Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 17: Arya

Da quando Arya è fuggita da Approdo del Re grazie al sacrificio di Syrio Forel la sua situazione è sempre stata molto precaria. Il primo periodo lo ha trascorso in città da mendicante, poi ha iniziato un lungo viaggio con Yoren finché il Guardiano della Notte non è stato ammazzato da uomini dei Lannister e lei e alcuni compagni hanno iniziato a spostarsi da soli nelle Terre dei Fiumi. Quindi la cattura e la prigionia ad Harrenhal, con cambio di proprietà del castello grazie alla zuppa di Donnola, saguita da una nuova fuga. Lei, Gendry e Frittella, almeno fino all’incontro con alcuni membri della Fratellanza senza Bandiere. Ora Frittella ha deciso di fermarsi e gli uomini che sono con lei si dirigono a sud. Mi ero dimenticata di Harwen figlio di Hullen, che ci racconta cosa è accaduto agli uomini inviati da Ned per assicurare alla giustizia la Montagna che Cavalca in Il grande inverno. Evidentemente Ned per gli intrighi non era proprio portato visto che gli uomini mandati da lui sono caduti in una bella trappola. A salvare alcuni di loro il prete rosso, Thoros di Myr, già ubriacone compagno di bevute di re Robert Baratheon, che si dimostra capace di riorganizzare gli uomini e salvare lord Beric Dondarrion.

George R.R. Martin si diverte a ribaltare il mondo dei suoi personaggi perché con gli avvenimenti di Approdo del Re e la condanna di Ned da parte di Joffery quelli che prima erano uomini del re all’improvviso diventano fuorilegge. In Le cronache del ghiaccio e del fuoco accade di continuo, la situazione si ribalta d’un tratto e in modo traumatico, e tutto quello che i personaggi possono fare è cercare di non essere travolti dagli eventi. Beric e gli altri hanno deciso di continuare a combattere e chi passa nelle Terre dei fiumi rischia di dover fare i conti con loro.

Arya scopre della fuga di Jaime Lannister e sogna che le mura di Grande Inverno sono sempre più indistinte. Un segno che non riuscirà a tornarvi, per lo meno non per molto tempo? Perché Harwin e gli altri non la stanno portando a Delta delle Acque, come lei credeva, ma da lord Beric, probabilmente per ottenere un riscatto da sua madre. Arya prova a fuggire e se non fosse per Harwin ce la farebbe, almeno sul momento perché non è detto che sarebbe riuscita a rimanere libera nei giorni successivi. Quel che è amaro è che a catturarla è una persona che lei conosceva e di cui si fidava.

Il dialogo fra i due riporta in primo piano lo spettro di Lyanna e ci mostra perché la Fratellanza di lord Beric continua a combattere:

«Cavalchi come un uomo del Nord, milady» disse Harwin, facendo fermare entrambi gli animali. «Tua zia, lady Lyanna, cavalcava nello stesso modo. Ma mio padre era mastro dei cavalli, ricordalo.»

Lei gli rivolse uno sguardo carico di dolore. «Pensavo che tu fossi un uomo di mio padre.»

«Lord Eddard è morto, milady. Io adesso appartengo al Lord della Folgore, e ai miei fratelli.»

«Quali fratelli?» Che Arya potesse ricordare, il vecchio Hullen non aveva altri figli oltre ad Harwin.

«Anguy, Lem, Tom Settecorde, Jack, Barbaverde, tutti quanti loro. Non auguro nulla di male a tuo fratello Robb, milady… ma non è per lui che noi combattiamo. Lui ha un grande esercito tutto suo, e molti alti lord che s’inginocchiano al suo cospetto. Il popolino ha solamente noi.»

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