Il Signore del Caos di Robert Jordan. Dal capitolo 38 al capitolo 43

Rilettura di Il Signore del Caos di Robert Jordan.

Capitolo 38: Un freddo improvviso

Mat arriva a Salidar e le cose vanno in modo un po’ diverso da quel che tutti potevano immaginare. Aes Sedai e soldati sono molti di più rispetto a quanto ipotizzato da Mat, il che complica il suo compito anche se non lo spinge alla cautela. La sua determinazione nel voler aiutare gli amici è notevole, l’unico problema è che non ha idea di quale sia la situazione a Salidar. Anche Egwene e le altre hanno le loro difficoltà, dai problemi di Egwene a essere vista come Amyrlin all’impossibilità di usare saidar per fermare Mat. Ogni tanto qualche limitazione nell’uso dell’Unico Potere, che obbliga i personaggi ad accettare situazioni che non gradiscono o a trovare soluzioni alternative, è interessante.

Nicola ha il talento di vedere i Ta’veren, talento già manifestato da altri personaggi (Logain, Siuan), ma è interessante notare come capacità scomparse o rare siano sempre più presenti. Il Disegno intesse ciò che gli serve per continuare a procedere. Peccato solo che certi talenti li abbia Nicola.

39: Possibilità

L’arrivo di Mat offre a Egwene nuove possibilità: per quanto riluttante a fare qualsiasi cosa se non viene obbligato a farla, lui è un amico ed entrambi lo sanno. Il che significa che da un lato Egwene può destreggiarsi a livello politico sfruttando le divergenze fra Romanda, Lelaine e Sheriam, con Delana sempre lì a fare solo lei sa cosa, e dall’altro può fare pressioni usando in direzioni diverse (anche solo apparentemente) i soldati di Bryne e quelli di Mat. Rand non ha idea di quanto abbia aiutato Egwene quando ha mandato Mat a “salvare” Elayne. Peccato solo che i ragazzi di Emond’s Field (+Elayne) anche quando lavorano insieme riescano a fare i prepotenti gli uni con gli altri e a irritarsi a vicenda.

40: Risate inattese

Riunione fra Mat e Thom, con annessa consegna della lettera di Moiraine, e fra Elayne e Aviendha, che finalmente capiscono la composizione del terzetto di fanciulle di Rand.

41: Una minaccia

L’ambasciata di Salidar arriva finalmente da Rand e Min si butta letteralmente fra le braccia del Drago. Un po’ sfacciata la fanciulla. La sua presenza comunque è fondamentale, forse è solo grazie a lei che Rand mantiene la sua sanità mentale. Almeno in parte.

Visioni.

Una di quelle immagini l’aveva vista fin dalla prima volta. Migliaia di luci sfavillanti, come stelle o lucciole, che si catapultavano nel buio profondo, cercando di riempirlo, e ne venivano ingoiate. Adesso sembrava che vi fossero più luci di quante ne avesse viste prima, ma il buio le inglobava a gran velocità. C’era anche qualcos’altro, qualcosa di nuovo, un’aura gialla, marrone e porpora che le fece chiudere lo stomaco.

La lotta con il Tenebroso, e questo è sempre stato il destino di Rand. L’aura da voltastomaco potrebbe essere legata alla fine di questo romanzo, a quelle pagine in cui Rand se la passa decisamente male. Min consegna a Rand una lettera di Elayne.

Forse aveva finito l’inchiostro, perché le ultime righe assomigliavano più a uno scarabocchio, diverse dall’eleganza di tutto il resto.

Min ha ragione a chiamarlo Zuccone. Elayne non ha finito l’inchiostro, si sta semplicemente facendo violenza nell’accettare che Min sarà vicina a Rand e lei no, e che non deve essere gelosa per questo. Anche se in qualche modo Rand riesce davvero a stare con tre donne a volte riesce a essere terribilmente goffo e ingenuo.

Min crede che l’ambasciata di Merana non farà del male a Rand. Vediamo chi sono:

Merana Ambrey (Grigia), Kairen Stang (Blu), Rafela Cindal (Blu), Seonid Traighan (Verde), Faeldrin Harella (Verde), Demira Eriff (Marrone), Berenicia Morsad (Gialla), Masuri Sokawa (Marrone) e Valinde Nathenos (Bianca). Notevole, non c’è neppure una Nera fra loro, e considerando quanto spesso le nere riescano a intrufolarsi in qualsiasi gruppo questa è una bella eccezione. Sì, al di là di spaventarlo e farlo diventare imprudente nessuna di loro farà del male a Rand.

Ho visto un’aura intorno a te, nella sala del trono. Delle Aes Sedai ti faranno del male. O comunque delle donne che possono incanalare. Era molto confusa; non sono sicura sulla parte delle Aes Sedai, ma potrebbe accadere più di una volta. Credo fosse il motivo per cui era tutto così indistinto.

Sapere che c’è un pericolo però a volte non aiuta a evitarlo.

Min sorrise. «Ecco cosa mi piace di te, Rand. Accetti ciò che posso fare e ciò che non posso. Non mi chiedi mai se sono sicura o quando accadrà. Non chiedi mai più di quello che so.»

Per Min le sue capacità devono essere state un bel peso, e vedersi accettata così un sollievo enorme. Perché gli altri personaggi non riescono ad accettarsi così come fanno Min e Rand? Sulin come cameriera è… notevole. L’ultima visione di Min in questo capitolo una volta tanto è qualcosa di bello e la eleva più o meno al rango di Sapiente:

«Avrai due figlie» mormorò Min. «Gemelle, come due gocce d’acqua.»

42: La Torre Nera

Rand fa una visita alla Fattoria, che ora ha un nuovo nome. Come i suoi occupanti, del resto. E se Torre Nera non ha nessun apostrofo nel nome lo stesso non si può dire di Asha’man, odio la Lingua Antica. L’abitudine di lasciare indietro le Fanciulle è deleteria, come vedremo: se Rand non fosse sparito più volte da solo la prima volta che questo fosse accaduto tutti si sarebbero preoccupati, invece così una sparizione è solo l’ennesima sparizione. Peccato che Rand lasci tutto questo spazio a Taim, va bene che lui ha da fare ed è preso da una quantità di problemi incredibili, tutti diversi, tutti bisognosi di attenzione e tutti urgenti, ma lasciare non controllati centinaia di uomini che possono incanalare? Perché la cosa puzza lontano un miglio di fesseria? No, per la verità non sono non controllati, sono controllati da Taim, che è peggio.

43: La Corona di Rose

Le Aes Sedai a Caemlyn pianificano, contattando Dyelin, Luan ed Ellorien.

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