Il Signore del Caos di Robert Jordan. Dal capitolo 44 al capitolo 49

Rilettura di Il Signore del Caos di Robert Jordan. Spoiler fino a La lama dei sogni.

44: Il colore della fiducia

Il medaglione di Mat blocca anche saidin e non solo saidar, anche se Mat non è in grado di capirlo visto che ancora nessuno ha scoperto che Halima è un uomo e che di conseguenza attinge a saidin. Se a qualcuno sembra che Jordan dedichi troppo spazio alla danza ricordo che lui era un ottimo ballerino fino a quando il suo fisico gli ha consentito di ballare, e che sotto uno dei suoi pseudonimi ha scritto anche articoli di critica teatrale e di danza.

Il gruppetto, Aes Sedai e accompagnatori, parte per Ebou Dar, non prima che Mat abbia manifestato il suo sostegno a Egwene. Non lo ammetterebbe mai, ma è pronto a fare di tutto per aiutare i suoi amici.

45: Un pensiero amaro

Perrin e il suo gruppo arrivano a Caemlyn e incontrano Rand. L’ultima volta che avevamo visto Perrin, se non ricordo male, era alla fine di L’Ascesa dell’Ombra, quando aveva salvato Emond’s Fiend dai Trolloc di Padan Fain (o forse aveva avuto qualche paginetta qui?). Nei Fuochi del cielo non c’era, possiamo immaginarlo tutto il tempo in viaggio e senza nulla di significativo da fare, ma a breve troverà modo di fare ancora qualcosa di utile. Per il momento consente a Rand di essere brevemente sé stesso, e questo è tanto.

46: Oltre il cancello

Perrin ha un simpatico incontro con i suoceri, con genitori così non c’è da stupirsi del carattere di Faile.

Min, tanto per cambiare, ha avuto una visione.

«Quando eravate insieme ho visto quelle lucciole e un’oscurità più intensa che mai. Hmm, mi piace questo vino speziato. Ma con voi due insieme nella stessa stanza, le lucciole hanno mantenuto la loro posizione invece di essere ingoiate più velocemente di quanto potessero sciamare, come invece succede quando sei solo. Ho visto anche un’altra cosa quando eravate insieme. Perrin dovrà essere presente accanto a te per due volte, o tu…» Min guardò nella coppa per non mostrargli il volto. «Se non dovesse esserci, ti capiterà qualcosa di brutto.» La voce di Min sembrava spaventata. «Molto brutto.»

Così, giusto per chiarire l’importanza di Perrin in quello che avverrà a breve. La seconda volta, ovviamente, è durante Tarmon gai’don.

Demira subisce il suo finto attentato, ma l’intento di chi lo ha organizzato di allontanare queste Aes Sedai da Rand funziona solo perché tutti sono così testoni da essere convinti di sapere tutto da non parlarsi. Davvero Rand avrebbe avuto bisogno di un trucchetto di questo tipo per tenere lontane le Aes Sedai? Come hanno fatto Merana, e soprattutto Verin, a non capire che c’era qualcosa che non andava? E lui, che accetta il loro voltafaccia senza nemmeno provare a indagare? Min, che dovrebbe essere un collegamento fra le Aes Sedai e Rand, non sente e non vede nulla? E nessuno in città parla di un attentato alla vita di un’Aes Sedai? Davvero i personaggi parlano troppo poco e a volte ragionano anche troppo poco.

47: La donna errante

A proposito di personaggi che non si parlano… perché diavolo Elayne e Nynaeve non hanno spiegato a Mat che sono Adeleas e Vandene a incanalare contro di lui? Non riescono a capire che un po’ di gentilezza e di comprensione nei confronti degli altri non guasta mai e che non sminuisce chi è gentile, e finiscono per non lasciarsi mai scappare un’occasione di fare i prepotenti gli uni con gli altri.

Scopriamo come aggirare il medaglione, scoperta che già in qualche modo aveva fatto Isaac Asimov con le tre leggi della robotica.

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.

  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.

  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Ora immaginiamo di cancellare la seconda frase della prima legge. In un’occasione Asimov lo fa per il migliore dei motivi: quello economico. Il migliore dei motivi secondo economisti, imprenditori e politici, ovviamente, e se Asimov scriveva fantascienza l’economia (o più semplicemente la brama di ricchezza) è alla base di fin troppe decisioni reali aberranti. Non si può colpire direttamente con l’Unico Potere chi è protetto dal medaglione? Lo si può colpire in modo indiretto. Un robot non può danneggiare direttamente un essere umano? Lo può però danneggiare indirettamente, almeno nel caso di Il robot scomparso, racconto che vede come protagonista la robo-psicologa Susan Calvin alle prese con un robot in cui la prima legge è stata modificata.

Mat, alle prese con i dadi nella testa, sceglie di alloggiare a La donna errante, locanda gestita da Setalle Anan.

48: Appoggiandosi al pugnale

Quando eravamo stati a Cairhien, con il suo Daes Dae’mar (ma nomi più semplici no?), avevo reputato i cairhienesi folli. Per certi versi gli Aiel mi erano sembrati ancora più folli. Quelli della Saldaea sono in gamba, se escludiamo la gestione familiare. A Ebou Dar le cose sono ancora più assurde. Ma gente normale da qualche parte no?

Le “vere” Aes Sedai considerano ben poco Elayne e Nynaeve, con Tylin le cose vanno molto meglio. Peccato solo che poi Tylin diventerà lievemente invadente con Mat.

49: Lo specchio delle nebbie

Arriva Loial.

Le Aes Sedai di Salidar tentano di intimidire Rand, brutta cosa. Poco dopo Bera e Kiruna arrivano a Caemlyn e involontariamente portano il numero delle Aes Sedai a tredici, brutta cosa. Lo vede anche Min.

Immagini e aure lampeggiarono su di loro come succedeva sempre intorno alle Aes Sedai e i Custodi. Una di esse colse l’attenzione di Min quando si accese su tutte e due le donne nello stesso momento, giallo brunastro e viola scuro. I colori non significavano nulla, ma quell’aura fece bloccare il respiro di Min.

Perché? Ha qualcosa a che fare con quel che capiterà a breve a Rand? Le due sono a capo del gruppo di salvataggio, questa può essere una conferma che sono legate (anche se in negativo, perché aiutano a interromperle) alle sofferenze di Rand? Sì, in effetti solo poche pagine dopo Min spiega

«L’aura. Sangue, morte, l’Unico Potere, quelle due donne e tu, tutto nello stesso posto, allo stesso istante.»

Decisamente le visioni vanno interpretate. Sì, c’è tutto, sangue, morte, Unico Potere e Rand, ma nessuno fra Rand, Bera e Kiruna muore, e nessuno di loro usa l’Unico Potere contro uno degli altri due, o fa in qualche modo sanguinare uno degli altri due. Rand decide di partire e dice una frase abbastanza inquietante

«Fidati, Min. Non ti farò del male. Mi taglierei un braccio, piuttosto.»

Min reagisce in modo strano, sappiamo da L’Occhio del Mondo che una delle sue visioni su Rand riguarda una mano insanguinata, ma è solo in La lama dei sogni che vedremo Rand perdere una mano proprio per salvare Min.

Ormai l’ambasciata è guidata da Bera e Kiruna, che decidono di seguire Rand insieme ad altre sette Aes Sedai. Tre in più del numero consentito dal Drago.

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