Il dominio della regina di George R.R. Martin. Capitolo 7: Cersei

Secondo salto nella mente di quella simpaticona di Cersei Lannister. La cosa bella è che dal suo punto di vista quello che fa ha una logica, come ha sottolineato George R.R. Martin nessuno si vede come il cattivo della situazione, però noi riusciamo ugualmente a vedere tutti i suoi sbagli. Cersei ama i suoi figli, è forse il suo unico aspetto positivo, anche se va detto che ha dato una pessima educazione a Joffrey e che era totalmente cieca riguardo ai suoi difetti. C’è da chiedersi piuttosto come mai Tommen e Myrcella siano ingenui e capaci di farsi amare, l’ambiente in cui sono cresciuti tutti e tre è lo stesso e non è esattamente uno dei migliori.

Mamma bisbetica Cersei comanda a bacchetta il suo dolce bambino. Va bene, anch’io sono mamma, e in qualche caso è necessario dare ordini, ma certo la regina madre non si fa amare, e il suo vedere complotti e nemici dappertutto non è una ella cosa. Alla lunga avvelena la vita, e quando chi è pieno di veleno si trova in una posizione di potere sono guai per tutti. Basta guardare la reazione al possibile nome del figlio di Lollys: è vero che Lollys non è esattamente intelligente, capisco il non volere il nome del padre associato a un figlio di nessuno, ma lo stupro non è stato colpa di Lollys. In una scala da 0 a 10 la capacità empatica di Cersei raggiunge il -10.

Il funerale di lord Tywin, come ogni momento vissuto alla corte di Approdo del re, è un’ottima occasione per portare avanti intrighi politici e piani personali. C’è un breve colloquio con Lancel, che dopo la ferita subita nella Battaglia delle Acque Nere non è più il giovane scudiero capace di far ubriacare Robert Baratheon durante una battuta di caccia al cinghiale, né il prode cavaliere che di nascosto va a letto con la regina. Più soddisfacente è il colloquio con lady Taena Merryweather, disposta a tutto pur di compiacere la regina. Quindi è la volta di Mace Tyrell, con il tentativo fallito di ottenere il posto di maestro del conio per un membro della sua famiglia, e della Regina di spine, che preme per un nuovo matrimonio regale. Con Martin i matrimoni non mancano certo, quanto al loro successo è un altro discorso e dipende dai punti di vista. Se lo chiedessimo a Cersei, le Nozze rosse sono state un successo.

Tornati alla Fortezza Rossa vediamo Qyburn fare rapporto sulle modalità della scomparsa di Tyrion. Qyburn, non va dimenticato, è stato privato della catena di maestro dalla Cittadella perché si interessava di magia nera. Uno dei suoi incarichi, non particolarmente semplice, è tenere in vita ser Gregor. Il colloquio con Kevan non è altrettanto soddisfacente, non per la regina, che vuole essere ubbidita. Che poi ciò che dice Kevan abbia senso, e aiuterebbe a riportare la pace in Westeros, per lei non conta, non per cattiveria ma perché non è capace di uscire dalla sua ristretta visione del mondo. Peccato, Kevan era l’unico dotato delle capacità e della volontà necessari a sistemare le cose.

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