Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 26: Jon

Momento di tranquillità per Jon, a volte anche i personaggi di George R.R. Martin rifiatano un po’ prima di trovarsi nuovamente a combattere per sopravvivere. Noi ne approfittiamo per ascoltare qualche leggenda di Westeros. La prima, che per il lettore risuona in modo ben diverso da come risuona per Jon, è la semplice citazione di un drago di ghiaccio, visto come costellazione. Ygritte e Jon vedono cose diverse, noi non possiamo non pensare al racconto Il drago di ghiaccio, pubblicato come storia autonoma che nulla ha a che fare con Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Di fatto il racconto è del 1980, quindi ben più vecchio della saga più famosa, rivisto da Martin nel 2007 per renderlo più adatto a un pubblico di bambini. Magari a quei bambini che ascoltano le storie della Vecchia Nan. Il racconto sarà citato anche da Bran.

Jon dà l’addio a Spettro, chiedendogli di ritrovare il Castello Nero, e si perde in Ygritte.

La Barriera è sempre incombente, nell’interrogatorio di Styr come nei racconti, o nel rapporto con la fanciulla, e in una storia lunga almeno ottomila anni, dall’epoca della Lunga Notte, di episodi legati alla Barriera possono essercene tanti. Uno è quello di Arson Ascia da ghiaccio, che ha provato ad aprirsi un varco alla base della Barriera ed è stato sigillato dentro a morire dai Guardiani della Notte. Un altro è quello di Gorne e Gendel, il Re oltre la Barriera e suo fratello, capaci di oltrepassare la muraglia di ghiaccio e sconfitti a sud di essa dagli Stark.

«Non sai niente, Jon Snow. Gendel non è morto. Si è aperto la strada combattendo, attraverso i corvi, e poi ha guidato la sua gente a nord, con i lupi che gli ululavano dietro. Solo che Gendel non conosceva le caverne bene come le conosceva Gorne, e ha preso la svolta sbagliata.»

Ygritte spostò la torcia avanti e indietro. Nella caverna, le ombre si spostarono, danzando.

«Giù a fondo, lui è andato. Sempre più a fondo. E quando ha cercato di girare per prendere le vie che gli sembravano familiari, tutte sono finite contro la pietra invece che sotto il cielo. Presto, le torce hanno cominciato a spegnersi, una dopo l’altra. E alla fine, c’è stata solo la tenebra. Nessuno l’ha mai più visto, il popolo di Gendel. Ma in una notte silente puoi ancora sentire i figli dei loro figli dei loro figli che singhiozzano dentro il grande buio, alla ricerca della strada per tornare su. Ascolta… Li senti?»

Va bene, è passato tanto di quel tempo che Gendel e tutti i suoi uomini sono morti dentro le caverne. Ma se invece sotto il ghiaccio ci fosse ancora qualcosa di vivo? Chi è vivo è Craster, figlio non voluto di un Guardiano della Notte, con Ygritte che ci racconta brevemente la sua storia. Per lei Craster è più Guardiano della Notte che Bruto, anche se probabilmente le sue sono solo parole di disprezzo visto che dice che il sangue di Craster è nero e maledetto e che noi abbiamo visto Craster accogliere sì i Guardiani della Notte nella sua casa ma anche dedicarsi allegramente all’incesto e sacrificare i figli maschi agli Estranei. Ok, l’incesto è caratteristica solo dei Targaryen e di Cersei, Ygritte stessa aborrisce l’idea, ma il modo di vivere di Craster è ben lontano da quello delle persone che abitano a sud della Barriera.

Fra una chiacchiera e l’altra Ygritte spinge Jon ancora più lontano dai suoi voti.

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