Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 13: Arya

C’era una volta, tanto tempo fa, ma così tanto che ormai se n’è perso persino il ricordo, la rilettura di Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin.

Ho controllato, sono trascorsi oltre due mesi dall’ultimo post. Se vado avanti a questo ritmo Martin riuscirà a pubblicare The Winds of Winter prima che io avrò terminato la rilettura… Visto? C’è qualcuno che riesce a essere persino più lento di lui.

Arya. Avevamo lasciato la mia belvetta preferita in fuga da Harrenhal, in una terra in cui sopravvivere è diventato estremamente difficile anche per persone più grandi e forti di lei. Il suo piccolo gruppo – insieme ad Arya ci sono Gendry e Frittella – si imbatte in alcuni fuorilegge. Anguy l’arciere aveva vinto la gara di tiro con l’arco al torneo del Primo cavaliere, ormai una vita fa, in Il trono di spade, e Ned era rimasto così colpito dalla sua abilità da pensare di prenderlo fra i suoi uomini. I fatti, come ben sappiamo, si sono svolti in modo diverso, con la situazione che è rapidamente precipitata verso l’inferno. È lui a mostrare ad Arya cosa sia possibile fare con un arco. Quando, già nel primo episodio della prima stagione, David Benioff e D.B. Weiss hanno mostrato le straordinarie capacità con l’arco di Arya, hanno creato una scena bella ma in contrasto con quanto narrato da Martin nei suoi romanzi. Non che io me ne lamenti, sono altri gli elementi della serie televisiva Il trono di spade che non posso accettare. Di Tom Settecorde scopriremo più avanti un simpatico retroscena, se può Martin dona un passato ai suoi personaggi in modo da renderli più veri e interessanti. Tom vorrebbe cantare una canzone incentrata su un orso. Avete presente il fucile di Cechov? Non sarà Arya a incontrarlo, lei lo ha già visto, ma possiamo aspettarci ancora di vedere un orso. Tom, Anguy e Lem si proclamano uomini del re, c’è ancora chi ricorda il giuramento di fedeltà prestato a Robert Baratheon, ed è ironico che a mantenere la loro parola siano dei banditi. I tre portano Arya, Gendry e Frittella a una locanda. Lì incontrano Harwin, figlio di Hullen, maestro dei cavalli di Grande Inverno, personaggio di cui io avevo perso le tracce da così tanto tempo da aver dimenticato la sua esistenza.

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