Brandon Sanderson: White Sand

White Sand è il primo romanzo scritto da Brandon Sanderson. In precedenza lui aveva scritto solo brutti racconti, poi ha avuto un’idea per qualcosa di più vasto e nel giro di tre anni ha scritto un brutto romanzo. Non sto denigrando lo scrittore, è stato lui stesso a raccontare queste cose nell’introduzione al volume. La prima stesura di White Sand era un incrocio fra Dune, La Ruota del Tempo e I Miserabili, ed era privo di un finale. Semplicemente a un certo punto aveva deciso che era ora di smettere di scrivere.

Diversi romanzi dopo – dopo aver scritto il suo sesto romanzo, Elantris – Sanderson ha ripreso in mano la vecchia storia e l’ha rielaborata migliorandola notevolmente. Con il tempo White Sand è diventato il migliore dei suoi romanzi mai pubblicati. Io ho la versione romanzo, anche se non ricordo i dettagli in un qualche imprecisato momento del passato Sanderson deve aver omaggiato il file ai suoi lettori che ne facevano richiesta, perché so di aver avuto il testo in modo del tutto legale, e suppongo che prima o poi mi deciderò pure a leggerlo. Un bel po’ di tempo dopo, all’epoca della sua prima vendita, quella di Elantris, Sanderson era concentrato su un nuovo progetto, una trilogia denominanta Mistborn, e White Sand è passato in secondo piano. Entro breve l’autore si è trovato coinvolto in un buon numero di progetti – bazzecole come La Ruota del Tempo, Le cronache della Folgoluce e altri progetti minori – e White Sand è rimasto a languire nei suoi cassetti fino a quando Dynamite gli ha chiesto se aveva qualche testo inedito da cui potesse essere tratto un graphic novel originale.

Eccolo qui il graphic novel, la cui storia è stata suddivisa in tre volumi: questo che ho letto io, un secondo che sarà pubblicato il 7 novembre (incidentalmente noto che è la data di nascita di mia mamma e, esattamente dieci anni dopo, di Guy Gavriel Kay, non è una data che io posso dimenticare) e un terzo che, visti i ritmi precedenti, suppongo sarà pubblicato fra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. La sceneggiatura è di Rik Hoskin, i disegni di Julius Gopez, la coloritura di Ross A. Campbell e il lettering di Marshall Dillon.

Non è il prmo graphic novel che leggo, ma senza dubbio preferisco i romanzi. Riesco a immergermi meglio nell’atmosfera. Io voglio parole che raccontino, voglio spiegazioni, quando invece troppe spiegazioni rompono il ritmo dei graphic novel e li snaturano, e voglio discussioni più articolate, mentre in un graphic novel abbiamo maggiormente un botta e risposta. Per quanto ci siano spunti interessanti, avrei preferito leggere il romanzo. Quasi quasi lo vado a ripescare…

The wind caressed the stark dunes with a whispering touch, catching fine grains of sand between its fingers and bearing them forth like thousands of tiny charioteers.  The sand, like the dunes it sculpted, was bone white. It had been bleached by the sun’s harsh stare–a stare that never slackened, for here, in the empire of the white sand, the sun never set.  It hung motionless, neither rising or falling, ever watching the dunes like a jealous monarch.

Praxton could feel the wind-born grains of sand biting into his cheek. He pulled up the hood of his robe, but it seemed to make little difference. He could still feel the particles attacking the side of his face like furious insects. The sand masters would have to hurry–the winds could whip the Kerla sands from stagnace to a whirling typhoon in a matter of minutes.

È la prima pagina di un file Word che di pagine ne conta 1047. Potete leggere molto di più – del graphic novel, non del romanzo – se andate a leggere l’anteprima proposta da amazon: https://www.amazon.com/Brandon-Sandersons-White-Sand-Softcover/. Per me comunque il romanzo suona più vero, anche se Sanderson ha giudicato il romanzo non pubblicabile senza una significativa revisione che non ha mai trovato il tempo di fare e si è dichiarato soddisfatto del graphic novel.

Io ho faticato un po’ ad adattarmi ai passaggi di scena e di situazione, avrei avuto bisogno di qualche spiegazione in più. Non amo particolarmente i disegni ma ne ho visti di peggiori, per esempio nel graphic novel A Game of Thrones. Qui almeno non ho visto personaggi innaturalmente gonfi o sproporzionati, anche se in più punti non ho gradito quel che avevo davanti agli occhi, e il mio fastidio non è stato limitato alle pagine contenenti troppo sangue. Ci sono disegni che non mi piacciono ma anche dettagli che non mi tornano, come l’abbigliamento assurdo della duchessa Khrissalla, che se ne va a spasso per il deserto come se dovesse recarsi in un palazzo. Il cappello non basta a compensare tutti quei pizzi e delle maniche che non hanno nulla a che vedere con l’ambiente circostante.

Sanderson è famoso per i suoi sistemi magici, e appena si parla di sabbia a me non può non venire in mente la sabbia di Rashid, ricevuta in dono da Alcatraz Smedry per il suo tredicesimo compleanno. Con la sabbia di White Sands comunque è anche possibile sollevarsi in volo – più o meno – che è quanto fanno i mistborn quando bruciano ferro o acciaio. Ho duto consultare la tabella allomantica, non ricordo i metalli così bene da poter dire il risultato che si ottiene bruciandone uno piuttosto che un altro.

Essendo un graphic novel la lettura è piuttosto rapida, ma a me personalmente ha lasciato ben poco. La curiosità di approfondire il mondo sì, oltretutto la mappa mostra solo mezzo mondo e non ho ben capito l’ubicazione dell’altra metà, un reale attaccamento per i suoi personaggi no. Mi sa che dovrò leggere il romanzo, per quanto imperfetto possa essere.

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2 risposte a Brandon Sanderson: White Sand

  1. fullymask ha detto:

    Sai come si può recuperare quel file di testo del romanzo originale?

    • Probabilmente l’ho ricevuto in quanto iscritta ala newsletter di Sanderson. Iscriversi alla newsletter conviene, a volte inserisce al suo interno cose che non si trovano altrove. Sanderson non è solo molto bravo a scrivere, è molto bravo anche a tenere i contatti con i fan.

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