La lama dei sogni di Robert Jordan. Dal capitolo 25 al capitolo 30

La copertina dell’edizione americana dell’ebook di La lama dei sogni

 

Rilettura di La lama dei sogni di Robert Jordan.

25: Assistere Elaida

La Torre Bianca è decisamente in crisi. Tarna è piena di buone intenzioni ma non sa di chi fidarsi, mentre Elaida è un’incapace che crede di avere tutto sotto controllo. La prima parte del capitolo è di assestamento, la seconda, su Mat, inizia a creare un po’ di movimento. Dopo aver lasciato il circo di Valan Luca Mat si scambia il primo bacio con Tuon e ritrova Talmanes con una piccola parte della Banda della Mano Rossa, enormemente cresciuta in assenza di Mat.

26: Come se il mondo fosse nebbia

Punto di vista per Tuon, che ci ricorda quanto la sua cultura sia diversa dalla nostra. Visto che il passo che Mat avrebbe voluto usare è franato lui inizia a pianificare attacchi contro una forza di Seanchan enormemente più potente della sua in modo da raggirarli e farsi aprire un passaggio. Tuon inizia a vederlo sotto la luce del generale, come se nel periodo dal rapimento non avesse iniziato a vederlo in un’infinità di modi enormemente diversi rispetto a quando aveva creduto che fosse un giocattolo.

Perrin prepara la sua acqua alla radice biforcuta e incappa in una bolla di male che, per tre volte, sembra voler dissolvere tutto nella nebbia. Come possa esserci gente che non si renda conto che Tarmon gai’don sta arrivando e che vada avanti con le sue cose come se nulla fosse sfugge alla mia comprensione.

Galina e Faile si prendono a schiaffi e si danno un appuntamento per l’indomani.

27: Una semplice scatola di legno

Rand si reca al suo incontro con i Seanchan pur sospettando che sia una trappola. Di fatto è una trappola anche se la Figlia delle Nove Lune, Tuon, non ne sa nulla. A organizzarla è stata Semirhage che, sotto le sembianze di Anath, la Voce della Verità di Tuon, ha già combinato un bel po’ di casini sterminando la famiglia imperiale e mandando nel caos un intero continente e cercando di screditare e far ammazzare Tuon. Non si può dire che non pensi in grande.

Uno dei ter’angreal che Cadsuane porta fra i capelli, però, rivela il suo vero aspetto, e Rand e Lews Therin la riconoscono. Mente loro lottano per l’Unico Potere lei agisce.

per un inseguimento iniziato fin da L’Occhio del Mondo – anche se il lettore aveva conosciuto gli inseguitori solo molto tempo più tardi – che giunge al termine, ci sono ben due profezie enunciate nello stesso romanzo che trovano il loro compimento.

Frase che, tolto un refuso, risale alla mia prima lettura di La lama dei sogni. L’inseguimento, come detto, è quello della madre di Loial a Loial, una delle due profezie invece l’aveva fatta Min al Cervo e Leone quando aveva parlato con Rand delle sue visioni:

«E intorno a me?»

Il sorriso di lei si bloccò un attimo prima di diventare una risata vera e propria. «Lo stesso genere di cose che vedo negli altri. Una spada che non è una spada, un’aurea corona di foglie d’alloro, un bastone da mendicante, tu che versi acqua sulla sabbia, una mano insanguinata e un ferro rovente, tre donne in piedi accanto a un catafalco dove tu sei disteso, roccia nera bagnata di sangue…»

La spada che non è una spada, lo sappiamo da un pezzo, è Callandor (Il Drago rinato), l’aurea corona di foglie d’alloro è la corona di Illian (La corona di spade), al bastone da mendicante ci dobbiamo ancora arrivare, così come alle donne accanto al catafalco e alla roccia bagnata di sangue, l’acqua sulla sabbia è l’accettazione degli Aiel (L’ascesa dell’Ombra, o forse I fuochi del cielo, quando Rand fa piovere nel Rhuidean), ma la mano insanguinata è qui. La mano sinistra per la precisione.

Avevamo avuto una profezia anche il La grande caccia, l’unica volta che abbiamo visto una profezia dal punto di vista degli Amici delle Tenebre. Scritta dai Trolloc col sangue, viene letta da Verin:

L’uomo che incanala resiste solo.

Offre in sacrificio i propri amici.

Due le strade davanti a lui, una per la morte al di là della morte, una per la vita eterna.

Quale sceglierà? Quale sceglierà?

Qual è la mano che protegge? Qual è la mano che uccide?

Sangue alimenta sangue.

Sangue chiama sangue.

Sangue è, sangue era e sempre sangue sarà.

Allegra, vero? Non so se tutti i riferimenti al sangue possono avere un qualche legame che i personaggi sono reincarnazioni di personaggi del passato, o che in loro scorre forte il sangue antico. In Mat è molto presente il sangue di Manetheren, Rand è certamente la reincarnazione di Lews Therin, le linee dinastiche sono importanti, basta pensare alle rivelazioni sull’identità dei genitori di Rand. Certo, si può interpretare tutto in modo molto più sanguigno, pensando che visto che l’Ultima Battaglia è imminente sappiamo che il sangue scorrerà a fiumi, perciò qui l’unica allusone potrebbe essere al conto del macellaio che ci sarà da pagare a breve. Però è importante il discorso della scelta che si prospetta a Rand, con le due strade che hanno esiti molto diversi.

Annibale Carracci, Ercole al bivio

Il Tenebroso ha sempre provato a portare il Drago dal suo lato e non è detto che non ci riesca. La scelta legata alle mani. Sarebbe stato diverso se invece della mano sinistra Rand avesse perso la mano destra? Min comunque sapeva che prima o poi Rand avrebbe perso la mano, ne abbiamo avuto un’altra conferma in Il signore del caos:

«Fidati, Min. Non ti farò del male. Mi taglierei un braccio, piuttosto.» Min rimase in silenzio e alla fine Rand guardò in terra accorgendosi che lo stava osservando con una strana espressione.

«È molto carino sentire una cosa simile, pastore.» La voce era strana come l’espressione. Il pensiero di tredici Aes Sedai che lo cercavano doveva averla davvero spaventata, ma non c’era da meravigliarsi.

«Min, se dovessi giungere al punto di doverle affrontare, ti prometto che in qualche modo ti spedirò lontana dal pericolo.»

No, Min non è spaventata dalle tredici Aes Sedai, è il resto che l’ha turbata. Rand ha perso la mano per salvare Min, perciò da un certo punto di vista portarla lì è stato un errore. Dall’altro lato malgrado tutte le rivelazioni di Semirhage sulla follia del Drago – e sappiamo che Lesw Therin ha massacrato Ilyena e sterminato tutti coloro che amava guadagnandosi l’appellativo di Kinslayer – l’amore di Min non vacilla ed è forte come sempre, e questa è l’unica cosa che mantiene Rand sano di mente. Un’altra roccia, anche se in questo caso Rand non può percepirlo, è Davram Bashere. Lo avevamo già visto in Il Signore del caos, quando Rand aveva provato a rompere il sigillo della prigione del Tenebroso portatogli da Mazrim Taim e Bashere lo aveva fermato:

Rand l’osservò per un istante. «Tutti aspettano che io impazzisca, ne hanno paura, ma non tu. Devi aver creduto che alla fine sarebbe successo, proprio poco fa, ma non hai avuto paura nemmeno in quel momento.»

Bashere sollevò le spalle, sorridendo sotto i baffi grigi. «Muad Cheade era maresciallo generale la prima volta che ho dormito in sella. L’uomo era pazzo come una lepre in primavera. Due volte al giorno perquisiva il suo attendente alla ricerca di sostanze tossiche e non beveva altro che acqua e aceto, che sosteneva fosse il migliore antidoto contro il veleno che gli somministravano, ma ha sempre mangiato tutto ciò che lui gli preparava, per tutto il tempo che l’ho conosciuto. Una volta fece abbattere un bosco di querce perché diceva che lo guardavano male. Poi insisté che venisse eseguito per loro un funerale decente e tenne lui l’orazione. Hai idea di quanto ci vuole a scavare le tombe di ventitré querce?»

«Perché qualcuno non ha fatto qualcosa? La sua famiglia?»

«Quelli che non erano pazzi come lui o peggio avevano paura anche solo di guardarlo di sottecchi. E il padre di Tenobia non avrebbe lasciato che nessuno lo toccasse. Forse era pazzo, ma co­me generale superava in strategia chiunque altro abbia mai conosciuto. Non ha mai perso una battaglia. Non ci si è mai nemmeno avvicinato.»

Rand rise. «Quindi mi segui perché pensi che possa superare in strategia il Tenebroso?»

«Ti seguo perché sei quello che sei» rispose Bashere con calma. «Il mondo deve seguirti, o quelli che sopravvivranno preferiranno essere morti.»

È sempre Bashere, in Il sentiero dei pugnali, a buttare a terra Rand per fargli smettere d’incanalare attraverso Callandor dopo che Rand ha perso il controllo e ammazzato, fra gli altri, Jonan Adley. Una roccia. Rand avrebbe avuto bisogno di più persone come Bashere al suo fianco.

Purtroppo non vediamo lo scontro, Rand è stordito dalla perdita della mano e distratto dalla lotta con Lews Therin e quindi non vediamo come abbiano fatto Nynaeve, Cadsuane e gli Asha’man a bloccare Semirhage. Le due donne sono dotate di angreal che aumentano la loro forza e suppongo che Semirhage fosse convinta che il suo travestimento sarebbe durato di più e che non fosse ancora pronta ad agire. Quanto alle damane, probabilmente la Reietta non aveva detto loro nulla perché era convinta di poter fare tutto da sola, quindi loro si aspettavano di dover mettere dei collari ma non di combattere apertamente. I collari… Nynaeve è furibonda perché Egeanin non ha buttato l’a’dam nell’oceano, come avevano pattuito alla fine di L’ascesa dell’Ombra, ma l’oceano in un fantasy non è mai un buon nascondiglio. Egeanin avrebbe voluto liberarsi dell’a’dam ma è stata intercettata da alcune navi Seanchan e non le è rimasto che fare buon viso a cattivo gioco e donare l’a’dam a Suroth, come se quella fosse sempre stata la sua intenzione. Egeanin ne ha ricavato, invece di un’accusa di tradimento, l’ascesa nel Sangue, mentre Suroth ha consegnato a Semirhage un’arma formidabile.

Rand accantona la perdita della mano come un dato di fatto irrimediabile e s’indurisce ancora di più, il compito di Cadsuane è sempre più difficile. Io ero convinta che la perdita della mano l’avremmo avuta durante l’Ultima Battaglia, Jordan mi ha sorpresa anticipando la cosa e facendo svolgere gli eventi in un modo che non mi aspettavo. Comunque Jordan in La Ruota del Tempo ha inserito una quantità enorme di riferimenti a… probabilmente a tutto quel che conosceva, e una delle cose che conosceva era la mitologia norrena. In Mat ritroviamo diverse caratteristiche di Odino, il dio che si è impiccato per la conoscenza, che è accompagnato dai corvi pensiero e memoria e che sacrifica un occhio. In Perrin ritroviamo caratteristiche di Thor, il dio del tuono dalla barba fluente e dalla forza straordinaria che combatte brandendo un martello. Rand è Tyr, dio della guerra, ma anche della giustizia, che sacrifica una mano pur di poter imprigionare il lupo Fenrir.

Nonostante la sua perdita Rand si rende conto di dover ancora trattare con i Seanchan e rimanda indietro le damane.

Mat inizia i suoi attacchi ai Seanchan, per avere a disposizione una forza così piccola fa un lavoro notevole. Ad aiutarlo, oltre alla sua astuzia e all’esperienza di chissà quanti generali stipata nella sua testa, gli esplosivi di Aludra e le nuove balestre a ricarica rapida. L’innovazione tecnologica in questo caso è davvero molto utile.

28: Dentro Malden

Faile consegna il ter’angreal a Galina e lei come ringraziamento intrappola Faile e le altre in un edificio che sta crollando. La scarsissima forza nell’Unico Potere di Morgase per una volta si dimostra utile, a volte anche saper fare pochissimo è meglio di niente.

29: L’ultimo nodo

Rolan inizia a liberare Faile e Perrin lancia il suo attacco. Alle sue forze si sono uniti Tam al’Thor e numerosi arcieri dei Fiumi Gemelli. Ho amato Tam fin da quando l’ho visto comparire in L’Occhio del Mondo, ho temuto che fosse stato ammazzato nell’attacco alla fattoria nella Notte di Mezz’inverno, sono stata felice di ritrovarlo in L’ascesa dell’Ombra e ora è di nuovo in azione. E non fa una piega nel momento in cui Perrin gli conferma quel che Taim ha detto ma che lui in cuor suo doveva sospettare da un pezzo, che il ragazzo che ha cresciuto come un figlio è in realtà il Drago rinato. Giusto un po’ di tristezza. Quante volte anche quando sappiamo che una cosa è vera speriamo di esserci sbagliati? Tam è semplicemente straordinario, ed è un peccato che Jordan non potrà mai scrivere il prequel su di lui che aveva ideato.

30: Fuori dai cancelli

Rolan riesce a far uscire Faile e le altre dall’edificio diroccato giusto in tempo prima del crollo.

Perrin combatte contro un Aram che ha subito il lavaggio del cervello da Masema e lo ha convinto che Perrin è un Amico delle Tenebre. Il modo in cui Jordan trasformava i personaggi è straordinario. Masema era uno shienarese che all’inizio odiava Rand per via del suo aspetto da Aiel, poi dopo averlo visto combattere contro Ba’alzamon alla fine di La grande caccia è diventato un seguace prima fedele e poi sempre più fanatico. Aram era un Calderaio, un pacifista che avrebbe voluto portare Egwene a seguire la Via della Foglia in L’Occhio del Mondo, e che dopo aver visto massacrare persone che amava in L’ascesa dell’Ombra ha deciso di impugnare una spada, ma non ha mai trovato il suo posto. Cercava una stabilità che non ha trovato in Perrin, che non voleva essere lord, e che gli ha donato Masema, che in quanto fanatico non aveva dubbi.

Robert Jordan con al fianco la moglie Harriet. Alle loro spalle ci sono io.

Nel 2004, in occasione della prima traduzione italiana di L’ascesa dell’Ombra, Jordan è venuto in Italia e ha tenuto un incontro con il pubblico anche nella libreria in cui lavoro io. Non è stato un caso, ho chiesto io al rappresentante Fanucci di fargli fare una tappa da noi, e lui sapeva quando io vendessi i suoi libri. Un giorno, mentre stavamo scambiando qualche parola in attesa che la responsabile della libreria lo raggiungesse per parlare delle novità di prossima pubblicazione, una collega si è avvicinata per dirmi che una cliente voleva un consiglio su un romanzo fantasy per il figlio. Mentre mi stavo dirigendo a reparto il rappresentante mi ha detto dietro “deve uscire di qui con un libro Fanucci in mano”. Io credo di essere stata giusto un po’ persuasiva, tanto è vero che la signora non solo è uscita comprando L’Occhio del Mondo e La grande caccia, ma prima di andare alla cassa si è fermata con me dal rappresentante per chiedergli se era già stata stabilita la data di pubblicazione di Il drago rinato. Capito poi perché quando ho detto a quello stesso rappresentante che, visto che Jordan sarebbe venuto in Italia, io lo avrei voluto in quella libreria, lui mi ha dato retta?

Va bene, ho incontrato Robert Jordan, e l’ho pure sommerso di domande. Una riguardava le morti, che come vedete conto con tanta accuratezza. Gli ho detto che stavo leggendo in italiano, perciò ero arrivata solo al terzo romanzo (il quarto sarebbe ufficialmente arrivato nelle librerie solo una settimana dopo, anche se vista l’occasione noi lo avevamo in anteprima da quel giorno), mentre lui ne aveva pubblicati undici, e che non sapevo se nei volumi successivi le cose sarebbero cambiate, ma che fino a quel momento non era morto nessuno d’importante. E, tanto per chiarire meglio quel che intendevo, avevo fatto notare l’altro numero di morti in Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin, in quel momento giunte al terzo romanzo, A Storm of Swords. A Jordan la saga di Martin piaceva, come io sapevo. Si possono amare determinate cose anche se quel che si fa è ben diverso.

La copertina dell’ebook di Il signore del Caos

Bene, Robert mi ha risposto che non credeva fosse necessario ammazzare un certo numero di personaggi per mantenere alta la tensione, o per far capire che i problemi che i protagonisti stanno affrontando sono problemi seri. Non ricordo le parole precise che ha usato, ricordo però come ha rigirato indietro a me una domanda. Sono tutti vivi, è vero, mi ha detto, e poi mi ha chiesto “ma tu credi che la loro vita gli piaccia?” Quello che per lui era importante era il modo in cui cambiavano i personaggi, le cose che dovevano accettare, gli adattamenti che dovevano fare dentro loro stessi per poter sopravvivere a tutto ciò che gli stava capitando.

Di interviste a Jordan ne ho lette un’infinità, e fra le domande che gli venivano rivolte piuttosto spesso c’erano quelle relative all’origine della saga, a cosa lo avesse ispirato a scrivere, a quali fossero gli elementi centrali. Una delle sue risposte riguardava proprio le trasformazioni necessarie a fare di dei semplici ragazzi di campagna delle figure capaci di affrontare notevoli avversità e combattere per la salvezza del mondo. “Se qualcuno venisse da te e ti dicesse che sei destinato a salvare il mondo, come reagiresti?” si era chiesto. I personaggi cambiano, si adattano, e questo non gli piace. Masema e Aram sono cambiati, e così Rand, Perrin, Mat, Egwene, Nynaeve e tutti gli altri. Pensiamo a com’erano all’inizio, a come sono ora, e al cammino percorso per avere questi cambiamenti. Piccole modifiche, aggiustamenti di volta in volta necessari, ma che alla lunga hanno fatto la differenza. I morti alla fine ci saranno, in Memoria di luce il conto del macellaio è davvero alto. Se per ora Jordan ha ucciso comprimari è perché ha raccontato la storia di coloro che vivono per combattere l’Ultima Battaglia, non di coloro che muoiono lungo il cammino per arrivarci. Coloro che vivono non per sopravvivere all’Ultima Battaglia, ma per combatterla. Non tutti sopravvivono. I personaggi che amo o che muoiono sono un’infinità. Uno subisce la Coercizione e viene ammazzato da quello che fino a poche righe prima era un alleato. Alcuni muoiono fuori scena, e a noi resta solo il cadavere. E non c’è nemmeno il tempo per piangerli come meriterebbero, perché l’unica cosa che si può fare è combattere.

Fra le cose che ho letto c’è l’intero blog di Jordan. Questo è una parte del messaggio che ha postato il 26 aprile del 2007:

I had two nicknames in ‘Nam. First up was Ganesha, after the Hindu god called the Remover of Obstacles. He’s the one with the elephant head. That one stuck with me, but I gained another that I didn’t like so much. The Iceman. One day, we had what the Aussies called a bit of a brass-up. Just our ship alone, but we caught an NVA battalion crossing a river, and wonder of wonders, we got permission to fire before they finished. The gunner had a round explode in the chamber, jamming his 60, and the fool had left his barrel bag, with spares, back in the revetment. So while he was frantically rummaging under my seat for my barrel bag, it was over to me, young and crazy, standing on the skid, singing something by the Stones at the of my lungs with the mike keyed so the others could listen in, and Lord, Lord, I rode that 60. 3000 rounds, an empty ammo box, and a smoking barrel that I had burned out because I didn’t want to take the time to change. We got ordered out right after I went dry, so the artillery could open up, and of course, the arty took credit for every body recovered, but we could count how many bodies were floating in the river when we pulled out. The next day in the orderly room an officer with a literary bent announced my entrance with “Behold, the Iceman cometh.” For those of you unfamiliar with Eugene O’Neil, the Iceman was Death. I hated that name, but I couldn’t shake it. And, to tell you the truth, by that time maybe it fit. I have, or used to have, a photo of a young man sitting on a log eating C-rations with a pair of chopsticks. There are three dead NVA laid out in a line just beside him. He didn’t kill them. He didn’t chose to sit there because of the bodies. It was just the most convenient place to sit. The bodies don’t bother him. He doesn’t care. They’re just part of the landscape. The young man is glancing at the camera, and you know in one look that you aren’t going to take this guy home to meet your parents. Back in the world, you wouldn’t want him in your neighborhood, because he is cold, cold, cold. I strangled that SOB, drove a stake through his heart, and buried him face down under a crossroad outside Saigon before coming home, because I knew that guy wasn’t made to survive in a civilian environment. I think he’s gone. All of him. I hope so. I much prefer being remembered as Ganesha, the Remover of Obstacles.

I personaggi sono costretti a cambiare dalle circostanze, e a volte la morte è più leggera di una piuma. Aram viene ammazzato da uno Shaido che interviene nel duello, altrimenti chissà come sarebbe finita. E Perrin ammazza Rolan perché lui esita dopo che Faile pronuncia il nome del marito, altrimenti anche qui chissà come sarebbe finita. Quando, nella mia recensione, avevo scritto

sono molte le vicende che, in un modo o nell’altro, trovano una loro conclusione. Prime fra tutte quelle di Perrin ed Elayne, orientati ormai da tempo in un’unica direzione e finalmente capaci di dare una svolta a una situazione apparentemente stagnante. Anche se, va ricordato, per ogni successo c’è sempre un prezzo da pagare

stavo pensando, almeno nel caso di Perrin, ad Aram e Rolan. I morti:

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara. Dena, la donna di cui è innamorato Thom. Ingtar Shinowa in La grande caccia. 2, 3, 4 e 5.

Leya la Calderaia. Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 6 e 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo scoprendo che non può realmente fare tutto. La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. I genitori, il fratello, le sorelle, gli zii, i cugini e la prozia di Perrin uccisi da Padan Fain. Owein, custode di Alanna. Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, e altri serici ragazzi della banda di Perrin. La madre di Aram. Alric, custode di Siuan. Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca uccisi da Gawyn durante il colpo di stato di Elaida. Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.

Teodora, sorella di Kadere. Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. Ilyena, moglie di Lews Therin Telamon, morta all’inizio di L’Occhio del Mondo e il cui nome è appena entrato nella lista di Rand. Melidhra, Fanciulla della Lancia Amica delle Tenebre uccisa da Mat. Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. Pevin, il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn in I fuochi del cielo. 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage. Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam in Il Signore del Caos. 64, 65 66, 67, 68 e 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148, morte alla fine di Il Signore del Caos, anche se il numero preciso e il nome di tre di loro lo scopriamo solo all’inizio di La corona di spade. Totale: 220.

Lawtin e Belvyn, uccisi da Moghedien nel tentativo di assassinare Nynaeve. Janira e Melore, membri della Famiglia, uccise dal gholam al momento del ritrovamento della Scodella dei Venti. Corevin, Mendair, Tad Kandel, Wat e altri due membri della Banda della Mano rossa, uccisi dal gholam. Liah, Fanciulla della Lancia uccisa da Rand con il Fuoco Malefico per evitare che fosse consumata da Shadar Logoth in La corona di spade. Nalesean, ucciso dal gholam. 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 228, 229, 230, 231 e 232.

Gille la damane, uccisa nello scontro fra Rand e i Seanchan. Jonan Adley, Asha’man ucciso da Rand quando perde il controllo di Callandor. Adeleas Namelle, Aes Sedai dell’Ajah Marrone uccisa da una Nera (insieme a Ispan) durante il viaggio di Elayne e Nynaeve verso Caemlyn. Somara dei Daryne Cima Piegata, Jendhilin, una Fanciulla dei Miagoma di Cimafredda, e altre quattro Fanciulle della lancia, uccise dagli Asha’man traditori quando hanno provato ad ammazzare Rand. Fedwin Morr, fatto morire dolcemente con il veleno da Rand dopo che la contaminazione di saidin gli ha portato via il cervello in Il sentiero dei pugnali. 233, 234, 235, 236, 237, 238, 239, 240, 241 e 242.

Kumira, Aes Sedai dell’Ajah Verde e Eben Hopwill, Asha’man e Custode di Daigian, uccisi rispettivamente da Graendal e Aran’gar (Halima) durante la pulizia di saidin in Il cuore dell’inverno. 243 e 244.

Tylin, regina di Ebou Dar, uccisa dal gholam. Anayia dell’Ajah Azzurra e il suo custode Setagana, e Kairen Stang, uccisi con l’Unico Potere da Halima. Renna la sul’dam, uccisa da Harnan su ordine di Mat in Crocevia del crepuscolo. 245, 246, 247, 248 e 249

L’ambulante sprofondato sotto terra in un villaggio nello Shiota in La lama dei sogni. 250.

Il Seanchan morto vomitando scarafaggi. 251.

Reanne Corly, Mirane Larinen e altri tre membri della Famiglia assassinati da una Nera a Caemlyn. 252, 253, 254, 255 e 256.

Aram, ammazzato da uno Shaido mentre sta duellando con Perrin a Malden. 257.

Rolan, ammazzato da Perrin dopo che lui ha salvato Faile. 258.

Kinhuin e Jhoradin, due Mera’din uccisi da Faile e Lacile nel momento in cui vengono liberate da Malden. 259 e 260.

Faile capisce che Galina è una Nera, ma ormai Galina non è più una preoccupazione per nessuno. Magari se fosse stata un’altra avrei provato compassione per lei, ma Galina nelle mani di Therava ha esattamente quel che si merita. Quanto a Sevanna, catturata da Tylee, ha finito di combinare guai.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in citazioni, fantasy e realtà, Robert Jordan rilettura e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: