La corona di spade di Robert Jordan. Dal prologo al capitolo 7

Rilettura di La corona di spade di Robert Jordan. Spoiler su La Ruota del Tempo fino a La lama dei sogni compreso.

Non possiamo essere sani, la terra non può dare buoni frutti, perché la terra è una sola cosa con il Drago Rinato e lui una sola cosa con la terra. Anima di fuoco, cuore di pietra, conquista con orgoglio,

costringendo gli orgogliosi a cedere.

Fa inginocchiare le montagne e i mari si aprono al suo cospetto,

il cielo stesso si prostra davanti a lui. Prega affinché il cuore di pietra rammenti le lacrime e l’anima di fuoco ricordi l’amore.

Tratto da una traduzione discutibile delle

Profezie del Drago

del poeta Kyera Termendal di Shiota,

presumibilmente pubblicata fra il 700 e l’800 (a.L.).

Il sovrano è tutt’uno con la terra, se la terra è malata anche il re è malato o, al contrario, se è malato il re lo è anche la terra su cui si estende il suo dominio, come nel caso del Re pescatore.

Prologo: Fulmini

Elaida, sicura di sé perché sa di aver catturato Rand – e noi sappiamo quanto siano sbagliati tutti i suoi calcoli perché abbiamo visto la liberazione di Rand – pianifica. Lasciamo perdere la futilità dei progetti architettonici quando si sta avvicinando Tarmon gai’don, cosa quest’ultima di cui è ben consapevole, e vediamo gli errori.

Elaida è convinta che Rand sia suo prigioniero: errore.

Teslyn e Joline non mandano notizie da Ebou Dar ma Elaida sottovaluta la cosa: errore. Lei è convinta di poter terrorizzare tutte e “rimetterle al loro posto”, non capisce che così se le aliena e ottiene poca collaborazione. È Alviarin a informarla della presenza sul posto di Elayne, Nynaeve e due sorelle non identificate: Vandene e Adeleas. Elaida reputa le notizie di Alviarin nulla più che voci infondate: errore. Quando Alviarin mostra le sue prove lei non può cha accettarle, facendo la figura di quell’arrogante presuntuosa e ignorante che è.

Sottovaluta Siuan, l’ha sempre sottovalutata, ritenendo che avrebbe dovuto limitarsi a morire: errore.

Crede che Morgase sia morta: errore, anche se questo al momento è un errore molto diffuso.

Talvolta Elaida aveva la Predizione, un Talento che molte avevano considerato scomparso prima di riscoprirlo in lei, e parecchio tempo addietro aveva Predetto che la Casata Reale di Andor avrebbe avuto in pugno la chiave per vincere l’ultima Battaglia. Più di venticinque anni prima, non appena era diventato chiaro che Morgase Trakand avrebbe ottenuto il trono, Elaida si era incollata alla futura Regina, che all’epoca era ancora una ragazza. Non aveva idea di come Elayne potesse essere cruciale, ma la predizione non mente mai.

Elayne è importante, ma da questa frase è evidente che la Predizione di Elaida è antecedente all’ascesa al trono di Morgase, il che significa che la Casata Reale di Andor era quella della regina Mordrellen e di conseguenza della figlia di lei Tigraine e del figlio di quest’ultima, tal Rand a’Thor. Saper Profetizzare non significa capire.

Elaida è convinta che alla Torre Nera ci siano solo due o tre uomini capaci d’incanalare. Che abbia commesso un errore di valutazione anche qui? Intanto abbiamo un interessante accenno al passato:

Toveine Gazal aveva abbandonato la Torre da quindici anni, e non vi aveva fatto più ritorno fino al giorno in cui Elaida l’aveva convocata. Le altre due Adunanti Rosse che si erano ritirate in ‘esilio volontario’ durante lo stesso periodo adesso avevano sguardi carichi di nervosismo ma, a differenza di Lirene e Tsutama, Toveine si era soltanto indurita negli anni passati in ritiro.

Quindi Lirene, Tsutama e Toveine sono coinvolte nel pogrom contro gli uomini capaci d’incanalare voluto dalle Rosse e che ha avuto fra le vittime anche Owein, il nipote di Thom. Ricordiamo che Moiraine, l’ultima volta che lo ha visto, ha promesso a Thom i nomi delle responsabili della morte senza processo di suo nipote. Le tre Adunanti Rosse sono state esiliate dalla Blu Marith Jaen, colei che sedeva sullo scanno dell’Amyrlin prima di Siuan. E anche Elaida è coinvolta, come scopriamo poche pagine dopo.

«Ventiquattro è un numero pericoloso da dire ad alta voce» osservò Alviarin con una sinistra serenità. «Pericoloso come duemila. Gli Annali ne riportano solamente sedici. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento è che quegli anni tornino a imperversare. O che le sorelle al corrente solo di ciò che era stato detto loro scoprano la verità. Anche quelle che hai fatto tornare mantengono il silenzio.»

Elaida assunse un’espressione pensierosa. Per quanto ne sapeva lei, Alviarin aveva scoperto la verità su quegli anni solo dopo essere stata eletta Custode, mentre la sua conoscenza era di tipo più personale. Ovviamente Alviarin non poteva esserne al corrente. Non con certezza, almeno. «Figlia, qualsiasi cosa ne dovesse scaturire, non ho timori. Chi potrebbe impormi una penitenza, e con quale accusa?» Con questa frase era riuscita a girare intorno alla verità con una discreta grazia, ma era evidente che non aveva sortito alcun effetto sull’altra donna.

Perciò otto uomini, Oweyn è uno di loro, sono stati domati senza processo, ed Elaida non solo lo sa ma è stata pure coinvolta nel pogrom.

Elaida non crede che Mazrim Taim si trovi con Rand: errore. Ok, forse non vanno esattamente d’amore e d’accordo, ma Taim guida la scuola (a modo suo, certo) per volere di Rand. E Bashere non sta provando a ucciderlo.

Elaida crede che le ribelli di Salidar abbiano al loro servizio un esercito di soli due o tremila uomini: errore. Non sono sicura di quanti fossero, a Salidar, gli uomini di Bryne, ma certo erano di più o si sarebbero preoccupati maggiormente degli uomini che Mat ha lasciato sotto il comando di Talmanes. Tarna è stata ingannata, ma lei questo non lo sospetta neppure.

Elaida crede che Egwene sia solo un capro espiatorio: errore, anche se ancora pure le donne che hanno elevato ad Amyrlin Egwene non hanno capito di che pasta sia fatta la fanciulla.

Elaida non crede che i Reietti siano liberi: errore.

Predizione:

«La Torre Bianca sarà di nuovo integra, a parte le poche cacciate via e schernite, integra e più forte che mai. Rand al’Thor affronterà l’Amyrlin Seat e conoscerà la sua ira. La Torre Nera sarà dilaniata da sangue e fiamme, e le sorelle cammineranno sul suo suolo. Questo io Predico.»

Va bene, l’ira dell’Amyrlin è ridicola, uno di quegli episodi che secondo me Brandon Sanderson non ha gestito al meglio ma sì, la Torre Bianca sarà di nuovo integra e più forte di prima sotto un’Amyrlin degna di questo nome, mentre la Torre Nera conoscerà divisioni al suo interno e diverse Aes Sedai cammineranno sul terreno dove si erge la Torre. Perché quello che dice Elaida, e che lei stessa si sente dire, è così diverso da quello che leggo io anche se le parole sono le stesse?

Con Sevanna torniamo a una scena che abbiamo già visto, la battaglia dei Pozzi di Dumai. In un primo momento avevo fatto fatica a raccapezzarmi per via del salto indietro nel tempo, non tutte le diverse linee temporali di Robert Jordan si ricollegano bene fra loro, anche se qui c’è da gestire anche un passaggio di libro. Il Signore del Caos doveva per forza finire con la gloria di Rand, era la cosa più giusta, così per mostrarci Sevanna Jordan è tornato indietro nel tempo. Quando aveva narrato la morte di Couladin grazie ai ricordi di Mat il salto indietro nel tempo era stato fatto in modo molto più naturale, a quanto pare pure Jordan era umano e non ha rifinito nel modo migliore alcuni dettagli della sua saga .

Dopo aver lasciato Elaida Alviarin incontra Mesaana. L’abbiamo già incontrata in passato sotto mentite spoglie, la ritroviamo qui ma con l’aspetto mascherato. La Reietta vuole informazioni e si diverte a vedere in opera i piani di persone che considera molto inferiori a lei, mentre Alviarin ci rivela qualcosa del passato.

Lei era avanzata di posizione perché Ishamael, in un impeto d’ira, aveva ucciso la donna che l’aveva preceduta, Jarna Malari, quando aveva scoperto quello che costei aveva cominciato, e che non si era conclusa se non dopo altri due anni, in seguito alla morte di un’altra Amyrlin. Alviarin si era chiesta più volte se Elaida aveva avuto un ruolo nella morte di quella donna, Sierin Vayu; di sicuro l’Ajah Nera non c’entrava nulla. Jarna aveva ucciso Tamra Ospenya, l’Amyrlin che aveva preceduto Sierin, spremendola come un grappolo d’uva – ottenendone poco succo, come avevano scoperto poi – e facendo sembrare che fosse morta nel sonno, ma Alviarin e le altre dodici sorelle del Gran Consiglio avevano sofferto a lungo prima di riuscire a convincere Ishamael che loro non ne erano responsabili.

Jarna Malari, ufficialmente una Grigia, era a capo dell’Ajah Nera. In Nuova Primavera aveva provato a convincere Moiraine, all’epoca ancora un’Ammessa, a reclamare il Trono del Sole. Qualche tempo dopo Jarna e le Nere avevano torturato fino alla morte l’Amyrlin Seat Tamra Ospenya perché si erano accorte che sapeva qualcosa sul Drago Rinato e volevano informazioni. Sulla base di quanto scoperto le Nere avevano iniziato ad assassinate tutti coloro che a loro giudizio avrebbero potuto essere il Drago. L’Amyrlin successiva, la Grigia Sierin Vayu, è stata a sua volta assassinata da Chesmal Emry, come viene spiegato nel decimo capitolo di Il cuore dell’inverno:

aveva sentito almeno venti volte la parte che aveva avuto Chesmal nel sottoporre a interrogatorio Tamra Ospenya, e forse cinquanta la storia di come Chesmal aveva indotto le Rosse ad assassinare Sierin Vayu prima che quest’ultima potesse ordinare il suo arresto. Stando a quello che diceva Chesmal, era stata lei a salvare l’Ajah Nera facendo tutto da sola

Sierin sospettava che Chesmal fosse una Nera e quest’ultima per salvarsi la pelle e salvare la sua vera Ajah aveva indotto le Rosse ad assassinare l’Amyrlin perché Sierin stava facendo pulizia fra le Rosse (anche se le Adunanti Lirene, Tsutama e Toveine saranno esiliate dall’Amyrlin successiva) per via del già citato pogrom. Già che ci siano vediamo chi sono state le ultime Amyrlin:

Noame Masadim, Blu, 950-973;

Tamra Ospenya, Blu, 973-979, assassinata da Jarna Malari e dall’Ajah Nera;

Sierin Vayu, Grigia, 979-984, assassinata dall’Ajah Rossa su istigazione della Gialla (Nera) Chesmal Emry;

Marith Jaen, Blu, 989-988, di questa non sappiamo come sia morta. Morte naturale? Possibile, per un’Amyrlin di questi tempi?;

Siuan Sanche, Blu, 988-999, deposta in modo illegale (con la collaborazione di una Reietta, due Nere e un’ambiziosa capace di vedere solo quel che vuole vedere lei) e quietata;

Elaida a’Roihan, Rossa, 999-?, l’ambiziosa in questione;

Egwene al Vere, Verde (circa, per la verità era un’Ammessa), 999-?, Amyrlin durante lo Scisma d’Occidente. Per quarant’anni la cristianità ha avuto il suo papa, il suo antipapa, con un terzo papa che è giunto a complicare le cose dopo il Concilio di Pisa. Jordan ha reso le cose più semplici, il terzo papa non l’ha messo e i casini sono solo fra Elaida ed Egwene.

Insomma, un periodo bello confuso in cui tutti si davano da fare per ammazzare qualcun altro, Amyrlin, capi di Ajah, possibili Draghi… alla fine chi ne è venuta fuori è stata Alviarin, nuovo capo delle Nere per volontà di Ishamael, che ha stabilito le gerarchie nel tipico stile dell’epoca: assassinando il precedente capo dell’Ajah Nera. Alla fine di tutto il casino Mesaana insegna ad Alviarin a Viaggiare.

Omerna ammazza Pedron Niall, se prima i Manti Bianchi erano inquietanti ora, con gli Inquisitori ancora più forti, le cose non possono che peggiorare. Almeno Niall un minimo di morale (ma proprio un minimo) l’aveva, gli altri neppure quella. Comunque il gesto di Omerna la dice lunga: mai fidarsi dei fanatici che si vedono traditi dal proprio profeta, per conferma chiedere a Bruto che non ha gradito le aspirazioni imperiali di Cesare, a Giuda che non ha gradito la scarsa volontà di Gesù di scacciare con la forza i Romani dalla sua terra e ad Aram, che in futuro non gradirà il comportamento di Perrin anche se fino a qualche tempo prima lo aveva venerato. Balwer viene cacciato, nessuno ha capito il suo valore.

Le ultime pagine del Prologo sono dedicate a un Gawyn che riflette sul non aver potuto uccidere Rand per via della promessa fatta a Egwene e sul complotto in cui sarebbero dovuti morire lui e i Cuccioli, poi lo vediamo in azione con la spada.

con la stessa fluidità lui passò da Il falco in picchiata a Il rampicante abbraccia la quercia, per poi finire con La luna sorge sui laghi.

Alcune figure bene o male posso provare a immaginarle, per altre non c’è proprio speranza. La luna sorge sui laghi? Che diavolo ha fatto Gawyn?

La danza del gallo cedrone divenne Ripiega l’aria che a sua volta si trasformò in La cortigiana agita il ventaglio

Lo so, sono citazioni che potrei evitare. Potrei evitare di fare un bel po’ di cose, anche scrivere, e invece… L’Aes Sedai che Gawyn non salva è quella simpaticona di Galina, e probabilmente è meglio così. Non credo che Gawyn sarebbe sopravvissuto alla sua compagnia.

1: Chasaline Alta

Se Il Signore del Caos aveva coperto un arco di tempo di un centinaio di giorni, in La corona di spade vederemo avvenimenti di solo 10 giorni. Il ritmo rallenta giusto un po’. Si comincia con il vedere da vicino i risultati del macello compiuto al termine del romanzo precedente e con lo scoprire con sgomento che il Calderaio Aram ormai è diventato l’opposto di ciò che era. Decisamente non ha retto bene lo stress del periodo.

Sorte delle Aes Sedai che avevano tenuto prigioniero Rand: Irgain Fatamed (Verde), Renaille Vevanios e Sashaelle Anderly (Rossa) sono state quietate da Rand nel momento in cui si è liberato e successivamente fatte prigioniere. Coiren Saldeain (Grigia, era a capo della delegazione di Elaida prima del rapimento), Sarene Nemdhal (Bianca), Erian Boroleos (Grigia), Nesune Bihara (Marrone), Katerine Alruddin (teoricamente Rossa, in realtà Nera), Elza Penfell (teoricamente Verde, in realtà Nera), Beldeine Nyram (Verde), Nalaene Forrell (Nera), Janine Pevlara (Rossa), Turanna Norill (Bianca), Marith Riven, Chisaine Nurbaya (Rossa), Innina Darenhold (Rossa), Vayelle Kamsa (Rossa), Fera (Nera) e altre sei sono state catturate dagli Asha’man. Covarla Baldene (Rossa), Lusonia Cole, Vasha (Grigia), Hattori (Verde, con il suo guardiano Sleete, quello che era più gentile con Min) e altre otto sono riuscite a scappare. Amira Moselle (Rossa, già Maestra delle Novizie quado era Amyrlin Sierin Vayu e in seguito Adunante), Laigin Arnault e un’altra sono state uccise durante la battaglia. Galina Casban (teoricamente Rossa, in realtà Nera) è stata catturata dagli Shaido. Il totale è 39.

2: Il mattatoio

Titolo di capitolo decisamente appropriato. Perrin, il punto di vista, è disgustato, e Rand non se la passa certo meglio. I personaggi saranno forgiati anche da quest’esperienza, dalla consapevolezza di ciò che hanno dovuto fare, dalle conseguenze delle loro azioni e da una consapevolezza ancor più pesante: il sapere di essere pronti a rifarlo, di doverlo quasi certamente rifare, in caso di necessità.

I morti sono troppi per poterli contare tutti, 19 uomini dei Fiumi Gemelli, quasi un centinaio provenienti da Mayene e poco più provenienti da Cairhien, e un migliaio di Aiel. E i lupi.

La vita è un sogno – che non conosce ombra.

La vita è un sogno – di dolore e sofferenza.

Un sogno dal quale – preghiamo di svegliarci.

Un sogno dal quale – ci svegliamo e ce ne andiamo.

Chi vorrebbe dormire – quando la nuova alba attende?

Chi vorrebbe dormire – quando soffiano venti dolci?

Un sogno deve finire – quando giunge il nuovo giorno.

Questo sogno dal quale – ci svegliamo e ce ne andiamo.

Rand tiene il conto delle Fanciulle, che in questo caso ammonta a 151.

«Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen. Oggi è morta per me. Chuonde dei Miagoma della Dorsale. Oggi è morta per me. Agirin, degli Shelan Daryne…»

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara, in La grande caccia. 2 e 3.

Dena, la donna di cui è innamorato Thom, in La grande caccia. 4.

Ingtar in La grande caccia. 5.

Leya, la Calderaia in Il Drago rinato. 6.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra, scoprendo che non può realmente fare tutto. 8.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. 9.

Il padre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 10.

La madre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra . 11.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni, in L’ascesa dell’Ombra. 12.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 13.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 14.

Zio Edward, fratello del padre di Perrin. Sua moglie, zia Madge, e i loro tre figli in L’ascesa dell’Ombra. 15, 16, 17, 18 e 19.

Zia Neain, vedova, e i suoi due figli in L’ascesa dell’Ombra. 20, 21 e 22.

La prozia Ealsin in L’ascesa dell’Ombra. 23.

Owein, custode di Alanna, in L’ascesa dell’Ombra. 24.

Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, della banda di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35.

Visto che sono 27 in tutto, e noi abbiamo undici nomi, ci sono altri sedici morti, che portano il totale a 51.

La madre di Aram in L’ascesa dell’Ombra. 52.

Alric, custode di Siuan, in L’ascesa dell’Ombra. 53.

Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca in L’ascesa dell’Ombra. 54 e 55.

Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 56

Teodora, sorella di Kadere, in I fuochi del cielo. 57.

Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. 58.

Ilyena. Lo so, è morta all’inizio di L’Occhio del Mondo, ma Rand ha iniziato a piangerla adesso. Il nome di Ilyena finirà pure nella lista delle donne morte per Rand, quindi perché dovrei escluderla io? 59.

Melidhra, Fanciulla della Lancia uccisa da Mat in I fuochi del cielo. 60.

Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. 61.

Lamelle, Fanciulla della Lancia uccisa da un Trolloc a Caemlyn. 62.

Pevin ,il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn. 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage in Il Signore del Caos. 64 e 65.

Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. 66.

Desora, Fanciulla della Lancia uccisa da una freccia destinata a Rand. 67.

Una donna di mezz’età uccisa in un’imboscata solo perché si è trovata vicino a Rand nel momento sbagliato. 68.

Herid Fel, bibliotecario, ucciso da un gholam alla fine di Il Signore del Caos. 69.

Isan, della setta Jarra degli Aiel Chareen, 69. Chuonde dei Miagoma della Dorsale, 70. Agirin, degli Shelan Daryne, 71. E altre 148, morte alla fine di Il Signore del Caos, anche se il numero preciso e il nome di tre di loro lo scopriamo solo all’inizio di La corona di spade. Totale: 220.

C’è un dettaglio abbastanza curioso nel modo in cui si rapportano due personaggi.

Non appena Taim entrò nel circolo lanciò un’occhiata a Gedwyn, che gli rispose scuotendo appena il capo. Sul volto di Taim apparve una smorfia, che sparì quasi immediatamente.

Gedwyn è uno degli Asha’man coinvolti nell’attacco a Rand a fine romanzo e Taim, come sapremo con certezza in Il cuore dell’inverno, è un seguace del Tenebroso. Lo è già qui? Mi sono sempre chiesta come avessero fatto lui e gli Asha’man ad arrivare al posto giusto nel momento giusto. Perrin ha seguito le tracce, e da un certo momento in poi oltre all’aiuto dei lupi ha avuto quello di Alanna, ma Taim? Possibile che Gedwyn si sia messo alla ricerca del ter’angreal di Rand, il piccolo uomo grasso, e che abbia scosso la testa per comunicare a Taim di non averlo trovato? Quel ter’angreal è piccolo ma efficace, in più di un’occasione è stato fondamentale per Rand. Senza il suo aiuto, per esempio, non solo non sarebbe riuscito a usare la Pietra Portale e a portare tutti nel Rhuidean in L’ascesa dell’Ombra, ma alla fine di quel romanzo non sarebbe riuscito a sconfiggere Asmodean. E in almeno un’occasione Rand e Taim si sono già guardati in cagnesco, hanno incanalato entrambi e Rand è risultato il più forte forse solo grazie al ter’angreal, e questo credo che Taim lo abbia capito.

Prima di mandare via Taim Rand prende con sé quattro Dedicati (quindi non Asha’man completi): Jur Grady, Damer Flinn, Eben Hopwill e Fedwin Morr, e quattro Soldati: Jahar Narishma, Jonan Adley, Fager Neald e Karldin Manfor, e tutti gli rimarranno fedeli. Dietro insistenza di Taim sceglie anche un Asha’man completo, Corlan Dashiva. È il suo essere ta’veren che guida le sue scelte? Perche gli otto scelti per primi gli rimarranno fedeli fino alla morte, quindi Rand può fidarsi totalmente di loro (ammesso che si fidi ancora di qualcuno) mentre Dashiva è in realtà Osan’gar, e visto che al momento non vuole far sapere di essere uno dei Reietti il fatto di tenerselo vicino consente a Rand di controllarlo meglio. Sarà perché conosce la sua identità che Taim è sorpreso? Taim conosce la vera identità di Dashiva? Quel che è certo è che poco dopo si allontana

chiamando a piena voce Gedwyn e Rochaid, Torval e Kisman.

Quattro seguaci del Tenebroso. Coincidenze? Io non credo (nella realtà non sono una complottista, ma nei romanzi c’è sempre da sospettare).

Scopriamo qualcosa su quanto sia difficile per Min convivere con le sue visioni, e ne abbiamo una che per quanto inquietante non ci dice nulla di nuovo.

Ho visto sangue nel passato di Taim, e nel suo futuro, ma è qualcosa che potevi indovinare da solo. È un uomo pericoloso.

E non è l’unico uomo pericoloso.

«Il M’Hael?» ripeté Rand sbattendo le palpebre.

«È il titolo di Lord Mazrim Taim, mio Lord Drago. Significa ‘capo’ nella Lingua Antica.» L’uomo riuscì a fare un sorriso che era al tempo stesso ansioso e condiscendente. «Ho letto molto alla fattoria. Tutti i libri che portavano i venditori ambulanti.»

Dashiva ha letto molto nella sua fattoria e conosce un po’ di parole nella Lingua Antica. Certo, come no.

3: La collina dell’Alba Dorata

Inizio del ritorno a Cairhien. Una cosa che Jordan faceva bene era valutare le conseguenze di ciò che era avvenuto. Una volta liberato Rand sarebbe stato semplice farlo tornare al potere come se nulla fosse accaduto, ma non sarebbe stato realistico. Con la sparizione di Rand Colavere si è fatta incoronare, perciò al suo ritorno il Drago deve provare di essere ancora lui, nel pieno possesso delle sue facoltà e riprendersi il potere limitando al minimo i danni collaterali.

4: A Cairhien

Ingresso in città.

5: Una corona spezzata

Capitolo pieno di tensione, con Perrin angosciato per Faile, Rand che cerca un modo per salvare Colavere nonostante le leggi stabilite da lui stesso e Colavere che vede crollare il mondo intorno a sé dopo essere stata certa di avere tutto sotto controllo. La scena della corona è notevole.

Rand prese in mano quel pezzo di metallo allungato che cominciò a piegarsi lentamente per tornare alla forma originaria, le estremità si fusero insieme e…

Forse gli Asha’man avevano visto quanto era accaduto e forse lo comprendevano, ma agli occhi di Perrin la corona distrutta tornò integra in un istante. Fra i nobili nessuno fiatò, nessuno si mosse; Perrin pensò che forse avevano troppa paura per fare qualsiasi cosa. L’odore del terrore puro era più forte che mai. Non fremeva, era selvaggiamente spasmodico.

«Tutto quello che può essere fatto» spiegò Rand con voce sommessa «si può disfare.»

E mentre i personaggi cercano disperatamente una via d’uscita, quel Nerd di Loial prende appunti per il suo libro!

6: Paure vecchie e paure nuove

Chiarimenti. Vorrei solo che Faile la piantasse di essere gelosa, perché quanto qui è insopportabile quando invece agisce usando il cervello si dimostra in gamba.

7: Insidie e trappole

Rand teneva in mano lo Scettro del Drago, e sentiva ogni linea dei Draghi incisi contro l’airone impresso nella carne del suo palmo, poteva distinguerle una per una come se ci stesse passando sopra le dita, eppure la mano non gli sembrava la sua. Se una lama l’avesse amputata avrebbe sentito il dolore e… avrebbe proseguito. Sarebbe stato il dolore di qualcun altro.

Esattamente quello che accadrà. Quante volte Jordan ci dice qualcosa in anticipo e noi non lo notiamo? No, questo anche se me lo ero dimenticato lo avevo notato, alcune delle visioni di Min di L’Occhio del Mondo (la mano di Rand, l’occhio di Mat) le ho interpretate nell’esito abbastanza presto, pur non conoscendo il luogo né la modalità.

Qualcosa gli balenò nella mente. Non erano immagini, piuttosto dei mulinelli di colori e movimenti. Per qualche motivo lo facevano pensare a Mat, e a Perrin. Quelle visioni erano iniziate dentro la cassa, insieme a un altro migliaio di allucinazioni.

A breve Rand inizierà davvero a vedere i suoi amici e loro inizieranno a vedere lui. La magia e le forti emozioni possono avere effetti davvero strani. Intanto inizia a spostarsi e a pianificare. Per fortuna può contare su Bael e Bashere, e questo già lo sapevamo, e pure su Dyelin. Lei, come Dobraine, è una rarità fra i nobili: non cerca il potere in sé ma solo di fare ciò che è giusto servendo chi le è superiore di grado.

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2 risposte a La corona di spade di Robert Jordan. Dal prologo al capitolo 7

  1. Ermes ha detto:

    Piccolo lapsus: Gawyn, non Galad

    • Grazie, ho corretto. Si vede che non ho mai imparato a distinguere i nomi dei due, vero? È già tanto che ora non confondi più saidin e saidar, distinguere dal nome anche il fratello e il fratellastro di Elayne per me è troppo, quando li vedo so chi ho di fronte e per me questo è sempre stato sufficiente.

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