Brandon Sanderson: Shadows of Self

Mistborn. Le ombre, che secondo i siti di vendita avrebbe dovuto essere disponibile a partire dallo scorso autunno, al momento non è stato tradotto. Il rapporto fra Fanucci e Brandon Sanderson è stagnante, con l’autore che – a detta dell’editore – si è preso un po’ di tempo per pensare alle offerte ricevute. A noi non resta che aspettare per vedere come si evolveranno le cose, nell’attesa io ho letto Shadows of Self in italiano.

È la seconda storia di Wax e Wayne – o forse dovrei scrivere Wax, Wayne e Marasi, perché anche se il nome della fanciulla non compare ufficialmente nel nome della saga lei è una coprotagonista a tutti gli effetti – quindi siamo ancora nella città di Elendel 300 anni dopo le vicende di Mistborn. Il Campione delle Ere. Atmosfera western, l’ambientazione e il carattere dei protagonisti non sono certo cambiati da La legge delle Lande, cambia solo il problema. Il criminale in questione è un po’ più folle e sanguinario di Miles Centovite, o Miles Hundredlives. Era un po’ che la lettura di un libro in lingua non mi metteva così in difficoltà. Incontravo le parole, parole che avrei dovuto conoscere bene, come coinshot, e mi fermavo chiedendomi di cosa stesse parlando Sanderson. Poi lo capivo, il termine si riferisce ai Repulsori e alle loro abilità, ma avere un vocabolo diverso, che non conoscevo, mi disorientava un po’. Non ho avuto lo stesso problema quando ho letto gli ultimi tre romanzi di The Wheel of Time di Robert Jordan e Brandon Sanderson (The Gathering Storm, Towers of Midnight e A Memory of Light) e l’ultimo di A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin (A Dance with Dragons) prima in inglese e poi in italiano, ma su quelle due saghe avevo letto così tanti articoli in lingua da aver familiarizzato con il linguaggio specifico della saga. Per me le parole erano ovvie in entrambe le lingue. Su Sanderson in inglese ho letto qualche intervista e poco altro. Temo che avrò lo stesso problema con Oathbringer, di dover riconoscere le parole riflettendoci sopra, quando arriverò a leggerlo, ed è un peccato perché Le cronache della Folgoluce sono fra le saghe più belle che io abbia mai letto.

Ovviamente partiamo da una situazione tranquilla, Steris è salva e i piani per il matrimonio fra lei e Wax procedono, anche se abbastanza presto cominciano i guai. Prima un problema di criminalità, poi qualcosa di molto più vasto, che potrebbe scuotere dalle fondamenta l’intera città. Nel passaggio da un libro all’altro Steris, che comunque si vede poco, mi è diventata molto più simpatica, mentre ho faticato un po’ con le battute e i ragionamenti di Wayne, e mi spiace perché il suo modo di fare originale meriterebbe una maggiore partecipazione. Le battute però si capiscono meglio nella propria lingua. Le arti magiche, allomanzia, feruchemia ed emalurgia, giocano ancora una volta una parte importante, ma quel che più conta sono la determinazione e le capacità dei personaggi, così come anche i dubbi che li attraversano. Ci sono ancora una volta discorsi di moralità, si parla di giustizia sociale, di femminismo, di libero arbitrio, e lo si fa mentre la situazione non fa che peggiorare e i personaggi cercano di contrastare un nemico astuto e inafferrabile.

Nella lettura mi sono divertita, anche se un elemento della conclusione non mi è piaciuto. Magari per la trama era indispensabile che le cose stessero a quel modo, eppure io non posso fare a meno di sentirmi un po’ deafraudata. Spero che con il prossimo, The Bands of Mourning, le cose andranno meglio. Intanto, sotto la foto, ci sono alcuni spoiler da questo romanzo.

Sono contenta di aver rivisto sia MeLaan che TenSoon, mi ero chiesta se fosse possibile, dopo l’Ascensione di Sazed, riportare alla consapevolezza i kanra e a quanto pare la risposta è sì. Dopo quel che aveva passato TenSoon se lo meritava. Marsh non si è più visto, chissà dove si è rintanato e a fare cosa, intanto Wax conversa con Armonia. Mi è piaciuto il loro colloquio, peccato non ce ne sia stato un altro alla fine. Wax ha bisogno di tempo per riprendersi, con Steris che ha fatto la cosa più giusta limitandosi a essere lì per lui. Quello che non ho gradito è stata la vicenda di Lessie.

C’era davvero bisogno che fosse un kandra? Avrei preferito che Paalm/Bleeder si fosse limitata a impersonarla in un ultimo tentativo d’ingannare Wax. Capisco il dolore, per lui, di averla uccisa due volte, ma io l’avevo sempre vista come una persona e scoprire di essere stata ingannata per anni, senza che ci fosse il minimo indizio dell’inganno, non mi è piaciuto. Per me ha più l’aria del ripensamento per avere il colpo di scena finale che di una decisione pianificata fin dall’inizio. Scoprire TenSoon al posto di OreSeur non era stato un problema. Quella scoperta era avvenuta in un momento particolarmente pericoloso, ma sapevo che da qualche parte c’era un impostore. Il problema non è la presenza di un essere strano come un kandra: se un essere fantastico interagisce con gli esseri umani parlando, manifestando dubbi, agendo, allora per me è un essere umano, indipendentemente dal suo aspetto o dalle sue caratteristiche fisiche. Il problema è la preparazione dei singoli episodi e qui per me non ce n’è a sufficienza.

Fra The Alloy of Law (2011) e Shadows of Self (2015) sono trascorsi quattro anni, un’enormità al ritmo a cui scrive Sanderson. Se non mi sono persa nulla – al di là dei racconti brevi che ho deliberatamente ignorato – nel 2011 Sanderson ha pubblicato un romanzo (La legge delle Lande) e una novella (Infinity Blade: Awakening), nel 2012 due novelle (The Emperor’s Soul e Legion), nel 2013 tre romanzi (A Memory of Light, Steelheart e The Rithmatist) e una novella (Infinity Blade: Redempion), nel 2014 un romanzo (Words of Radiance) e due novelle (Legion: Skin Deep e Sixth of the Dusk) e nel 2015 due romanzi (Firefight e Shadows of Self) e una novella (Perfect State). Sono trascorsi diversi anni – e diverse opere – fra il primo e il secondo romanzo. La trilogia originaria Mistborn è stata pubblicata nell’arco di tre anni (2006, 2007 e 2008), i primi quattro Alcatraz nell’arco di quattro, e solo in seguito si è preso una pausa perché sommerso da altri impegni (2007, 2008, 2009, 2010 e 2016, con un ultimo romanzo ancora da scrivere), per i tre Reckoners (Eliminatori) di anni ne sono serviti quattro, ma è comunque un arco di tempo ristretto (2013, 2015, 2016, con in più un racconto che si colloca fra il primo e il secondo romanzo pubblicato nel 2013). Solo per The Stormlight Archive i tempi sono più lunghi (2010, 2014 e 2017, con una novella nel 2016), ma in questo caso si tratta di romanzi molto più impegnativi e visto quanto Sanderson tiene a loro non ho dubbi che abbia pianificato attentamente ogni cosa. The Rithmatist è de 2013, e la pubblicazione del seguito, The Aztlanian, è stata posticipata a data da destinarsi perché Sanderson non è soddisfatto di quel che ha scritto, ha dichiarato di non aver trovato le voce giusta. Il suo stile è cambiato e quella storia è diversa da quel che sta scrivendo ora, soprattutto da come sta scrivendo ora. Spero che risolva i problemi perché a me Il Ritmatista è piaciuto, ma questo è un segno dei cambiamenti che possono intervenire durante la stesura di una saga. Potrei sbagliarmi, ma io ho l’impressione che qui l’autore abbia deviato dai programmi iniziali e al momento la cosa non mi piace tanto, ma c’è ancora un libro per mettere le cose a posto. Vedremo…

Noto giusto un paio di cose.

«Gli umani si uccidono a vicenda. I koloss si uccidono a vicenda. Ma entrambi sono di Rovina. Noi siamo di Preservazione, i prescelti del Padre stesso. Noi non ci uccidiamo a vicenda!»

Questo è KanPaar durante il processo a TenSoon nell’undicesimo capitolo di Il Campione delle Ere. Che i koloss siano di Rovina è evidente, i kandra potrebbero essere di Rovina per via degli Spuntoni ma l’aderenza al Primo Contratto ha fatto sì che loro siano di Preservazione. Non ho mai capito perché gli umani, senza spuntoni, siano di Rovina. Forse perché uccidono? Va bene che uccidere è negativo, ma l’associazione con Rovina mi sembrava un po’ troppo forte. Gli esseri umani se vogliono proteggono. Qui ritroviamo la dicotomia.

“You are His Ruin,” TenSoon said.“I am His Preservation.

TenSoon e Wax. Rovina e Preservazione all’interno di Armonia. Si potrebbe parlare a lungo della necessità di queste due forze e del loro combinarsi, io non ho tempo, scaglio la pietra e mi getto su qualcos’altro. Trell.

Another god, Marasi thought, standing in the darkness.Not Harmony, not Ruin, not Preservation.

She looked down at the small spike in her hands, and heard a name from a year ago, spoken by Miles Hundredlives as he died. The name of a god from the old days. Marasi had researched the name halfheartedly, far more distracted by her interaction with Ironeyes.

Now, however, she determined to dig back into the records and find the answers.

Who, or what, was Trell?

Ho fatto qualche ricerca per Marasi, non sarò brava come lei a tenere a mente tutti i dettagli e a fare ricostruzioni solide ma se voglio so cercare indizi.

 

Mistborn. L’ultimo Impero (seconda parte, capitolo 9)

«Ritengo di avere la religione perfetta per voi» disse Sazed, il suo volto di norma stoico che rivelava un bagliore di entusiasmo. «È chiamata ‘Trelagismo’, dal dio Trell. Trell era adorato da un gruppo noto come i Nelazani, un popolo che viveva molto a nord. Nella loro terra, il ciclo di giorno e notte era molto peculiare. In certi mesi dell’anno era buio per la maggior parte della giornata. Durante l’estate, però, l’oscurità calava solo per poche ore.

«I Nelazani credevano che nel buio ci fosse la bellezza e che la luce del giorno fosse più profana. Consideravano le stelle come i Mille Occhi di Trell che li osservavano. Il sole era l’unico occhio geloso del fratello di Trell, Nalt. Dal momento che Nalt aveva un solo occhio, lo faceva splendere vivido per offuscare suo fratello. I Nelazani, comunque, non erano impressionati e preferivano adorare il placido Trell, che vegliava su di loro perfino quando Nalt oscurava il cielo.»

Sazed tacque. Vin non era sicura di come rispondere, così non disse nulla.

«È davvero una buona religione, padrona Vin» disse Sazed. «Molto gentile, tuttavia molto potente. I Nelazani non erano gente progredita, ma erano piuttosto determinati. Mapparono l’intero cielo notturno. Le loro usanze vi si addicono, in particolar modo la loro predilezione per la notte. Posso dirvi di più, se volete.»

Vin scosse il capo. «Non importa, Sazed.»

 

Mistborn. Il Campione delle Ere (capitolo 46)

Si sedette al tavolo, aprendo la sua cartellina e tirando fuori il foglio successivo. Elencava i precetti del popolo nelazano, che aveva adorato il dio Trell. Sazed aveva sempre apprezzato particolarmente questa religione poiché si incentrava sull’apprendimento e sullo studio della matematica e dei cieli. L’aveva tenuta quasi alla fine, ma lo aveva fatto più per preoccupazione che per qualcos’altro. Aveva voluto ritardare quello che sapeva sarebbe successo.

Come previsto, mentre leggeva di quella religione, vide le falle nelle sue dottrine. Vero, i Nelazani avevano saputo parecchio sull’astronomia, ma i loro insegnamenti sull’aldilà erano sommari, quasi bizzarri. Avevano professato che la loro dottrina era volutamente vaga per permettere a tutti gli uomini di scoprire la verità per conto proprio. Leggere questo, però, lasciò Sazed frustrato. A cosa serviva una religione senza risposte? Perché credere in qualcosa se la risposta a metà delle domande era: Chiedi a Trell ed egli risponderà?

Non scartò la religione immediatamente. Si costrinse a metterla da parte, riconoscendo che non era dell’umore giusto per studiare. Non si sentiva dell’umore per fare granché, in effetti.

 

(capitolo 82)

Era esistito un popolo noto come i Nelazani. Avevano adorato le stelle, definendole i Mille Occhi del loro dio, Trell, che vegliava su di loro. Sazed ricordava bene quando aveva proposto quella religione alla giovane Vin mentre lei sedeva, prigioniera, a sopportare il suo primo taglio di capelli con la banda. Dai Nelazani, i Custodi avevano recuperato mappe astronomiche, e le avevano registrate in modo accurato, anche se gli studiosi le avevano definite inutili, dal momento che non erano state accurate fin dai giorni dell’Ascensione. Eppure, da quelle mappe astronomiche e dagli schemi e dai movimenti degli altri pianeti nel sistema solare che esse delineavano, Sazed riuscì a determinare con esattezza quale doveva essere l’orbita del mondo. Rimise il pianeta al suo vecchio posto, non spingendo troppo forte, come aveva fatto una volta il lord Reggente, poiché aveva un sistema di riferimento per regolarsi.

 

Mistborn. La leggedelle Lande (capitolo 11)

«Se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo cambiarle qui, per cominciare.»

E che Trell mi aiuti se mi sbaglio. Perché Trell aveva creato uomini come lui, se non per fare in modo che i torti venissero risanati? Le Parole della Fondazione includevano un’esaustiva spiegazione del trellismo e dei suoi insegnamenti, che dimostravano che uomini come Miles erano speciali.

 

Un dubbio, nato chiacchierando con le compagne di rilettura, prova che le letture e riletture di gruppo ampliano le nostre prospettive. Come fa Miles a essere seguace di un dio che Marasi non ha mai sentito nominare? Marasi si interessa poco di religione o le parole su di lui sono state deliberatamente censurate, un po’ come Rovina faceva con le profezie terrisiane?

(capitolo 15)

Era un uomo creato per avere una mano ferma e una mente ancora più ferma. Fatto da Trell, ispirato dal Sopravvissuto, eppure ancora debole. Miles si metteva spesso in discussione. Era il segno di mancanza di dedizione? Non aveva mai fatto nulla nella vita senza interrogarsi.

 

(Epilogo)

«Adorate» disse Miles, la voce che veniva meno, il sangue che colava dalla bocca. «Adorate Trell e attendete…»

La quinta raffica di colpi andò a segno e stavolta nessuna delle ferite guarì.

 

Un’ultima cosa: l’appendice finale:

COMBINATIONS

It is possible on Scadrial to be born with ability to access both Allomancy and Feruchemy. This has been of specific interest to me lately, as the mixing of different types of Investiture has curious effects. One needs look only at what has happened on Roshar to find this manifested—two powers, combined, often have an almost chemical reaction. Instead of getting out exactly what you put in, you get something new.

On Scadrial, someone with one Allomantic power and one Feruchemical power is called “Twinborn.” The effects here are more subtle than they are when mixing Surges on Roshar, but I am convinced that each unique combination also creates something distinctive. Not just two powers, you could say, but two powers … and an effect. This demands further study.

 

Cos’è accaduto su Roshar? Questo richiede ulteriori letture.

 

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4 risposte a Brandon Sanderson: Shadows of Self

  1. SimonFenix ha detto:

    Avevo letto che sarebbe uscito verso fine aprile ma mi pare che sia stato rimandato ancora.

    • Al momento io non so nulla di un’edizione italiana. Se il romanzo verrà tradotto lo comprerò, ma è parecchio che non ho più contatti diretti con gli uffici Fanucci quindi non ho idea di quali siano i loro programmi.

  2. SimonFenix ha detto:

    La Fanucci ha pubblicato un post in cui afferma di avere le traduzioni dei libri fatte e che la cosa che li blocca è l’approvazione di Sanderson e chiede ai lettori di scrivere all’autore per convincerlo (come se noi avessimo questo potere). Prima non danno spiegazioni per mesi e poi fanno scaricabarile facendolo passare come un capriccio dell’autore.

    • Ho letto anch’io il post di Fanucci e suppongo che sia vero che a bloccare la pubblicazione sia stato Sanderson che non ha firmato il contratto e sta ancora decidendo cosa fare. La domanda è: perché Sanderson non ha firmato il contratto? Ci sono stati screzi fra autore ed editore? Problemi con i pagamenti? Lettori che hanno scritto all’autore parlando male dell’editore? Pretese eccessive di royalties da parte di un autore che non conosce il mercato italiano? Senza la risposta a queste domande è impossibile dire dove sia il torto o la ragione, o capire se e quando si sbloccherà la situazione. Io avevo fatto una mezza idea di scrivere a Sanderson non per spingerlo ad accettare l’offerta di Fanucci, qualunque essa sia, perché non so quale sia la situazione fra loro e lui potrebbe avere ottimi motivi per non firmare, ma per spiegargli qualcosa sul mercato italiano in modo da dagli qualche elemento in più su cui prendere le sue decisioni. Non l’ho ancora fatto, e probabilmente non lo farò, sia perché scrivere una mail di questo tipo in inglese per me sarebbe molto impegnativo, sia perché Sanderson e io non ci conosciamo, perciò chi sono io per dirgli qualcosa su come comportarsi con i suoi libri?

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