Michael J. Sullivan e i romanzi autopubblicati

A breve Armenia pubblicherà Ladri di spade di Michael J. Sullivan. Da un lato mi incuriosisce, dall’altro ho un po’ paura perché molti autori di fantasy che ho letto ultimamente mi hanno un po’ delusa, in diversi casi nonostante buone premesse. Non ho ancora deciso se leggerò il romanzo, intanto però ho scritto l’articolo di presentazione per FantasyMagazine, con tanto di biografia dell’autore.

Sullivan, nato il 17 settembre 1961 a Milwaukee, nel Wisconsin, ha iniziato a scrivere molto giovane. Fra il 1979 e il 1994 ha scritto tredici romanzi appartenenti a svariati generi, collezionando oltre un centinaio di lettere di rifiuto. Numeri così alti da fargli prendere la decisione di smettere di scrivere narrativa, e per quasi un decennio si è attenuto alla decisione presa, almeno fino a quando non ha deciso di mettere su carta una storia che in tutti quegli anni aveva continuato a crescere nella sua mente. Memore delle esperienze passate non ha cercato un editore, scegliendo di scrivere solo per il suo divertimento e limitandosi a condividere la storia con famiglia e amici. Una delle figlie di Sullivan è dislessica, e visto che lui si è appassionato alla lettura e alla scrittura a tredici anni grazie a Il signore degli anelli, la sua speranza era di riuscire ad aiutare la figlia nella lettura con la sua storia. È lei la lettrice che Michael aveva in mente mentre scriveva.

La saga, The Riyria Revelations, scritta fra il 2002 e il 2008, è arrivata in libreria grazie alla moglie Robin. Dopo oltre 200 lettere di rifiuto da altrettanti agenti letterari, e un anno dopo aver finalmente trovato un agente, il quale a sua volta non aveva ricevuto alcuna offerta da parte degli editori, Robin ha contattato personalmente alcune piccole case editrici fino a trovarne una che, nel 2008, pubblicava il primo romanzo. La casa editrice, afflitta da notevoli problemi economici, nel marzo del 2009 si trovava costretta a rinunciare alla pubblicazione del secondo volume perché non poteva permettersi di stamparlo. L’autore, che aveva già programmato per aprile alcuni incontri con il pubblico, si vedeva costretto ad autopubblicare il romanzo per rispettare gli impegni presi. E visto che l’intenzione dei coniugi Sullivan era di pubblicare un romanzo ogni sei mesi, e che non c’era tempo per trovare un altro editore, l’unica possibilità era andare avanti con l’autopubblicazione. Nel momento in cui l’editore del primo romanzo non ha più potuto permettersi di mantenere i diritti sul libro, che aveva esaurito la tiratura iniziale, e ristamparlo, anche il primo volume è tornato nelle mani di Sullivan, che lo ha prontamente ripubblicato.

All’inizio i guadagni erano bassi, ma man mano che il numero di titoli in commercio, e la popolarità dell’autore, aumentavano, le cose iniziavano a cambiare. All’epoca della pubblicazione del quarto romanzo Sullivan vendeva 1.000 copie al mese, con il quinto la cifra era salita a 2.500. Con questi numeri in mano Robin trovava un agente per i diritti all’estero e, qualche tempo dopo, riusciva a far acquistare i diritti statunitensi a Orbit. Prima ancora dell’annuncio del contratto i romanzi erano arrivati a vendere fra le 10.000 e le 12.000 copie al mese, cifre che hanno spinto io9 a indicarlo come uno degli autori autopubblicati di fantascienza e fantasy di maggior successo.

Se Sullivan aveva scritto una saga di sei romanzi, Orbit decideva di ripubblicarli in tre volumi. Theft of Srwords (2011) comprende The Crown Conspiracy (2008) e Avempartha (2009); Rise of Empire (2011) comprende Nyphron Rising (2009) e The Emerald Storm (2010) e Heir of Novron (2012) comprende Wintertide (2010) e Percepliquis (2012).

Ciascun romanzo della serie ha una sua storia, anche se fanno tutti parte di una storia più grande aventi i medesimi protagonisti. Negli anni successivi Sullivan ha scritto tre prequel per The Riyria Revelations, The Riyria Chronicles (The Crown Tower, 2013; The Rose and the Thorn, 2013; The Death of Dulgath, 2015) ambientati 12 anni prima rispetto alla saga precedente, il romanzo di fantascienza Hollow World (2014), diversi racconti e iniziato con Age of Myth (2016) la saga fantasy The First Empire, ambientata 3.000 anni nel passato del mondo di Riyria. I suoi romanzi sono tradotti in quindici lingue.

Questo il grosso dell’articolo, anche se prima ci sono un po’ di chiacchiere e dopo la quarta di copertina e una breve biografia dell’illustratore della copertina stessa. Già che ci sono vi segnalo anche un estratto del romanzo: http://www.alilibri.it/servizi-mi/img/pdf/883443153-it-1.pdf.

Ciò che mi ha incuriosita, anche se nel mio articolo non l’ho approfondita per motivi di spazio, è stata la menzione che secondo io9 Sullivan è stato uno degli autori autopubblicati di fantasy e di fantascienza di maggior successo. Naturalmente sono andata a controllare l’articolo originale, questo: http://io9.gizmodo.com/5911634/the-most-successful-self-published-sci-fi-and-fantasy-authors

Vediamo di chi parla.

Hugh Howey. L’autore ha pubblicato non so quanti libri, ma in Italia è arrivata solo la Trilogia del Silo, composta da Wool, Shift e Dust. Tradotta da Fabbri/Bur dopo l’acquisto dei diritti per un possibile adattamento cinematografico, per diversi mesi la trilogia ha venduto abbastanza bene, ora vende qualche copia ogni tanto. Il sito dell’autore: http://www.hughhowey.com/

E.L. James. La sua trilogia erotica delle 50 sfumature di grigio è nata come fanfiction di Twilight. Io ho letto solo un paio di pagine al lavoro e mi sono bastate per capire che lo stile (?!) della James non fa per me. La cosa più bella di questa trilogia sono alcune recensioni che ho letto nel periodo in cui cercavo di farmene un’idea, questa secondo me è una delle migliori e non perché è stata pubblicata da FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/17167/cinquanta-sfumature-di-grigio. Non solo la trilogia, pubblicata da Mondadori, ha venduto tantissimo anche da noi (l’unica cosa buona che posso dire di questi romanzi è che per un bel po’ sono stati fondamentali per pagare lo stipendio a me e a tutti gli altri librai d’italia) ben prima della realizzazione del film (che in effetti per un breve periodo ha rialzato le vendite, ma senza arrivare ai livelli assurdi dei primi mesi della pubblicazione) ma ha anche contribuito all’enorme popolarità del genere erotico. Prima erano una manciata di libri ignorati dalla quasi totalità dei lettori, poi è diventato il genere-traino. Ora la moda è passata, ma la James continua a vendere anche se ovviamente si tratta di cifre più basse. Meglio, comunque, di tutti gli altri autori che cito in quest’articolo. In Italia è arrivato anche Gray, per breve tempo pure lui un bestseller. Il sito dell’autrice: http://www.eljamesauthor.com/.

Amanda Hocking. Autrice, pure lei, di un bel po’ di libri, in Italia fra il 2012 e il 2013 è arrivata solo la trilogia composta da Switched. Il segreto del regno perduto, Torn. Ritorno al regno perduto e Ascend. Il regno ritrovato. Se nel 2012 io9 scriveva che la Hocking aveva guadagnato milioni di dollari avendo venuto oltre un milione di copie dei suoi 17 romanzi, in Italia i tre romanzi tradotti da Fazi sono andati fuori catalogo da un pezzo perché hanno venduto pochissimo. Il sito dell’autrice: http://www.hockingbooks.com/.

John Locke. Questo non lo ricordavo. Come spiega io9 si tratta di un autore di thriller, non del filosofo. Nel 2012 è stato tradotto da Rizzoli Gente letale, e anche questo romanzo è fuori catalogo. Però, come ci spiega la Wikipedia inglese, lui è stato l’ottavo scrittore – il primo autopubblicato – capace di vendere oltre un milione di ebook su amazon.com. Visto quanto sia affidabile Wikipedia – comunque più affidabile in inglese che in italiano – sono andata a controllare la fonte del loro articolo, un articolo di Wired sugli autori autopubblicati che potete leggere qui: https://www.wired.com/2013/03/publishing-industry-next-chapter/.

Heather Killough-Walden. Cinque paranormal romance pubblicati in Italia da Leggereditore fra il 2012 e il 2015. In inglese ha venduto 500.000 copie, in italiano le sue fan, per quanto appassionate, sono poche, tanto è vero che le traduzioni sono state interrotte e i cinque romanzi arrivati anche da noi sono ormai introvabili. Il blog dell’autrice: http://killough-walden.com/.

J.R. Rain. Chi l’ha visto? Davvero, quanti di voi ricordano il suo nome? Io sì, ma

  1. a) i suoi libri li ho esposti a reparto. Venduti no, sarebbe una parola troppo grossa visto che avrò venduto un paio di copie a romanzo a dir tanto, però per esporli li ho esposti, e pure messi in ordine quando qualcuno li toccava e li abbandonava in giro e resi all’editore dopo un po’ di mesi in cui erano rimasti sul tavolo a prendere polvere e basta
  2. b) ho scritto un articolo su uno dei suoi romanzi per FantasyMagazine. Niente di che, solo la segnalazione di pubblicazione del romanzo, ma quando faccio le ricerche per scrivere un articolo che non sia un banale copia e incolla di quarta di copertina e biografia il nome dell’autore tende a rimanermi in mente: http://www.fantasymagazine.it/17147/vampire-moon. Per essere un libro di cui non m’importava nulla avevo fatto un buon lavoro…

Va bene, passiamo ai libri. In Italia grazie a Giunti sono arrivati Vampire Moon e Moon dance, della serie A.A.A. Vampiri offresi, serie che in inglese è arrivata al quattordicesimo titolo, con un quindicesimo in pubblicazione e un bel po’ di altri in fase di progettazione. E poi ci sono non so quanti altri romanzi non appartenenti a questa serie. In inglese nel 2012 aveva superato le 400.000 copie, lui si proclama N. 1 Bestselling Kindle Author e non ho motivo di dubitare della sua parola, ma in Italia non se lo è filato nessuno. Il suo sito: http://www.jrrain.com/.

Tina Folsom in inglese nel solo 2011 ha venduto 300.000 copie dei suoi romanzi paranormal romance in Italia è arrivata solo la traduzione di La fuga, scritto insieme a Lara Adrian (che invece da noi per un certo periodo ha venduto discretamente bene). Tecnicamente il libro, pubblicato da leggereditore, è in commercio, ma dubito che sia ancora presente in qualche libreria perciò chi lo vuole leggere se lo deve far ordinare. Nessun editore nostrano ha avuto fiducia nelle possibilità di vendita della Folsom. Il sito dell’autrice: http://tinawritesromance.com/.

B.V. Larson. Non pervenuto. In inglese ha venduto 250.000 copie dei suoi 25 titoli di fantasy e fantascienza, in Italiano non lo ricordo e a una rapida ricerca non ho trovato alcuna traccia di lui. Questo comunque è il suo sito: http://www.bvlarson.com/.

H.P. Mallory. Idem come sopra, lei scrive paranormal romance e di copie ne ha vendute 200.000. Il suo sito: https://www.hpmallory.com/

David Dalglish. Lui lo ricordo bene, l’ho appena inserito in resa. Non sto scherzando, è appena sloggiato dagli scaffali perché ha smesso di vendere da mesi. Il suo nome era uno dei pochissimi nomi di autori di fantasy/fantascienza non movimentati (niente vendite o rifornimenti o rese) negli ultimi otto mesi in una lista di 24 pagine scritte fitte che ho avuto in mano nell’ultima settimana. Non che la sua sia l’unica serie che non vende, è che le altre le avevo già rese da sola. Comunque la serie, pubblicata da Fabbri, è Shadowdance, i titoli La danza degli inganni, La danza delle maschere, La danza delle spade, La danza dello spettro, La danza degli specchi e La danza dei mantelli. All’inizio aveva venduto discretamente, poi si era fermato. Nulla a che vedere comunque con le 175.000 copie in inglese, comunque. Di libri in lingua ne ha pubblicati un bel po’, io di suo ho letto in inglese un suo racconto disponibile gratuitamente sul suo sito, e anche se non era brutto non intendo approfondire la conoscenza dell’autore. Il sito di Dalglish: http://ddalglish.com/wp/.

Ellen Fisher, autrice di romanzi paranormali capace di vendere oltre 100.000 copie mai tradotta in Italia.

Michael J. Sullivan. La sua storia l’ho riportata più in su, vedremo quanto venderà. La casa editrice che lo traduce è Armenia, e se io continuo a segnalare l’editore per ogni autore è per far notare che sono tanti gli editori che hanno provato a portare in Italia un autore autopubblicatosi all’estero, ma da noi il caso eclatante è stato uno solo, uno se l’è cavata discretamente, uno benino e gli altri tentativi si sono risolti in un fiasco. Il blog ufficiale dell’autore: http://riyria.blogspot.it/

Rachel Yu. Mai tradotta, e a me viene da dire “per fortuna” visto che l’articolo di io9 la indica come un sedicenne e non ho ancora letto un romanzo scritto da un sedicenne (o anche solo da un minorenne) che valesse la carta su cui era stampato. Magari sono stata sfortunata io, ma con queste premesse non sono ottimista circa la qualità del suo lavoro. In inglese ha superato le 60.000 copie

Denise Grover Swank. Piemme sta per pubblicare – la data indicata su internet è luglio – Ti sposo per caso. Sempre io9 m’informa che è un’autrice di paranormal che ha venduto oltre 60.000 copie, anche se poi si è dedicata a diversi altri generi. Vedremo. Nel dubbio io sono pessimista. Il sito ufficiale: http://denisegroverswank.com/.

Penelope Fletcher. Mai tradotta, all’estero ha superato le 60.000 copie. Il sito ufficiale: http://penelopefletcher.co.uk/ (non cliccate sul link, io ho iniziato a sentirmi male anche solo guardando le copertine, non ho approfondito la conoscenza dell’autrice).

Sarra Cannon. Anche lei oltre le 60.000 copie, anche lei mai tradotta. Il sito ufficiale: http://sarracannon.com/ (va un po’ meglio, o forse dovrei dire meno peggio. Forse bisognerebbe scambiare qualche parola con chi realizza le copertine…)

Non citato da io9 io ricordo un altro autore autopubblicato arrivato in Italia. Si tratta di Jeff Wheeler, tradotto e mandato in libreria da Fanucci: http://www.fantasymagazine.it/25686/i-miserabili-muirwood. Inutile dirlo, sto aspettando l’apertura della prossima resa Fanucci per liberarmi di Muirwood. I Miserabili. Il libro è bello? Non ne ho idea, non l’ho letto, solo che oltre a me non l’ha letto nessun altro. Non basta che il libro abbia fatto successo all’estero, che l’autore sia riuscito a farsi notare pur senza avere un editore alle spalle a spingerlo (quando spingono, a volte gli editori si limitano alla pubblicazione del libro e sono gli autori a doversi cercare i lettori), a volte i libri non vendono. La formula del successo non l’ha ancora scoperta nessuno, altrimenti non verrebbero stampati così tanti libri che poi non legge nessuno. Spero che Sullivan venderà perché avere un altro editore, Armenia, pronto a investire sul fantasy perché i suoi libri vendono, per il genere è importante, ma questo è qualcosa che solo il tempo potrà dirci.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in anteprima, editoria, prossimamente in libreria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Michael J. Sullivan e i romanzi autopubblicati

  1. Raffaello ha detto:

    Da una parte c’è il desiderio di dar fiducia all’armenia e iniziare qualcosa di nuovo. Dall’altra c’è la delusione di vedere che l’armenia ha rinunciato a Erikson e Esselmont definitivamente. Ne consegue che non ho ancora deciso se comprerò questo libro. Peraltro la piramide di libri da leggere che ho mi dovrebbe orientare verso la risposta negativa, ma non si sa mai.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...