Aldo Cazzullo: Le donne erediteranno la terra

Le donne erediteranno la terra afferma il titolo dell’ultimo libro di Aldo Cazzullo. E, giusto per non lasciare dubbi, l’editore ha scritto sulla copertina Il nostro sarà il secolo del sorpasso.

Davvero?

Non ho mai letto un libro di Cazzullo, neppure questo. Mi sono limitata all’inizio e mi è bastato.

I libri di Cazzullo vendono. Per essere saggi i suoi sono libri molto richiesti, infatti entrano regolarmente nelle classifiche di vendita e ci rimangono per qualche tempo. Non credevo fossero cose particolarmente approfondite, quando un autore si occupa di tanti temi diversi è difficile che riesca ad approfondirli tutti, ma servono anche i bravi divulgatori, quelli che riescono a parlare di un argomento facendo riflettere e capire qualcosa in più anche a chi in genere si occupa di altre cose. Questo Le donne erediteranno la terra è stato capace, proprio per il tema trattato, di attirare la mia attenzione.

Certo, la copertina mi faceva venire i brividi, e non di piacere. Un saggio con una copertina che mi ricorda la Katniss di Hunger Games? Come arciera famosa c’è pure la Merida di Brave. Ribelle, e io ultimamente mi sono ri-imbattuta in una certa Birgitte. Sono io che immagino troppo? Non so, a un certo punto Cazzullo cita Licia Troisi, un legame con il fantasy questo libro ce l’ha. Per quanto sia assolutamente convinta che la narrativa possa (e spesso debba) parlare di temi importanti, sono sempre consapevole della differenza fra un romanzo e un saggio. Di libri con copertine brutte ne ho letti un’infinità, in più di un caso mi sono vergognata per ciò che stavo portando in cassa o al banco dei prestiti della biblioteca, anche se il contenuto del libro non aveva nulla a che fare con la sua copertina. Forse proprio per quello.

Va bene, l’immagine di copertina non è adeguata al saggio – se proprio l’editore voleva mettere una guerriera poteva sceglierne una proveniente dal mondo dell’arte, e quindi una guerriera da prendere sul serio, non una che ricorda un romanzo per adolescenti – ma la copertina non è il saggio. Preso in mano il libro ho iniziato a leggere.

Il primo capitolo si intitola Le donne erediteranno la terra, quindi Cazzullo inizia facendo un elenco di donne che sono state capaci di superare gli uomini e ottenere posizioni di prestigio a livello politico o a livello scientifico. Avendo una forte antipatia per tutti i politici mi limito a riprendere il nome di una donna in gamba: Samantha Cristoforetti. Poi passa a parlare di leggi, ricordando leggi vergognose come quella che, ancora nel 1975, consentiva di picchiare la moglie perché la potestà maritale poteva anche essere esercitata con mezzi coercitivi. E poi c’erano altre simpatiche leggi: era reato l’adulterio femminile ma non quello maschile, il delitto d’onore era consentito, Cazzullo non cita, ma la ricordo io, la legge che consentiva allo stupratore di farla franca se poi sposava la sua vittima, legge cambiata solo perché nel 1965 la giovane Franca Viola ebbe il coraggio di rivendicare per sé il diritto di scegliere come (e con chi) vivere la sua vita. Riporto, per comodità, una frase di Wikipedia che ricorda come la diciassettenne Franca fece arrestare il suo stupratore:

Secondo la morale del tempo, una ragazza uscita da una simile vicenda, ossia non più vergine, avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore, salvando l’onore suo e quello familiare. In caso contrario sarebbe rimasta zitella, additata come “donna svergognata”. All’epoca, la legislazione italiana, in particolare l’articolo 544 del codice penale, recitava: “Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali”, in altre parole ammetteva la possibilità di estinguere il reato di violenza carnale, anche ai danni di minorenne, qualora fosse stato seguito dal cosiddetto “matrimonio riparatore”, contratto tra l’accusato e la persona offesa; la violenza sessuale era considerato oltraggio alla morale e non reato contro la persona.

Aggiungo ancora due righe:

La norma invocata a propria discolpa dall’aggressore, l’articolo 544 del codice penale, sarà abrogato con la legge 442, emanata il 5 agosto 1981 a sedici anni di distanza dal rapimento di Viola, e solamente nel 1996 lo stupro sarà legalmente riconosciuto in Italia non più come un reato “contro la morale”, bensì come un reato “contro la persona”.

Cazzullo fa una rapida carrellata su alcuni momenti di cambiamento, su alcune donne che sono state prime nel loro campo o su limitazioni e pregiudizi che da sempre hanno circondato e bloccato le donne. La carrellata è rapida ma in un’introduzione ci può stare, non ho idea di cosa l’autore approfondirà più avanti. Il problema è quando passa dai singoli casi alle generalizzazioni, suggerendo che visto che una donna ha avuto successo allora tutte avranno successo. No, per quante donne lui possa citare, e sono tante, sono comunque una minoranza. Nella società occidentale sono state cambiate molte leggi sessiste (anche se i pregiudizi celati nella mente delle persone non possono essere cancellati da una o più leggi), ma nel mondo non esiste solo la società occidentale, e in molti posti le donne/ragazze/bambine sono discriminate, in modi più o meno forti, solo per il loro sesso. Abbiamo pure molti saggi occidentali di larghe vedute che dicono che è la loro cultura e che dobbiamo accettare le culture degli altri, e io mi domando anche quando sono discriminanti?

Cita Hermione Granger, e fa pure lo spiritoso parlando dell’acca nel nome, magari sono io che non capisco il suo spirito ma a me sembra un volersi accattivare le simpatie del lettore mostrando che anche lui farebbe errori se non fosse corretto dalla figlia (rigorosamente femmina, in fondo questo libro è un elogio delle femmine), e dice che gli attori sono spariti tutti tranne lei, Emma Watson. Non credo sia giusto fare una colpa a Richard Harris e Alan Rickman per essere morti, se non sono più sulla scena non è certo per le loro scarse doti come attori visto che entrambi erano ottimi attori, ma per un motivo oggettivo, un evento che, se avessimo potuto, tutti avremmo volentieri posticipato di un bel po’ di anni. Che poi la Watson si sia dimostrata attrice più versatile e attiva rispetto ai suoi colleghi del terzetto, Daniel Radcliffe e Rupert Grint, è un caso, mi sa che a Hollywood fra gli attori più importanti e pagati si contano più uomini che donne. Usare una singola saga, per quanto famosa, per dire che tutto il mondo del cinema funziona a quel modo, è un po’ riduttivo.

Di tanto in tanto pure Cazzullo si accorge di generalizzare e mette un freno, si rende conto che c’è ancora molta strada da fare, però è fin troppo convinto che questa strada verrà effettivamente percorsa e pure in tempi brevi. Ammonisce dai rischi del cadere nel pericolo opposto, ricorda i padri ormai presenti in sala parto, a volte fin troppo invadenti – ve lo dico io qual è il ruolo del padre in quel momento: incoraggiare la donna, esserle vicino, farle sapere che la ama, prendersi gli insulti senza fiatare quando lei distrutta cerca una qualsiasi via d’uscita che non c’è e non può esserci fino al momento della nascita, capire quanto lei stia soffrendo per esserle ancora più vicino dopo – e cita, ma senza soluzioni, il fatto che la gestione del bambino quasi totalmente ricade sulla mamma. L’allattamento spetta a lei, certo, a meno di nutrire il piccolo con latte artificiale, ma le corse per portare i bambini un po’ cresciuti all’attività sportiva piuttosto che alla festa dell’amico ricadono quasi sempre sulla mamma, così come il controllo quotidiano su cosa ci sia in cartella. Ancora qualche giorno fa – ho una figlia che va in quinta elementare e una in seconda, il controllo degli astucci per me non è una novità – mio marito mi ha detto di non potermi aiutare perché non sapeva cosa serve negli astucci. Suppongo serva una laurea per saperlo, ma in Scienze dell’Educazione, perché lui ce l’ha in Giurisprudenza e questo non aiuta. Una penna blu, una penna rossa, una penna verde, e anche una ricarica di ricambio per ciascun colore non guasta. Una matita. Una gomma. Un temperino. Un righello. Una colla, magari anche due visto che a volte sospetto che spalmino la colla sulla merenda visto il ritmo a cui la consumano. Matite colorate, almeno una per ciascun colore: giallo, arancione, rosso, viola, blu, azzurro, verde scuro, verde chiaro, marrone, rosa, bianco e nero. Pennarelli idem, tranne il bianco. Punta a tutte le matite colorate. Per Alessia anche goniometro e compasso. Ma no, è troppo difficile da sapere, continuerò a occuparmene io.

Cazzullo ammonisce che gli eccessi però sono sempre fuori luogo, e fin qui concordo, aggiungendo che un conto è aiutare in casa, e qui inizia a venirmi l’orticaria, perché il casa non ci dev’essere la donna che fa e l’uomo che aiuta, ma una suddivisione dei lavori. Non che rimanga a lungo su questo tema, con un balzo d’argomento davvero notevole Cazzullo passa a parlare di chirurgia estetica, spingendo anche me a fare un balzo ancor più notevole. Avete presente l’horror vacui dell’arte longobarda? Il voler decorare tutto fino nei minimi dettagli come se l’artista avesse paura di lasciare non decorato anche un minuscolo angolino della sua opera? L’artista longobardo decora tutto, e Cazzullo parla di tutto, come se avesse paura di trascurare un argomento. O come se, non volendo far vedere di non riuscire a sostenere un’argomentazione a lungo, dovesse continuamente cambiare argomento, sommergendo il lettore di parole per mascherare la vacuità con la quantità.

Io ho divagato più di lui, lo riconosco, ma l’impressione che lui mi dà è questa. Ci elogia, Cazzullo, secondo lui siamo tenaci, resistiamo, siamo più forti perché siamo consapevoli del nostro straordinario potere: generare la vita. Sarà, ma io le doglie le avrei volentieri cedute al marito. Tutte in blocco se possibile, ma anche solo una, per far capire davvero, non sarebbe stata una brutta cosa. Una volta che si rimane incinta, e che si sceglie di portare avanti la gravidanza, le scelte finiscono. In quei momenti siamo forti perché tanto anche se non lo siamo non se ne accorge nessuno e il corpo fa tutto da solo al di là della nostra volontà (e ci comunica chiaramente cosa sta avvenendo in ogni singolo istante). E se siamo forti dopo la nascita è perché ci sono cose che vanno comunque fatte. Luoghi comuni, tutti, come quello che le donne in politica siano meno corrotte. Ne sono state incriminate di meno, vero, ma perché sono di meno e nella maggior parte dei casi occupano posizioni meno importanti. Non è una diversa attitudine a fare la differenza, è la combinazione fra il diverso numero e il diverso ruolo, e se mi infastidisce la discriminazione contro le donne mi infastidisce allo stesso modo l’elogio ingiustificato.

Dopo un breve giro nella tragedia greca Cazzullo spiega finalmente perché ha scritto questo libro: perché alle sue presentazioni incontra prevalentemente lettrici. Insomma, ha scritto questo libro per un pubblico ben preciso, cercando di accalappiarselo. Se sono già sue lettrici evidentemente a loro piace il modo in cui lui scrive, un libro che le elogia poi è il modo migliore per catturarle ancora di più. Insomma, questo è un libro che non nasce dalla spinta di avere qualcosa da dire ma da considerazioni commerciali. La riprova sono gli ennesimi salti di argomento, la notte di Capodanno 2016 a Colonia, la donna nella religione islamica, e poi due romanzi, Il codice Da Vinci di Dan Brown e le Cinquanta sfumature di grigio di E.L. James, come se questi libri avessero qualcosa di significativo da dirci sull’argomento donna.

Ho letto qualche altra pagina del libro, ma visto che sono trascorsi alcuni mesi e che le anteprime disponibili su internet si fermano mi fermo anch’io con questa fiera delle banalità. Da commenti che ho letto in giro più che parlare del futuro Cazzullo parla, con criteri di scelta molto arbitrari, di personaggi del passato, il che significa che forse la cosa più sbagliata di questo libro è il suo titolo, scelto per accalappiare il maggior numero possibile di lettrici.

La fiera delle banalità certamente proseguirà oggi sui giornali e nei telegiornali. Parliamo, parliamo, almeno sembra che facciamo qualcosa. Cambiamenti ce ne sono stati ma molti altri sarebbero necessari e dire che le donne alla fine di questo secolo avranno sostituito gli uomini nella posizione dominante (ma avere l’eguaglianza invece del dominio di un sesso sull’altro pare tanto brutto?) mi pare un’affermazione molto più fantasiosa di quanto narrato nei romanzi che leggo abitualmente.

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