Mistborn. L’ultimo impero di Brandon Sanderson

Ho già recensito Mistborn. L’Ultimo impero di Brandon Sanderson, quindi se quel che vi interessa è la recensione potete andare qui: http://www.fantasymagazine.it/11341/mistborn-l-ultimo-impero. Ora sono in fase di rilettura, non di lettura, e in questo testo abbondano gli spoiler.

Ricordavo che la mia recensione, vecchia ormai di otto anni, iniziava parlando di Robert Jordan e del coinvolgimento di Sanderson in La Ruota del tempo, in quel momento era ciò che interessava di più ai lettori. Sanderson però si è costruito un’ottima fama, e del tutto meritata, al di là di La Ruota del Tempo. Non ricordavo invece di aver fatto già all’epoca un collegamento fra Rand e l’autore del diario tradotto da Sazed. L’autore del diario crede di essere il Campione delle Ere, colui che è stato profetizzato per salvare l’umanità, ma non ne è del tutto convinto, a volte è tormentato dai dubbi, spesso dalla consapevolezza del fatto che la sua venuta potrebbe distruggere il mondo stesso e che certamente farà soffrire molte persone, e nel momento in cui si accetta è infastidito dalla mancanza di fede altrui. Io rivedo l’ombra di Rand in lui, solo che Rand è davvero il Promesso, colui che affronterà il Tenebroso, l’autore del diario no. Capisco perché Harriet McDougal, ben prima di terminare la lettura di Mistborn. L’Ultimo impero, volesse Sanderson per A Memory of Light. Ma, al di là di questo, trovo straordinario questo mondo devastato, dove le piante verdi sono un mito e la cenere cade dal cielo. Le immagini sono molto vive, concrete e d’impatto. La magia lascia senza fiato. Quel che Kelsier sa fare con Tiraferro e Spintacciaio è al di là di ogni descrizione, ma anche le altre caratteristiche dell’allomanzia, della feruchemia e dell’emalurgia (la magia degli Inquisitori, anche se il nome lo scopriremo più avanti e le sue caratteristiche pure) sono affascinanti. Sanderson sa davvero congegnare meccanismi perfetti. Amo i personaggi, le loro fragilità i loro punti di forza, il loro modo di essere. Ma queste sono tutte cose che già sapevo, anche se rinfrescare la memoria e il cuore fa sempre bene.

Non ricordavo l’importanza della religione. Cioè, ricordavo che Sazed raccoglie le religioni scomparse (fra le altre cose), non ricordavo quanto le religioni fossero importanti. Non ricordavo il rapporto di Kelsier con la religione e ho sottovalutato quello di Sanderson. Sanderson è stato missionario. Commentando Elantris ho parlato della religione, dei conflitti religiosi. Di fatto la missione di uno dei personaggi, Hrathen, è la conversione religiosa forzata di un’intera nazione. Qui l’ho appena visto. In Il Conciliatore alcuni personaggi, vedi Lievecanto, sono dèi, e le divinità sono importanti anche nelle Cronache della Folgoluce. Direi che per Sanderson il tema è fondamentale, e varrebbe la pena svilupparlo attentamente. Questo ammettendo di avere a disposizione tempo che io non ho. Comunque i temi fondamentali sono tanti, con discorsi e situazioni legati all’oppressione, all’importanza del conservare la speranza, al valore della fiducia, alle questioni morali. Avrei dovuto prendere appunti per poter parlare davvero di tutto ciò che questo romanzo contiene, ma in questo caso ho scelto semplicemente di divertirmi e di andare a caccia del Cosmoverso. Questo è ciò che ho trovato.

 

Dal Capitolo 4

«Se posso, ho anche intenzione di ucciderlo.»

Silenzio.

«Kelsier,» disse Ham lentamente «il lord Reggente è il Frammento dell’Infinito. È un pezzo di dio stesso. Non puoi ucciderlo. Perfino catturarlo forse si rivelerà impossibile.»

Per la serie… la prima volta che lo si legge si pensa che sia solo un’esagerazione per indicare un personaggio dagli enormi poteri. Invece il lord Reggente non è solo un dio per l’Ultimo impero e il mondo di Scadrial, ma è in qualche modo legato a tutta la cosmologia di Sanderson. In lui c’è un Frammento stesso di Adonalsium. Inutile dire che questa cosa mi incuriosisce tantissimo.

Prima del Capitolo 5

Non capisco nemmeno cosa ci si aspetta che io faccia. I filosofi terrisiani affermano che saprò qual è il mio compito quando arriverà il momento, ma la cosa mi è di poco conforto.

Il Baratro dev’essere distrutto, e a quanto pare io sono l’unico che può farlo. Perfino ora sta devastando il mondo. Se non lo fermo presto, non rimarrà nulla di questa terra tranne ossa e polvere.

Ogni capitolo è introdotto da un breve brano in prima persona. Sanderson ci ha presi in giro tutti quanti, per l’intero romanzo noi siamo convinti che queste siano riflessioni del Campione delle Ere, e invece… Mi piace il modo in cui il diario giunge nelle mani di Sazed, grazie a Vin che lo usa per proteggersi, e questi brani sono affascinanti. Qualcuno lo avevo ripreso in passato, in brevi post che contenevano la sola citazione. Prima o poi li cercherò tutti, compresi quelli che invece di aprire i vari capitoli sono compresi all’interno dei capitoli stessi, e li riunirò insieme per vedere l’effetto che fanno.

Prima del Capitolo 6

Non ho mai voluto questo, è vero. Ma qualcuno deve fermare il Baratro. E, a quanto pare, Terris è l’unico posto dove ciò può essere fatto.

A questo proposito, comunque, non devo accettare la parola dei filosofi. Posso sentire la nostra meta ora, posso percepirla, anche se gli altri non ci riescono. Essa pulsa nella mia mente, in lontananza fra le montagne.

Per tutto il tempo non facciamo che chiederci chi o cosa sia il Baratro. Un nemico sconosciuto, incomprensibile, per certi versi è più temibile di uno noto. Comunque Sanderson non poteva spiegare troppo, non con il Baratro, altrimenti Mistborn. Il Pozzo dell’Ascensione non avrebbe avuto la stessa forza. Il nostro amico sente una pulsazione? Che sia da questo che nasce l’allomanzia?

Dal Capitolo 6

Come potevano anche solo pensare di resistere al lord Reggente? Lui era… be’, era il lord. Dominava tutto il mondo. Era il creatore, il protettore e il castigatore dell’umanità. Li aveva salvati dal Baratro, poi aveva portato le ceneri e le nebbie come castigo per la mancanza di fede della gente. Vin non era particolarmente religiosa – i ladri intelligenti sapevano che era meglio stare alla larga dal Culto d’Acciaio – ma perfino lei conosceva le leggende.

Nelle leggende si cela sempre un fondo di verità. Il lord Reggente domina l’umanità, la protegge, ha salvato il mondo dal Baratro, ma non ha creato l’umanità e se anche è vero che ha portato cenere e nebbie non l’ha fatto per castigo. Come si può distinguere la verità dalla menzogna quando sono così strettamente intrecciate? Vin e compagni vivono in un’epoca in cui il lord Reggente domina da mille anni, quante volte saranno cambiate leggende e conoscenze in quest’arco di tempo?

Dal Capitolo 8

«Ditemi, padrona, voi in cosa credete?»

Vin si accigliò. «Che genere di domanda è questa?»

«Il genere più importante, ritengo.»

Vin restò seduta immobile per un momento, ma era ovvio che lui si aspettava una risposta, perciò alla fine scrollò le spalle. «Non lo so.»

«La gente lo dice spesso,» notò Sazed «ma ho scoperto che di rado risponde al vero. Credete nell’Ultimo Impero?»

«Credo che sia forte» disse Vin.

«Immortale?»

Vin si strinse nelle spalle. «Finora lo è stato.»

«E il lord Reggente? È l’Avatar di dio Asceso? Credete che, come insegna il Culto, sia il Frammento dell’Infinito?»

«Io… non ci ho mai pensato prima.»

«Forse dovreste» osservò Sazed. «Se, dopo un accurato esame, trovaste che gli insegnamenti del Culto non vi si addicono, sarei lieto di offrirvi un’alternativa.»

Ah, Sazed! Sempre pronto a offrire una nuova fede… L’ho detto, per Sanderson la religione è importante. Il lord Reggente è Asceso? Cosa significa esattamente questo? Lo vedremo, ma all’inizio è una domanda importante. E ancora si parla di Frammento dell’Infinito, pur senza sapere cosa sia.

Dal Capitolo 10

«Ma c’è un problema. Il lord Reggente è dio, giusto?»

Vin scrollò le spalle. «Ha importanza?»

Ham la guardò torvo.

Lei sbuffò. «D’accordo. Il Culto afferma che è dio.»

«Per l’esattezza,» fece notare Breeze «il lord Reggente è solo un pezzo di dio. È il Frammento dell’Infinito: non onnisciente od onnipresente, ma solo una parte a sé stante di una coscienza che è.»

Ham sospirò. «Pensavo che non volessi farti coinvolgere.»

«Mi stavo solo accertando che i fatti fossero corretti» disse Breeze in tono allegro.

«Comunque,» proseguì Ham «dio è il creatore di tutte le cose, giusto? È la forza che determina le leggi dell’universo, ed è pertanto la fonte ultima dell’etica. È la moralità assoluta.»

Vin batté le palpebre.

«Vedi il dilemma?» chiese Ham.

«Io vedo un idiota» borbottò Breeze.

«Sono confusa» ammise Vin. «Qual è il problema?»

«Affermiamo di star facendo il bene» rispose Ham. «Ma il lord Reggente, in quanto dio, definisce il bene. Perciò, opponendoci a lui, in realtà siamo malvagi. Ma, dato che egli sta fa­cendo la cosa sbagliata, il male diventa bene in questo caso?»

Parlavo di problemi morali? E questa è solo una discussione filosofica con cui Ham vuole seminare qualche dubbio, in altri punti i problemi ci travolgono con la forza di un treno in corsa.

Dal Capitolo 11

La statua raffigurava il lord Reggente, in piedi in posa teatrale in mantello e armatura, una rappresentazione informe del Baratro morto nell’acqua ai suoi piedi.

Sempre un essere informe. Scopriremo poi – molto poi – perché.

Dal Capitolo 12

In molte finestre l’elemento principale era il Baratro. Color nero profondo – o, in termini di vetro, violetto – era senza forma, con vendicative masse tentacolari che strisciavano per diverse vetrate. Vin alzò lo sguardo su di esso, assieme alla rappresentazione in colori brillanti del lord Reggente, e si ritrovò un po’ folgorata da quelle scene illuminate da dietro.

Cos’era?Il Baratro? Perché raffigurarlo così senza forma, perché non mostrare cos’era in realtà?

Non si era mai interrogata sul Baratro prima di allora, ma le lezioni di Sazed l’avevano lasciata curiosa. I suoi istinti le sussurravano che era una truffa. Il lord Reggente aveva inventato una terribile minaccia che era stato in grado di distruggere in passato, ‘guadagnandosi’ così il suo posto come imperatore. E tuttavia, fissando quella cosa orribile e contorta, Vin era quasi portata a credere.

E se una cosa del genere fosse esistita per davvero? E, in tal caso, com’era riuscito il lord Reggente a distruggerla?

Il Baratro è informe, con masse tentacolari che strisciano e si espandono. Un po’ come la nebbia.

Dal Capitolo 17

«Quella notte, dopo che il suo corpo venne portato via, io mi Infransi.»

«Impazzisti?» chiese Vin.

«No» disse Kelsier. «Infrangersi è un termine allomantico. I nostri poteri all’inizio sono latenti: vengono alla luce solo dopo un evento traumatico. Qualcosa di intenso… di quasi mortale. I filosofi dicono che un uomo non possa comandare i metalli finché non abbia visto la morte e l’abbia superata.»

Questo non è Cosmoverso ma Allomanzia. Il sistema magico mi interessa, quindi mi appunto anche dettagli di questo tipo. Per le proprietà dei metalli c’è l’Ars Arcanum finale, molto più completo nei libri successivi. Anche se la cosa più bella che ho visto è un poster la cui riproduzione si trova sul sito di Sanderson.

Dal Capitolo 18

Per una nazione governata da un’autoproclamatasi divinità, l’Impero ha sperimentato uno spaventevole numero di colossali errori di comando. Molti di questi sono stati dissimulati con successo e si possono ritrovare soltanto nelle metalloscorte dei feruchemisti o nelle pagine dei testi banditi. Comunque, basta guardare al passato prossimo per notare errori come il Massacro di Devanex, la revisione della Dottrina del Baratro e il trasferimento della popolazione dei Lenari.

Il lord Reggente non invecchia. Questo, perlomeno, è innegabile. Questo testo, però, ha l’intento di provare che non è affatto infallibile.

La revisione della Dottrina del Baratro? Mi piacerebbe conoscere entrambe le versioni. Mi sarebbe piaciuto, invece Sanderson ha gettato il sasso e nascosto la mano. Lo so che non era necessario leggere questa Dottrina per apprezzare i romanzi, ma il fantasy non implica solo l’avventura. Implica anche la costruzione del mondo, e se il mondo mi affascina (cosa che va tradotta automaticamente con il desiderio di vivere in quei mondi. Cenere dal cielo e schiavitù? No, grazie) vorrei conoscerlo il più possibile.

Dal Capitolo 19

Il suo contatto sedeva sulla soglia di un negozio chiuso, ad aspirare silenziose boccate da una pi­pa. Kelsier sollevò un sopracciglio: il tabacco era un lusso costoso. Hoid doveva essere uno spendaccione, oppure uno capace quanto suggeriva Dockson.

Hoid ripose la pipa con calma, poi si alzò in piedi, anche se questo non lo rese molto più alto. L’ossuto ometto calvo gli rivolse un profondo inchino nella notte nebbiosa. «Saluti, mio signore.»

Hoid. In Elantris è un mendicante che porta un rifornimento inviato da Sarene nella città maledetta, anche se in un racconto ambientato dopo il romanzo si vede che è più di un semplice mendicante. Qui è un informatore di Kelsier. In entrambi i casi un personaggio umile, ma qualcuno che sa, che agisce oltre i limiti della legalità, anche se lo fa in modo molto dimesso, e che non si arrende alla situazione attuale. Vedremo dove e quando lo ritroverò in futuro.

Dal Capitolo 19

«il lord Reggente è molto più clemente verso i nobili che nei confronti degli skaa. Li vede come i figli dei suoi amici e alleati da tempo defunti, gli uomini che pare lo abbiano aiutato a sconfiggere il Baratro. Ogni tanto lascia correre certe loro azioni come leggere testi ai limiti o assassinare membri delle loro famiglie.»

Dal Capitolo 20

Inoltre, il lord Reggente non aveva forse un certo diritto al proprio ruolo? Aveva sconfitto il Baratro, o così affermava. Aveva salvato il mondo che, in maniera piuttosto contorta, aveva reso suo. Che diritto avevano di sottrarglielo?

Forse un millennio di dominio dispotico non sono il miglior biglietto di presentazione. Ma già, Rashek era un portatore, un uomo abituato a usare la forza e basta, che conoscenze aveva per fondarci sopra il suo governo? Che conoscenze aveva per riplasmare il mondo?

Prima del Capitolo 22

Sulle prime c’erano quelli che non ritenevano che il Baratro fosse un grave pericolo, almeno non per loro. Comunque, portò con sé un influsso maligno che ho visto infettare quasi ogni parte della terra. Gli eserciti sono inutili davanti a esso. Le grandi città vengono abbattute dal suo potere. I raccolti avvizziscono e la terra muore.

Questo è ciò che combatto. Questo è il mostro che devo sconfiggere. Temo di aver impiegato troppo tempo. C’è già stata co­sì tanta distruzione che ho paura per la sopravvivenza dell’umanità.

È davvero la fine del mondo, come molti filosofi predicono?

L’influsso di Robert Jordan su Brandon Sanderson è evidente, ma qui c’è anche il Nulla che in La storia infinita di Michael Ende sta inghiottendo l’intera Fantàsia.

Dal Capitolo 22

Quelli che ora chiamiamo Custodi erano molto più comuni allora… forse perfino più comuni dei Misting fra la nobiltà oggigiorno. La nostra arte è chiamata ‘feruchemia’, e conferisce la capacità di immagazzinare certi attributi fisici in pezzi di metallo.»

Vin aggrottò le sopracciglia. «Anche voi bruciate metalli?»

«No, padrona» rispose Sazed scuotendo il capo. «I feruchemisti non sono come gli allomanti: noi non consumiamo i nostri metalli bruciandoli. Li usiamo come deposito. Ogni ­pez­zo di metallo, a seconda delle dimensioni e della lega, può immagazzinare una certa qualità fisica. Il feruchemista mette da parte un attributo, poi attinge alla riserva in un momento successivo.»

«Attributo?» chiese Vin. «Come la forza?»

Non solo la forza. All’inizio vediamo solo l’allomanzia, ma per questa saga Sanderson ha creato tre diversi modi per sfruttare i metalli. Il secondo è la feruchemia. Del terzo si parlerà decisamente più avanti. Intanto anche la feruchemia ha la sua tavola dei metalli.

Dal Capitolo 22

«Questo è fatto di rame: consente di immagazzinare ricordi e pensieri. Ogni Custode porta diversi braccialetti come questo, pieni di conoscenza: canzoni, racconti, preghiere, storie e linguaggi. Molti Custodi hanno un’area specifica di interesse: la mia è la religione, ma ricordiamo tutti l’intera raccolta. Se solo uno di noi sopravvivrà fino alla morte del lord Reggente, le genti di tutto il mondo saranno in grado di recuperare tutto ciò che hanno perduto.»

Esitò, poi si tirò giù la manica. «Be’, non proprio tutto ciò che è andato perduto. Ci sono ancora cose che ci mancano.»

«La vostra religione» mormorò Vin. «Non l’avete mai ritrovata, vero?»

Sazed scosse il capo. «Nel suo diario, il lord Reggente lascia intendere che furono i nostri profeti a condurlo al Pozzo dell’Ascensione, ma perfino questo per noi costituisce una nuova informazione. In cosa credevamo? Cosa o chi adoravamo? Da dove venivano questi profeti terrisiani e come facevano a predire il futuro?»

I braccialetti di Sazed, colmi di tutta la conoscenza del mondo. Il mondo va costruito per bene fin dall’inizio.

Capitolo 27

«La feruchemia è completamente interna» spiegò Kelsier con voce noncurante. «Può fornire alcune delle cose che noi otteniamo da peltro e stagno – forza, resistenza, vista – ma ogni attributo dev’essere accumulato separatamente. Può mi­gliorare anche molte altre cose che all’allomanzia sono precluse. Memoria, velocità di movimento, chiarezza di pensiero… perfino alcune cose strane come peso o età fisica possono essere alterate dalla feruchemia.»

«Allora è più potente dell’allomanzia?»

Kelsier scrollò le spalle. «La feruchemia non ha poteri esterni: non può Spingere e Tirare le emozioni, né può usare Spintacciaio o Tiraferro. E la maggior limitazione della feruchemia è che devi immagazzinare tutte queste abilità prendendole dal tuo stesso corpo.

«Vuoi essere doppiamente forte per un po’? Be’, devi trascorrere diverse ore da debole per accumulare la forza. Se vuoi immagazzinare la capacità di guarire rapidamente, devi passare molto tempo con una sensazione di malessere. Nell’allomanzia, i metalli sono il nostro carburante: in genere possiamo usare le nostre capacità finché abbiamo metalli da bruciare. Nella feruchemia, i metalli non sono che dispositivi per immagazzinare: è il tuo corpo il vero carburante.»

«Allora puoi semplicemente rubare i metalli con le riserve di qualcun altro, giusto?»

Kelsier scosse il capo. «Non funziona: i feruchemisti possono aver accesso solo a metalli creati da loro stessi.»

«Oh.»

Kelsier annuì. «Perciò, no. Non direi che la feruchemia è più potente dell’allomanzia. Entrambe hanno vantaggi e limitazioni. Per esempio, un allomante può avvampare un metallo solo fino a un certo punto, quindi la sua forza massima è limitata. I feruchemisti non hanno questo genere di restrizioni: se un feruchemista ha immagazzinato abbastanza forza per essere due volte più forte del normale per un’ora, potrebbe decidere invece di essere tre volte più forte per un periodo di tempo più breve… o perfino quattro, cinque o sei volte per periodi più limitati.»

Oppure decidere di essere cento volte più forte del normale solo per una manciata di secondi, il tempo di un ceffone dato con fare noncurante ma che spezza la vita di un uomo come se non fosse nulla. Avremmo dovuto capirlo che era un feruchemista, non c’erano altre spiegazioni per quella devastazione. Il lord Reggente ha voluto dimostrare di poter schiacciare i suoi nemici come se fossero insetti e ha attinto in profondità dalle sue riserve. Oh, Kelsier!

Prima del Capitolo 28

A volte i miei compagni sostengono che mi preoccupo e mi interrogo troppo. A ogni modo, mentre può darsi che io mi ponga domande sulla mia statura di eroe, c’è una cosa che non ho mai messo in discussione: la bontà ultima della nostra missione.

Il Baratro dev’essere distrutto. L’ho visto e l’ho percepito. Questo nome che gli diamo è una parola troppo debole, penso. Sì, è profondo e incommensurabile, ma è anche terribile. Molti non si rendono conto che è senziente, ma io ho avvertito la sua mente, le poche volte che l’ho affrontato direttamente.

È un coacervo di distruzione, follia e corruzione. Distruggerà il mondo non per rancore od ostilità, ma semplicemente perché questo è ciò che fa.

Maggiori dettagli in Mistborn. Il Campione delle Ere.

Dal Capitolo 28

Ovviamente c’erano anche le immancabili raffigurazioni dedicate all’Ascensione. Vin riusciva a riconoscerle più facilmente ora, e fu sorpresa di vedere riferimenti a cose che aveva letto nel resoconto. Le colline verde smeraldo. Le montagne scoscese, con deboli linee ondulate provenienti dalle sommità. Un lago scuro e profondo. E… oscurità. Il Baratro. Una caotica cosa di distruzione.

Lui lo sconfisse, pensò Vin. Ma… cos’era? Forse la fine del diario avrebbe rivelato di più.

Vin sta iniziando ad apprezzare le vetrate. Brava ragazza.

Prima del capitolo 29

Tutti gli altri pensano che avrei dovuto far giustiziare Kwaan per avermi tradito. A dire la verità, probabilmente lo ucciderei in questo istante se sapessi dov’è andato. In quel momento, però, non potevo farlo.

Quell’uomo era diventato come un padre per me. A oggi, ancora non so perché tutt’a un tratto decise che non ero io il Campione. Perché si rivoltò contro di me, denunciandomi all’intero Conclave dei Recamondo?

Avrebbe preferito forse la vittoria del Baratro? Di certo, perfino se io non fossi il prescelto – come ora afferma Kwaan – la mia presenza al Pozzo dell’Ascensione non potrebbe essere peggio di ciò che accadrà se il Baratro continua a inghiottire la terra.

Capitolo 29

Sazed,» esordì lei infine «quando mi hai salvato, quella notte nella pioggia, hai usato la feruchemia, vero?»

Sazed annuì. «Proprio così. L’Inquisitore era molto concentrato su di voi e io sono stato in grado di arrivargli alle spalle e colpirlo con una pietra. Sono diventato molte volte più forte di un uomo normale e il mio colpo l’ha scagliato contro il muro, rompendogli diverse ossa, sospetto.»

«Tutto qui?» chiese Vin.

«Sembrate delusa, padrona» fece notare Sazed sorridendo. «Vi aspettavate qualcosa di più spettacolare?»

Vin annuì. «È solo che… sei così riservato sulla feruchemia, e questo la fa sembrare più mistica.»

Sazed sospirò. «C’è davvero poco da nascondervi, padrona. L’unico vero potere della feruchemia, la capacità di immagazzinare e recuperare memorie, dovete averlo già compreso. Gli altri poteri non sono poi molto diversi da quelli che voi ottenete da peltro e stagno. Alcuni di loro sono un po’ più strani – rendere il feruchemista più pesante, o cambiare la sua età – ma offrono poche applicazioni in combattimento.»

«Età?» chiese Vin, drizzando le orecchie. «Potete diventare più giovani?»

«Non esattamente, padrona. Ricordate, un feruchemista deve trarre i suoi poteri dal proprio corpo. Potrebbe, per esempio, passare alcune settimane col suo corpo invecchiato al punto tale da sentirsi e apparire dieci anni più vecchio di quanto sia in realtà. Poi potrebbe riscuotere quell’età per rendersi dieci anni più giovane per lo stesso lasso di tempo. In ogni caso, nella feruchemia dev’esserci un equilibrio.»

Vin ci pensò su per un momento. «Il metallo che usate ha importanza?» chiese. «Come nell’allomanzia?»

«Ma certamente» rispose Sazed. «Il metallo determina quello che può essere accumulato.»

Quante informazioni ci sono in questo breve dialogo? Sazed ci spiega come ha salvato Vin, e senza saperlo anticipa quel che il lord Reggente farà a Kelsier. Ci parla di come sia possibile usare la feruchemia sull’età. Parla di equilibrio, e qui ancora una volta mi torna in mente Jordan anche se il concetto di equilibrio non l’ha certo inventato lui. E, in alcune altre battute che io ho tagliato, consente a Vin di ingerire un po’ del suo metallo, gesto che gli consente di avere un’idea importante verso la conclusione del romanzo.

Epilogo

Tuttavia gli Inquisitori, per quanto pericolosi, la preoccupavano molto meno ora che conosceva il loro segreto. Era più turbata per qualcos’altro.

‘Non sapete quello che faccio per l’umanità. Io ero il vostro dio, anche se non potevate capirlo. Uccidendo me, vi siete condannati da soli…’

Le ultime parole del lord Reggente. In quel momento lei aveva pensato che si riferisse all’Ultimo Impero come quello che faceva ‘per l’umanità’. Però ora non ne era più così sicura. C’era stata paura nei suoi occhi quando aveva pronunciato quelle parole, non orgoglio.

«Saze?» disse lei. «Cos’era il Baratro? Quella cosa che il Campione del diario avrebbe dovuto sconfiggere?»

«Vorrei che lo sapessimo, padrona» rispose Sazed.

«Ma non è arrivata, giusto?»

«A quanto pare no» disse Sazed. «Le leggende concordano che, se il Baratro non fosse stato fermato, il mondo stesso sarebbe stato distrutto. Certo, forse queste storie erano delle esagerazioni. Forse il pericolo del Baratro non era altro che il lord Reggente stesso, forse la lotta del Campione era semplicemente una questione di coscienza. Doveva scegliere se dominare il mondo o lasciare che fosse libero.»

A Vin tutto ciò non suonava giusto. C’era di più. Si ricordava quella paura negli occhi del lord Reggente. Quel terrore.

Ha detto ‘faccio’, non ‘ho fatto’. ‘Quello che faccio per l’umanità.’ Ciò implica che lo stava ancora facendo, qualunque cosa fosse.

Vi siete condannati da soli…

Così, giusto per tranquillizzarci alla fine della storia. Va bene, la conclusione ci mostra Vin che va da Elend, ma la minaccia del Baratro è tutt’altro che conclusa. La battaglia si sta ancora combattendo, anche se Vin e gli altri ne sanno ancora troppo poco.

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