Brandon Sanderson: evocare una stratolama

Dieci battiti di cuore.
Uno.
Era il tempo necessario a evocare una Stratolama. Se il cuore di Dalinar batteva veloce, il tempo era più breve. Se era rilassato, ce ne voleva di più.
Due.
Sul campo di battaglia, il passaggio di quei battiti poteva durare un’eternità. Si infilò l’elmo mentre correva.
Tre.
L’abissale calò una zampa, fracassando il ponte pieno di attendenti e soldati. La gente urlò, scaraventata nella Voragine. Dalinar scattò in avanti su gambe potenziate dalla Piastra, seguendo il re.
Quattro.
L’abissale torreggiava come una montagna di carapace interconnesso di una tinta viola scuro. Dalinar riusciva a capire perché i Parshendi definissero dèi queste cose. Aveva un volto contorto e simile a una punta di freccia, con una bocca piena di mandibole dentellate. Sebbene assomigliasse vagamente a un crostaceo, non era un massiccio e placido chull. Aveva quattro terribili chele anteriori fissate su ampie spalle, ciascuna delle dimensioni di un cavallo, e una dozzina di zampe più piccole serrate contro il fianco dell’altopiano.
Cinque.
La chitina emise un rumore stridente contro la pietra quando la creatura terminò di issarsi sull’altopiano, afferrando con una rapida chela un chull che stava trainando un carretto.
Sei.
«Alle armi, alle armi!» tuonò Elhokar davanti a Dalinar. «Arcieri, tirate!»
Sette.
«Distraetelo dalla gente inerme!» gridò Dalinar ai suoi soldati.
La creatura frantumò il guscio del chull – dei frammenti delle dimensioni di vassoi caddero con gran fracasso sull’altopiano – poi si ficcò la bestia tra le fauci e iniziò a guardar giù verso gli attendenti e le scrivane in fuga. Il chull smise di belare mentre il mostro lo inghiottiva.
Otto.
Dalinar saltò da una sporgenza rocciosa e si librò per cinque iarde prima di atterrare con un tonfo sul terreno, gettando in aria pezzetti di roccia.
Nove.
L’abissale emise un orribile verso stridente. Risuonò con quattro voci, ciascuna che si sovrapponeva all’altra.
Gli arcieri incoccarono. Elhokar gridò ordini proprio di fronte a Dalinar, il suo mantello blu che svolazzava.
La mano di Dalinar pizzicava di anticipazione.
Dieci!
La sua Stratolama – Giuramento – si formò nella sua mano, condensandosi dalla nebbia, comparendo al decimo battito di cuore nel suo petto.

Dieci secondi possono essere un tempo terribilmente lungo. Questa scena non è particolarmente significativa, serve solo a farci conoscere un po’ meglio il mondo in cui sono ambientate Le cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson. Siamo alle pagine 226-227, nella maggior parte dei libri significherebbe essere abbastanza avanti nella storia, ma La via dei re è lungo 1137 pagine senza contare l’appendice e la storia è appena iniziata. Avremo modo di vedere in abbondanza cosa significhi evocare una stratolama, in quali occasioni viene adoperata, e quanto possano essere lunghi quei dieci secondi. La via dei re è il primo romanzo di una serie prevista in dieci volumi, il secondo romanzo è Parole di luce. Il terzo, Oathbringer, è stato annunciato in inglese per il 14 novembre 2017. Alla serie appartiene anche il racconto lungo Edgedancer, pubblicato nell’antologia Arcanum Unbounded.

Qualche giorno fa Tor ha pubblicato la copertina di Oathbringer, realizzata da Michael Whelan. Qualche informazione (con piccoli spoiler) sulla nascita della copertina la potete trovare qui: http://www.tor.com/2017/03/16/revealing-the-cover-to-oathbringer-the-third-book-in-brandon-sandersons-stormlight-archive/

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6 risposte a Brandon Sanderson: evocare una stratolama

  1. Raffaello ha detto:

    Beh dopo due copertine molto belle, questa lascia molto a desiderare, a parer mio :/

  2. Simone Fileni ha detto:

    Considerato che bisognerà aspettare almeno 6 mesi circa per la traduzione sarebbe buona cosa se nel frattempo facessero uscire Shadow Of Self, Bands Of Mourning o Arcanum Unbounded e accantonassero per un momento la fantascienza.

    • Di fantascienza negli ultimi anni se ne sta pubblicando davvero poca se escludiamo i romanzi YA, perciò il fatto che Fanucci vada avanti a pubblicarne per gli appassionati è importante. Però ultimamente di fantasy l’editore romano ha pubblicato ben poco, mi piacerebbe vedergli riprendere i ritmi che ha avuto in passato. Con Sanderson sono di parte, mi interessa qualsiasi cosa, ma dubito che vedremo la traduzione di tutte le sue opere. In attesa di Oathbringer i titoli che citi tu sono in cima anche alla mia lista di preferenze, non resta che sperare…

  3. Sara Fabian ha detto:

    Non conoscevo il libro ma la citazione sembra comunque interessante

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