Sui prequel

Quanti prequel abbiamo letto? Io so di aver iniziato con Il primo re di Shannara di Terry Brooks, prequel alla Trilogia di Shannara, e in seguito ne ho letti un’infinità. Recentemente ho visto diversi articoli dedicati al prossimo adattamento televisivo dei racconti di George R.R. Martin incentrati su Dunk ed Egg. Racconti bellissimi secondo me, e prequel alle Cronache del ghiaccio e del fuoco. In entrambi i casi, con Brooks e con Martin, si tratta di prologhi lontani nel tempo, i cui personaggi non compaiono, se non come persone già morte prima dell’inizio della storia, nella saga principale. In questo caso la difficoltà principale per lo scrittore è narrare una storia che valga la pena di essere narrata senza contraddire il mondo che ha già presentato (il mondo, non la percezione del mondo. Le persone possono anche credere che le cose si siano svolte in modo diverso rispetto a come si sono effettivamente svolte perché nel tempo la verità si è persa, ma la struttura del mondo deve rimanere coerente con quanto narrato in precedenza) e mantenendo il lettore inchiodato alla storia, anche se entro certi limiti sa già cosa avverrà. Molti prequel invece narrano del passato di personaggi già presenti nella saga principale, prequel come Nuova primavera di Robert Jordan o Debito di ossa di Terry Goodkind. Qui il problema riguarda anche lo sviluppo del personaggio, quello che era prima rispetto a come lo abbiamo conosciuto.

Nel caso delle Cronache di Narnia di C.S. Lewis io non ho letto il prequel conoscendo già la vicenda. Io ho letto le storie nell’ordine in cui sono pubblicate nel volume che le riunisce tutte, il che significa che prima ho letto Il nipote del mago, e poi Il leone, la strega e l’armadio, anche se l’ordine di scrittura di Lewis è stato inverso. Per inciso, io non amo Le cronache di Narnia, ma questi sono stati i due libri che ho apprezzato di più, e ho trovato interessante il modo in cui elementi dell’uno sono confluiti nell’altro. Ho letto prima Il nipote del mago, ma sapevo perfettamente che il primo a essere stato scritto era Il leone, la strega e l’armadio, e visto che a livello emotivo il mio coinvolgimento era relativo sono stata capace di osservare con maggiore curiosità il passaggio di determinati dettagli da una storia all’altra.

Ora ho trovato un interessante articolo sui prequel, e sul perché Il nipote del mago è un ottimo prequel. Se conoscete l’inglese, vale la pena leggerlo: Is There Such a Thing as a Necessary Prequel? | Tor.com.

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