Il sentiero dei pugnali di Robert Jordan. Dal prologo al capitolo 10

La copertina dell’ebook di Il sentiero dei pugnali

Rilettura di Il sentiero dei pugnali di Robert Jordan.

Chi vuol banchettare con il potente

deve inerpicarsi sul sentiero dei pugnali.

Annotazione anonima trovata a margine di una cronistoria

(forse risalente all’epoca di Artur Hawkwing)

.

degli ultimi giorni del Conclave di Tovan

Quando si sale sulle vette, tutti i sentieri sono lastricati di pugnali.

Vecchio proverbio seanchan

Prologo: Apparenze ingannevoli

Incontro fra i regnanti delle Marche di Confine, giusto per farci capire che se Elaida pensa di poter in qualche modo intimidire e controllare questa gente si sbaglia di grosso. Avevamo già avuto accenni su movimenti insoliti da queste parti, ma per capire quel che questi personaggi stanno facendo bisognerà aspettare Le torri di mezzanotte.

Più interessante è il punto di vista di Verin, il cui ultimo errore risale a settantuno anni prima. Possiamo immaginare quale sia stato, e nonostante tutto quell’errore ha dato ottimi frutti. Anche se Verin è preoccupante, tanto per dirne una qui usa la Compulsione. Imperfetta, certo, ma sempre Compulsione è. Verin è forse l’esempio migliore di personaggio creato da Jordan in cui fino all’ultimo il lettore non poteva sapere con certezza da che parte stava. Fra l’altro la nostra cara Aes Sedai ha con sé un angreal, e dubito che qualcuno alla Torre lo sappia.

L’ultima sezione è per Moridin, giusto per fare qualche allusione al Re Pescatore e per farci sapere che di trappole mentali ne ha due, non una.

1: Rispettare l’accordo

Piccolo passo indietro nel tempo, cosa che non sempre gradisco. In La corona di spade avevamo visto un muro crollare sulla testa di Mat durante l’invasione Seanchan di Ebou Dar, qui l’invasione non c’è ancora stata perché siamo tornati indietro nel tempo, con Aviendha e le altre che devono ancora partire. Prima però salutiamo la Rossa Teslyn:

«ma posso tranquillizzare anche voi. Qualsiasi… malefatta… stiate combinando, io e Joline non vi intralceremo. Ve lo prometto. Elaida non lo verrà mai a sapere, se sarete abbastanza caute. Non mi guardate come delle carpe, bambine»

Certo che non le intralciano, Teslyn sopporta così poco Elaida da voler intralciare la sua stessa Amyrlin, e da drogare, probabilmente con la radice biforcuta, Joline in modo che lei non intervenga, come scopriamo nel capitolo 19 di Il cuore dell’inverno. La cosa ironica è che Elaida ha spedito Teslyn a Ebou Dar come punizione per essersi opposta a lei, credendo d’inviarla nel luogo più inutile di tutta Randland.

Tutte queste donne assieme iniziano a essere davvero seccanti. Mentre Aviendha intesse un passaggio per andare via vede il gholam.

2: Disfare una tessitura

Talaan, apprendista del Popolo del Mare, è forte quanto Nynaeve. Come se non bastasse avere fra i piedi queste donne insopportabili, devono pure essere forti! Con loro ci vorrà tempo per fare qualsiasi cosa, anche partire, quindi cercherò di essere breve io. La scena ha comunque tre momenti interessanti. Il primo è la ricerca di angreal e ter’angreal.

Un’incisione di pietra più grande della sua mano – sembrava pietra, e forse era stata incisa, anche se per qualche motivo lei credeva di no – coperta di curve blu simili a radici. Parve riscaldarsi leggermente al suo tocco; aveva una… risonanza… con saidar. Elayne non riusciva a trovare un termine più adatto. Non aveva idea di quale fosse l’uso di quell’oggetto, ma era senza dubbio un ter’angreal.

L’interpretazione di alcuni di questi oggetti arriva nel capitolo 15 di La lama dei sogni. Questo ter’angreal in particolare serve per far crescere qualcosa, non piante, qualcosa tipo buchi ma non esattamente buchi, e si attiva solo cantando la canzone giusta. Non c’è una conferma ufficiale, anche perché dubito che qualcuno al di fuori del gruppo di Elayne lo abbia visto, ma potrebbe essere il perduto Talismano della Crescita.

Una piccola scatola che sembrava d’avorio, coperta di strisce tremolanti rosse e verdi: Elayne la poggiò con cura, senza aprire il coperchio.

Il sentiero dei pugnali è del 1998, l’iPod è del 2001, quindi questa scatola non può essere un iPod, però contiene centinaia, forse migliaia, di brani musicali. IPod ante litteram…

Un bastone nero non più spesso del suo mignolo, lungo all’incirca un passo, duro eppure tanto flessibile da poterlo piegare fino a fargli assumere una forma circolare.

Come intuisce Nynaeve qualche riga più giù, quel bastone provoca sofferenza. Dopo una fialetta che contiene un liquido rosso scuro compare il ter’angreal che mi piace di più:

La statua di un uomo grosso e barbuto con un sorriso allegro che reggeva un libro; era alta due piedi, sembrava fatta di bronzo scurito dagli anni, ed Elayne dovette usare tutte e due le braccia per spostarla.

Si tratta dello stesso Robert Jordan che fa il suo cameo nella saga, e per lui riprendo il passaggio di La lama dei sogni:

Indicò la statuetta di un uomo tarchiato e barbuto con un sorriso allegro, che reggeva un libro. Alta due piedi, pareva di bronzo scurito dal tempo e di certo era abbastanza pesante da poterlo essere. «Guardarlo mette sempre voglia di ridere anche a me, mia Signora.»

«Anche a me, Sephanie Pelden» disse Aviendha, accarezzando la testa di bronzo dell’uomo. «Contiene più del libro che vedi. Contiene migliaia e migliaia di libri.» Tutt’a un tratto la luce di saidar la avviluppò, e lei toccò con sottili filamenti di Fuoco e Terra la figura di bronzo.

Sephanie cacciò un urletto quando due parole nella Lingua Antica comparvero nell’aria sopra la statuetta, nere come se impresse con buon inchiostro. Alcune delle lettere avevano una forma un po’ strana, ma le parole erano piuttosto chiare. Ansoen e Imsoen, che fluttuavano nel nulla. Aviendha pareva sbigottita quasi quanto la cameriera.

«Penso che finalmente abbiamo una prova» disse Elayne con più calma di quanta ne provasse. Aveva il cuore in gola che le martellava forte. Menzogne e Verità, così potevano essere tradotte le due parole. O forse nel contesto poteva essere meglio Invenzione e Non Invenzione.

C’è anche un angreal:

scoprì una piccola spilla d’ambra a forma di tartaruga. Almeno sembrava d’ambra, e forse un tempo lo era davvero, ma quando Elayne si aprì alla Fonte attraverso quell’oggetto, saidar la inondò con un torrente che lei da sola non avrebbe mai potuto gestire con sicurezza.

Il secondo elemento interessante di questo capitolo è la storia di Martine Janata, che si è accidentalmente bruciata la capacità d’incanalare studiando ter’angreal venticinque anni prima. Noi ora la conosciamo con il nome di Setalle Anan.

Terzo elemento: Aviendha che disfa la sua tessitura, gesto precauzionale che per ora sembra fine a sé stesso – anche se va notato che Aviendha ha capito di dover essere prudente e impedire che qualcuno possa seguirle – ma che darà i suoi frutti qualche capitolo più avanti.

Per chiudere il capitolo in bellezza ci soffermiamo un attimo su Moridin e sul gholam.

3: Una piacevole cavalcata

Donne noiose fanno una noiosa cavalcata.

4: Un posto tranquillo

Arriviamo alla fattoria e conosciamo Alise, non prima che Careane Fransi si sia fatta riconoscere come Aes Sedai provocando un bel fuggi fuggi. Mentre Adeleas e Vandene iniziano a interrogare Ispan, e sono felice di non conoscere i dettagli, Elayne torna a giocare con gli angreal.

numerosi gioielli – una collana e un bracciale con incastonate pietre variopinte, una cintura sottile borchiata di gemme, diversi anelli – e c’era spazio per altri ancora. I gioielli erano tutti ter’angreal, ed erano abbinati tra loro, andavano indossati insieme, anche se Elayne non riusciva a immaginare come una donna potesse voler indossare tanti gioielli tutti in una volta.

Fra le altre cose questi gioielli sono un anello con una pietra verde chiaro capace di percepire l’uso di saidar e di saidin, una cintura capace di “fare scorta” di saidar e un braccialetto con pietre rosse più efficace di qualsiasi armatura.

trovò un pugnale con un filo d’oro avvolto intorno all’elsa fatta con corno di cervo; la lama era smussata, ed era evidente che non si trattava di un effetto del tempo ma era sempre stata così.

Nasconde chi la porta dagli occhi del Tenebroso e dai suoi seguaci, Fade e Trolloc. Ne faremo buon uso.

Una verga, spessa quanto il suo polso, liscia, di colore rosso acceso e arrotondata all’estremità, rigida più che dura, nonostante sembrasse fatta di pietra: non si era riscaldata tra le sue mani, era diventata bollente!

Seguirebbero dettagli molto imbarazzanti, se solo li conoscessimo.

Cosa più importante, trovarono altri due angreal. Ed Elayne li mise attentamente da parte, a portata di mano.

Uno era uno strano gioiello, un bracciale d’oro con quattro catenine piatte collegate ad altrettanti anelli, tutto decorato con un complesso schema a labirinto. Era più forte dell’altro, e più forte anche della tartaruga che lei aveva ancora nel borsello. Era pensato per mani più piccole delle sue o di quelle di Aviendha. Cosa strana, il bracciale aveva un piccolo lucchetto, con tanto di minuscola chiave cilindrica appesa a una sottile catenella e pensato ovviamente per essere staccato. Insieme alla chiave! L’altro angreal era la statuina di una donna seduta fatta in avorio scurito dagli anni, le gambe incrociate, le ginocchia nude e scoperte, ma con capelli così lunghi e folti che coprivano il resto del corpo meglio del più pesante dei mantelli. Era anche meno forte della tartaruga, ma Elayne lo trovava molto affascinante.

E così tutte hanno qualcosa che aumenta la loro forza come per tanto tempo Rand aveva avuto il piccolo uomo grasso. Peccato che l’angreal di Rand sia saltato in aria quando gli Shaido di Sevanna hanno attaccato il gruppo di Galina che teneva prigioniero Rand.

5: La tempesta si scatena

La Scodella dei Venti viene finalmente usata, anche se non capisco come possa attingere anche a saidin. Subito dopo arriva il momento di fuggire.

6: Fili

Come ha spiegato Jordan in un incontro con i fan, la Scodella dei Venti era stata creata per essere usata su aree circoscritte, ma la notevole conoscenza del clima delle Cercavanto ha consentito loro di agire su tutta Randland. Al prezzo però di far fare alla Scodella qualcosa per cui non era stata progettata, con conseguente distorsione, per un certo periodo di tempo, di saidar e saidin, e di cambiamenti climatici non proprio piacevoli. La legge delle conseguenze inaspettate ha colpito ancora.

I Seanchan imparano a loro spese che schermare Elayne, che si è bloccata per lo sfinimento nel tentativo di chiudere il Passaggio, non è una buona idea, peccato per loro che non possono riferire a nessuno l’importanza di questa lezione. Elayne e Aviendha decidono di diventare sorelle prime.

7: Un recinto per capre

Perrin circondato da donne, tutte che vogliono andare a trovare Alliandre. Dopo aver mandato Berelain, cosa che ovviamente Faile non gradisce, Perrin s’imbatte in un’altra donna: Morgase. L’ex regina si presenta come Maighdin. Due trame, precedentemente scollegate, si intrecciano. Ricordiamo che l’unico a incontrare Morgase, il L’Occhio del Mondo, è stato Rand, e che Mat l’ha vista, quando era sotto l’influenza di Rahvin, in Il Drago rinato. Perrin non ha modo di conoscerla, anche se conosce Elayne.

8: Una semplice donna di campagna

Il gruppo di Perrin, che si è formato da poco, cerca di trovare un equilibrio. Capitolo di chiacchiere, riflessioni e nient’altro.

9: Grovigli

Ancora discussioni, con tanto di avviso da parte delle Camminatrici dei Sogni che Masema deve morire.

10: Cambiamenti

Al gruppo di Perrin si aggiungono Elyas, che non vedevamo dai tempi di L’Occhio del Mondo, e Alliandre.

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4 risposte a Il sentiero dei pugnali di Robert Jordan. Dal prologo al capitolo 10

  1. Simone Fileni ha detto:

    Non si può certo dire che Jordan abbia creato personaggi femminili deboli ma il fatto che ostentino continuamente la loro teoria di superiorità verso gli uomini alla lunga è fastidioso (Aviendha è il personaggio che odio di più in assoluto). Invece durante la serie spesso vedevo soprattutto nelle Aes Sedai una certa “dipendenza” dall’Unico Potere, quando lo perdono o non possono usarlo si sentono perse, a parte Siuan e Moiraine, loro sono forti sul serio.

    • Randland è un mondo in cui per tremila anni solo le donne hanno potuto incanalare in modo sicuro. Come conseguenza le Aes Sedai, ovviamente tutte donne, sono diventate le persone più forti di quella terra, e quando qualcuno si trova in una posizione di forza è inevitabile che a un certo punto comincino i soprusi. Le Aes Sedai sono prepotenti, si sentono giustificate a esserlo, ma come in tutti i gruppi sociali solo una parte di loro è davvero in gamba. Jordan ha voluto ribaltare i cliché, anche se qualche volta ha un po’ esagerato. Però non è che le donne siano necessariamente più forti, semplicemente loro si percepiscono come più forti e visto che siamo spesso nella loro testa lo vediamo. Se in altre storie fossimo così spesso nella testa di personaggi maschili, e questi personaggi si ponessero il problema di chi è più forte fra uomo e donna, sono sicura che vedremmo uno sbilanciamento ancora maggiore, solo che la superiorità dell’uomo nella nostra cultura è data così tanto per scontata che spesso non ci rendiamo conto di certi atteggiamenti sessisti.
      Moiraine e Siuan non sono le uniche forti, anche Egwene dimostra notevoli capacità. Quello che fa, soprattutto dall’undicesimo romanzo in poi, è davvero notevole. Nynaeve è davvero forte nell’uso dell’Unico Potere, ma la sua missione è guarire. Non si arrende finché non riesce a guarire cose ritenute impossibili da guarire, e non dimentica che esistono metodi di guarigione che non prevedono l’uso dell’Unico Potere. Elayne per la sua conquista del trono si affida alla politica, non a saidar. Poi nelle battaglia, in certi confronti, l’uso dell’Unico Potere è inevitabile, ma non è l’unico strumento adoperato dai personaggi.
      Aviendha, come tutti gil Aiel, appartiene a un’altra cultura, e quindi è difficile rapportarsi con lei. In più le Far Dareis Mai si sposano con la lancia, non con gli uomini. Aviendha si ritrova a dover abbandonare una vita che ha scelto solo perché sa incanalare, e quindi deve fare il suo dovere verso il suo popolo, si innamora quando era convinta che le sue scelte l’avrebbe portata a vivere con delle donne, non con un uomo, per il quale credeva di non provare alcun interesse, e da quando esce dalla Terra delle Tre Piegature si trova a dover affrontare continui shock culturali. Le cose per lei non sono facili, e si vede nella sua rigidità. Ci sono personaggi più simpatici di lei, ma tutto sommato posso capire perché è così e accettarla per quello che è.

  2. Livio C ha detto:

    Leggendo il riassunto, mi accorgo che siamo probabilmente nella fase meno avvincente dell’intera Saga.
    Forse è solo una mia impressione, ma abbiamo

    – Il viaggio di ritorno di Elayne e della Famiglia a Caemelyn, e l’inizo degli intrighi a palazzo
    (non particolarmente entusiasmante, e si ravviverà solo fra qualche libro, alla Lama dei Sogni)
    – Il viaggio di Egwene verso la Torre Bianca… dubito che nessuno possa definirlo eccitante
    (Almeno fino al rapimento di Egwene alla fine di Crocevia del Crepuscolo)
    – L’inizio di Perrin da Masema. Anche qui non certo una delle mie parti preferite.

    Considerando che anche Rand non fa grandi cose in questo periodo, e MAt è assente, non posso non pensare che Il sentiero dei pugnali sia, più di altri, un libro di passaggio, necessario per portare i personaggi dove devono essere (Elayne a Caemlyn, Egwne nella torre, etc.) ma non particolarmente interessante se preso singolarmente…

    • Per quanto possa sembrare strano vista la lunghezza dobbiamo considerare La Ruota del Tempo come un unico lungo romanzo. Inizio avvincente, parte centrale più lenta per mettere a posto tutti gli elementi e fare i preparativi per quel che verrà e parte finale mozzafiato. Qui siamo nei preparativi, ci sono singole scene belle ma tante parti sono lente ma necessarie sistemazioni in vista del futuro.

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