Il Signore del Caos di Robert Jordan. La situazione a fine romanzo

Questo è per Michela, che mi ha detto di essere ferma a Il Signore del Caos e di non ricordare abbastanza bene gli avvenimenti per poter andare avanti nella lettura di La Ruota del Tempo. Spoiler solo sui primi sei romanzi della saga.

Il Signore del Caos per molti versi è un libro di svolta. Randland, il mondo creato da Robert Jordan, è cambiato, e come ha scritto Jordan stesso alla fine dell’ultimo capitolo (ma poi c’è un epilogo) “il mondo era cambiato per sempre”. Vediamo perché, partendo dai personaggi.

Rand domina su Cairhien e Caemlyn, anche se le cose sono tutt’altro che tranquille e lui ha a che fare con un bel po’ di problemi politici. A fine romanzo viene catturato da un gruppo di Aes Sedai fedeli a Elaida (ma il loro capo, Galina Casban, è una Nera) e trattato in un modo che definire duro è riduttivo. Per questo Rand perderà ogni fiducia nelle Aes sedai e si chiuderà sempre più in sé stesso. La frase finale è un po’ più lunga di quel che avevo riportato qui sopra: “Le prime nove Aes Sedai avevano giurato fedeltà al Drago Rinato e il mondo era cambiato per sempre.”

Rand ormai ha più fiducia solo in pochissime persone e non si appoggia più alle Aes Sedai né si fida di loro, cosa che rende il suo cammino molto più difficile e solitario. Nella sua testa Lews Therin chiacchiera sempre più, i due ormai hanno instaurato un bel dialogo, anche se Rand non capisce se la voce sia reale o se lui sia completamente impazzito. La scena del salvataggio ai Pozzi di Dumai è da brividi per la potenza di fuoco dimostrata. Le Aes Sedai combattono usando l’Unico Potere, alcune (nove) schierate dalla parte di Rand, altre, oltre una trentina, contro di lui. Lo scontro coinvolge anche gli Shaido di Sevanna, un gruppo formidabile sia da un punto di vista di lance Aiel sia da un punto di vista di Unico Potere, e gli Asha’man guidati da Mazrim Taim, che vediamo per la prima volta all’opera. Taim per volere di Rand sta addestrando uomini capaci di incanalare in vista di Tarmon gai’don in un luogo definito Torre Nera. Le loro capacità in battaglia sono straordinarie, anche se Rand non è totalmente sicuro di potersi fidare di loro. Però, avendo bisogno di altri incanalatori in vista di ciò che li aspetta, fa del suo meglio per soffocare i suoi dubbi.

La battaglia dei Pozzi di Dumai è di proporzioni enormi, il conto del macellaio si vedrà all’inizio di La corona di spade. Gli schieramenti vedono da un lato le Aes Sedai di Elaida al comando di Galina, affiancate da un piccolo gruppo di soldati agli ordini di Galad, da un altro lato gli Shaido di Sevanna, che vuole sposare il car’a’carn (Rand) ed è convinta di poterlo dominare grazie a un ter’angreal donatole da uno dei Reietti, e dall’ultimo le forze fedeli a Rand costituite dalle nove Aes Sedai di Salidar, da qualche migliaio di Aiel guidati da Ruarc, da soldati dei Fiumi Gemelli guidati da Perrin, dai lupi chiamati da Perrin, da soldati al servizio di Dobraine e dagli Asha’man condotti sul posto da Taim.

Perrin, assente sulla scena dai tempi di L’ascesa dell’Ombra, è arrivato da Rand prima del rapimento e ha fatto in tempo a conoscere Davram e Deira Bashere, i genitori di Faile. Nelle pagine finali ha convocato i lupi e guidato uomini in battaglia dimostrandosi un ottimo leader anche se riluttante. Non è ancora venuto a patti con la sua capacità di parlare con i lupi, ma quando serve la sfrutta. Con lui c’è Loial, come tutto gli Ogier tranquillo quando le cose vanno bene, ma capace di diventare spaventoso in caso di necessità.

Ruarc è la solita roccia, così come tutti gli Aiel, Sulin compresa ora che ha assolto il suo toh e ha indossato nuovamente il cadin’sor. Dobraine si dimostra fedele e capace, caratteristiche insolite negli abitanti delle Terre bagnate che non erano amici di Rand prima dell’inizio di La Ruota del Tempo. Gli Asha’man sono una forza da tenere in considerazione, anche se Rand non di fida totalmente di loro. Ma di chi si fida ormai? Le Aes Sedai che partecipano al salvataggio di Rand comprendono Verin, Alanna (che a tradimento ha legato Rand come proprio Custode, dettaglio che ha contribuito a rafforzare la diffidenza di Rand nei confronti delle Aes Sedai), Bera e Kiruna. Sono loro a giurare fedeltà a Rand a fine romanzo. Questo gruppo è costituito principalmente dall’ambasciata che le Aes Sedai di Salidar hanno inviato a Rand. Ma chi sono?

In L’ascesa dell’Ombra Elaida ha deposto Siuan Sanche con un’azione illegale e si è fatta nominare nuova Amyrlin Seat, cosa che ha causato la spaccatura della Torre Bianca. Tutte le Blu e molte altre Aes Sedai sono fuggite. Abbastanza presto anche Siuan e Leane, la sua Custode degli Annali, pur quietate riescono a fuggire, portandosi dietro anche Min e Logain, e iniziano un lungo viaggio per trovare le Aes Sedai ribelli. Lungo il percorso s’imbattono in Gareth Bryne, ex Capitano Generale delle Guardie della regina di Andor ora in pensione, e trovano il modo di farsi inseguire da lui dopo aver combinato un po’ di casini. Il gruppo giunge a Salidar, dove ci sono le Aes Sadai ribelli sotto la guida di Sheriam, già Maestra delle Novizie. A Salidar arrivano anche Nynaeve ed Elayne, dopo un lungo viaggio che le ha portate a ostacolare più volte i piani delle Nere fuggite con Liandrin. Nynaeve compie l’impossibile: guarisce Logain dalla domatura, restituendogli tutta la sua forza, e Siuan e Leane dalla quietatura, ma senza riuscire a donare loro la forza di prima. Molto più debole di prima, ma nuovamente Aes Sedai, Siuan manovra nell’ombra fino a spingere le Aes Sedai di Salidar a nominare Egwene nuova Amyrlin. Le Aes Sedai, divise in tre fazioni guidate rispettivamente da Sheriam, Lelaine e Romanda (più una quarta guidata dalla Nera Delana, che si finge una banderuola per sabotare tutti) sono convinte di poter comandare tramite Egwene, che invece vuole essere davvero Amyrlin e guidare in prima persona le Aes Sedai. Egwene è giunta a Salidar viaggiando nel Mondo dei Sogni, lei e Rand scoprono modi per Viaggiare dimenticati dai tempi dell’Epoca Leggendaria, il che spesso rende rapidissimi gli spostamenti dei personaggi.

Nel Mondo dei Sogni Nynaeve ed Elayne scoprono che per rimettere a posto il clima, bloccato in una perenne e caldissima estate dal tocco del Tenebroso, serve un Ter’angreal che si trova a Ebou Dar, e così Egwene invia loro, Vandene e Adeleas nella città a cercare il Ter’angreal. Le due, come pure Faolain e Theodrin, sono ormai Aes Sedai a pieno titolo per decreto di Egwene, cosa che le altre Aes Sedai non gradiscono ma che di facciata devono accettare, pur rendendo la vita difficile a donne che non considerano davvero Aes Sedai. Con le ragazze a Ebou Dar si recano anche Birgitte, Custode di Elayne, Aviendha, Thom, Juilin e Mat con parte dell’esercito che ha messo insieme durante e dopo la battaglia di Cairhien contro gli Shaido. Mat (insieme ad Aviendha) è stato portato da Rand a Salidar con l’incarico di riportare indietro Elayne per assegnarle il trono di Caemlyn, ma visto che lei è a caccia del Ter’angreal lui non può far altro che seguirla e cercare di proteggerla.

Elayne e Aviendha discutono del loro amore per Rand, cercando di capire come accettarsi a vicenda, come fare con lui e anche con Min, la terza donna innamorata di Rand. Min, che ha viaggiato con l’ambasciata di Salidar, è ormai arrivata da Rand e condivide la sua sorte di prigioniera di Galina poi liberata nella battaglia finale. Min sembra l’unica persona in grado di aiutare Rand a mantenere la sanità mentale.

A Salidar Egwene scopre che Nynaeve ha catturato Moghedien e, grazie all’a’dam, riesce a ottenere informazioni interessanti su utilizzi dell’Unico Potere perdute da millenni, questo fino a quando Halima non riesce a liberare Moghedien. Halima, ufficialmente segretaria di Delana, in realtà è uno dei Reietti, un uomo nel corpo di una donna, il che significa che incanala saidin all’insaputa delle Aes Sedai. Moghedien fugge, così come era fuggito Logain, liberato di nascosto per volere di Egwene che si è resa conto di non poter trattare con Rand, il Drago rinato, un uomo che può incanalare, se lei per prima tiene prigioniero un uomo che può incanalare. Chi torna in scena, brevemente, è Lan. Partito da Cairhien dopo la sparizione di Moiraine e Lanfear nel Ter’angreal alla fine di I fuochi del cielo, arriva dall’Aes Sedai che ora detiene il suo legame, Mireille ma sembra più morto che vivo.

Non se la passa bene neppure Morgase, fuggita da Caemlyn, e dalla Compulsione di Rhavin, solo per scoprire di non riuscire a riprendersi il suo trono e ora prigioniera dei Manti Bianchi, mentre tutti la credono morta.

Se non ho dimenticato nulla la situazione prima di La corona di spade è questa, con Rand che sta tornando a Cairhien dopo la prigionia, Egwene alla guida di un gruppo di Aes Sedai recalcitranti e Elayne e Nynaeve impegnate nella ricerca di un Ter’Angreal fondamentale. Randland, il mondo, sta diventando sempre più importante, e sta cambiando i personaggi in modi che non gradiscono. Ci vorrà ancora tempo, ma Tarmon gai’don è sempre più vicino.

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2 risposte a Il Signore del Caos di Robert Jordan. La situazione a fine romanzo

  1. Raffaello ha detto:

    Il Signore del Caos è davvero un punto di svolta nella saga. Oltre a quanto già detto nel tuo articolo, a voler essere onesti c’è da dire che questo libro sarà l’ultimo grande libro di TWOT per un po’ di tempo. Almeno a mio modo di vedere bisognerà attendere La lama dei sogni per ritrovare i fasti dei primi volumi. I 4 libri che seguiranno Il signore del Caos deluderanno non poco molti fan.

    • Io mi sono sempre divertita. È vero che Jordan impiega parecchio tempo per far accadere qualsiasi cosa, ma non è che in quel tempo io mi sia annoiata. I personaggi mi piacciono, anche quando li strozzerei, e le loro avventure mi interessano, anche quando la tirano per le lunghe (Scodella dei Venti, la trama di Faile a breve…). Certo, non tutte le pagine sono come I pozzi di Dumai, e dall’inizio dell’undicesimo romanzo è difficile tirare il fiato, mentre qui si procede con calma, ma farei la firma per avere tutti i libri che leggerò in futuro a livello di questi.

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