Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 13: Catelyn

Robb ritorna a Delta delle Acque. Mi piace il modo di scrivere di George R.R. Martin, ma una struttura a punti di vista significa che se un personaggio non è dotato di un proprio punto di vista e vicino a lui non c’è nessuno che lo è, allora di quel personaggio si sa ben poco. Abbiamo conosciuto Robb a Grande Inverno, quando tutta la famiglia Stark si trovava lì, e poi lo abbiamo seguito solo attraverso gli occhi di Catelyn. Ora il figlio, il Re del Nord, torna dalla madre, ma intanto un po’ di cose sono cambiate. Per esempio il fatto che Catelyn ha liberato il loro prigioniero più importante, Jaime Lannister, lo Sterminatore di Re, e per questo potrebbe essere accusata di tradimento. Chiunque altro sarebbe stato accusato di tradimento.

Dalla sua prigionia nella stanza del padre morente Catelyn è rimasta tagliata fuori dalle informazioni, perciò quel che è noto a Delta delle Acque a lei è ancora ignoto. Eppure i lettori ne avevano avuto già qualche indizio, quando in La regina dei draghi Arya aveva avuto una breve conversazione con Elmar Frey. Partiamo dall’inizio, da quando in Il grande inverno Catelyn ha negoziato un passaggio sicuro per Robb e il suo esercito attraverso le Torri Gemelle:

«Inoltre, se tua sorella Arya tornerà da noi sana e salva, siamo d’accordo che andrà in sposa a Elmar, figlio più giovane di lord Walder, quando entrambi avranno raggiunto l’età.»

«Ad Arya questo non piacerà neanche un po’» dichiarò Robb.

Va bene, chi si ricorda l’identità dei vari Frey? Lord Walder no di certo, io men che meno e secondo me pure Martin si è incollato l’albero genealogico sulle pareti dello studio per non perdersi fra un Frey e l’altro. Comunque se siete curiosi date uno sguardo agli alberi genealogici che si trovano nella parte inferiore di questa pagina: http://awoiaf.westeros.org/index.php/Walder_Frey

Mai pensato che Arya potesse sposare qualcuno impostole così, comunque i due si incontrano ad Harrenhal, anche se lei non sa del patto stretto da Catelyn e Robb e lui non conosce l’identità di lei (e probabilmente io non avevo riconosciuto il nome di lui la prima volta che ho letto il libro). Per tutti ad Harrenhal Arya è solo una servetta.

Elmar riusciva anche a essere gentile, quando gli serviva qualcosa. Ma poi ci teneva sempre a ricordare che lui era uno scudiero e lei soltanto una servetta. Gli piaceva essere figlio del lord del Guado, non un nipote o un bastardo o un bisnipote ma un figlio vero e proprio del vecchio lord Walder. E in ogni caso, era destinato a sposare una principessa.

Ad Arya non importava un bel niente della sua stupida principessa, e non le piaceva che lui le desse ordini.

Fortuna che il capitolo su Arya era il precedente, mica questo, visto che per ora sto parlando solo di lei. Arya tecnicamente è una principessa in quanto sorella del Re del Nord, solo che lei questo non lo sa. A un certo punto le cose si complicano.

Elmar era seduto sugli scalini dell’ingresso, da solo. Arya vide che aveva le guance rigate di lacrime.

«Che cosa c’è che non va?» gli chiese.

«La mia principessa» singhiozzò. «Siamo stati disonorati, dice Aenys. È arrivato un uccello messaggero dalle Torri Gemelle. Il lord mio padre dice che ora io dovrò sposare un’altra, o diventare un septon.»

“È una principessa troppo stupida per rimpiangerla” pensò Arya. «I miei fratelli potrebbero essere morti» gli confidò.

Elmar le diede un’occhiata tetra: «E a chi vuoi che importi dei fratelli di una servetta qualsiasi?».

Arya dovette fare un grosso sforzo per non colpirlo. «Spero proprio che crepi, la tua principessa!» Scappò via prima che lui potesse afferrarla.

Sorvoliamo sul dettaglio di Arya che ha augurato a sé stessa di morire, o sulla profonda sensibilità mostrata da Elmar nell’occasione. I Frey sono stati disonorati, perciò il promesso sposo di Arya ha perso la sua principessa. Il patto matrimoniale è stato infranto. Il duplice patto, perché il brano di Il grande inverno che ho citato più in su proseguiva così:

«E per quanto riguarda te, a guerra finita, sposerai una delle sue figlie» completò Catelyn. «Sua eccellenza ti ha graziosamente concesso di scegliere fra le sue ragazze quella che preferisci. Ne ha parecchie che ritiene adeguate.»

A suo onore, va detto che Robb non batté ciglio. «Capisco.»

«Quindi acconsenti?»

«Posso rifiutare?»

«No, se vuoi passare.»

«Acconsento» disse Robb in tono solenne.

Va bene, torniamo a Catelyn e a Tempesta di spade. La sua fonte d’informazione è una semplice finestra.

Il giorno del ritorno di Edmure, poche ore dopo il confronto che Catelyn aveva avuto con lui, aveva udito grida furibonde provenire dal cortile sottostante. Catelyn era salita sul tetto per vedere meglio. C’erano gruppi di uomini raccolti dovunque all’interno del castello, molti ammassati in prossimità del portone principale. Cavalli venivano condotti fuori dalle stalle, sellati e imbrigliati. Le voci urlanti erano continuate a lungo, ma Catelyn era troppo distante per poter capire le parole. Uno dei vessilli bianchi di Robb giaceva a terra. Dopo aver fatto voltare il cavallo, un cavaliere aveva dato di speroni verso il portale e aveva calpestato l’emblema del meta-lupo. Parecchi altri lo avevano imitato in quel gesto di disprezzo. “Quelli sono uomini che hanno combattuto ai guadi assieme a Edmure” aveva pensato Catelyn. “Che cosa può averli fatti tanto inferocire? Che mio fratello li abbia offesi, che abbia arrecato loro un qualche oltraggio?” Le era sembrato di riconoscere ser Perwyn Frey, che aveva affrontato con lei il duro viaggio di andata e ritorno fino a Capo Tempesta e a Ponteamaro, e anche Martyn Rivers, figlio bastardo di lord Walder, ma da quel punto d’osservazione era difficile esserne certi. Quasi quaranta uomini si erano riversati fuori del portale di Delta delle Acque, diretti dove, Catelyn non aveva idea.

Non erano più tornati.

Un Frey, un Rivers, entrambi infuriati e pronti a calpestare il meta-lupo…

Catelyn viene portata dal figlio, che sta dando udienza. Ufficialmente Robb, che ora, dopo diverse battaglie, ha davvero l’aspetto di un re, loda Edmure Tully e gli uomini che hanno combattuto sotto i suoi ordini. Intorno a Robb ci sono volti che Catelyn non conosce. L’incontro è decisamente agitato, lord Karstark non ha gradito la liberazione di Jaime che, poco prima della cattura, ha ucciso i due figli del lord nel vano tentativo di raggiungere Robb e ammazzare pure lui. La discussione si anima.

«La follia di una madre, dici?» Lord Karstark andò faccia a faccia con Umber. «Io lo chiamo tradimento.»

«Basta così.» Per un momento, Robb assomigliò di più a suo zio Brandon Stark, che non a Eddard Stark, suo padre.

Per una volta ho voluto prendere in mano l’edizione originale. Martin ha scritto “For just an instant Robb sounded more like Brandon than his father”.

Sorvoliamo il dettaglio dell’aggiunta della parola “zio” e del nome completo “Eddard Stark” da parte del traduttore Sergio Altieri, come sempre preoccupato di identificare i personaggi per un eventuale lettore distratto. In realtà visto che siamo nella testa di Catelyn un’identificazione di questo tipo è ridondante, Brandon è stato promesso sposo di Catelyn, con buona probabilità lei ne era innamorata, e forse è un caso e forse no che uno dei due personaggi è identificato con il nome e l’altro con il grado di parentela. Quello che mi interessa è il confronto fra l’evidentemente focoso e irascibile Brandon e il pacato Eddard. A differenza del fratello, morto 15 anni prima dell’inizio della storia, Eddard lo abbiamo conosciuto, sappiamo che non era certo un tipo dal sangue caldo, e Martin con piccoli dettagli ci fa notare quanto fossero diversi i due fratelli. Non si tratta di dettagli oziosi.

L’udienza finisce con lord Karstark che se ne va via tutt’altro che soddisfatto, e Robb ci dice finalmente che ha sposato Jeyne Westerling. Niente storie d’amore come quella con Talisa nella seconda stagione della serie televisiva Il trono di spade. David Benioff e D.B. Weiss avevano bisogno di mantenere in scena Richard Madden, alias Robb Stark: se lo avessero fatto sparire a lungo come fa Martin avrebbero rischiato che gli spettatori si dimenticassero di lui, o che fossero meno coinvolti dalle sue vicende. Gli hanno donato una storia romantica, fatta apposta per affascinare lo spettatore, ma che è un falso. Intendiamoci, sullo schermo funziona, ma funziona con una mentalità moderna. Per noi poter scegliere chi sposare, con chi condividere la nostra vita, è fondamentale, e a livello narrativo un amore contrastato funziona benissimo. Martin però non ha dimenticato di scrivere di un mondo sì inventato ma che si basa a grandi linee sul nostro Medioevo e sul nostro Rinascimento, e un sovrano non poteva permettersi di sposare chi voleva infischiandosene di problemi dinastici e alleati. Enrico VIII d’Inghilterra, che ha sposato chi voleva, ha creato un bel po’ di casini. Il Robb televisivo si sposa per amore, quello romanzesco per onore, e sono due cose ben diverse. Si tratta comunque di una fesseria a livello strategico, ma il Robb di Martin pur essendo più giovane di qualche anno rispetto a quello di Benioff e Weiss è molto più maturo del loro. Accidenti però a Theon, che con la sua presa di Grande Inverno ha combinato più disastri di quel che avrebbe potuto immaginare.

«Sono stato colpito da una freccia al braccio appena prima che ser Rolph accettasse la resa. Sulle prime, la ferita non sembrava nulla di grave. Ma poi si è infettata. Jeyne mi ha offerto il suo letto, prendendosi cura di me fino a quando la febbre non è passata. Ed era anche con me quando Grande Jon ha portato le notizie di… di Grande Inverno. Bran e Rickon.» Sembrava aver difficoltà anche solo a pronunciare i nomi dei fratelli. «E quella notte, Jeyne… Lei mi ha confortato, madre.»

Catelyn non ebbe bisogno di domandare quale tipo di conforto Jeyne Westerling avesse offerto a suo figlio. «E il giorno dopo, tu l’hai sposata.»

Robb, disperato e orgoglioso a un tempo, sostenne lo sguardo di lei. «Era l’unica cosa onorevole da fare. Jeyne è dolce e gentile, madre. Sarà una buona moglie.»

«Forse. Ma nulla di tutto questo darà pace a lord Frey.»

«Lo so» rispose Robb, angosciato. «Ho rovinato tutto, tranne le battaglie che ho combattuto, non è forse così? Avevo creduto che le battaglie fossero la parte più dura, invece… Se ti avessi ascoltato, madre, se avessi tenuto Theon come ostaggio, dominerei ancora il Nord, e Bran e Rickon sarebbero ancora al sicuro a Grande Inverno.»

Dimenticatevela, lei non esiste.

 

Theon a Pike, il matrimonio con Jeyne… Robb vince le battaglie ma nei rapporti interpersonali è come suo padre, tende a fare tutto seguendo l’onore, e credendo che gli altri siano altrettanto onorevoli, ma quando si ha a che fare con qualcuno che non sa cosa sia l’onore cosa può accadere? Il problema, adesso, è calmare lord Frey..

«Lord Walder non è ragionevole» lo interruppe Catelyn. «È pieno d’orgoglio, e ancora più pieno di risentimento. E tu, Robb, questo lo sai bene. Voleva essere il nonno di un re. E non riuscirai certamente a placarlo offrendogli due rugosi vecchi briganti come gli Umber o il secondogenito del più monumentale grassone dei Sette Regni. Tu non solo hai infranto un solenne giuramento, Robb, tu hai oltraggiato l’onore delle Torri Gemelle scegliendo una sposa da una casata minore.»

Così, giusto per gradire. L’elenco dei torti subiti a suo giudizio da lord Frey, se volete, li potete trovare nel romanzo.

Robb ha allontanato Vento Grigio perché i Westerling sono a disagio in sua presenza, quando non ne hanno proprio paura. Posso dire che è una pessima mossa? È stato Vento Grigio, per esempio, a salvare Robb da Jaime Lannister in Il grande inverno. E guardando gli altri, Lady è stata uccisa e Sansa è prigioniera, Nymeria è dispersa e Arya pure, mentre i ragazzi si stanno tenendo ben stretti i loro cuccioli (che ormai tanto cuccioli non sono).

Un uomo che a Vento Grigio non piace, è un uomo che io non voglio che tu abbia accanto. Questi lupi sono qualcosa di più di semplici lupi, Robb. Tu devi essere consapevole di questo. Forse sono stati gli dèi a mandarli da noi. Gli dèi di tuo padre, gli antichi dèi del Nord. Cinque cuccioli di lupo, Robb, uno per ognuno dei cinque figli Stark.»

«Sei» precisò Robb. «C’era un lupo anche per Jon. Fui io a trovarli, ricordi? So bene quanti erano, e so ugualmente bene da dove sono venuti. La pensavo anch’io come te. Pensavo che i lupi fossero i nostri guardiani, i nostri protettori, fino a quando…»

«Fino a quando?» esortò Catelyn.

Le labbra di Robb si serrarono. «… fino a quando non mi hanno detto che Theon aveva assassinato Bran e Rickon. I loro meta-lupi non sono stati di grande aiuto, o sbaglio? No sono più un ragazzo, madre. Sono in grado di proteggermi da solo» sospirò.

Va bene, Catelyn dimentica sempre Jon. Capito perché la scena madre nella terza stagione di Il trono di spade, quando Catelyn si autoaccusa di non aver saputo voler bene a Jon e di avere di conseguenza attirato disgrazie sulla sua famiglia mi irrita? Catelyn non considera mai Jon, o se lo considera è solo come un nemico. Non potrebbe mai fare un gesto gentile nei suoi confronti, accusarsi di qualche mancanza nei suoi confronti, e Benioff e Weiss quando le hanno messo in bocca quelle parole hanno totalmente stravolto il carattere del personaggio. Ci sono un bel po’ di modifiche nell’adattamento televisivo che non mi creano alcun problema, ma quando viene cambiato il carattere dei personaggi io ne sono infastidita, e pure tanto. Sistemata, per modo di dire, la questione Westerling, passiamo alla questione Edmure.

«Credo, nipote, che a questo punto abbiamo sentito abbastanza vanterie sulle tue imprese guerresche».

«Vanterie?» Edmure si risentì. «Che cosa intendi?»

«Intendo» ribatté il Pesce Nero «che devi a sua maestà sentiti ringraziamenti per la sua sopportazione nei tuoi confronti. Ha recitato quella farsaccia da guitti nella sala grande solo per evitare di svergognarti di fronte alla tua gente. Fossi stato io al posto di re Robb, ti avrei fatto scorticare per la tua stupidità, invece che tessere le tue lodi per questa pazzia in cui ti sei lanciato sui guadi.»

Ser Brynden si dimostra in gamba come sempre, a differenza di quel pallone gonfiato di suo nipote. Certamente con lui Robb si confida di più, ser Brynden è capace di capire gli stratagemmi, di ubbidire agli ordini, di fare proposte intelligenti e di non lasciarsi scappare una parola più del dovuto, ma al di là di quel che Robb può avergli detto il Pesce Nero capisce le situazioni come Edmure non è in grado di fare. E Robb inizia a mettere in riga lo zio facendogli notare chi è il sovrano, chi ha giurato fedeltà a chi, e quale danno abbia fatto Edmure alla causa degli Stark consentendo a Tywin Lannister di tornare in tempo ad Approdo del Re per difenderla da Stannis Baratheon. Io il piano di Robb non l’avevo immaginato, ho avuto bisogno della spiegazione. Se avete bisogno di studiare qualche intelligente strategia non contate su di me.

Robb adesso deve tornare al Nord, il che significa che in qualche modo deve fare pace con quel lord Frey che ha appena insultato.

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2 risposte a Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 13: Catelyn

  1. Pietro ha detto:

    La coincidenza del dialogo fra Arya e Elmar non la avevo mai notata, incredibile quanti “giochetti e rimandi interni” ci siano nelle Cronache.
    Si critica l’autore per l’uscita tardiva del sesto romanzo ma per me si possono passare anni anche solo a rileggere e analizzare i libri già pubblicati.

    • Io credo di aver notato la cosa solo in rilettura, vista la complessità di questi romanzi è normale che a Martin serva tempo per scriverli. Secondo me chi non rilegge si perde davvero tanto. Ieri sera ho terminato il nono romanzo della Ruota del Tempo di Jordan, che avevo letto già due volte, e questa è stata la volta che l’ho apprezzato di più perché non avendo l’urgenza di scoprire cosa sarebbe accaduto ho potuto apprezzare molto di più i dettagli.

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