N.K. Jemisin: La quinta stagione. La terra spezzata

Fin dal suo esordio N.K. Jemisin ha attirato su di sé le attenzioni degli appassionati di narrativa fantastica. I centomila regni, primo romanzo della trilogia L’eredità, ha vinto il premio Locus per la miglior opera prima ed è stato finalista ai premi Hugo, Nebula e World Fantasy. La luna che uccide, primo romanzo della duologia Dreamblood, è stato finalista al Nebula e al World Fantasy. L’apprezzamento ricevuto da queste opere però non è nulla rispetto a quello della sua ultima fatica letteraria.

Nel 2016 Jemisin è diventata la prima autrice afroamericana capace di vincere il premio Hugo nella categoria più importante, quella per il miglior romanzo, con La Quinta stagione. Nei due anni successivi ha ripetuto il successo con gli altri romanzi della trilogia La terra spezzata, diventando la prima autrice capace di vincere il premio per tre anni di fila, e di vincerlo con tutte le opere che compongono la saga.

Quello proposto ora da Mondadori è quindi un titolo importante, che in una maschera fantastica propone tematiche attuali legate a problemi ambientali e a discriminazioni sociali.

Io non avevo particolarmente apprezzato i primi due romanzo pur riconoscendo che l’autrice aveva notevoli capacità di scrittura. Per questo quando ho saputo della pubblicazione di La Quinta stagione ero stata un po’ dubbiosa. Il romanzo mi incuriosiva, ma non sapevo se dare un’altra opportunità all’autrice. A decidere per me sono state le circostanze, che mi hanno messo fra le mani un testo davvero bello. Un amante del fantastico, che sia fantasy o fantascienza, non può ignorare quest’opera. Non dico che piacerà a tutti, non è un romanzo facile, ma non lo si può ignorare.

Prima di lasciarvi alla mia recensione noto un particolare: Mondadori sta facendo le cose sul serio. Titoli importanti, volumi ben curati da un punto di vista editoriale, una pagina Facebook che interagisce bene con i lettori, e anche anteprime importanti. Suppongo che in questo abbiano imparato da quello che già avviene negli Stati Uniti: se anche viene concessa la lettura gratuita delle prime 120 pagine di un libro che ne conta 480, non è un atto di lesa maestà. Non crolla il mondo. I lettori leggono, valutano lo stile dell’autore e il tipo di trama, e se queste cose gli piacciono procedono all’acquisto. È un modo per fidelizzare il lettore, per fargli capire che non lo si vuole truffare proponendogli a scatola chiusa prodotti scadenti. E alla lunga paga: spesso il décalage, il calo di acquisti fra il primo volume di una saga e il secondo è notevole perché molti lettori scoprono di non apprezzare la storia e si fermano. Ma se i lettori possono leggere una parte della storia in anteprima, solo quelli davvero interessati comprano il volume e la resa del secondo volume, stampato e invenduto, si abbassa di molto. Il primo rimane un rischio, ma un primo volume lo è sempre. Quello che diminuisce è il rischio sul secondo, e questo mentre si aumenta la fedeltà del lettore all’editore.

Mondadori ha appena iniziato a proporre estratti da Giuramento di Brandon Sanderson, e ne parlerò. Intanto è possibile leggere online il prologo e i primi sei capitolo di La quinta stagione: https://www.oscarmondadori.it/news/jemisin-primi-capitoli-quinta-stagione/.

Questa è la mia recensione:

Se per tutti il mondo potrebbe finire in qualsiasi momento, quello di Essun è finito nell’istante in cui ha trovato il corpo senza vita di suo figlio.

E ora il contesto. Ripartiamo dalla fine, del continente, questa volta.

Ecco una terra.

E la storia narrata da N.K. Jemisin si stacca brevemente da Essun per spostarsi sulla terra. Una terra stanca dei ripetuti maltrattamenti subiti dagli uomini e che, a un certo punto, ha smesso di preservare la vita come una madre per assumere la severità di un padre.

Padre terra è inquieto, mal sopporta le creature che lo abitano e, di tanto in tanto, provoca una nuova stagione per fare piazza pulita di tutto. È questo che sono le Quinte stagioni: terremoti, mutamenti climatici, eruzioni, eventi che rendono la sopravvivenza di tutti una scommessa molto più facile da perdere che da vincere.

In un contesto dove l’Apocalisse è attesa e inevitabile si muovono i personaggi.

La prima che incontriamo è Essun, madre di un bambino morto ammazzato e di una bambina dispersa. Essun è un’orogena, il che significa che è in grado di controllare i movimenti della terra e di deviare i terremoti. O di provocarli. Per questo le persone come lei sono temute e necessitano di un addestramento particolare, in modo da agire consapevolmente negli interessi della comunità in cui vivono invece di provocare distruzioni involontarie. Per Essun, la cui natura di Orogena è ignota quasi a tutti, il problema non è l’addestramento. I problemi sono i figli, quello morto e quella viva, e l’interrogativo su  cosa fare quando il proprio mondo finisce. Quando una madre si trova a dover affrontare un dolore che nessun essere umano dovrebbe sperimentare.

Dopo Essun c’è Damaya, in inverni passati. Damaya è una bambina, ed è tutto ciò che vorrebbe essere. La scoperta di essere un’orogena, però, sconvolge completamente la sua vita.

L’ultima è Syenite, orogena di quattro anelli. Addestrata al Fulcro, impegnata in un’importante missione al fianco di Alabaster, orogeno di dieci anelli che teme e detesta, è ciò che gli orogeni dovrebbero essere: una creatura competente – gli orogeni non sono considerati persone a tutti gli effetti – totalmente dedita a seguire gli ordini dei suoi superiori e ad agire per il bene degli esseri umani.

Tre donne, di età diversa e impegnate in fasi diverse del loro cammino, accomunate da un dono che è anche una maledizione. Poste in situazioni estreme, in bilico fra obbedienza e ribellione, isolate anche quando sono in mezzo agli altri. Il mondo di Essun si è spezzato, così come la terra potrebbe spezzarsi in qualsiasi istante. Quello di Damaya è ancora da scoprire, con cautela. Quello di Syenite va mantenuto, a qualsiasi costo. Ma contano davvero le scelte che si compiono quando padre Terra è arrabbiato?

La storia di Jemisin è potente. Parla di un mondo sull’orlo della distruzione, di un ambiente ostile come potrebbe diventare ostile l’ambiente in cui noi stessi viviamo, di personaggi feriti, di discriminazione, di paure e di sofferenze troppo forti per poter essere espressi a parole. Le tre vicende si intersecano alla perfezione, con le esperienze di ciascun personaggio che rispecchiano e amplificano quelle degli altri. Il linguaggio è semplice, piano, ma anche estremamente preciso. La vicenda di Essun, narrata alla seconda persona, riesce contemporaneamente a disorientare per l’approccio diretto e a far immergere maggiormente il lettore, chiamato direttamente in causa dall’autrice. La Quinta stagione è un libro complesso, stratificato, che richiede attenzione ma che è anche difficile da dimenticare. Con quest’opera N.K. Jemisin si pone di diritto fra i grandi autori della narrativa, non solo fantastica.

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