Robert Jordan, The Eye of the World

The Wheel of Time turns, and Ages come and pass, leaving memories that become legend. Legend fades to myth, and even myth is long forgotten when the Age that gave it birth comes again. In one Age, called the Third Age by some, an Age yet to come, an Age long past, a wind rose in the Mountains of Mist. The wind was not the beginning. There are neither beginnings nor endings to the turning of the Wheel of Time. But it was a beginning.

Non avete mai letto La Ruota del Tempo di Robert Jordan? Male! Io come faccio a parlarne se non c’è nessuno che mi legge?

Va bene, sarò sincera. Ne parlerò – o meglio scriverò – comunque, per i semplici fatti che mi piace scrivere e che La Ruota del Tempo è una delle storie che mi piace di più.

Quella che trovate qui sopra è la prima frase del romanzo, quella con cui – prologo a parte – inizia ciascun romanzo della saga. Cambia la località da cui ha origine il vento, ma quella frase per i lettori di La Ruota del Tempo è speciale. Siamo lì, in Randland, e vogliamo sapere se il Drago sconfiggerà il Tenebroso, e se nel farlo distruggerà il mondo. Quando anche una vittoria può sfociare nella distruzione totale le cose non sono affatto semplici.

La Ruota del Tempo è una saga lunga, quattordici romanzi di lunghezza compresa fra le 700 e le 1200 pagine (più un prequel che di pagine ne conta solo 350). Sarà per questo che sul blog di Tor/Forge è stato pubblicato un estratto breve, solo 18 capitoli. Manca il prologo (sul blog, ma se scaricate il file epub c’è pure lui, Dragonmount), ma l’estratto va dal primo capitolo, An Empty Road, al diciottesimo, The Caemlyn Road. Sono ben 286 pagine in un libro di 791. Più che abbastanza per farsi un’idea di come scriveva Jordan, anche se su alcuni aspetti l’esperienza lo ha portato a migliorare. Non davvero abbastanza per capire come è strutturata la storia, perché se qui c’è la classica quest la saga arriverà a espandersi a tal punto da divenire diversissima da questo primo romanzo pur restandone una naturale evoluzione. Il protagonista diventerà il mondo, di cui qui si vedono solo accenni. Jordan impiegava il suo tempo per andare in qualsiasi posto, ma quando ci arrivava il risultato era straordinario. È straordinario, ancora adesso. Se volete farvi un’idea (incompleta, forzatamente incompleta) della saga non avete che da cliccare qui, sedervi comodi e lasciare che il vento si alzi: http://www.torforgeblog.com/2017/01/31/the-eye-of-the-world-chapters-1-18/.

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Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi al Laboratorio Formentini per l’Editoria

Fantastico - copDEFLa letteratura fantastica per ragazzi ha conosciuto, negli ultimi quindici anni, uno straordinario successo editoriale. In parte grazie al cinema, che ne ha amplificato la portata, a volte semplicemente con la riscoperta di vecchi classici; dato che l’interesse per questo tipo di narrativa, sempre un po’ ai margini del mondo della cultura “ufficiale”, aveva già subito un picco difficilmente negabile, l’offerta nelle librerie di testi fantastici è aumentata ulteriormente. Lungi dal rappresentare una fuga dalla realtà, il Fantastico è in grado di trattarne gli aspetti fondamentali, tragici e dolorosi o brillanti e gioiosi, e di evidenziarne quei riti di passaggio che durante la crescita si sentono più vicini. Infine, trasfigurandoli nelle sue potentissime metafore, riesce a comunicare tutto ciò a mente, cuore e anima del lettore, un risultato che nessun altro genere è stato in grado di realizzare.

Lunedì 6 marzo, alle 18.30 si terrà presso il Laboratorio Formentini per l’Editoria, in via L. Formentini 10 a Milano (metro verde M2 fermata Lanza), Letteratura fantastica per ragazzi: luci, ombre, pregiudizi, un dialogo che offre le diverse prospettive di un gruppo di esperti il cui lavoro è confluito nel volume antologico Il fantastico nella letteratura per ragazzi (Runa Editrice, 2016). Studiando le saghe fantastiche per ragazzi che hanno cambiato il volto dell’editoria negli ultimi quindici anni, da Harry Potter a Twilight, da Hunger Games alle Cronache del Mondo Emerso, emerge un quadro d’insieme di stili, tendenze e tematiche che svelano il “peso” dietro l’apparente levità dei libri per i più giovani. Interverranno: Pia Ferrara (giornalista, saggista esperta di letteratura per ragazzi), Martina Frammartino (libraia, saggista, esperta di letteratura fantasy), Paolo Gulisano (saggista, esperto di letteratura fantastica), Marina Lenti (saggista, esperta di letteratura fantastica) e Chiara Segré (saggista, esperta di letteratura per ragazzi).

Il Laboratorio Formentini per l’editoria è uno spazio per la valorizzazione del lavoro editoriale. In questo particolare momento storico, e nella città italiana in cui da sempre si produce e si consuma la percentuale più alta del prodotto libro, è diventata quanto mai un’urgenza dare spazio ai protagonisti della filiera della lettura, dare loro voce per raccontare le storie del passato, guardare alle professioni del futuro, ospitare le esperienze internazionali e promuovere l’eccellenza culturale italiana nel mondo.

Gli spazi destinati a questo progetto sono stati messi a disposizione dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura all’interno del progetto Copy in Milan, con la partecipazione di Mibact, Centro per il libro e la lettura, Maeci, Regione Lombardia e il sostegno di Fondazione Cariplo. Gli spazi del Laboratorio sono affidati a Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, istituzione da anni impegnata nella promozione della cultura editoriale, affinché li metta a disposizione del distretto culturale editoriale milanese. Il sito ufficiale: http://www.laboratorioformentini.it/.

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Il Signore del Caos di Robert Jordan. Il prologo

Il signore del caos neIn un’occasione David Eddings ha consegnato a Lester del Rey un romanzo contenente un prologo che sfiorava le 30 pagine. Laster non ha gradito e gli ha detto che avrebbe tagliato pesantemente qualsiasi prologo che avesse superato le otto pagine. Mi sa che Harriet McDougal, editor di Robert Jordan, ha criteri un po’ diversi, altrimenti non si spiega la lunghezza dei prologhi di La Ruota del Tempo a partire da Il Signore del Caos in poi. Non che lei non conosca il valore della sintesi, una volta ha provato a dire a colui che sarebbe diventato suo marito che il romanzo che aveva scritto era troppo lungo, e ha pure provato a indicare alcune scene che potevano tranquillamente essere tagliate. Quando lui le ha spiegato l’utilità che avrebbero avuto quelle scene un certo numero di libri più avanti – Jordan può essere criticato sotto tanti aspetti, ma certo vedeva le cose in grande – lei ha optato per un’altra soluzione: tagliare tre parole (o erano tre frasi? Non ricordo, e ritrovare la frase originale sarebbe troppo lungo) in ogni singola pagina del romanzo. Se vi sembra che La Ruota del Tempo sia troppo lunga, pensate alla sua lunghezza senza la cura Harriet. E pensate che io sono riuscita a scrivere un bel po’ di righe senza neppure entrare nel prologo. Sono proprio una fan di Jordan!

Rilettura di Il signore del caos di Robert Jordan.

I leoni cantano e le colline prendono il volo.

La luna di giorno e il sole di notte.

Donna cieca, uomo sordo, corvo stolto.

Lasciamo che il Signore del Caos governi.

Cantilena tratta da un gioco infantile

sentita a Gran Aravalon

Epoca quarta

Che bello, posso citarvi la Ta’kiena?

Quando il fuoco errante

Colpirà il cuore della pietra,

Lo seguirai?

Quando il fuoco errante

Colpirà il cuore della pietra,

Lo seguirai?

Lascerai la tua casa?

Quando il fuoco errante

Colpirà il cuore della pietra,

Lo seguirai?

Lascerai la tua casa?

Lascerai la tua vita?

Quando il fuoco errante

Colpirà il cuore della pietra,

Lo seguirai?

Lascerai la tua casa?

Lascerai la tua vita?

Prenderai… la Strada più Lunga?

Anche questa è la cantilena di un gioco infantile, che alcuni bambini cantano in La strada dei re di Guy Gavriel Kay. Solo che più che un gioco questa è una memoria antica, e quando il fuoco errante colpirà davvero il cuore della pietra qualcuno sarà costretto a lasciare la sua vita per incamminarsi sulla strada più lunga. Mai sottovalutare i giochi dei bambini. In La Ruota del Tempo per esempio non bisogna sottovalutare Serpenti e Volpi, ed è meglio non lasciare troppo spazio al Signore del Caos.

Prologo: Il primo messaggio

Demandred. Quanto a lungo ci siamo interrogati su cosa stesse facendo? Alla fine lo scopriamo, e non è una sorpresa piacevole. Se volete saperne di più l’antologia Unfettered comprende il racconto River of Souls, dedicato proprio alle attività di Demandred dopo l’uscita dal Foro. Queste pagine si limitano a preoccuparci alquanto, a presentarci Shaidar Haran e a dirci che non è stato Demandred ad ammazzare Asmodean.

A Salidar Nynaeve ed Elayne hanno ripreso la loro vita da Ammesse, con la prima che è convinta di poter guarire anche la quietatura e la seconda che vorrebbe andare da Rand. Almeno i battibecchi hanno più senso ora che nel periodo intercorso fra Tanchico e Salidar, e la presenza di Siuan e Leane movimenta il tutto.

Ecco com’è che Min va da Rand, lo avevo dimenticato. Le Aes Sedai che compongono l’ambasciata sono Merana Ambrey (verde), Kairen Stang (blu), Rafela Cindar (blu), Seonid Traighan (verde), Faeldrin Harella (verde), Demira Eriff (marrone), Berenicia Morsad (gialla), Masuri Sokawa (marrone) e Valinde Nathenos (bianca), tutti nomi che non mi dicono nulla o quasi. Moghedien almeno in questo periodo si rivela utile.

Faile e Perrin tornano in scena dopo un intero romanzo in cui non li abbiamo visti, con la scena che ci fa vedere come si sono assestate le cose. I problemi per i Fiumi Gemelli sono finiti, ora è tempo di riunirsi alla storia più grande.

L'occhio del mondo neGawyn per certi versi è un problema. Mi è subito piaciuto come fratello di Elayne, e non ho mai dimenticato la prima impressione positiva, ma al momento del colpo di stato di L’ascesa dell’Ombra si è schierato dalla parte di Elaida commettendo un errore gravissimo. Certo, aveva le sue ragioni, ma questo non diminuisce la portata del danno che ha provocato. E ora vuole uccidere Rand. Guardare con diffidenza un personaggio che comunque piace non è semplice, certo Gawyn mi ha inquietata meno, per dirne uno, di Tyrion Lannister, anche perché l’importanza del giovane Trakand all’interno della storia è inferiore rispetto a quella del Folletto in Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Gawyn non ha l’intelligenza di Tyrion, ma non fa neppure parte di una famiglia a dir poco inquietante. Va bene, neanche il padre di Gawyn era un simpaticone (Taringail, avete presente? Avrebbe ammazzato Morgase per la sua sete di potere se Thom non fosse stato più veloce), ma Gawyn prova a fare del bene. A volte prende cantonate mostruose ma ci prova, mentre il Folletto per parecchio tempo mi ha fatto temere per il suo lato Lannister. Decidere di uccidere il Drago Rinato sapendo che è il Drago Rinato? Complimenti per il progetto! Non per la fattibilità, certo è difficile ma può essere bello vedere qualcuno che pensa in grande, solo che qui forse il pensiero si è interrotto troppo presto. Se qualcuno uccide il Drago, chi affronta il Tenebroso?

Katerine Alruddin che complotta con Sevanna, che bello! E tanto per gradire scopriamo che lei e Galina Casban sono due Nere. Il Signore del Caos si è veramente messo al lavoro. Comunque se le Nere con annessa Elaida vogliono fare un bel po’ di danni, che comprendono anche la morte di Gawyn, è interessante notare la diffidenza fra le Aes Sedai e le Sapienti. Fra i motivi conduttori del romanzo ci sono la difficoltà, quando non impossibilità, di reperire informazioni corrette, la necessità di dover agire sulla base di informazioni incomplete o inesatte, la diffidenza di tutti nei confronti di tutti, il gran numero di segreti che tutti tengono e gli intrighi che tramano, anche quando sono teoricamente dalla stessa parte.

Morgase sta cercando di riprendersi da quel che le ha fatto Rahvin. Ricordiamolo, è stata sotto l’effetto della Compulsione per parecchio tempo, a fatica è riuscita a venirne fuori e si è trovata in un mondo per molti versi diverso da quello che conosceva perché privata di tutta la sua autorità. Attenzione ai personaggi, il leale suddito, Paitr Conel, è in realtà un Amico delle Tenebre. Lo avevamo incontrato già in L’Occhio del Mondo, quando gli spaesati Rand e Mat si stavano recendo a Caemlyn.

Pedron Niall pianifica. Odio i Manti Bianchi, anche quando, come Niall, sono onestamente convinti di fare la cosa giusta. Nel mio odio c’è certamente la consapevolezza che le sue mosse, se pure fatte con l’intento di sconfiggere il Tenebroso, finiscono con l’ostacolare Rand & Co, ma la parte più importante la fa la sua convinzione che il fine giustifica i mezzi, cosa che io non condivido.

I Reietti complottano. Subito dopo c’è la presentazione di Osan’gar e Aran’gar, alias Aginor e Balthamel resuscitati e con un nuovo corpo. Preferivo la vecchia versione, almeno non avevano l’apostrofo nel nome. Per fortuna entrambi avranno un ulteriore nome con cui è più facile chiamarli. L’unica fortuna della nuova condizione, avete presente sotto quali spoglie si presentano? Almeno il prologo è finito e il Signore del caos può governare.

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Novità di febbraio 2017 – seconda parte

 

AAVV, Storie di sangue e di fantasmi, 21 editore, 15,00 €

La quarta di copertina:

Sono qui raccolti dodici racconti di autori italiani interamente dedicati all’horror e al fantastico: Grazia Deledda, “Un grido nella notte”; Salvatore Di Giacomo, “Le bevitrici di sangue”; Iginio Ugo Tarchetti, “I fatali” e “Uno spirito in un; Lampone”; Nino Savarese, “L’allarme dei vivi”; Luigi Pirandello,” La casa del Granella”, “La casa; dell’agonia” e “La camera in attesa”; Luigi Capuana, “Un vampiro” e “Forze occulte”; Camillo Boito, “Il demonio muto”; Giovanni Verga, “Le storie del castello di Trezza”.

 

 

Jean-Claude Carrière e Umberto Eco, Non sperate di liberarvi dei libri, La nave di Teseo, 13,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

Un libro sui libri, una conversazione divertita e divertente, un’appassionata passeggiata lungo duemila anni di storia del libro, attraverso una discussione contemporaneamente erudita e ironica, colta e personale, filosofica e aneddotica. Dalle ragioni per cui una certa epoca genera capolavori al modo in cui funzionano la memoria e la classificazione di una biblioteca, dall’elogio di certe forme di stupidità e leggerezza all’analisi della passione del collezionista. Umberto Eco, insieme a uno degli sceneggiatori più importanti del ‘900, entrambi instancabili bibliofili, risponde con questo volume a chi osa solo immaginare la morte del libro: un’ipotesi impossibile, una minaccia inattuale.

 

 

Angela Carter, Notti al circo, Fazi, 18,00 €

Nuova edizione. La quarta di copertina:

È una notte londinese del 1899 e il tempo si è fermato. In un camerino dell’Alhambra Music Hall, «capolavoro di squallore squisitamente femminile», l’imberbe giornalista americano Jack Walser sta intervistando la star del momento: Fevvers, seducente trapezista vagabonda, un metro e ottantacinque per ottantotto chili, biondissima e dotata di un bel paio di ali. Una vera e propria leggenda. Scorrono fiumi di champagne e la diva racconta la sua vita rocambolesca: abbandonata in fasce sulla soglia di un bordello a Whitechapel e amorevolmente cresciuta dalla baffuta Lizzie, inizia presto a guadagnarsi da vivere prima come statua vivente di Cupido e poi come attrazione in un freak show. Ma Fevvers vuole volare alto. Il suo destino sono le luci della ribalta, e in poco tempo lei e il suo trapezio conquistano i palchi – e i cuori – di tutta Europa. Inizialmente scettico, Walser finisce per soccombere al fascino incontenibile della Venere cockney. Un po’ già innamorato e un po’ in cerca dello scoop della vita, decide di mollare tutto e si unisce al circo. Insieme alla scalcagnata compagnia circense – capitanata da un colonnello del Kentucky e la sua fidata Sybil, una scrofa intelligentissima in grado di fare lo spelling – in viaggio attraverso la Russia vivrà mille peripezie e incontrerà i personaggi più bizzarri, in un esilarante caleidoscopio in bilico fra realtà e fantasia.
Nel 1984, anno della pubblicazione, Notti al circo si è aggiudicato il prestigioso James Tait Black Memorial Prize, il più antico premio letterario inglese. Romanzo più celebre dell’autrice, è una sintesi perfetta della migliore Angela Carter: un concentrato di umorismo pungente, prosa brillante, erotismo, demolizione sistematica dei cliché e un’immaginazione traboccante.

Un estratto: https://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F122072.js&oid=25&c=&m=&l=en&r=https://fazieditore.it&f=pdf

 

 

C.J. Daugherty, Il segreto del fuoco. Night School, Newton Compton, 9,90 €

La quarta di copertina:

Feriti. Dispersi. Ma non sconfitti.
La spia non c’è più, ma il costo è stato alto. I ribelli della Cimmeria Academy hanno perso i loro leader: Lucinda è morta, Carter West è stato rapito. Nathaniel può gustarsi la vittoria, e la Night School rischia di scomparire per sempre. Ma se la battaglia è perduta, la guerra è ancora in bilico: Allie e gli altri sopravvissuti non hanno ancora gettato la spugna. Dovranno ritrovare e salvare Carter, segregato in un luogo inaccessibile, in una feroce corsa contro il tempo e contro la morte. E poi dovranno farla pagare a Nathaniel, strappandogli un potere che rischia di disgregare gli equilibri mondiali. Per Allie è giunto il momento di accettare il proprio destino e di prendere in mano le sorti di una partita pericolosa e molto più grande di lei: in un modo o nell’altro, il gioco dovrà finire.
L’ultimo attesissimo episodio della serie bestseller Night School
Un successo internazionale tradotto in 18 Paesi

 

 

Catherine Egan, La figlia della strega, Il Castoro, 16,50 €

La quarta di copertina:

Julia ha la capacità di rendersi invisibile, un dono molto utile che l’ha resa la migliore ladra e spia della città di Spira. Ma che può rivelarsi pericoloso in un regno che ha bandito ogni forma di magia e persegue ogni sospetto di stregoneria in pubbliche dimostrazioni. Per il suo ultimo incarico, Julia deve fingersi una cameriera nella grande casa della signora Och per scoprire i segreti che nascondono i suoi ospiti. E presto Julia inizia a sospettare un legame fra gli abitanti della casa e la scia di cadaveri che un misterioso assassino sta lasciando in giro per la città. Chi è veramente la tranquilla signora Och, e cosa avviene ogni notte in quella casa? Fino a dove dovrà spingersi Julia per soddisfare le richieste di chi l’ha ingaggiata, che si fanno ogni giorno più pressanti? Julia non sa ancora di trovarsi alle prese con forze potenti di cui non sospettava nemmeno l’esistenza e per ritrovare se stessa dovrà intraprendere una missione dal cui esito dipende il destino stesso del mondo.

 

 

Chiara Gamberale, Qualcosa, Longanesi, 16,90 €

La quarta di copertina:

La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.
Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?
Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».
Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.
Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.

Un estratto: https://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F124730.js&oid=3&c=&m=&l=it&r=&f=pdf

 

 

Rachel Hawkins, Prodigium. La serie completa, Newton Compton, 9,90 €

La quarta di copertina:

La sedicenne Sophie Mercer ha appena scoperto di essere una strega.
Il suo primo incantesimo, però, finisce in un disastro. Sua madre decide allora di spedirla alla Hecate Hall, una scuola speciale dove ragazzi particolarmente dotati, i Prodigium, imparano a usare i loro poteri con discrezione e soprattutto lontano dagli occhi dei normali. Da un giorno all’altro Sophie viene catapultata tra streghe, mutaforma, maghi, licantropi, fate e vampiri. Come se non bastasse, una minaccia incombe sulla scuola: un’organizzazione segreta e potentissima, L’Occhio di Dio, vuole eliminare dalla faccia della terra tutti i Prodigium. E quando Sophie si rende conto di essere la prima della lista, le domande si affollano nella sua mente. Perché è finita nel mirino dell’Occhio? Quali sono i suoi reali poteri? E soprattutto, che genere di oscuri segreti nasconde la sua famiglia?
Incantesimo, Maleficio e Sortilegio sono i tre capitoli di una serie che ha conquistato i lettori e che prosegue nello spin-off Magico, in cui seguiamo le vicende della quindicenne Izzy Brannick, cacciatrice di mostri che all’improvviso si ritrova a vestire i panni di un’adolescente comune. A volte lasciarsi alle spalle il passato è molto più difficile di quel che sembra…

Un estratto di Incantesimo: https://www.newtoncompton.com/libro/incantesimo/incantesimo_estratto.pdf?view

Un estratto di Maleficio: https://www.newtoncompton.com/libro/maleficio/maleficio_estratto.pdf?view

Un estratto di Sortilegio: https://www.newtoncompton.com/libro/sortilegio/sortilegio_estratto.pdf?view

 

 

Kass Morgan, The 100, Bur, 12,00 €

Edizione economica. La quarta di copertina:

Sono secoli che gli uomini vivono nello spazio. In seguito a una devastante guerra atomica i sopravvissuti si sono imbarcati su tre navi spaziali e i loro discendenti sono ancora chiusi lì dentro. Tuttavia pare giunto il momento di tornare. A essere spediti sulla Terra per capire se sia di nuovo vivibile sono in cento ragazzi. Alle prese con una natura magnifica e selvaggia, i 100 sulla Terra devono lottare per sopravvivere. Non sono eroi, ma potrebbero essere l’unica speranza rimasta al genere umano.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/01/20/340379/3873573-9788817092500_abstract.pdf

 

 

Kass Morgan, The 100. Homecoming, Rizzoli, 16,90 €

La quarta di copertina:

Nuove navicelle arrivano sulla Terra, in fuga dalla stazione spaziale a corto di ossigeno. I 100 sono pronti ad accogliere i fortunati sfuggiti a una morte certa. Tra i nuovi arrivi ci sono vecchi amici come Glass e Luke, che ritrovano così Clarke e Wells. C’è anche il temibile Vice Cancelliere Rhodes, però, che intende ristabilire il regime di terrore instaurato sulla stazione spaziale, senza sconti per nessuno. Bellamy, colpevole di aver causato il ferimento del Cancelliere, è il suo primo bersaglio. In fuga dalla colonia, si rifugia con i suoi amici tra i terrestri. Lo scontro con le truppe di Rhodes è inevitabile. Il Vice Cancelliere sferra un attacco spietato, ma i suoi avversari sono determinati a resistere. È giunto il momento che i 100 si uniscano e lottino per difendere la libertà che hanno trovato sulla Terra.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/01/20/340369/3881693-9788817092425_abstract.pdf

 

 

James Patterson e Chris Grabenstein, Fuori di testa. Fratello robot. Vol. 2, Salani, 13,00 €

La quarta di copertina:

Sammy e il suo nuovo robo-fratello, “E”, stanno finalmente cominciando a farsi nuovi amici. Ma ecco che succede il disastro: un nuovo robot ipertecnologico all’ultimo grido comincia a venire a scuola, diventando un temibile rivale per E, che per un malfunzionamento impazzisce, diventando un pericolo per la scuola e la città intera. Adesso gli sarà proibito seguire le lezioni per Maddie, la sorellina di Sammy che non può andare a scuola da sola, e la loro mamma inventrice rischia di perdere il lavoro. Solo Sammy può capire cosa sta succedendo a E e salvare lui e la sua famiglia! Età di lettura: da 10 anni.

 

 

Tim Waggoner, Resident Evil. The Final Chapter. Il male avrà fine, Multiplayer Edizioni, 14,90 €

La quarta di copertina:

In questo romanzo, ambientato subito dopo i fatti di “Resident Evil: Retribution”, l’umanità è sull’orlo dell’estinzione. Alice, tradita a Washington da Wesker, è l’unica superstite di quella che sarebbe dovuta essere l’ultima resistenza contro le orde di zombie, e deve tornare nel luogo in cui l’incubo ha avuto inizio: Raccoon City, dove la Umbrella Corporation sta radunando le proprie forze per dare il colpo di grazia al pochi sopravvissuti all’apocalisse. Alice dovrà chiedere aiuto al suoi vecchi amici e a un improbabile alleato per affrontare zombie e mostri mutanti: costretta ad affidarsi a Wesker per riottenere i suoi poteri sovrumani mentre la Umbrella si prepara ad attaccare, Alice dovrà affrontare la prova più difficile per salvare l’umanità, prima che sparisca definitivamente…

Un estratto: http://edizioni.multiplayer.it/wp-content/uploads/2017/02/RE_THE-FINAL-CHAPTER-trascinato.pdf

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Marion Zimmer Bradley: The Mists of Avalon

Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley è stato pubblicato un’infinità di volte dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol, in Longanesi come in Tea, nei Superpocket come in Nord, una volta è stato persino pubblicato da Mondadori. Quando ancora sul sito di Tea era possibile vedere l’elenco dei titoli più importanti della casa editrice Le nebbie di Avalon compariva nelle prime posizioni. Poi, senza alcun motivo apparente, il libro è sparito. Tutte le edizioni sono esaurite o fuori catalogo, e dell’intera opera della Zimmer Bradley è quasi impossibile acquistare qualcosa in italiano.

Sapete da dove deriva la frase che si trova in alto a destra nel mio blog? Dal prologo di Le nebbie di Avalon, giusto per dire non solo quanto quella frase sia importante per me, anche al di fuori del fantasy, ma pure quanto mi abbia colpito il romanzo, una delle prime opere fantasy che io abbia letto. Quello che segue è il prologo, e visto che il romanzo in italiano è introvabile io ve lo ripropongo in inglese. Se a qualcuno dovesse venir voglia di leggerlo è in questa lingua che lo dovrebbe cercare. A meno che Tea non si decida finalmente a ristamparlo…

prologue

MORGAINE SPEAKS. . .

In my time I have been called many things: sister, lover, priestess, wisewoman, queen. Now in truth I have come to be wise-woman, and a time may come when these things may need to be known. But in sober truth, I think it is the Christians who will tell the last tale. For ever the world of Fairy drifts further from the world in which the Christ holds sway. I have no quarrel with the Christ, only with his priests, who call the Great Goddess a demon and deny that she ever held power in this world. At best, they say that her power was of Satan. Or else they clothe her in the blue robe of the Lady of Nazareth—who indeed had power in her way, too—and say that she was ever virgin. But what can a virgin know of the sorrows and travail of mankind?
And now, when the world has changed, and Arthur—my brother, my lover, king who was and king who shall be—lies dead (the common folk say sleeping) in the Holy Isle of Avalon, the tale should be told as it was before the priests of the White Christ came to cover it all with their saints and legends.
For, as I say, the world itself has changed. There was a time when a traveller, if he had the will and knew only a few of the secrets, could send his barge out into the Summer Sea and arrive not at Glastonbury of the monks, but at the Holy Isle of Avalon; for at that time the gates between the worlds drifted within the mists, and were open, one to another, as the traveller thought and willed. For this is the great secret, which was known to all educated men in our day: that by what men think, we create the world around us, daily new.
And now the priests, thinking that this infringes upon the power of their God, who created the world once and for all to be unchanging, have closed those doors (which were never doors, except in the minds of men), and the pathway leads only to the priests’ Isle, which they have safeguarded with the sound of their church bells, driving away all thoughts of another world lying in the darkness. Indeed, they say that world, if it indeed exists, is the property of Satan, and the doorway to Hell, if not Hell itself.

I do not know what their God may or may not have created. In spite of the tales that are told, I never knew much about their priests and never wore the black of one of their slave-nuns. If those at Arthur’s court at Camelot chose to think me so when I came there (since I always wore the dark robes of the Great Mother in her guise as wise-woman), I did not undeceive them. And indeed, toward the end of Arthur’s reign it would have been dangerous to do so, and I bowed my head to expediency as my great mistress would never have done: Viviane, Lady of the Lake, once Arthur’s greatest friend, save for myself, and then his darkest enemy—again, save for myself.

But the strife is over; I could greet Arthur at last, when he lay dying, not as my enemy and the enemy of my Goddess, but only as my brother, and as a dying man in need of the Mother’s aid, where all men come at last. Even the priests know this, with their ever-virgin Mary in her blue robe; for she too becomes the World Mother in the hour of death.
And so Arthur lay at last with his head in my lap, seeing in me neither sister nor lover nor foe, but only wise-woman, priestess, Lady of the Lake; and so rested upon the breast of the Great Mother from whom he came to birth and to whom at last, as all men, he must go. And perhaps, as I guided the barge which bore him away, not this time to the Isle of the Priests, but to the true Holy Isle in the dark world behind our own, that Island of Avalon where, now, few but I could go, he repented the enmity that had come between us.

AS I TELL THIS TALE I will speak at times of things which befell when I was too young to understand them, or of things which befell when I was not by; and my hearer will draw away, perhaps, and say: This is her magic. But I have always held the gift of the Sight, and of looking within the minds of men and women; and in all this time I have been close to all of them. And so, at times, all that they thought was known to me in one way or another. And so I will tell this tale.
For one day the priests too will tell it, as it was known to them. Perhaps between the two, some glimmering of the truth may be seen.
For this is the thing the priests do not know, with their One God and One Truth: that there is no such thing as a true tale. Truth has many faces and the truth is like to the old road to Avalon; it depends on your own will, and your own thoughts, whither the road will take you, and whether, at the end, you arrive in the Holy Isle of Eternity or among the priests with their bells and their death and their Satan and Hell and damnation . . . but perhaps I am unjust even to them. Even the Lady of the Lake, who hated a priest’s robe as she would have hated a poisonous viper, and with good cause too, chid me once for speaking evil of their God.
“For all the Gods are one God,” she said to me then, as she had said many times before, and as I have said to my own novices many times, and as every priestess who comes after me will say again, “and all the Goddesses are one Goddess, and there is only one Initiator. And to every man his own truth, and the God within.”
And so, perhaps, the truth winds somewhere between the road to Glastonbury, Isle of the Priests, and the road to Avalon, lost forever in the mists of the Summer Sea.
But this is my truth; I who am Morgaine tell you these things, Morgaine who was in later days called Morgan le Fay.

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Un racconto di George R.R. Martin in The Book of Swords

Di solito prima di ripubblicare sul mio blog qualcosa che ho già pubblicato su FantasyMagazine lascio trascorrere un po’ di tempo, in modo da non annoiare chi mi legge in entrambi i posti. E di solito ripubblico recensioni e approfondimenti, con le notizie non lo faccio quasi mai. George R.R. Martin, però, ormai da alcuni anni è diventato l’autore di fantasy più importante e ho deciso di fare un’eccezione. Questo dunque è il mio articolo di ieri, con qualche aggiunta qua e là.

Togliamo subito ogni dubbio: nessuno ha la minima idea di quando George R.R. Martin pubblicherà The Winds of Winter. Anche se A Dance with Dragons (tradotto come I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria e La danza dei draghi) risale al 2011, il sesto romanzo di Le cronache del ghiaccio e del fuoco non è stato ancora completato. Fino a quando Martin non dichiarerà di aver finito di scrivere, una previsione attendibile sulla data di pubblicazione del romanzo rimarrà impossibile. Ciò che si sa è che il 2017 vedrà la pubblicazione di una nuova storia ambientata nel continente di Westeros.

Gardner Dozois, amico di lunga data di Martin, è impegnato nella realizzazione di una nuova antologia multiautore. Nel corso della sua lunga attività di editor, iniziata negli anni ’70, ha curato oltre 130 antologie, vincendo in più occasioni i premi Hugo e Nebula. In alcune occasioni George Martin lo ha affiancato nel lavoro editoriale. Sono nati così Songs of the Dying Earth (2009, Storie dal crepuscolo di un mondo vol. 1 e 2 e La terra al tramonto), Warriors (2010), Songs of Love and Death (2010), Down These Strange Streets (2011), Old Mars (2013), Dangerous Women (2013, La principessa e la regina. E altre storie di donne pericolose e La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose), Rogues (2014) e Old Venus (2015).

Martin non esclude di realizzare con Dozois altre antologie. Sulla scia di antologie che hanno riscosso negli Stati Uniti un enorme successo i due hanno parlato di More Rogues, Even More Dangerous Women e anche di Old Luna, senza escludere la possibilità di occuparsi di Old Mercury, Old Pluto e Old Uranus. Queste, però, sono solo chiacchiere, e forse progetti che si concretizzeranno in un lontano futuro. Certo Martin non ha il tempo per lavorarvi ora. Ma se George ha altri impegni, Dozois sta continuando il suo lavoro editoriale. Il prossimo 10 ottobre pubblicherà The Book of Swords, antologia per la quale ha riunito quindici autori oltre al già citato Martin.

Questo il sommario:

Introduction, di Gardner Dozois;

The Best Man Wins, di K.J. Parker;

His Fater’s Sword, di Robin Hobb;

The Hidden Girl, di Ken Liu;

The Sword of Destiny, di Mattew Hughes;

“I Am a Handsome Man”, Said Apollo Crow, di Kate Elliott;

The Triumph of Virtue, di Walter Jon Williams;

The Mocking Tower, di Daniel Abraham;

Hrunting, di C.J. Cherryh;

A Long, Cold Trail, di Garth Nix;

When I Was a Highwayman, di Ellen Kushner;

The Smoke of Gold is Glory, di Scott Lynch;

The Colgrid Conundrum, di Rich Larson;

The King’s Evil, di Elizabeth Bear;

Waterfalling, di Lavie Tidhar;

The Sword Tyraste, di Cecilia Holland;

The Sons of the Dragons, di George R.R. Martin.

Non tutti sono autori noti in Italia, di alcuni ho letto qualcosa e non tutto mi è piaciuto, però un elenco così stuzzica la mia curiosità, anche se temo che il libro non arriverà mai in Italia. Le vendite di Dangerous Women, mi pare, non sono state tanto alte, ed è ovvio che Mondadori baserà le sue decisioni in base al rapporto spesa/incasso di quest’antologia. Se volete la mia opinione, La principessa e la regina è davvero molto bello, mentre La ragazza nello specchio contiene un paio di racconti all’altezza della prima antologia e altri che non sono male ma non sono a livello degli altri.

Passando a The Sons of The Dragons si tratta di un racconto inedito, anche se qualcuno lo conosce già perché Martin lo ha letto a un paio di convention. Il testo, come già La principessa e la regina (contenuto in Warriors) e The Rogue Prince (contenuto in Rogues), somiglia più a un saggio di storia che a una narrativa più tradizionale. Molti racconti, poche azioni, il contrario di quanto Martin fa nei romanzi. Al centro della vicenda ci sono i regni del secondo e del terzo sovrano Targaryen, Aenys I e Maegor il Crudele con tutte le persone che ruotano intorno a loro, madri, mogli, sorelle, figli, amici, nemici e rivali.

Tutti e tre i racconti, La principessa e la regina, The Rogue Prince e The Sons of the Dragons, sono in realtà estratti di un’opera più lunga. Il progetto originario di Il mondo del ghiaccio e del fuoco, l’enciclopedia illustrata realizzata da Martin insieme a Elio M. Garcia e Linda Antonsson, ipotizzava un volume di 50.000 parole, comprendente alcuni racconti scritti dallo stesso George. La storia però lo ha entusiasmato a tal punto da fargli scrivere ben 350.000 parole, e questo arrivando solo fino alla reggenza di Aegon III, il Flagello dei Draghi, e saltando gran parte del regno di Jaehaerys il Conciliatore.

Pubblicare tutto quel che Martin aveva scritto avrebbe pesantemente squilibrato il libro, anche se lo spazio dedicato al testo è stato notevolmente aumentato rispetto alle prime ipotesi di lavoro. Da qui la decisione di togliere il testo scritto da Martin, lasciandone solo una versione notevolmente ridotta. La versione integrale, molto più lunga, verrà pubblicata in un imprecisato futuro in un falso libro di storia intitolato Fire & Blood (a volte Martin si è riferito a questo volume chiamandolo GRRMarillion). I due racconti già pubblicati e quello di prossima pubblicazione sono dunque una versione lievemente ridotta di testi che saranno pubblicati nella loro interezza solo quando George ultimerà Fire & Blood, libro che ancora per molti anni non sarà possibile leggere.

Al momento io ho letto solo La principessa e la regina, tradotto, mentre ancora non mi sono decisa a prendere l’antologia inglese contenente The Rogue Prince. Molti racconti e poche azioni, ha scritto Martin per spiegare quale sia lo stile in cui sono scritti i racconti. È ovvio che lo stile di Le cronache del ghiaccio e del fuoco sia più bello, che la storia sia più avvincente, ma per scrivere in quel modo serve più tempo, tempo che al momento Martin non ha. Comunque le vicende sono talmente interessanti che io percepivo davvero poco lo stile saggistico. Dovevo leggere, andare avanti, scoprire cosa sarebbe accaduto. Se Martin avesse avuto il tempo per scrivere un romanzo – conoscendolo sarebbe stata più una serie di romanzi – dedicata a quei personaggi, sono certa che ne sarebbe venuto fuori un romanzo straordinario. Così è semplicemente un bellissimo racconto. Quando Martin alla fine pubblicherà Fire & Blood io non me lo lascerò scappare.

Dopo aver deciso di realizzare The Book of Swords Dozois ha chiesto un racconto anche al suo amico. Quando si è sentito rispondere da George che non aveva il tempo necessario a realizzare un nuovo testo, invece di scoraggiarsi gli ha chiesto se aveva già pronto qualcosa di simile a La principessa e la regina. La risposta è stata quel The Sons of the Dragons che fra qualche mese sarà possibile leggere in lingua inglese.

Nota: il testo è pronto da anni. Dozois ha chiesto un racconto, Martin ha detto di non avere l tempo per scrivere, Dozois ha modificato la richiesta dicendo che sarebbe andato bene anche un pezzo del GRRMarillion (e io approvo) e Martin gli ha dato il racconto che aveva già scritto in passato. Quanto tempo avrà dedicato Martin a The Sons of the Dragons? Anni fa non so, ora suppongo giusto una manciata di ore fra chiacchiere, decisione del punto migliore per fare i tagli di inizio e fine che hanno consentito l’estrapolazione del racconto da un testo più lungo e revisione. Ho già letto commenti al mio articolo da parte di persone che dicono che Martin continua a perdere tempo, e io mi domando perché queste persone non perdono un po’ di tempo per leggere tutto l’articolo prima di parlare dicendo cavolate.

0148_hobbitologia-cover-webSe l’antologia è ovviamente incentrata sulle spade, chi conosce la storia dei Targaryen sa che il figlio maggiore di Aegon il Conquistatore, Aenys, era così poco interessato alle armi da spingere il padre a donare la sua Fuoconero al secondo figlio, Maegor, divenuto celebre per le sue doti marziali a soli tredici anni. A proposito di spade, l’arma per eccellenza del genere fantasy, vi ricordo che Cristina Donati ha dedicato a quest’arma un articolo intitolato Lo Hobbit e le spade all’interno dell’antologia saggistica Hobbitologia.

E se Martin continua a essere impegnato con The Winds of Winter, Dozois va avanti con nuove antologie. Per il 2018 ha in programma The Book of Magic, contenente un altro racconto di Martin. In questo caso però si tratterà della ristampa di un testo vecchio, anche se ancora non è stato comunicato di quale racconto si tratti.

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Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 10: Davos

Davos torna finalmente a Roccia del Drago, ma tutto è cambiato. La flotta orgogliosa che si era recata ad Approdo del Re, e che non è andata tanto lontana dal conquistare la città, non esiste più, e con lei sono scomparsi i suoi quattro figli maggiori (Dale, Allard, Matthos e Maric, mentre sono ancora vivi Devan, Stannis e Steffon, anche se chi si è limitato a guardare la serie televisiva Il trono di spade può essere perplesso nel leggere tutti questi nomi. Ma Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono la serie di romanzi scritta da George R.R. Martin, non l’adattamento televisivo) e le pretese di Stannis Baratheon al trono. O no? Stannis non ha più un esercito, ma è capace di riconoscerlo e piegarsi?

Siamo ancora all’inizio del libro (il capitolo inizia a pagina 154), non dimentichiamo che A Storm of Swords (Tempesta di spade, I fiumi della guerra e Il portale delle tenebre) è il più lungo dei romanzi scritti fino a ora da Martin, per una manciata di pagine supera anche A Dance with Dragons (I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria e La danza dei draghi), quindi queste sono pagine di assestamento. Davos, appena tornato in contatto con Salladohor Saan, ha bisogno di essere aggiornato su quanto è successo, dalla morte dei figli al disastro totale per Stannis. Fra un commento e l’altro viene citato Illyrio Mopatis, e viene da chiedersi che rapporti abbia con lui il pirata lyseniano, apprendiamo che lord Alester Florent, zio di Selyse, è il nuovo Primo Cavaliere di Stannis, e vediamo Davos ipotizzare di ammazzare Melisendre, anche se il Cavaliere delle cipolle ricorda molto bene la fine fatta da mastro Cressen all’inizio di Il regno dei lupi.

Arrivato a Roccia del Drago Davos incontra Edric Storm, uno dei tanti bastardi di Robert Baratheon. Sarà anche un illegittimo, ma in lui scorre il sangue di un re, e sappiamo come per certe magie il sangue di un sovrano sia fondamentale. Come se la passerà Edric nella sua nuova casa? Chi non se la passa bene è Davos, arrestato per tradimento a causa del suo progetto di uccidere Melisandre.

Sotto la foto spoiler da I fiumi della guerra.

Macchia il giullare è folle, così pensano tutti. Ma nel fantasy bisogna sempre prestare attenzione alle parole dei folli, specie quando non le si capisce.

«Sangue del giullare» cantò. «Sangue del re, sangue sulla coscia della vergine, ma catene per gli ospiti e catene per il promesso sposo, oh, oh, oh.»

Sono le Nozze rosse. Sangue del re, e infatti Robb viene ammazzato. Sangue sulla coscia della vergine, e infatti Roslin Frey perde la verginità la sera del suo matrimonio. Catene per gli ospiti – quelli che non vengono ammazzati, ovvio. Catene per il promesso sposo, Edmure Tully rientra nel numero di coloro che vengono fatti prigionieri. Quanto al giullare, ne ero quasi certa ma ho controllato i nomi. Si tratta di Aegon Frey, figlio ritardato di Stevron Frey (validissimo comandante di Robb fino a quando è vissuto) e nipote di lord Walder feh feh Frey. Soprannominato Campanello, viene ammazzato da Catelyn. Non so se Campanello abbia mai detto parole importanti, ma a quello che dice Macchia bisogna prestare molta attenzione.

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