Daniele Aristarco: Io dico no! Storie di eroica disobbedienza

No all’obbedienza: Prometeo

No alla morte: Orfeo

No all’incoerenza: Socrate

No alla schiavitù: Spartaco

No al fanatismo religioso: Ipazia

No al dogmatismo: Giordano Bruno

No all’oscurantismo: Denis Diderot

No alla pena di morte e alla tortura: Cesare Beccaria

No all’antropocentrismo: Charles Darwin

No allo schiavismo: Abraham Lincoln

No alla violenza: Gandhi

No all’omofobia: Oscar Wilde

No alla discriminazione di genere: le suffragette

No alla censura: Nazim Hikmet

No al fascismo: Arturo Toscanini

No al collaborazionismo: Le Chambon-sur-Lignon

No all’impunità: Simon Wiesenthal

No alle armi nucleari: Albert Einstein

No alla discriminazione: Rosa Parks

No alla scuola classista: Don Milani

No all’occupazione militare: Dalai Lama

No al razzismo: Martin Luther King

No al matrimonio riparatore: Franca Viola

No all’oblio: le madri di Plaza de Mayo

No ai manicomi: Franco Basaglia

No all’apartheid: Nelson Mandela

No alla distruzione della biodiversità: Vandana Shiva

No alla deforestazione: Chico Mendes

No alla paura: Aung San Suu Kyi

No all’oblio della Shoah: Settimia Spizzichino

No alla mafia: Felicia Bartolotta

No alla menzogna: Anna Politkovskaja

No all’ignoranza: Malala Yousafzai

No alla rassegnazione: Stephen Hawking

Ancora una volta no: Mahvash Sabet

Sono i protagonisti del libro per bambini Io dico no! Storie di eroica disobbedienza di Daniele Aristarco. La sinossi:

Da Prometeo a Anna Politovskaja, da Ipazia a Martin Luther King, dalle “suffragette” agli abitanti di Chambon-sur-Lignon. Il racconto avvincente e documentato dei “No” che hanno fatto la Storia. Questo è un libro sulla libertà. Puoi leggerlo “liberamente”, saltando da una storia all’altra oppure puoi berlo tutto d’un fiato, come si fa con un romanzo. Un romanzo che inizia in un tempo lontanissimo e che arriva fino a oggi. Fino a te. Protagonista è l’umanità o meglio, quegli uomini e donne che chiamiamo “eroi”. Ciascuno di questi 35 personaggi ha modificato in maniera profonda la Storia. Non tutti hanno vinto la propria battaglia, ma ciascuno è riuscito a modificare il nostro modo di pensare. Questo è un libro sulla libertà, puoi leggerlo liberamente o puoi scegliere di non leggerlo. Se lo farai, saprai qualcosa in più su questo bene prezioso. Conoscerai i trionfi e le cadute delle donne e degli uomini che hanno avuto il coraggio di dire “no”, che hanno vissuto e lottato per la libertà. E soprattutto capirai che adesso tocca a te.

Le storie sono molto diverse fra loro, alcune mostrano le azioni del personaggio da cui prendono il nome, altre le reazioni di persone inventate che hanno appreso la loro storia e la raccontano a noi mostrandoci come reagiscono. Trattamenti diversi, a volte efficaci e a volte no, e non tutte le storie hanno la stessa importanza. Le prime due sono miti, e se va bene con Prometeo riflettere sull’importanza di fare la cosa giusta e aiutare gli altri anche rischiando di ricevere punizioni terribili, la storia di Orfeo mi pare abbia poca attinenza con la realtà, mentre il discorso sull’importanza dell’arte è un po’ forzato. Gli eventi reali si mescolano con la finzione narrativa, anche se Aristarco ha cercato di rimanere fedele al personaggio, magari limitandosi ad addolcire qualche dettaglio. La morte della Politkovskaja viene descritta, quella di Luther King no. A ogni vicenda sono dedicate una manciata di pagine, cosa che consente di approfondire meglio la storia rispetto a quanto non facciano Elena Favilli e Francesca Cavallo nell’ormai famosissimo Storie della buonanotte per bambine ribelli. Lì i personaggi, ben 100, sono tutte donne, e la loro storia è tracciata rapidamente in una sola paginetta, qui i personaggi sono molti meno, poco più di un terzo, uomini e donne (e alcuni, vedi Ipazia, Rosa Parks, Anna Politkovskaja e Malala Yousafzai, compaiono in entrambi i libri), ma con una maggiore varietà e un approfondimenti migliore. Se dovessi scegliere un solo libro fra i due le mie preferenze andrebbero senza dubbio a Io dico no!

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