Ann e Jeff VanderMeer: Le visionarie. Fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia

Ho impiegato molto tempo per leggere Le visionarie, volume curato da Ann e Jeff VanderMeer il cui sottotitolo è Fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia. È stata una scelta precisa, visto che si tratta di racconti è possibile fermarsi abbastanza spesso senza rischiare di perdersi collegamenti che in un romanzo sono fondamentali. C’è un tema generale nell’antologia, alcuni racconti sembra dialoghino fra loro, ma non tutti, e non sono sicura che la definizione di femminismo sia sempre del tutto corretta. Sono tutte autrici, e certo negli intenti dei curatori c’era quello di mostrare come anche le donne possano scrivere racconti fantastici dalla forza dirompente. Non che tutti lo siano, a mio giudizio, ma il progetto c’è. Quanto ai testi, spesso è fondamentale la differenza di sesso fra i personaggi, non sempre. Uno dei più bei racconti dell’antologia, Le parole proibite di Margaret A. di L. Timmel Duchamp, avrebbe avuto la stessa forza se fosse stato Le parole proibite di Michael A., mentre Paure di Pamela Sargent ha senso solo grazie alle differenze fra uomini e donne. Paure è un racconto del 1984, ancora non era noto il problema dell’aborto selettivo, fatto per appagare l’ego idiota di quelle persone che vogliono il figlio solo se maschio, ma ci mostra la vita in un mondo in cui la scelta del sesso è non solo possibile ma legale e ampiamente diffusa. Inutile dire che è da brividi, c’è davvero da aver paura.

In Deviazioni nel cammino verso il nulla di Rachel Swirsky mi sono per lo più annoiata, la storia non mi diceva granché… fino alla conclusione. A volte bastano poche parole per ribaltare completamente le nostre percezioni e per spingerci a porci domande difficili su noi stessi.

Con Catherynne M. Valente ho un pessimo rapporto, La ragazza che fece il giro di Fayriland per salvare la fantasia mi era piaciuto nelle prime pagine e più ero andata avanti più mi ero annoiata, con Tredici modi di concepire lo spazio-tempo malgrado il testo più breve non è andata meglio. Percorso inverso per Casa sul mare di Elisabeth Vonaburg, in cui ho faticato a entrare e da cui alla fine non avrei voluto uscire. Questo racconto, come molti altri, non fornisce risposte, ma pone domande che sono destinate a restare dentro di noi.

Le visionarie è un’antologia fondamentale. Non lo sono tutti i racconti, di qualcuno avrei fatto volentieri a meno, ma molti di loro sono dotati di una forza straordinaria. Qualcuno consola, offre un percorso di speranza, molti di più pongono domande scomode, feriscono, ma non lo fanno mai in modo gratuito. Sono lo specchio di quel che siamo, di quel che potremmo essere, e un ammonimento sui percorsi che potremmo decidere d’intraprendere. L. Timmel Duchamp, Kit Reed, Eleanor Arnason, James Tiptree Jr., Susan Palwick, Eilen Gunn, Pamela Sargent, e poi ancora Nnedi Okorafor, Angélica Gorodischer, Nalo Hopkins, Octavia E. Butler, Hiromi Goto, Angela Carter, Pat Murphy, Joanna Russ, Carol Emshwiller, Tanith Lee, Ursula K. Le Guin, Elisabeth Vonarburg e le altre autrici hanno una storia da raccontarvi. Trovate un po’ di tempo e mettetevi in ascolto.

La postfazione di Claudia Durastanti e Veronica Raimohttps://not.neroeditions.com/durastanti-raimo-visionarie-vandermeer/.

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