Cartaceo o ebook?

“Beh, ma il profumo della carta…”

È una delle affermazioni che salta fuori più spesso da parte dei sostenitori del libro cartaceo per giustificare la loro preferenza rispetto agli ebook, privi di quella particolare fragranza.

Riconosco di aver annusato i libri pure io in passato, ma la maggior parte dei libri non ha un particolare profumo che arricchisce la lettura. Suppongo che il profumo dipenda dalla carta scelta dall’editore, e che la maggior parte delle carte usate al momento siano quasi inodori, ma “il profumo dei libri” mi sembra sempre più una bella immagine con poca attinenza alla realtà. E allora, libro di carta o ebook?

Da libraia dovrei dire senza esitare libro di carta, l’ebook mi toglie il lavoro. Prima o poi me lo toglierà comunque Amazon, ma l’ebook affretta la cosa. Ma, al di là di questo, che differenze ci sono fra i due supporti?

Vantaggi dell’ebook: costa meno, non è ingombrante né pesante (il che significa che è più comodo in viaggio e non conosce i problemi di spazio di una vera libreria), consente una rapida ricerca nel testo (almeno a computer, sul lettore non ho mai provato, e solo se si conoscono con precisione una o più parole che si vogliono cercare), può essere acquistato in qualsiasi istante senza bisogno di uscire di casa o ordinarlo nel caso in cui la libreria di riferimento lo ha finito, e se è dotato di illuminazione propria si può leggere anche al buio.

Vantaggi del libro di carta: per non so quale motivo la mia mente si concentra meglio guardando la pagina di un libro piuttosto che uno schermo, consente ricerche più rapide quando si ricorda approssimativamente una scena ma non le parole usate per narrarla (in genere io ricordo con una buona approssimazione dove si trovano gli episodi che mi hanno colpita all’interno dei volumi cartacei), essendo esposto sugli scaffali mi consente di ricordare meglio cosa ho letto, cosa devo ancora leggere e di fare collegamenti fra i libri (l’aspetto visivo nella lettura e nell’organizzazione dei libri per me è sempre un elemento fondamentale), più essere prestato a un amico (se invece voglio prestargli un ebook devo dargli tutto il lettore con dentro la mia libreria, e intanto io cosa leggo?) e non ha bisogno di essere ricaricato, quindi non rischio di trovarmi senza batteria da un momento all’altro.

Cose che ho scoperto recentemente. Possono mancare elementi per me importanti. In La Ruota del Tempo di Robert Jordan ciascun capitolo è aperto da un’icona. Le icone non sono cose carine e basta, quando si inizia a capirle spesso rivelano cose importanti o creano un certo tipo di aspettativa, la loro scomparsa è grave. Dei libri di Rick Riordan ho in cartaceo la serie Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo e in ebook le serie Eroi dell’Olimpo. In Percy Jackson non ci sono cartine, in Eroi dell’Olimpo sì, ma la cartina è presente solo nell’edizione cartacea, non nell’ebook. Perché? O le immagini possono vedersi male. Un drago in salotto è un libro per bambini scritto da Pierdomenico Baccalario e illustrato da Claudia Petrazzi. I disegni non sono marginali, sono fondamentali per la storia, ma sul mio lettore compaiono solo in parte. Sul computer li vedo bene, sul lettore no. Perché?

Proseguiamo con le note: sono una rogna. Ho un Sony, se devo sottolineare un passo nella prima riga spesso il lettore invece di sottolineare mi mette un segnalibro. Se invece devo sottolineare nelle ultime tre-quattro righe mi apre una finestrella che mi propone un dizionario e non riesco a mandarla via se non rinunciando a sottolineare. Magari avere il dizionario incorporato può far comodo, io non lo so perché non l’ho mai usato. Ho anche un Kobo, e con quello proprio non sono riuscita a sottolineare niente. Appena lo tocco quello decide di aprire il dizionario e io e lui iniziamo a litigare. Quindi sul Sony sottolineo quasi dappertutto, sul Kobo non lo so fare. Sul Sony so anche prendere appunti, anche se la cosa è un po’ troppo macchinosa per i miei gusti. Però è fattibile, mentre sul Kobo suppongo si possa fare ma non so come. Molto meglio la mia matitina per scrivere sui libri di carta. Io ho sempre una matita in borsa (e pure gomma e temperino, una matita – magari anche cinque o sei, ma questo è un dettaglio – senza gomma e temperino non ha senso), perciò scrivere non è un problema. Ma, a parte la macchinosità della scrittura, in dicembre il mio Sony, di punto in bianco, ha deciso di cancellare tutti i miei appunti e le mie sottolineature. No, grazie, se voglio cancellare so farlo da sola. Non per niente ho la gomma sempre con me. Ovviamente dopo aver perso anni di appunti ho smesso di farne altri, che senso ha prendere appunti che non so se dureranno? Ma leggere così per me è limitante, gli articoli, quanto meno gli approfondimenti, non nascono dal niente.

L’altro aspetto è che odio sfogliare gli ebook. Quando inizio a leggerli li apro e vado avanti, una pagina alla volta, fino alla fine. Beh, magari li intervallo a un’altra decina di libri, ma comunque procedo in modo lineare. Con i cartacei no. Li apro e guardo se c’è una cartina, poi controllo la presenza di una dedica, di una qualche profezia o poesia o citazione iniziale, quindi vado a caccia dell’indice. Se non c’è, ma i capitoli del libro hanno un titolo, l’indice me lo faccio io. Poi guardo l’eventuale appendice, a volte pure i ringraziamenti, e solo dopo inizio la lettura vera e propria. Però ogni due per tre, specie all’inizio, torno indietro a consultare la cartina o vado in fondo a controllare chi è chi nell’indice dei nomi, e quando l’indice è insoddisfacente lo integro con appunti miei. Faccio scorrere le pagine per guardare quanto è lungo il capitolo che sto leggendo, o torno indietro a vedere come si intitola il capitolo in questione. A volte vado a caccia di un episodio passato per controllare un dettaglio Insomma, sfoglio continuamente il libro. Non è una lettura lineare, anche se non sbircio le righe per vedere cosa accadrà dopo. Le sorprese e le rivelazioni le voglio avere al momento giusto, ma su tutto il resto mi sento libera di spostarmi come mi pare. Con l’ebook no, trovo macchinosi gli spostamenti e quindi non li faccio. Non ricontrollo gli episodi su cui mi sono venuti dubbi e, peggio ancora, non consulto la cartina né l’indice dei nomi perché odio andarli a cercare, con il risultato che la geografia mi rimane nebulosa e impiego il triplo del tempo per imparare a distinguere i personaggi. Una parte di loro almeno, perché alcuni proprio non ne vogliono sapere di entrarmi in testa. Non li associo al regno di appartenenza, o alla parentela, o al ruolo che ricoprono, e quindi sono indistinguibili, specie nel caso di una saga in più volumi i cui volumi leggo a distanza di mesi se non di anni l’uno dall’altro. Questo problema l’ho sentito molto con l’ultimo libro che ho letto, ma mi sa che parlerò in un altro momento.

Quello che mi è chiaro è che, fra i due formati, preferisco il cartaceo, anche se avere pure la versione ebook può essere utile per determinate ricerche, e il profumo della carta nella mia scelta non c’entra nulla.

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4 risposte a Cartaceo o ebook?

  1. Simone Fileni ha detto:

    Per il Fantasy e la Fantascienza il cartaceo non si batte; le mappe, le illustrazioni, l’elenco dei personaggi in digitale è davvero scomodo consultarli; certo se si leggono i libri di Volo o della Littizzetto va bene anche in ebook (visto che per un centinaio di pagine scarse in cartaceo hanno lo stesso costo di libri ben più voluminosi).

    • Piuttosto che leggere Volo o la Littizzetto leggo le ricette suggerite dalle confezioni di cibo… 😉
      Alla fine mi sa che l’ebook mi sta bene per testi brevi che, proprio per la loro brevità, non vengono pubblicati in cartaceo, come archivio (gli unici che ho nel doppio formato, cartaceo e digitale, sono Martin, Jordan, Sanderson e qualcosa di Kay) e in vacanza, per ovviare al dover fare una valigia solo per i libri.

      • Stefania ha detto:

        Conosci “Come un romanzo” di Daniel Pennac? In sostanza ricorda che ciascun lettore è lettore a modo proprio con diritto di sottolineare, sbirciare e fare le orecchiette alle pagine 🙂
        Oggi dovrebbe integrare come si vive la lettura digitale.
        Personalmente resto amante della carta limitando le letture digitali al tuo Blog e a qualche post di FB, in qualche rara occasione ho letto testi digitali da Wattpad sul cellulare ma solo perchè disponibili esclusivamente su quell’applicazione.
        Ciao 🙂

        • L’ho letto anni fa ma non mi ha lasciato niente, ricordo che mi era piaciuto solo il famoso decalogo del lettore.
          Su internet le mie letture fisse sono fantasymagazine.it, il blog di Martin, quello di Tor Books e quello di Patrick St. Dennis, che senza saperlo mi ha influenzata molto nella realizzazione del mio blog. Per il resto leggo qualche articolo che mi sembra interessante postato dai miei contatti su Facebook o articoli in cui m’imbatto facendo ricerche per i miei articoli.
          Per quanto mi riguarda l’ebook è scomodo, almeno in prima lettura, proprio perché non riesco a viaggiare nel testo come faccio con un cartaceo. Oltretutto quando il mio Sony si è impallato e mi ha cancellato tutti gli appunti ha anche tolto il segnalibro a tutti i libri che stavo leggendo, ne avevo aperti almeno una decina, e questo non ha certo contribuito a rendermi simpatici i lettori. Utili per le ricerche testuali, comodi in viaggio e utili nel risolvere i problemi di spazio, ma sospetto che per me l’ebook rimarrà sempre un surrogato di un libro. Quando è necessario lo uso, ma se posso lo evito.

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