Lita Judge: Mary e il Mostro

A prima vista Mary e il Mostro è un libro che può lasciare perplessi. Cos’è? È scritto in versi – versi liberi ma pur sempre versi – ma le immagini sono talmente importanti che non lo si può ritenere solo un libro di poesia. Non è un fumetto, non nel senso tradizionale. Non ci sono dialoghi, il testo è scritto in prima persona e prende la forma di un lungo ricordo, come se Mary Shelley avesse raccontato la sua vita. L’editore, Il castoro, tradizionalmente pubblica libri per bambini, anche se ultimamente ha pubblicato qualcosa indirizzato agli adolescenti. In effetti l’autrice, Lita Judge, in inglese ha pubblicato un buon numero di libri per bambini. Quando il libro è arrivato in negozio lo abbiamo guardato con una certa perplessità, ma magari delle difficoltà di catalogazione parlerò un altro giorno.

Il titolo originale è Mary’s Monster: Love, Madness, and How Mary Shelley Created Frankenstein, cosa diversa dall’italiano Mary e il Mostro. Amore e ribellione. Come Mary Shelley creò Frankenstein. Il Mostro di Mary, non Mary e il Mostro, e Madness è traducibile con follia, non con ribellione. Certo, l’editore deve vendere il libro, e se a suo giudizio un titolo lievemente diverso può attrarre più lettori ha ragione a cambiarlo, io però non posso fare a meno di sentirmi un po’ tradita da un cambiamento di cui non sentivo la necessità, e a non interrogarmi sulla possibilità che sia stato cambiato qualcos’altro.

Questa la presentazione dell’editore:

In occasione dei 200 anni dalla pubblicazione di Frankenstein, il racconto illustrato e in versi liberi dell’incredibile vita della sua autrice, un potente e affascinante ritratto tra parole e immagini.

Frankenstein è una delle più grandi narrazioni di tutti i tempi. Ma la storia di Mary Shelley, che ha creato quella narrazione, non è meno drammatica e avvincente. In questa biografia illustrata, oscura e appassionante, scoprirete la vita straordinaria e il genio letterario dell’autrice che ha combattuto contro tutto ciò che la società si aspettava dalle donne, e ha dato vita al mostro.

Questa è la storia di come un’adolescente incinta e fuggita da casa sia diventata una delle più famose scrittrici di tutti i tempi. Mary Shelley aveva solo sedici anni quando ha lasciato la sua famiglia per seguire il proprio cuore e l’uomo che amava. Credeva nel “libero amore” e nel diritto di ogni donna di vivere la vita che desidera. Ma era una mossa azzardata per una donna del suo tempo. Osteggiata dalla società e rinnegata dalla sua stessa famiglia, ha dovuto affrontare da sola la perdita della sua bambina, morta a pochi giorni dalla nascita. Ma Mary non si è arresa.

Ha riversato tutto il suo dolore, la sua angoscia e la sua passione nella creazione del suo capolavoro, Frankenstein, un romanzo di una forza straordinaria, letto e amato ancora oggi, a due secoli di distanza. Con la narrazione in versi liberi e le oltre trecento pagine di splendide illustrazioni ad acquerello, Mary e il mostro è un incredibile tributo a una donna forte e appassionata e all’incancellabile segno che ha lasciato nel mondo.

Gli acquerelli non sono semplicemente accostati alla storia, ne fanno parte completando con le immagini quello che le parole non dicono e donando la perfetta atmosfera. Io avevo letto Frankenstein un bel po’ di anni fa, mi era piaciuto, ma sulla vita della sua autrice sapevo ben poco al di là della famosa serata (era una notte buia e tempestosa…) a cui oltre a lei hanno partecipato suo marito, il poeta Percy Bysshe Shelley (all’epoca erano già sposati o si sono sposati dopo? Judge giudica questo episodio poco significativo e quindi non lo cita), Lord Byron e John William Polidori. Non sapevo nulla di sua madre, Mary Wollstonecraft, anche se mi sono subito affrettata a comprare il suo Sui diritti delle donne

È giunta l’ora di dare inizio a una rivoluzione nei costumi delle donne, è giunta l’ora di recuperare la dignità perduta, e far sì che esse, in quanto parte della specie umana, si adoperino per riformare se stesse e per riformare il mondo.

Così, giusto per citare una sua frase datata 1790. 1790, e siamo ancora a parlare di diritti e dignità delle donne.

Mary è cresciuta in un ambiente aperto, si è formata un carattere forte, e ha visto pian piano chiudersi gli spazi intorno a sé, fino a quando non si è ribellata e ha fatto qualcosa che per l’epoca era scandaloso: è andata a vivere con un uomo sposato. La sua vita, fra periodi di povertà, difficoltà d’inserimento in una società in cui non si riconosceva e che non la accettava, un compagno/marito di cui era innamorata ma che, troppo preso dai suoi problemi e dai suoi umori altalenanti, spesso aveva comportamenti non proprio simpatici e lutti vari, non è stata facile. Probabilmente proprio tutte queste difficoltà hanno dato al mostro dentro di lei la forza di crescere, un mostro, ricordiamo, che è brutto nell’aspetto ma che all’inizio cerca solo accoglienza e amore. È il rifiuto a dare il via alla tragedia, un rifiuto, un senso di esclusione, che Mary doveva conoscere bene. La narrazione in prima persona dona al racconto una freschezza notevole, l’immedesimazione è immediata. La tristezza, le sofferenze, ma anche la caparbia volontà di andare avanti, caratterizzano una giovane donna dalla vita complicata ma capace di influenzare la letteratura – attraverso la sua opera ma anche attraverso il lavoro di valorizzazione dell’opera del marito – molto più di quanto chiunque potesse prevedere.

Il libro di Lita Judge sarà anche difficile da catalogare, ma la lettura è affascinante. Alcune tavole sono visibili sul sito dell’editore americano: https://us.macmillan.com/marysmonster/litajudge/9781250304490/.

La presentazione di Il libraiohttps://www.illibraio.it/mary-shelley-frankenstein-726370/.

Le ragazze dovevano essere gentili
e obbedire alle regole.
Le ragazze dovevano essere silenziose
e ingoiare punizioni e dolore.
La bandirono dalla società
perché amava un uomo sposato.
Gli amici la oltraggiarono.
Il padre la cacciò di casa.
Ma lei non si nascose.
Non si lasciò zittire.
Lottò contro la crudeltà della natura umana.
Scrivendo.

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