La legge delle lande di Brandon Sanderson

Spoiler dalla trilogia Mistborn.

La legge delle lande è ambientato 300 anni dopo Il Campione delle Ere. Un tempo tutto sommato breve per gli standard del fantasy: George R.R. Martin ha fatto edificare la Barriera da Brandon il Costruttore 8.000 anni prima degli eventi di Le cronache del ghiaccio e del fuoco, Robert Jordan ha separato le vicende di Lews Therin Telamon e della Frattura del Mondo da quelle di Rand al’Thor con un intervallo di 3.000 anni, lo stesso Brandon Sanderson ha fatto durare L’Ultimo Impero del Lord Reggente 1.000 anni. 300 anni? Un batter di ciglia!

Eppure il mondo è diversissimo. Probabilmente merito di Sazed che, che nel momento della sua Assunzione ha lasciato il manuale di istruzioni del mondo. Certo, lui non lo ha chiamato così, ma ha spiegato quel che era successo, quel che avevano fatto Vin ed Elend, quale ruolo avevano giocato Preservazione e Rovina, la nascita di koloss, kandra e inquisitori e una serie di altre cose, come informazioni pratiche su come coltivare piante estinte da un migliaio d’anni o anche qualche suggerimento su ritrovati tecnologici che avrebbero potuto semplificare la vita a coloro che erano sopravvissuti alle ultime azioni di Rovina. Non tutto viene detto nel libro, ma è facile intuire almeno parte delle informazioni lasciate da Sazed. E quindi, in soli 300 anni, siamo passati da un mondo pienamente fantasy con un livello tecnologico vagamente medievaleggiante a un fantasy western. La magia funziona, treni a vapore e revolver pure, i generi sono questi. Ho commentato rapidamente il libro, senza spoiler, all’epoca della prima lettura: https://librolandia.wordpress.com/2013/03/26/brandon-sanderson-mistborn-la-legge-delle-lande/.

A livello magico è interessante la scomparsa dei Mistborn. Nessuno è più in grado di bruciare tutti i metalli, al massimo si può essere Misting, bruciare un metallo solo. In compenso i Terrisiani non si devono più nascondere e la feruchemia non è più un mistero, quindi molti hanno anche un’abilità feruchemica. Una sola, non so il perché di questa limitazione. Sanderson non la spiega. Il bello è vedere il modo in cui possono essere combinate le due abilità. La capacità di guarirsi di Wayne è utilissima, ma quella che è divertente è la sua capacità di manipolare il tempo, anche perché lui è uno che fa sempre quel che gli pare, infischiandosene di cose come l’etichetta o del rispetto nei confronti di persone che quel rispetto non se lo sono guadagnato con le loro azioni.

Nella trilogia Mistborn il cerrobend, il metallo che dona a Wayne questo particolare potere allomantico, non c’è. Wax è un Repulsore, spinge i metalli bruciando acciaio, ma i Traslatori come Wayne al tempo di Vin semplicemente non ci sono. Scommetto che lei avrebbe trovato modi interessanti per usare il metallo ma va bene così, la Guerriera Ascesa è già stata capace di ottenere risultati notevoli con i metalli a lei noti. Alla fine di Il Campione delle Ere c’è un’Ars Arcanum di cui riporto la tabella:

METALLO POTERE ALLOMANTICO POTERE FERUCHEMICO POTERE EMALURGICO
Ferro Tira i metalli vicini Conserva peso fisico Ruba forza umana
Acciaio Spinge i metalli vicini Conserva rapidità fisica Ruba poteri fisici allomantici
Stagno Aumenta i sensi Conserva sensi Ruba sensi umani
Peltro Aumenta le capacità fisiche Conserva forza fisica Ruba poteri fisici feruchemici
Zinco Sobilla (infiamma) le emozioni Conserva rapidità mentale Ruba resistenza emozionale umana
Ottone Seda (smorza) le emozioni Conserva calore Ruba attributi mentali feruchemici
Rame Nasconde le pulsazioni allomantiche Conserva ricordi Ruba resistenza mentale umana
Bronzo Rivela le pulsazioni allomantiche Conserva veglia Ruba poteri mentali allomantici
Alluminio Distrugge tutte le riserve dell’allomante Sconosciuto Ruba poteri di potenziamento allomantici
Duralluminio Potenzia il metallo successivo bruciato Sconosciuto Sconosciuto
Atium Mostra il futuro delle altre persone Conserva età Ruba poteri temporali allomantici
Malatium Mostra il passato delle altre persone Sconosciuto Sconosciuto
Oro Mostra il proprio passato Conserva salute Sconosciuto
Electrum Mostra il proprio futuro Sconosciuto Sconosciuto

L’emalurgia in quest’epoca è sconosciuta, rimangono allomanzia e feruchemia. Sono elencati 14 metalli, ma come ha notato Yoden 14 è un numero che non ha senso, i metalli devono essere 16. In più questa tabella include l’Atium, che non è un metallo quanto il corpo di un dio, e il suo composto, il Malatium, perciò dobbiamo scendere a 12, anche se pure Atium e Malatium possono essere bruciati o avere usi feruchemici ed emalurgici. La nuova tabella è questa:

METALLO POTERE ALLOMANTICO POTERE FERUCHEMICO
Ferro Tira i metalli vicini Conserva peso fisico
Acciaio Spinge i metalli vicini Conserva velocità fisica
Stagno Aumenta i sensi Conserva sensi
Peltro Aumenta le capacità fisiche Conserva forza fisica
Zinco Sobilla (infiamma) le emozioni Conserva rapidità mentale
Ottone Seda (smorza) le emozioni Conserva calore
Rame Nasconde le pulsazioni allomantiche Conserva ricordi
Bronzo Rivela le pulsazioni allomantiche Conserva veglia
Cadmio Rallenta il tempo Conserva respiro
Cerrobend Accelera il tempo Conserva energia
Oro Rivela te stesso Conserva salute
Electrum Rivela il tuo stesso futuro Conserva determinazione
Cromo Distrugge tutte le riserve del bersaglio Conserva fortuna
Nicrosil Potenzia l’allomanzia del bersaglio Conserva Investitura
Alluminio Distrugge tutte le riserve interne Conserva identità
Duralluminio Potenzia il metallo successivo bruciato Conserva connessione

Abbiamo 4 metalli nuovi, Cadmio, Cerrobend, Cromo e Nicrosil, sommandoli ai 12 precedenti arriviamo al totale di 16. Per evidenziarli ho messo in corsivo i metalli nuovi, così come in corsivo sono gli usi feruchemici di metalli già noti ma le cui proprietà in passato erano sconosciute. Noto un dettaglio del Nicrosil, Investitura è scritto con la maiuscola. Potrebbe essere un refuso di Fanucci ma potrebbe anche non esserlo, e Investitura assumerà un significato particolare nei prossimi romanzi. Cadmio e Cerrobend si vedono già in La legge delle lande, non ho dubbi che vedremo l’utilizzo degli altri metalli, e magari alche varianti nell’utilizzo di metalli già noti, nei prossimi romanzi. Wax per esempio come feruchemista usa il ferro, e se avevamo già visto il suo utilizzo da parte di Sazad, il Custode era uno studioso mentre Wax è un uomo d’azione, perciò il suo utilizzo è… più dinamico.

Un dettaglio: in italiano i capitoli sono semplicemente numerati, e i metalli dell’Ars Arcanum elencati con i loro effetti a seconda dell’arte con cui vengono utilizzati. In inglese però il nome di ogni metallo è affiancato da un simbolo, e ciascun capitolo è introdotto da un simbolo diverso. C’è un legame? Nella Ruota del Tempo di Robert Jordan le icone hanno un ben preciso significato, anche se non sempre è evidente al primo sguardo. E qui? I primi 16 capitoli sono introdotti dai 16 simboli, messi nello stesso ordine in cui compaiono nella tabella. I capitoli dal 17 al 20 sono introdotti dal simbolo del duralluminio accostato dai primi quattro simboli, rispettivamente ferro, acciaio, stagno e peltro.

 

 

 

 

Quello che non torna è l’epilogo, su cui compare un simbolo nuovo. Il simbolo del lerasium. Metallo che in questo romanzo non c’è. C’è invece in una tabella che compare nel sito di Sanderson, e che include ben 23 metalli, a parte i 16 che compaiono qui sono 4 metalli senza nome più atium, malatium e lerasium. Cosa dobbiamo aspettarci da questo?

Anche se Wax non è un Mistborn ma “solo” un duomante riesce a essere devastante come la maggior parte dei Mistborn, anche se la possibilità di usare armi da fuoco sia un bell’aiuto. Wax però non è così in gamba solo perché è dotato di ottime armi, credo che solo la Guerriera Ascesa, Vin, fosse superiore a lui, anche se Elend era più potente. Però non aveva la stessa energia, la stessa capacità istintiva di sapere come e quando agire. La Guerriera Ascesa, già. Uno dei divertimenti di questo romanzo è stato ritrovare i personaggi diventati figure leggendarie, o vedere i loro nomi che sono diventati numi di luoghi. La capitale è Elendel, ma nei dintorni ci sono pure Doxonar, Vindiel-Cameux, Rashekin e il Mare di Yomend, in città c’è la passeggiata Demoux e nel primo capitolo finiamo subito a una festa a Villa Cett. Quanto a Spook, non viene citato direttamente, ma leggere l’imperiale alto fa un certo effetto. Se lo avesse saputo ne sarebbe stato giustamente orgoglioso… e sarebbe morto dalle risate.

Un particolare curioso di questo libro è la presenza di alcune pagine di giornale. Siamo nell’800, o almeno in un ‘800 alternativo in cui esistono allomanzia e feruchemia, se ci sono pistole e fucili, automobili e treni a vapore, non vedo perché non dovrebbe esistere la carta stampata. Nei ringraziamenti finali Sanderson cita Ben McSweeney e Isaac Stewart, che già si erano occupati della grafica interna di La via dei re. Al di là delle cartine iniziali, che ormai diamo quasi per scontate, i romanzi di Sanderson stanno iniziando a contenere illustrazioni con una certa frequenza, e io non posso che approvare.

La religione ancora una volta è importante. Wax adora Armonia, Sazed sotto nuovo nome, e fa sorridere il fatto che per pregare tenga in mano un orecchino. Ormai non c’è più Rovina a manipolarlo attraverso il metallo che trapassa il corpo, perciò l’orecchino è innocuo ed è un simpatico omaggio a Vin. Ci sono accenni ad altre fedi, Sazed sarebbe orgoglioso della religiosità del popolo, e c’è anche una discussione fra Wax e il suo avversario sul senso di ciò che fanno che è tutt’altro che oziosa. I due si sparano addosso, il tempo per le riflessioni sarebbe poco, eppure lo scontro fra loro non è solo fisico ma anche morale. Sanderson continua a divertire ma anche a seminare piccole cose, spunti di riflessione, elementi che approfondiscono il mondo, o forse dovrei dire i mondi…

Area spoiler.

Parto da una citazione dal saggio finale Sulle arti metalliche.

L’emalurgia è perlopiù sconosciuta nel moderno mondo di Scadrial. I suoi segreti sono tenuti stretti da coloro che sono sopravvissuti alla rinascita del mondo e i suoi unici praticanti noti sono i kandra, i quali (per la maggior parte) servono Armonia.

L’emalurgia è un’arte a rendimento negativo. Una parte di potere si perde nel praticarla. Anche se molti nel corso della storia l’hanno diffamata come un’arte ‘malvagia’, nessuna delle sue Investiture è realmente malvagia. In sé, l’emalurgia si occupa di rimuovere abilità – o attributi – da una persona e conferirli a un’altra. Si preoccupa principalmente di cose legate al regno spirituale ed è quella che suscita in me il più grande interesse. Se una di queste tre arti è di grande interesse per il Cosmoverso, è questa. Reputo che esistano enormi possibilità per il suo utilizzo.

Nel romanzo mi ha stupito trovare la citazione dei koloss, o di persone con sangue koloss. Avevo dato per scontato che Sazed li avesse eliminati tutti, anche perché la loro nascita non è carto simpatica. Che ci fanno ancora in giro, seppur decimati e molto meno pericolosi? In questo brano c’è anche la citazione dei kandra, anche se nel romanzo non li abbiamo visti. Sazed ne ha ricreati alcuni come ringraziamento per il loro gesto? Perché ritiene che saranno importanti in futuro? TenSoon è di nuovo in circolazione? Certamente abbiamo Marsh in giro, e visto che Rovina non lo influenza più è tornato a essere il Marsh in gamba che faceva parte della banda di Kelsier – spuntoni negli occhi a parte, non si può avere tutto – e può collaborare con Sazed. Avevo dato per scontato che l’emalurgia fosse finita visto che non c’erano più Inquisitori in giro né una figura divina interessata a crearne altri, ma Marsh è qui. Nella confusione della fine di Il Campione delle Ere ci eravamo dimenticati che alla fine lui non era morto. Perché l’emalurgie è importante? Qui stiamo entrando nell’ambito del Cosmoverso, non dimentichiamo che le note finali sono scritte da uno dei personaggi di White Sands di cui ancora non conosciamo lo scopo.

Nel momento più difficile Sazed si impiccia, anche se dovrebbe essere imparziale. Kelsier aveva messo insieme proprio una bella banda. Sazed dà un piccolo aiuto a Wax quando lo chiede (forse dovrebbe imparare a chiedere aiuti grandi, rendono la vita più semplice), e zitto zitto lo aiuta anche attraverso le nebbie, per forza poi Wax si trova a suo agio in mezzo a loro.

C’è altro? Probabilmente sì, ma dovrei prendere appunti mentre leggo invece di commentare il libro qualche giorno dopo averlo terminato e dopo aver letto diversi altri libri. A breve passeremo a romanzi per me nuovi, Shadows of Self e The Bands of Mourning. Chissà perché ho il sospetto che continuerò a divertirmi.

 

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2 risposte a La legge delle lande di Brandon Sanderson

  1. SimonFenix ha detto:

    Con questo libro si torna su toni più leggeri e meno cupi rispetto a Il Pozzo Dell’Ascensione e Il Campione Delle Ere, i 2 bro-tagonisti mi sono piaciuti molto ed è davvero una tortura aspettare per i libri successivi, sia a causa di Fanucci che dell’autore stesso che mi sembra abbia troppa carne al fuoco, troppe serie tra le mani in corso e nessuna conclusa; Le Cronache Della Folgoluce (10 volumi progettati) 1 ogni 4 anni, per Mistborn dopo questa tetralogia di transizione dovrebbero seguire le 2 trilogie principali, Elantris e Il Conciliatore un sequel ciascuno. Potrebbe essere una strategia per farle comprare tutte ma alla lunga può rivelarsi controproducente e ottenere l’effetto opposto.

    • Sanderson ha spiegato che il fatto di scrivere storie molto diverse fra loro gli permette di ricaricarsi a livello mentale, e considerando sia il ritmo a cui scrive che la qualità dei suoi libri per me va bene così.
      Ovvio che lui voglia essere comprato, letto e apprezzato, ma penso che il suo modo di procedere sia legato più alla sua sensibilità, al suo bisogno di seguire una determinata storia in quel preciso momento che ad altro. Ha parlato di altre due trilogie per Mistborn come di seguiti per Elantris e Il Conciliatore, ma intanto quello che abbiamo sono storie concluse. Non serve altro. Se lui scriverà effettivamente quelle storie sarà perché riterrà di avere qualcosa da dire, non perché ci sia una reale necessità. Non sta imbrogliando nessuno. L’unica serie davvero non finita è Le cronache della folgoluce, e fin da subito aveva annunciato i suoi piani. Se vogliamo leggere saghe lunghe dobbiamo dare all’autore il tempo per scriverle, e questo vale indipendentemente dal nome dell’autore. Dubito che Sanderson abbia una strategia per catturare più lettori, al di là dello scrivere al meglio delle sue capacità.
      Quanto a Fanucci, dovremmo entrare in discorsi di bilancio in cui non possiamo entrare perché non abbiamo i dati dell’editore relativi e spese e incassi. Da quel che vedo io i libri di Sanderson in Italia hanno un’importanza trascurabile, non sono fallimenti ma neanche bestseller. Si tratta più da un’impressione – so quante copie vendo io e so che tipo di esposizione do ai libri o quanto li consiglio, e vedo che non compaiono mai nelle classifiche di vendita – che di qualcosa che so con certezza, ma dubito che i guadagni di Fanucci siano alti. L’editore ha tutta una serie di valutazioni da fare, e deve raggiungere accordi commerciali con l’autore, di cui noi non sappiamo nulla, in questo caso una strategia c’è certamente ma l’interesse dell’editore deve per forza di cose essere rivolto a far quadrare il bilancio. Come ho scritto in altre occasioni, l’unico modo per assicurarci che gli editori pubblichino ciò che noi vorremmo leggere è farli guadagnare. Un editore che guadagna con un autore va avanti a pubblicarlo, un editore che non guadagna va in cerca di altri autori.

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