Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 27: Daenerys

I dubbi morali, in Westeros e continenti circostanti, hanno la tendenza a essere di breve durata, e Daenerys decide di comprare la sua armata di schiavi. Nessun problema in questo per Jorah Mormont, con il suo passato da schiavista per lui quel che conta è il risultato finale. Arstan Barbabianca invece è una delle poche persone che si fa ancora guidare dalla morale, anche se pure lui ha i suoi segreti e cela verità importanti, e prova a opporsi.

Dany riceve un omaggio, Missandei, che, ricordiamo, è una ragazzina, non la donna della serie televisiva. Le cronache del ghiaccio e del fuoco non sono Il trono di spade, e George R.R. Martin è persona ben diversa da David Benioff e D.B. Weiss, come ho detto a un’amica qualche giorno fa. Gli sceneggiatori della serie televisiva hanno preso la struttura di quanto costruito da Martin e poi hanno donato al risultato finale un aspetto completamente diverso dal progetto originario. Molti elementi sono riconoscibili, ma l’atmosfera è stata completamente stravolta.

Dany cerca di capire Missandei e gli Immacolati, per quanto in determinate situazioni sia costretta ad adeguarsi al mondo in cui vive è ancora interessata alla gente. Probabilmente il suo stesso passato, da figura totalmente succube di Viserys, l’aiuta a vedere sempre negli altri delle persone e non delle proprietà.

La notte Daenerys sogna, prima sogna Rhaegar, i draghi e la lotta per il dominio su Westeros, e poi sogna Quaithe delle Ombre, la donna che l’ha raggiunta – insieme a due compagni, ma loro qui non contano – quando si trovava nella Desolazione Rossa, a Vaes Tolorro, e che l’ha condotta a Qarth. La donna che porta una maschera sul volto, che cercava i draghi e che l’ha ammonita di fare attenzione all’avidità degli uomini “perché i draghi sono fuoco divenuto carne, e il fuoco è potere”. La donna che aveva parlato a Daenerys del crescere della magia e l’aveva ammonita a lasciare Qarth finché aveva ancora la possibilità di farlo e che, già in La regina dei draghi, aveva detto «Per andare a nord, dovrai viaggiare a sud. Per raggiungere l’ovest, dovrai dirigerti a est. Per andare avanti, dovrai tornare indietro. E per toccare la luce, dovrai passare tra le ombre.»

In Tempesta di spade ripete il suo avvertimento, anche se stavolta non c’è nessun invito a recarsi ad Asshai delle Ombre per conoscere la verità.

Al risveglio Daenerys entra in Astapor, con una forte consapevolezza: “Se mi volgo indietro, sarò perduta”. I Buoni Padroni di Astapor cercano di intimorirla e di influenzarla, poi consegnano gli schiavi in cambio di Drogon. Ma, come fa notare Daenerys parlando finalmente in valyriano, un drago non è uno schiavo, e basta un semplice Dracarys per dare il via al caos.

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