Il Signore del Caos di Robert Jordan. Dal capitolo 15 al capitolo 24

Rilettura di Il Signore del Caos di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

Capitolo 15: Un cumulo di sabbia

Quando leggo La Ruota del Tempo sono sempre affascinata. Jordan era bravissimo a rendere affascinanti i personaggi fino a farmi immedesimare in loro. Il ritmo procede lento, ma è così che lui scriveva, e se anche ero frustrata per alcune cose che facevano, o che capitavano loro, era comunque una frustrazione per quel tipo di avvenimenti, ma l’interesse c’era sempre. Commentare capitoli così però è noioso, e pure complicato se ormai è passato qualche tempo da quando li ho letti e i dettagli si sono un po’ sfumati nella mia mente. E poi da quando il lettore ebook mi ha dimostrato che non è detto che i miei appunti rimangano lì fino a quando interessano a me ho smesso di prenderne, quindi non posso neppure citare passaggi significativi. Al di là di alcuni sogni. Parlando di Gawyn

Lui in ginocchio mentre lei gli prendeva la testa fra le mani.

Qualche capitolo più avanti Egwene riuscirà a interpretare questo sogno: lo legherà come suo custode, anche se la cosa sarà un po’ più drammatica di lui che si inginocchia e lei che instaura il legame.

In un altro ancora Gawyn stava chiudendo una porta ed Egwene sapeva che se l’avesse chiusa totalmente facendo svanire la luce, lei sarebbe morta.

Mai creduto che Gawyn avrebbe fatto del male a Egwene, neppure nei momenti in cui lui era più arrabbiato con Rand. Questo, con relativa visione di Min, mi sembra quasi un dettaglio messo solo per creare incertezza nel lettore, ma io dubbi non ne ho mai avuti.

Perrin si ergeva davanti a lei con un lupo sdraiato ai suoi piedi, uno sparviero e un falco sulle spalle che si guardavano furiosi sopra la sua testa.

L’unico che non crea problemi è il lupo, lo sparviero (Berelain) si dimostrerà molto più in gamba di quanto questo romanzo possa far immaginare, ma i suoi giochetti con Perrin sono davvero irritanti, come irritante è la gelosia del falco (Faile).

Perrin non ne pareva consapevole, aveva invece cercato di gettare l’ascia, fino a quando non era corso via con l’arma che fluttuava in aria inseguendolo.

L’ascia. Perrin ha davvero un bel po’ di problemi con lei.

Perrin, che dava le spalle a un Calderaio e fuggiva

Aram, accidenti! Una delle colpe più grosse di Masema (a parte aver devastato territori immensi e aver ammazzato chissà quante persone) è stata l’aver fatto il lavaggio del cervello ad Aram. Odio i fanatici, di qualsiasi tipo siano. Quanto ad Aram è davvero una foglia perduta, incapace di trovare pace.

Mat, che parlava una strana lingua che lei capiva quasi – pensava fosse la lingua antica – e con due corvi appollaiati sulle spalle, gli artigli che affondavano nella giubba per penetrare nella carne. Non ne pareva consapevole come non lo era Perrin del falco e dello sparviero, ma aveva un’espressione di sfida e di tetra accettazione.

Lingua Antica, certo. I corvi, pensiero e memoria, si trovano sull’Asharandei e giustificano il suo titolo di Principe dei corvi, mentre il suo rapporto con Tuon è impostato su sfida e tetra accettazione. Peccato solo che Tuon poi sia diventata Fortuona, se prima mi piaceva da quel momento in poi è diventata troppo insopportabilmente Seanchan.

In un altro sogno, una donna con il volto nascosto dall’ombra faceva cenno a Mat di inoltrarsi in un grande pericolo; Egwene non sapeva di cosa si trattasse, solo che era mostruoso.

Direi Moiraine dalla sua prigione nella Torre di Genjei.

Alcuni sogni riguardavano Rand, e non erano tutti brutti, ma comunque strani. Elayne che lo costringeva a inginocchiarsi a forza spingendolo con una mano. Elayne, Min e Aviendha, sedute in un circolo silenzioso intorno a lui, che a turno protendevano una mano e l’appoggiavano su di lui.

Il momento in cui tutte e tre lo legano a sé.

Rand che camminava verso una montagna infuocata, con qualcosa che scricchiolava sotto i suoi piedi. Egwene si agitò e piagnucolò: le cose che scricchiolavano erano i sigilli della prigione del Tenebroso, che si frantumavano a ogni passo di Rand. Egwene lo sapeva. Non aveva bisogno di vederli per saperlo.

Nell’Ultima Battaglia Rand si recherà sopra e poi dentro una montagna, e la stessa Egwene farà rompere i sigilli. Il resto sono solo incubi.

Egwene ha ancora i mal di testa e cerca di capire sempre meglio il Mondo dei sogni, mentre Elayne e Nynaeve continuano a essere bloccate a Salidar. Andiamo avanti.

16: I racconti della Ruota

Finalmente racconti davvero importanti, che invece di piantare semi per il futuro chiariscono il passato. Prima c’è l’incontro con una manciata di nobili, ed è una fortuna che Dyelin sia così incrollabilmente fedele ad Elayne. Mi ero dimenticata, all’arrivo di Elayne a Caemlyn, che Dyelin si era dichiarata per lei fin dall’inizio, uno dei problemi collaterali del leggere i libri nell’arco di un tempo lunghissimo. Quello che mi interessa comunque è il suo resoconto di fatti avvenuti una ventina d’anni prima:

La donna esitò, quindi sospirò. «Suppongo che non importi. Un giorno dovrai spiegarmi come fai ad avere genitori aiel pur essendo stato cresciuto ad Andor. Venticinque anni fa, o forse più, l’Erede al Trono di Andor scomparve durante la notte. Si chiamava Tigraine. Si lasciò alle spalle un marito, Taringail, e un figlio, Galad. So che è una pura coincidenza, ma rivedo Tigraine nel tuo volto. È stato un duro colpo.»

Adesso anche Rand era colpito. Sentiva freddo. Parti del racconto che gli avevano fatto le Sapienti gli turbinavano in testa… una giovane abitante delle terre bagnate dai capelli biondo oro, vestita di seta… un figlio che amava, un marito che non amava… Shaiel era il nome che aveva scelto. Non ne aveva mai dato un altro. Le assomigli. «In quali circostanze è svanita Tigraine? Mi interessa la storia di Andor.»

«Ti sarei grata se non la chiamassi storia, mio Lord Drago. Ero una ragazza quando accadde, ma già più di una bambina, e trascorrevo molto tempo a palazzo. Una mattina Tigraine scomparve e non l’abbiamo mai più rivista. Alcuni sostenevano che vi fosse lo zampino di Taringail, ma l’uomo era mezzo impazzito per il dolore. Taringail Damodred voleva più di ogni altra cosa al mondo vedere la propria figlia Erede al Trono di Andor e il figlio re di Cairhien. Taringail era Cairhienese. Quel matrimonio era servito per mettere fine alle guerre tra i due regni, ma la scomparsa di Tigraine fece pensare che Andor volesse interrompere la tregua, e questo li portò a tramare in quel modo tipico dei Cairhienesi e il tutto portò all’Orgoglio di Laman. Naturalmente sai in cosa sia sfociato» aggiunse asciutta. «Mio padre dice che fu tutta colpa di Gitara Sedai.»

«Gitara?» C’era da stupirsi che non avesse la voce strozzata. Aveva sentito quel nome più di una volta. Era stata un’Aes Sedai di nome Gitara Moroso, una donna con il dono della Predizione, che aveva annunciato la rinascita del Drago sulle pendici di Montedrago, dando il via alla ricerca di Siuan e Moiraine. Era stata Gitara Moroso a dire anni prima a ‘Shaiel’ che se non fosse fuggita nel deserto, senza farne parola con nessuno, e non fosse divenuta una Fanciulla della Lancia, sarebbe accaduto un disastro ad Andor e nel mondo.

Dyelin annuì, vagamente spazientita. «Gitara era consigliera della regina Modrellein,» disse in tono vivace «ma trascorreva più tempo con Tigraine e Luc, il fratello di lei, che con la regina. Dopo che Luc si diresse a nord, per non fare mai più ritorno, si mormorò che Gitara lo avesse convinto che la sua fama o forse il suo destino si celasse nella Macchia. Altri dicevano invece che il vero motivo era che vi avrebbe trovato il Drago Rinato, o che l’Ultima Battaglia dipendeva dalla sua partenza. Fu circa un anno prima della scomparsa di Tigraine. Io personalmente dubito che Gitara avesse avuto a che fare con quegli eventi o con Luc. Rimase consigliera della regina fino alla morte di Modrellein. Di crepacuore, per la scomparsa di Luc e Tigraine, come si racconta. Il tutto diede il via alla successione.» Osservò gli altri, che cambiavano posizione e si guardavano intorno con sospetto e impazienza, ma non poté fare a meno di aggiungere un’altra cosa. «Avresti trovato un’Andor diversa senza questi eventi. Tigraine regina, Morgase solo somma signora della Casata Trakand, Elayne mai nata. Morgase sposò Taringail dopo aver ottenuto il trono. Chi può dire quali altri cambiamenti ci sarebbero stati?»

Guardandola unirsi agli altri e andare via, pensò a un’altra cosa che sarebbe stata diversa. Lui non si sarebbe trovato ad Andor, perché non sarebbe nato. Tutto si ripiegava su sé stesso in circoli infiniti. Tigraine si recò nel deserto in segreto, la cosa indusse Laman ad abbattere Avendoraldera, un dono degli Aiel, per costruire un trono, atto che fece valicare la Dorsale del Mondo agli Aiel per ucciderlo – era il loro unico scopo, anche se le nazioni la chiamarono la Guerra Aiel – e con gli Aiel giunse una Fanciulla di nome Shaiel, morta durante il parto. Così tante vite erano cambiate, finite, perché la donna potesse partorirlo al momento e nel posto giusti, morendo nel farlo.

Gitara Moroso, la stessa Aes Sedai che in seguito avrebbe profetizzato la nascita di Rand su Montedrago e che sarebbe morta profetizzando, ha inviato Tigraine nel deserto consentendo la nascita di Rand e dicendo a Tigraine stessa quanto bastava per farla tornare a Ovest a partorire. Non capisco il senso di mandare Luc nella Macchia, visto che poi Luc sarebbe stato unito a Isam dal Tenebroso in un unico essere denominato l’Assassino. Elaida con le sue doti profetiche aveva saputo che la linea reale di Andor sarebbe stata determinante per vincere l’Ultima Battaglia, ma come al solito ha sbagliato l’interpretazione. Quella che era davvero importante era la vecchia linea reale, quella del momento in cui Elaida ha avuto la profezia, e che quindi passando dalla regina Modrellein discende alla figlia di lei Tigraine e quindi al figlio Rand. Il Drago. La nuova regina, Morgase, e sua figlia, Elayne, saranno sì importanti, ma la loro importanza impallidisce rispetto a quella di Rand.

Per chiudere Sammael ci dimostra come fare i messaggeri possa essere spiacevole.

17: La Ruota di una vita

Berelain si dimostra capace di governare, evidentemente il fatto di sfruttare il suo corpo è solo una delle armi che usa, quando serve, ma ha un cervello di prim’ordine. Peccato che a volte decida di provare a sedurre qualcuno (Perrin) per puro capriccio, non ci fosse stato tutto lo stupido bisticcio con Faile l’avrei apprezzata molto di più. Ji’e’toh a volte porta in scena situazioni interessanti, ma davvero troppi personaggi non lo capiscono (e davvero a volte è assurdo).

Mangin, grrr!

«La prossima volta che qualcuno commette un omicidio, non aspettate il mio arrivo. Dovete far rispettare la legge!» In questo modo forse non avrebbe dovuto uccidere un’altra volta un uomo che conosceva e apprezzava. Ma lo avrebbe fatto, se avesse dovuto. Lo sapeva, e la cosa lo rattristava. Che cos’era diventato?

Una delle innumerevoli cose che feriscono Rand. A volte il dovere è più pesante di una montagna, ma non per questo può essere evitato. Mungin sarà impiccato, scherzando perché lui è un Aiel e come tale non ha paura di svegliarsi dal sogno, qualche capitolo più avanti, ma io lo conto qui, quando Rand viene ferito dalla sua morte. Non ho contato invece i morti citati nel quindicesimo capitolo, i morti in una guerra, anche in una bolla di male, vanno dati per scontati, e se non c’è un motivo particolare per cui la loro morte è importante allora sono solo danni collaterali.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. 1.

Changu e Nidau, guardie a Fal Dara, in La grande caccia. 2 e 3.

Dena, la donna di cui è innamorato Thom, in La grande caccia. 4.

Ingtar in La grande caccia. 5.

Leya, la Calderaia in Il Drago rinato. 6.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. 7.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra, scoprendo che non può realmente fare tutto. 8.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di L’ascesa dell’Ombra e che con la sua morte le fa capire gli orrori della guerra. 9.

Il padre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 10.

La madre di Perrin in L’ascesa dell’Ombra . 11.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni, in L’ascesa dell’Ombra. 12.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 13.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni, in L’ascesa dell’Ombra. 14.

Zio Edward, fratello del padre di Perrin. Sua moglie, zia Madge, e i loro tre figli in L’ascesa dell’Ombra. 15, 16, 17, 18 e 19.

Zia Neain, vedova, e i suoi due figli in L’ascesa dell’Ombra. 20, 21 e 22.

La prozia Ealsin in L’ascesa dell’Ombra. 23.

Owein, custode di Alanna, in L’ascesa dell’Ombra. 24.

Colly Garren, Jared Aydaer, Dael al’Taron, Ren Chandin, Kenley, Bili al’Dai, Hu, Tim, Teven, Haral, Had, della banda di Perrin in L’ascesa dell’Ombra. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35.

Visto che sono 27 in tutto, e noi abbiamo undici nomi, ci sono altri sedici morti, che portano il totale a 51.

La madre di Aram in L’ascesa dell’Ombra. 52.

Alric, custode di Siuan, in L’ascesa dell’Ombra. 53.

Hammar e Coulin, maestri d’armi alla Torre Bianca in L’ascesa dell’Ombra. 54 e 55.

Seana, Sapiente e camminatrice dei sogni in L’ascesa dell’Ombra. 56

Teodora, sorella di Kadere, in I fuochi del cielo. 57.

Jolien, una delle Fanciulle che si erano recate alla Pietra di Tear, morta nel crollo della torre. 58.

Ilyena. Lo so, è morta all’inizio di L’Occhio del Mondo, ma Rand ha iniziato a piangerla adesso. Il nome di Ilyena finirà pure nella lista delle donne morte per Rand, quindi perché dovrei escluderla io? 59.

Melidhra, Fanciulla della Lancia uccisa da Mat in I fuochi del cielo. 60.

Un Aiel precipitato per l’eternità dove durante il viaggio di Rand a Caemlyn. 61.

Lamelle, Fanciulla uccisa da un Trolloc a Caemlyn. 62.

Pevin ,il portabandiera, ucciso da un Trolloc a Caemlyn. 63.

Cabriana Mecandes e il suo Custode, uccisi da Semirhage in Il Signore del Caos. 64 e 65.

Mangin, impiccato da Rand perché ha infranto la legge per motivi di Toh. 66.

18: Un assaggio di solitudine

In un primo momento avevo preso la scuola di Rand per un elemento marginale, invece ha la sua importanza sia per il desiderio di Rand di costruire invece che distruggere sia perché alcune invenzioni si dimostreranno utili. Breve conversazione con Herid Fel, avrei voluto vederne di più. Notare comunque che Rand sta già interrogandosi sulla rottura dei sigilli.

Mi spiace vedere che Egwene e Rand si allontanano senza capire che entrambi stanno cercando di agire per il bene dell’altro.

19: Questioni di toh

Sorvolo su chiacchiere, viaggi e toh, e mi soffermo brevemente sui sogni.

«Melaine e Bair ti hanno sognato su una nave,» raccontò, e quella parola era ancora difficile per lei, anche dopo tutti i mesi trascorsi con gli abitanti delle terre bagnate «con tre donne dal viso non distinguibile e una scala di corda che ondeggiava da una parte all’altra

La finta morte di Rand al termine di Memoria di luce? Artù è stato portato su una barca ad Avalon nel momento della scomparsa, Rand avrebbe dovuto andare via allo stesso modo? Le donne suppongo siano Elayne, Min e Aviendha.

Melaine e Amys hanno sognato un uomo in piedi al tuo fianco che ti appoggiava un pugnale contro la gola, ma tu non potevi vederlo.

La prima associazione è con un Uomo Grigio, ma non vedere un uomo può significare non riconoscere un nemico che gli è vicino, che sia Dashiva o Mazrim Taim cambia poco.

Bair e Amys ti hanno sognato mentre con la spada tagliavi in due le terre bagnate.

Le terre bagnate in effetti saranno divise in due, metà dietro a Rand e l’altra metà dietro a Tuon.

20: Dallo stedding

Tre Ogier arrivano da Rand, concretizzando i peggiori timori di Loial circa una moglie. O forse non proprio i peggiori visto che Erith gli piace.

21: A Shadar Logoth

Buffo che Rand prometta di dare un passaggio agli Ogier, di avvicinarli a Loial, e che di fatto li allontani. Una delle tante conseguenze della mancanza di comunicazione fra i personaggi, anche se è vero che senza cellulari o camminatrici dei sogni è difficile mantenersi in contatto. Sulin incorre in un toh, gli Ogier chiudono una Porta e Liah sceglie il posto sbagliato per andare a farsi un giro. Per ora non la conto perché è ancora viva, anche se Rand non lo sa. Il suo compito, come già aveva scoperto Perrin, è prendersi cura dei viventi.

22: Verso sud

In una pausa del viaggio Mat guarda la sua lancia.

Così il trattato è stato scritto; così l’accordo raggiunto.

Il pensiero è la freccia del tempo; le memorie non scompaiono mai.

Ciò che è stato chiesto, è stato concesso. Il prezzo è pagato.

Egli ha ottenuto il peggio da quel patto.

Mat voleva un modo per andarsene dai reami di Aelfinn ed Eelfinn e l’ha ottenuto, anche se l’ha pagato a caro prezzo. Ha anche ottenuto memorie che non scompaiono e che saranno fondamentali in futuro ancor più di quanto lo sono state a Cairhien.

Alcuni Aiel aggrediscono Rand, la Progenie dell’Ombra (Trolloc, Fade, Gholam e affini) chissà perché non può Viaggiare, cosa che rende la vita molto più semplice ai protagonisti. In effetti quando si inventa qualcosa come il Viaggiare bisogna mettere dei limiti, altrimenti tutta la struttura del mondo crolla. Già con le Vie i Trolloc fanno un bel po’ di danni. Muoiono oltre venti uomini di Mat nel breve scontro. Alla fine Olver fa nuovamente la sua comparsa.

23: Capire un messaggio

Graendal e Sammael complottano.

«Asmodean e Lanfear sono morti, e penso che anche Moghedien lo sia.» Graendal fu sorpresa di sentire la propria voce, rauca e tremante.

Graendal è certa della morte di Asmodean, piccola indiretta conferma del fatto che l’assassino è lei. La scomparsa di Lanfear è stata vista da troppe persone perché ne possano dubitare, anche se il Tenebroso riuscirà a riportarcela in mezzo ai piedi, mentre Moghedien è temporaneamente fuori gioco. Scoprire che Mesaana è alla Torre Bianca però mi aveva stupita e preoccupata molto, anche se la sorpresa me la potevo risparmiare. I Reietti cercano di consolidare il loro potere e la Torre Bianca è un centro di potere come un altro, anzi più importante di molti altri.

24: Un’ambasciata

Egwene vaga per Cairhien e vede arrivare le emissarie di Elaida. Per certi versi ormai è davvero un’Aiel, cosa che le servirà quando sarà prigioniera nella Torre.

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