Ragni e tordi

Il testo che ho scritto per Hobbitologia si intitola Oltre Smaug: gli animali nello Hobbit. Confesso che il titolo è nato abbastanza tardi, per colpa di un problema tecnico: stavo scrivendo troppo. Io però ero partita da Smaug, come testimoniano le prime righe del mio saggio:

Eccolo lì, un enorme drago di un rosso sfumato d’oro, profondamente addormentato; dalle sue fauci e dalle narici usciva solo un borbottio accompagnato da sbuffi di fumo, perché quando dormiva le sue fiamme erano basse.

È questa la prima immagine che Bilbo ha di Smaug il drago, colui che ha rubato il tesoro un tempo appartenuto a Thrain, re dei nani che vivevano sotto la Montagna Solitaria.

Una citazione da Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien e poi le mie parole. In Lo Hobbit c’è un drago, se si parla degli animali presenti in un romanzo, come si può ignorare un drago se ce n’è uno? E infatti ho cominciato con lui, solo che ho esagerato. Avevo a disposizione 20.000 caratteri in tutto, anche se c’era un certo margine in cui potevo sforare. Infatti ho sforato: anche escludendo la lunghissima bibliografia, che ho aggiunto in seguito, ho superato di poco i 26.000 caratteri. Ehm… non ditelo a Marina Lenti, ho sforato dal margine di sforatura che ci aveva dato, che era di 25.000 caratteri. Però non è del tutto colpa mia, io ero rimasta sotto questa cifra. Non di molto, ma ero rimasta sotto. Poi l’editor mi ha chiesto qualche precisazione e il risultato è stato quello che è stato. Quindi non è colpa mia.

Ovviamente per scrivere un testo su Lo Hobbit ho riletto Lo Hobbit. Avevo letto diverse volte il romanzo di Tolkien nel corso degli anni, insieme a diverse altre cosucce di e su Tolkien, ma se si scrive di un testo la prima cosa è rileggerlo prendendo appunti. Ho preso appunti di diverso tipo, magari prima o poi utilizzerò qualcos’altro, ma per questo saggio mi sono concentrata sugli animali. Avrei voluto fare un testo circolare, che partiva dal drago e arrivava al drago, ma a un certo punto mi sono resa conto che non era possibile, perché sul drago ci sarebbero state troppe cose da dire e da solo si sarebbe meritato un saggio, e ho corretto un po’ il tiro.

Ho parlato di animali. Sapete quanti e quali animali sono citati all’interno del romanzo? Alcuni sono citati solo di sfuggita, magari anche solo per un paragone, altri rivestono un ruolo più importante, comunque nel libro ci sono un drago, diversi pony, cavalli, uccelli vari (cornacchie, fringuelli, storni, avvoltoi, civette, gufi…), un tordo, montone (arrosto!), gatti, pipistrelli, pesci, capra, topo, coniglio, lupi, aquile, api, orsi, scoiattoli, cervi, farfalle, corvi, ragni e chiocciole.

Io mi sono concentrata sui più importanti:

Ma fra la fauna che attraversa queste pagine, alcuni animali spiccano rispetto agli altri, proponendosi come diretti antagonisti o alleati dei nani e dello hobbit. Del primo gruppo fanno parte i lupi, i ragni e il già citato drago; del secondo le aquile, un tordo e un orso.

Non potevo parlare degli animali reali, almeno in parte degli animali ha parlato Chiara Valentina Segré in Lo Hobbit fra di noi: quando letteratura e realtà si compenetrano, e ovviamente avevamo tutto l’interesse a non far sovrapporre i nostri testi. Io comunque avevo un’altra idea, quella di osservare come si sono trasformati e quali ruoli hanno assunto in altre opere, principalmente fantasy ma in qualche caso anche classici. La prima volta che avevo compiuto un percorso di questo tipo era stato nel 2009, per un articolo sulla Luna: http://www.fantasymagazine.it/10714/i-mille-volti-della-luna.

Lupi, ragni, drago, aquile, tordo, orso (più due righe dedicate ai cervi). Se volete leggere quel che ho scritto e su quali opere mi sono soffermata dovete comprare il libro, comunque ho appena riletto un altro libro in cui gli animali sono importanti e mi è tornato in mente quel saggio, che avrei potuto ampliare se avessi riletto La pietra del vecchio pescatore di Pat O’Shea poco più di un anno fa invece di ora. Come se già così non avessi sforato…

Quella che segue non è esattamente un’aggiunta al mio testo ma la citazione di alcuni passaggi di La pietra del vecchio pescatore:

Vide un ragno appeso allo stipite, a un lunghissimo filo di seta. Avvolse un tratto di quel filo intorno a un dito. Il ragno cominciò immediatamente a risalire verso la sua mano. Cercava di tornare alla sua tela e sapeva che essa era in alto.

Quand’ebbe quasi raggiunto il dito, Brigit diede una scrollatina e il ragno ridiscese. Subito poi ricominciò a salire.

«Che fai, Brigit?» le chiese Tom.

«Gioco con un ragno», rispose lei, fingendosi indifferente.

«Non fargli male, che porta sfortuna», disse subito Pidge. Pensava che non guastasse, aver la fortuna dalla sua.

«Che male vuoi che gli faccia?»

Ancora siamo all’inizio, nel quarto capitolo, e i due bambini non sanno quanto gli animali saranno importanti per loro. Comunque il gioco innocente di Brigit mostra le sue conseguenze molto più avanti, nel capitolo 24:

E un ragno si calò, appeso al suo filo, e prese ad oscillare lievemente a paro delle loro facce. Era grosso pressappoco quanto una meletta selvatica.

«Vi ricordate di me?» chiese, affabile.

«No», risposero loro.

«E chi è che ha giocato allo yo-yo con me?»

Il ragno li aiuta a rifugiarsi per la notte presso una famiglia di ragni, e spiega loro dove trovare aiuto per superare un ostacolo apparentemente invalicabile che hanno appena incontrato. Non solo, le ragnatele, usate al posto delle funi, torneranno più volte utili a Pidge e Brigit.

Un tordo compare prima come vittima del tentativo di pasto di uno dei segugi della Morrigan e poi vittima della Morrigan stessa e di una magia (fortunatamente di breve durata) che fa ridere solo lei, e poi come informatore. Nel capitolo 34 infatti un personaggio racconta che

«Iersera, è venuto qui da me un falco pellegrino e m’ha detto: ‘Hanno ripreso il viaggio, dopo aver attraversato un terribile baratro’. Oggi, verso mezzogiorno, un tordo si è presentato alla mia porta: ‘Stanno ancora viaggiando’, mi ha detto.»

Solo due animali, in mezzo alla moltitudine di animali presenti nel romanzo, e neppure i più importanti. Fra tutti chi spicca è la volpe, e forse prima o poi parlerò anche delle volpi.

L’importanza degli animali è uno dei tanti aspetti della cultura gaelica ripresa dalla O’Shea quando ha scritto il suo meraviglioso romanzo.

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5 risposte a Ragni e tordi

  1. Sara Fabian ha detto:

    io voglio leggere lo hobbit . Hobbitologia però è fighissimo e l’ho adocchiato anche io ❤

    • Lo Hobbit è stato il primo fantasy che ho letto, quindi per me sarà sempre un romanzo speciale. Tieni presente però che è un romanzo per ragazzi, lo stile, il tono della storia e la trama sono molto diversi da Il Signore degli anelli anche se la storia di Bilbo è fondamentale per la seconda opera.
      Se deciderai di leggere Hobbitologia spero che tu possa dire anche dopo la lettura che è un libro fighissimo.

      • Sara Fabian ha detto:

        Io non ho letto neanche il signore degli anelli. Lo stile semplice anche con Narnia era per ragazzi ma mi piace molto. Comunque lo leggerò.

        • Forse me lo avevi già detto, ho un vago ricordo di un appassionato di fantasy che mi ha scritto di non aver letto Il Signore degli anelli, ma il ricordo è davvero troppo vago per dire altro. Visto quanto è letto Il Signore degli anelli, non solo dagli appassionati di fantasy, tendiamo a dare per scontato che tutti lo conoscano, e invece ciascuno fa il suo percorso di lettura e non è detto che si trovi a leggere un’opera solo perché è famosa. Io per prima sono consapevole di non aver letto un’infinità di libri che teoricamente bisognerebbe leggere. O almeno, che bisognerebbe leggere se avessimo dieci vite e meno impegni.
          Buona lettura per quando questi libri incroceranno il tuo cammino.

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