Steven Erikson, R.A. Salvatore, Brandon Sanderson e la casa editrice Armenia

Questo mese su FantasyMagazine ho dedicato ben due articoli a romanzi di R.A. Salvatore pubblicati dalla casa editrice Armenia. Il primo riguardava una novità assoluta dal titolo impronunciabile, Gauntlgrym, il secondo la ristampa della vecchia Trilogia degli elfi scuri. Riprendo parte degli articoli. Questo è il primo:

Sei anni dopo la pubblicazione di Il re degli spettri, volume conclusivo della trilogia Transizioni, la casa editrice Armenia torna a pubblicare un romanzo inedito di R.A. Salvatore. Si tratta di Gauntlgrym, primo romanzo della tetralogia Neverwinter.

Trent’anni fa, con il suo romanzo d’esordio, Le lande di ghiaccio, lo scrittore americano aveva dato vita all’elfo scuro Drizzt Do’Urden, ultimo membro del casato dei Daermon N’a’shezbaernon, e tra i personaggi più famosi e longevi del fantasy contemporaneo. Le sue vicende sono ambientate nei Forgotten Realms, universo immaginario ideato per il gioco di ruolo Dungeons & Dragons.

Gauntlgrym, ventitreesimo romanzo delle leggende di Drizzt, si svolge oltre vent’anni dopo gli eventi raccontati in Il re degli spettri. e conduce il lettore in una “terra di magia e intrighi, di brutale violenza e divina pietà, dove gli dei sono ascesi e morti, e grandi eroi si sono levati a combattere mostri terrificanti.”

Parallelamente alla pubblicazione degli inediti Armenia ha iniziato la ripubblicazione dell’intero ciclo, con i vecchi romanzi proposti ai nuovi lettori in in edizione riveduta e con nuovi titoli. I primi sono Il buio profondoL’esilio e Il Mondo di Sopra, già pubblicati come Il dilemma di DrizztLa fuga di Drizzt e L’esilio di Drizzt.

Non ho mai neppure provato a leggere un romanzo di Salvatore. Ho in casa L’Antico, ricevuto in regalo all’epoca della sua pubblicazione (2010), messo sullo scaffale con l’intenzione di leggerlo quando ne avessi trovato il tempo, e toccato solo in un paio di occasioni quando mi sono trovata a cambiarlo di posto nel corso di una riorganizzazione della libreria. Il problema principale è che io so che Salvatore scrive in un’ambientazione non creata da lui e nata da un gioco di ruolo.

Alla fine degli anni ’80 avevo letto I draghi del crepuscolo d’autunno, I draghi della notte d’inverno e I draghi dell’alba di primavera di Margaret Weis e Tracy Hickman, e anche se ho apprezzato alcune trovate – non ricordo più nulla al di là dell’impressione generale, è trascorso troppo tempo – e mi sono divertita con la trama, ho odiato lo stile. Non basta avere tanta fantasia, essere pieni d’idee, se le capacità di scrittura sono limitate. Questa, almeno, è stata la mia impressione, anche se so che i romanzi di Weis e Hickman sono apprezzati da un bel po’ di persone. All’inizio di questo millennio ho provato a leggere un’altra opera, credo L’ala del drago, il primo del Ciclo di Death Gate – ho scelto deliberatamente un’opera che non faceva parte del mondo di Dragonlance – e dopo poche pagine ho posato il libro perché non mi piaceva lo stile dei due autori. Con un precedente di questo tipo, ho quasi sempre girato al largo da tutti i romanzi nati da un gioco di ruolo.

La saga di Geralt di Rivia di Andrzej Sapkowski non è un’eccezione, anche se in Italia è arrivato prima il videogioco The Witcher sono le opere di Sapkowski ad aver fornito la base per creare il videogioco, non il contrario. L’eccezione è la serie Wild Cards curata da George R.R. Martin, che non potevo ignorare proprio per la presenza di Martin.La serie mi è piaciuta – per lo meno i primi sette volumi – ma ci sono due ma. Le storie si discostano abbastanza dall’effettivo svolgimento del gioco di cui Martin era Game Master, e a scriverle sono stati giocatori (e non giocatori) che erano anche scrittori, cioè gente che scriveva al di là di Wild Cards. Le loro capacità sono maggiori, e Martin si è rivelato un editor notevole.

Magari sbaglio a non leggere Salvatore, e magari prima o poi farò un tentativo con i suoi romanzi, per ora non l’ho fatto. Però su di lui ho scritto un secondo articolo:

Gauntlgrym, ambientato vent’anni dopo Il re degli spettri, è appena giunto in libreria narrando nuove avventure di un personaggio amatissimo dai lettori. Contemporaneamente a questo romanzo Armenia ha pubblicato Il buio profondoL’esilio e Il Mondo di Sopra, edizione rivista di romanzi fino a ora noti come Il dilemma di DrizztLa fuga di Drizzt e L’esilio di Drizzt. Il piano editoriale prevede la pubblicazione degli inediti a partire da NeverwinterCharon’s Claw e The Last Threshold, che completano la tetralogia Neverwinter(ma è già stata annunciata l’intenzione di pubblicare anche le successive trilogie Companion Codex e Homecoming) e la riproposta dei vecchi romanzi in edizione revisionata:

1. Il Buio Profondo

2. L’Esilio

3. Il Mondo di Sopra

4. La Reliquia di Cristallo*

5. Fiumi d’Argento*

6. La Gemma dell’Halfling*

7. L’Eredità*

8. Notte senza Stelle*

9. L’Assedio delle Ombre*

10. L’Alba degli Eroi*

11. La Lama Silente*

12. La Spina Dorsale del Mondo*

13. Il Mare delle Spade*

14. Il Servitore della Reliquia*

15. La Promessa del Re Stregone*

16. La Strada del Patriarca*

17. L’Orda degli Orchi*

18. Il Cacciatore Solitario*

19. Le Due Spade*

20. Il Re degli Orchi*

21. Il Re dei Pirati*

22. Il Re degli Spettri*

Neverwinter

23. Gauntlgrym

24. Neverwinter*

25. Charon’s Claw*

26. The Last Threshold*

Companion Codex

27. Night of the Hunter*

28. Rise of the King*

29. Vengeance of the Iron Dwarf*

Homecoming

30. Archmage*

31. Maestro*

32. Hero*

* Di prossima pubblicazione In corsivo, i titoli provvisori.

L’articolo era completato dal link a un articolo in cui anni fa avevo messo in ordine le varie serie ambientate nei Forgotten Realms pubblicata in Italia: http://www.fantasymagazine.it/11954/ed-greenwood-ra-salvatore-e-gli-altri-forgotten-realms. Il motivo per cui mi sono presa il disturbo di dedicare tanto tempo a un autore che non conosco, quando molti altri romanzi anche inediti li segnalo limitandomi a un copia e incolla della sinossi e della biografia dell’autore (in questo caso mi firmo con un generico “Redazione”) è perché sono molto interessata a quel che sta facendo Armenia. Tornando a quest’ultimo articolo ho iniziato scrivendo

Nel 2013 la casa editrice aveva attraversato un periodo di grossa crisi che avrebbe potuto decretarne la scomparsa. L’acquisto da parte del gruppo Il Castello ha risolto le difficoltà, consentendo ad Armenia di tornare sul mercato in modo graduale con proposte interessanti.

Il primo autore a beneficiare delle nuove condizioni è stato Steven Erikson, il cui Libro Malazan dei caduti era stato pubblicato fino alla prima metà dell’ottavo romanzo, I segugi dell’ombra. Fra il 2015 e il 2016 ci sono stati la ripubblicazione in versione integrale di tutti i romanzi pubblicati in precedenza e il completamento della saga con la traduzione degli inediti e la prima pubblicazione dei romanzi anche in formato digitale, nel 2018 è iniziata una revisione della traduzione dell’opera.

Del Libro Malazan dei caduti di Steven Erikson, come molti di voi ben sanno, ho letto i primi due romanzi, mi sono annoiata e ho abbandonato la lettura della saga. Ma, visto che so di non essere il centro del mondo, provo a interessarmi anche alle opere lette da altri, e guardo l’andamento del mercato editoriale e il comportamento degli editori.

Non sapevo nulla della revisione della saga di Erikson fino a quando non me ne ha parlato la persona che se ne stava occupando, e ovviamente quando lui mi ha spiegato cosa stesse facendo io gli ho chiesto un articolo per FantasyMagazine. Avviso: se avete voglia di scrivere di fantasy e conoscete l’argomento di cui volete parlare (o fate delle ricerche serie) il vostro contributo è ben accetto. Se lo stile non è proprio fluido ci si può lavorare, contano la voglia di scrivere e la serietà. Paolo Pegoraro ha realizzato un articolo molto interessante: http://www.fantasymagazine.it/28313/giocare-con-le-ossa-su-steven-erikson-e-sulla-traduzione. Interessante l’articolo, importante il lavoro che sta facendo, significativo il fatto che l’editore si stia impegnando seriamente con un’opera fantasy evidentemente ritenuta importante.

Proprio parlando di Armenia avevo segnalato l’arrivo di un inedito con una raccolta di due romanzi di Michael J. Sullivan:

Nel 2016 è iniziata la pubblicazione dei romanzi incentrati sul Doctor Who, in precedenza pubblicati da Asengard, editore che aveva affrontato gli stessi problemi di Armenia qualche tempo prima.

Lo scorso anno con Ladri di spade di Michael J. Sullivan Armenia ha ricominciato a portare in Italia nuovi autori. La pubblicazione dell’opera di Sullivan è proseguita questa primavera con Sorge un impero.

Naturalmente su FantasyMagazine ho inserito il link al vecchio articolo che avevo scritto per la testata poco più di un anno fa, ma qui preferisco inserire il link al blog perché do uno sguardo anche a qualche altro autore autopubblicato: https://librolandia.wordpress.com/2017/05/15/michael-j-sullivan-e-i-romanzi-autopubblicati/. Da qui faccio link a FanfasyMagazine, da FantasyMagazine, che è una testata registrata, non inserisco link al blog, anche se sono sempre io a scrivere. Ladri di spade mi è piaciuto, infatti l’ho recensito positivamente (http://www.fantasymagazine.it/27438/ladri-di-spade), Sorge un impero verrà in vacanza con me. L’ho già comprato, anche se per ora lo sto ignorando. L’ultima novità che segnalavo riguarda Brandon Sanderson:

In un futuro non troppo lontano l’editore pubblicherà opere inedite di Brandon Sanderson, autore che ha recentemente abbandonato Fanucci per passare ad altri editori. Secondo l’agente dei diritti esteri di Sanderson Armenia pubblicherà Skyward, una serie young adult il cui primo romanzo è previsto in inglese per il 6 novembre 2018.

Non solo la pubblicazione di Sanderson mi è stata confermata dall’ufficio stampa di Armenia, ma sulla sua pagina Facebook Armenia ha inserito il link al mio articolo in cui segnalavo la pubblicazione di Skywardhttp://www.fantasymagazine.it/28784/brandon-sanderson-cambia-editore-italiano.

Un ultimo sguardo sul sito Armenia, dato subito prima di mettermi a scrivere, mi ha consentito di scoprire fra i titoli di prossima pubblicazione due opere di Matt Forbeckhttps://www.armenia.it/catalogo.php?cl=30208003. Di Forbeck nel 210 Multiplayer aveva pubblicato Guild Wars. I fantasmi di Ascalon. L’autore è noto, oltre che come scrittore, come game designer, e le sinossi dei due libri che arriveranno in Italia non sono, dal mio punto di vista, particolarmente affascinanti. Si tratta di Fuga dal buio profondo

Ti svegli in una cella sotterranea, spogliato dalla tua armatura e della tua spada. I tuoi compagni di prigionia ti informano che sei intrappolato nel Buio Profondo, e che ben presto sarai condotto a Menzoberranzan, la grande città dei drow e venduto come schiavo! Ma si dice che i demoni si stiano agitando nel ventre del mondo sotterraneo e forse puoi sfruttare la situazione per liberarti.

e di Nella giungla

Gli Harpers hanno perso uno di loro, un avventuriero leggendario di nome Artus Cimber, custode del manufatto conosciuto come l’Anello dell’Inverno. Ti hanno ingaggiato per viaggiare nella terra ricoperta dalla giungla di Chult e trovarlo. Solo tu puoi farcela prima dei Giganti del gelo che lo cercano o degli zombi che infestano la terra….

A un primo sguardo è più facile che io legga un romanzo di Salvatore che uno di questi due libri (fra l’altro… ho mai detto che l’unica volta che ho provato a giocare con un libro game mi sono annoiata?), ma il fatto che Armenia vada avanti con le pubblicazioni e proponga inediti è importante. Non tutti i suoi libri sono legati a giochi di vario tipo, basta guardare Erikson (chi glie l’ha fatto fare di revisionare la saga? Non erano mica obbligati a spenderci altri soldi), Sullivan e Sanderson. Nella seconda metà degli anni ’90 Nord, che era l’editore di cui compravo più libri, ha iniziato a perdere colpi, e pian piano i miei acquisti si sono spostati su Fanucci. Ora è Fanucci che mi fa sorgere seri dubbi, per fortuna Armenia (e Mondadori, di cui parlerò in un’altra occasione) sembra che intendano farsi avanti e continuare a stampare opere affascinanti. Speriamo che le buone intenzioni si concretizzino e portino a ulteriori interessanti sviluppi.

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9 risposte a Steven Erikson, R.A. Salvatore, Brandon Sanderson e la casa editrice Armenia

  1. amulius ha detto:

    Con la saga dei Caduti di Malazan sto combattendo una mia personalissima battaglia. Anche io ho letto i primi due ( il primo due volte, tra l’altro) e iniziato il terzo. Finirò questa saga, prima o poi. Devo riprendere anche le Cronache della Folgoluce di Sanderson che ho lasciato troppo tempo in sospeso: Kaladin e co. mi stanno aspettando (cambia quindi editore anche per le Cronache?). Per quanto riguarda Salvatore, non mi hanno mai attratto particolarmente le sue opere, forse la sua produzione letteraria, ipertrofica a dir poco, mi rende diffidente in partenza. Alla casa editrice Nord sono affezionato perché mi ha fatto scoprire Turtledove e i libri della saga di Videssos, è un peccato che perda colpi.

    • Io ho smesso di combattere con Erikson. Chi riesce a entrare in sintonia con il suo modo di scrivere ama la saga con notevole intensità a spesso la reputa la migliore opera fantasy mai scritta, ma anche se questo fosse vero nessun’opera può piacere a tutti. Amo le arti figurative, non sopporto Pieter Paul Rubens e digerisco a mala pena l’impressionismo, perché dovrei preoccuparmi se non mi piace uno scrittore?
      Leggendo il secondo romanzo di Erikson mi sono resa conto che quello che proprio non mi andava giù era il suo modo di scrivere. Quando il problema è la trama complicata si può sperare di arrivare a capire, ma quando non piace lo stile è difficile apprezzare l’autore. Visto che leggo per divertimento non vedo motivo di combattere per leggere libri che non mi piacciono.
      Le cronache della Folgoluce passano a Mondadori, Oathbringer è stato annunciato, in volume unico e con traduzione di Gabriele Giorgi, per il 2019, per le ristampe dei primi due volumi invece non si sa niente, bisogna vedere se Mondadori trova un accordo con Fanucci e ne rileva i diritti o se aspetta che scadono i diritti e ristampa dopo. Anche Mistborn con la serie di Wax e Wayne (tranne La legge delle lande, per cui vale lo stesso discorso delle Cronache della Folgoluce) è passato in Mondadori.
      Salvatore scrive tanto, ma lo stesso valeva per Isaac Asimov e vale per Mercedes Lackey e Brandon Sanderson, autori che adoro, quindi non mi preoccupa quanto scriva un autore. Magari qualche opera sarà di livello inferiore, ma se la qualità rimane tendenzialmente alta dov’è il problema? Con Salvatore la mia diffidenza è nata per il discorso del gioco che ha fornito lo spunto ai romanzi e non il contrario. Avrà anche capacità di scrittura o sa solo inventare situazioni complicate da cui far uscire vittorioso il suo personaggio? Magari prima o poi provo la lettura e lo scopro di persona.
      A pensarci bene pure Harry Turtledove scrive parecchio, ma a parte i due della Crosstime Traffic, passabili ma molto inferiori rispetto agli altri suoi testi, con lui mi sono sempre divertita molto. La tetralogia della Legione perduta è una delle mie opere preferite. Quando Nord ha iniziato a pubblicare opere minori e poi ha cambiato completamente linea editoriale mi è spiaciuto parecchio, per diversi anni ho letto quasi tutto quel che pubblicava nella Fantacollana e nella Collana Narrativa. Ormai mi sono rassegnata, ma è un peccato. Spero davvero che Fanucci non abbia lo stesso declino, anche se sono un po’ preoccupata, e che Mondadori e Armenia (e magari anche qualche altro editore) investano seriamente nel fantasy.

      • amulius ha detto:

        E’ verissimo che non giudica un autore dalla sua produzione letteraria ma, girovagando in libreria nella sezione fantasy (che dopo anni di convivenza con la sci-fy sembra aver acquisito indipendenza) mi ritrovavo sempre una marea di suoi libri con di tanto in tanto altri autori che timidamente facevano capolino tra le copertine di Salvatore. Mi piace il genere fantasy ma col tempo sono divenuto più esigente e l’idea di decine e decine di libri di una saga mi fa storcere sempre il naso, come se fossero libri da spiaggia o usa e getta (niente di male in questi prodotti, sia chiaro, ma io cerco altro). E’ un mio pregiudizio, lo riconosco e spero che sia infondato (cosa che mi capita sovente fortunatamente con libri, film, serie tv e videogames). Sarò contentissimo di essere smentito, dovrò leggermi qualche suo libro e provare con mano. Quanto a Erikson, l’idea che per ora mi sono fatto è che sia un grande demiurgo e costruttori di mondi mentre, a livello puramente stilistico, non ha una scrittura che agevola il lettore. Già la complessità della trama e la moltitudine dei personaggi è considerevole, se ci mettiamo uno stile a volte criptico e scevro di dettagli (che, secondo me, talvolta servirebbero), non mi stupisco che sia poco “digeribile”. Sono contento, infine, di notare che qualcun altro legga Turtledove e conosca la saga di Videssos, mi sembra che sia ormai diventato un argomento di nicchia (pure più di Erikson). Per me, la mini-saga dell’Era dei Disordini (malgrado non sia nell’epoca della legione perduta) rimane uno dei migliori e più coinvolgenti cicli fantasy-storici su cui abbia mai messo mano (l’idea dell’alternanza dei punti di vista tra i due capi-fazione la trovo geniale).

        • Sono troppi anni che un libro di Turtledove non arriva in Italia, ormai lo conosce solo chi legge fantasy da un po’ di tempo e ha avuto modo di comprare i suoi libri quando erano facili da reperire. Io conosco diverse persone che lo apprezzano, giusto per farti un paio di nomi Emanuele Manco, il direttore di FantasyMagazine, e Gabriele Branca, che ha citato Turtledove nella prefazione del suo romanzo fantasy storico La compagnia dell’ariete.
          All’inizio il passaggio da Abivard a Maniakes e poi ancora ad Abivard e infine a Maniakes mi aveva spiazzata, avevo personaggi che amavo e quell’antipatico dell’autore si spostava su altri personaggi… che mi faceva amare. Vedere la guerra dai due diversi punti di vista è notevole.

  2. Raffaello ha detto:

    Erikson non è un autore semplice, chiede uno sforzo importante al lettore. Ma è anche capace di ricompensare lo sforzo come nessun altro autore fantasy in circolazione. Ovvio questa è la mia opinione, non può essere una verità universale e Erikson non può piacere a tutti. Erikson è un po’ i Pink Floyd della letteratura 😉 non facile ma di qualità 2 o 3 gradini sopra la gran parte degli altri autori.

  3. SimonFenix ha detto:

    Ho scritto alla Mondadori riguardo Sanderson per sapere cosa pubblicheranno per prima cosa e hanno risposto di non sapere chi prenderà i diritti di dell’autore (ma non erano loro?), alla Armenia invece molto velocemente mi hanno risposto che per ora pubblicheranno solo Skyward.
    Armenia sta riguadagnando fiducia con tante pubblicazioni in programma, anche se i libri di Salvatore, nonostante sono dei best-seller (almeno in contesto fantasy) non mi piacciano granché. Non so se riprenderanno anche Dragonlance, anche perché le saghe degne di nota sono ben poche rispetto alle tantissime pubblicate, mere sceneggiature da Dungeons & Dragons.
    Invece ho letto di una rivisitazione della traduzione di Malazan, questo mi fa sperare che in futuro possano pubblicare gli altri libri di Erikson ed Esslemont.

    • Raffaello ha detto:

      Sarebbe splendido, ma x ora non vedo all’orizzonte nuove pubblicazioni del mondo di Malazan, ahimè. Peccato, perché gli ultimi di Esselmont sono molto belli e di più facile accesso rispetto a quanto scritto da Erikson.

    • Evidentemente la persona che ti ha risposto non ha ricevuto le informazioni del caso, o non ha ricevuto l’autorizzazione a divulgarle. Se vai sulla pagina Facebook di “Oscar Mondadori Vault” puoi trovare notizie in abbondanza, la priorità ora dovrebbe essere Oathbringer, che sarà certamente pubblicato nel 2019. Hanno comprato i diritti per quattro romanzi, Oathbringer e tre Wax e Wayne (l’ultimo non ancora pubblicato dallo stesso Sanderson), suppongo che decideranno se comprare altri libri dopo aver visto quanto vendono questi.
      Armenia sta ancora andando avanti con cautela, ma pian piano sta ampliando i suoi orizzonti. Presumo che anche loro vogliano vedere le vendite. Spero che traducano anche Alcatraz, serie per ragazzi che secondo me non ha nulla da invidiare a Harry Potter o Percy Jackson (per la verità spero che traducano tutto Sanderson, ma andiamo con calma).

  4. rez ha detto:

    grande scelta di armenia di riprendere finalmente le pubblicazioni dei romanzi di Salvatore che è veramente un grande scrittore

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