Il Signore del Caos di Robert Jordan. Dal capitolo 31 al capitolo 37

Come ho rilevato con le mie compagne di rilettura, i miei commenti ormai arrivano in differita. Leggere in genere non è un problema, anche se Jordan sta assorbendo buona parte del mio tempo, commentare sì. Rilettura de Il Signore del Caos di Robert Jordan.

31: Cera rossa

Ovvero, i Manti Bianchi complottano e Morgase, messa nell’angolo, pone una firma che non avrebbe mai voluto porre. Quel che Morgase non sa è che Paitr Conel era veramente un Amico delle Tenebre, lo avevamo già incontrato in L’Occhio del Mondo quando aveva cercato di creare problemi a Rand e Mat nella loro fuga verso Caemlyn. La minaccia, il farle vedere gli Amici delle Tenebre impiccati, non è un velato riferimento al piano di fuga di Morgase – piano che, con Paitr come organizzatore, sarebbe sicuramente finito male per Morgase e i suoi accompagnatori – ma un far vedere la giustizia dei Figli della Luce in azione.

Noto l’ingresso in scena di Sebban Balwer.

32: Convocata con urgenza

Finalmente la trama di Egwene prende una svolta, e che svolta! Peccato che la Torre Bianca abbia un uso così scemo di convocare senza dire nulla, le Aes Sedai davvero sono convinte di poter fare impunemente le prepotenti con tutti.

Rand scopre di Salidar.

33: Il coraggio di fortificarsi

Egwene affronta il suo toh, per certi versi è diventata davvero un’Aiel e quel che ha imparato nella Terra delle tre piegature le tornerà utile in seguito. Peccato solo che Amys, fedele alla sua parole (e c’era da dubitarne?) rifiuti di proseguire le lezioni.

Mat e Olver giocano a serpenti e volpi, fornendoci scampoli d’informazioni che torneranno utili parecchi libri più avanti, poi arriva Rand e per Mat il gioco si sposta su un’altra parte della scacchiera.

34: Viaggio a Salidar

Egwene arriva a Salidar piuttosto rapidamente, i personaggi stanno scoprendo un bel po’ di sistemi per spostarsi in fretta. Jordan sta cambiando le regole del gioco, ma a differenza di altri autori ha messo un limite alla possibilità di spostarsi a questo modo (forza nel Potere, necessità di determinate conoscenze, impossibilità per la Progenie dell’Ombra di Viaggiare, problemi politici che rendono inopportuno l’abuso di certi metodi) ed è riuscito a evitare la perdita di credibilità.

Le parole di Sheriam che indicano in Egwene la prossima Amyrlin in prima lettura mi avevano colta totalmente di sorpresa, ma di indizi in proposito Jordan ne aveva seminati un bel po’. La difficoltà stava nel vederli, nascosti e sparpagliati in mezzo a un bel po’ di altre cose.

35: Al Consiglio delle Adunanti

Egwene viene eletta, l’aspetto divertente è che tutte, Romanda, Lelaine, Sheriam, Delana, ma anche Siuan, che di autorità ormai ne ha ben poca ma spesso riesce a ottenere ciò che vuole solo perché è più intelligente e determinata di tutte le altre messe assieme, siano convinte di aver eletto qualcuno che possono manipolare a piacimento. Vederle in errore sarà un piacere.

36: L’Amyrlin è stata eletta

Presentazione ufficiale di Egwene come Amyrlin che, fin da subito, agisce di testa sua innalzando ad Aes Sedai complete Theodrin, Faolain, Nynaeve ed Elayne. La spiegazione ufficiale, che così nessuno avrebbe visto come strana la sua elevazione allo scranno dell’Amyrlin è astuta, la verità è che Egwene sapeva di potersi fidare ciecamente solo delle sue amiche e ha voluto donare loro quella libertà di movimento che come Ammesse non potevano avere. Theodrin e Faolain hanno avuto lo stesso trattamento per mascherare il fatto che Egwene stava innalzando due sue amiche.

Sheriam è la nuova Custode degli Annali.

37: Quando inizia la battaglia

Egwene si riunisce con le amiche e scopre della prigionia di Moghedien. Ennesima volta in cui se i personaggi si fossero parlati le cose sarebbero state molto più facili: Nynaeve ed Elayne prima ed Egwene ora stanno usando Moghedien nello stesso modo in cui Rand ha usato Asmodean, ma le fanciulle sono convinte che Rand non capirebbe e viceversa. No, in situazioni estreme si usa ciò che si ha, meglio un Rand che usa Asmodean piuttosto che un Rand morto o folle, meglio tre Aes Sedai che accrescono le loro conoscenze che tre ragazze ignoranti facili prede dei Reietti. Peccato solo che Moghedien senta di Ebou Dar.

Egwene mette in moto la sua piccola armata, per essere una ragazza così giovane è rapida a capire come sfruttare il poco che ha e come manipolare chi invece vorrebbe manipolare lei.

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Buste con finestra

Una figlia a casa con la febbre tende ad assorbire tutto il mio tempo e la possibilità di scrivere diventa quasi nulla. Per non lasciarvi orfani di qualsiasi testo vi racconto un episodio realmente avvenuto qualche giorno fa.

Stavo inserendo ordini al computer quando un signore viene da me e senza salutare (il saluto ormai è un optional) mi chiede “dove stanno trovano le buste da lettera con finestra”.

Io rispondo che non ne abbiamo e rimango ferma su quest’affermazione nonostante le sue manifestazioni d’incredulità. Lui non può sapere che la nostra cartoleria è orientata quasi esclusivamente sui gadget e che di cancelleria c’è ben poco, ma quando arriva una risposta senza esitazioni si potrebbe provare a credere a chi risponde. Ma no, il dipendente proverà sempre a imbrogliare il cliente… Quando si convince mi chiede se abbiamo buste senza finestra, e io gli spiego che le vendiamo solo in pacchi da cinque.

Mentre lo accompagno per fagliele vedere gli squilla il telefono e io devo aspettare che lui finisca una telefonata infarcita di parolacce. Tanto sono un robot, mica una persona. Devo essere al suo servizio sempre, anche quando lui si fa i fatti suoi, e che problema c’è se a me le parolacce gratuite danno fastidio? Chi se ne frega di cosa penso io?

Va bene, quando ha finito gli faccio vedere prima il formato commerciale poi, quando mi dice che quelle buste sono piccole, tutti i formati che abbiamo. A quel punto si lamenta che quelle buste sono senza finestre. Io gli ricordo che gli avevo detto che non avevamo buste con finestra e torno a inserire i miei ordini lasciandolo lì a decidere se qualcosa possa fare al caso suo. Un minuto dopo mi segue e mi chiede se abbiamo buste senza finestra. Sono stata brava, gli ho detto di avergli appena fatto vedere tutte le buste che avevamo senza dirgli quel che pensavo di lui.

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Novità di marzo 2017 – seconda parte

 

Sarah Andersen, Un grosso morbidoso bozzolo felice, BeccoGiallo, 14,50 €

La quarta di copertina:

Queste nuove strisce (e racconti personali illustrati!) seguono gli alti e bassi dell’inarrestabile montagna russa dell’autostima che è la vita adulta: l’angoscia della pianificazione delle spese, i dolori mestruali, i diversi modi di rubare un maglione e quanto bello sia stare a casa tutto il giorno a mangiare pizza.

Si parte!

 

 

Jennifer L. Armentrout, Anima divina. Covenant Series. Vol. 3, HarperCollins Italia, 16,00 €

La quarta di copertina:

Alexandria non sa se ce la farà ad arrivare viva al suo diciottesimo compleanno e al fatidico Risveglio. Il fanatico Ordine di Thanatos, a lungo dimenticato, la sta cercando per eliminarla, e se il Consiglio dovesse scoprire cosa è successo davvero durante l’attacco al Covenant dello stato di New York, la sua sorte sarebbe ugualmente segnata. E così pure quella di Aiden, la Sentinella di sangue puro che farebbe di tutto per proteggerla. Non solo: ogni volta che si “allena” con Seth, il primo Apollyon, le compare sulla pelle un nuovo simbolo della speciale natura divina che li lega indissolubilmente e cresce il rischio di anticipare il momento del Risveglio, con conseguenze inimmaginabili e forse persino devastanti.
Come se non bastasse, all’improvviso una rivelazione sconvolgente cambia ogni cosa e Alex, intrappolata tra sentimenti e necessità, impara a proprie spese di chi si può davvero fidare… e chi, invece, l’ha ingannata fin dall’inizio.
Quando gli dei si riveleranno e la loro collera si scatenerà, in pochi sopravvivranno. E solo chi rimane saprà se davvero l’amore può sconfiggere il destino.

Un estratto: https://www.harpercollins.it/HarperCollins/Libri/Young-Adult/Anima-divina

 

 


Michael D. Bailey
, Magia e superstizione in Europa dall’Antichità ai giorni nostri, Lindau, 32,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Magia, stregoneria e superstizione rappresentano da sempre il lato «altro», oscuro e affascinante, della civiltà europea. Anche in un’epoca come la nostra, caratterizzata da un accentuato materialismo e da una esasperata fiducia nella ragione e nella scienza, esse costituiscono una corrente sotterranea – una sorta di fiume «carsico» – abbondante e impetuosa. Parla quindi del passato, ma anche del presente, questo importante saggio di Michael Bailey, una delle più complete e approfondite analisi oggi disponibili sull’argomento. Se una speciale attenzione è dedicata all’Europa medievale e agli albori dell’età moderna, l’autore non trascura l’antico Vicino Oriente, la Grecia classica e Roma, o, in tempi a noi prossimi, il diffondersi di sistemi magici – in particolare la Wicca, una forma contemporanea di stregoneria – dall’Europa agli Stati Uniti. Il libro mostra al lettore come la magia e la superstizione siano state definite nelle varie epoche e come i loro tratti costitutivi siano mutati nel tempo, analizza i modi in cui sono stati condannati specifici tipi di magia ed è stato accusato e perseguitato chi li praticava (o si riteneva lo facesse).L’autore dimostra infine che la magia – o, per dire meglio, ciò che nei diversi contesti si è considerata tale – è stata quasi sempre utilizzata per tracciare il confine tra le azioni socialmente accettabili e quelle illecite, e più in generale tra il noto e il comprensibile e l’ignoto e l’occulto.

 

 

Cece Bell, SuperSorda!, Piemme, 14,00 €

La quarta di copertina:

Cece è una bambina come tutte le altre, ma un giorno una malattia le porta via l’udito. Così deve mettersi l’apparecchio acustico, che negli anni Settanta è una scatoletta ingombrante e molto vistosa, con un nome che sembra quello di un superpotere: Orecchio Fonico. Cece ha paura di sembrare brutta, che i suoi compagni di scuola la prenderanno in giro e nessuno vorrà diventare suo amico. Ma a poco a poco si rende conto che l’Orecchio Fonico può rivelarsi un alleato molto potente, che le fa sentire cose che nessun suo compagno percepisce. È così che Cece si trasforma in SuperSorda, pronta a vendicare i deboli e a risolvere i problemi di tutti…

Il sito ufficiale dell’autrice: https://cecebell.wordpress.com/

 

 

William Gibson, Neuromante, Mondadori, 12,50 €

Nuova edizione economica. La quarta di copertina:

In un mondo in cui le mafie della finanza e dell’elettronica possono tutto, un mondo attraversato da autostrade informatiche e hacker dai poteri neuromantici, si svolge l’avventura violenta e disperata di Case, l’uomo che ha avuto il torto di mettersi contro l’organizzazione sbagliata. Per vendetta lo hanno privato della capacità di connettersi al cyberspazio, isolandolo nella prigione di carne del suo corpo materiale. Ora qualcuno è disposto a offrirgli un’alternativa, a ricostruirgli le sinapsi bruciate. A patto che Case porti a termine un’ultima missione, oltre i limiti del conosciuto…
Pubblicato nel 1984 e divenuto in breve un vero e proprio romanzo culto, Neuromante è l’opera che più di ogni altra ha contribuito a diffondere tra il pubblico internazionale il genere cyberpunk. Un capolavoro assoluto in cui la cupa descrizione dei tetri scenari e delle trame esasperate, della natura devastata e della tecnologia imperante si coniuga con un respiro e uno stile ampi e suggestivi.

Un estratto: http://leggere.librimondadori.it/william-gibson-neuromante/

 

 

Alasdair Gray, Lanark. Una vita in quattro libri. Libro terzo, Safarà, 16,00 €

La quarta di copertina:

Nel terzo capitolo della celebre saga distopica Duncan Thaw è impegnato a divenire adulto, a sfidare la sua arte, a rincorrere il riflesso inafferrabile di innumerevoli donne e a portare la sua vita all’estremo limite. Le conseguenze saranno imprevedibili e scopriremo incerte verità sull’identità dell’uomo che, risvegliatosi ad Unthank, prenderà il nome di Lanark.

 

 

Károly Kerény, Miti e misteri, Bollati Boringhieri, 13,00 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

“Miti e misteri” apparve la prima volta nel 1951 nella collana einaudiana di studi etnologici cara a Cesare Pavese. Kerényi vi aveva raccolto quindici studi, frutto delle indagini sempre più approfondite e rivelatrici che aveva condotto sull’antica religione ellenica, tentativo originale di valorizzare l’eredità classica per l’uomo contemporaneo. L’incontro con la “grande mitologia” aveva portato Kerényi alla scoperta dei temi mitologici fondamentali, di cui tutti i miti tramandati sino a noi sono altrettante variazioni; l’incontro con Jung ebbe a chiarire in lui i rapporti tra gli archetipi psichici e le immagini storicamente concrete della religione greca. In Kerényi, peraltro, la teologia diventa antropologia: la religione greca non vi appare come il frutto di una fantasia sfrenata o di una ingenuità “primitiva”, né come il casuale confluire di elementi culturali disparati, ma come una risposta coerente e articolata al problema della presenza dell’uomo nel mondo.

 

 

Julie Plec, The Originals. The Rise, Newton Compton, 5,90 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

1722, Louisiana. I fratelli Klaus, Elijah e Rebekah Mikaelson sono giovani e bellissimi, eppure sono i vampiri più antichi sulla faccia della Terra. Quando sono sbarcati sulla costa di New Orleans, pensavano di essere sfuggiti al loro passato e di poter iniziare una nuova vita, ma ben presto si sono resi conto di dover dividere la città con altre creature soprannaturali: le streghe e i lupi mannari. Da allora la convivenza è stata difficile e sanguinosa, soprattutto perché Klaus ha posato gli occhi proprio sull’unica donna che non potrà mai avere: Vivianne Lescheres. La ragazza è stata promessa a un licantropo per suggellare l’unione che riporterà la pace tra gli uomini lupo e le streghe, ma Klaus vuole conquistarla a tutti i costi. Riusciranno i vampiri a placare la loro brama di potere? Oppure daranno vita alla guerra più sanguinosa che la città della Louisiana abbia mai visto?

Un estratto: https://www.newtoncompton.com/libro/the-originals-the-rise/the-originals-the-rise_estratto.pdf?view

 

 

Vanni Santoni, La stanza profonda, Laterza, 14,00 €

La quarta di copertina:

Sai, ogni volta che scendevo nella stanza era davvero come trasfigurarmi. Non era tanto il mettermi nei panni di una strega o di un assassino, no. Né l’evasione. Era il fatto che qua sotto il codice custodito nei manuali e nelle schede diventava mondo. Proprio come la realtà al cospetto di chi la osserva.

Il resto, la tattica, la strategia, pure l’interpretazione, erano il contorno. Qui si creava. Si può essere certi che le cose immaginarie abbiano meno peso di quelle reali?

Una piccola città di provincia, un garage. Un gruppo di ragazzi che ogni martedì si incontra per giocare di ruolo. Per vent’anni, mentre fuori la vita va avanti, il mondo cambia, la provincia perde di senso e scopo. Desiderio di fuga o forma di resistenza? Quel continuo tessere mondi prende i contorni dell’opposizione a una forza centripeta che, come il ‘Nulla’ della Storia infinita, divora il fuori, vaporizza la città, il paese, le relazioni, le vite.

Un romanzo ibrido, tra il memoir e l’affresco sociale, per raccontare la storia di un passatempo nato esso stesso in un garage e arrivato a gettare le basi non solo di un immaginario divenuto egemone ma anche di una parte consistente della realtà che viviamo ogni giorno semplicemente usando Internet.

 

 

Mary Stewart, L’ultimo incantesimo, Elliot, 22,00€

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Artù è ormai un giovane re che controlla la Britannia, affiancato dal suo fedele consigliere Merlino. Il regno sembra florido e il trono sicuro, ma Merlino è ossessionato da visioni di futuri pericoli e intrighi capaci di portare il sovrano alla morte. Mentre Camelot diventa il centro del potere di Artù (impegnato anche nella storia d’amore con Ginevra), Merlino inizia a soffrire di mali oscuri e vuole passare le proprie conoscenze e i propri poteri a qualcuno in grado di sostituirlo; alla sua porta compare un giovane, ben presto accolto come suo apprendista. Il ragazzino però nasconde un segreto, e i problemi di Merlino sono ben lontani dalla soluzione… “L’ultimo incantesimo” è il romanzo che chiude la trilogia fantasy di Mary Stewart.

 

 

Ian Tregillis, La rivolta. Alchemy Wars. Vol. 2, Mondadori, 14,00 €

La quarta di copertina:

Risorto dalle fiamme dopo aver distrutto la Grande Forgia, l’automa Jax può ora cominciare la sua nuova vita come un Clakker libero. Ma anche la libertà ha il suo peso. Berenice Charlotte de Mornay-Périgord, ex spia leggendaria al servizio della Nuova Francia, è stata bandita dalla patria ed è ora nelle mani della Corporazione degli Orologiai. Ma medita un piano per vendicarsi e recuperare il proprio onore… Sulle rive del San Lorenzo il capitano Hugo Longchamp si prepara a difendere Marsiglia dell’Ovest dall’attacco dell’armata meccanica. Accolta in tutto il mondo come un capolavoro di narrazione a cavallo dei generi, la trilogia “Alchemy Wars” fonde mirabilmente fantascienza, spionaggio, storia d’amore, romanzo storico e distopico dai toni steampunk, apologo filosofico sul libero arbitrio, e molto altro ancora. Il risultato è una macchina narrativa perfetta e implacabile.

 

 

Timothy Zahn, Starcraft – Evolution, Mondadori, 17,90 €

La quarta di copertina:

Dopo un conflitto durato un decennio, le tre potenti fazioni che si sono combattute brutalmente – gli enigmatici protoss, i selvaggi zerg e i terran – hanno finalmente stabilito il cessate il fuoco, ma la pace è tutto tranne che stabile. Quando si viene a sapere che un pianeta zerg incenerito tempo addietro è misteriosamente “rinato”, la tensione esplode. La neutralità si trasforma in aperta ostilità e gli zerg vengono accusati di aver sviluppato armi biologiche letali per rinfocolare il conflitto. Una spedizione di soldati e di ricercatori terran e protoss dovrà fare luce sul misterioso pianeta “risorto” e sulle intenzioni dei suoi abitanti. Ma il lussureggiante paesaggio alieno è dimora di ben altri abitanti, creature avvolte dalle ombre che, se liberate, potrebbero cambiare il destino dell’intera galassia. Basandosi sul ricco universo del gioco omonimo, il pluripremiato autore Timothy Zahn ci regala l’ultimo capitolo della sorprendente saga di “StarCraft”, una storia originale e indimenticabile.

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Andrzej Sapkowski: La stagione delle tempeste

Per La stagione delle tempeste Andrzej Sapkowski è tornato indietro nel tempo, a un periodo antecedente alla guerra voluta da Nilfgaard che ha totalmente sconvolto le vite di Geralt, Yennefer, Ciri e di tutti gli abitanti del suo mondo.

I primi due volumi, Il guardiano degli innocenti e La spada del destino, mi sono piaciuti molto. Si tratta di antologie di racconti, al loro interno abbiamo scoperto le incredibili capacità di Geralt e ci siamo confrontati con sorprendenti rivisitazioni di miti, fiabe e leggende e con problemi morali decisamente attuali. Con Il sangue degli elfi Sapkowski è passato ai romanzi e ad atmosfere più cupe. C’è la guerra, con la sua forza devastante, e ci sono intrighi politici in cui mi sono persa così tante volte da aver rinunciato a capirli. Mi piace il modo di scrivere di Sapkowski, mi piacciono i suoi cambi di personaggi, i suoi salti avanti e indietro nel tempo e il suo modo di far vedere certi avvenimenti da angolazioni insolite, ma alcune cose non hanno mai voluto saperne di rimanermi in mente. Quasi tutte le maghe e quasi tutti i sovrani si sono fusi in un tutt’uno indistinto, e questo non mi ha aiutata nella lettura.

La stagione delle tempeste è più semplice, visto che Nilfgaard non ha ancora invaso Cintra i problemi di Geralt sono problemi da strigo: mostri, maghi a volte più mostruosi dei mostri stessi, creature fantastiche talmente aliene da noi da rendere impossibili i rapporti fra le due specie, tutori dell’ordine più interessati ai fatti loro che al rispetto della legge, corruzione, ladri, un sovrano in pessimi rapporti con i suoi due eredi, vicende sessual/sentimentali complicate, calamità naturali. Ho dimenticato qualcosa? Non credo, ma anche così è troppo.

Dopo la cupezza degli ultimi romanzi ho faticato a rapportarmi al tono più leggero di quest’opera, mi sembravano quasi vicende poco importanti rispetto a quanto sarebbe avvenuto dopo. In realtà Geralt ha rischiato più volte di essere ammazzato, ma l’immersione totale che c’era all’inizio per me non c’è più. La mia impressione è che uno sword and sorcery, che è più o meno il genere delle prime storie di Geralt, possa andare avanti solo per un periodo limitato prima di diventare ripetitivo e così Sapkowski ha cambiato il tono delle sue storie introducendo la guerra, ma è un cambiamento da cui è difficile tornare indietro. In più la gran quantità di problemi diversi piovuti su Geralt in un breve arco di tempo mi è sembrata improbabile, come se l’autore avesse bisogno di aggiungere qualcosa per allungare la storia. Molti episodi non avevano nulla a che fare l’uno con l’altro, erano solo accostati senza essere legati. Libro carino, come sempre ben scritto, ma nulla di fondamentale. Quello che mi è davvero piaciuto è un breve brano (no spoiler) dell’epilogo, ambientato oltre un secolo dopo la storia principale:

«Lo strigo tornerà dall’aldilà!» La fanciulla non si rassegnava. «Tornerà per proteggere gli uomini quando il Male dilagherà di nuovo. Finché esisterà l’oscurità, ci sarà bisogno degli strighi. E l’oscurità esiste ancora!»

Geralt tacque a lungo, il viso girato da una parte. Infine, lo rivolse verso di lei. E sorrise. «L’oscurità esiste ancora. Nonostante il progresso in corso, destinato, come vogliono farci credere, a illuminare le tenebre, a eliminare le minacce e a scacciare le paure. Finora, il progresso non ha riportato grandi successi al riguardo. Finora, il progresso ha solo cercato di convincerci che l’oscurità non è altro che un pregiudizio che offusca la luce, che non c’è nulla da temere. Ma non è vero. C’è qualcosa da temere. Perché l’oscurità esisterà sempre, sempre. E nell’oscurità dilagherà sempre il Male, l’oscurità racchiuderà sempre zanne e artigli, morte e sangue. E ci sarà sempre bisogno degli strighi. Che possano accorrere sempre dove c’è bisogno di loro. Là da dove giunge un’invocazione di aiuto. Là da dove vengono chiamati. Che possano accorrere, invocati, con la spada in pugno. La spada il cui scintillio trapasserà l’oscurità, la cui luce disperderà le tenebre. Una bella favola, non è vero? E a lieto fine, come tutte le favole che si rispettino.»

[…]

«Qui ci separiamo», la interruppe con dolcezza. «Davanti a te c’è la strada della tua predestinazione. Davanti a me c’è tutt’altro sentiero. Il racconto continua, la storia non finisce mai.»

Un’intervista a Sapkowski di un anno e mezzo fa: http://www.fantasymagazine.it/24292/domande-e-risposte-con-andrzej-sapkowski.

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Il Signore del Caos di Robert Jordan. Dal capitolo 25 al capitolo 30

Rilettura di Il Signore del Caos di Robert Jordan. Spoiler da tutto il romanzo.

25: Come il fulmine e la pioggia

Egwene e le Sapienti discutono dell’arrivo dell’ambasciata di Elaida, poi Egwene va a indagare, scopre che le Aes Sedai incanalano e s’imbatte in Gawyn. Il continuo incanalare, intuiremo poi, ha uno scopo ben preciso: far diventare normale la percezione dell’incanalare in quel luogo in modo che nessuno s’interroghi quando il Potere sarà adoperato davvero per trattenere Rand. Egwene interpreta il suo primo sogno, rendendosi conto che legherà Gawyn come Custode. L’idillio fra i due durerà poco, fino a quando i loro doveri non li chiameranno altrove, ma la forza del sentimento che li lega è evidente. Peccato solo che Gawyn non riesca a fidarsi di Rand.

Le Aes Sedai complottano, noto solo che quella simpaticona di Katherine Alruddin è andata a parlare con un’altra simpaticona, Lady Colavere.

26: Linee collegate

Rand sopravviverà all’Ultima Battaglia? Non so come ha posto la domanda agli Aelfinn, ma la risposta dà di che pensare:

Sapeva di avere una possibilità di sopravvivere, anche se sembrava impossibile. ‘Se vuoi vivere, devi morire’, era una delle tre cose che sapeva dovevano essere vere. Lo aveva sentito nel ter’angreal dove le risposte erano sempre vere, anche se apparentemente non facili da capire.

Mentre ancora sta riflettendo Rand viene attaccato da un gruppo di Manti Bianchi, fra le vittime dell’aggressione c’è una Far Dareis Mai, Desora.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara, in La grande caccia. 2 e 3.

Dena, la donna di cui è innamorato Thom, in La grande caccia. 4.

Ingtar in La grande caccia. 5.

Leya, la Calderaia in Il Drago rinato. 6.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra, scoprendo che non può realmente fare tutto. 8.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. 9.

Il padre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 10.

La madre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra . 11.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni, in L’ascesa dell’Ombra. 12.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 13.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 14.

Zio Edward, fratello del padre di Perrin. Sua moglie, zia Madge, e i loro tre figli in L’ascesa dell’Ombra. 15, 16, 17, 18 e 19.

Zia Neain, vedova, e i suoi due figli in L’ascesa dell’Ombra. 20, 21 e 22.

La prozia Ealsin in L’ascesa dell’Ombra. 23.

Owein, custode di Alanna, in L’ascesa dell’Ombra. 24.

Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, della banda di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35.

Visto che sono 27 in tutto, e noi abbiamo undici nomi, ci sono altri sedici morti, che portano il totale a 51.

La madre di Aram in L’ascesa dell’Ombra. 52.

Alric, custode di Siuan, in L’ascesa dell’Ombra. 53.

Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca in L’ascesa dell’Ombra. 54 e 55.

Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 56

Teodora, sorella di Kadere, in I fuochi del cielo. 57.

Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. 58.

Ilyena. Lo so, è morta all’inizio di L’Occhio del Mondo, ma Rand ha iniziato a piangerla adesso. Il nome di Ilyena finirà pure nella lista delle donne morte per Rand, quindi perché dovrei escluderla io? 59.

Melidhra, Fanciulla della Lancia uccisa da Mat in I fuochi del cielo. 60.

Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. 61.

Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. 62.

Pevin ,il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn. 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage in Il Signore del Caos. 64 e 65.

Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. 66.

Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. 67.

L’imboscata lascia sei vittime sul terreno oltre a Desora, di cui tre Aiel (e uno è una Fanciulla). Anche la morte delle persone comuni ferisce Rand.

Si era trattato di una morte rapida, una piccola grazia. Inginocchiandosi la voltò con la massima gentilezza; il dardo spuntava dal petto. Era una donna con il volto squadrato, di mezza età, con un po’ di grigio fra i capelli. Gli occhi scuri erano spalancati; sembrava sorpresa. Rand non sapeva come si chiamasse, ma ne memorizzò il volto. Era morta perché si trovava nella stessa strada con lui.

Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. 68.

Rand incolpa dell’aggressione Peron Niall, ipotesi in sé ragionevole se non fosse che normalmente i Manti Bianchi non sono trasandati, mentre qui Rand vede

Un mantello bianco e consumato, intriso di grasso, con un sole dorato ricamato sul petto.

Si tratta di uomini al servizio di Padan Fain.

Una nuova lezione di storia si sofferma su Ishara e sul passato di Andor, facendoci capire che Elayne e Rand non sono parenti.

27: Regali

Ancora fraintendimenti fra Egwene e Rand, quanto sarebbero state più semplici le cose se avessero continuato a vedersi come persone e non come ruoli? Non è facile, lei sa che lui è destinato a impazzire, lui deve tenere a bada Lews Therin – per me in qualche modo è sempre stato distinto da Rand – e vede in lei troppi schemi della Torre Bianca. Ogni tanto ci provano, sanno di volersi bene, ma finiscono sempre con l’irritarsi a vicenda e dire qualche sciocchezza.

Le emissarie di Elaida non fanno una gran figura ma non era quello il loro scopo, volevano solo abituare Rand alla loro presenza, fargli abbassare la guardia. E si presentano con dei grossi bauli.

«Comunque, anche le Rosse potrebbero finire per seguirmi. Conoscono le Profezie bene come chiunque altro. ‘La torre immacolata si spezza e si inginocchia davanti al simbolo dimenticato’. Scritta prima che esistesse la Torre Bianca, ma cos’altro potrebbe significare ‘la torre immacolata’? E il simbolo dimenticato? La mia bandiera, Egwene, con l’antico stemma delle Aes Sedai.»

Il Ciclo Karaethon ha dimenticato un dettaglio: le Aes Sedai che si inginocchiano davanti a Rand lo fanno perché obbligate, non per scelta. E qui Elaida non ha nessun obbligo…

28: Lettere

Chiacchiere, lettere (io propongo di affondare le navi del Popolo del Mare con tutto il Popolo del Mare a bordo, proprio non li sopporto), Sulin in livrea, un Uomo Grigio bloccato da Rand e ammazzato da Taim. Tutto ordinario, insomma.

Per chiudere in bellezza trascorriamo un po’ di tempo con Padan Fain, che ci conferma di essere il responsabile dell’imboscata di due capitoli prima.

29: Fuoco e Spirito

Frustrazione, frustrazione, frustrazione… bang! Guarigione.

Jordan ci ha raggirati per bene, ci ha fatto vedere quanto è snervante la vita a Salidar per Elayne e Nynaeve e poi, senza che ce ne accorgiamo, guarisce Logain. Grandioso!

In Randland devono rivedere la definizione di impossibile.

30: Guarire di nuovo

Jordan è lento? Ok, Jordan è lento. Siamo nel bel mezzo del sesto, voluminoso romanzo e ancora non siamo a metà saga. Il desiderio di Nynaeve di guarire domatura e quietatura era stato citato più volte, indizi ce n’erano, ma il momento e il modo in cui lo fa sono straordinari. Il terreno è stato preparato bene, e nonostante questo il lettore viene colto completamente di sorpresa. E ora abbiamo un collegamento che non ci saremmo aspettati con L’Occhio del Mondo.

«Sai, una volta ho visto un uomo che provocherà più problemi di quanti ne abbia mai creati io. Forse è il vero Drago Rinato, non lo so. È successo quando mi hanno portato attraverso Caemlyn, dopo essere stato catturato. Era lontano, ma ho visto un… bagliore, e sapevo che avrebbe scosso il mondo. Chiuso in gabbia, non ho potuto fare a meno di ridere.»

A cosa si riferisce Logain?

Quando il carro varcò le porte del Palazzo, Logain si girò a guardare la ressa. La folla gridò contro di lui, un verso inarticolato, un’onda di puro odio animalesco e di paura. Logain gettò indietro la testa e rise, mentre il Palazzo lo inghiottiva.

Rand è stupito, non è mai stato in una città grande e meravigliosa come Caemlyn, è lontano dai suoi amici, al di là di un Mat corrotto dal pugnale di Shadar Logoth, non sa di chi potersi fidare visto che parecchie persone e altre creature hanno già cercato di ammazzarlo. Per lui Logain è una visione da ricordare, qualcosa che incute paura oltre a destare curiosità. L’uomo è un mistero, con la sua risata che potrebbe quasi sembrare folle. E per qualche tempo noi, lettori ignari che ancora non sappiamo che Jordan non dimentica mai un personaggio una volta che l’ha portato in scena, crediamo che il ruolo di Logain sia terminato. Sbagliato, e ora abbiamo anche l’occasione di rivivere l’episodio dal suo punto di vista. Logain, come pochi altri, ha il talento di vedere i ta’veren.

Le Aes Sedai accorse fanno arrabbiare abbondantemente Nynaeve in modo da indurla a guarire di nuovo, in questo caso Siuan e Leane. Mi spiace che loro non abbiano riacquistato la piena forza, anche se questo è stato voluto da Jordan per dare spazio a Egwene oltre che per mostrare che a volte con l’astuzia si possono ottenere risultati maggiori che con l’uso della forza. In una sessione autografi Jordan ha spiegato che questo tipo di guarigione riguarda il genere delle persone coinvolte: una donna che guarisce un uomo gli restituisce la piena forza, così come un uomo che guarisce una donna, ma se guaritore e guarito sono dello stesso sesso il guarito è molto più debole che in partenza. Saidin e saidar ancora una volta funzionano in modi diversi.

Non lo vediamo, ma Siuan non riesce a convincere le Aes Sedai a restituirle lo scranno dell’Amyrlin, solo lo scialle. Lei resta una Blu, Leane non sorprendentemente opta per la Verde. Non è solo il comportamento da quando era stata quietata, già in La Grande Caccia aveva fatto un commento ozioso sul fatto che era un peccato non poter cambiare Ajah di appartenenza per prendere più Custodi.

La gerarchia basata sulla forza nell’Unico Potere ha una sua logica, ma ha senso qui, nella Terza Era. Nell’Epoca Leggendaria, quando era possibile creare angreal e sa’angreal, oggetti capaci di aumentare la forza nell’Unico Potere, la forza del singolo incanalatore non era davvero importante, importavano di più le capacità, la finezza, cose che non potevano essere aumentate artificialmente. In più grandi circoli di Aes Sedai potevano avere una forza anche maggiore di una singola persona con un angreal. La gerarchia basata sulla forza è legata alla decadenza, alla perdita di conoscenze un tempo date per scontate.

L’amicizia fra Siuan e Delana sarebbe stata molto più bella se Halima, aka Aran’gar, non ci avesse rivelato che Delana è una Nera.

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Melinda Snodgrass e il mondo di Wild Cards

Sono anni che si parla di adattare la serie Wild Cards per il piccolo o per il grande schermo. La serie, ideata da George R.R. Martin, negli Stati Uniti prosegue il suo cammino editoriale da oltre trent’anni. In Italia siamo fermi al nono volume, Il castello di cristallo, pubblicato nel 2014. Nel suo blog Martin ha parlato di ristampe di libri introvabili, di una collezione di racconti già pubblicati su internet (Full House, con testi di Daniel Abraham, Cherie Priest, David D. Levine, Walter Jon Williams, Paul Cornell, Carrie Vaughn (x2), Caroline Spector, Stephen Leigh, Melinda M. Snodgrass e altri) che prossimamente arriverà in libreria, ma anche di tre libri totalmente inediti, indicati genericamente come il 28, il 29 e il 30. Decisamente due mondi diversi.

Quanto alla serie televisiva Martin rimanda i suoi lettori a un messaggio della Snodgrass che potete leggere qui: http://www.wildcardsworld.com/its-a-long-and-winding-road/.

Io non ho tempo quindi non lo traduco, mi limito a riportare una frase che mi è piaciuta e che vale come consiglio di scrittura:

As I tell students when I teach screenwriting classes: plot is the shit that happens, theme is why it matters.

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Il Signore del Caos di Robert Jordan. Dal capitolo 15 al capitolo 24

Rilettura di Il Signore del Caos di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

Capitolo 15: Un cumulo di sabbia

Quando leggo La Ruota del Tempo sono sempre affascinata. Jordan era bravissimo a rendere affascinanti i personaggi fino a farmi immedesimare in loro. Il ritmo procede lento, ma è così che lui scriveva, e se anche ero frustrata per alcune cose che facevano, o che capitavano loro, era comunque una frustrazione per quel tipo di avvenimenti, ma l’interesse c’era sempre. Commentare capitoli così però è noioso, e pure complicato se ormai è passato qualche tempo da quando li ho letti e i dettagli si sono un po’ sfumati nella mia mente. E poi da quando il lettore ebook mi ha dimostrato che non è detto che i miei appunti rimangano lì fino a quando interessano a me ho smesso di prenderne, quindi non posso neppure citare passaggi significativi. Al di là di alcuni sogni. Parlando di Gawyn

Lui in ginocchio mentre lei gli prendeva la testa fra le mani.

Qualche capitolo più avanti Egwene riuscirà a interpretare questo sogno: lo legherà come suo custode, anche se la cosa sarà un po’ più drammatica di lui che si inginocchia e lei che instaura il legame.

In un altro ancora Gawyn stava chiudendo una porta ed Egwene sapeva che se l’avesse chiusa totalmente facendo svanire la luce, lei sarebbe morta.

Mai creduto che Gawyn avrebbe fatto del male a Egwene, neppure nei momenti in cui lui era più arrabbiato con Rand. Questo, con relativa visione di Min, mi sembra quasi un dettaglio messo solo per creare incertezza nel lettore, ma io dubbi non ne ho mai avuti.

Perrin si ergeva davanti a lei con un lupo sdraiato ai suoi piedi, uno sparviero e un falco sulle spalle che si guardavano furiosi sopra la sua testa.

L’unico che non crea problemi è il lupo, lo sparviero (Berelain) si dimostrerà molto più in gamba di quanto questo romanzo possa far immaginare, ma i suoi giochetti con Perrin sono davvero irritanti, come irritante è la gelosia del falco (Faile).

Perrin non ne pareva consapevole, aveva invece cercato di gettare l’ascia, fino a quando non era corso via con l’arma che fluttuava in aria inseguendolo.

L’ascia. Perrin ha davvero un bel po’ di problemi con lei.

Perrin, che dava le spalle a un Calderaio e fuggiva

Aram, accidenti! Una delle colpe più grosse di Masema (a parte aver devastato territori immensi e aver ammazzato chissà quante persone) è stata l’aver fatto il lavaggio del cervello ad Aram. Odio i fanatici, di qualsiasi tipo siano. Quanto ad Aram è davvero una foglia perduta, incapace di trovare pace.

Mat, che parlava una strana lingua che lei capiva quasi – pensava fosse la lingua antica – e con due corvi appollaiati sulle spalle, gli artigli che affondavano nella giubba per penetrare nella carne. Non ne pareva consapevole come non lo era Perrin del falco e dello sparviero, ma aveva un’espressione di sfida e di tetra accettazione.

Lingua Antica, certo. I corvi, pensiero e memoria, si trovano sull’Asharandei e giustificano il suo titolo di Principe dei corvi, mentre il suo rapporto con Tuon è impostato su sfida e tetra accettazione. Peccato solo che Tuon poi sia diventata Fortuona, se prima mi piaceva da quel momento in poi è diventata troppo insopportabilmente Seanchan.

In un altro sogno, una donna con il volto nascosto dall’ombra faceva cenno a Mat di inoltrarsi in un grande pericolo; Egwene non sapeva di cosa si trattasse, solo che era mostruoso.

Direi Moiraine dalla sua prigione nella Torre di Genjei.

Alcuni sogni riguardavano Rand, e non erano tutti brutti, ma comunque strani. Elayne che lo costringeva a inginocchiarsi a forza spingendolo con una mano. Elayne, Min e Aviendha, sedute in un circolo silenzioso intorno a lui, che a turno protendevano una mano e l’appoggiavano su di lui.

Il momento in cui tutte e tre lo legano a sé.

Rand che camminava verso una montagna infuocata, con qualcosa che scricchiolava sotto i suoi piedi. Egwene si agitò e piagnucolò: le cose che scricchiolavano erano i sigilli della prigione del Tenebroso, che si frantumavano a ogni passo di Rand. Egwene lo sapeva. Non aveva bisogno di vederli per saperlo.

Nell’Ultima Battaglia Rand si recherà sopra e poi dentro una montagna, e la stessa Egwene farà rompere i sigilli. Il resto sono solo incubi.

Egwene ha ancora i mal di testa e cerca di capire sempre meglio il Mondo dei sogni, mentre Elayne e Nynaeve continuano a essere bloccate a Salidar. Andiamo avanti.

16: I racconti della Ruota

Finalmente racconti davvero importanti, che invece di piantare semi per il futuro chiariscono il passato. Prima c’è l’incontro con una manciata di nobili, ed è una fortuna che Dyelin sia così incrollabilmente fedele ad Elayne. Mi ero dimenticata, all’arrivo di Elayne a Caemlyn, che Dyelin si era dichiarata per lei fin dall’inizio, uno dei problemi collaterali del leggere i libri nell’arco di un tempo lunghissimo. Quello che mi interessa comunque è il suo resoconto di fatti avvenuti una ventina d’anni prima:

La donna esitò, quindi sospirò. «Suppongo che non importi. Un giorno dovrai spiegarmi come fai ad avere genitori aiel pur essendo stato cresciuto ad Andor. Venticinque anni fa, o forse più, l’Erede al Trono di Andor scomparve durante la notte. Si chiamava Tigraine. Si lasciò alle spalle un marito, Taringail, e un figlio, Galad. So che è una pura coincidenza, ma rivedo Tigraine nel tuo volto. È stato un duro colpo.»

Adesso anche Rand era colpito. Sentiva freddo. Parti del racconto che gli avevano fatto le Sapienti gli turbinavano in testa… una giovane abitante delle terre bagnate dai capelli biondo oro, vestita di seta… un figlio che amava, un marito che non amava… Shaiel era il nome che aveva scelto. Non ne aveva mai dato un altro. Le assomigli. «In quali circostanze è svanita Tigraine? Mi interessa la storia di Andor.»

«Ti sarei grata se non la chiamassi storia, mio Lord Drago. Ero una ragazza quando accadde, ma già più di una bambina, e trascorrevo molto tempo a palazzo. Una mattina Tigraine scomparve e non l’abbiamo mai più rivista. Alcuni sostenevano che vi fosse lo zampino di Taringail, ma l’uomo era mezzo impazzito per il dolore. Taringail Damodred voleva più di ogni altra cosa al mondo vedere la propria figlia Erede al Trono di Andor e il figlio re di Cairhien. Taringail era Cairhienese. Quel matrimonio era servito per mettere fine alle guerre tra i due regni, ma la scomparsa di Tigraine fece pensare che Andor volesse interrompere la tregua, e questo li portò a tramare in quel modo tipico dei Cairhienesi e il tutto portò all’Orgoglio di Laman. Naturalmente sai in cosa sia sfociato» aggiunse asciutta. «Mio padre dice che fu tutta colpa di Gitara Sedai.»

«Gitara?» C’era da stupirsi che non avesse la voce strozzata. Aveva sentito quel nome più di una volta. Era stata un’Aes Sedai di nome Gitara Moroso, una donna con il dono della Predizione, che aveva annunciato la rinascita del Drago sulle pendici di Montedrago, dando il via alla ricerca di Siuan e Moiraine. Era stata Gitara Moroso a dire anni prima a ‘Shaiel’ che se non fosse fuggita nel deserto, senza farne parola con nessuno, e non fosse divenuta una Fanciulla della Lancia, sarebbe accaduto un disastro ad Andor e nel mondo.

Dyelin annuì, vagamente spazientita. «Gitara era consigliera della regina Modrellein,» disse in tono vivace «ma trascorreva più tempo con Tigraine e Luc, il fratello di lei, che con la regina. Dopo che Luc si diresse a nord, per non fare mai più ritorno, si mormorò che Gitara lo avesse convinto che la sua fama o forse il suo destino si celasse nella Macchia. Altri dicevano invece che il vero motivo era che vi avrebbe trovato il Drago Rinato, o che l’Ultima Battaglia dipendeva dalla sua partenza. Fu circa un anno prima della scomparsa di Tigraine. Io personalmente dubito che Gitara avesse avuto a che fare con quegli eventi o con Luc. Rimase consigliera della regina fino alla morte di Modrellein. Di crepacuore, per la scomparsa di Luc e Tigraine, come si racconta. Il tutto diede il via alla successione.» Osservò gli altri, che cambiavano posizione e si guardavano intorno con sospetto e impazienza, ma non poté fare a meno di aggiungere un’altra cosa. «Avresti trovato un’Andor diversa senza questi eventi. Tigraine regina, Morgase solo somma signora della Casata Trakand, Elayne mai nata. Morgase sposò Taringail dopo aver ottenuto il trono. Chi può dire quali altri cambiamenti ci sarebbero stati?»

Guardandola unirsi agli altri e andare via, pensò a un’altra cosa che sarebbe stata diversa. Lui non si sarebbe trovato ad Andor, perché non sarebbe nato. Tutto si ripiegava su sé stesso in circoli infiniti. Tigraine si recò nel deserto in segreto, la cosa indusse Laman ad abbattere Avendoraldera, un dono degli Aiel, per costruire un trono, atto che fece valicare la Dorsale del Mondo agli Aiel per ucciderlo – era il loro unico scopo, anche se le nazioni la chiamarono la Guerra Aiel – e con gli Aiel giunse una Fanciulla di nome Shaiel, morta durante il parto. Così tante vite erano cambiate, finite, perché la donna potesse partorirlo al momento e nel posto giusti, morendo nel farlo.

Gitara Moroso, la stessa Aes Sedai che in seguito avrebbe profetizzato la nascita di Rand su Montedrago e che sarebbe morta profetizzando, ha inviato Tigraine nel deserto consentendo la nascita di Rand e dicendo a Tigraine stessa quanto bastava per farla tornare a Ovest a partorire. Non capisco il senso di mandare Luc nella Macchia, visto che poi Luc sarebbe stato unito a Isam dal Tenebroso in un unico essere denominato l’Assassino. Elaida con le sue doti profetiche aveva saputo che la linea reale di Andor sarebbe stata determinante per vincere l’Ultima Battaglia, ma come al solito ha sbagliato l’interpretazione. Quella che era davvero importante era la vecchia linea reale, quella del momento in cui Elaida ha avuto la profezia, e che quindi passando dalla regina Modrellein discende alla figlia di lei Tigraine e quindi al figlio Rand. Il Drago. La nuova regina, Morgase, e sua figlia, Elayne, saranno sì importanti, ma la loro importanza impallidisce rispetto a quella di Rand.

Per chiudere Sammael ci dimostra come fare i messaggeri possa essere spiacevole.

17: La Ruota di una vita

Berelain si dimostra capace di governare, evidentemente il fatto di sfruttare il suo corpo è solo una delle armi che usa, quando serve, ma ha un cervello di prim’ordine. Peccato che a volte decida di provare a sedurre qualcuno (Perrin) per puro capriccio, non ci fosse stato tutto lo stupido bisticcio con Faile l’avrei apprezzata molto di più. Ji’e’toh a volte porta in scena situazioni interessanti, ma davvero troppi personaggi non lo capiscono (e davvero a volte è assurdo).

Mangin, grrr!

«La prossima volta che qualcuno commette un omicidio, non aspettate il mio arrivo. Dovete far rispettare la legge!» In questo modo forse non avrebbe dovuto uccidere un’altra volta un uomo che conosceva e apprezzava. Ma lo avrebbe fatto, se avesse dovuto. Lo sapeva, e la cosa lo rattristava. Che cos’era diventato?

Una delle innumerevoli cose che feriscono Rand. A volte il dovere è più pesante di una montagna, ma non per questo può essere evitato. Mungin sarà impiccato, scherzando perché lui è un Aiel e come tale non ha paura di svegliarsi dal sogno, qualche capitolo più avanti, ma io lo conto qui, quando Rand viene ferito dalla sua morte. Non ho contato invece i morti citati nel quindicesimo capitolo, i morti in una guerra, anche in una bolla di male, vanno dati per scontati, e se non c’è un motivo particolare per cui la loro morte è importante allora sono solo danni collaterali.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara, in La grande caccia. 2 e 3.

Dena, la donna di cui è innamorato Thom, in La grande caccia. 4.

Ingtar in La grande caccia. 5.

Leya, la Calderaia in Il Drago rinato. 6.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra, scoprendo che non può realmente fare tutto. 8.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. 9.

Il padre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 10.

La madre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra . 11.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni, in L’ascesa dell’Ombra. 12.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 13.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 14.

Zio Edward, fratello del padre di Perrin. Sua moglie, zia Madge, e i loro tre figli in L’ascesa dell’Ombra. 15, 16, 17, 18 e 19.

Zia Neain, vedova, e i suoi due figli in L’ascesa dell’Ombra. 20, 21 e 22.

La prozia Ealsin in L’ascesa dell’Ombra. 23.

Owein, custode di Alanna, in L’ascesa dell’Ombra. 24.

Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, della banda di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35.

Visto che sono 27 in tutto, e noi abbiamo undici nomi, ci sono altri sedici morti, che portano il totale a 51.

La madre di Aram in L’ascesa dell’Ombra. 52.

Alric, custode di Siuan, in L’ascesa dell’Ombra. 53.

Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca in L’ascesa dell’Ombra. 54 e 55.

Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 56

Teodora, sorella di Kadere, in I fuochi del cielo. 57.

Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. 58.

Ilyena. Lo so, è morta all’inizio di L’Occhio del Mondo, ma Rand ha iniziato a piangerla adesso. Il nome di Ilyena finirà pure nella lista delle donne morte per Rand, quindi perché dovrei escluderla io? 59.

Melidhra, Fanciulla della Lancia uccisa da Mat in I fuochi del cielo. 60.

Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. 61.

Lamelle, Fanciulla uccisa da un Trolloc a Caemlyn. 62.

Pevin ,il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn. 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage in Il Signore del Caos. 64 e 65.

Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. 66.

18: Un assaggio di solitudine

In un primo momento avevo preso la scuola di Rand per un elemento marginale, invece ha la sua importanza sia per il desiderio di Rand di costruire invece che distruggere sia perché alcune invenzioni si dimostreranno utili. Breve conversazione con Herid Fel, avrei voluto vederne di più. Notare comunque che Rand sta già interrogandosi sulla rottura dei sigilli.

Mi spiace vedere che Egwene e Rand si allontanano senza capire che entrambi stanno cercando di agire per il bene dell’altro.

19: Questioni di toh

Sorvolo su chiacchiere, viaggi e toh, e mi soffermo brevemente sui sogni.

«Melaine e Bair ti hanno sognato su una nave,» raccontò, e quella parola era ancora difficile per lei, anche dopo tutti i mesi trascorsi con gli abitanti delle terre bagnate «con tre donne dal viso non distinguibile e una scala di corda che ondeggiava da una parte all’altra

La finta morte di Rand al termine di Memoria di luce? Artù è stato portato su una barca ad Avalon nel momento della scomparsa, Rand avrebbe dovuto andare via allo stesso modo? Le donne suppongo siano Elayne, Min e Aviendha.

Melaine e Amys hanno sognato un uomo in piedi al tuo fianco che ti appoggiava un pugnale contro la gola, ma tu non potevi vederlo.

La prima associazione è con un Uomo Grigio, ma non vedere un uomo può significare non riconoscere un nemico che gli è vicino, che sia Dashiva o Mazrim Taim cambia poco.

Bair e Amys ti hanno sognato mentre con la spada tagliavi in due le terre bagnate.

Le terre bagnate in effetti saranno divise in due, metà dietro a Rand e l’altra metà dietro a Tuon.

20: Dallo stedding

Tre Ogier arrivano da Rand, concretizzando i peggiori timori di Loial circa una moglie. O forse non proprio i peggiori visto che Erith gli piace.

21: A Shadar Logoth

Buffo che Rand prometta di dare un passaggio agli Ogier, di avvicinarli a Loial, e che di fatto li allontani. Una delle tante conseguenze della mancanza di comunicazione fra i personaggi, anche se è vero che senza cellulari o camminatrici dei sogni è difficile mantenersi in contatto. Sulin incorre in un toh, gli Ogier chiudono una Porta e Liah sceglie il posto sbagliato per andare a farsi un giro. Per ora non la conto perché è ancora viva, anche se Rand non lo sa. Il suo compito, come già aveva scoperto Perrin, è prendersi cura dei viventi.

22: Verso sud

In una pausa del viaggio Mat guarda la sua lancia.

Così il trattato è stato scritto; così l’accordo raggiunto.

Il pensiero è la freccia del tempo; le memorie non scompaiono mai.

Ciò che è stato chiesto, è stato concesso. Il prezzo è pagato.

Egli ha ottenuto il peggio da quel patto.

Mat voleva un modo per andarsene dai reami di Aelfinn ed Eelfinn e l’ha ottenuto, anche se l’ha pagato a caro prezzo. Ha anche ottenuto memorie che non scompaiono e che saranno fondamentali in futuro ancor più di quanto lo sono state a Cairhien.

Alcuni Aiel aggrediscono Rand, la Progenie dell’Ombra (Trolloc, Fade, Gholam e affini) chissà perché non può Viaggiare, cosa che rende la vita molto più semplice ai protagonisti. In effetti quando si inventa qualcosa come il Viaggiare bisogna mettere dei limiti, altrimenti tutta la struttura del mondo crolla. Già con le Vie i Trolloc fanno un bel po’ di danni. Muoiono oltre venti uomini di Mat nel breve scontro. Alla fine Olver fa nuovamente la sua comparsa.

23: Capire un messaggio

Graendal e Sammael complottano.

«Asmodean e Lanfear sono morti, e penso che anche Moghedien lo sia.» Graendal fu sorpresa di sentire la propria voce, rauca e tremante.

Graendal è certa della morte di Asmodean, piccola indiretta conferma del fatto che l’assassino è lei. La scomparsa di Lanfear è stata vista da troppe persone perché ne possano dubitare, anche se il Tenebroso riuscirà a riportarcela in mezzo ai piedi, mentre Moghedien è temporaneamente fuori gioco. Scoprire che Mesaana è alla Torre Bianca però mi aveva stupita e preoccupata molto, anche se la sorpresa me la potevo risparmiare. I Reietti cercano di consolidare il loro potere e la Torre Bianca è un centro di potere come un altro, anzi più importante di molti altri.

24: Un’ambasciata

Egwene vaga per Cairhien e vede arrivare le emissarie di Elaida. Per certi versi ormai è davvero un’Aiel, cosa che le servirà quando sarà prigioniera nella Torre.

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