La lama dei sogni di Robert Jordan. Dal capitolo 21 al capitolo 24

Rilettura di La lama dei sogni di Robert Jordan.

21: Dentro la Pietra

L’Accademia voluta da Rand sta dando i suoi frutti, la Rivoluzione industriale è decisamente iniziata. A Tear vediamo all’opera l’effetto ta’veren di Rand, Min che viene rattristata dalle sue visioni e il tocco del Tenebroso che continua a giocare all’architetto matto. Weramon continua a fare danni e Darlin diventa re.

22: Far piangere un’ancora

Buona parte del capitolo è dedicato all’elenco dei nomi, dei titoli e degli intrighi delle donne del Popolo del Mare. Ma fare vela verso un qualsiasi luogo e sparire da questa storia no? Va bene, stavolta sono stati più drastici: tutti gli Amayar si sono suicidati perché hanno capito che Tarmon Gai’don sta arrivando. Logico, no? Sai che ci sono forti probabilità di morire entro breve e ti suicidi, così muori con certezza e anche prima rispetto a quanto sarebbe successo se avessi provato a vivere. Non sono scettica sulla possibilità che una cosa di questo tipo accada perché nella nostra storia è già accaduta, ci sono state sette che hanno compiuto suicidi di massa, solo non ne ho mai visto la logica. Dimenticavo: spesso gli esseri umano non sanno dove stia di casa la logica. Riprendo brevemente la mia recensione di sette anni fa:

La presenza di Nynaeve è breve ma significativa, e le conseguenze delle sue azioni sono da brividi. Come è da brividi una frase pronunciata da Logain, potente come una cannonata e capace di spazzare via l’orrore per quanto è appena avvenuto promettendone uno ancora maggiore.

Mi sa che anche all’epoca mi era venuta la pelle d’oca per quanto fatto da Nynaeve nell’ultimo capitolo che ho commentato ieri, quanto a Logain una volta che gli viene riferito quanto è accaduto reagisce in modo decisamente pragmatico:

«Piangete, se necessario,» disse «ma piangete durante la marcia per Tarmon Gai’don.»

23: Convocazione a una seduta

Romanda che legge romanzi d’amore, wow! Non la facevo così frivola, anche se è vero che a volte in situazioni di forte stress bisogna scaricare la tensione da qualche parte e le letture stupide possono aiutare. La mia parte di letture stupide, di libri letti sapendo in anticipo che erano stupidi, l’ho avuta anch’io, e i romanzi d’amore non sono neppure la cosa peggiore che ho letto. Anche un romanzo d’amore può essere scritto bene e avere una buona trama, e nel caso di Romanda fa ridere vedere chi sia la protagonista della storia d’amore che sta leggendo, così come il suo tentativo di nascondere il libro.

Voi sbirciate le copertine dei libri che stanno leggendo le altre persone sui mezzi pubblici? Io sì, e se si tratta di un bestseller lo riconosco anche se vedo solo un angolino.

Romanzi a parte ci addentriamo un po’ negli intrighi politici della Torre Bianca, intrighi che mi affascinano molto più di quelli del Popolo del Mare o anche delle varie casate di Caemlyn, anche se avrei potuto fare a meno di qualche nome e soprattutto di sapere di quale colore sono sferzate le gonne. Sferzate? Ma un’altra parola no? Ho capito come sono fatte quelle gonne, ma questo è il significato dato a sferzare dal dizionario Treccani:

sferzare v. tr. [prob. der. di ferza, voce per la quale, come per ferzo, sarà da accettare la supposizione che sia di origine araba] (io sfèrzo, ecc.). – 1. a. Colpire con la sferza, frustare: s. i cavalli; s. uno a sangue. b. estens. Percuotere violentemente: pari a marina Onda che mugge e sferza il lido (V. Monti). 2. fig., letter. a. Incitare, spronare: Ma ’l vostro sangue piove Più largamente, ch’altr’ira vi sferza (Petrarca). b. Tormentare, perseguitare: Meglio andare sferzati dal bisogno Ma vivere la vita (Gozzano). c. Riprendere aspramente, biasimare, censurare: s. i vizî, i costumi corrotti.

Sferzato nel senso di striato su internet non è neppure citato, cosa sarà, il quinto o sesto significato? Un po’ poco perché il traduttore insista così tanto su questa parola.

Romanda, che fino a ora è stata una piaga nel suo voler controllare Egwene, si rende conto che Egwene è in gamba, anche se fatica ancora ad accettare novizie di una certa età. Con l’arrivo di Narishma finalmente le cose cambiano. Purtroppo Egwene non è lì per parlare con lui, cosa che avrebbe risolto un bel po’ di malintesi fra lei e Rand, ma fra la rivelazione che saidin è pulito, l’offerta di legare 47 Asha’man come custodi e la scoperta delle capacità di Halima migliora decisamente la situazione. Sono contenta che Narishma abbia ricordato il povero Eben Hopwill, morto prima di poter incanalare saidin non contaminato. Era stato lui quello più fanciullescamente felice alla prospettiva di quel che avrebbero fatto, e non ha mai saputo che sono riusciti nel loro intento.

«Eben era collegato con la sua Daigian e con Beldeine, con Daigian che controllava il circolo, perciò quando si sono ritrovati ad affrontare uno dei Reietti, tutto quello che poté fare fu urlare: ‘Lei sta incanalando saidin’ e attaccarla con la sua spada. E malgrado quello che gli fece, per devastato che fosse, riuscì ad aggrapparsi alla vita, ad aggrapparsi a saidin, quanto bastava perché Daigian la ricacciasse indietro. Perciò ricordatevi il suo nome! Eben Hopwil. Doveva essere morto, ma è riuscito a restare in vita tanto da combattere per la sua Aes Sedai!»

La scena in Il cuore dell’inverno si era fermata troppo presto, e poi avevamo visto solo il cadavere:

Non avevo intenzione di cavalcare così lontano» disse la donna avvicinandosi. «Vedo che siete tutte Aes Sedai. Con uno… stalliere? Sapete il perché di tutto questo trambusto?»

All’improvviso Eben sentì il sangue defluirgli dal volto. Quello che percepiva era impossibile! La donna dagli occhi verdi si accigliò dalla sorpresa, e lui fece l’unica cosa che poteva.

«Sta trattenendo saidin!» urlò, e si gettò contro di lei mentre avvertiva Daigian che attingeva intensamente il Potere.

Visto quello che ha fatto, mi sembra giusto dedicargli un po’ di spazio. Quasi quasi lo conto di nuovo fra i morti… ops, non mi ha neppure sfiorato l’idea di contare i morti del Popolo del Mare, e non perché non so il numero. A quanto pare alcuni personaggi hanno catturato il mio cuore più di altri.

Se Romanda spesso è stata una piaga qui mette assieme quel che sa e capisce che il pericolo viene da Delana e Halima. Peccato solo che Delana abbia intuito che qualcuno avrebbe tratto le giuste conclusioni e sia riuscita a scappare.

24: Miele nel tè

L’ho detto che amo Egwene? No, in caso mi sia distratta, sapete che amo Egwene? Se dovessi elencare i miei personaggi preferiti potrebbe pure esserci lei al primo posto.

Quanto era stata catturata, alla fine di Crocevia del crepuscolo, avevo creduto che Elaida potesse giustiziarla, o che comunque potesse metterla nell’impossibilità di fare qualsiasi cosa, ma evidentemente l’abbiamo sottovalutata entrambe. Egwene mi piaceva già prima, ma quel che fa dal momento della sua cattura in poi è straordinario.

Certo per il futuro si aprono nuove prospettive decisamente interessanti.

Così come nuove prospettive vengono aperte da Egwene, l’unico personaggio la cui condizione era mutata in modo significativo in Crocevia del crepuscolo. Malgrado la cattura, e l’apparente naufragare delle sue speranze con cui si era chiuso il decimo volume, la giovane dimostra di avere dentro di sé notevoli risorse, e di essere in grado di sfruttare in modo nuovo un episodio della sua storia passata che, nel momento in cui era terminato, sembrava chiuso per sempre.

Non sto riprendendo parti della mia vecchia recensione per far vedere quanto sono brava a scrivere, se siete qui a leggermi – tranne chi finisce qui per caso e scappa via annoiato o infastidito da quel che legge – significa che apprezzate abbastanza quel che scrivo. Quella di La lama dei sogni è stata una delle recensioni che ho faticato meno a scrivere, e una delle più sentite. Ed è interessante confrontare le mie reazioni di allora, quando tutto era nuovo e non avevo idea di come la storia sarebbe terminata, con quelle di ora, con la mia consapevolezza dei punti di svolta e dell’esito finale. L’episodio passato ovviamente è l’addestramento che ha ricevuto dalle Sapienti Aiel, in particolare il momento, quando ha dovuto andarsene per tornare alla Torre Bianca, in cui ha capito di dover abbracciare il dolore e fare ciò che doveva fare. Se Egwene non fosse andata nel deserto Elaida l’avrebbe piegata, così non ha alcuna speranza di riuscirci.

Tutto quello che Egwene fa è straordinario: accetta il dolore e le provocazioni come se non fossero nulla, rifiuta agevolazioni come il cuscino come se non ne avesse bisogno, imbarazza le Aes Sedai mostrando quanto bene sa adoperare l’Unico Potere pur potendone incanalare pochissimo perché costantemente drogata, beve la radice biforcuta come se nulla fosse, semina di dubbi le menti delle Aes Sedai e pure quella di un sovrano, diventa un punto di riferimento per le Novizie (fra cui Nicola!), evita le trappole di Alviarin, riafferma la sua autorità su Beonin e si rende conto che gradualmente sta vincendo la guerra. Citerei tutto il capitolo se potessi, visto che non posso vi invito a leggerlo. Oh, Egwene! http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/SugarWiki/MomentOfAwesome?from=Main.MomentOfAwesome

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