Leggere e rileggere

Negli anni ho sviluppato una curiosa abitudine: leggo le saghe un po’ per volta, anche se in rilettura tendo a non fermarmi fino a quando non ho finito. Al di là delle saghe, e ormai sono la maggior parte, in cui leggo i libri man mano che vengono pubblicati, e quindi devo aspettare i tempi degli scrittori e degli editori, anche quando leggo saghe vecchie, ultimate già da diversi anni, leggo un libro, poi mi fermo, leggo altro, e solo dopo un po’ ritorno alla saga che avevo interrotto, nonostante il rischio di dimenticare dettagli importanti nell’intervallo di tempo che mi prendo fra un libro e l’altro. Solo nella rilettura, quando ormai non dovrei avere più la curiosità di andare avanti per scoprire come finisce la storia, leggo con voracità, ansiosa di arrivare a determinati punti che conosco, bisognosa di raggiungere il culmine della vicenda.

Ora, leggendo La saga di Terramare di Ursula K. Le Guin, ho capito il perché di questo comportamento. Avevo letto i tre romanzi della Trilogia di Earthsea all’inizio degli anni ’90, nella vecchia edizione Nord. Da studentessa squattrinata avevo preso in prestito il libro in biblioteca, poi non l’ho più ripreso e quindi non l’ho mai riletto. Ovvio che con gli anni io abbia dimenticato quasi tutto. Sì, ricordavo i problemi di Ged con l’Ombra, più che altro l’origine e la conclusione, non lo svolgimento, e ricordavo che la conclusione del terzo romanzo, per quanto positiva, aveva un tono malinconico perché le cose non sarebbero più state come prima. Tenar l’avevo rimossa completamente, e anche Lebannon. Più che una rilettura questa è una lettura bis, anche se sto andando avanti e adesso sono in I venti di Terramare. I titoli, quelli dei romanzi aggiunti da Le Guin alla trilogia originaria, non ne vogliono sapere di rimanermi in testa, probabilmente perché, infastidita dalla poca maneggevolezza del tomone, ho comprato l’ebook. Mi sa, però, che prima o poi comprerò l’edizione cartacea, forse il Drago, perché mi manca il mio continuo sfogliare le pagine, consultare l’indice, la cartina, l’appendice finale… io nel libro devo spostarmi in continuazione, insieme alla lettura continuativa, una pagina dopo l’altra, c’è un continuo spiluzzicare (senza andare avanti nei romanzi, non mi faccio spoiler da sola, ma tutti gli apparati e tutto quel che ho già letto sono campo libero per il mio spiluzzicare) nei romanzi, e con l’ebook questo non riesco a farlo. Mi manca una parte essenziale della lettura, quella che mi aiuta a mettere insieme i dettagli importanti. Ma non solo.

Quando rileggo so già dove ci sono i climax e mi creo un’aspettativa da sola man mano che mi avvicino, e pur conoscendo lo svolgimento il loro effetto è ancora più forte. Soprattutto però rileggo per apprezzare lo stile, non essendoci la frenesia della trama (c’è, ma se voglio la posso contenere) mi posso fermare ad assaporare le singole frasi. Ho molti più momenti di pausa, anche se quando corro corro davvero. E metto insieme i dettagli, gli indizi nascosti dall’autore, tutte quelle piccole cose alle quali la prima volta non avevo dato la giusta importanza. Quella che leggo, nella rilettura, è l’intera storia, con tutti i suoi elementi.

Nella lettura voglio leggere il romanzo. Leggere Il signore dei draghi (anche se sarebbe più corretto dire La spiaggia più lontana, grazie Mondadori per aver cambiato i titoli) subito dopo Le tombe di Atuan mi priva del giusto spazio da dare a Tenar e al suo percorso, perché subito dopo la fine della sua vicenda parto per un nuovo viaggio con Ged. No, i libri meritano ciascuno il loro tempo, specie quando sono densi come questi, e la lettura va fatta con calma, altrimenti rischiano di sfumare l’uno nell’altro. Ormai finirò Terramare così come l’ho cominciata, ma adesso so perché quel che ho quasi sempre fatto in modo istintivo per me è il modo migliore per leggere. È l’unico modo per dare a ciascun libro l’attenzione che merita.

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2 risposte a Leggere e rileggere

  1. SimonFenix ha detto:

    Io i fantasy tendo a leggerli con una certa “lentezza”, poi dipende da libro a libro; per esempio Harry Potter si legge velocemente perché è molto dialogato, si ok ci sono le descrizioni di Hogwarts ma essendo la saga ambientata quasi esclusivamente lì l’autrice non ci si sofferma più di tanto; non ci sono la Terra Di Mezzo di Tolkien, gli accampamenti e i vestiti dei personaggi de La Ruota Del Tempo e i banchetti e le tavole imbandite de Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco.

    • Io sono veloce a leggere, penso si capisca dal numero di libri che commento (e non commento tutti i libri che leggo perché non riesco a starmi dietro con la scrittura), ma ovviamente la rapidità varia da libro a libro. Però mi sono resa conto che staccare dopo aver letto un libro di una saga mi aiuta a inquadrare meglio quel singolo libro, altrimenti percepisco la saga nel suo insieme ma i confini fra le varie storie diventano sfumati.

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