Presagi di tempesta di Robert Jordan e Brandon Sanderson. Dal capitolo 22 al capitolo 29

Rilettura di Presagi di tempesta di Robert Jordan e Brandon Sanderson.

22: L’ultima cosa che può essere fatta

Considerando il modo terrorizzante con cui era stata dipinta Semirhage nella saga, in un primo momento avevo pensato che la Reietta avesse creato troppi pochi problemi a Rand. Sì, si era presa una delle sue mani, ma era stata catturata senza che riuscisse ad ammazzare nessuno e dopo la cura Cadsuane ormai era stata resa innocua, giusto? Giusto?

Shaidar Haran arriva e mescola le carte in tavola, ovvero libera Semirhage e la fa tornare in gioco.

«Mi è stato ordinato di dirti che nella mia mente c’è una Coercizione che tu devi rimuovere.»

La Coercizione che la Reietta deve togliere a Elza è quella di Verin, che l’ha portata a giurare fedeltà a Rand e che la spinge a cercare di tenerlo in vita, almeno per ora. La parola Coercizione è scritta a chiare lettere, quella praticata da Verin sarà anche imperfetta ma è comunque una Coercizione, pratica che come ben sappiamo è proibita.

Per Rand all’inizio le cose sembrano procedere bene, con la sistemazione di Ituralde presso la Macchia e riflessioni sulla sua vita e sull’eredità che lascerà. Lews Therin concorda sulla rottura dei sigilli, in effetti si tratta di un gesto necessario, la difficoltà consiste nel coraggio necessario ad accettare questa realtà e nel capire quale sia il momento giusto per farlo. Gli sguardi nel passato che ci fornisce il vecchio Drago sono affascinanti ma sempre troppo brevi.

La situazione precipita improvvisamente quando la cameriera presente nella stanza rivela di non essere davvero una cameriera. Oh, Rand! Alla luce di come si sono svolti gli eventi successivi questa sua discesa all’inferno era necessaria, con la Ruota personale di Rand che sta compiendo un giro completo e ora è quasi nel punto più basso, ma quanto fa male leggere di questa trasformazione?

Semirhage spinge Rand a strozzare Min, questo quando in passato Rand aveva pensato che avrebbe preferito tagliarsi una mano piuttosto che far del male alla donna che amava. A una delle donne, ma questo è un dettaglio: in quel passaggio Rand si riferiva a Min, e ora ci siamo. Quante sono nella saga le frasi che sembrano innocue, forse anche riempitive, e che poi si rivelano profetiche? La Reietta infila di nuovo Rand nella cassa, come già avevano fatto prima Elaida e poi le Consigliere di Far Madding. Sempre donne, con Rand che rifiuta di fare male alle donne. Fino a ora. Semirhage costringe Rand a supplicare per dimostrargli il potere che ha su di lui, poi decide di continuare a tormentarlo uccidendo Min. Ci ricordiamo come Semirhage si è posta al servizio del Tenebroso? Era una famosa Guaritrice, ma nel Guarire si divertiva a torturare le persone provocando loro sofferenze inutili, semplicemente perché a lei piaceva sentirli soffrire. Quando è stata scoperta piuttosto che piegarsi alla giustizia ha giurato fedeltà al Tenebroso. Quindi perché dovrebbe interrompere la tortura ora? Solo che Rand si spezza, come si spezzano – si infrangono, questo è il termine usato nella traduzione dei romanzi di Sanderson – le persone nel momento in cui acquisiscono i poteri da Mistborn i personaggi dell’omonima saga, e diventa ancora più potente. Grazie al Vero Potere Rand si libera e uccide Semirhage ed Elza, ma il prezzo da pagare per questo, anche se non se ne rende conto, è il tocco del Tenebroso su di lui. Quello stesso Tenebroso liberato nel mondo da Mierin Eronaile, in seguito nota come Lanfear, nel tentativo di ottenere sul mondo un nuovo potere. La Ruota gira.

Rand sollevò una mano e, colmo di quel potere che non comprendeva, intessé un singolo flusso. Un fascio di pura luce bianca, un fuoco purificatore, eruttò dalla sua mano e colpì Semirhage al petto. Lei svanì in un lampo, lasciando una debole immagine residua nella visuale di Rand. Il suo braccialetto cadde a terra.

Elza corse verso la porta. Anche lei scomparve davanti a un altro fascio luminoso, e la sua stessa figura divenne luce per un istante. Anche il suo braccialetto cadde al suolo: le donne che li avevano indossati erano state bruciate via del tutto dal Disegno.

Cos’hai fatto?, chiese Lews Therin. Oh, Luce. Meglio aver ucciso di nuovo che questo… Oh, Luce. Siamo condannati.

Io ho sempre trovato stupida la riluttanza a uccidere le donne da parte di Rand e dei suoi amici. Se qualcuno sta cercando di ucciderti lo fermi, e se l’unico modo per fermarlo è ucciderlo allora lo uccidi, no? Per loro però è un’ancora di salvezza, è la convinzione che per quanto stiano cambiando e facendo cose che non gli piacciono, nel mondo c’è ancora speranza. Visto che ci sono soglie che non intendono varcare non sono privi di morale, e alla fine di un sentiero difficile c’è ancora la possibilità della redenzione. Varcare quella soglia significa abbandonare tutto, come fa ora Rand, e diventare meno e più che umani. Semirhage ed Elza meritavano la morte, ma la loro morte per Rand è un dramma personale. Non sempre le perdite per i personaggi corrispondono a una morte, o alla morte di una persona cara.

23: Una distorsione nell’aria

Delle tre Aes Sedai che sorvegliavano la porta di Semirhage solo Daigian, l’Aes Sedai salvata da Eben Hopwill a costo della sua vita a Shadar Logoth, è morta. Durante un incontro con i lettori Sanderson ha spiegato che Shaidar Haran era in contatto con Elza, che gli ha rivelato che Nesune e Corele avevano dei Custodi nell’accampamento, dettaglio che ha salvato loro la vita.

Rand bandisce Cadsuane dalla sua vista, e qualcosa intorno a lui si fa più oscuro. Il tocco del Tenebroso diventa visibile.

24: Un nuovo impegno

Gawyn arriva al campo delle Aes Sedai di Salidar e opta per il metodo più rapido (e incivile) per arrivare da Bryne.

Gawyn si mise in ‘La quercia scuote i suoi rami’, una forma per vibrare colpi non letali, spesso usata dai maestri per addestrare i loro studenti. Era anche molto efficace contro un grosso gruppo in cui tutti usavano armi diverse.

Si starà anche comportando da prepotente, ma con la spada ci sa fare.

Poi Gawyn passò a ‘Il taglio della seta’ per occuparsi del primo alabardiere. Mentre un altro degli uomini chiamava aiuto, la lama di Gawyn fendette la corazza del primo con un suono squillante, costringendo il soldato a indietreggiare. Gawyn terminò spazzando i piedi dell’uomo da sotto di lui, poi si mise in ‘Distorci il vento’ per bloccare un paio di colpi dagli altri due uomini.

Un bel po’ di tempo dopo Caemlyn, quando uno era il giovane allievo dell’altro ed entrambi conoscevano bene il loro posto, Gawyn Trakand e Gareth Bryne si ritrovano, e la loro riunione ci fa notare quanto siano cambiate le cose in tutti questi romanzi. Non si possono compiere le scelte che hanno compiuto loro e rimanere sempre le stesse persone, o pensare di non pagarne le conseguenze. E questo vale per tutti i personaggi anche se, tornando a questo caso particolare, le fesserie all’interno della scena le fa solo il più giovane e meno esperto dei due, Gawyn.

Un dettaglio che potrebbe sembrare marginale e che invece non lo è, è la scoperta che Shemerin, l’Aes Sedai degradata ad Ammessa da Elaida, si trova qui.

25: Nel buio

Sheriam, ora ufficialmente confermata come una Nera, fa appena in tempo a festeggiare la partenza di Halima che si trova a essere vessata da Mesaana. La Reietta le affida un compito facile facile: rubare venti ter’angreal.

Breve sguardo su Egwene e la sua prigionia, con Seaine che è decisamente dalla sua parte.

26: Una crepa nella pietra

Min va a parlare con Aviendha, senza rendersene conto continua a metterla in imbarazzo, e Aviendha giunge al punto di rottura. Scopriamo così che l’addestramento si conclude solo quando l’apprendista rifiuta di essere ancora considerata tale e riusciamo finalmente a capire perché Sevanna, con la sua arroganza e il suo rifiuto di piegarsi a chiunque, sia stata accettata fra le sapienti.

Altra Bolla di Male, stavolta nella tenda di Romanda. Che schifo! Ricordatemi di non andare a vivere a Randland nel periodo immediatamente precedente Tarmon gai’don, il mio stomaco non reggerebbe.

27: Il castrone brillo

Mat e un piccolo gruppo di persone si recano a Hinderstap a fare provviste.

28: Notte a Hinderstap

Se il capitolo precedente era una mera preparazione, qui scoppiano i guai, e sono guai grossi. Ovviamente si tratta dell’ennesima Bolla di Male, ma se in un primo momento questo poteva sembrare un episodio fine a sé stesso, il modo in cui Hinderstap rientra nella storia in Memoria di luce è straordinario. Jordan portava avanti la storia con lentezza, vero, ma molte scene apparentemente prive di un vero significato erano in realtà preparatorie a qualcosa di fondamentale che sarebbe avvenuto in seguito.

«Thom, tu con me. Talmanes, sorveglia le donne.»

«Non abbiamo bisogno di essere ‘sorvegliate’, Matrim» disse Joline in tono burbero.

«D’accordo» sbottò lui. «Thom, tu con me. Joline, tu sorveglia i soldati. A ogni modo, restate tutti qui.»

Ho mai detto che amo Mat?

29: Dentro Bandar Eban

Rand arriva alla capitale dell’Arad Doman recitando la lista delle donne morte per lui.

L’Amico delle Tenebre senza nome che decapitai su quelle colline nel Murandy. Ho scordato l’aspetto degli altri che erano con lei, ma non dimenticherò mai la sua faccia.

Accidenti, questa l’avevo scordata, alla faccia del non uccidere mai le donne. Siamo nel capitolo 36 di Il Drago rinato, intitolato Figlia della notte. Rand, in fuga da Moiraine e dagli altri, si sta dirigendo per la prima volta a Tear:

I cavalli si diressero verso il fuoco morente, divennero visibili alla debole luce, e si fermarono. Le ombre oscuravano i cavalieri, ma a quanto pareva erano quasi tutti uomini dai lineamenti duri, con indosso un elmo rotondo e dei lunghi giustacuore di cuoio ricoperti di dischi di metallo simili a squame di pesce. Tra di loro c’era una donna con i capelli grigi e un’espressione risoluta. L’abito scuro che indossava era di semplice lana, ma di ottima qualità, adornato da una spilla d’argento a forma di leone. Una mercante, così sembrò a Rand; aveva già visto donne come lei fra quelli che andavano a comperare il tabacco e la lana ai Fiumi Gemelli. Una mercante con le sue guardie.

Devo essere prudente, pensò mentre si alzava. Non devo commettere errori.

«Hai scelto un buon punto per accamparti, giovanotto,» esordì la donna «l’ho usato spesso anch’io, lungo il tragitto per Remen. Qui vicino c’è una piccola fonte. Immagino che tu non abbia obiezioni a dividerlo con me.» Le guardie stavano già smontando da cavallo, aggiustandosi il cinturone e allentando i sottopancia dei cavalli.

«Nessuna obiezione» rispose Rand. Prudenza, pensò. Fece due passi verso di lei, quindi balzò in aria, ruotando su sé stesso – La Lanugine del Codardo Volteggiava nel Vento –, e la lama col marchio dell’airone, fatta di fuoco, si materializzò nelle sue mani per decapitare la donna prima ancora che la sorpresa le si dipingesse sul volto. Lei era la più pericolosa, pensò Rand.

Atterrò mentre la testa della donna rotolava giù dalla groppa del cavallo. I soldati gridarono e afferrarono le spade, urlando ancora di più quando si resero conto che la lama di Rand bruciava. Lui danzò fra quegli uomini assumendo le posizioni che gli aveva insegnato Lan, e sapeva che avrebbe potuto ucciderli tutti con una lama di semplice acciaio, ma l’arma che impugnava faceva parte di lui. L’ultimo uomo cadde a terra, e il tutto era stato talmente simile alle esercitazioni con Lan che aveva già iniziato a rinfoderare la spada eseguendo la figura chiamata ripiegare il ventaglio, ma poi si ricordò che l’arma non aveva nessuna custodia e che in ogni caso l’avrebbe ridotta in cenere se solo l’avesse toccata.

Lasciò svanire la spada, e si voltò a esaminare i cavalli. Erano scappati quasi tutti, ma alcuni non erano andati molto lontano, e l’alto castrone della donna stava fermo roteando gli occhi, e nitriva agitato. Il corpo decapitato della donna, steso a terra, aveva mantenuto la presa sulle redini, e costringeva l’animale a tenere la testa bassa.

Il gruppo è composto da Amici delle Tenebre e da un Uomo Grigio. Lei comunque non l’aggiungo alla lista, e nemmeno Semirhage ed Elza. La mia lista e quella di Rand non coincidono.

Rand deve trovare un altro equilibro con la nuova forza che ha scoperto in sé, e al momento non se la sta cavando molto bene. Uno sguardo arrabbiato e un balcone crolla, sì, forse qualche collegamento con il Tenebroso c’è. Forse.

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