Crocevia del crepuscolo di Robert Jordan. Dal capitolo 19 al capitolo 24

Rilettura rapidissima di Crocevia del crepuscolo di Robert Jordan. Non ci sono quindi non riesco a scrivere niente né a rispondere, mi sono limitata a programmare una manciata di cose per i prossimi giorni, e a scrivere un articolo, questo, in cui sono stata decisamente sintetica.

19: Sorprese

Anche dopo il ritorno del gruppo andato a investigare Egwene e le altre non sanno cosa è successo a Shadar Logoth, solo che la città non esiste più. Le Aes Sedai decidono di contattare la Torre Nera e di allearsi con gli Asha’man, anche se Sheriam e Delana sono sconvolte dall’idea.

20: Nella notte

Egwene si incontra con Aviendha e poi ha alcuni sogni profetici. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo:

Mat era sul prato di un villaggio, a giocare a bocce. Le case dai tetti di paglia erano indistinte, come accade nei sogni – a volte i tetti erano d’ardesia, a volte le case parevano di pietra, altre di legno – ma lui era chiaro e ben definito, abbigliato in un’elegante giacca verde e con quel suo cappello nero a tesa larga, proprio come il giorno in cui era entrato a cavallo a Salidar. Non c’era nessun altro essere umano in vista. Sfregando la boccia fra le mani, prese una breve rincorsa e la fece rotolare con disinvoltura lungo l’erba spianata. Tutti e nove i birilli caddero, sparpagliati come se fossero stati presi a calci. Mat si voltò e raccolse un’altra boccia, e i birilli furono di nuovo dritti. No, c’era una nuova serie di birilli. I vecchi erano ancora a terra dove erano caduti. Lanciò di nuovo la boccia, un tiro lento accompagnato con la mano. Ed Egwene volle urlare. I birilli non erano pezzi di legno torniti. Erano uomini, fermi a guardare la boccia che rotolava verso di loro. Nessuno si mosse finché la palla non li fece volare via. Mat si voltò per prenderne un’altra, e ci furono altri birilli, altri uomini, disposti in una formazione ordinata fra gli uomini sdraiati al suolo come morti. No, erano morti. Imperturbato, Mat lanciò.

Mat inventa i cannoni, ovvio che sia in grado di fare una strage. L’illuminatore che lo aiuterà è Aludra, che ben conosciamo.

All’improvviso, la sporgenza crollò sotto di lei con lo schianto di roccia che si sgretola, ed Egwene cercò freneticamente di aggrapparsi al dirupo, le dita che raspavano per trovare un appiglio. Le punte scivolarono in una minuscola crepa e la sua caduta si arrestò con un sobbalzo che le strattonò le braccia. Con i piedi che dondolavano fra le nuvole, ascoltò il fracasso delle rocce che cadevano contro il dirupo finché il rumore non svanì nel nulla senza che le pietre avessero toccato il suolo. Poteva vedere la cornice frantumata alla sua sinistra, in modo indistinto. A dieci piedi di distanza, era come se fosse stata a un miglio, per la possibilità che aveva di raggiungerla. Nell’altra direzione, le nebbie celavano qualunque cosa rimanesse del sentiero, ma riteneva che dovesse essere ancora più lontano. Non c’era forza nelle sue braccia. Non riusciva a tirarsi su, solo a rimanere appesa aggrappata con la punta delle dita finché non fosse caduta. Il bordo del crepaccio sembrava tagliente come un coltello sotto le sue dita.

All’improvviso apparve una donna, che calava dalla scoscesa parete del dirupo sbucando dalle nuvole, procedendo tanto agilmente come se stesse scendendo delle scale. C’era una spada assicurata con delle cinghie alla sua cintura. Il suo volto guizzava, senza mai stabilizzarsi chiaramente, ma la spada pareva solida quanto la roccia. La donna raggiunse il livello di Egwene e protese una mano. «Possiamo raggiungere la cima assieme» disse con un familiare accento strascicato.

Egwene scacciò via il sogno come avrebbe fatto con una vipera. Avvertiva il suo corpo dibattersi, sentiva sé stessa gemere nel sonno, ma per un momento non riuscì a fare nulla. Aveva sognato di quella Seanchan in precedenza, una donna in qualche modo connessa a lei, ma questa era una Seanchan che l’avrebbe salvata.

Egeanin. Per la verità Egeanin, anche se brevemente legata a Egwene come Custode, non la salva, si limita a ricevere le istruzioni di Egwene su quando spezzare i sigilli della prigione del Tenebroso e a eseguire la sua volontà. Salva il mondo, non Egwene.

Tutt’a un tratto un paio di uccelli guizzarono fuori dalla foschia, due corvi neri come la notte. Volando sopra la cima della guglia, colpirono la lampada e proseguirono senza la minima esitazione. La lampada ruotò su sé stessa e dondolò, oscillando in cima al basamento, scagliando gocce d’olio tutt’intorno. Alcune di esse presero fuoco a mezz’aria e svanirono. Altre caddero attorno alla corta colonna, ognuna che alimentava una minuscola, tremolante fiammella bianca. E la lampada continuò a dondolare rischiando di cadere.

Egwene si svegliò nell’oscurità con un sussulto. Lo sapeva. Per la prima volta sapeva con esattezza il significato del sogno. Ma perché avrebbe sognato di una donna seanchan che la salvava e poi dei Seanchan che attaccavano la Torre Bianca? Un attacco che avrebbe scosso le Aes Sedai fin nel profondo e minacciato la Torre stessa.

Perché l’attacco è ordinato da Fortuona, ed Egeanin, che l’aiuta dopo, non è più agli ordini di Fortuona.

Al risveglio scopriamo dell’omicidio di Anaiya e del suo custode Setagana, li aggiungo al conto dei morti in un altro momento. Perché uccidere loro? Perché Anaiya era stata amica di Cabriana Mercandes, probabilmente ha fatto qualche domanda di troppo e Halima per non essere scoperta/o ha fatto fuori l’Aes Sedai. Peccato, era una delle poche che credeva in Egwene.

21: Un marchio

Alviarin torna alla Torre dopo una lunga assenza e scopre che Elaida è riuscita a riprendersi il potere.

Piccole discordanze nell’Ombra, con Mesaana che non gradisce quel che fa Alviarin e Shaidar Haran che blocca Mesaana e la punisce per non essere andata a Shadar Logoth a provare a bloccare Rand. Alviarin decide d’investigare su Yukiri e Doseine, cosa che all’epoca della prima lettura mi aveva fatta preoccupare. Non ricordo come finisce la cosa, ma Alviarin non riesce a fare nulla contro le due.

22: Una risposta

Tarna Feir, la stessa Rossa inviata da Elaida a Salidar nel tentativo di far tornare indietro le ribelli, ora è Custode degli Annali. Tarna è notevole, capisce di non poter ignorare gli Asha’man e vuole legarli come Custodi. Peccato che Taim e gli altri la convertiranno a forza al Tenebroso.

23: Ornamenti

Capitolo su Cadsuane: intrighi, riflessioni, addestramenti e ben poche azioni. Notare la menzione dei grandi capitani dell’epoca.

24: Una tempesta in aumento

Primo incontro fra Logain e Rand. Nel decimo romanzo. Notevole…

Riunione con Loial e Bashere. Rand decide di occuparsi dei Seanchan, io al suo posto avrei dato la precedenza a Taim. In fondo lui sta addestrando centinaia di incanalatori, non mi sembra possa essere trascurato così.

Conferma che Elza è Nera.

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