William Hazlitt: L’ignoranza delle persone colte

Il dotto pedante è pratico di libri solo in quanto questi sono composti da altri libri, e quelli da altri ancora, e così via all’infinito. Ripete come un pappagallo tutto ciò che altri hanno ripetuto a pappagallo. Sa tradurre una parola in dieci lingue diverse, ma non sa niente del significato della cosa in ciascuna di esse.

Il titolo della raccolta di testi di William Hazlitt è tale da attrarre l’attenzione, anche quando non si conosce l’autore. Questa è la sua biografia ripresa da ibs.it:

Saggista e critico.
Ancora giovane, incontrò e conobbe Samuel Taylor Coleridge, diventandone fervente ammiratore (ma restando fedele – a differenza di Coleridge – agli ideali di giustizia sociale professato in un primo tempo anche dal grande poeta).
Dopo aver intrapreso un tentativo poco fruttuoso con la pittura, Hazlitt esordì in ambito letterario con il saggio Principles of human action (1806).
L’anno seguente, con A reply to the essay on population, prese posizione nella controversia suscitata dalle teorie economiche di Malthus.
I suoi saggi politici vennero raccolti in Politic essays (1819).
Altri saggi sono raccolti in The round table (1817), Table talk (1821-22) e The plain speaker (1826).
Fu critico letterario e anche in questa veste conobbe un certo successo; con Characters of Shakespeare’s plays (1817), A view of the English stage e Lectures on the English poets (1818), English comic writers (1819), Dramatic literature of the age of Elizabeth (1821), diede un importante contributo all’apprezzamento di Shakespeare e dei poeti e commediografi elisabettiani.
A questi si aggiunsero nel corso del tempo alcuni saggi critici sui suoi contemporanei e una voluminosa biografia Napoleone Bonaparte (1827-30).
In Italia, fra le sue opere in commercio, citiamo i libri pubblicati da Fazi, L’ignoranza delle persone colte Il piacere dell’odio.

A quanto pare Hazlitt all’epoca era una personalità importante, anche se io non lo conoscevo. Graffiante, insofferente dei conformismi, degli atteggiamenti di facciata… però, anche se ho apprezzato qualche considerazione qua e là, ho faticato a leggere il libro fino alla fine. Il suo atteggiamento di superiorità nei confronti di chi lo circondava mi ha irritata, le riflessioni acute erano mischiate a chiacchiere per darsi importanza o ad affermazioni che non condividevo. Mi limito a proporvi la citazione iniziale per ricordare che l’apprendimento mnemonico senza assimilazione non è cultura, e che quello che si legge, al di là del divertimento momentaneo, ha valore solo se entra davvero a far parte di noi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in citazioni, impressioni di lettura e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.