L. Timmel Duchamp: Le parole proibite di Margaret A. in Le visionarie

Ho deciso che avrei letto Le visionarie nel giro di un minuto da quando ho scoperto che sarebbe stata pubblicata un’antologia con questo titolo. Il sottotitolo è eloquente, Fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia, e almeno i nomi di tre autrici, Ursula K. Le Guin, Joanna Russ e James Tiptree Jr. (delle ultime due non ho mai letto niente ed è un po’ che voglio rimediare a questa lacuna) hanno esercitato un richiamo irresistibile. Alcune autrici erano solo nomi, altre neppure quello, ma visto che comparivano in Le visionarie era diventato inevitabile il fatto che avrei conosciuto almeno un po’ pure loro.

Cominciamo con il primo racconto, Le parole proibite di Margaret A. scritto da L. Timmel Duchamp. Chi diavolo è L. Timmel Duchamp? La breve presentazione non mi dice nulla, e una ricerca internet mi ha fatto trovare un solo testo suo tradotto in italiano in passato, il racconto L’avvento della gioia contenuto in Fantashow, un volume Urania pubblicato nel dicembre 1995. Avevo letto i pareri di due persone di cui mi fido, Emanuele Manco e Pia Ferrara, che avevano giudicato il testo in modo molto positivo, ma per me era ancora tutto un’incognita.

Basta dire che questo racconto da solo vale il prezzo del libro? E non è un libro economico, 25,00 € per 530 pagine con copertina morbida (e pure caratteri che non mi piacciono). Il nome della donna che non può parlare, Margaret A., non può non far venire in mente Margaret Atwood. Il racconto dell’ancella è straordinario, e io devo trovare il tempo per leggere altre opere sue. Il racconto dell’ancella è un libro che scuote e che fa pensare, così come dovevano essere state le parole di Margaret A. quando ancora potevano essere ascoltate o lette. Però Il racconto dell’ancella è del 1983, Le parole proibite di Margaret A. del 1980, quindi non poteva averlo in mente mentre scriveva il suo racconto. Però La donna da mangiare è del 1969, Tornare a galla del 1972, Lady Oracle del 1976, l’antologia dei racconti (appena ripubblicata) Fantasie di stupro del 1977, e a prima del 1980 risalgono diverse opere poetiche e saggistiche. È ad Atwood che pensava Duchamp? Probabile, ma è importante?

EDIT scritto prima ancora di pubblicare il testo. Il racconto, come ho scoperto dal sito dell’autrice (e visto confermato sull’Internet Speculative Fiction Database, dove controllo quando ho dei dubbi), è del 1990, la data indicata sull’antologia è errata. Non so se l’errore sia solo dell’edizione italiana o se sia già presente nell’edizione originale, ma una pubblicazione nel 1990 invece che nel 1980 rende quasi certa l’associazione Margaret A.=Margaret Atwood.

In Le parole proibite di Margaret A. non scopriamo mai quali parole sono state proibite. Margaret è in carcere per reato d’opinione, cosa perfettamente legale visto che è stata fatta una legge proprio per mettere in carcere lei per quel che ha detto, qualunque cosa sia. Non ci sono azioni, il racconto è il resoconto di una giornalista che si reca in carcere per intervistare Margaret, con l’assoluta proibizione di fare registrazioni o di parlare di argomenti politici. Niente azioni, niente dialoghi, niente che possa affascinare il lettore. E allora cosa c’è? Non lo si può dire, va letto. La protagonista pensa, si interroga su quel che sta facendo, su qualcosa che non va esattamente come aveva pensato lei, seppure si era fatta un’idea di quel che sarebbe avvenuto. C’è qualcosa che non si può dire perché non ci sono le parole, le basi, gli strumenti, il tempo, la volontà… eppure entra dentro, viene assimilato e trasforma chi è disposto a guardare oltre la superficie dell’incontro.

Un racconto sul nulla forse, ma è un nulla che significa tantissimo.

Il sito dell’autrice: https://web.archive.org/web/20060615082619/http://ltimmel.home.mindspring.com/.

Il racconto (in inglese): https://web.archive.org/web/20060618210057/http://ltimmel.home.mindspring.com:80/margaret.pdf.

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