Riddikulus!

La tecnica fondamentale per condurre il soggetto a uscire dalla prigione della paura psicologica è la tecnica della peggiore fantasia: guidare la persona a imparare a guardare in faccia la paura per trasformarla in coraggio, come indicava già un’antica tavola sumerica: «La paura guardata in faccia si trasforma in coraggio. La paura evitata diviene timor panico».
In termini più pratici la persona deve imparare a calarsi volontariamente in tutte le immagini mentali peggiori, cosa che di solito i soggetti evitano per paura. Sperimentando questo tipo di esercizio si crea l’effetto paradossale di azzerare le sensazioni spaventose. Metaforicamente è come se si evocasse un fantasma per poi toccarlo e farlo svanire ogni volta. Attraverso questo metodo la persona impara a padroneggiare le sue paure patologiche

Si tratta di un passaggio di Psicotrappole del professor Giorgio Nardone. Rispetto agli altri testi di Nardone questo è una specie di bigino, sintetizza alcuni comportamenti umani che, se portati all’eccesso, diventano trappole micidiali in cui ci imprigioniamo da soli. Il volumetto è breve e schematico, sette psicotrappole del pensare e relativa psicosoluzione, otto psicotrappole dell’agire e relativa psicosoluzione, e alcune combinazioni patogene con psicosoluzione.

Se qualcuno pensasse di risolvere qualche problema con Psicotrappla cadrebbe in una trappola del pensiero, in così poche pagine Nardone enuncia alcuni concetti base e poco più, sono altri i testi in cui approfondisce il suo pensiero e che possono davvero aiutare a capire e risolvere i problemi. Questo è un’infarinatura, un bigino.

Il passaggio che ho riportato qui sopra proviene dalla psicosoluzione della prima combinazione patogena enunciata, la paura della paura. È la psicotrappola del fobico. Siamo nell’ambito della psicologia, ma a me è venuta in mente una precisa scena fantasy (sorprendente, vero? Non mi succede mai…)

Nessuno sa che aspetto ha un Molliccio quando è solo, ma quando lo farò uscire, diventerà immediatamente ciò di cui ciascuno di noi ha più paura.

Se non fosse stato sufficiente il titolo del post, la parola Molliccio avrebbe sciolto ogni dubbio: questa frase è stata pronunciata dal professore di Difesa contro le Arti Oscure Remus Lupin in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban di J.K. Rowling. Per Nardone e Rowling la paura va guardata in faccia, bisogna affrontare l’immagine peggiore e farla svanire, come un fantasma. O come una figura spaventosa diventata improvvisamente ridicola.

ciò che sconfigge un Molliccio sono le risate. Quello che dovete fare è costringerlo ad assumere una forma che trovate divertente. Ora proveremo l’incantesimo senza le bacchette magiche. Dopo di me, prego… Riddikulus!

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