L’ultimo elfo di Silvana De Mari a scuola

L’anno scolastico è quasi finito e, non sorprendentemente, dell’antologia scolastica è stata fatta solo una minima parte. Il libro è lungo oltre 700 pagine, per antologia hanno… quanto? Due ore alla settimana? Perché nelle sei ore di italiano ci sono anche grammatica e letteratura. Inevitabile che gli insegnanti debbano fare delle scelte e lascino fuori tante cose. E chissà perché non mi sorprende che il fantasy sia stato praticamente ignorato. Le uniche pagine di esercizi completate sono quelle dedicate a Le cronache di Narnia di C.S. Lewis, il resto non esiste. Nella breve parte storica dopo Gli inventori il testo di Lettori senza frontiere presenta rapidamente Le tendenze attuali. Si inizia con J.K. Rowling, si prosegue con due autrici italiane, le uniche due citate in questa sezione:

La sua scia [di J.K. Rowling] è stata seguita da numerosi altri scrittori, tra i quali troviamo le italiane Licia Troisi e Silvana De Mari, rispettivamente con la trilogia Cronache del Mondo Emerso (2004) e con il romanzo L’ultimo elfo, pubblicato nel 2004, a cui sono seguiti L’ultimo orco (2005), Gli ultimi incantesimi (2008) e l’Ultima profezia del Mondo degli Uomini (2010).

Elemento centrale del romanzo fantasy è il viaggio, presente in entrambe le saghe, attraverso il quale avviene l’incontro con chi è diverso per cultura, storia e aspetto fisico. Così con Nihal, mezza elfo, eroina della saga del Mondo Emerso, e con Yorsh, il piccolo e magico protagonista de L’ultimo elfo, si scopre che la collaborazione tra razze diverse si dimostra salvifica per il mondo.

Sono io che vedo quello che non c’è, o la definizione di Yorsh “il piccolo e magico protagonista de L’ultimo elfo” lo sminuisce? Entrambe le scrittrici hanno scritto ben più dei romanzi citati, ma una bibliografia completa sarebbe stata lunga. Di Troisi qualche pagina prima c’era un brano, ne ho parlato qui: https://librolandia.wordpress.com/2019/02/19/le-cronache-del-mondo-emerso-di-licia-troisi-a-scuola/. Di De Mari invece c’è solo questa citazione ed è un peccato, perché le sue abilità di scrittrice non sono per nulla inferiori a quelle di autori stranieri molto più celebrati (e a quelle dei Troisi). Sì, c’è un viaggio in L’ultimo elfo, almeno la prima parte presenta il viaggio di tre personaggi in una terra affogata dall’acqua. Poi la prima parte finisce, trascorrono alcuni anni, e più che sul viaggio la storia si concentra sulla vita dei personaggi. Sul loro rapporto con gli altri e sulle scelte che devono fare per andare avanti. Ci sono momenti tristi e momenti divertenti, c’è dolore e gioia, soprattutto ci sono parole e situazioni che fanno riflettere. Una delle cose che più mi hanno colpito è stata la riproposta del tema della Shoah, tema su cui mi sono soffermata in quest’occasione: https://librolandia.wordpress.com/2012/01/27/il-giorno-della-memoria-visto-con-gli-occhi-dellultimo-elfo/. Avevo fatto qualche commento più a ruota libera, con una manciata di citazioni, qui: https://librolandia.wordpress.com/2011/06/01/lultimo-elfo-di-silvana-de-mari/. Per chi è interessato a una vera analisi se ne è occupata Marina Lenti nel saggio Io combatto per vincere e combatto con quello che ho contenuto nell’antologia Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi.

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