Robert Jordan: Thom Merrilin

Alcune voci del The Wheel of Time Companion, firmato da Robert Jordan, Harriet McDougall, Alan Romanczuk e Maria Simons sono più dettagliate, altre meno. Molte delle informazioni che si ricavano da queste pagine compaiono già nei romanzi, che ovviamente contengono molte altre cose che qui dentro non sono entrate per ovvi motivi di spazio. Questo è un’enciclopedia, non un romanzo, e annotare dettagliatamente cosa fa ciascun personaggio nella sua biografia sarebbe impossibile. Altre informazioni compaiono soltanto qui, o sono espresse in modo più chiaro, senza che si debbano mettere assieme elementi provenienti da pagine molto lontane. Una voce a mio parere fin troppo breve, e nonostante questo interessante, riguarda Thom Merrilin. Spoiler fino a L’ascesa dell’Ombra.

Cominciamo con un episodio che all’epoca ci aveva fatto temere per lui, da L’Occhio del Mondo:

 

«Perché vieni con noi?» domandò di nuovo Mat. «Saresti più al sicuro se ci lasciassi. Perché lo fai?»

Thom lo fissò per un momento. «Avevo un nipote, Owyn» disse con aria stanca, togliendosi il mantello. Lo mise insieme alle coperte e sopra vi posò i due astucci con gli strumenti. «Figlio unico di mio fratello, il mio solo parente ancora in vita. Si mise nei guai con le Aes Sedai, ma io ero troppo occupato con… con altre faccende. Non so cosa avrei potuto fare, ma quando alla fine intervenni, era troppo tardi. Owyn morì qualche anno dopo. Si potrebbe dire che le Aes Sedai lo uccisero.» Si raddrizzò, senza guardarli in viso.

La voce era sempre calma, ma Rand gli intravide negli occhi delle lacrime, mentre girava la testa. «Se riesco a tenervi alla larga da Tar Valon, forse smetterò di pensare a Owyn. Aspettatemi qui.» Evitando ancora i loro sguardi, si diresse in fretta all’imboccatura del vicolo, ma rallentò, prima di raggiungerla. Diede una rapida occhiata e uscì con indifferenza nella via. In breve era scomparso.

[…]

«Cosa avranno fatto le Aes Sedai a suo nipote?»

«Non so» rispose Rand, a disagio. C’era un solo tipo di guai in cui un uomo potesse cacciarsi, con le Aes Sedai.

 

Nel giro di poco dopo questo primo accenno a Owyn Thom ritorna e la situazione precipita. In strada, in pieno giorno, compare un Myrddraal.

 

«Non guardarlo in faccia» borbottò Thom, con voce rauca, come costringendo le parole a uscirgli di bocca. «Luce santa, non guardarlo!»

Rand distolse lo sguardo… e quasi gemette di sollievo: era come staccarsi dal viso una sanguisuga. Ma anche fissando le pietre della piazza, sentiva l’arrivo del Myrddraal, un gatto che giochi col topo e si diverta per i suoi deboli tentativi di fuga, prima di chiudere di scatto le fauci. Il Fade aveva dimezzato la distanza. «Restiamo impalati qui?» mormorò Rand. «Dobbiamo scappare… andare via.» Ma non riusciva a muovere i piedi.

[…]

«Pensi…» Thom s’interruppe per deglutire e riprese con voce rauca. «Pensi di correre più velocemente di lui, ragazzo?» Cominciò a borbottare tra sé; Rand riuscì a distinguere solo una parola, ‘Owyn’. A un tratto il menestrello ringhiò: «Non avrei mai dovuto immischiarmi con voi ragazzi. Non avrei dovuto farlo.» Si tolse di spalla il fagotto e lo cacciò fra le braccia di Rand. «Tienilo da conto. Quando vi dico di correre, scappate e non fermatevi finché non siete a Caemlyn. La Benedizione della Regina. Una locanda. Ricordate il nome, in caso… Niente, ricordate il nome e basta.»

«Non capisco» mormorò Rand. Ormai il Myrddraal era a meno di venti passi e lui si sentiva i piedi di piombo. «Ricordalo e basta!» ringhiò Thom. «La Benedizione della Regina. E ora,CORRETE!»

Diede loro una spinta, una mano sulla schiena di ciascuno, per farli muovere. Rand si lanciò in una corsa a passo malfermo, con Mat a fianco.

«CORRETE!» Anche Thom si lanciò, con un lungo ruggito privo di parole. Non dietro di loro, ma verso il Myrddraal. Mosse le mani come se tenesse spettacolo, e vi comparvero dei coltelli. Rand si fermò, ma Mat lo tirò via.

Il Fade rimase altrettanto sorpreso. Si fermò di colpo. Mosse la mano verso l’elsa della spada appesa alla cintura, ma le lunghe gambe del menestrello coprirono rapidamente la distanza. Thom andò a urtare il Myrddraal prima che questi sguainasse la spada e caddero uno sull’altro. Le poche persone ancora nella piazza fuggirono.

«CORRETE!» Nell’aria balenò una luce azzurra che bruciava gli occhi e Thom cominciò a urlare, ma anche in quel grido riuscì a pronunciare una parola. «CORRETE!»

Rand ubbidì. Le grida del menestrello lo seguirono.

 

Io mi sono rifiutata di credere alla morte di Thom, aggrappandomi alla teoria che fino a quando non c’è il cadavere non c’è neppure il morto, perché Thom mi piaceva troppo per perderlo così in fretta. Inutile dire che con il trascorrere del tempo l’ho apprezzato sempre di più.

La luce potrebbe essere qualche effetto scenico creato da Thom per distrarre il Fade, ma è difficile considerando quanto gli Illuminatori stiano attenti con i loro prodotti. Thom poteva avere fuochi d’artificio – o qualcosa di simile – con sé? Più facile che i suoi pugnali fossero stati realizzati con l’Unico Potere e che quindi abbiano reagito in qualche modo al contatto con il Fade, che magari stava provando a sguainare la spada. Thom, nonostante tutto, sopravvive riportando come unica conseguenza una gamba zoppa. Il Companion ci spiega che Thom è sopravvissuto principalmente perché il Myrddraal era più interessato a seguire Rand e Mat che a perdere tempo con qualcuno di così insignificante. Nello scontro Thom fu ferito alla gamba e sarebbe morto se un’Aes Sedai non fosse arrivata appena in tempo. Come Samitsu, lei era in grado di controllare le sue tessiture, così fu capace di Guarirlo abbastanza da tenerlo in vita, anche se lo lasciò zoppicante e con una cicatrice.

L’anonima Aes Sedai mi convince poco, non ce le vedo le Aes Sedai che guariscono una ferita provocata da un Fade – cosa di cui non sono capaci in tante – e che vanno via senza indagare, senza interrogarsi su cosa possa essere successo. Come minimo avrebbe dovuto torchiare Thom per un paio di settimane per farsi raccontare tutto ciò che era successo, un mese se fosse stata dell’Ajah Marrone. La conoscenza prima di tutto. E non c’è nemmeno un rapporto a Tar Valon. No, qui Jordan ha inventato l’anonima Aes Sedai vagante quando ancora non aveva delineato bene i dettagli del suo mondo, e dopo non ha più pensato (o non ha ritenuto importante) a inventarsi una storia coerente con lo sviluppo della saga.

Pazienza, non mi piace quando vedo incongruenze ma in una saga di queste dimensioni, durata così tanti anni, alcuni problemi sono inevitabili, anche se mi piacerebbe che ne venisse realizzata (da Harriet) una nuova versione con la limatura di tutte le incongruenze che è possibile limare, e magari l’eliminazione di qualche parola qua e là (se poi si eliminasse l’intero Popolo del Mare…) Non era questo, comunque, il motivo per cui ho parlato di Thom. Passo a L’ascesa dell’Ombra:

 

Moiraine esitò, ma quando parlò la voce fu implacabilmente ferma. «E i tuoi motivi per lasciare Andor? Un nipote di nome Owyn, se non sbaglio. Uno di quei poveri sciocchi di cui parlavi, che possono incanalare. Le sorelle Rosse dovevano portarlo a Tar Valon, come tutti gli altri uomini simili a lui, invece lo hanno domato sul posto e abbandonato alla mercé… dei vicini.»

Thom fece cadere la sedia alzandosi, quindi dovette appoggiarsi al tavolo perché gli tremavano le ginocchia. Owyn non era vissuto a lungo dopo essere stato domato, stanato da casa da presunti amici che non potevano sopportare di lasciare fra loro un uomo che non poteva neppure più incanalare. Thom non avrebbe potuto fare niente per evitare che Owyn perdesse la voglia di vivere, o che la sua giovane moglie lo seguisse nella tomba nemmeno dopo un mese.

[…]

«Se vai con Elayne e Nynaeve ti rivelerò i nomi di quelle sorelle Rosse al tuo ritorno, e di chi diede gli ordini. Non agirono di loro spontanea volontà. […]»

Thom esalò un respiro irregolare. «Che bene mi faranno i loro nomi?» chiese atono. «Nomi di Aes Sedai tutte avvolte nel potere della Torre Bianca.»

«Un bravo e pericoloso giocatore del Gioco delle Casate potrebbe farne un buon uso» rispose Moiraine calma. «Non avrebbero dovuto farlo. Non avrebbero dovuto essere perdonate.»

 

Questa scena, con il nome di chi è coinvolto nell’episodio di Owyn, sono spiegati nel Companion:

 

[…] Moiraine, who had promised to tell him who was responsible for the Red sisters gentling and abandoning Owyn, instead of bringing him to Tar Valon for gentling as required. Owyn was the only man Elaida was involved in taking and gentling, as she had hoped that the deed could be used to break Morgase from Thom’s influence, which in fact happened.

 

La vicenda delle Rosse che domano illegalmente uomini capaci d’incanalare invece di portarli a Tar Valon per il processo è spiegata meglio – per la verità sono più le allusioni che le affermazioni nette, ma le spiegazioni arrivano se si riesce a mettere insieme il tutto – in La corona di spade e Il sentiero dei pugnali, ma visto che Moiraine ne parla qui possiamo considerare valido lo spoiler fino al quarto romanzo.

La vicenda risale approssimativamente al periodo in cui è stata Amyrlin la Grigia Marith Jaen, colei che ha preceduto Siuan Sanche sullo scranno dell’Amyrlin. Gli anni sono fra il 984 e il 988. Alcune sorelle rosse hanno agito in modo illegale domando uomini senza processo, Owyn fra questi. Ovvio che di conseguenze, per diverse persone, ce ne siano state. Fra le nostre conoscenze di questo momento quella interessante è Elaida, attaccata a Morgase e alla linea dinastica dell’Andor come una cozza, al punto da non volere nessuno in mezzo ai piedi con il rischio che possa intralciare i suoi piani. E se non ci sono modi legali per farlo fuori, quest’impiccione di un Bardo che è stato tanto astuto da scoprire le mire di Taringail Damodred e da ammazzarlo senza che nessuno sospettasse di lui, allora ci si sporca le mani.

Elaida, a quanto pare, non si fa problemi ad abusare della sua forza pur di raggiungere lo scopo che si è prefissa. Se già la odiavamo prima, ecco un motivo in più per tenere vivo questo sentimento, anche se senza la vicenda di Owyn Thom non si sarebbe mai recato nei Fiumi Gemelli e, se anche avesse incontrato Rand, non avrebbe avuto alcun motivo per aiutarlo.

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