La corona di spade di Robert Jordan. Dal capitolo 8 al capitolo 12

Rilettura di La corona di spade di Robert Jordan.

8: Il fantoccio

Sono rimasta giusto un po’ indietro, quindi sarò breve. Questo è un altro dei salti indietro nel tempo fatti da Jordan che mi ha spiazzata. Noi abbiamo visto la liberazione di Moghedien in chiusura di Il Signore del Caos, qui assistiamo in diretta all’evento dal punto di vista di Egwene, quindi questo capitolo è contemporaneo alla fine di quel romanzo. Una delle difficoltà nell’avere così tante trame sta nella coordinazione degli eventi, come ha sottolineato anche George R.R. Martin spiegando i suoi problemi con il Nodo di Meereen. Jordan proverà a riallineare i tempi in Crocevia del crepuscolo, ma con risultati poco graditi dalla gran parte dei lettori.

Comunque chi considera Egwene solo un fantoccio non ha capito nulla, anche se per ora la fanciulla ha le sue brave difficoltà nel governare le sue recalcitranti “figlie”.

9: Una coppia di lucci

Una delle mie lamentele è che i personaggi si parlano troppo poco. Per assicurarsi di tenere tutti belli lontani Jordan non si è limitato a renderli troppo orgogliosamente testardi e convinti di essere gli unici capaci di prendere le decisioni giuste, ha anche creato leggi assurde come quella che tiene Egwene lontana da Rand. Come sarebbe stato tutto più semplice se i due si fossero parlati?

Nicola è una gran rompiscatole. Ha talento, ma una come lei è meglio perderla che trovarla. Egwene reagisce da vera Amyrlin, si sente oltraggiata dal fatto che qualcuno possa provare a ricattare la donna che ricopre quella carica. Unito al lavoro di squadra con Siuan (e con Leane, ormai Verde, come aveva scherzosamente detto in La grande caccia) la fanciulla sta davvero diventando l’Amyrlin.

10: Occhi invisibili

Mondo dei sogni. Egwene lascia messaggi per Nynaeve ed Elayne, si incontra con le Sapienti in un ruolo ormai paritario e non più come Apprendista (peccato che il rapporto con Amys non sia più lo stesso) e fa nuovi sogni. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

Egwene stava in piedi in una vasta camera con le luci soffuse, dove tutto era indistinto. Tutto tranne Gawyn, che avanzava lento verso di lei. Un uomo alto e bellissimo – aveva davvero pensato che il suo fratellastro Galad fosse più bello? – con i capelli del colore dell’oro e gli occhi del più bell’azzurro. Gawyn era ancora lontano, ma poteva vederla. Il suo sguardo era fisso nei suoi occhi, come un arciere con un bersaglio. Nell’aria era sospeso un vago rumore, una sorta di incessante scricchiolio. Egwene guardò a terra e le venne da urlare. Gawyn camminava scalzo su una distesa di vetri rotti, che si sminuzzavano a ogni suo passo. Anche con quella luce fioca, Egwene poteva vedere la scia di sangue lasciata dai piedi feriti.

Suppongo si riferisca a quando Gawyn la salva dagli assassini Seanchan.

Gawyn. Poi Egwene si trovò in piedi in mezzo a quella strada, davanti a lui, che tirò le redini. Stavolta non perché l’aveva vista, ma perché la strada si biforcava proprio nel punto in cui si trovava lei, risalendo alte colline che impedivano di vedere cosa vi fosse al di là. Egwene però lo sapeva. In fondo a una delle due diramazioni c’era la morte violenta di Gawyn, in fondo all’altra una lunga vita e una morte serena. In una l’avrebbe sposata, nell’altra no. Sapeva cosa c’era in fondo alle due biforcazioni, ma non quale delle due conduceva a una fine o all’altra. All’improvviso Gawyn la vide, o parve vederla, sorrise, fece girare il cavallo per imboccare una delle due stradine… ed Egwene fu in un altro sogno.

Avrei dovuto leggere con più attenzione. La morte violenta e il matrimonio sono la prima opzione, la lunga vita con morte serena, e il mancato matrimonio, sono la seconda. Io invece avrei voluto il matrimonio e la lunga vita e ho fatto male gli abbinamenti, pur sapendo che si deve fare molta attenzione ai dettagli.

incubi dove Aes Sedai armate di frusta la inseguivano lungo corridoi infiniti

Allusione al fatto che sarà prigioniera di Elaida e che la sua Maestra delle Novizie le infliggerà ripetute punizioni corporali? Non che le altre siano molto più tenere…

dove creature deformi si nascondevano nell’ombra

i Seanchan?

o dove Nicola sorrideva denunciandola al Consiglio e Thom Merrilin si presentava come testimone. Questi li scartò tutti, gli altri li archiviò per recuperarli e studiarli in futuro, sperando di capirne il significato.

Perché scartarli? Al di là di Thom, che non fa mai nulla contro di lei, le Aes Sedai la puniscono, di creature nascoste nell’ombra ce ne sono un’infinità (ma forse sono troppe perché l’informazione sia utile) è Nicola è sempre pronta a denunciarla.

Egwene si trovava in piedi davanti a un muro immenso, e lo artigliava cercando di distruggerlo a mani nude. Non era fatto di mattoni o di pietra, ma di migliaia di dischi, ognuno per metà bianco e per metà nero, l’antico simbolo Aes Sedai, come i sette sigilli che una volta tenevano chiusa la prigione del Tenebroso. Adesso alcuni di quei sigilli erano spezzati – anche se nemmeno l’Unico Potere era in grado di rompere il cuendillar – e gli altri si erano misteriosamente indeboliti, ma quel muro era più forte che mai. Per quanto lo colpisse ripetutamente, non riusciva ad abbatterlo. Forse era il simbolo a essere importante. Forse stava cercando di abbattere le Aes Sedai stesse, o la Torre Bianca. Forse…

Egwene non abbatte né le Aes Sedai né la Torre Bianca, ma certo dà loro una bella scossa. Ma se i sigilli della prigione del Tenebroso vengono rotti è dietro sua precisa indicazione.

Mat era seduto su una collina, di notte, osservava un magnifico spettacolo degli Illuminatori. A un tratto una delle sue mani scattò verso l’alto e afferrò una di quelle luci che esplodevano nel cielo. Dal pugno chiuso guizzarono frecce di fuoco, ed Egwene fu pervasa da una sensazione di terrore. A causa di quel gesto sarebbero morti degli uomini. Il mondo sarebbe cambiato. Ma il mondo stava già cambiando, cambiava sempre.

Avete presente il film del 1985 Fandango con un giovane Kevin Costner? Sono troppi anni che non lo guardo, riprendo parte della trama da Wikipedia:

Università di Austin, Texas, 1971. Con la consegna dei diplomi, Kenneth e Gardner ricevono la lettera di arruolamento per il Vietnam, tanto che il primo annuncia la rottura del fidanzamento con Debbie, ex ragazza del suo compagno. Gardner, scapestrato ma intraprendente, lo invita con Dorman, Lester e Phil a partire con una Cadillac per un viaggio verso il confine con il Messico, dove erano stati qualche anno prima, per disseppellire un certo Dom. Durante una tappa del viaggio i protagonisti trascorrono un sabato sera con delle ragazze del luogo divertendosi a giocare in un cimitero lanciandosi dei petardi. Una scena di gioco con effetti di luci e urla spensierate, ma l’atmosfera cambia improvvisamente quando uno dei petardi va a illuminare la lapide di un giovane morto in Vietnam.

Un gioco fatto di esplosioni, rumori forti e luci trasformato in una potentissima arma? Mmm… mi sembra familiare…

Le cinghie che aveva intorno alla vita e alle spalle la legavano forte al ceppo e l’ascia del boia stava calando, ma Egwene sapeva che da qualche parte qualcuno stava correndo e, se avesse corso abbastanza in fretta, l’ascia si sarebbe fermata. Altrimenti… Rabbrividì in quell’angolo della mente dove custodiva i sogni.

Indicazione generica di pericolo? Di pericoli Egwene ne corre parecchi, e sappiamo come va a finire. Se non sto dimenticando nulla sono due le occasioni in cui verrà salvata, quella già citata dell’attacco Seanchan in Le Torri di Mezzanotte e poi, sempre da Gawyn, in Memoria di Luce dal campo del popolo di Shara.

Ridendo, Logain scavalcò qualcosa e salì su una pietra nera; quando Egwene guardò in basso pensò che l’uomo avesse scavalcato il corpo di Rand, disteso su un catafalco funebre con le mani incrociate davanti al petto, ma quando ne sfiorò il viso questo cadde a pezzi come un pupazzo di cartapesta.

Rand disteso sul catafalco non è davvero Rand. Quello è il suo corpo, ma il suo spirito si trova nel corpo di Moridin. Ma perché Logain lo scavalca? È possibile che Jordan on volesse far avverare tutte le sue profezie per dare l’idea di una storia che continua, ma in questo caso temo che sia più impossibilità da parte di Brandon Sanderson di narrare una scena che non conosceva perché non l’aveva ideata lui e non aveva abbastanza appunti a disposizione.

Un falco dorato dispiegò le ali e la toccò, e lei e il falco erano legati in qualche modo; sapeva solo che quel falco era femmina.

Siamo abituati a pensare al Falco come a Faile, ma il falco è anche un simbolo dei Seanchan, e in Memoria di Luce Egwene legherà brevemente a sé come Custode Egeanin.

Vide un uomo morente in un letto molto piccolo, ed era importante che quell’uomo non morisse, eppure fuori stavano erigendo una pira funebre e si sentivano canzoni di gioia e tristezza.

Di nuovo Rand e il suo catafalco alla fine di Memoria di Luce?

Un giovane dalla carnagione scura aveva un oggetto fra le mani che brillava tanto da impedirle di vedere cosa fosse.

Boh. Olver con il Corno? Non lo ricordo dalla carnagione scura. Altre ipotesi?

11: Un giuramento

Theodrin e Faolain prestano giramento a Egwene, mentre tutte le altre Aes Sedai complottano e tendono a ignorare l’Amyrlin che si sono scelte. Per fortuna dalla sua parte ci sono Siuan e Gareth Bryne.

12: Una mattina di vittoria

Le cose iniziano finalmente a cambiare. Dopo il giuramento di due che le altre non vedono come vere e proprie Aes Sedai arrivano anche i giuramenti di Myrelle e Nisao, e visto che loro sono legate dalla Verga dei giuramenti non possono mentire. Certo, Egwene non può avere la certezza che loro non siano Nere, e infatti anche la Nera Sheriam giurerà, ma comunque la sua posizione si sta rafforzando. Scopriamo che secondo le Aes Sedai il passaggio del legame di Custode è paragonabile a uno stupro, che Myrelle è la più abile a salvare Custodi la cui Aes Sedai è morta e che il suo mettere pressione su Nynaeve per rompere il blocco che la limita è dovuto al volerle cedere il legame di Lan. Lan che, grazie a Egwene, ora è sulla strada di Ebou Dar.

Nicola e Areina si confermano delle gran rompiscatole, sono felice di vedere che Egwene non è diventata così spietata da accettare il suggerimento di Siuan e ammazzarle.

Halima stessa si indignava anche per quelle insinuazioni. Non era una sciocca – Egwene lo aveva capito sin dalla loro prima conversazione, il giorno che Logain era fuggito ed erano iniziati i suoi mal di testa –, non era affatto un’oca senza cervello.

I mal di testa sono iniziati dopo la fuga di Logain per il semplice fatto che li provoca Halima con saidin, e se Halima avesse fatto qualcosa prima Logain se ne sarebbe accorto. Però come può qualsiasi Aes Sedai che un Reietto maschio è stato fatto rivivere dal Tenebroso nel corpo di una donna e che può ancora incanalare saidin? Nemmeno il fatto che lui/lei è l’unica persona vista nei pressi della tenda di Moghedien/Marigan la notte in cui è fuggita riesce a fornire indizi a Egwene. Halima è davvero un personaggio devastante.

Il Porto Sud. Il Porto Nord. Le chiavi di Tar Valon. Come poteva occuparsi di Nicola e Areina senza accettare il suggerimento di Siuan? Doveva fare in modo di mettere alla prova tutte le sorelle prima di entrare in Andor. Lei aveva un Talento per metalli e minerali, ma era raro fra le Aes Sedai. Nicola e Areina.

Primi indizi per il piano che realizzerà in parte alla fine di Crocevia del crepuscolo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in citazioni, Robert Jordan rilettura e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...