella sua fattoria e conosce un po’ di parole nella Lingua Antica. Certo, come no.

3: La collina dell’Alba Dorata

Inizio del ritorno a Cairhien. Una cosa che Jordan faceva bene era valutare le conseguenze di ciò che era avvenuto. Una volta liberato Rand sarebbe stato semplice farlo tornare al potere come se nulla fosse accaduto, ma non sarebbe stato realistico. Con la sparizione di Rand Colavere si è fatta incoronare, perciò al suo ritorno il Drago deve provare di essere ancora lui, nel pieno possesso delle sue facoltà e riprendersi il potere limitando al minimo i danni collaterali.

4: A Cairhien

Ingresso in città.

5: Una corona spezzata

Capitolo pieno di tensione, con Perrin angosciato per Faile, Rand che cerca un modo per salvare Colavere nonostante le leggi stabilite da lui stesso e Colavere che vede crollare il mondo intorno a sé dopo essere stata certa di avere tutto sotto controllo. La scena della corona è notevole.

Rand prese in mano quel pezzo di metallo allungato che cominciò a piegarsi lentamente per tornare alla forma originaria, le estremità si fusero insieme e…

Forse gli Asha’man avevano visto quanto era accaduto e forse lo comprendevano, ma agli occhi di Perrin la corona distrutta tornò integra in un istante. Fra i nobili nessuno fiatò, nessuno si mosse; Perrin pensò che forse avevano troppa paura per fare qualsiasi cosa. L’odore del terrore puro era più forte che mai. Non fremeva, era selvaggiamente spasmodico.

«Tutto quello che può essere fatto» spiegò Rand con voce sommessa «si può disfare.»

E mentre i personaggi cercano disperatamente una via d’uscita, quel Nerd di Loial prende appunti per il suo libro!

6: Paure vecchie e paure nuove

Chiarimenti. Vorrei solo che Faile la piantasse di essere gelosa, perché quanto qui è insopportabile quando invece agisce usando il cervello si dimostra in gamba.

7: Insidie e trappole

Rand teneva in mano lo Scettro del Drago, e sentiva ogni linea dei Draghi incisi contro l’airone impresso nella carne del suo palmo, poteva distinguerle una per una come se ci stesse passando sopra le dita, eppure la mano non gli sembrava la sua. Se una lama l’avesse amputata avrebbe sentito il dolore e… avrebbe proseguito. Sarebbe stato il dolore di qualcun altro.

Esattamente quello che accadrà. Quante volte Jordan ci dice qualcosa in anticipo e noi non lo notiamo? No, questo anche se me lo ero dimenticato lo avevo notato, alcune delle visioni di Min di L’Occhio del Mondo (la mano di Rand, l’occhio di Mat) le ho interpretate nell’esito abbastanza presto, pur non conoscendo il luogo né la modalità.

Qualcosa gli balenò nella mente. Non erano immagini, piuttosto dei mulinelli di colori e movimenti. Per qualche motivo lo facevano pensare a Mat, e a Perrin. Quelle visioni erano iniziate dentro la cassa, insieme a un altro migliaio di allucinazioni.

A breve Rand inizierà davvero a vedere i suoi amici e loro inizieranno a vedere lui. La magia e le forti emozioni possono avere effetti davvero strani. Intanto inizia a spostarsi e a pianificare. Per fortuna può contare su Bael e Bashere, e questo già lo sapevamo, e pure su Dyelin. Lei, come Dobraine, è una rarità fra i nobili: non cerca il potere in sé ma solo di fare ciò che è giusto servendo chi le è superiore di grado.

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Il Signore del Caos di Robert Jordan. La situazione a fine romanzo

Questo è per Michela, che mi ha detto di essere ferma a Il Signore del Caos e di non ricordare abbastanza bene gli avvenimenti per poter andare avanti nella lettura di La Ruota del Tempo. Spoiler solo sui primi sei romanzi della saga.

Il Signore del Caos per molti versi è un libro di svolta. Randland, il mondo creato da Robert Jordan, è cambiato, e come ha scritto Jordan stesso alla fine dell’ultimo capitolo (ma poi c’è un epilogo) “il mondo era cambiato per sempre”. Vediamo perché, partendo dai personaggi.

Rand domina su Cairhien e Caemlyn, anche se le cose sono tutt’altro che tranquille e lui ha a che fare con un bel po’ di problemi politici. A fine romanzo viene catturato da un gruppo di Aes Sedai fedeli a Elaida (ma il loro capo, Galina Casban, è una Nera) e trattato in un modo che definire duro è riduttivo. Per questo Rand perderà ogni fiducia nelle Aes sedai e si chiuderà sempre più in sé stesso. La frase finale è un po’ più lunga di quel che avevo riportato qui sopra: “Le prime nove Aes Sedai avevano giurato fedeltà al Drago Rinato e il mondo era cambiato per sempre.”

Rand ormai ha più fiducia solo in pochissime persone e non si appoggia più alle Aes Sedai né si fida di loro, cosa che rende il suo cammino molto più difficile e solitario. Nella sua testa Lews Therin chiacchiera sempre più, i due ormai hanno instaurato un bel dialogo, anche se Rand non capisce se la voce sia reale o se lui sia completamente impazzito. La scena del salvataggio ai Pozzi di Dumai è da brividi per la potenza di fuoco dimostrata. Le Aes Sedai combattono usando l’Unico Potere, alcune (nove) schierate dalla parte di Rand, altre, oltre una trentina, contro di lui. Lo scontro coinvolge anche gli Shaido di Sevanna, un gruppo formidabile sia da un punto di vista di lance Aiel sia da un punto di vista di Unico Potere, e gli Asha’man guidati da Mazrim Taim, che vediamo per la prima volta all’opera. Taim per volere di Rand sta addestrando uomini capaci di incanalare in vista di Tarmon gai’don in un luogo definito Torre Nera. Le loro capacità in battaglia sono straordinarie, anche se Rand non è totalmente sicuro di potersi fidare di loro. Però, avendo bisogno di altri incanalatori in vista di ciò che li aspetta, fa del suo meglio per soffocare i suoi dubbi.

La battaglia dei Pozzi di Dumai è di proporzioni enormi, il conto del macellaio si vedrà all’inizio di La corona di spade. Gli schieramenti vedono da un lato le Aes Sedai di Elaida al comando di Galina, affiancate da un piccolo gruppo di soldati agli ordini di Galad, da un altro lato gli Shaido di Sevanna, che vuole sposare il car’a’carn (Rand) ed è convinta di poterlo dominare grazie a un ter’angreal donatole da uno dei Reietti, e dall’ultimo le forze fedeli a Rand costituite dalle nove Aes Sedai di Salidar, da qualche migliaio di Aiel guidati da Ruarc, da soldati dei Fiumi Gemelli guidati da Perrin, dai lupi chiamati da Perrin, da soldati al servizio di Dobraine e dagli Asha’man condotti sul posto da Taim.

Perrin, assente sulla scena dai tempi di L’ascesa dell’Ombra, è arrivato da Rand prima del rapimento e ha fatto in tempo a conoscere Davram e Deira Bashere, i genitori di Faile. Nelle pagine finali ha convocato i lupi e guidato uomini in battaglia dimostrandosi un ottimo leader anche se riluttante. Non è ancora venuto a patti con la sua capacità di parlare con i lupi, ma quando serve la sfrutta. Con lui c’è Loial, come tutto gli Ogier tranquillo quando le cose vanno bene, ma capace di diventare spaventoso in caso di necessità.

Ruarc è la solita roccia, così come tutti gli Aiel, Sulin compresa ora che ha assolto il suo toh e ha indossato nuovamente il cadin’sor. Dobraine si dimostra fedele e capace, caratteristiche insolite negli abitanti delle Terre bagnate che non erano amici di Rand prima dell’inizio di La Ruota del Tempo. Gli Asha’man sono una forza da tenere in considerazione, anche se Rand non di fida totalmente di loro. Ma di chi si fida ormai? Le Aes Sedai che partecipano al salvataggio di Rand comprendono Verin, Alanna (che a tradimento ha legato Rand come proprio Custode, dettaglio che ha contribuito a rafforzare la diffidenza di Rand nei confronti delle Aes Sedai), Bera e Kiruna. Sono loro a giurare fedeltà a Rand a fine romanzo. Questo gruppo è costituito principalmente dall’ambasciata che le Aes Sedai di Salidar hanno inviato a Rand. Ma chi sono?

In L’ascesa dell’Ombra Elaida ha deposto Siuan Sanche con un’azione illegale e si è fatta nominare nuova Amyrlin Seat, cosa che ha causato la spaccatura della Torre Bianca. Tutte le Blu e molte altre Aes Sedai sono fuggite. Abbastanza presto anche Siuan e Leane, la sua Custode degli Annali, pur quietate riescono a fuggire, portandosi dietro anche Min e Logain, e iniziano un lungo viaggio per trovare le Aes Sedai ribelli. Lungo il percorso s’imbattono in Gareth Bryne, ex Capitano Generale delle Guardie della regina di Andor ora in pensione, e trovano il modo di farsi inseguire da lui dopo aver combinato un po’ di casini. Il gruppo giunge a Salidar, dove ci sono le Aes Sadai ribelli sotto la guida di Sheriam, già Maestra delle Novizie. A Salidar arrivano anche Nynaeve ed Elayne, dopo un lungo viaggio che le ha portate a ostacolare più volte i piani delle Nere fuggite con Liandrin. Nynaeve compie l’impossibile: guarisce Logain dalla domatura, restituendogli tutta la sua forza, e Siuan e Leane dalla quietatura, ma senza riuscire a donare loro la forza di prima. Molto più debole di prima, ma nuovamente Aes Sedai, Siuan manovra nell’ombra fino a spingere le Aes Sedai di Salidar a nominare Egwene nuova Amyrlin. Le Aes Sedai, divise in tre fazioni guidate rispettivamente da Sheriam, Lelaine e Romanda (più una quarta guidata dalla Nera Delana, che si finge una banderuola per sabotare tutti) sono convinte di poter comandare tramite Egwene, che invece vuole essere davvero Amyrlin e guidare in prima persona le Aes Sedai. Egwene è giunta a Salidar viaggiando nel Mondo dei Sogni, lei e Rand scoprono modi per Viaggiare dimenticati dai tempi dell’Epoca Leggendaria, il che spesso rende rapidissimi gli spostamenti dei personaggi.

Nel Mondo dei Sogni Nynaeve ed Elayne scoprono che per rimettere a posto il clima, bloccato in una perenne e caldissima estate dal tocco del Tenebroso, serve un Ter’angreal che si trova a Ebou Dar, e così Egwene invia loro, Vandene e Adeleas nella città a cercare il Ter’angreal. Le due, come pure Faolain e Theodrin, sono ormai Aes Sedai a pieno titolo per decreto di Egwene, cosa che le altre Aes Sedai non gradiscono ma che di facciata devono accettare, pur rendendo la vita difficile a donne che non considerano davvero Aes Sedai. Con le ragazze a Ebou Dar si recano anche Birgitte, Custode di Elayne, Aviendha, Thom, Juilin e Mat con parte dell’esercito che ha messo insieme durante e dopo la battaglia di Cairhien contro gli Shaido. Mat (insieme ad Aviendha) è stato portato da Rand a Salidar con l’incarico di riportare indietro Elayne per assegnarle il trono di Caemlyn, ma visto che lei è a caccia del Ter’angreal lui non può far altro che seguirla e cercare di proteggerla.

Elayne e Aviendha discutono del loro amore per Rand, cercando di capire come accettarsi a vicenda, come fare con lui e anche con Min, la terza donna innamorata di Rand. Min, che ha viaggiato con l’ambasciata di Salidar, è ormai arrivata da Rand e condivide la sua sorte di prigioniera di Galina poi liberata nella battaglia finale. Min sembra l’unica persona in grado di aiutare Rand a mantenere la sanità mentale.

A Salidar Egwene scopre che Nynaeve ha catturato Moghedien e, grazie all’a’dam, riesce a ottenere informazioni interessanti su utilizzi dell’Unico Potere perdute da millenni, questo fino a quando Halima non riesce a liberare Moghedien. Halima, ufficialmente segretaria di Delana, in realtà è uno dei Reietti, un uomo nel corpo di una donna, il che significa che incanala saidin all’insaputa delle Aes Sedai. Moghedien fugge, così come era fuggito Logain, liberato di nascosto per volere di Egwene che si è resa conto di non poter trattare con Rand, il Drago rinato, un uomo che può incanalare, se lei per prima tiene prigioniero un uomo che può incanalare. Chi torna in scena, brevemente, è Lan. Partito da Cairhien dopo la sparizione di Moiraine e Lanfear nel Ter’angreal alla fine di I fuochi del cielo, arriva dall’Aes Sedai che ora detiene il suo legame, Mireille ma sembra più morto che vivo.

Non se la passa bene neppure Morgase, fuggita da Caemlyn, e dalla Compulsione di Rhavin, solo per scoprire di non riuscire a riprendersi il suo trono e ora prigioniera dei Manti Bianchi, mentre tutti la credono morta.

Se non ho dimenticato nulla la situazione prima di La corona di spade è questa, con Rand che sta tornando a Cairhien dopo la prigionia, Egwene alla guida di un gruppo di Aes Sedai recalcitranti e Elayne e Nynaeve impegnate nella ricerca di un Ter’Angreal fondamentale. Randland, il mondo, sta diventando sempre più importante, e sta cambiando i personaggi in modi che non gradiscono. Ci vorrà ancora tempo, ma Tarmon gai’don è sempre più vicino.

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Jonathan Gottschall: L’istinto di narrare

Perché le storie si concentrano intorno ad alcuni grandi temi, e perché rispettano in maniera così costante la struttura basata sul problema? Perché seguono questa impostazione e non tutte le altre che potrebbero avere? Penso che la struttura basata sul problema riveli una delle funzioni principali dello storytelling: suggerisce che la mente umana sia stata modellata per le storie, così che possa essere modellata dalle storie.

Jonathan Gottschall, L’istinto di narrare

La quarta di copertina del libro:

Passiamo più tempo immersi in un universo di finzione che nel mondo reale. «L’isola che non c’è» è la nostra vera nicchia ecologica, il nostro habitat. Nessun altro animale dipende dalla narrazione quanto l’essere umano, lo «storytelling animal». Questo strano comportamento, che ci porta a mettere al centro della nostra esistenza cose che non esistono, è innato e antichissimo; ci sono segni di finzione fin dai primordi dell’umanità e basta osservare un bambino nel suo quotidiano gioco del «facciamo finta che» per capire che si tratta di un istinto primordiale, che ha già dentro di sé quando viene al mondo. Ma a che scopo? Jonathan Gottschall studia la narrazione da molti punti di vista e ha un’idea originale e affascinante per spiegare come si sia sviluppata questa strana abilità. Appoggiandosi, da letterato, alle ricerche più avanzate della biologia e delle neuroscienze, Gottschall evoca i ben tangibili vantaggi del mondo fantastico, e lo fa con il piglio del grande narratore. Raccontando storie, ad esempio, i bambini imparano a gestire i rapporti sociali; con le fantasie a occhi aperti esploriamo mondi alternativi che sarebbe troppo rischioso vivere in prima persona, ma che risulteranno utilissimi nella vita reale; nei romanzi e nei film cementiamo una morale comune che permette alla società di funzionare col minimo possibile di contrasti; e poi è provato che la letteratura ci cambia, fisicamente e in meglio. Qualsiasi insegnante sa bene che per far comprendere un concetto bisogna vestirlo di una trama. Il potere universale della finzione è probabilmente la nostra caratteristica più distintiva, il segreto del nostro successo, ciò che ha reso l’uomo un animale diverso dagli altri, permettendo a lui solo di vivere contemporaneamente molte vite, accumulare esperienze diverse e costruire il proprio mondo con l’incanto dell’invenzione.

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Novità di marzo 2017 – terza parte

 

Alexandra Bracken, Passenger, Sperling & Kupfer, 18,90 €

La quarta di copertina:

In una terribile notte, la giovanissima Etta Spencer perde tutto quello che conosce e ama. Catapultata all’improvviso in un mondo sconosciuto, ha un’unica certezza: non ha viaggiato per chilometri, bensì per secoli. La sua famiglia, infatti, possiede la capacità di viaggiare nel tempo. Un’abilità di cui lei ha sempre ignorato l’esistenza. Fino a ora. Passeggera a sorpresa su una nave nel bel mezzo dell’oceano, e disposta a tutto per ritornare alla propria epoca, Etta inizia una straordinaria avventura attraverso secoli e continenti, in compagnia di Nicholas, giovane capitano della nave, alla disperata ricerca di un oggetto misterioso e di inestimabile valore, in grado salvare il suo futuro. Ma i tentativi di Etta trovare la strada di casa non fanno che trascinarla sempre più a fondo. Per sopravvivere dovrà imparare a navigare tra spazio e tempo, tradimento e amore.
Passenger di Alessandra Bracken è l’ultimo fenomeno editoriale destinato a scalare tutte le classifiche. Il prodigio del violino Etta Spencer ha grandi progetti per il suo futuro, ma un imprevisto del tutto inaspettato mette in pericolo la sua brillante carriera. Strettamente legato alla sua abilità musicale, però, si tratta di un potere misterioso che nemmeno sapeva di avere. Quando i suoi due talenti si scontrano durante una presentazione stressante, Etta viaggia indietro nel tempo di centinaia di anni nel passato. Etta si risveglia confusa e terrorizzata, nel 1776, in mezzo a una feroce battaglia in mare. Nicholas Carter, il bel giovane comandante di una nave corsara, è stato ingaggiato per recuperare e consegnare Etta incolume agli Ironwoods, una potente famiglia delle colonie, la stessa che ha orchestrato il suo viaggio attraverso il tempo e la stessa con cui Nicholas sembra avere dei vincoli. Ma la scoperta che può viaggiare nel tempo è nulla in confronto allo shock di scoprire la vera ragione per cui gli Ironwoods la vogliono. Un altro viaggiatore ha rubato un oggetto di valore inestimabile per loro e Etta dovrà trovarlo e restituirlo al suo tempo. Senza opzioni, Etta e Nicholas intraprendono un viaggio pericoloso attraverso i continenti e i secoli, raccogliendo indizi lasciati dal viaggiatore misterioso. Ma quando si avvicinano l’un l’altro alla fine del suo viaggio, la vera natura dell’oggetto e il gioco pericoloso che stanno giocando gli Ironwood viene alla luce, minacciandola non solo di separarla da Nicholas, ma anche di non lasciarla tornare al suo tempo per sempre.

 

 

Terry Brooks, La figlia dello stregone. I difensori di Shannara. Vol. 3, Mondadori, 20,00 €

La quarta di copertina:

Come sogno, come magia, così si enunciano le leggende meravigliose di Shannara. Nella ricostruzione prodigiosa della vasta città di Arishaig, nel carisma malvagio di Arcannen Rai, nella vertiginosa altezza della Torre della Fenice, nell’amore struggente che lega Paxon e Leofur Rai, nel sublime Canto Magico che tutti gli elementi controlla, nella micidiale potenza delle armi a raggi ustori, nell’indifferente crudeltà di uno Sleath, e ancora nella misteriosa sparizione di Crysallin e nelle ombre paurose che accerchiano la Fortezza dei Druidi, così si enunciano il sorgere, il durare di una delle più belle saghe fantasy mai concepite. Con l’avventura estrema della luminosa Leofur, con la sua lotta all’ultimo sangue con il suo potente Padre, Terry Brooks ci consegna il terzo e ultimo libro dei “Difensori”, lasciando all’immaginazione dei suoi lettori l’evoluzione di un’epopea che riserverà, a breve, un’altra sorpresa, già annunciata dal suo editore Del Rey di New York. E chi ha detto che Terry Brooks è l’erede legittimo di J.R.R. Tolkien aveva ragione, ha detto una cosa giusta.

 

 

Fabio Cicolani, Millennials, La Corte Editore, 16,90 €

La quarta di copertina:

Cosa farebbero undici ragazzi in Italia, se scoprissero di avere dei superpoteri? Si infilerebbero davvero delle tutine, cercando di salvare il mondo? No, non i Millennials. Loro, che sono stati creati da un programma di ingegneria genetica, sono adolescenti senza genitori a cui rendere conto e senza particolari responsabilità. Ma il destino presenta sempre il conto, e quello per i Millennials sarà particolarmente salato. Si troveranno infatti costretti a districarsi tra i fili di una macchinazione che è stata tessuta intorno a loro e, tra inseguimenti nel tempo alla ricerca della verità, paradossi e loop temporali che potrebbero mettere a rischio la loro stessa esistenza, i Millennials dovranno imparare a collaborare e a capire il significato più vero di avere amici su cui contare e una casa a cui tornare.

 

 


Silvia Costantino (a cura di), Di tutti i mondi possibili, Effequ, 10,00 €

La quarta di copertina:

Cos’è il fantasy?

Da cosa deriva la passione quasi ossessiva verso questo genere da parte di un così vasto pubblico? In questi tempi divisi tra vampiri scintillanti, maghetti, ragazze in fiamme, viene la voglia di capire come mai il fantasy tocchi così bene le corde dei suoi lettori, i più giovani ma anche quelli di vecchia data. I successi planetari delle storie fantastiche sono sotto gli occhi di tutti, e non abbiamo a che fare con una ‘moda dell’epoca’, bensì con le nuove forme di una tradizione narrativa antichissima, che affonda le radici nel mito e nell’epica. Ecco che in ciascuno dei nove sai, brevi, lucidi eppure fantasiosi come la materia che indagano, si delineano visioni, storie, simboli di volta in volta diversi e di volta in volta fondamentali per la lettura delle opere fantastiche. Nove dichiarazioni d’amore al fantasy da parte di altrettanti appassionati autori e critici.

Una breve presentazione sulla nascita del libro:

Sotto il nome di Sublime Simposio Del Potere andava la mailing list che ha usato Vanni Santoni per convocare un manipolo di prescelti a parlare di fantasy il 17 gennaio 2015 a Firenze, nella bellissima libreria TodoModo. La discussione è stata ampia e interessante: per questo ho chiesto a tutti i partecipanti di provare a trascrivere il loro intervento.

I tempi sono stati epici, conformemente al tema trattato, ma gli eroi hanno vinto le loro battaglie, e siamo pronti adesso a presentarvi, ogni martedì, una diversa visione del mondo del fantasy, con l’auspicio che questo genere minore susciti ancora fiamme di passione e, soprattutto, un buon dibattito.

aye!

Gli interventi dell’incontro del 2015 si trovano sul sito 404: File Not Found, quelli del 2016 sono confluiti nel libro. Sul sito sono presenti una breve introduzione e le prime righe.

Il sommario:

Prefazione, di Licia Troisi

L’Essere Cattivo. I volti dell’Oscuro Signore, di Edoardo Rialti (https://quattrocentoquattro.com/2016/03/29/oscurosignore/) (Il testo dell’intervento del 2015 La bevanda amara della morte: https://quattrocentoquattro.com/2015/06/16/il-sublime-simposio-del-potere-5/)

Non sai niente, Jon Snow. Il barbaro e l’incontro con l’altro, di Sergio Vivaldi (https://quattrocentoquattro.com/2016/04/05/ssdp-barbari/) (Il testo del 2015 Il bene maggiore per l’editoria: https://quattrocentoquattro.com/2015/06/23/il-sublime-simposio-del-potere-6/)

Le sentinelle siamo noi. Per una rivoluzione dell’uomo comune nel fantastico, di Francesco D’Isa (https://quattrocentoquattro.com/2016/03/08/ssdp-sgherri/)

Party fantastici. Il gruppo degli eroi, di Vanni Santoni (https://quattrocentoquattro.com/2016/03/01/ssdp_party/) (Il testo del 2015 Channel-fireball, dardi incantati da 1d6+1 e onde energetiche (della tartaruga): https://quattrocentoquattro.com/2015/05/12/il-sublime-simposio-del-potere/)

Ragazze di fuoco. Una prospettiva al femminile, di Matteo Strukul (https://quattrocentoquattro.com/2016/03/15/pussyriot/)

Domestici ma non addomesticabili. Fenomenologia dei folletti per principianti, di Francesca Matteoni (https://quattrocentoquattro.com/2016/04/12/elfi-e-folletti/) (Il testo del 2015 Il Corvo presenta: il giorno in cui il Nano Sabbiolino divenne epica: https://quattrocentoquattro.com/2015/06/02/il-sublime-simposio-del-potere-4/)

L’Altrove. Sui luoghi del fantastico, di Giovanni De Feo (https://quattrocentoquattro.com/2016/04/19/ssdp-sullo-sfondo/)

Sulla soglia. Adolescenza e riti di passaggio, di Silvia Costantino (https://quattrocentoquattro.com/2016/04/26/ssdp-giovani/) (Il testo del 2015 Perché voglio ancora essere una strega: https://quattrocentoquattro.com/2015/06/09/14133/)

Il segno dell’eroe, Il destino e il filo degli eventi, di Vincenzo Marasco (https://quattrocentoquattro.com/2016/05/03/ssdp-destino/) (Il testo del 2015 Nelle mani di Samvise Gamgee: del ritorno, e delle lacrime: https://quattrocentoquattro.com/2015/05/26/il-sublime-simposio-del-potere-3/)

Postfazione della curatrice

L’intervento di Alfonso Zarbo del 2015 Contro la perfezione: il mito dell’antieroe: https://quattrocentoquattro.com/2016/03/22/antieroi/

 

 

Fabio Geda e Marco Magnone, I lupi del Brandeburgo. Berlin. Vol. 4, Mondadori, 15,00 €

La quarta di copertina:

Sono passati tre anni da quando un virus ha sterminato gli adulti di Berlino, lasciando ragazzi e bambini allo sbando, divisi in bande rivali. Tre di amicizie fraterne e tradimenti, di amori sbocciati e sfioriti, e soprattutto tre anni di lotte e scontri. Tra le spire di ghiaccio e neve del dicembre 1978, alcune figure misteriose, con indosso inquietanti tute bianche, hanno rapito Nina. Per ritrovarla Jakob, Christa e i loro amici devono spingersi oltre i confini della città, verso il gelido Brandeburgo infestato dai lupi: come i predatori della foresta, qualcuno sta attaccando i ragazzi per tenerli lontani da un’isola dove sta succedendo l’impensabile. Età di lettura: da 12 anni.

 

 

Irene Grazzini, Dominant, Fanucci, 14,90 €

La quarta di copertina:

Il nostro mondo sta morendo…

Claire ha trascorso i suoi primi sedici anni sotto la Cupola, l’enorme barriera alimentata a energia geotermica che protegge la City dall’esterno, il Mondo di Fuori, una landa inospitale e pericolosa sconvolta dalla più violenta glaciazione di cui si abbia memoria. Claire è una Dominante, appartiene cioè a quella razza eletta cui spetta il merito di aver liberato la città dalla minaccia dei Recessivi. Ora il destino ha deciso di sconvolgerle l’esistenza, presentando alla porta del suo Loculo una ragazza sconosciuta, ferita, che ha bisogno di aiuto. Da quel giorno, la vita di Claire si trasforma in una fuga disperata e rocambolesca dai Vigilanti e dai loro terribili robot, i Mastini, perché quella ragazza misteriosa è una Recessiva, e aiutarla significa commettere il più grave dei reati, quello di alto tradimento. Attraverso un mondo inospitale, reso sterile dal ghiaccio e dall’odio, tra bufere di neve che sferzano enormi città e maestose rovine, Claire scoprirà che il confine tra giusto e sbagliato è più labile di quanto abbia mai creduto.

Un estratto: http://www.fantasymagazine.it/26861/dominant

 

 

Robin Hobb, Il viaggio dell’assassino, Fanucci, 16,90 €

Nuova edizione economica. La quarta di copertina:

Si conclude con questo volume la trilogia dei Lungavista e Fitz affronta il suo destino: la sorte del Regno dei Sei ducati è nelle sue mani… così come quella del mondo intero. Il re Sagace è morto per mano del figlio Regal. Anche Fitz è morto, o almeno così credono i suoi amici e nemici. Ma con l’aiuto dei suoi alleati e dello Spirito riemerge dalla tomba, segnato da una profonda cicatrice che gli solca il corpo e l’animo. Il regno è vicino alla rovina: Regal ha saccheggiato la capitale per poi abbandonarla, mentre il legittimo erede, il principe Veritas, è perso nella sua folle ricerca, forse destinato a morire. Solo il ritorno di Veritas, o la successione che spetta di diritto a sua moglie, potrà salvare i Sei Ducati. Ma Fitz non resterà a guardare.

 

 

Stephen King, Revival, Sperling & Kupfer, 10,90 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Charles Jacobs arriva, insieme a moglie e figlio, in una cittadina del New England come nuovo pastore. Giovane e appassionato, il reverendo conquista i suoi parrocchiani, e in particolare il piccolo Jamie, al quale insegna le meraviglie dell’elettricità. Ma quando una tragedia gli porta via la famiglia, la fede di Jacobs vacilla e lui viene allontanato dalla città. Trent’anni dopo, Jamie lo incontrerà di nuovo. Insieme a tutti i suoi incubi. Spendido, nostalgico affresco dell’America degli anni Sessanta, Revival mette in scena due personaggi formidabili per potenza e fragilità, due uomini ai quali accade di incontrare il demonio e di affondare nel suo cuore di tenebra.

 

 

Leo Lionni, Elementi di botanica parallela, Gallucci, 10,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Artisie, giraluna, drilli e altre fantastiche specie vegetali sono qui presentate con l’accuratezza dello scienziato. Lionni rovescia il Borges della “Zoologia fantastica”: raffigura minuziosamente il proprio universo botanico immaginario e rende percepibile, attraverso lo studio delle sue straordinarie proprietà, la flora di un pianeta gemello dove non ci stupiremmo di incontrare le “Città invisibili” di Calvino. Come a volerci dire che il solo modo possibile di parlare del mondo sia quello di descrivere realisticamente una dimensione del tutto falsa. Una realtà parallela e magica popolata di piante, che “prima di essere piante, sono parole”. “Vi sono piante che appaiono chiaramente in immagini fotografiche, ma che l’occhio umano non può percepire. Ve ne sono che rifiutano le comuni norme della prospettiva mantenendo inalterata la loro grandezza, nonostante la distanza che le separa da noi. Altre, incolori, che in determinate condizioni rivelano un gioco cromatico di rara bellezza…”. Età di lettura: da 10 anni.

 

 

Sergej Luk’janenko, Gli ultimi guardiani, Mondadori, 12,50 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Chi ha ucciso Viktor, ricco studente russo di Edimburgo, dissanguandolo con un morso alla gola? La Guardia scozzese ha chiesto aiuto a quella di Mosca: questa missione sembra perfetta per Anton, diventato da poco Grande Mago. Una missione delicata, perché proprio a Edimburgo un altro Grande Mago, il leggendario Merlino, nascose un artefatto dai poteri sconosciuti: la Corona di Tutto. Tra streghe e inquisitori, pallottole magiche ed esplosioni nu­cleari, Luce e Tenebre si alleano nella caccia a una nuova, pericolosa setta di guardiani assetati di potere.

 

 

Sergej Luk’janenko, I nuovi guardiani, Mondadori, 12,50 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Dopo millenni di lotta le forze delle Tenebre e quelle della Luce hanno stretto un patto che le obbliga a non prevalere mai l’una sull’altra. Custodi di questa tregua sono gli Altri: streghe, maghi, mutantropi, demoni e vampiri, votati a sorvegliare la notte se appartenenti alla Luce, o il giorno, se adepti delle Tenebre. Ma il pericolo è in agguato a ogni angolo, nella Mosca dei nuovi ricchi e nelle campagne infestate da mafiosi e licantropi, fra minacce apocalittiche, vodka e sortilegi. La pace è un filo sottile che si sta già sfilacciando…

Un estratto: http://leggere.librimondadori.it/sergej-luk-janenko-i-nuovi-guardiani/

 

 

John William Polidori, Il vampiro, Elliot, 7,50 €

Visto che al momento su internet non ho trovato la quarta di copertina riprendo (più o meno) ciò che dice Wikipedia sulla nascita di questa storia:

Nel maggio del 1816 Lord Byron, accompagnato dal medico Polidori, invitò a Villa Diodati Percy Bysshe Shelley, la sua compagna nonché futura moglie Mary Wollstonecraft Godwin e Jane Clairmont, sorellastra di Mary e all’epoca amante di Byron. A causa della pioggia incessante passano il tempo leggendo storie di fantasmi, finché Byron propose una gara su chi fosse riuscito a scrivere il racconto di paura più bello. Da questa sfida nacquero Frankenstein, a opera di Mary, e Il vampiro, a opera di Polidori.

Pubblicato per la prima volta il 1º aprile 1819 sulla rivista New Monthly Magazine, erroneamente il racconto fu attribuito a Lord Byron, il quale però smentì subito di esserne l’autore. Ebbe comunque un immediato successo in Europa, soprattutto in Germania dove fu tradotto nello stesso anno, un po’ meno in Inghilterra a causa della falsa attribuzione a Byron, che in quel periodo era sotto scandalo. Polidori riuscì a trasformare il vampiro del folklore nella forma che oggi è più conosciuta, ovvero quella del demone aristocratico che cerca le sue prede nell’alta società.

 

 

Natasha Pulley, L’orologiaio di Filigree Street, Bompiani, 19,00 €

La quarta di copertina:

Londra, 1883. Thaniel Steepleton, giovane, modesto telegrafista al ministero dell’Interno, una sera trova un dono anonimo sul cuscino del suo letto: un orologio d’oro. E’ proprio l’orologio, strillando, a salvarlo dall’esplosione di un ordigno che devasta un pub. Thaniel si trasforma in investigatore antiterrorismo e rintraccia l’artigiano che ha creato il prodigioso manufatto: si chiama Keita Mori, viene dal Giappone e nel suo laboratorio in una stradina di vecchie case a Knightsbridge prendono vita straordinari esseri meccanici, prodigi luminosi, uccelli di bronzo, un polpo rubacalzini. L’incontro con Mori – e quello con Grace Carrow, brillante studentessa di fisica che cerca di combattere i pregiudizi per diventare scienziata e scoprire la verità sull’etere luminifero – cambierà la vita di Thaniel. Tre personaggi che non sono mai quello che sembrano, un passato – e un futuro – che uniscono in modo singolare l’Inghilterra all’estremo Oriente, una miscela specialissima di storia e magia per un romanzo d’esordio che sfugge alle etichette e chiede al lettore di stare al gioco senza riserve.

 

 

Cecilia Randall, Hyperversum Ultimate, Giunti, 17,00 €

La quarta di copertina:

Phoenix, Arizona, futuro prossimo. Alex ha deciso: tornerà nel medioevo da Marc, che ora è il primo cavaliere di Luigi IX. Nulla può farla rinunciare al suo amore per lui, nemmeno l’ira di suo padre Daniel e il dolore per il distacco dalla famiglia.
Châtel-Argent, Francia nord-orientale, XIII secolo. Mentre al castello fervono i festeggiamenti per il matrimonio di Michel de Ponthieu, Marc e Alex si ritrovano e decidono di sposarsi, ma Ian impone loro di attendere almeno sei mesi, per conoscersi meglio.
Durante i due anni di distacco, Marc è cambiato, è diventato un uomo di corte e un campione di guerra, sicuro di sé, quasi arrogante. Alex a volte fatica a riconoscerlo, è smarrita e sempre più spesso finisce per confidarsi con il giovane Richard, che ha una sensibilità più affine alla sua. E le cose si complicano quando Luigi IX affida a Marc una missione delicata, sulla quale grava l’ombra di una nuova guerra: a Dunkerque è stato ucciso un templare e occorre investigare per trovare gli assassini…

Un estratto: http://www.giunti.it/media/67357d-estratto-hyeperversum-J5VTURW5.pdf

 

 

Lance Rubin, Birthdate, De Agostini, 14,90 €

La quarta di copertina:

Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?

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I generi del fantastico: da dove iniziare

Quale genere di fantastico vi piace? A me principalmente fantasy epica, anche se apprezzo opere appartenenti a molti altri generi, dall’high fantasy allo sword&sorcery e alla fantasy storica, senza trascurare qualcosa di fantascienza…

Io non amo particolarmente le divisioni, la differenza la fa se un libro mi piace oppure no, e questo non è legato solo al tipo di trama ma anche allo stile di scrittura del singolo autore. Non amo l’horror, eppure il racconto horror I re di sabbia di George R.R. Martin mi è piaciuto molto di più del fantasy di Steven Erikson I giardini della luna. In questo caso la differenza nell’apprezzamento l’ha fatta non il genere, visto che mi piace molto di più quello a cui appartiene l’opera di Erikson, ma lo stile dei due autori. Gusti personali, non sto dicendo che l’uno è migliore dell’altro, entrambe sono opere apprezzatissime. Il nostro divertimento è legato a troppi fattori per poterli incasellare facilmente in uno schema. Comunque se volete provare a leggere opere appartenenti a un determinato genere i propongo alcune liste in cui mi sono imbattuta su internet. Il sito è Unbound Worlds (in precedenza si chiamava Suvudu).

Io mi limito a indicare i titoli, tradotti in italiano quando so che esiste una traduzione (ma alcuni di questi libri sono ormai fuori catalogo), ma nei vari link che inserisco c’è anche una spiegazione in inglese relativa a quelle opere.

Cyberpunk

http://www.unboundworlds.com/2016/11/want-read-cyberpunk-heres-start/

Richard K. Morgan, Bay City (i seguiti del romanzo sono Angeli spezzati e Il ritorno delle furie)

Philip K. Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (pubblicato anche con i titoli Blade Runner e Cacciatore di androidi)

William Gibson, Neuromante

Neal Stephenson, Snow Crash (anche se è stato mantenuto il titolo originale esiste un’edizione italiana)

Paolo Bacigalupi, The Water Knife

Fantascienza militare

http://www.unboundworlds.com/2016/12/want-read-military-sci-fi-heres-start/ e http://www.unboundworlds.com/2016/12/want-read-military-sci-fi-part-2-reader-suggestions/

Joe Haldeman, Guerra eterna

David Drake, Hammer’s Slammers

John Scalzi, Morire per vivere

David Weber, On Basilisk Station

Robert A. Heinlein, Fanteria dello spazio

Tanya Huff, An Ancient Peace

Keith Laumer, Bolo

Orson Scott Card, Il gioco di Ender

C.J. Cherryh, Trilogia del sole morente

Elizabeth Moon, Heris Serrano

Dave Bara, Impulse

Mike Shepard, Kris Longknife: Mutineer

Jamie Sawyer, The Lazarus War: Artefact

Jack Campbell, The Lost Fleet: Dauntless

John Ringo e David Weber, March Upcountry

Linda Nagata, Red

Ian Douglas, Semper Mars

Lois McMaster Bujold, La saga dei Vor

High Fantasy

http://www.unboundworlds.com/2016/12/want-read-high-fantasy-heres-start/

Lloyd Alexander, Il libro dei tre (primo romanzo di Le cronache di Prydain)

Ursula K. Le Guin, Il mago di Earthsea (primo romanzo della Saga di Earthsea)

Stephen R. Donaldson, La conquista dello scettro (primo romanzo di Le cronache di Thomas Covenant l’incredulo)

Terry Brooks, Le pietre magiche di Shannara

David Eddings, La saga dei Belgariad

Robin Hobb, L’apprendista assassino

Patrick Rothfuss, Il nome del vento

Fantasy epica

http://www.unboundworlds.com/2016/12/want-read-epic-fantasy-heres-start/

Melanie Rawn, Dragon Prince

Tad Williams, Il trono del drago (primo romanzo di Il ciclo delle spade)

Robert Jordan, L’Occhio del Mondo (primo romanzo di La Ruota del Tempo)

George R.R. Martin, Il trono di spade (primo romanzo di Le cronache del ghiaccio e del fuoco)

Kate Elliot, King’s Dragon

Steven Erikson, I giardini della luna (primo romanzo di Il libro Malazan dei caduti)

Peter V. Brett, Il guardiano dei demoni

Brandon Sanderson, La via dei re (primo romanzo di Le cronache della folgoluce)

Urban fantasy

http://www.unboundworlds.com/2016/11/want-read-urban-fantasy-heres-start/

Charles de Lint, The Dreaming Place

Laurell K. Hamilton, Nodo di sangue (primo romanzo della serie di Anita Blake)

Terry Brooks, Il demone (primo romanzo della trilogia Il Verbo e il Vuoto)

Jim Butcher, Storm Front

Charlaine Harris, Finché non cala il buio (primo romanzo della serie The Southern Vampire Mysteries)

Kim Harrison, Il bacio di mezzanotte

Patricia Briggs, La figlia della luna

Kevin Hearne, In fuga

Grimdark

http://www.unboundworlds.com/2017/01/want-read-grimdark-heres-start/

Stephen R. Donaldson, La conquista dello scettro (primo romanzo di Le cronache di Thomas Covenant l’incredulo)

George R.R. Martin, Il trono di spade (primo romanzo di Le cronache del ghiaccio e del fuoco)

Steven Erikson, I giardini della luna (primo romanzo di Il libro Malazan dei caduti)

R. Scott Baker, The Darkness That Comes Before

Joe Abercrombie, Il richiamo delle spade (primo romanzo della trilogia La prima legge)

Mark Lawrence, Il principe dei fulmini (primo romanzo della Trilogia dei fulmini)

Richard K. Morgan, Sopravvissuti (primo romanzo di A Land Fit For Heroes)

Weird

http://www.unboundworlds.com/2017/01/want-read-weird-fiction-heres-start/

H.P. Lovecraft, Le montagne della follia

Jeff VanderMeer, Annientamento (primo romanzo della Trilogia dell’Area X)

Robert Jackson Bennett, City of Stairs

Drew Magary, The Hike

Ann e Jeff VanderMeer (curato da), The Weird: A Compendium of Strange and Dark Stories

Distopico

http://www.unboundworlds.com/2017/01/want-read-dystopian-fiction-heres-start/

George Orwell, 1984

Aldous Huxley, Mondo nuovo

P.D. James, I figli degli uomini

Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella

Gary Shteyngart, Super Sad True Love Story

Storia alternativa

http://www.unboundworlds.com/2017/02/want-read-alternate-history-heres-start/

Eric Flint, 1632

Harry Turtledove, Bombs Away

Alan Smale, Clash of Eagles

Jo Walton, Farthing

Philip Roth, Il complotto contro l’America

Kim Stanley Robinson, Gli anni del riso e del sale

Cli-Fi (Climate Fiction)

http://www.unboundworlds.com/2017/03/want-read-cli-fi-heres-start/

Claire Vaye Watkins, Gold Fame Citrus

Antti Tuomainen, The Healer

Kim Stanley Robinson, New York 2140

Margaret Atwood, L’ultimo degli uomini

Paolo Bacigalupi, The Water Knife

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