Robert Louis Stevenson: La freccia nera

Il bambino si gode il semplice quadro del mondo, il ragazzo vuole il segreto, la fine della storia. Il bambino desidera ballare al sole, invece il ragazzo vuole salpare alla ricerca di un tesoro nascosto. Il bambino si gusta un fiore, il ragazzo un motore. E la migliore e più peculiare opera di Stevenson è soprattutto l’essere stato il primo scrittore a trattare seriamente e poeticamente gli istinti estetici del ragazzo.

Questa è la conclusione a cui è arrivato Gilbert Keith Chesterton commentando l’opera letteraria di Robert Louis Stevenson. Certo, essendo figlio del suo tempo Chesterton non ha le idee chiare su qualche dettaglio:

Ma la tragedia del derelitto minorenne (se è maschio, le femmine sono abbastanza diverse) è semplicemente questa, che essendo stato nutrito a letteratura e arte, valide a modo loro quanto Shelley e Turner fino ai sette anni, sente crescere in sé nuovi impulsi e interessi, la sete di azione e sapere, combattere e scoprire, la stregoneria dei fatti e la selvaggia poesia della geografia.

Da un punto di vista fisico sono sempre stata diversa dai maschi, ne sono ragionevolmente certa, ma per il resto? Intorno ai dieci anni so di aver letto L’isola del tesoro, Robin Hood e Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, e di non aver degnato del minimo sguardo letture teoricamente più da bambine come Piccole donne, Pattini d’argento e Heidi. Va bene, di Heidi ho guardato il cartone animato, ma Goldrake mi piaceva di più.

Chesterton ha concluso il suo discorso affermando

Poi viene mollato di peso fuori dalla letteratura e può leggere solo roba come Jack Valiant among the Indians. Perché nell’intero settore c’è un solo libro che sia al tempo stesso letteratura come Andersen eppure per ragazzi e non per bambini, e si chiama L’isola del tesoro.

A suo tempo avevo adorato L’isola del tesoro, anche se non l’ho mai riletto, come molti anni più tardi ho adorato Lo strano caso del dottor Jeckyll e del signor Hyde, e questo l’ho letto più di una volta. Si possono fare discorsi sul doppio notevoli con questo romanzo.

L’ultimo mio approccio a Stevenson, alcuni anni fa, era stato con il libretto L’arte della scrittura, una raccolta di articoli di giornale che propone interessanti riflessioni. Ero ottimista con La freccia nera. Autore già noto, un genere, il romanzo storico, che amo, e nessuna preoccupazione per uno stile ottocentesco che ora potrebbe sembrare un po’ strano. Con Il conte di Montecristo, letto dopo tutti i vari Stevenson, non avevo avuto alcun problema con lo stile.

Stavolta è andata male. La storia mi è sembrata confusa come il suo protagonista, che si butta a testa bassa nei guai senza guardarsi intorno e spesso ne viene fuori scottato. Gli eventi si susseguono a un ritmo notevole, anche troppo, ma sono eventi scollegati, al di là del filo conduttore del legame sentimentale fra Dick, il protagonista, e Joanna (e mi domando come abbia fatto a nascere l’amore fra i due considerando il modo in cui si è sviluppata la loro conoscenza) e del desiderio di vendetta contro un signorotto locale dai principi morali inesistenti. Intorno a loro la Guerra delle Due Rose vista sullo sfondo, con battaglie in primo piano ma nessun interesse alle questioni politiche. La cornice storica in fondo qui non è nulla più che una cornice per mostrare le traversie dei personaggi, e se con personaggi affascinanti avrei potuto ignorare la solidità del mondo qui non vedo approfondimenti psicologici, caratterizzazioni, nulla che mi faccia provare qualcosa di più forte di un generico e tiepido parteggiare per il giovane trattato ingiustamente e la damigella in pericolo contro il cattivo di turno. Molte azioni, molte motivazioni, mi sono sembrate buttate lì, tanto per fare, senza che alle loro spalle ci fosse un qualche tipo di logica o di necessità. Mi spiace, ma stavolta ho fatto davvero fatica a finire il libro, e nonostante la sua brevità se non lo avesse scritto Stevenson probabilmente lo avrei abbandonato a metà.

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2 risposte a Robert Louis Stevenson: La freccia nera

  1. Raffaello ha detto:

    E così ecco la risposta alla domanda che ti ho posto su Goodreads 😉 nessun approfondimento psicologico, episodi buttati a caso…a questo punto credo che cancellerò questo libro dalla lista dei libri che voglio leggere. Poco male, la lista è già fin troppo lunga.

    "Mi piace"

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