Novità di maggio 2021 – prima parte

AAVV, Artù, Lancillotto e il Graal. Vol. 2: Lancillotto del Lago (La marca di Gallia – Galehaut), Einaudi, 90,00 €

La sinossi:

Nella pagina con cui si è concluso il primo volume di questa serie, dopo l’addio di Merlino imprigionato dall’amata Niniane, è annunciata al lettore la nascita di Lancillotto. Cosí le grandiose vicende narrate nei tre romanzi che introducono il ciclo (Storia del Santo GraalStoria di MerlinoSeguito della storia di Merlino) trovano il loro punto di arrivo in un nuovo inizio. Lancillotto sarà il protagonista del romanzo piú lungo della serie, di estensione mai prima sperimentata nelle letterature in volgare. Attraverso la sua vita, la sua infanzia e formazione, le prime imprese e la scoperta del suo nome e del suo casato, l’arrivo alla corte di Artú e l’innamoramento per Ginevra, l’entrata nella cavalleria e le infinite prodezze di armi e di generosità nel nome della regina, l’amicizia con Galehaut, il rapporto con Gauvain e con gli altri cavalieri della Tavola Rotonda, le avventure lontano dalla corte, in incognito, le imprese impossibili, i momenti di follia quando pensa di non essere amato da Ginevra, il ruolo decisivo nelle guerre di Artú, il concepimento del figlio Galaad dalla figlia del custode del Graal che lo ha ingannato con un filtro, l’impossibilità di attingere il Graal per il peccato con la regina: attraverso la sua vita si intrecciano tutte le vicende del mondo arturiano, di cui la trilogia iniziale era stata come la preparazione. Il lettore è dunque chiamato a disporsi su una lunghezza d’onda diversa da quella del primo volume. Lo aspettano duemila pagine, in cui la traccia principale delle avventure di Lancillotto si interseca con altre innumerevoli linee di racconto, tra castelli e foreste, damigelle e draghi. Accettando di perdere talvolta il filo dell’intreccio, si entra a poco a poco in un’atmosfera fantastica in cui la potenza dell’amore per Ginevra agisce come motore segreto di ogni azione dell’eroe, e determina in modo sotterraneo ogni evento del mondo arturiano. (…) L’andamento della prosa è regolato da una serie di moduli ricorrenti, per i duelli alla lancia o alla spada, per gli incontri fortuiti e le descrizioni dei castelli e delle foreste, per le manifestazioni della gioia o del dolore: sono i moduli formulari che proprio nel Lancillotto del Lago hanno visto una loro prima elaborazione, poi grammaticalizzata nella prosa narrativa che da questo romanzo prende le mosse. Ma al di là dei modelli retorico-sintattici che strutturano il tessuto connettivo della narrazione, l’ignoto autore del Lancillotto si segnala per la straordinaria intensità con cui è in grado di presentare sia le azioni sia le emozioni. La delicatezza del colloquio tra Ginevra e Lancillotto nel loro primo incontro, la fulminea serie di prodezze di Lancillotto dopo la sua follia, la meschinità di Artú nel rapporto con la Falsa Ginevra, l’entusiasmo dei progetti di Galehaut per un futuro impossibile, l’imbarazzo di Lancillotto di fronte alla seduzione della damigella di Morgana, sono solo alcuni esempi delle diverse tonalità di registro che si alternano da un episodio all’altro.

Isaac Asimov, Delitto all’ABA, Massari editore, 16,50 €

La sinossi:

“Con la pubblicazione di “Delitto all’ABA” (Massari editore, 2021), in traduzione integrale e con un ricco apparato di note, viene finalmente restituito ai lettori italiani nella sua interezza un magistrale giallo di Isaac Asimov che ha circolato per quasi mezzo secolo, fin dall’uscita nel 1976, in una versione alterata dalle manipolazioni editoriali (a cominciare dal titolo). A metterle puntualmente in luce e a documentarle, al di là di ogni ragionevole dubbio, ha provveduto finalmente il curatore e traduttore della nuova edizione, Laris Massari, che ha compiuto una fine e accurata operazione filologica riuscendo nello stesso tempo a rendere al meglio lo stile incalzante e avvincente dell’originale inglese, “Murder at the ABA”. Nell’edizione uscita nel 1976 e in quelle successive fino al 2012 il libro di Asimov, come dimostra il curatore italiano, era stato vittima di tagli arbitrari su brani da ritenersi essenziali ma giudicati superflui, insignificanti o difficili da tradurre, per un totale di 17 pagine, con un processo di riscrittura dell’originale, capace di spingersi fino alla parafrasi in italiano di alcuni passaggi del testo inglese. Ci voleva un piccolo editore impavido per mettere in evidenza una prassi spiacevole che purtroppo è divenuta quasi abituale per troppe case editrici quando decidono di pubblicare la traduzione italiana di un originale in lingua straniera. L’aspetto prioritario infatti è di dare al libro uno stile ritenuto «adatto» al lettore italiano, considerato più «leggibile» dal traduttore e dall’editore, anche se ciò comporta un’evidente manipolazione o perfino una vera e propria riscrittura del testo originale. Il problema naturalmente non è nuovo né solo italiano: fra gli altri, se n’è occupato autorevolmente Milan Kundera, nel suo “I testamenti traditi”, a proposito delle traduzioni di Kafka in lingua straniera. Nella traduzione elegante ma fedelissima di Laris Massari, il trascinante romanzo giallo di Asimov riacquista tutti i colori smaglianti dell’originale. Il traduttore ha operato come il restauratore che pulisce la superficie di un quadro mediocre per ritrovare il capolavoro che era stato coperto da un pittore occasionale. Giallista atipico – come non è strano che accada a uno scrittore dai molteplici interessi – ma tutt’altro che spaesato nella letteratura poliziesca, Asimov, con “Delitto all’ABA”, costruisce un romanzo che fila via come il vento, tra l’umorismo sottile ispirato al suo amato Wodehouse, l’atmosfera riecheggiante a tratti i toni hardboiled del giallo statunitense, e quell’unità aristotelica di tempo, spazio e luogo che è la chiave di volta delle trame più coinvolgenti e riuscite, perché il lettore si sente chiamato in causa, sa di trovarsi sul posto e capisce, di pagina in pagina, che gli eventi stanno prendendo forma sotto i suoi stessi occhi, nel loro divenire. Magistrale la caratterizzazione dei personaggi, disegnati con pochi ma efficacissimi tratti di penna, in uno stile che ricorda quello di Saul Bellow: «Eccolo lì, a grandezza naturale (poco più di un metro e ottanta), con la sua faccia gradevole e sorridente, con i suoi occhiali pince-nez del tipo che non ti aspetteresti di trovare al di fuori di un museo. «Combinato con una barbetta bianca sul mento e una crescita generosa di baffi, ugualmente bianchi, sembrava una figura letteraria del diciannovesimo secolo». Altrettanto efficace è lo scambio di battute nei numerosi dialoghi, sempre serrati e percorsi da un geniale umorismo interno, mentre le situazioni in cui viene a trovarsi l’io narrante sono originali e provocatorie. Qui gioca un ruolo determinante l’abilità del traduttore, la sua capacità di rendere in un italiano scorrevolissimo lo stile di Asimov, attento a ogni sfumatura, fedele e insieme creativo…” (Dal testo di di Enrico Tiozzo)

Neil Gaiman, Nessundove, Mondadori, 15,00 €

La sinossi:

Il romanzo d’esordio di Neil Gaiman. Una pietra miliare del genere Urban Fantasy in una nuova edizione illustrata da Chris Riddell.

Richard Mayhew è un giovane uomo d’affar londinese, una persona di buon cuore e dalla vita prevedibile che si districa quotidianamente tra i capricci dell’ambiziosa fidanzata Jessica e le pretese del suo capo. Ma tutto cambia quando, per strada, si imbatte in una ragazza ferita e decide di aiutarla portandola a casa con sé. Un atto di gentilezza, che lo catapulterà in un mondo fantasmagorico di cui mai avrebbe sognato l’esistenza. Perché sotto le affollate strade di Londra si cela una città parallela popolata di mostri e di santi, di assassini e di angeli, cavalieri in armatura e pallide fanciulle vestite di velluto: le persone che sono precipitate nelle fenditure del mondo. Ora Richard è uno di loro, e deve imparare a cavarsela in quell’universo di ombre e fantasmi che gli appare insieme stranamente familiare e assolutamente bizzarro. Un insolito destino lo attende laggiù…

«Anche se avete già letto Nessundove, potete star certi che non avete mai letto prima questa versione di Nessundove.
Nessundove prese vita, come a volte accade, in seguito a una richiesta che ricevetti dalla BBC di scrivere una serie televisiva. E sebbene le puntate trasmesse non fossero assolutamente male, mi scontravo in continuazione con il fatto che quanto vedevo sullo schermo non corrispondeva a quello che avevo in mente. Un romanzo mi sembrò il modo migliore per far sì che la mia idea passasse direttamente nella testa dei lettori. I libri sono un ottimo strumento per questo scopo. […]
Questa versione di Nessundove, assemblata dalle diverse stesure del libro con l’aiuto di Pete Atkins della casa editrice Hill House, mette insieme l’edizione originale uscita nel Regno Unito e quella edita negli Stati Uniti; dalle due ho eliminato alcune parti di troppo, e ho creato quella che, spero, sarà l’edizione definitiva, nonché la causa di grandi emicranie per i bibliografi.» –dall’Introduzione di Neil Gaiman

Villiers de l’Isle-Adam, Eva futura, Marsilio, 20,00 €

La sinossi:

Quest’opera complessa, dai molteplici significati simbolici, e considerata tra i primi romanzi fantascientifici della storia letteraria, riflettendo sulla scienza e sui suoi limiti, afferma contemporaneamente che il solo rifugio concesso all’uomo è il sogno.

“Milord”, rispose gravemente Edison, “ve lo giuro: mettendola accanto al suo modello e ascoltandole entrambe, il rischio è che sia quella in carne e ossa a sembrarvi la bambola.”

Al centro di questa storia c’è un nobile inglese, lord Ewald, innamorato di un’attricetta americana, Alicia Clary. A tormentarlo fino a spingerlo al pensiero del suicidio è la stupidità di questa donna, in sconcertante contrasto con la sua eccezionale bellezza. Egli vorrebbe una compagna con quelle fattezze, ma più intelligente e sensibile. Così, prima di risolversi a lasciare questo mondo, va a trovare un amico scienziato, le cui ricerche ha finanziato anni prima e che adesso è un punto di riferimento mondiale: Thomas Edison. Lui gli assicura di avere la soluzione e lo conduce nel suo laboratorio, a Menlo Park – sede oggi, tra le altre aziende informatiche, di Facebook. Nei sotterranei del padiglione, Edison ha costruito, grazie alle sue arti elettriche, un giardino dell’Eden artificiale, nel quale vive, come una Eva altrettanto artificiale, Hadaly, una «andreide». L’idea dello scienziato è di trasferire le grazie di Alicia Clary su Hadaly, alla quale ha già instillato l’intelligenza, l’arguzia e la sensibilità di cui la donna manca. Quest’opera complessa, dai molteplici significati simbolici, e considerata tra i primi romanzi fantascientifici della storia letteraria, riflettendo sulla scienza e sui suoi limiti, afferma contemporaneamente che il solo rifugio concesso all’uomo è il sogno.

Nunzia Alessandra Schilirò, La ragazza con la rotella in più, Byoblu, 22,00 €

La sinossi:

Lilia, un’insegnante di letteratura, la cui vita scorre in apparenza, in una normale quotidianità, ma cela al suo interno una natura complessa ed enigmatica. Il suo percorso s’intreccia con quello di quattro incompresi – Alice, Mattia, Nadia e Alex – che, in un giorno come un altro della loro insignificante vita, incontrano un essere sovrannaturale, Lor, che promette di aiutarli a riscattarsi dall’emarginazione. Ma a due condizioni: aiutare Lilia a ricordare il suo passato di cui non ha memoria e quindi ritrovare la sua vera natura, e sconfiggere tutti insieme le ombre, esseri umani solo per metà che manipolano il mondo. “La ragazza con la rotella in più” è il racconto di persone arrabbiate col mondo, emarginate, sole… ma che non si sono arrese. Perché si può superare tutto anche quando ogni cosa sembra perduta. È una storia di libertà, quella di essere se stessi, diventando finalmente chi si è sempre stati, ma che ci si è scordati di essere.

Olaf Stapledon, Creature di fiamma, Ledizioni, 14,90 €

“Creature di fiamma” è l’ultimo romanzo di Olaf Stapledon, pubblicato originariamente nel 1947 e ora tradotto per la prima volta in italiano, con una corposa introduzione di Carlo Pagetti. Scritto durante la Seconda guerra mondiale, è un romanzo di fantascienza breve, costituito da passaggi resi leggeri da una ironia pungente, ma sempre pervasi da una buona dose di malinconia. Da uno dei padri della letteratura fantascientifica ed utopica europea, a cui si sono ispirati autori come Aldous Huxley, George Orwell, Stanislaw Lem, Arthur C. Clarke, J.G. Ballard, il lettore troverà molti spunti interessanti, anche a più di 70 anni dalla prima pubblicazione, vista la natura profetica e anticipatrice di quest’opera.

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