Novità di novembre – seconda parte

 

Mathieu Bablet, Shangri-La, Mondadori, 22,00 €

La Terra è diventata inabitabile e l’umanità vive stipata in una stazione spaziale orbitante, dove prende forma una società apparentemente perfetta. Il governo è in mano a una multinazionale, la Tianzhu, venerata come una divinità. Ogni cosa è stabilita. Nulla potrà cambiare. Tutto sta per cambiare.

.

.

.

Luca Centi, Il settimo giorno, La Corte, 16,90 €

Alexander è un sedicenne che da mesi è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, da quando ha cominciato a vedere i primi “abomini” come li chiama lui. Persino i genitori l’hanno abbandonato e solo Ella, la sua amica, continua a fargli visita di tanto in tanto. Alexander se ne sta sempre lontano dagli specchi. È infatti convinto che riflettano uno strano essere androgino dai lunghi capelli biondi e due paia di ali bianchissime. Le cose, però, cambiano quando viene avvicinato da due strani medici dalle iridi scarlatte, uomini che vogliono sapere dove si trovi la “Porta” e quale sia il segreto della città di Acalia. Alexander riuscirà a salvarsi solo grazie all’aiuto di Helis, una ragazza spuntata dal nulla e di Ella, coinvolta suo malgrado nella fuga dall’ospedale psichiatrico. Il ragazzo scoprirà presto di essere l’ultimo Veggente rimasto sulla Terra e di essere in pericolo. Ezechiel infatti, l’Arcangelo protettore dei Veggenti e dei Profeti, è sparito. Da allora tutti i suoi “figli” sono visibili agli occhi dei Demoni, bramosi di conoscere il futuro. Ma gli Angeli non possono permetterlo, per questo stanno “epurando” tutte le persone speciali. Con la morte. Riuscirà il ragazzo, con l’aiuto dei suoi nuovi amici, a salvarsi e a evitare l’Apocalisse?

 

 

Ernest Cline, Ready Player One, Dea Planeta, 17,00 €

Nuova edizione. La sinossi:

Wade è un diciottenne solitario, sovrappeso e nerd fino al midollo: non c’è film, gioco di ruolo o videogame di oggi o di ieri che non conosca come le sue tasche. Orfano dei genitori in un 2045 devastato dalla crisi ambientale e dalle diseguaglianze sociali, vive con la zia all’ultimo piano di un bizzarro, fatiscente trailer park verticale. L’unica fonte di evasione, per lui e per gli altri miliardi di persone che popolano il pianeta ferito, è Oasis, lo sterminato universo virtuale a cui si accede grazie a un visore e un paio di guanti aptici. Quando il creatore e proprietario di Oasis, James Halliday, noto cultore e nostalgico degli “innocenti” anni Ottanta, muore, per Wade è l’occasione di riscatto: chi meglio di lui può sperare di risolvere la serie di enigmi che Halliday ha nascosto all’interno dei mitici videogiochi della sua infanzia? Ma la I.O.I., multinazionale potente e spregiudicata, non ha alcuna intenzione di vedersi surclassata da uno sprovveduto qualunque, e, pur di mettere le mani su Oasis, si prepara a giocare una partita che più sporca e disonesta non si può. Acclamato come il primo, formidabile romanzo dell’Era digitale, Ready Player One è un vero e proprio trionfo dell’immaginazione – capace di intrattenere, stupire, emozionare ogni lettore, ma anche di farci riflettere sul futuro a cui andiamo incontro.

La recensione alla prima edizione scritta da Emanuele Manco per FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/17573/player-one

 

 

Cube Kid, Diario dell’ultimo guerriero, Mondadori Electa, 16,90 €

“E poi mi ha raccontato tutto. Mi ha spiegato che ci attaccheranno. Che saremo incapaci di fronteggiare l’assalto. Che ci servono protezioni migliori, armi migliori, munizioni migliori di quelle che abbiamo. E che un semplice crafting table non è sufficiente. Mi ha mostrato un libro molto antico e il disegno di un oggetto che pensavo fosse una pura invenzione. Una fucina dell’eternità, detta anche “crafting table perfezionato” – So che tu Ci riuscirai – ha detto Kolb. – Devi partire. Adesso.”

Minus non ha nemmeno il tempo di godersi la fama di star del villaggio che già deve ripartire per una missione pericolosissima: trovare un crafting table perfezionato in grado di proteggere i villici da un attacco senza precedenti. La ricerca lo condurrà a Nord, verso luoghi sconosciuti dove non ha mai messo piede. Tra tombe spaventose e combattimenti epici, Minus dovrà dimostrare che non è più un noob ma un guerriero degno di questo nome. Età di lettura: da 10 anni.

 

 

Emma, Le brave ragazze si ribellano, Centauria, 14,90 €

Esiste ancora il femminismo? Certo. Non scende in piazza solo perché la battaglia infuria altrove: nelle case, nelle scuole, negli ospedali. Il sovraccarico che le donne patiscono nella vita quotidiana non è stato alleviato, ma anzi aggravato dalla cosiddetta “emancipazione”. Inutile che l’utero sia tuo e te lo gestisca tu, se poi ti tocca anche gestire da sola i figli, la casa, le visite ai parenti, l’intera logistica famigliare. Insensato bruciare reggiseni, se non puoi permetterti di ricomprarli perché sei pagata meno dei tuoi colleghi maschi. La vera rivoluzione – femminile, prima ancora che femminista – oggi si manifesta nei concreti gesti quotidiani, nella solidarietà e anche nell’ironia. Come quella di Emma, attenta osservatrice delle ingiustizie di genere che illustra sul suo blog con vignette esilaranti e amare insieme. Gli uomini, le donne e i loro corpi sono raccontati nell’intimità ma anche nella sfera pubblica, con uno sguardo eccentrico e acuto: dalla discriminazione sul posto di lavoro alla medicalizzazione della maternità, e dalla convivenza con il proprio compagno a quella con il proprio clitoride… La ricetta di Emma è semplice, ma proprio per questo concretamente applicabile: l’uguaglianza, e una migliore vita di relazione, sono fatte di piccole e grandi conquiste, dal diritto degli uomini a stare a casa con i propri figli neonati a quello delle donne a non raccogliere i calzini da terra. Per questo il suo primo libro è un vero manifesto: di auto-liberazione, prima di tutto.

Il blog dell’autrice (in francese): https://emmaclit.com/

 

 

Alan Dean Foster, Alien, Kappalab, 15,00 €

L’equipaggio del cargo interplanetario Nostromo, in rotta di ritorno verso la Terra, viene svegliato dall’ipersonno dal computer di bordo molto tempo prima di raggiungere la destinazione programmata. Il motivo è un segnale di SOS proveniente da un planetoide disabitato, e poiché anche le navi commerciali hanno l’obbligo di indagare e portare soccorso, la sosta diviene inevitabile nonostante le proteste di alcuni membri. Ciò che il piccolo gruppo di sbarco trova sulla nuda roccia persa nello spazio va però oltre l’immaginazione, e getta l’intero equipaggio in un incubo oscuro a occhi aperti tra le anguste e fredde pareti della nave, all’interno della quale le possibilità di sopravvivenza calano esponenzialmente con lo scorrere del tempo…

 

 

Elisabetta Gnone, Olga di carta. Jum fatto di buio, Salani, 14,90 €

Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare…
È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta – Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.

 

 

Matt Haig, La bambina che salvò il Natale, Salani, 14,90 €

Nel mondo sta scomparendo la magia, nessuno sembra più crederci, e questo rischia di compromettere la festa più bella dell’anno… Lo sa bene Babbo Natale, che ha già tanti problemi da risolvere nel suo regno incantato che tanto incantato rischia di non essere più, tra renne che non riescono a volare, elfi che scioperano e troll sul piede di guerra. Ma la sera della Vigilia si avvicina e non c’è tempo da perdere: anzi, è proprio il tempo che va fermato, per riuscire a consegnare i regali a tutti i bambini nel mondo. C’è solo una ragazzina che può aiutare Babbo Natale, una ragazzina che ha un desiderio importantissimo che solo lui può esaudire. Dall’autore di “Un bambino chiamato Natale!, una storia magica piena di orribili verruche, pipì di renna, crudeli orfanotrofi e perfino una regina! Età di lettura: da 8 anni.

 

 

Joe Hart, The Last Girl, La Corte, 16,90 €

Una misteriosa epidemia ha ridotto il numero di donne sulla terra a meno di 1.000. Le sopravvissute sono state isolate e tenute rinchiuse in un centro scientifico e, da oltre vent’anni, vengono trattate come cavie. Zoey, che ha sempre vissuto da prigioniera è determinata a fuggire prima di essere sottoposta a dei successivi test dai quali nessuna è mai tornata. La fuga sembra essere un’impresa impossibile e, in più, anche se avrà successo, Zoey non sa cosa la potrà aspettare fuori da quelle mura, in quel nuovo e inospitale mondo di cui non sa assolutamente nulla, se non le bugie con le quali è stata cresciuta. Zoey, che potrebbe essere una delle ultime speranze di salvare l’umanità, sarà costretta così a tirare fuori una forza e una brutalità che non pensava di avere per salvare innanzitutto se stessa e provare a conquistarsi quella famiglia che non ha mai avuto.

 

 

Eva Ibbotson, Miss Strega, Salani, 8,50 €

Nuova edizione. La sinossi:

Il mago Arriman, bello e tenebroso, è stanco di lavorare: vorrebbe ritirarsi, ma non prima di avere un degno erede. Decide così di sposare la più cattiva e affascinante fra tutte le streghe, colei che vincerà il grande concorso per la magia più terrificante. Le streghe però sono tutte brutte, tranne Belladonna, che ha un solo grande difetto: non è cattiva, dai suoi incantesimi nascono fiori e uccellini, non topi che si mangiano l’un l’altro come nella magia della diabolica Madame Olympia. Ma Belladonna è innamorata e proverà in ogni modo a fare qualcosa di sinistro per vincere l’ambito premio… Età di lettura: da 8 anni.

 

 

Yuichi Kimura, In una notte di temporale, Salani, 15,90 €

Il racconto inedito e completo della sorprendente amicizia nata “In una notte di temporale”. Un lupo e una capretta si rifugiano in una capanna abbandonata. La tempesta infuria, la pioggia scroscia e il buio è totale: nasce così un’amicizia unica che dovrà resistere a mille avversità. Età di lettura: da 6 anni.

In passato il libro era stato pubblicato in una versione ridotta, ne avevo parlato qui: https://librolandia.wordpress.com/2015/06/09/yuichi-kimura-in-una-notte-di-temporale/

 

 

Orazio Labbate, Suttaterra, Tunué, 12,00 €

Milton, West Virginia. Giuseppe Buscemi è il figlio di un predicatore emigrato in giovane età dalla Sicilia. Trentenne, di mestiere becchino, è ormai capace solo di consumarsi nel ricordo della moglie, scomparsa un anno prima. Un giorno però gli arriva una lettera della defunta, che lo invita a raggiungerla a Gela, luogo del loro matrimonio. Spedita qualche giorno prima, pare scritta proprio da lei. Giuseppe, sconvolto dalla paura e dal desiderio, decide di partire verso la Sicilia delle sue origini maledette. In equilibrio tra l’immaginario onirico di David Lynch, l’horror di Thomas Ligotti e le pagine stregate di Vincenzo Consolo, Orazio Labbate rinnova l’epica de Lo Scuru con un romanzo che conduce nel cuore nero del gotico siciliano.

 

 

Arthur Machen, La collina dei sogni, Theoria, 18,00 €

«L’immaginazione è il più grande rifugio che esista», scriveva H.P. Lovecraft, e Arthur Machen lo sapeva bene quando decise di farne il nucleo della vita di Lucian Taylor, simbolo dell’artista decadente e maledetto, che cerca di evadere da una realtà borghese e conformista dedicando la sua vita alla scrittura. La sua fervida immaginazione, o forse qualche arcano incantesimo, arriverà a creare un mondo parallelo in cui si rifugerà per sfuggire alla sua solitudine, all’incapacità di scrivere, e alla società benpensante che lo rifiuta, scoprendo un “orrore cosmico” talmente tremendo e impenetrabile da stravolgere la sua mente e indurlo alla follia. Ritenuto uno dei maestri della narrativa del terrore, Arthur Machen (1863-1947) si inserisce a pieno titolo nel solco della tradizione letteraria fantastica anglosassone. Pubblicata nel 1907, “La collina dei sogni” è la sua opera più ambiziosa, una sorta di romanzo iniziatico che tradisce numerosi riferimenti autobiografici, un’opera che Mario Praz ha definito, a buon diritto, «il libro più decadente della letteratura inglese».

 

 

Arthur Machen, Il grande dio Pan, Theoria, 16,00 €

Pubblicato nel 1890, “Il grande dio Pan”, che spazia dalle campagne gallesi a una Londra spettrale, narra delle conseguenze di un folle esperimento scientifico. Il dottor Raymond, consacrato da anni alla medicina trascendentale, sottopone la figlia adottiva Mary a un delicato intervento al cervello che, a suo dire, la metterà in contatto con il mondo governato dalle divinità primordiali che popolavano la Terra prima dell’avvento dell’uomo, tra le quali il terrificante dio Pan, incarnazione delle forze primigenie della natura e del cosmo. Non per nulla, l’apertura di questo “terzo occhio” della mente era definita dagli antichi “vedere il dio Pan”. L’esperimento avrà esiti catastrofici.

 

 

Alan Moore, Jerusalem, Rizzoli Lizard, 39,00 €

Su questa crepa sorge Northampton, la città inglese che ha dato i natali ad Alan Moore, epicentro di questa monumentale opera polifonica. È qui che l’umanità abbraccia l’abisso, dando vita a storie che intrecciano le visioni di William Blake ai vortici di James Joyce, le nere periferie di Charles Dickens ai vuoti lunari di Samuel Beckett. Dal creatore di Watchmen e V per Vendetta, un romanzo che sfida i canoni della letteratura contemporanea.

Un estratto: http://www.rizzolilibri.it/wp-content/uploads/2017/10/24/353241/4056934-9788817097819_abstract.pdf

 

 

Chris Riddell, Ottoline e la volpe viola, Il Castoro, 13,50 €

Ottoline è in vena di festeggiamenti: insieme al suo migliore amico Mister Munro ha organizzato una grande cena nel suo appartamento 243 del Grattacielo Macinapepe. Gli inviti sono stati spediti, il menu stabilito, tutti i vecchi amici saranno presenti. E Ottoline ha una grande sorpresa per loro: l’ospite d’onore sarà la Volpe Viola, un personaggio misterioso ma con strabilianti storie da raccontare. Per ringraziarli dell’invito, la Volpe Viola si offre di accompagnare Ottoline e Mister Munro in uno strabiliante safari notturno per le strade di Big City. Ma cosa lega la Volpe Viola alle poesie anonime che Mister Munro trova sui lampioni della città? Ottoline deve escogitare uno dei suoi piani ingegnosi e risolvere un altro mistero!

 

 

A.C.H. Smith, Labyrinth, Kappalab, 15,00 €

Sarah ha solo tredici ore di tempo per recuperare suo fratello dal Labirinto, dove è stato portato dal perfido Jareth con l’intento di trasformarlo in un goblin e tenerlo con sé per sempre. Ma per raggiungere il castello al centro della Città dei Goblin è necessario affrontare innumerevoli trabocchetti, pericoli e inganni, e correre incontro all’ignoto in un luogo dove nulla è ciò che sembra, e in cui tutto è possibile. Questo volume è impreziosito dalle illustrazioni inedite del grande Brian Frolid e dalle note di produzione dell’indimenticabile Jim Henson. Labyrinth è scritto da A.C.H. Smith, ideato e diretto per il cinema da Jim Henson (Muppet Show, Dark Crystal), prodotto da George Lucas (Star Wars, Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta), sceneggiato da Térry Jones (Monty Python – Il senso della vita, Brian di Nazareth) con la visionaria progettazione artistica di Brian Froud (Fate).

 

 

Mike Tucker, Pioggia di diamanti. Doctor Who, Armenia, 12,50 €

Per oltre quindici anni l’equipaggio del complesso minerario 27 Kollo-Zarnista ha estratto diamanti dalle profondità dell’atmosfera di Saturno, diamanti che contribuiscono ad alimentare la continua espansione dell’Impero Umano. Ma quando un’operazione mineraria va storta, si rende necessaria una missione d’emergenza per salvare un minatore alla deriva, un minatore che sostiene di aver visto qualcosa in mezzo ai vortici di gas. Qualcosa che non può esistere. Non appena arrivati, Bill e il Dottore si ritrovano circondati da minatori ostili, addetti alla sicurezza sospettosi e dirigenti della compagnia corrotti, mentre sono costretti a difendersi dalle accuse di sabotaggio e furto di diamanti. Intanto, sotto di loro, nell’atmosfera schiacciante del gigante di gas, qualcosa comincia a muoversi.

Annunci
Pubblicato in anteprima, freschi di stampa | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Rileggendo Elantris di Brandon Sanderson

Non ho ancora finito di commentare Memoria di luce, l’ultimo romanzo di La Ruota del Tempo di Robert Jordan e Brandon Sanderson, però la lettura della saga io e le mie compagne di rilettura l’abbiamo completata da un po’. E allora cosa potevamo fare? Sciogliere il gruppo o tuffarci in un’altra rilettura? La seconda, ovvio, e visto che ci piacciono i mattoni abbiamo deciso di restare su libri di una certa lunghezza. Del resto come posso deludere chi mi conosce? E anche chi non mi conosce, se è per questo. Negli ultimi giorni ben due vicini di tavolo (persone della cui esistenza non mi ero mai accorta) del locale in cui vado abitualmente a pranzare in pausa pranzo hanno fatto una battuta in proposito. Uno ha commentato che gli era sembrato strano non vedermi tirare fuori dalla borsa un libro visto che quel giorno insolitamente – capiterà una volta ogni due-tre anni – prima di prendere il libro avevo fatto una telefonata, l’altro ha scherzato sul fatto che i libri con meno di 600 pagine non li considero neppure. Non è vero, leggo anche i libri brevi, anche se considerando la rapidità con cui leggo i libri brevi nelle mie mani durano ben poco. Quel giorno sul tavolo avevo messo Elantris.

Elantris, già. Abbiamo appena iniziato a rileggere il Cosmoverso, giusto per rinfrescare un po’ la memoria in attesa di Oathbringer. Al momento dico che lo leggerò quando sarà tradotto in italiano, ma questo è qualcosa che dicevo anche per The Gathering Storm di Jordan e Sanderson (non per Towers of Midnight e A memory of Light, una volta letto il primo in inglese era ovvio che sarei andata avanti così) e A Dance with Dragons di George R.R. Martin. E questo non sarebbe neppure il primo testo del Cosmoverso che leggo in inglese visto che ho già letto The Emperor’s Soul, The Hope od Elantris, Sixt of the Dusk e The Stormlight Archive Companion.

È solo martedì (per me che scrivo) e ho già quasi finito la tappa della settimana, mi sa che dovrò rallentare un po’. Non conto di commentare Sanderson così come ho commentato Jordan, un po’ perché un commento accurato è un impegno eccessivo e un po’ perché non ho mai riletto una sola opera di Sanderson prima d’ora, perciò non sarei in grado comunque di fare il tipo di commenti che facevo per Jordan. Il che non significa che non farò commenti. Il primo è legato all’introduzione. In italiano non abbiamo nessuna introduzione perché questo testo compare solo nell’edizione del decimo anniversario pubblicata in lingua inglese (così come le mappe che ho postato qui sopra). L’autore dell’introduzione è lo scrittore Dan Wells, che ha conosciuto Brandon quando ancora entrambi erano solo aspiranti scrittori.

My early novels had so many fantasy clichés they were essentially fan fiction; Brandon’s were so adamantly devoid of cliché that sometimes nothing happened in them at all.

“Hey, Brandon, when do the bad guys show up?”

“These are the bad guys.”

“No, these are just the guys trying to close the main character’s school of magic. Obviously some real bad guys are going to show up, and this guy’s magic is the only thing that will be able to stop them, and his school will save the day because he fought to keep it open, and yay. We can all see it coming. It’s just, why is it taking so long?”

“That’s not going to happen.”

“Of course that’s going to happen. That’s what fantasy novels are about.”

“But they don’t have to be about that. I mean, fantasy can be about anything it wants, right? That’s the point of fantasy. So why can’t this fantasy just be about a guy who’s trying to keep a school open, and that’s the whole story? And it just happens to be a school where people learn sand magic and wear air-powered dueling wrist guns and eat delicious giant insect tofu?”

“Um. I guess it could. So wait, is there really no bad guy? Like, at all?”

And so it went, book after book. Even back then, Brandon wrote books faster than most humans could read them.

La frase che Sanderson sia capace di scrivere libri impiegando meno tempo rispetto a quanto alla maggior parte degli esseri umani serva per leggerli mi fa troppo ridere. Il libro a cui Wells si riferisce, avendo letto il graphic novel, è senza dubbio White Sands. Si tratta di un romanzo inedito che Sanderson che non ha mai trovato il tempo e le energie per revisionare, e che è stato trasformato in un graphic novel. Io ho letto il primo numero – ora che ci penso anche lui è un Cosmoverso e anche lui è in inglese – e sono in attesa della pubblicazione del secondo, anche se preferisco i romanzi.

I libri di Sanderson all’inizio avevano un problema, come ha notato anche il suo agente.

a holy mantra: “The fabric of the universe needs to be in peril.”

“This is a great book, Brandon, but I really don’t feel like the fabric of the universe is in peril.”

“Of course it’s not, this is just a little story about a guy who feels left out of his family.”

“Okay, first, this is actually a huge story about a guy who can create magical armor with his mind and summon food ex nihilo, thereby angering scary void monsters, who also happens to feel left out of his family. So, come on. Second, and more importantly, that big fancy agent you’re working with told you that the fabric of the universe has to be in peril, and it’s not. You need to start imperiling it right now.”

“But at least I have scary void monsters…”

“Imperil it!”

The great thing about a writing group is that you all learn together. The terrible thing about a writing group is that you say an awful lot of really stupid things before you’ve learned anything. It’s honestly a wonder that writing groups produce writers at all, instead of walking insecurities raised entirely in echo chambers of bad advice.

Ci chiedevamo perché i libri di Sanderson catturano e non lasciano più andare il lettore? Perché oltre a tutto il resto (personaggi tormentati e affascinanti, un sistema magico molto originale) ha imparato a mettere in pericolo l’essenza stessa dell’universo. La storia principalmente è legata a

the little human stories inside of the epic were what made the epic worth reading

Gli esseri umani. Hraten. È il cattivo della situazione, giusto? Noi, e gli altri personaggi, lo odiamo così come odiamo il suo fanatismo e l’assolutismo della sua religione che distingue le persone solo in fedeli da un lato ed eretici da convertire forzatamente o da sterminare dall’altro. Una situazione immaginaria che però ci fa riflettere sulla nostra realtà. Possiamo leggere un fantasy come una storia immaginaria che parla di avvenimenti impossibili, in fondo nel romanzo ci sono gli Aon e gli elantriani erano realmente in grado di compiere magie, o quando il libro lo consente possiamo guardare determinate situazioni in cui viviamo anche noi con un distacco che la nostra realtà non ci consente. Perché per quanto Hraten possa essere fetente, lui sa di essere il solo che si erge fra la gente che deve convertire e l’annientamento totale, quindi entro certi limiti è un salvatore. Sarene, personaggio femminile che si trova in un ambiente che non conosce, è vincolata da ben precisi limiti legati al suo sesso, e nonostante questo riesce davvero a cambiare le cose, e Raoden, dannato senza colpa e per nulla disposto ad arrendersi, sono le altre due figure intorno a cui ruota la storia.

Ho ricordi un po’ troppo vaghi del romanzo, ricordo alcuni punti di svolta fondamentali, alcuni episodi, ma altre cose sono sfumate via o forse non le ho mai percepite. Quello che noto ora proviene dal capitolo 4:

Era giunto come una tempesta: perfino Raoden se lo ricordava. La terra stessa si era fratturata, un enorme abisso era apparso al sud e tutta Arelon aveva tremato. Con la distruzione, Elantris aveva perso la sua gloria.

Cioè, Sanderson ci dà un’informazione fondamentale fin da subito, ma dubito che l’altra volta io avessi dato molte importanza a questa frase. E poi l’essenza del Cosmoverso, il ripresentarsi in ogni mondo della figura di Hoid, sono cose che voglio indagare. Intanto apprezzo le raffigurazioni degli Aon inseriti nell’ebook del decimo anniversario. Ho amato le illustrazioni di Il Ritmatista, potrei non amare queste?

Ultima nota: sul sito di Sanderson è possibile trovare un bel po’ di material extra sul romanzo: https://brandonsanderson.com/books/elantris/elantris/.

 

Pubblicato in Brandon Sanderson, citazioni | Contrassegnato | 11 commenti

Dall’Apologia di Socrate di Platone

Cosa abbiate provato voi, cittadini Ateniesi alle asserzioni dei miei accusatori,1 io non so dire. È ben vero che anch’io, sotto la spinta del loro argomentare, giunsi per un poco a dimenticarmi di me stesso, tale era la forza di persuasione con cui parlavano; quanto alla verità tuttavia, per così dire, essi non dissero un bel nulla. Ma tra le molte affermazioni che fecero, mentendo, una mi ha colpito in modo particolare: ed è questa nella quale sostennero che occorreva che voi vi guardaste bene da non essere tratti in inganno da me, come da uno parecchio navigato nell’eloquenza. Che non abbiano poi provato vergogna per il fatto che subito sarebbero stati smentiti da me con i fatti, giacché non apparirà neppure un poco che io sia abile parlatore, questo a me parve il colmo della loro impudenza a meno che essi non chiamino parlatore sagace chi dice la verità.

Perché, se affermano questo, allora potrei ammettere anche di essere un buon parlatore, ma non nel modo che essi sostengono. Costoro dunque, come io affermo, non hanno detto nulla di vero, voi invece udrete da me tutta la verità, e non, per Zeus, cittadini d’Atene, discorsi elegantemente elaborati, come quelli di costoro, adorni di frasi e di belle parole, ma ascolterete argomentazioni non preparate, con le prime parole che capitano – confido infatti che siano giuste le cose che io dico – e nessuno di voi si aspetti altrimenti.

D’altra parte, non sarebbe neppure conveniente, cittadini, che io, a questa età, mi presentassi davanti a voi, a modellare bei discorsi, come un ragazzetto; e anzi, cittadini Ateniesi, nella maniera più decisa, di questo vi prego e vi scongiuro: se mi udirete difendermi con quei discorsi che sono solito fare in piazza davanti alle tavole dei cambiavalute,2 dove molti di voi mi hanno già ascoltato, o anche altrove, non fatevene meraviglia e non interrompetemi nemmeno a causa di questo. La cosa sta proprio così: è la prima volta, ora, che io salgo in tribunale, all’età di settanta anni, e pertanto ho inesperienza ed estraneità al linguaggio di questo luogo: e, dunque, come voi provereste indulgenza per me, se fossi realmente straniero e parlassi con quella lingua e in quel modo con i quali fossi cresciuto, ora specialmente di questo vi prego, ed a me sembra anche giusto, di non badare al modo della mia esposizione, forse peggiore, forse anche migliore di quella dei miei accusatori, ma di considerare soltanto questo e a questo volgere la mente: se dico o non dico cose giuste; perché questo è il compito di chi giudica, mentre quello di chi parla è di dire la verità.

Pubblicato in citazioni | Contrassegnato , | Lascia un commento

Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 20: Catelyn

I buoni non commettono mai azioni malvagie, i deboli e gli indifesi vanno sempre protetti, i prigionieri si trattano con rispetto… Quante volte George R.R. Martin con Le cronache del ghiaccio e del fuoco ci ha sorpreso rifiutando di adeguarsi a un cliché della narrativa? Lord Rickard Karstark fa parte dei buoni, giusto? È stato un vassallo di Ned, ha combattuto agli ordini di Robb, e per Robb sono morti due figli suoi, uccisi da Jaime Lannister mentre questi cercava di farsi strada per raggiungere Robb stesso. Eppure lord Rickard e sette dei suoi uomini hanno ucciso due guardie loro alleate per andare a massacrare due giovani prigionieri inermi. Karstark scarica la responsabilità delle sue azioni su Catelyn, che ha liberato Jaime, e certo lei ha sbagliato e l’ha passata fin troppo liscia per quell’azione, ma questo non giustificava lui nel fare quel che ha fatto. E come dovrebbe comportarsi un re di fronte all’azione di Karstark? A completare il quadro arriva il Pesce Nero, che informa il suo sovrano della partenza di tutti gli uomini di Karstark.

Martin ha più volte ricordato le parole di J.R.R. Tolkien, il quale si era limitato a dire, alla fine di Il signore degli anelli, che Aragorn era stato un buon re. Lui si è chiesto cosa significhi essere re, e ha sbattuto le sue conclusioni in faccia a Robb. Robb non è mai stato sconfitto sul campo, in teoria starebbe vincendo la guerra, eppure i suoi alleati gli sfuggono uno dopo l’altro.

«Che gli Estranei si portino lady Lysa alla dannazione, allora!» imprecò Robb, pieno di disperato furore. «E anche Rickard Karstark. E Theon Greyjoy, Walder Frey, Tywin Lannister e tutti quanti loro. Dèi misericordiosi, per quale motivo un uomo vorrebbe diventare re? Quando erano tutti ammucchiati in quella sala, a urlare “re del Nord, re del Nord”, ho detto a me stesso… ho giurato a me stesso… di essere un buon re, onorevole come mio padre, forte, giusto, leale verso i miei amici, coraggioso nell’affrontare i miei nemici. Mentre adesso… non riesco nemmeno più a distinguere gli uni dagli altri. Com’è possibile che tutto sia diventato così… confuso? Lord Rickard ha combattuto al mio fianco in mezza dozzina di battaglie. Per me, i suoi figli sono morti al Bosco dei Sussurri. Tion Frey e Willem Lannister erano miei nemici. Eppure, per vendicare questi nemici, adesso sono costretto a uccidere il padre dei miei amici morti.»

La decisione finale per Robb, per un figlio di Ned Stark, è inevitabile.

«In battaglia, non avrei esitato a uccidere Tion e Willem. Ma questa non è stata una battaglia. Quei due ragazzi dormivano nei loro letti, nudi e disarmati, in una cella dove io li avevo rinchiusi. Rickard Karstark ha ucciso molto di più di un Frey e di un Lannister. Ha ucciso il mio onore. Farò i conti con lui all’alba.»

E, come Ned, Robb esegue la sentenza personalmente. Robb è uno Stark e come tutti gli Stark è legato al Nord. È la stessa Catelyn a confidarlo, più tardi, a Jeyne Westerling.

«Esistono circostanze» disse lentamente Catelyn «in cui la cosa migliore è non fare niente. Quando arrivai a Grande Inverno la prima volta, quando vedevo Ned ritirarsi da solo sotto il suo albero del cuore, io soffrivo. C’era una parte del suo spirito in quell’albero, lo sapevo, una parte che con me lui non avrebbe mai condiviso. Eppure, capii molto presto, privato di quella parte, Ned non sarebbe stato Ned. Jeyne, piccola mia, tu hai sposato il Nord, come feci anch’io. E nel Nord… gli inverni alla fine arrivano.»

Nonostante tutte le altre guerre, credo che quest’aspetto non vada dimenticato. Jeyne se ne va e a Catelyn non rimane che attendere.

Pubblicato in citazioni, George R.R. Martin rilettura | Contrassegnato | Lascia un commento

Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Capitolo 37: L’Ultima Battaglia (3)

Rilettura di Memoria di luce di Robert Jordan e Brandon Sanderson.

37: L’Ultima Battaglia

La realtà si sta sfaldando e l’uso del fuoco malefico provoca crepe che conducono dritte nell’oscurità. Egwene trova un rimedio, ma quanto peso ancora può riuscire a sostenere? Subito dopo nota l’assenza di Gawyn.

«Mandate qualcuno a prenderlo» disse Egwene. Adesso la sua voce era fredda, arrabbiata. Non poteva renderla diversa. «A quanto pare si è unito alle armate andorane.»

«Lo farò io» disse Bryne, una mano sulla spada e l’altro braccio sollevato verso uno degli stallieri. «Non mi può essere affidato il comando degli eserciti, ma almeno questo posso farlo.»

Perché? In realtà credo che tutti avessimo dimenticato la visione di Min, convinti che si fosse già avverata quando si erano salvati a vicenda, mentre qui vediamo che il gesto di Gawyn spinge Gareth Bryne lontano dal centro di comando delle Aes Sedai. Subito dopo è la volta di Siuan, mandata da Tuon. La conversazione fra Egwene e Siuan, riletta ora, fa davvero male.

«Quando una Regina invecchia,» disse Siuan «comincia a pensare alla sua eredità. Luce, ogni donna di una certa età probabilmente inizia a pensare le stesse cose. Avrà una erede che possa mantenere ciò che ha creato? Più una donna cresce in saggezza, più si rende conto che ciò che può realizzare da sola impallidisce a paragone di ciò che può realizzare il suo retaggio.

«Ebbene, suppongo di poterti reclamare del tutto come mia e non ero esattamente lieta che qualcuno mi succedesse. Ma è… rassicurante sapere che ho avuto una parte nel plasmare ciò che verrà. E se una donna deve desiderare un retaggio, non potrebbe sognarne uno migliore di te. Grazie. Sorveglierò questa donna seanchan per te e forse aiuterò Min a sfuggire alla rete per pesci zannuti in cui si è ritrovata.»

Siuan si allontanò, chiedendo a Yukiri di crearle un passaggio prima di andare con Bryne. Egwene sorrise, osservandola dare un bacio al generale. Siuan. Che baciava un uomo davanti a tutti.

Egwene sente Gawyn da lontano, noi lo vediamo in azione. Sul suo cammino vede il cadavere di un custode, Symion, e se anche è qualcuno che non conosciamo, vedere cosa lo aspetta anche dopo la morte è inquietante.

La rabbia di Egwene si riversò attraverso il legame. Gawyn sorrise. Non si era aspettato che sarebbe stata contenta. Mentre correva e delle frecce tranciavano il terreno attorno a lui, trovò pace nella sua scelta. Una volta, forse, l’avrebbe fatto per l’orgoglio della battaglia e l’opportunità di confrontarsi con Demandred.

Non era questa la sua intenzione ora. La sua intenzione era la necessità. Qualcuno doveva combattere questa creatura, qualcuno doveva ucciderla oppure avrebbero perso la battaglia. Lo capivano tutti. Rischiare Egwene o Logain sarebbe stato un azzardo troppo grande.

Gawyn era sacrificabile. Nessuno l’avrebbe mandato a fare questo – nessuno avrebbe osato –, ma era necessario.

E questo è il motivo per cui Gawyn ha agito come ha agito. Da quando Elayne ha trovato il modo di aprirgli gli occhi e farlo venire a patti con sé stesso Gawyn ha combattuto l’orgoglio e fatto solo ciò che doveva fare. Ha salvato Egwene due volte, dagli assassini Seanchan e dagli Shariani, nel secondo caso indossando consapevolmente un anello che ha segnato la sua condanna a morte, anche se oltre a lui lo sa solo Egeanin. Ora sta tentando di salvare l’esercito, consapevole che Egwene non gradisce le sue azioni ma anche della necessità di fermare Demandred. Lui è sacrificabile, e questa è una cosa che troppo spesso vedo dimenticata. Come soldato la sua importanza è minima, anche uno spadaccino come lui da solo non può risollevare le sorti della battaglia – ammesso di farlo andare davvero a combattere, cosa che non viene fatta perché il suo posto è accanto a Egwene – e la sua eventuale morte farebbe male a Egwene ma non l’annienterebbe. Non solo, Gawyn ragiona in modo pratico, per ottenere lo scopo che si prefigge, anche se per farlo deve dimenticare le regole della cavalleria.

Gawyn estrasse il pugnale dal fodero alla cintura. Avrebbe dovuto trascinare Demandred giù da cavallo, poi colpirlo al volto con il coltello. Gli sembrava un attacco da codardo, ma era il modo migliore. Se l’avesse fatto cadere a terra, Gawyn avrebbe potuto…

Demandred si girò all’improvviso e guardò verso Gawyn.

Se Demandred non si fosse girato lui avrebbe provato ad assassinarlo con un attacco alle spalle. Non particolarmente leale, vero, ma viste le circostanze la lealtà nei confronti di Demandred è davvero così importante? A Gawyn però le cose non vanno proprio nel modo migliore. Fallito il tentativo di omicidio non gli resta che combattere, sapendo di essere uno dei migliori spadaccini della sua epoca e avendo anche le capacità potenziate dai tre anelli che indossa.

Galad non aveva sentito che Demandred fosse noto per la sua maestria con la spada, ma era abile come qualunque altro Gawyn avesse mai affrontato. Meglio, per la verità.

Peccato che Demandred con la spada sia molto più abile di quanto lui si aspettasse, di quanto gli antichi testi avevano tramandato. La sua età conta relativamente, Demandred ha trascorso la maggior parte della sua vita, durante l’Epoca Leggendaria, in un tempo di pace, quando non aveva bisogno di combattere per salvarsi la vita, e per tremila anni è rimasto prigioniero nel Foro. Ricordiamo come Egwene ha sconfitto Mesaana? La Reietta si sentiva molto più esperta della rivale, e invece l’Amyrlin l’ha trattata come una bambina capricciosa e immatura e l’ha schiacciata con il peso della Torre Bianca. Vero, Egwene è molto più matura di Gawyn, ma non si può condannare Gawyn perché ha pensato, in queste circostanze, di poter battere Demandred, o perché si è reso conto che vista la posta in gioco valeva la pena rischiare il fallimento. E fallisce. Demandred gli infligge una ferita mortale e poi si disinteressa di lui.

Il gruppo di Faile pianifica sulle prossime mosse da fare nel tentativo di portare il Corno di Valere dalla Macchia al Campo di Merrilor. Vanin e Harnan sono considerati Amici delle Tenebre e risultano dispersi.

Perrin si sveglia parzialmente guarito a Mayene, scopre della sparizione di Faile e si rende conto di dover riposare.

Androl, Pevara e gli altri si riprendono dall’attacco di Demandred, e Androl ci mostra un nuovo uso dei Passaggi:

Androl sganciò la piccola tazza di stagno dalla cintura e sollevò distrattamente la mano, le dita verso il basso. Le premette come se stesse schiacciando qualcosa tra esse e, quando le allargò, un minuscolo passaggio si aprì nel mezzo. Ne uscì dell’acqua, riempiendo la tazza.

Pevara si sedette accanto a lui, accettando la tazza quando gliela offrì. Bevve, poi sospirò. «Fresca come acqua montana.»

«Proprio di quello si tratta» disse Androl.

«Mi ricorda che volevo chiederti qualcosa. Come fai?»

«Questo?» disse lui. «È solo un piccolo passaggio.»

«Non è questo che intendo. Androl, sei appena arrivato qui. Non puoi aver avuto il tempo per memorizzare questa zona abbastanza bene da aprire un passaggio verso una qualche sorgente montana a centinaia di miglia di distanza.»

Androl fissò Pevara con sguardo vacuo, come se avesse appena udito una notizia sorprendente. «Non lo so. Forse ha qualcosa a che fare con il mio Talento.»

«Capisco.» Pevara rimase in silenzio per un momento. «A proposito, cos’è successo alla tua spada?»

Androl allungò una mano verso il fianco di riflesso. Il fodero pendeva lì, vuoto. Aveva lasciato cadere la spada quando il fulmine si era abbattuto vicino a loro e non aveva avuto la presenza di spirito di raccoglierla mentre fuggivano. Gemette. «Garfil mi manderebbe a macinare orzo dal furiere per quattro settimane di fila se lo venisse a sapere.»

«Non è così importante» disse Pevara. «Hai armi migliori.»

«È il principio» disse Androl. «Portare una spada me lo ricorda. È come… Be’, vedere una rete mi ricorda quando pescavo attorno a Mayene e l’acqua montana mi ricorda Hain. Piccole cose, ma le piccole cose hanno importanza. Mi occorre essere di nuovo un soldato. Dobbiamo trovare Taim, Pevara. I sigilli…»

«Be’, non possiamo trovarlo come abbiamo provato. Non sei d’accordo?»

Lui sospirò ma annuì.

«Eccellente» disse lei. «Odio essere un bersaglio.»

«Cosa facciamo invece?»

«Il nostro approccio dev’essere esaminare attentamente la situazione, non agitare spade.»

Probabilmente aveva ragione. «E… quello che abbiamo fatto? Pevara, tu hai usato il mio Talento.»

«Vedremo» disse lei, sorseggiando dalla tazza. «Ora, se solo questo fosse tè.»

Androl sollevò le sopracciglia. Riprese la tazza, aprì un piccolo passaggio tra due dita e lasciò cadere dentro qualche foglia secca di tè. Fece bollire l’acqua per un attimo con un filamento di Fuoco, poi lasciò cadere dentro un po’ di miele da un altro passaggio.

«Ne avevo un po’ nella mia officina alla Torre Nera» disse lui, porgendole di nuovo la tazza. «A quanto pare, nessuno l’ha spostato.»

Davvero, ha un approccio alle cose pratico e originale che mi piace tantissimo. La storia d’amore che sta crescendo fra i due è forse la più bella dell’intera Ruota del Tempo, mi sa che serviva la mano di Sanderson su quest’aspetto, perché Jordan ha fatto agire troppo spesso i suoi protagonisti da ragazzini immaturi.

«Sto cercando di leggere quel pensiero» disse Pevara. «Mi hai appena… paragonata a una vecchia cinghia di cuoio?»

Lui arrossì.

«Supporrò che si tratti di una cosa da conciatori.» Sorseggiò il tè.

«Be’, tu continui a paragonarmi a… Cos’è? Un mucchio di statuette?»

E la conclusione della loro sezione?

«Qual è il tuo piano?»

«Taim sarà sempre circondato da tirapiedi. Se continuiamo ad attaccare come prima, verremo fatti a brandelli prima di riuscire ad arrivare da lui. Dobbiamo raggiungerlo in modo furtivo.»

«E come possiamo riuscirci?»

«Dipende. Quanto puoi essere pazzo, se la situazione lo richiede?»

Perché sono arrivati così tardi nella storia? Retrospettivamente sento la mancanza di una loro presenza nei romanzi precedenti.

Ruarc combatte da quel guerriero straordinario che è, almeno fino a quando non viene colpito dalla Compulsione di Graendal. Oh, Ruarc! Il suo fato non poteva toccare a Bael o Timolan o Dhearic o Han o anche a tutti quanti gli altri messi assieme piuttosto che a Ruarc? Io lo conto qui, e decisamente non è una perdita da poco.

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell’Ajah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Due membri del gruppo di Faile uccisi uno da un ramoscello e un altro da del fango nella macchia. 308 e 309.

Kiruna Nachiman, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 310.

Faeldrin Harella, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 311.

Sarene Nemdhal, dell’Ajah Bianca, schiacciata dalla Compulsione di Graendal. 312.

Vitalien, Custode di Sarene, ucciso da Graendal. 313.

Un carrettiere del gruppo di Faile mangiato da un albero nella Macchia. 314.

Ruarc, capoclan degli Aiel Taardad, vittima della Compulsione di Graendal. 315.

Rand e il Tenebroso continuano a combattere, con quest’ultimo che distrugge la visione di pace del drago.

Sapeva che l’Ultima Battaglia non era un fallimento. Ma la gente stava morendo. Pensava di mettere fine a tutta la morte, a tutto il dolore?

Questa dovrebbe essere la mia lotta, pensò. Loro non dovrebbero morire. Il suo sacrificio non era sufficiente?

Questo si era domandato, più e più volte.

Rand non è ancora riuscito a lasciar andare, eppure nessuno può caricare su di sé tutto il peso del mondo.

Egwene si blocca nel mezzo del combattimento a causa della ferita subita da Gawyn.

«Passa il legame a me.»

Egwene rimase impietrita.

«Sai che è la cosa giusta da fare» disse Silviana. «Se morisse potrebbe distruggerti. Lascia che sia io ad avere il legame. Mi permetterà di trovarlo e proteggerà te, nel caso in cui dovesse morire.»

Egwene la guardò come se avesse giurato fedeltà al Tenebroso. Forse, essendo una Rossa, non avrebbe dovuto chiederlo: le Rosse sapevano poco sui Custodi. Le sorelle potevano comportarsi in modo sciocco al riguardo.

«No» disse Egwene. «No, non lo prenderò nemmeno in considerazione. Inoltre, se muore, mi proteggerebbe solo passando il dolore a te.»

«Io non sono l’Amyrlin.»

«No. Se muore, sopravvivrò e continuerò a combattere. Balzare da lui tramite un passaggio sarebbe sciocco, come dici tu, e non permetterò che tu faccia nemmeno quello. È sulle Alture. Ci faremo strada combattendo, come ordinato, e in quel modo potremo raggiungerlo. È la scelta migliore.»

Per quanto dolore Gawyn abbia dato a Egwene, lei quel dolore lo ha scelto. Avrebbe potuto rilasciare il legame, anche se questo avrebbe sicuramente comportato la morte immediata di lui, e lei non ne avrebbe risentito. O avrebbe potuto passare il legame a Silviana, che si era offerta, in modo da continuare a tenerlo in vita per quanto debolmente, e avrebbe continuato a conoscere la posizione di lui grazie alle indicazioni della sua Custode degli Annali, proteggendosi allo stesso tempo dallo shock della sua eventuale morte. Lei, come lui, ha scelto di rischiare, consapevole che comunque avrebbe continuato a combattere.

Birgitte ha perso tutte le sue memorie di Eroina del Corno. La battaglia continua, Elayne e Galad discutono su quanto sta avvenendo fino a quando Mat non manda al Capitano Comandante dei Figli della Luce un messaggio con tanto di ter’angreal che protegge dagli incanalatori.

Galad, non c’è molto tempo per un linguaggio elaborato. Tu sei il solo di cui mi fido per questa missione. Farai ciò che è giusto, perfino quando nessuno dannatamente lo vuole. Gli uomini delle Marche di Confine potrebbero non avere il fegato, ma scommetto di potermi fidare di un Manto Bianco. Prendi questo. Di’ a Elayne di crearti un passaggio. Fai ciò che va fatto.

Mat

Una volta tanto il fare sempre ciò che va fatto, la rigidità di Galad, gioca in nostro favore. Va bene, è da quando è diventato il Capitano Comandante dei Figli della Luce che lo apprezzo, dopo il suo duello con Valda non avrei potuto non gradire le sue azioni, anche se per certi versi è ancora troppo rigido. Mat però sa benissimo come prenderlo.

P.S. In caso tu non sappia cosa significa ‘fare ciò che va fatto’, significa che voglio che tu vada dannatamente a massacrare quante più incanalatrici sharane puoi. Scommetto un intero marco di Tar Valon – è stato limato solo un poco ai bordi – che non riesci a ucciderne venti.

MC

Anche in una situazione come questa parla di un marco contraffatto? Ci voleva lui al comando, non c’è dubbio. E la scommessa è una di quelle che non può perdere, soprattutto perché è formulata in modo tale da spingere Galad a fargliela perdere.

«Puoi farlo, allora?» chiese Elayne. «Uccidere delle donne?»

«Forse una volta avrei esitato,» disse Galad «ma sarebbe stata la scelta sbagliata. Le donne sono pienamente capaci di essere malvagie quanto gli uomini. Perché dovrei esitare a uccidere le une ma non gli altri? La Luce non giudica basandosi sul sesso, bensì sui meriti del cuore.»

«Interessante.»

«Cos’è interessante?» chiese Galad.

«Hai effettivamente detto qualcosa che non mi fa venire voglia di strangolarti. Forse c’è speranza per te, prima o poi, Galad Damodred.»

Davvero, neppure io qui voglio strangolarlo, quindi qualche speranza per Galad c’è. Queste parole di Galad secondo me derivano direttamente da Jordan, senza la mediazione di Sanderson: lui si è trovato a uccidere almeno una donna ed è dovuto venire a patti con quest’azione e con la consapevolezza che fosse la sola cosa giusta da fare.

Mat porta avanti piani complicatissimi e deve pure tenere a bada Logain e le sue bizze.

Sangue e dannate ceneri… Sono tutti pazzi. Purtroppo, cos’altro poteva fare Mat contro uno dei Reietti? In questo momento il suo piano di battaglia ruotava attorno al tenere Demandred occupato, costringendolo a rispondere. Se Demandred doveva agire come generale, non poteva fare tanti danni incanalando.

Mat avrebbe dovuto escogitare qualcosa per occuparsi del Reietto. Ci stava lavorando. Ci aveva lavorato per l’intera dannata battaglia e non gli era venuto in mente nulla.

I danni maggiori Demandred li fa incanalando, per questo costringerlo ad agire come generale – quel che sta facendo Mat – o distrarlo in un altro modo è fondamentale. Mat non crede che Logain abbia alcuna possibilità contro il Reietto, ma farlo combattere con il potere contro un altro incanalatore significa impedirgli di uccidere con il potere centinaia se non migliaia di persone. Allo stesso modo Gawyn, con il suo attacco suicida, ha costretto Demandred ad agire come spadaccino, e per breve tempo ha aiutato l’esercito della Luce. Il suo gesto non è stato un gesto inutile.

Quando se ne va Min vede ancora che Logain si coprirà di gloria, subito dopo un Uomo Grigio entra nella tenda e la situazione precipita.

Nel bel mezzo del caos Siuan arriva e salva Min.

«Tu non dovresti essere qui!» disse Min. «Te l’ho detto. Sta’ vicino a Gareth Bryne!»

«Sono stata vicino a lui, quasi quanto i suoi indumenti intimi, se vuoi saperlo. Grazie a questo ci siamo salvati la vita a vicenda, perciò suppongo che le visioni siano esatte. Si sono mai rivelate sbagliate?»

«No, te l’ho detto» sussurrò Min. «Mai. Siuan… Ho visto un’aura attorno a Bryne che significava che dovevate restare assieme, oppure tutti e due sareste morti. È sospesa sopra di te in questo momento. Qualunque cosa pensi di aver fatto, la visione non si è realizzata. È ancora lì

Siuan rimase impietrita per un momento. «Cauthon è in pericolo.»

«Ma…»

«Non m’importa, ragazza!» Lì accanto la terra tremò per la forza dell’Unico Potere. Le damane stavano rispondendo all’attacco. «Se Cauthon cade, questa battaglia è perduta! Non m’importa se moriamo entrambi per questo. Dobbiamo aiutarlo. Muoviti!»

Perché? Siuan e Gareth si sono separati come conseguenza della decisione di Gawyn di attaccare Demandred, e questo è quel che più mi spiace riguardo alla missione suicida di Gawyn. Siuan è consapevole dei rischi, sa di aver fatto un ottimo lavoro e sa riconoscere le priorità, ma dopo aver dedicato l’intera vita alla ricerca del Drago, ai preparativi per l’Ultima Battaglia, alla caccia all’Ajah Nera e all’addestramento della nuova Amyrlin meritava di trovare un po’ di felicità e di potersi dedicare finalmente a sé stessa. E invece no, in mezzo al caos e alla violenza Mat, Tuon e Min si salvano ma Siuan viene uccisa, e viene pure uccisa fuori scena.

Min gli si accostò. «Anche Siuan è qui. Lei…»

Mat indicò. Siuan era stesa sul pavimento dell’edificio. I suoi occhi fissavano il vuoto e tutte le immagini sopra di lei erano sparite.

Va bene, aveva appena detto che la sua vita non era importante, si era salutata con Egwene in modo commovente, ma se proprio doveva morire avrei almeno voluto vederla morire combattendo, non trovare il suo cadavere dopo un combattimento. Oh, Siuan! E visto che le visioni di Min non sono mai sbagliate conto qui anche Gareth Bryne. Oh, Gareth! Che nessuno mi venga a dire che in questa saga non muoiono personaggi importanti, perché il conto del macellaio ha iniziato a farsi pesante e siamo ben lontani dalla fine.

Da L’Occhio del Mondo a Le torri di mezzanotte: 297.

Nazar, ucciso dalla Progenie dell’Ombra al Passo di Tarwin. 298.

Nalaam, Asha’man ucciso da Mazrim Taim e i suoi accoliti mentre stava cercando di liberare Logain. 299.

Bulen, soldato malkierano ucciso dai Trolloc al Passo di Tarwin. 300.

Evin, Soldato della Torre Nera convertito a forza da Mazrim Taim e da lui ucciso quando, con un trucco, Androl è riuscito a farlo rivoltare contro il suo nuovo padrone. 301.

Deepe, Asha’man sopravvissuto a Maradon e ucciso da Mazrim Taim mentre combatteva agli ordini di Lan. 302.

Romanda, Aes Sedai uccisa dagli Shariani. 303.

Tenobia, regina di Saldaea, morta a causa di un attacco suicida ispirato ad Agelmar dalla Compulsione di Graendal. 304.

Gallenne, capitano delle Guardie Alate di Mayene morto durante la battaglia di Cairhien. 305.

Trom, Figlio della Luce e braccio destro di Galad, morto durante la battaglia di Cairhien. 306.

Berisha Terakuni, dell’Ajah Grigia, assassinata durante una bolla di male per nascondere il fatto che ha involontariamente mandato il gruppo di Faile nella Macchia. 307.

Due membri del gruppo di Faile uccisi uno da un ramoscello e un altro da del fango nella macchia. 308 e 309.

Kiruna Nachiman, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 310.

Faeldrin Harella, dell’Ajah Grigia, uccisa da Graendal presso Shayol Ghul. 311.

Sarene Nemdhal, dell’Ajah Bianca, schiacciata dalla Compulsione di Graendal. 312.

Vitalien, Custode di Sarene, ucciso da Graendal. 313.

Un carrettiere del gruppo di Faile mangiato da un albero nella Macchia. 314.

Ruarc, capoclan degli Aiel Taardad, vittima della Compulsione di Graendal. 315.

Siuan Sanche, uccisa nell’attacco degli shariani al centro di comando di Mat. 316.

Gareth Bryne, ucciso durante una carica dopo la morte di Siuan. 317.

Egwene combatte nel tentativo di raggiungere Gawyn.

Pubblicato in Brandon Sanderson, citazioni, Robert Jordan rilettura | Contrassegnato , | Lascia un commento

Novità di novembre 2017 – Prima parte

 

Jennifer L. Armentrout, L’ombra di Ares. Covenant series. Vol. 5, HarperCollins, 16,00 €

Mentre il mondo dei mortali scivola nel caos, travolto da una guerra in cui divinità, Puri e Mezzosangue si affrontano senza esclusione di colpi, Alex per la prima volta non sa cosa fare. La scioccante sconfitta che ha lasciato sul suo corpo ferite indelebili ha segnato profondamente anche la sua anima, costringendola a dubitare di se stessa e delle sue reali capacità di mettere fine a quell’insensato conflitto una volta per tutte. Come se non bastasse, gli ostacoli che separano lei e Aiden dalla felicità sembrano moltiplicarsi, e l’idea di doversi fidare di un nemico letale per scendere ancora una volta negli Inferi e liberare uno degli dei più potenti e pericolosi di tutti i tempi è a dir poco destabilizzante. Ma la resa dei conti è ormai imminente, e Alex sa che sarà messa di fronte a una scelta terribile: la distruzione di tutto ciò che ha di più caro… o la propria fine.

 

 

Jennifer L. Armentrout, Tra due mondi. Covenant series. Vol. 1, HarperCollins, 9,90 €

Edizione economica. La sinossi:

Gli Hematoi discendono dall’unione di dei e mortali, e i figli di due Hematoi di sangue puro hanno poteri di origine divina. I nati dall’unione tra i figli degli Hematoi e i mortali, invece… be’, non proprio. I Mezzosangue hanno solo due possibilità: venire addestrati per diventare Sentinelle con il compito di combattere e uccidere i daimon o diventare servitori nelle dimore dei Puri. La diciassettenne Alexandria preferirebbe rischiare la vita lottando che sprecarla pulendo i pavimenti, ma non è detto che ci riesca. La sua condotta, infatti, è tutt’altro che irreprensibile. Ci sono diverse regole che gli studenti del Covenant, come lei, devono seguire e Alex ha dei problemi con tutte, ma soprattutto con la numero 1: le relazioni tra i Puri e i Mezzosangue sono proibite. Sfortunatamente, lei è attratta da Aiden, bellissimo e… Puro. Comunque innamorarsi di Aiden non è il suo più grande problema, rimanere in vita abbastanza a lungo e diventare una Sentinella invece sì. Se fallirà nel suo compito, dovrà fronteggiare un futuro più terribile della morte o della schiavitù: diventerà un daimon, e Aiden le darà la caccia. E quella sarebbe una vera disgrazia.

 

 

Jennifer L. Armentrout, Cuore puro. Covenant series. Vol. 2, HarperCollins, 9,90 €

Edizione economica. La sinossi:

Essere destinata a diventare una specie di fonte di energia soprannaturale non è esattamente quello che Alexandria sognava nella vita. Neanche se i suoi poteri servono a Seth, l’Apollyon, il più potente dei Mezzosangue, nonché… la sua ombra. Seth non la lascia un momento: la segue durante gli allenamenti, l’aspetta alla fine delle lezioni, compare persino nella sua camera da letto. È vero che la sua presenza ha anche degli effetti benefici – per esempio, con lui accanto Alex non ha più gli incubi terribili del tragico confronto con la madre – ma non ha alcuna influenza sui sentimenti fortissimi e proibiti che prova per il Puro Aiden… e nemmeno su ciò che lui è disposto a fare, e a sacrificare, per lei. Quando i daimon penetrano nel Covenant e attaccano gli studenti, gli dei inviano le Furie, divinità minori determinate a distruggere ogni pericolo per la scuola, incluso l’Apollyon e… Alex. E come se avere a che fare con un’orda di mostri dell’etere non fosse abbastanza, un’altra misteriosa minaccia incombe su di loro: qualcosa, o qualcuno, vuole neutralizzare Seth, anche se questo significa rendere schiava Alex o addirittura ucciderla. Ma quando ci sono di mezzo gli dei, semplicemente alcune decisioni non possono essere cambiate. Per nessun motivo.

 

 

Margaret Atwood, Seme di strega, Rizzoli, 20,00 €

Felix è un regista teatrale di successo. Da parecchie stagioni, le punte di diamante del cartellone del Makeshiweg Theatre Festival sono proprio i suoi allestimenti ingegnosi, provocanti per natura. Eppure, nulla di ciò che ha portato in scena finora potrà reggere il confronto con la brillante, spiazzante rilettura della shakespeariana Tempesta che, all’indomani della morte dell’amata figlia Miranda, Felix si è messo in testa di produrre. O per lo meno, questo è il piano. Se non che, vittima di un volgare tradimento da parte del suo socio in affari, Felix si ritrova d’improvviso a vivere in totale solitudine, estromesso con un colpo di mano dal mondo del teatro, in una catapecchia in mezzo al niente: uno sconfortante luogo pieno di assenze che però si rivela ben presto ideale per rimasticare le sue mire di vendetta contro chi pensava di averlo ormai escluso, giocando d’astuzia, dal palcoscenico della vita.

 

 

Pierdomenico Baccalario e Eduardo JaureguiIl libro perduto. La più incredibile storia mai scritta, Giunti, 12,90 €

Due avvenimenti misteriosi sconvolgono il mondo dei libri: il giorno del lancio di un nuovo bestseller, che il critico Leo Gutenberg ha definito “la più incredibile storia mai scritta”, da tutte le copie esistenti scompare l’inchiostro, le pagine sono bianche, spariti testo e illustrazioni. Il giorno dopo, mentre due fratelli, Alba e Diego, ascoltano insieme alla loro classe la lettura ad alta voce di Peter Pan, accade un fatto eccezionale: Capitan Uncino durante un combattimento afferra… una pistola laser! Che cosa sta succedendo? Che rapporto hanno i due eventi, un nuovo libro che scompare, e un classico con nuove scene che sconvolgono la trama e portano a un finale shockante per ogni lettore appassionato? Alba e Diego vengono così coinvolti in un’avventura che va oltre l’immaginabile. Età di lettura: da 8 anni.

 

 

Kendare Blake, La battaglia delle tre corone, Newton Compton, 10,00 €

Da che se ne ha memoria, sull’isola di Fennbirn ogni generazione è stata scandita dalla nascita di tre gemelle: tre regine, tutte ugualmente degne nella successione ereditaria della corona e tutte in grado di padroneggiare la magia. Mirabella è una fiera elementalista, sfacciata come i suoi incantesimi: governa il fuoco, i flutti e i fulmini con il solo schioccare delle dita. Katharine è in totale simbiosi con i veleni: può ingerire anche la più letale delle sostanze tossiche senza che le accada nulla. Arsinoe, invece, ha sviluppato una perfetta comunione con la natura: può far sbocciare le rose più incantevoli o ammansire i leoni con il suono gentile della sua voce. Ma per diventare regina non basta il diritto di nascita, ognuna di loro dovrà combattere duramente per ottenere la corona, perché non si tratta di un gioco in cui si vince o si perde… In ballo c’è la loro vita. Questa è la notte in cui le gemelle compiono sedici anni, la battaglia ha inizio.

 

 

Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti, Le guerre delle piramidi, Il ciliegio, 16,00 €

Fa seguito a Gli Eredi di Atlantide, libro pubblicato da Edizioni il Ciliegio nella collana Pegaso e con il quale gli autori hanno vinto nel 2016 il terzo premio del concorso Mondoscrittura – Città di Ciampino. Le guerre delle Piramidi riprende in parte impostazione e protagonisti del precedente testo, sebbene sia stato concepito per essere letto anche come una narrazione a se stante. Come il primo romanzo, il libro attinge per la sua ambientazione a varie teorie della cosiddetta “archeologia misteriosa”, a partire dalla quale è stata sviluppata l’idea dell’origine atlantidea della civiltà egizia, combinandole con lo spirito dell’epos classica, in particolare dell’Iliade, e donando un sapore arcaico all’ambientazione e al profilo psicologico dei personaggi. Gli autori, grandi appassionati dei romanzieri fantastici americani dei primi del Novecento quali R. E. Howard, H. P. Lovecraft o Jack Vance, hanno creato una prosa che si ispira alla produzione di questi maestri dello Sword & Sorcery e della letteratura fantastica.

 

 

Walter Catalano, Andrea Lazzeretti e Gian Filippo Pizzo, Guida al cinema fantasy, Odoya, 22,00 €

All’inizio degli anni ottanta del secolo scorso prima con “Excalibur” di John Boorman (1981 e poi con “Conan il barbaro” di John Milius (1982), nasce un nuovo genere cinematografico: il fantasy, che già aveva in ambito letterario una tradizione di tutto rispetto. Si tratta di storie per lo più avventurose che hanno una ambientazione barbarica o medievaleggiante dove un eroe o un gruppo di eroi, non necessariamente senza macchia e senza paura, combattono contro il male tra mille pericoli e difficoltà, rappresentate da esseri mostruosi, malvagi stregoni, incantesimi e fatture, alla ricerca non solo del modo di ripristinare la pace perduta ma anche di trovare un equilibrio in se stessi. Il libro ripercorre le tappe di questo genere cinematografico, da quei primi inizi alle successive realizzazioni che culmineranno nel 2001-2003 con l’approdo sullo schermo della più famosa trilogia letteraria del genere: “Il signore degli anelli” di J.R.R. Tolkien, realizzata da Peter Jackson. Ma non è soltanto questo ventennio a essere oggetto della presente narrazione; il racconto prosegue infatti fino ai giorni nostri attraverso pellicole quali le saghe di Harry Potter e delle Cronache di Narnia, le varie versioni per lo schermo del poema nordico “Beowulf”, le diverse riproposizioni del ciclo arturiano, eccetera. E non solo, perché, una volta identificati i canoni del genere, è stato compiuto un viaggio a ritroso individuando quei film che, sebbene catalogati allora in altri modi (storici, fantastici, mitologici, peplum), possono essere considerati fantasy ante litteram, a partire dal muto “I Nibelunghi” di Fritz Lang (1924).

 

 

Scott Cawthon e Kira Breed-Wrisley, Five Nights at Freddy’s. The Twisted Ones, Il Castoro, 18,50 €

Nonostante l’eccitazione per la nuova scuola e la possibilità di una vita diversa, la ragazza è continuamente preda di terribili incubi su un assassino mascherato e quattro raccapriccianti animatroni. Proprio quando Charlie pensa di essere riuscita a lasciarsi tutto alle spalle, vicino alla sua scuola vengono ritrovati dei cadaveri. Le ferite sui corpi sono pericolosamente familiari, tanto da trascinarla di nuovo nel terribile incubo delle sanguinarie creazioni del padre. Qualcosa di spaventoso sta dando la caccia a Charlie e, se la trova, questa volta non la lascerà andare. Età di lettura: da 13 anni.

 

 

Rébecca Dautremer, Il bosco addormentato, Rizzoli, 20,00 €

La bella addormentata nel bosco nella versione poetica e visionaria di una delle maggiori illustratrici del nostro tempo.

 

 

Silvana De Mari, La nuova dinastia, Lindau, 9,50 €

Come suo padre, impiccato per stregoneria, il giovane Artrid è un Divinatore, capace di vedere e parlare con i folletti, esseri magici in grado di predire il futuro. Temuto e scacciato come tutti i diversi, il ragazzo – con un po’ di aiuto – dovrà imparare a controllare il suo dono per poter salvare il regno dall’Ombra che ha stretto in una gelida morsa i cuori degli abitanti della città (e sposare la Principessa, altrimenti che storia è?).

L’articolo di presentazione del progetto originario Insieme per la scuola: http://www.fantasymagazine.it/23081/la-nuova-dinastia

La mia recensione: http://www.fantasymagazine.it/23256/la-nuova-dinastia

 

 

Neil Gaiman, Trigger Warning. Leggere attentamente le avvertenze, Mondadori, 13,50 €

Edizione economica. La sinossi:

Trigger warning è un’espressione che, nel web, segnala la presenza di un contenuto difficile da maneggiare, immagini o concetti che potrebbero turbare i visitatori. Qualcuno vorrebbe mettere un trigger warning anche su opere letterarie e artistiche che potrebbero spaventare o inquietare. Ma le storie, ci suggerisce Neil Gaiman, non avrebbero forse sempre bisogno di questa avvertenza? Attenzione, c’è un grilletto pronto a sparare! Le storie infatti spesso turbano le nostre certezze, aprono porte che volevamo sigillate, ci tolgono il terreno sotto i piedi e ci scaraventano in luoghi oscuri e poco accoglienti. Il cuore inizia a battere più forte, manca il respiro, il passato ritorna con tutti i suoi mostri chiusi nell’armadio. In questa raccolta di racconti c’è il meglio di Neil Gaiman, e quindi ci sono storie che potrebbero turbarvi. Perché ogni pagina di questo libro è un grilletto e, ogni volta che viene premuto nel buio, noi impariamo qualcosa di noi stessi e delle nostre vite.

 

 

Stephanie Garber, Caraval, Rizzoli, 18,00 €

Il mondo, per Rossella Dragna, ha sempre avuto i confini della minuscola isola dove vive insieme alla sorella Tella e al potente, crudele padre. Se ha sopportato questi anni di forzato esilio è stato grazie al sogno di partecipare a Caraval, uno spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario in cui il pubblico partecipa attivamente; purtroppo, l’imminente, combinato matrimonio a cui il padre la sta costringendo significa la rinuncia anche a quella possibilità di fuga. E invece Rossella riceve il tanto desiderato invito, e con l’aiuto di un misterioso marinaio, insieme a Tella fugge dall’isola e dal suo destino… Appena arrivate a Caraval, però, Tella viene rapita da Legend, il direttore dello spettacolo che nessuno ha mai incontrato: Rossella scopre in fretta che l’edizione di Caraval che sta per iniziare ruota intorno alla sorella, e che ritrovarla è lo scopo ultimo del gioco, non solo suo, ma di tutti i fortunati partecipanti. Ciò che accade in Caraval sono solo trucchi ed illusioni, questo ha sempre sentito dire Rossella. Eppure, sogno e veglia iniziano a confondersi e negare la magia diventa impossibile. Ma che sia realtà o finzione poco conta: Rossella ha cinque notti per ritrovare Tella, e intanto deve evitare di innescare un pericoloso effetto domino che la porterebbe a perdere Tella per sempre…

 

Paolo Gulisano, Tolkien: il mito e la grazia. Con La mappa di Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, Ancora, 19,90 €

Confezione regalo in pvc trasparente con fascetta a colori.

La confezione include la nuova edizione di “Tolkien il mito e la grazia” e “La mappa de Lo Hobbit”.

La mappa a colori comprende una guida alla lettura.

La sinossi di Tolkien: il mito e la grazia:

Si tratta di una rilettura dei temi cristiani nell’opera di J. R. R. Tolkien, autore universalmente noto. L’elemento religioso, fortemente radicato nelle storie di Tolkien e nel loro simbolismo, nasce dal desiderio di comunicare la Verità. Con una trattazione piuttosto agile, il volume presenta una visuale ampia sugli aspetti biografici di Tolkien e fornisce un aiuto alla comprensione del mondo simbolico da lui creato. Edizione ampliata rispetto alla prima.

La sinossi di La mappa de Lo Hobbit:

“C’è in te più di quanto tu stesso non sappia”: queste parole di Thorin Scudodiquercia a Bilbo Baggins racchiudono il segreto de “Lo Hobbit”. Un mondo, quello creato da Tolkien, tutto da scoprire, tra luoghi della fantasia e simboli nascosti. Questo libro offre una mappa per addentrarvisi e una guida per scoprire i significati e i segreti della più bella fiaba del ‘900, all’origine dell’epica del Signore degli Anelli.

 

 

Charlaine Harris, Midnight, Texas. La città della notte, Tre60, 18,00 €

Benvenuti nella città dove essere diversi è normale… Da questo romanzo dell’autrice di True Blood, la serie tv Midnight, Texas
Fiji non aveva mai predetto il futuro, ma sapeva che quel momento avrebbe cambiato la loro vita. Prese il cellulare e compose un numero. «Polizia. Di che emergenza si tratta?» chiese una donna in tono secco. «No, non è un’emergenza», rispose Fiji, calma. «Però abbiamo trovato un cadavere. Di qualcuno morto da parecchio.»
A Midnight, in Texas, niente è come sembra. Protetto da un’apparente normalità, infatti, a Midnight vive un gruppo di persone che altrove sarebbe considerato perlomeno strano. Invece, lì, nessuno si stupisce se il Reverendo Sheehan passa il suo tempo nel cimitero, a benedire le tombe degli animali; se l’imponente Fiji dice di essere una strega (buona); se il prestante Bobo Winthrop afferma di vedere il futuro; se il pallidissimo Lemuel esce soltanto di notte… Eppure anche i singolari abitanti di Midnight si sconvolgono quando, in riva al fiume, viene scoperto il cadavere di una donna. C’entra forse il nuovo arrivato, Manfred Bernardo, un sensitivo assai insicuro del proprio talento? Oppure quel delitto è legato a qualcosa avvenuto molto tempo fa? E perché le indagini della polizia suscitano tanta preoccupazione? Quali segreti potrebbero rivelare?

Un estratto: https://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F145279.js&oid=3&c=&m=&l=it&r=&f=epub.

 

 

Markus Heitz, L’ira degli albi, Nord, 19,90 €

Dopo anni di guerre, le cinque stirpi di nani della Terra Nascosta hanno sconfitto gli eserciti degli albi grazie all’aiuto di Aiphatòn, l’imperatore albico che ha scelto di schierarsi contro la propria gente. Mentre i nani, gli uomini e gli elfi iniziano a ricostruire i loro regni, inaugurando un’epoca di prosperità, Aiphatòn è convinto invece che la sua missione non sia ancora conclusa. Per lui non ci sarà pace finché anche gli ultimi albi fuggiaschi non saranno eliminati. E il suo desiderio sembra avverarsi quando un incantesimo lo catapulta nella Terra dell’Aldilà, dove scopre due città albiche: Dsôn Elhàtor, la Sublime, situata su un’isola, e Dsôn Dâkiòn, la Fiera, annidata tra le montagne. Conoscendo la natura infida e malvagia del suo popolo, Aiphatòn è sicuro che basterà sfruttare la rivalità esistente tra le città per spingere i due sovrani ad annientarsi a vicenda. Tuttavia, proprio quando Aiphatòn sta per mettere in pratica il suo piano, una nuova minaccia stende la sua ombra oscura, un Male che non può essere contrastato né dai nani né dagli elfi, né tantomeno dagli uomini. Possibile che l’ultima speranza siano proprio gli albi? E riuscirà Aiphatòn a convincerli a combattere in difesa dei loro acerrimi nemici, o saranno loro a riportare nel gregge il guerriero ribelle? Ora più che mai, il destino della Terra Nascosta è appeso a un filo…

Un estratto: https://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F145903.js&oid=3&c=&m=&l=it&r=&f=pdf.

 

 

Robin Hobb, L’assassino. L’ultima caccia, Sperling & Kupfer, 24,90 €

«Questa è la nostra ultima caccia, vecchio lupo. E, come abbiamo sempre fatto, la affronteremo insieme.»
FitzChevalier aveva giurato a se stesso che mai più avrebbe prestato il braccio agli intrighi di corte, mai più avrebbe vestito i panni dell’assassino. Ma tutto è cambiato quando la sua bambina, la figlia più amata, Ape, è stata rapita dai Servi, che mirano a manipolare il futuro per accumulare ricchezze e potere. Credendola ormai morta, Fitz parte con l’amico più fidato, il Matto, per avere vendetta. Attraverseranno mezzo mondo, fino alle terre che lo stesso Matto si era ripromesso di non vedere mai più: l’inferno da cui era riuscito a fuggire. Ne porta ancora le ferite sul corpo, ma la sua forza non ne è stata scalfita. E Fitz non avrà più il vigore della gioventù, ma la sua destrezza con le lame, i veleni e la magia è ineguagliabile e letale. La loro missione è chiara: nessuna pietà, affinché nessun avversario possa rivedere l’alba. Sarà un viaggio di vendetta, ma anche di profonda trasformazione e rivelazioni mozzafiato. Nulla sarà più come prima, al termine di questa nuova avventura: l’atto finale della trilogia de L’assassino, un romanzo di insuperabile maestria, destinato a restare uno dei capolavori assoluti del genere fantasy.

 

 

Brian Jay Jones, George Lucas. La biografia, Il Castoro, 22,00 €

Il 25 maggio 1977, un film di fantascienza indipendente, che aveva subito ristrettezze di budget e innumerevoli difficoltà produttive, fece il suo debutto in soli trentadue cinema in tutti gli Stati Uniti. Ideato, scritto e diretto da un regista ancora poco conosciuto di nome George Lucas, Star Wars bruciò presto le tappe, spazzando via ogni precedente record al botteghino e mostrando a tutti un nuovo modo di fare film, di pubblicizzarli e di creare attorno a essi un mondo di merchandising. La saga di Star Wars è diventata la serie cinematografica più amata e più di successo di tutti i tempi. In questo libro Brian Jay Jones ci accompagna con dettaglio e passione alla scoperta della vita dell’uomo che creò Luke Skywalker, Han Solo ma anche Indiana Jones: l’adolescenza da bad boy passata a scorrazzare in macchina per le strade di Modesto, l’approdo alla facoltà di cinema e l’amicizia con Coppola, De Palma e Spielberg, i tormenti con la scrittura, la mania del controllo, il rapporto difficile con gli attori, il disprezzo per gli studios e la creazione della Lucasfilm, della Industrial Light & Magic e della Pixar, che hanno rivoluzionato il modo di fare cinema e il nostro immaginario. Pieno di aneddoti e curiosità, muovendosi costantemente fra pubblico e privato, questo appassionante racconto ci restituisce nella sua completezza una delle figure più importanti e influenti del cinema e della cultura popolare.

 

 

Amie Kaufman e Jay Kristoff, Gemina. Illuminae file. Vol 2, Mondadori, 22,00 €

Raccontato sotto forma di dossier investigativo – e arricchito dalle illustrazioni della scrittrice Marie Lu – Hanna sapeva che traslocare in una stazione spaziale ai confini della galassia sarebbe stato un brutto colpo per la sua vita mondana. Nessuno però le aveva detto che sarebbe potuto costarle la vita. La saga di “Illuminae File”, cominciata con le peripezie di Kady ed Ezra, prosegue a bordo della stazione spaziale Heimdall, dove due nuovi protagonisti dovranno affrontare le conseguenze di una seconda offensiva BeiTech. Hanna è la viziatissima figlia del capitano della stazione, Nik il rampollo di una famigerata famiglia di criminali. Alle prese con la vita di bordo nella stazione spaziale più noiosa della galassia, i due non possono certo immaginare che Kady Grant e la Hypatia sono in viaggio verso la Heimdall con la notizia dell’invasione di Kerenza. Quando una squadra d’assalto della BeiTech invade la stazione, Hanna e Nik saranno costretti a collaborare per difendere quella che è ormai diventata la loro casa. A complicare tutto, la presenza di predatori alieni che fanno fuori l’equipaggio un uomo alla volta. Hanna e Nik capiranno presto che in gioco non c’è soltanto la propria sopravvivenza: nelle loro mani hanno il destino di tutti i passeggeri della Hypatia, e forse dell’universo intero. Tranquilli, però. Hanno tutto sotto controllo. Almeno sperano.

 

 

Cixin Liu, Il problema dei tre corpi, Mondadori, 14,00 €

Nella Cina della Rivoluzione culturale, un progetto militare segreto invia segnali nello spazio cercando di contattare intelligenze aliene. E ci riesce: il messaggio viene captato però dal pianeta sbagliato, Trisolaris, l’unico superstite di un sistema orbitante attorno a tre soli, dominato da forze gravitazionali caotiche e imprevedibili, che hanno già arso undici mondi. È quello che i fisici chiamano “problema dei tre corpi”, e i trisolariani sanno che anche il loro destino, prima o poi, sarà di sprofondare nella superficie rovente di uno dei soli. A meno di non trovare una nuova casa. Un pianeta abitabile, proprio come il nostro. Trisolaris pianifica quindi un’invasione della Terra. Sul Pianeta azzurro, nel frattempo, l’umanità si divide: come accogliere i visitatori dallo spazio? Combattere gli invasori o aiutarli a far piazza pulita di un mondo irrimediabilmente corrotto?

 

 

George R.R. Martin, Il trono di spade. Edizione illustrata, Mondadori, 45,00 €

“Era stata un’alba chiara e fredda, la limpidezza dell’aria quasi un annuncio che l’estate stava finendo.” Concepita da George R.R. Martin per celebrare il ventennale della saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, questa edizione illustrata e in grande formato de “Il trono di spade” è accompagnata da 73 nuove illustrazioni in bianco e nero e da 8 illustrazioni a colori.

 

 

Claire North, Le prime quindici vite di Harry August, NN editore, 18,00 €

Ogni volta che muore, Harry August rinasce esattamente nello stesso luogo e nello stesso anno. Un potere o una condanna, che Harry affronta vivendo vite sempre diverse, così da fuggire a un’esistenza prevedibile, cercare la sua strada e dare un senso al tempo che si ripete in circolo, all’infinito. Non sa perché succeda né che ci sono altri come lui, fino al giorno in cui una bambina gli dice: “La fine del mondo sta arrivando. Adesso tocca a te”. Le prime quindici vite di Harry August è la storia di quello che Harry fa dopo aver ricevuto questo messaggio, quando capisce che il progresso si sta muovendo troppo in fretta e sta cambiando la Storia e l’intera umanità. In un intrigo che si svela come scatole cinesi da una vita all’altra, Harry attraversa il Novecento fino ai giorni nostri, dalle guerre mondiali al boom economico, passando per le scoperte scientifiche e gli sviluppi sociali del secolo. Una storia di viaggi e sogni, amicizia e tradimento, amore e solitudine, di gioia, lealtà e dello scorrere inesorabile del tempo.

 

 

Bram Stoker, Racconti al tramonto, Elliot, 14,50 €

Forse non tutti sanno che l’autore di Dracula pubblicò, nel 1881, questa prima raccolta di racconti, popolati di angeli, giganti invisibili, spettri e creature infernali, a perpetua testimonianza della inesauribile battaglia tra il Bene e il male. In queste otto storie, pensate per bambini-adulti che amano farsi spaventare, Stoker diede vita a un paese lontano che nessun occhio umano può vedere di giorno, un luogo ai piedi dell’orizzonte dove le nuvole, risplendenti di luce e colore, regalano una promessa di gloria e bellezza. È il Paese del tramonto, e a volte ci è concesso vederlo nei nostri sogni. Questa è la storia di quel luogo magico e lontano, dove un giorno fu concesso al male di entrare per far sì che gli abitanti imparassero una lezione fondamentale: nulla è scontato nella vita e il Bene va costantemente difeso.

 

 

Monica Rametta, Sirene. Un’avventura terrestre, Salani, 13,90 €

Hanno centinaia dl anni terrestri, ma sono giovani e belle e soprattutto determinate a dare un futuro alla loro specie. Per farlo, le sirene devono rinunciare alle meravigliose code da pesci e camminare sulla terra al fine di ritrovare l’unico tritone del Mediterraneo, Ares, fuggito per trovare felicità fra gli umani. E fra gli umani – a Napoli, in particolare – le tre sorelle sirene Yara, Irene e Daria devono imparare a muoversi e a vivere, senza rivelare il loro segreto. Potenti ammaliatrici, ma anche estranee alle abitudini terrestri, le sirene conosceranno l’amicizia, l’amore e il pericolo, osservando le vicende umane dal loro punto di vista ingenuo e alieno.

Un estratto: https://flipbook.cantook.net/?d=%2F%2Fedigita.cantook.net%2Fflipbook%2Fpublications%2F138757.js&oid=3&c=&m=&l=it&r=&f=pdf.

 

 

Roberto Recchioni, YA – L’ammazzadraghi, Mondadori, 18,00 €

Disdetta!

Divisi sono stati i cuori, e altrettanto i destini, dei due nostri giovani eroi e amanti. Marta la montanara, conosciuta anche come la Brutta, ha mosso i suoi passi verso Nord, attraverso i misteriosi e segreti sentieri delle grandi montagne, per recarsi in un luogo conosciuto solo a lei e, tra non molto, anche a voi che mi prestate orecchio. Suo marito, invece, quel prode avventuriero che la gente chiama Granduomo ma che noi conosciamo come Stecco, ha puntato l’ottuso muso del suo mulo verso Ovest e, spronandolo, si è messo al trotto per la Via Gialla, diretto verso la Grande Vallata con lo scopo di tenere alto un onore che non gli appartiene.

Li attende un estenuante cammino non privo di pericoli. Ma, privati del piacere e del calore della reciproca compagnia, proprio il pericolo, come un lampo che squarcia il velo della notte, sarà per i nostri protagonisti l’unica distrazione che li sottrarrà a quel tedio che certe volte assale i viaggiatori di lungo corso.

Concedetemi quindi di stringere i tempi e le distanze, riducendo a poche parole quello che è durato giorni, in modo da non annoiarvi con le inutili descrizioni di tutto quello che è troppo ordinario per ascoltatori di rango quali siete voi. Che si dia corso all’azione, dunque. E all’azione soltanto!

Nel nuovo capitolo di YA, Stecco deve dimostrare una volta per tutte a Nonna Mannaia e all’Incappucciato che la decisione di fare di lui il Granduomo non è stata una scelta sbagliata. E così si imbarca in una missione, come sempre, molto più grande di lui. Draghi, ammazzadraghi, vecchi amici, uomini eroici e leggendari, combattimenti sanguinari ed estenuanti partite a briscola selvaggia lo accompagneranno lungo la sua strada. Che Stecco percorrerà sempre a testa alta perché, a conti fatti, non vi è di meglio di una bella avventura!

 

Pubblicato in anteprima, freschi di stampa | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Ursula K. Le Guin: Words Are My Matter

Alcune parti di Words Are My Matter mi sono sembrate poco interessanti. Ursula K. Le Guin ha strutturato il suo libro in tre grosse sezioni, la prima dedicata ai saggi veri e propri, la seconda alle introduzioni o postfazioni che ha scritto per libri di altri autori, la terza alle recensioni di libri che ha letto. Ovvio che io non ho letto tutti i libri di cui lei parla, perciò a volte ho faticato un po’ a seguirla e altre volte mi sono ritrovata a distrarmi perché quei libri non mi interessavano. A volte però commenti come i suoi possono essere uno stimolo per leggere libri che ancora non conosco, come spero che siano i miei commenti qui: un dialogo con chi conosce le opere di cui parlo, un invito alla lettura per gli altri.

Di alcuni brani avrei potuto fare a meno e non ne avrei sentito la mancanza, ma quel che è interessante è davvero interessante. Quando avevo commentato I diari della principessa di Carrie Fisher avevo scritto che non era esattamente un libro da cinquina finale al Premio Hugo. La Le Guin il premio lo ha vinto, e capisco benissimo perché. Le altre due parti sono interessanti, la prima è straordinaria. Al suo interno Ursula riflette sulla forza dell’immaginazione, sul femminismo e sulla condizione delle donne, sui generi all’interno della letteratura e sui pregiudizi accompagnati ai generi, sulle tradizioni letterarie, sulle capacità empatiche sviluppate dalla letteratura, sulla capacità del fantasy di parlare a tutte le culture perché slegato da una realtà concreta e limitata, sulla nostra concezione di arte, su quel che i libri hanno da dire e su come lo dicono.

Non inserisco citazioni stavolta, dovrei citare troppo o rischierei di non essere capita, di non far capire quel che scrive la Le Guin. Leggetela.

To ask questions which must be asked yet cannot be answered, to create images which can be neither forgotten nor explained—this is the privilege of the most courageous artists.

Pubblicato in citazioni, impressioni di lettura | Contrassegnato | Lascia un commento