The Book Fools Bunch: Guida tascabile per maniaci dei libri

Quando, alla fine del 2017, è arrivata in libreria la prima edizione della Guida tascabile per maniaci dei libri, io e i miei colleghi abbiamo guardato il libro con una certa curiosità. Maniaci noi? Nooo, solo curiosità professionale…

Alla fine, dopo qualche sguardo, il libro è rimasto in negozio, e mi sono pure dimenticata della sua esistenza. Con tutti i libri che vedo che mi incuriosiscono la mia filosofia è diventata “se non mi ricordo di quel libro significa che ho trovato cose più interessanti da leggere”. È sicuro che facendo così io perda un bel po’ di libri potenzialmente interessanti, ma visto che non ho materialmente il tempo per leggere tutto devo pur fare una selezione in qualche modo. Stavolta il libro è venuto a casa con me per il semplice motivo che sono stata invitata a partecipare alla presentazione del 3 dicembre nel Mondadori Megastore di Via Marghera a Milano: https://librolandia.wordpress.com/2018/12/01/guida-tascabile-per-maniaci-dei-libri/. L’aspetto strano della presentazione è stato che non abbiamo praticamente parlato della Guida tascabile per maniaci dei libri. In accordo con l’editore la moderatrice, Camilla Ronzullo, ci ha fatto parlare dei libri, della loro importanza nella nostra vita e di come ci rapportiamo a loro. Camilla, che si era evidentemente preparata bene, ha condotto l’incontro magnificamente, dando spazio a tutti e consentendoci di parlare dei libri sotto varie sfaccettature. I tutti erano Gianluca Foglia, Direttore Editoriale Feltrinelli, Andrea Gentile, Direttore Editoriale Il Saggiatore, Alberto Ibba, Direttore Commerciale NN, Luca Pantarotto, Social media manager NN, Antonio Riccardi, Direttore Editoriale SEM, e i librai Marco Bonassi, laFeltrinelli Duomo, Martina Frammartino, Mondadori Megastore, Valentina Griffini, Libraccio, Viale Vittorio Veneto, Davide Mosca, Scrittore, Libreria Verso, Marta Santomauro, Libreria Gogol & Company. Per la verità una modifica rispetto al programma ufficiale c’è stata, è venuta una persona al posto di un’altra, ma io non ho la memoria di Camilla per nomi e visi e non ricordo assolutamente di chi si è trattato. In compenso mi è piaciuta così tanto la presentazione che ho deciso, anche se non è il mio genere, di leggere La misura di tutto, il suo libro. Il blog di Camilla, tanto più famoso del mio che sembra di vivere in due mondi diversi, è Zelda was a writer: https://zeldawasawriter.com/.

Ma cos’è il libro che ci ha riuniti? Ripercorro il sommario

  • L’introduzione If You really want to hear about it…

Firmata dal capitano Achab, l’ideatore e curatore, per sua stessa ammissione, di questo folle progetto. Quello che non ammette è il suo vero nome, in compenso mi ricorda che io ho già comprato Moby Dick, devo solo trovare il tempo per leggerlo.

  • Diversi elenchi di libri per grado di fondamentalità (termine coniato da me un mesetto fa e che continuo a usare perché rende bene l’idea)

Valhalla – i trenta libri più belli di sempre. Già solo per il riferimento alla mitologia norrena il capitano Achab e gli altri guadagnano punti, anche se un elenco di sole 30 opere è per forza molto parziale, contiene testi che non leggerò mai, testi che ho letto e che mi hanno fatto schifo e pure opere per me fondamentali come Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien. Ne ho letti 9, quasi un terzo.

L’Olimpo – i 250 libri che non si può non avere letto. Condivido la posizione dell’Olimpo più in basso rispetto al Valhalla, anche se secondo me si può non aver letto qualsiasi cosa. Semplicemente si sono fatte scelte diverse. Fra questi ne ho letti 42. Qualcuno credeva che potessi imbattermi in una lista di libri e non controllare quanti ne ho letti?

I mille libri fondamentali (in realtà sono 1112, ma non siamo riusciti a contenerci). Capisco la loro difficoltà, anch’io sforerei. Di questi ne ho letti 113, e a parte la presenza di saggi come Dalla parte delle bambine noto quella di Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien, analizzato da me e altre persone in Hobbitologia e di Le cronache di Narnia di C.S. Lewis e Harry Potter e la pietra filosofale di J.K. Rowling, di cui abbiamo parlato in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Se gli autori di questa guida dichiarano nell’introduzione di essere impegnati in una battaglia per far conoscere i libri “veri e degni di questo nobilissimo nome”, allo stesso modo io sono impegnata in una battaglia per far conoscere il fantasy, e vi citerò i saggi in cui credo ogni volta che potrò.

  • L’elenco dei 150 libri fondamentali per bambini e ragazzi

che comprende i già citati Le cronache di Narnia di C.S. Lewis e la saga di Harry Potter di J.K. Rowling. Io ne ho letti 23.

  • I libri imperdibili per i librai italiani

Dieci titoli per ogni libraio o libreria. Ricordo quando ci è arrivata la richiesta di stilare una lista. Dieci libri? Con che criteri? I libri che tutti devono aver letto? I più belli secondo il mio gusto? Libri poco noti che meriterebbero di essere riscoperti? Solo romanzi o anche saggi, poesia, testi teatrali…? Come si fa a fare una lista di dieci libri? Alla fine la nostra – nella nostra libreria tutti abbiamo detto la nostra opinione, ovviamente citando ben più di dieci libri, credo che il mio capo ci abbia odiati quando ha dovuto ridurre drasticamente il numero – abbiamo tirato fuori questa lista:

Herman Hesse, Siddharta

Anne Frank, Diario

Primo Levi, Se questo è un uomo

George Orwell, La fattoria degli animali

J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli

Luogi Garlando, Per questo mi chiamo Giovanni

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani

José Saramago, Cecità

Italo Calvino, Le città invisibili

Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono con i lupi

Citati da me sono rimasti Tolkien (c’erano dubbi? e Christie). Di Saramago ho letto Storia dell’assedio di Lisbona e Il Vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità mi manca ma comunque almeno un po’ l’autore lo conosco. Donne che corrono con i lupi è in lettura da una vita, prima o poi mi degnerò pure di finirlo. Gli altri li ho letti tutti. Sono contenta che di Orwell ci sia La fattoria degli animali e non 1984, anche se quest’ultimo è un libro fondamentale io non riesco più a leggerlo. Topi, basta la parola.

Dopo le varie liste c’è la classifica per numero di segnalazioni, vince Shantaram di Gregory David Roberts, che io non ho letto, ma a chi si lamenta dei tempi di scrittura di George R.R. Martin farei notare che questo libro è del 2003, il suo seguito, L’ombra della montagna, del 2015. Dodici anni. Non dico che Martin non supererà questo limite, ma certo non è l’unico ad aver bisogno di tempo per completare un libro. In queste 15 posizioni (che contengono molti ex aequo) ho letto 28 libri.

  • Alcune brevi – troppo brevi – biografie di 250 autori importanti

Si parte dall’antichità per arrivare ai nostri giorni. Il criterio con cui sono fatte le scelte non viene mai spiegato, penso sia legato alla soggettività dei curatori, ma nelle liste è una cosa prevedibile. Qualche informazione è interessante, ma in testi così brevi – voluti così per realizzare un volume di dimensioni contenute – è ovvio che degli autori viene indicato un solo dettaglio. C’è qualche refuso, il caso più strano si è verificato con Arto Paasilinna, per il quale l’aggiornamento dalla vecchia alla nuova edizione non è riuscito tanto bene. Il testo:

Nasce a Kittilä nel 1942 e muore a Espoo nel 2018. Giornalista, poeta, guardaboschi, è probabilmente lo scrittore finlandese vivente più interessante e originale.

Credo che a questo punto tutti gli scrittori finlandesi siano autorizzati a fare gesti scaramantici.

  • Gli incipit

Visto che una trentina di anni fa ho letto un intero volume, Era una notte buia e tempestosa… dedicato proprio agli incipit, potete immaginare quanto mi attraggano. Mi sono accorta, dopo la richiesta di un cliente, che di quel libro, curato da Giacomo Papi, Federica Presutto e Riccardo Renzi, Skira ha appena pubblicato una nuova edizione intitolata Incipit. 2001 modi per iniziare un romanzo, con introduzione di Umberto Eco.

  • Un bel po’ di premi letterari, non solo italiani

Nobel (Luigi Pirandello, Hermann Hesse, Albert Camus, Eugenio Montale, Elias Canetti, Gabriel García Márquez, Wislawa Szymborska, Dario Fo, José Saramago, Mario Vargas Llosa, Patrick Modiano e Kazuo Ishiguro), Strega, Viareggio Rèpaci (e se di libri che hanno vinto questi premi ne ho letti pochi, non posso non notare la presenza di Ultimo parallelo di Filippo Tuena), Campiello, National Book Award, Pulitzer, Man Booker Prize, Goncourt, Médicis, Renaudot, Goethe per la letteratura, Friendenspreis des Deutschen Buchandels, Cervantes, Hans Christian Andersen (anche per gli illustratori e per gli albi illustrati), Nati per leggere, Medaglia Caldecott, Medaglia Newbery, Bologna Ragazzi Award.

  • I best seller

Classifica complicata perché sarebbe sempre da aggiornare, ma troppo spesso gli editori non rivelano quanto hanno venduto i loro libri. Dopo Charles Dickens, con Racconto di due città attestato sui 200 milioni di copie, c’è J.R.R. Tolkien Il signore degli anelli con 150 e, tre posti più in giù, con Lo Hobbit a quota 100 milioni. Seguono, fra gli altri, Il leone, la strega e l’armadio di C.S. Lewis con 85 milioni, J.K. Rowling con Harry Potter e i doni della morte a quota 44 milioni, Rick Riordan con Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo a quota 30 milioni (ma visto che come anno di pubblicazione è indicato il periodo 2009-2009 suppongo che la cifra si riferisca a tutta la pentalogia e non al solo primo romanzo. Di Riordan ho parlato io in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi). Se questa classifica dovrebbe parlare di libri, la successiva è dedicata alle saghe bestseller e qui, dopo i 75 romanzi e 28 racconti del Commissario Maigret di Georges Simenon, che ha venduto 853 milioni di copie, c’è J.K. Rowling con i 450 milioni della saga di Harry Potter. Ignorando un bel po’ di altre opere cito Le cronache di Narnia di C.S. Lewis con 120 milioni, Twilight di Stephenie Meyer con 116 milioni, Hunger Games di Suzanne Collins e Shadowhunters di Cassandra Clare con 30 milioni (tutti e cinque indagati in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi) con 90 milioni. Per La Ruota del Tempo di Robert Jordan e Brandon Sanderson sono indicati  44 milioni di copie, ma questa cifra è vecchia di parecchi anni e gli ultimi dati che ho visto la raddoppiano abbondantemente, cosa che si ripete in misura anche maggiore con i 15 milioni attribuiti alle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin.

L’ultima classifica riguarda i bestseller mondiali anno per anno, e per quanto io dica di non leggere bestseller mi sono resa conto di averne letti 22 (certo, quattro sono Harry Potter, uno è Martin un altro Tolkien…)

  • Le stroncature celebri, pagine in cui c’è da ridere per i commenti fatti da personaggi famosi – o testate famose – a libri che sarebbero diventati a loro volta molto famosi

Ok, se qualcuno dice cattiverie su di noi possiamo sempre consolarci vedendo chi è stato stroncato e con quali parole. Truman Capote su Jack Kerouac: “Questo non è scrivere, è battere a macchina”. È non è neppure il commento più velenoso. Per inciso, Sulla strada è uno dei libri che ho abbandonato senza finirlo tanto mi è parso insulso.

  • Una sezione dedicata ai libri e ai film che ne sono stati tratti

Non senza sorpresa ho notato che in 24 occasioni ho letto il libro ma non ho mai visto il film, e solo in 4 occasioni ho visto il film (sempre mostratomi da mio marito) senza aver letto il libro. In 7 occasioni ho sia letto il libro che visto il film.

  • Curiosità

Basta la parola, sono curiosità. Una di queste è entrata in un mio articolo.

  • Una parte enogastronomica

Credete davvero che io potrei leggere una parte su cibo e alcool? Questa parte, cocktail e ricette, l’ho saltata senza rimpianti. Non sono certo la mia amica Marina Lenti, capace di scrivere un saggio intitolato Harry Potter. Il cibo come strumento letterario.

  • Alcune citazioni sui libri

Simpatiche, magari qualcuna prima o poi ve la propongo.

  • Una rapida cronologia dell’editoria

Troppo rapida, si parla di tecniche di stampa e di date di uscita di alcuni romanzi, ma non c’è una sola menzione per le case editrici, che pure la loro importanza la rivestono.

Questo libro è più un insieme di curiosità e liste che qualcosa di davvero indispensabile. Sarà per questo che dopo averlo preso in mano per la presentazione ho faticato a staccarmene? Del resto nella prefazione di Il ritratto di Dorian Gray Oscar Wilde ha scritto

L’unica scusa per aver fatto una cosa inutile è di ammirarla intensamente.

Tutta l’arte è perfettamente inutile.

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