Fanucci: si accettano suggerimenti dai lettori

Vi avviso, questa volta sono stata davvero lunga. Se non avete molto tempo a disposizione ignoratemi, è meglio.

Care lettrici e cari lettori, è tempo di decidere! Compilate nello spazio commenti di questo post la vostra personale #wishlist di romanzi inediti… vi aspettiamo!

 

Quest’annuncio è comparso nel pomeriggio di martedì 28 febbraio sulla pagina Facebook di Fanucci Editore. Ho ricevuto la stessa richiesta di compilare una wishlist via mail, visto che sono abbonata alle newsletter dell’editore, e chissà quante altre persone avranno ricevuto la stessa mail.

Sulle mail non posso fare alcun controllo, sono cose private, ma una pagina Facebook è visibile da chiunque, perciò l’ho letta con una certa attenzione. Io non lavoro in Fanucci, come appassionata ho scritto anch’io la mia lista, ma non ho alcun controllo su quel che deciderà di fare Fanucci. Non posso influenzarli, fare proposte che abbiano un peso, sono semplicemente un lettore fra tanti. Però credo di sapere almeno qualcosa del funzionamento dell’editoria e del fantasy, perciò ho voluto togliermi qualche curiosità e vedere chi veniva segnalato, e visto che l’impulso di scrivere è qualcosa a cui non so resistere condivido quel che ho notato con voi.

Nelle prime 20 ore di pubblicazione dell’annuncio sono stati postati 270 commenti, e sono loro quelli che ho guardato con attenzione. Nell’arco di dieci ore i lettori avevano aggiunto altri 50 commenti, ma quelli li ignoro perché in qualche punto mi devo fermare altrimenti non scrivo più nulla.

Fanucci comunque ha interrotto la raccolta dei nomi, dopo 332 commenti dei lettori con questo messaggio:

Care lettrici e cari lettori, grazie per i vostri commenti, la raccolta delle vostre preferenze si chiude adesso. A presto con le novità dagli universi del Fantasy e della Fantascienza Fanucci Editore!

La pagina Fanucci sfiora i 16.000 “mi piace”, perciò per quanto veder comparire centinaia di risposte a un unico post possa far impressione, in realtà si tratta di una cifra molto bassa. Una goccia nel mare dei lettori. Alcuni probabilmente non hanno scritto perché non si sono collegati a internet, altri perché lo hanno reputato inutile. Questo è il commento più chiaro in proposito:

Penso che scrivere quello che vorremmo sia inutile, lo sapete benissimo e comunque ci sono tantissime serie interrotte. Con questa domanda mi sento presa in giro. Buona serata

Quanti altri si saranno presi in giro ma non hanno commentato perché non hanno voluto perdere tempo con una risposta?

Ci sono alcune richiesta chiaramente assurde, come quel lettore che chiede il terzo volume di Le cronache della Folgoluce, romanzo che è ancora inedito negli Stati Uniti perché il suo autore, Brandon Sanderson, ci sta ancora lavorando. Un controllo di poco fa sul sito ufficiale dell’autore indica che è all’85% della terza revisione, quindi chiedere a un editore di pubblicarlo mi sembra un po’ prematuro. Comunque c’è anche un

“Time’s Divide” di Rysa Walker. E’ ancora inedito ma lo aspetto da troppo

Ma se è inedito come fa l’editore a pubblicarlo? Il fatto che noi stiamo aspettando un libro da tanto tempo non aiuta l’autore a scriverlo più in fretta, e le richieste di pubblicazione hanno senso solo se un libro è pubblicabile.

Un altro suggerimento si sofferma su Neil Gaiman:

Ristampa di Nessun dove ed American Gods di Neil Gaiman (non per cattiveria ma la nuova copertina col bufalo proposta dalla mondadori fa alquanto schifo)

La ristampa di Nessun dove ci può stare, è un libro Fanucci. Personalmente non mi serve, io quel libro ce l’ho, però credo che se fosse acquistabile ne sarebbero felici un buon numero di persone. Ma… American Gods? Al di là del fatto che anch’io preferivo la vecchia copertina, l’ha mai detto nessuno a quel lettore che esistono cose come i diritti d’autore? I diritti d’autore scadono 50 anni dopo la morte dell’autore, anche se è possibile rinnovare i diritti fino a 70 anni, cosa che viene regolarmente fatta per tutti gli autori più importanti. L’autore di un libro cede i diritti di pubblicazione a un editore in cambio di soldi, e fino a quando il contratto è valido quel particolare libro può essere pubblicato solo dall’editore che ne detiene i diritti, o da tutti gli editori a cui per qualche motivo (di solito sono motivi economici) il detentore dei diritti li cede totalmente o parzialmente, consentendo a un altro editore di ripubblicare il libro. Se Mondadori e Fanucci non raggiungono un qualche tipo di accordo American Gods è un libro Mondadori e Fanucci non può fare nulla. Ed è decisamente improbabile che i due editori raggiungano quel tipo di accordo, specie ora che c’è in ballo una serie televisiva. Mondadori sta continuando a pubblicare Gaiman, quindi evidentemente è interessato alle sue opere, e visto che Mondadori è molto più grosso di Fanucci e ha maggiori disponibilità economiche, è decisamente improbabile che Fanucci possa fare un’offerta tale da spingere Mondadori alla cessione dei diritti. Ammesso che Fanucci possa essere interessato a fare un’offerta del genere, e ne dubito molto. Se Gaiman gli interessasse così tanto, perché al momento Nessun dove non è in commercio?

Poi c’è chi si fa pubblicità da solo: […]

Il mio vale?:-P

[…] (vi ho spedito il primo recentemente… io mi fido di Umberto Eco: sosteneva che prima era necessario vincere dei concorsi… io ne ho vinti tre

Ho deliberatamente tolto il titolo del libro perché il mio scopo non è criticare una singola persona ma notare un comportamento, anche se almeno per quel che ho letto io si tratta di un comportamento isolato. La richiesta di Fanucci mi pare si riferisse ad autori noti, la ricerca di nuovi autori probabilmente viene fatta con altri sistemi e non con questo tipo di richiesta. In fondo il messaggio non diceva “hai un romanzo nel cassetto?” o qualcosa del genere.

Poi ci sono quelli che scrivono in modo errato i nomi degli autori o i titoli dei libri, o che reputano superfluo mettere tutti i dati. Va bene, un refuso può capitare, ne ho fatto uno anch’io (ho scritto romenzi invece di romanzi, e con le bambine in casa che facevano casino non ho riletto il mio testo), ma chi legge la richiesta deve capire di che libro si sta parlando. Nella maggior parte dei casi io capivo la richiesta, vuoi perché sono opere e autori che leggo, vuoi perché sono opere e autori che vendo, vuoi perché sono opere e autori di cui parlo, o ho parlato, qui o su FantasyMagazine. Non mi dicevano niente i titoli dei paranormal romance inediti in Italia perché non ho mai avuto un motivo per interessarmi di loro, ma se titolo e autore erano scritti correttamente non avevo problemi a identificarli. Però alcuni lettori hanno scritto solo il titolo della saga che gli interessava, o solo il titolo del libro, senza aggiungere altre informazioni, o hanno fatto uno o più errori nella grafia del nome dell’autore. Se chi vuole leggere un libro e ne fa richiesta non si preoccupa di fornire informazioni corrette e complete, perché dovrebbe fare la ricerca al posto suo chi riceve la richiesta?

Esauriti i casi particolari passiamo a cose un po’ più significative. I lettori si dividono a grandi linee in tre gruppi, gli amanti del fantasy, gli amanti di urban fantasy, paranormal romance e affini e gli amanti della fantascienza, con i primi due gruppi che mi sembrano di dimensioni simili e il terzo più ridotto. Non è quasi successo che una stessa persona abbia richiesto la pubblicazione di un fantasy e di un paranormal romance. Lettori ben distinti dunque, e Fanucci deve tenere conto di questa tripartizione del suo pubblico e cercare di accontentare tutti. Una richiesta molto diffusa indipendentemente dal genere amato è quella di completare le saghe interrotte:

Tutte le serie interrotte….è inutile che ve le elenchi, avete già una lista molto più lunga della mia, visto che si aggiungono pure le serie di altre lettrici deluse e arrabbiate!

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Non posso che quotare quanto scritto da altri…per favore, finite le serie interrotte!!!! altrimenti non ha senso che cominciate a pubblicarle!!!

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Le serie prima vanno completate, e poi si pensa a quelle inedite…se no alla fine si raggiunge sempre lo stesso punto: si inizia qualcosa e non la si finisce mai

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Vi prego di ultimare le serie interrotte. Che senso ha lasciarle incomplete?

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Salve, tra quelli a cui tengo di più ci sono la saga spin off di Jeaniene Frost, quelle di Kresley Cole, della Moning e della Kenyon! Sono tutti libri stupendi, che noi lettori abbiamo scoperto grazie a voi, non trovo giusto lasciarle in sospeso! E se proprio non volete concluderle in cartaceo (cosa in cui spero molto, comunque) dateci almeno la possibilità di terminarle in ebook.

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Rispettate i lettori che hanno comprato i vostri libri!!!

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La risposta mi sembra ovvia. Tutti i titoli delle vostre saghe interrotte

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Non farò nessun nome di autori inediti perché non avrebbe senso dato che probabilmente faranno parte di serie che non hanno alcuna certezza di essere completate. Vorrei che completaste almeno quelle che mancano 1-2 volumi per la fine

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Contrariamente a quanto sembra, queste due serie sono molto seguite ed amate! Per favore, riprendete la pubblicazione!

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Ci uccidete quando interrompete le serie senza motivo

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E mi piacerebbe veder concluse un paio di saghe lasciate in sospeso, come Angelfall e Poison Princess

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Mi piacerebbe molto che pubblicaste l’ultimo libro della trilogia “L’angelo caduto” di Susan Ee. Vi manca solo quello da tradurre e mi sembra un po’ una presa in giro lasciarla interrotta così!!

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Terminate i libri della serie Dark Hunter della Cole e le tante altre interrotte… gli inediti vengono dopo

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Finite tutte le serie interrotte!!! Lo dovete a tutti noi lettori che nonostante tutto continuiamo a seguirvi e ad aver fiducia in voi!!!

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E se iniziate una saga concluderla!

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I toni cambiano un po’ a seconda del carattere e dell’esasperazione di chi ha scritto il messaggio ma il concetto è chiaro: in molti vogliono il proseguimento delle saghe interrotte. Io non l’ho scritto, non in questi termini, ma avendo chiesto (fra l’altro) la pubblicazione di tutto il Sanderson inedito questo comprende anche il proseguimento della serie Mistborn, fermatasi a La legge delle lande nel 2013, quando l’autore ha già pubblicato i seguiti Shadows of Self (2015), The Bands of Mourning (2016) e Secret History (2016).

Lettrici deluse e arrabbiate… non ha senso iniziare a pubblicare qualcosa se non si finisce quel che si è già iniziato… saghe interrotte senza motivo… la continuazione dovuta ai lettori… nessun inedito perché non c’è la certezza che le saghe verrebbero completate… gli inediti vengono dopo il completamento di quel che si è già iniziato… saghe che, contrariamente a quanto sembra, sono molto seguite e amate…

Vediamo di rispondere. Da esterna, non da persona che lavora nella casa editrice, ma comunque da persona che lavora nel mercato dei libri e che li ha visti arrivare in negozio e che se a volte li ha venduti altre volte li ha resi all’editore.

Non è vero che gli inediti vengono dopo. Un editore deve costantemente essere alla ricerca di nuovi autori, nuove storie, perché altrimenti muore. Non si può vivere solo di quegli autori che già si pubblicano perché qualsiasi saga nel corso del tempo perde lettori. Io ho smesso di leggere La saga di Shannara di Terry Brooks dopo otto romanzi, La spada della verità di Terry Goodkind dopo sette, The Southern Vampire Mysteries di Charlaine Harris dopo cinque, Il libro Malazan dei caduti di Steven Erikson dopo due, Il ciclo dell’Eredità di Christopher Paolini dopo uno. Se la maggior parte dei lettori si perdono dopo il primo romanzo perché non gli è piaciuto, ci sono quelli che all’inizio si divertono, vanno avanti per un numero imprecisato e sempre diverso di libri, poi a un certo punto scoprono di non divertirsi più e interrompono la lettura. Tutti abbiamo delle saghe che da un certo momento in poi abbiamo abbandonato, e quando le abbandoniamo l’editore perde vendite. Rimanere solo sulle vecchie saghe significa smettere di pubblicare.

Cercare continuamente novità da proporre comunque non impedisce di andare avanti con le vecchie saghe. Allora perché a volte l’editore interrompe la pubblicazione? In molti parlano di decisione presa senza motivo, un commento addirittura cita due autrici (Pamela Clare e Lora Leigh, sono andata a ricontrollare l’intero messaggio) che, contrariamente a quanto sembra, sono molto seguite e amate.

Ma come fa l’autrice a dirlo? Su quali basi? Io, da libraia, ricordo questi libri in modo molto vago, so di averli avuti in negozio ma non è che vendessero. Fra colleghi quando un libro non vende lo chiamiamo chiodo: sta lì dove lo abbiamo piazzato e non si muove. Ecco, il ricordo è vago, ma la mia impressione è che la Clare e la Leigh fossero due chiodi. Non mi piace lo urban fantasy? Vero, ma per anni altre autrici, Lara Adrian, Karen Chance e Sherrelyn Kenyon, tanto per citarne altre sempre pubblicate da Fanucci, non erano chiodi, anzi vendevano molto bene. Non erano libri che mi interessasse leggere, ma era un piacere averli in reparto perché vendevano, e i libri che vendono mantengono il negozio (e naturalmente anche il mio posto di lavoro, e pure l’editore) in salute.

L’unico che sa quanto vende davvero un libro è l’editore che sa quante copie ha stampato, quante ne ha spedite alle librerie, e quante ne sono tornate indietro come reso. È lui l’unico che può davvero dire se un libro vende o non vende, anche la mia visione al confronto è molto parziale, perché vedo i dati di un singolo negozio (li vedrei se facessi una ricerca al lavoro, e a volte per curiosità ricerche di questo tipo ne ho fatte, anche se i dati precisi non ve li darò mai perché non sono miei ma del negozio stesso) perciò provare a dire a un editore che si è sbagliato e che in realtà il libro da lui pubblicato vende è una fesseria. Detta in buona fede, magari sulla spinta dell’entusiasmo, ma comunque una fesseria.

Il problema è che non riusciamo a mettere le cose in prospettiva. Ci piace un libro e ne parliamo con amici che hanno gusti simili ai nostri. Se non li conosciamo di persona possiamo frequentare blog – anche il mio, che chissà come mai è molto più frequentato da amanti del fantasy che da amanti del paranormal romance – o iscriverci a forum, e fare lunghe e appassionate discussioni sui pregi e difetti di tutti gli autori che leggiamo. Magari sono confronti stimolanti, ma alla fine quanti siamo a parlare? Dieci? Venti? Cinquanta? Esiste una discussione su qualche forum dedicata ad autori di cui gli editori non pubblicano più nulla che raggiungono i cinquanta partecipanti? Ne dubito, perciò siamo davvero che siamo in tanti ad amare quel tal autore? Magari chi lo ama lo ama alla follia, ma se ad amarlo alla follia sono troppe poche persone per l’editore non ha senso pubblicarlo. Blog e forum riuniscono gli appassionati, è più facile trovarne lì che altrove, ma quando usciamo dai nostri ambienti protetti quanti lettori troviamo che come noi amano quello scrittore non più pubblicato?

Ho scritto che ho analizzato solo i primi 270 commenti comparsi sulla pagina di Fanucci. Li ho letti, e ho contato quante volte veniva citato un singolo autore. Sono malata di statistiche, ve l’ho mai detto? E allora vediamo le risposte. In quei messaggi sono stati citati 237 autori. Nove lettori vorrebbero leggere altri romanzi di Pamela Clare, tre di Lora Leigh. Sono tanti? Sono pochi? Le autrici più richieste nel loro genere sono state Lara Adrian (21 lettori), Kresley Cole (32 lettori), Jeaniene Frost (18 lettori), Larissa Ione (20 lettori), Sherrelyn Kenyon (26 lettori) e Karen M. Moning (13 lettori). La Clare e la Leigh potranno anche essere immensamente amate da quella lettrice, ma non sono le autrici più richieste. Fra queste la più ricercata è Kresley Cole, che infatti ricordo come un’autrice che vendeva, almeno all’inizio. Ma in tutta la discussione l’autore più richiesto dai lettori è uno scrittore di fantasy: Brandon Sanderson. Ben 65 persone (io compresa) hanno fatto il suo nome.

Di Sanderson avevo già intenzione di parlare, sia perché è un autore che amo molto sia perché qualche giorno fa sempre su Facebook avevo risposto a una discussione, in cui si parlava del fatto che Sanderson vende tanto, dicendo che non ero così sicura che in Italia avesse alte vendite. Io Sanderson lo leggo e lo vendo, e per un paio di mesi nel negozio in cui lavoro l’unica copia che ho venduto di Il Ritmatista è stata quella che ho comprato io. Questo nonostante il fatto che io lavori in una delle più grandi librerie di Milano, che avessi esposto quel libro in modo molto visibile in due punti diversi e che lo avessi pure consigliato a diverse persone. Se un libro non vende così, quanto venderà in una piccola libreria, dove chi se ne occupa non lo conosce e non lo ama? Alla fine ha venduto tutto l’ordine iniziale, tanto è vero che ora lo rifornisco, anche se in modo irregolare perché le vendite sono basse e irregolari, ma fino a quando a livello commerciale avrà senso tenere quel libro in negozio io lo terrò. Dopo no, per quanto l’autore mi piaccia, la mia busta paga mi piace ancora di più e se voglio continuare a riceverla il negozio deve continuare a funzionare, il che significa che devo lavorare nell’interesse del negozio e non secondo i miei gusti. E non è che gli altri libri di Sanderson abbiano venduto molto di più.

Certo, sto parlando di un singolo negozio, per quanto grande. E se allarghiamo lo sguardo? I dati di vendita reali non li ho, raramente un editore dice quante copie ha venduto di un libro. Però per quasi sei anni io ho pubblicato su questo blog le classifiche di vendita di ibs, e quelle classifiche sono ancora visibili su queste pagine. Non ci sono cifre, non so quante copie abbia venduto ciascun romanzo, ma ci sono posizioni e possiamo ragionare sulle posizioni. Aggiungiamo un altro dettaglio: diversi anni fa per alcuni mesi io ho visto i dati di vendita – il numero delle copie, proprio quel dato riservatissimo che vorremmo tutti conoscere – di Demoscopea prima e di Nielsen Bookscan poi, e vi posso assicurare che se un libro non si trovava nelle prime posizioni di vendita allora le copie vendute erano davvero poche. All’inizio si potevano superare le migliaia, ma la classifica settimanale, che comprendeva più o meno i 500 titoli più venduti, alla fine parlava di qualche decina di copie. Un libro che non va in top 20 non vende granché, fatevene una ragione. Allora quanto vende Sanderson?

Non vende.

In quasi sei anni nella top 100 di ibs gli unici libri di Sanderson che sono comparsi non sono libri di Sanderson. Cioè, li ha scritti lui, ma i lettori non erano interessati nello specifico a Sanderson quanto conoscere la conclusione di La Ruota del Tempo di Robert Jordan. Si tratta infatti di Presagi di tempesta (che ha occupato le posizioni 91, 68 e 99), Le torri di mezzanotte (94, 48, 29 e 69) e Memoria di luce (97, 85, 36 e 42, con la possibile presenza in classifica in una quinta settimana coincisa con un mio periodo di ferie in cui, causa assenza di computer, non ho compilato la classifica). Quelli erano evidentemente lettori di Jordan, non di Sanderson.

Fra il 2011 e il 2016 di Sanderson sono stati pubblicati Mistborn. Il campione delle ere (2011), La via dei re. Le cronache della Folgoluce vol. 1 (2011), Il Conciliatore (2012), Mistborn. L’ultimo impero (2013, nuova edizione), Mistborn. Il pozzo dell’ascensione (2013, nuova edizione), Mistborn. Il campione delle ere(2013, nuova edizione), Mistborn. La legge delle lande (2013), Elantris (2013), La via dei re. Le cronache della Folgoluce vol. 1 (2013, nuova edizione), Steelheart (2014), Parole di luce. Le cronache della Folgoluce vol 2 (2014), Firefight (2015), Il Ritmatista (2016), Mistborn. La legge delle lande (2016, nuova edizione), Elantris (2016, nuova edizione), Il Conciliatore (2016, nuova edizione), Mistborn. L’ultimo impero (2016, nuova edizione), Mistborn. Il pozzo dell’ascensione (2016, nuova edizione), Mistborn. Il campione delle ere(2016, nuova edizione), Calamity (2016). Sono 12 titoli per un totale, contando anche le nuove edizioni, 20 libri in tutto. Non uno che sia entrato nella top 100 assoluta, e la classifica assoluta è l’unica che conta.

Certo, abbiamo visto Sanderson comparire più volte nella classifica di genere, ma non è che lì abbia particolarmente brillato. In questi anni la classifica di genere è stata dominata da George R.R. Martin, che ha avuto spesso diversi libri piazzati nelle posizioni alte della classifica assoluta, ma se guardiamo Sanderson non ha fatto registrare posizioni particolarmente eclatanti. Al massimo 5° con Parole di luce (tre sole settimane in classifica), 8° con Calamity (tre settimane in classifica), 8° con Firefight (due settimane in classifica), 9° con Mistborn. Il campione delle ere (una settimana in classifica), 14° con Mistborn. La legge delle lande (tre settimane in classifica), 15° con Il Ritmatista (una settimana in classifica), 17° con Il Conciliatore (una settimana in classifica), 20° con Elantris (due settimane in classifica) e 20° con La via dei re (una settimana in classifica, quando è comparso come remainder non conta perché l’editore non ci ha guadagnato). E questo sarebbe un autore che vende? Certo è stato l’autore più citato da chi ha risposto a Fanucci. Ma vende abbastanza perché abbia senso continuare a pubblicarlo? Io non lo so, e se non lo so con Sanderson sono ragionevolmente certa di saperlo con altri autori, anche se vi piacciono. Anche se mi piacciono.

Non so quanti libri pubblicati da Gargoyle ho letto. Armageddon Rag di George R.R. Martin, Vita di Tara di Graham Joyce, Un altro mondo e Le mie due vite di Jo Walton, Le spade dell’imperatore di Brian Staveley, la prima metà di Il prisma nero di Brent Weeks… potrei andare avanti, ma se siete curiosi guardando sul mio blog potete sapere cos’ho letto e cosa ne penso. Tutti questi libri a livello commerciale sono stati un fiasco, Martin compreso. Non per niente Gargoyle è fallita, non ha reso al peso degli insuccessi, pur pubblicando ottimi libri. Adesso Gargoyle più o meno è di nuovo in piedi con una nuova dirigenza, ma certo non ha le ambizioni e i mezzi di prima. Questi sono libri autonomi e non parti di saghe? Vero, ma la certezza di arrivare alla fine di una saga una volta iniziata non c’è e non ci potrà mai essere. Come ho detto più in su io ho abbandonato non so quante saghe, in molti punti diversi.

Ipotizziamo un primo libro di una saga che vende 10.000 copie. L’editore è tutto contento e pubblica il secondo. Che vende 7.000 copie. C’è un drastico calo, ma un calo (in gergo tecnico décalage) fra un volume e l’altro di una saga è sempre prevedibile, ed è sempre più accentuato fra il primo e il secondo libro piuttosto che fra il secondo e il terzo, o il terzo e il quarto e così via. La maggior parte dei lettori si perdono dopo il primo libro, anche se qualcuno si continua a perdere sempre. Ora immaginiamo un continuo décalage, anche se io non conosco le percentuali più frequenti. Quando questa saga smetterà di essere economicamente conveniente per l’editore? Al sesto volume? Al decimo? Al quindicesimo? La Ruota del Tempo comprende 15 volumi (sto contando anche il prequel), ma esistono serie anche più lunghe. Davvero l’editore deve andare avanti, anche se in perdita, per accontentare quattro gatti?

Un editore vuole guadagnare. Tutti lavoriamo per guadagnare, altrimenti faremmo altro. Se un editore ha in commercio un autore che vende, e con cui guadagna, non interrompe le pubblicazioni senza motivo. A meno di forti disaccordi il rapporto commerciale fra editore e autore prosegue fino a quando entrambi ne hanno un guadagno, perciò se l’editore smette di pubblicare un autore è perché il guadagno non c’è più. Non abbastanza, quanto meno. Non c’è modo di sapere in anticipo se un autore continuerà a vendere durante tutto il corso della pubblicazione della sua saga o se da un certo punto in poi i suoi libri non interesseranno più a nessuno. E se io sono uno dei quattro gatti, pazienza per me e per gli altri tre.

Un prezzo di copertina alto non è una soluzione a tutto perché ogni volta che si alza un prezzo di copertina qualche lettore si perde, quindi l’equilibrio da trovare è delicato. Del prezzo dei libri ha parlato Emanuele Manco in quest’articolo: http://www.emanuelemanco.it/sui-prezzi-dei-libri/. Fra l’altro risponde pure a chi ritiene che l’ebook si possa comunque fare perché non ha costi. Sbagliato, l’ebook ha costi e rischi inferiori rispetto al cartaceo, ma ha comunque costi, rischi, e un incasso inferiore, e quest’ultimo dettaglio non va sottovalutato.

Alcune richieste si riferivano al proseguimento di saghe interrotte da altri editori, ma se gli altri editori hanno smesso di pubblicare un autore perché non guadagnavano abbastanza, su quali basi Fanucci dovrebbe pensare di poter fare meglio?

vi prego: se ci fosse un modo per voi per acquistare i diritti di Memorie di Idhun, trilogia interrotta da Mondadori dopo solo un volume, per pubblicarlo ve ne sarei eternamente grata

Pareva tanto brutto indicare il nome dell’autrice? Laura Gallego García, e l’editore non è Mondadori ma Fabbri, e nel 2007, anno di pubblicazione di La resistenza le due case editrici non avevano nulla in comune.

I libri di Nalini singh non pubblicati e quelli di Karen Chance non pubblicati !!!! E Il traditore di Shandar per completare la trilogia di Mark Robson

Nalini Singh è Nord, Mark Robson Mondadori.

Nalini Singh (dato che la Nord non vuole più pubblicarli) ed è una saga che merita

Può darsi che meriti come scrittura e come storia, non avendo letto quei libri non ne ho idea, ma da un punto di vista economico come la mettiamo?

Serie Angeli caduti di JR Ward. Siamo farmi al secondo

Serie pubblicata da Rizzoli.

Parliamo di fantasy e ci dimentichiamo tutti i libri non tradotti di Tolkien?

Bompiani. Comunque volendo si potrebbe anche parlare di quanto (non) hanno venduto La storia di Kullervo, La caduta di Artù o il Beowulf.

il vecchio catalogo Gargoyle lo metterei praticamente tutto in lista per quanto riguarda le saghe incompiute ma non ho idea della fattibilità

A livello di diritti penso sia fattibile: non credo, vista la crisi della casa editrice, che abbiano mantenuto i diritti, a livello di voler riprendere saghe già pubblicate da altri parlo qui sotto, anche se pure io nella mia risposta ho citato due saghe Gargoyle.

Visto che è in programmazione il film, mi piacerebbe veder tradotti i libri inediti di Dune di Brian Herbert (e la Dune Encyclopedia), visto che dalla Mondadori sembrano abbandonati

Se il lettore che ha scritto questo commento volesse passare nel negozio in cui lavoro e spolverare i libri di Dune, che si trovano fermi sullo scaffale invenduti da mesi, mi farebbe un grosso piacere, io sono allergica alla polvere. E stiamo parlando dell’esalogia di Frank Herbert. Perché un editore dovrebbe voler pubblicare cose che quasi certamente venderebbero ben poco?

Sarebbe bellissimo (ri)vedere, se i diritti di pubblicazione fossero disponibili:
– La serie de I bastardi gentiluomini di Scott Lynch (abbandonata da Editrice Nord)
– La saga degli Otori di Lian Hearn (abbandonata dopo il terzo di 5 da Mondadori)

Scott Lynch ha collezionato 9 menzioni, ma in passato è stato pubblicato da Nord, Lian Hearn è stato citao solo da questo lettore ma noto che la trilogia è conclusa, i due seguiti non sono necessari per apprezzare i volumi precedenti, e comunque è una serie Mondadori.

Tra l’altro, pubblicate ancora Patrick Rothfuss o è passato del tutto a Mondadori? The Slow Regard of Silent Things è da un pezzo che mi piacerebbe leggerlo anche tradotto

Sì, sospetto che avendo ceduto l’opera più importante Fanucci non pubblicherà altre cose di Patrick Rothfuss. Spero che Mondadori tradurrà anche gli inediti, ma quando ho provato a fare la domanda sia all’ufficio stampa che a un responsabile di collana non ho ricevuto risposta.

Anche il terzo volume di Neal Stephenson del ciclo Barocco: System of the world!!!chiudiamo la trilogia pleeeaaaseeeee!!!!

Rizzoli. Ma perché un editore si dovrebbe sentire in dovere di chiudere ciò che altri hanno lasciato incompiuto?

Una riedizione completa dei romanzi della Wizard od the Coast

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Buongiorno, sarebbe meraviglioso se riusciste a pubblicare in Italia i Romanzi a marchio Wizard of the coast di autori quali R. A . Salvatore, Paul Kemp, Ed Greenwood, Margaret Weis e Tracy Hickman e compagnia bella che Armenia non ha stampato più in Italia (nonostante il seguito che hanno avuto e che continuano ad avere, per dirne una io ed altri ragazzi al momento ne stiamo leggendo svariati IN INGLESE!). Per capirci , intendo le varie collane ad ambientazione Forgotten Realms, Ravenloft e pure Dragonlance!!

Uno o due cose in più non le avevano da suggerire? No, perché altrimenti in Fanucci si annoiano perché non sanno cosa fare…

Quelle serie sono state pubblicate da Armenia, casa editrice giunta sull’orlo del fallimento e poi acquistata da Il Castello. Colleghi che lavorano in libreria da più tempo di me mi dicono che quando Dragonlance, Forgotten Realms e via dicendo sono giunti in Italia vendevano tantissimo. Io però queste vendite alte non le ho mai viste, il mercato si è pian piano ristretto e solo una manciata di titoli ha continuato a vendere una quantità di copie sensata a giustificarne l’esistenza. Una richiesta di pubblicazione così vasta, come anche quella di un paio di altre persone che hanno fatto liste lunghissime, viene semplicemente ignorata perché non è gestibile. Significa impegnarsi con forza in quella direzione, una direzione fra l’altro che la nuova dirigenza Armenia ha deciso di non seguire. Perché? Suppongo perché ha guardato il bilancio della vecchia gestione e ha deciso di investire altrove.

Alcune persone leggono i libri in inglese? Sai che scoperta, più passa il tempo più sono le persone che leggono in inglese, ma non è la minaccia di leggere un libro in un’altra lingua che può convincere un editore a tradurlo. Piuttosto è il contrario, è la convinzione di poter vendere in italiano a far tradurre. Tutti gli autori di lingua inglese di una certa importanza sono letti nella loro lingua anche da qualche italiano, ma gli italiani che li leggerebbero se fossero tradotti sono abbastanza? Io ho comprato e letto A Dance with Dragons di Martin e gli ultimi tre romanzi della Ruota del Tempo di Jordan sia in inglese che in italiano, non è detto che la lettura in lingua escluda la lettura della traduzione. Ho tutti i romanzi di Guy Gavriel Kay in inglese, anche i cinque che sono stati tradotti, che ovviamente ho pure in italiano, e se dovessero tradurre qualche altro romanzo suo lo comprerei pure in traduzione. Certo non con tutti gli autori faccio così, di solito mi limito a una lingua, ma quanti sono i potenziali lettori dei romanzi di Wizard of the Coast? Vale la pena tradurli?

Al di là di queste relative a Wizard of the Coast, svariate richieste riguardano saghe già iniziate da altri editori, ma è molto difficile mandare avanti senza problemi saghe pubblicate da altri. Prendiamo La resistenza della Gallego García, il primo dei libri che ho citato. Fabbri si è fermata evidentemente perché il libro non vendeva. Fanucci cosa dovrebbe fare, pubblicare il secondo e il terzo volume? Se il primo ha venduto poco, il secondo sarebbe appetibile solo per chi ha già il primo, perché non si inizia una storia dal libro numero due (a meno di errori, e mi sa che almeno una volta ci siamo cascati tutti), perciò i lettori sarebbero quelli di La resistenza meno quelli persi per il décalage. Décalage che è possibile ipotizzare come molto forte in questo caso, perché da un lato molti potenziali lettori non aspettandosi più di trovare il secondo libro della serie in libreria potrebbero semplicemente non notarne la pubblicazione, e dall’altro ci sono storie che si portano avanti nel breve periodo, ma da cui perdiamo interesse se trascorre troppo tempo fra un volume e l’altro. No, l’unico modo per riavere queste saghe, per averle nella loro interezza, sarebbe che l’editore le ripubblicasse dall’inizio come ha fatto Fanucci con La Ruota del Tempo, sapendo che chi ha già il primo volume nella vecchia edizione non lo ricomprerà nella nuova. Un rischio che nella maggior parte dei casi non vale la pena correre. Se una saga è rimasta incompiuta, a meno che non è rimasta incompiuta per problemi dell’editore non legati a quella singola saga, è probabile che non arriverà mai una traduzione. Probabile, non certo.

Nel 2011 Fanucci ha pubblicato Il labirinto di tal James Dashner, e nel 2012 il suo seguito, La via di fuga. Quante copie hanno venduto quei libri? Davvero poche, tanto è vero che sono andati fuori catalogo. La cosa è cambiata nel 2014, con l’arrivo del film Maze Runner. In quel momento quei libri sono diventati un enorme successo, anche se l’ultimo titolo di Dashner sta prendendo la polvere sugli scaffali del negozio. Aspetto solo l’apertura della prima resa, poi lo spedisco quasi tutto indietro all’editore. Io lavoro per il negozio, non per l’editore.

DSCN2275Un bel po’ di richieste riguardano ristampe, soprattutto di Robert Jordan e Robin Hobb. Avete mai preso in mano un volume di La Ruota del Tempo? Fatelo. Guardatelo. Soppesatelo. Quanti di voi leggono Jordan solo a casa per non portarsi dietro quel peso e quell’ingombro? Io compro borsette giganti da una trentina d’anni perché devono avere due requisiti (tre, devono avere anche tante tasche): devono poter contenere un foglio A4 non piegato e devono poter contenere un volume di La Ruota del Tempo. Altrimenti sono inutili. Ora provate a immaginare un ordine normale di una libreria abbastanza grande, 10 copie (e noi delle novità abbiamo sempre ordinato un numero molto più alto). Quante scatole servono per contenere quei libri? Quanto spazio portano via? Se io metto sul tavolo in negozio Novecento di Alessandro Baricco posso esporre trenta copie. Se metto sul tavolo L’avvocato canaglia di John Grisham posso esporre dieci copie perché il libro è più spesso e non posso certo fare sul tavolo una torre più alta del cliente. Se metto Memoria di luce posso esporre tre, forse quattro copie. Un libro grosso mi crea problemi di gestione dello spazio. Nell’ultimo spostamento di reparti effettuato nel negozio in cui lavoro ho vinto scaffali poco profondi. Mentre prima esponevo di faccia tre copie dei libri di Jordan (o anche de Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien) ora ho spazio solo per due copie. Ma posso stare con sole due copie di Il signore degli anelli in negozio? Visto che la risposta è no mi ritrovo a dover scegliere se fare una doppia (o anche tripla) esposizione o a tenere alcune copie in magazzino.

Torniamo a Jordan. Provate a immaginare di stampare migliaia di copie del libro per tutte le librerie d’Italia. Le più piccole ordineranno una copia sola, o non lo ordineranno per niente, le più grandi arriveranno magari a 50 copie (cifra a volte da noi superata). Quanta carta serve per stampare questi libri? Quanto inchiostro serve? Quante scatole per imballarli? Quanto spazio in magazzino? Quanti camion per il trasporto? Quando Jordan è venuto a fare una presentazione nel negozio in cui lavoro io ho portato in sala eventi due carrelli enormi con i suoi libri, ed è stato un lavoro impegnativo. Erano solo quattro titoli, di L’ascesa dell’Ombra abbiamo venduto circa metà copie, di L’Occhio del Mondo, La grande caccia e Il Drago rinato solo una manciata. Cosa significa per tutti noi lavorare con quelle copie? Produrle e spostarle, con tutti i costi e le difficoltà logistiche connesse. Ecco, prima di ristampare un volume di quelle dimensioni Fanucci ci pensa parecchio perché presenta costi e difficoltà logistiche notevoli.

Ora immaginiamo un lettore che scopre una saga la cui pubblicazione è iniziata qualche anno prima. In libreria trova una manciata di volumi e poi a un certo punto è costretto a fermarsi. Il libro che gli interessa non si trova più. Nell’ipotesi migliore la libreria lo ha semplicemente terminato in quel momento. Vendiamo libri tutti i giorni, e nella maggior parte dei casi i libri sono presenti in negozio in una sola copia. Lo spazio in una libreria è limitato, come sapete anche voi. Quando a casa avete finito gli scaffali e comprate un nuovo libro dove lo mettete? O lo lasciate in giro, o inventate un nuovo posto per i libri, o regalate qualche libro vecchio. Noi non lasciamo in giro, non possiamo stringere le pentole perché i libri hanno bisogno di più spazio (non so quante volte mia mamma ha scoperto all’improvviso che una certa anta di mobile non era più sua) e rendiamo all’editore, ma dobbiamo anche fare attenzione a quel che teniamo. Se di un libro vendo una copia al mese (per la maggior parte dei libri la cifra è più bassa) in negozio ne tengo una copia. Quando la vendo la riordino e per cinque-sei giorni sono senza quel libro. Visto che ne vendo una copia in 30 giorni è improbabile che qualcuno mi chieda quel libro in quei sei giorni che non c’è, e se anche me lo fa basta un controllo per dirgli che il libro arriverà a breve. Se le cifre di vendita sono più alte le copie che teniamo in negozio sono di più, ma nessuna cifra è una garanzia. Quando un’insegnante assegna come lettura ai suoi ragazzi un libro diverso dai soliti, di cui abbiamo abbondanti pile, i primi che vengono a chiederci quel libro lo trovano, gli altri no.

A volte non ci siamo accorti di aver terminato un libro, o lo abbiamo deliberatamente ignorato perché vendeva troppo poco, ma quando ci viene richiesto lo ordiniamo. Se il libro è disponibile in casa editrice il libro ci viene spedito, noi lo vendiamo, il cliente legge e siamo tutti felici. Se non è disponibile entriamo nel campo delle incognite. Ogni distributore fa a modo suo, c’è chi tiene le prenotazioni in carico in eterno, chi due-tre mesi, chi non tiene prenotazioni. Una prenotazione tenuta in eterno è inutile, molta gente quando passa troppo tempo non vuole più il libro, o perché lo ha trovato altrove o perché non gli interessa più. Una prenotazione non tenuta è un problema, perché noi non possiamo ricordarci ogni libro. Ordiniamo decine di titoli diversi tutti i giorni, è ovvio che a meno di casi particolari non possano rimanere in testa, perciò se il distributore non ci spedisce il libro noi non ce ne accorgiamo neppure, anche perché quasi nessun distributore ci segnala che non ci manderà un libro da noi richiesto. Poi ci sono le prenotazioni che durano tre mesi. Il distributore magari ora non ha il libro, il mese prossimo una libreria di un’altra città glie ne rende una copia, lui improvvisamente ce l’ha e me la manda. A volte i libri arrivano dopo una lunga attesa per questo meccanismo, o perché l’editore ha inviato altre copie al distributore. Ma se il libro è esaurito e non ce l’ha nessuno in negozio non mi arriverà mai, a meno che l’editore non fa una ristampa.

Perché non la fa?

Perché non è sicuro di venderla. Io cancello dalla memoria i libri che non mi arrivano semplicemente perché sono talmente tanti che non c’è spazio per tutti. A meno che non è un libro che interessa a me, o che mi viene richiesto spesso, lo dimentico e di conseguenza non lo rifornisco più. L’editore lo può anche ristampare, ma se io non so che lo ha ristampato e non glie lo chiedo in negozio non arriva, e la polvere si accumula nel magazzino dell’editore. Una serie citata in questi commenti è quella di James S.A. Corey. Fanucci ha pubblicato cinque libri, che io ho sempre cercato di rifornire. A un certo punto il primo romanzo, Leviathan. Il risveglio, si è esaurito e il rifornimento non mi è più arrivato. Mi occupo io di fantascienza, so chi è Corey (chi sono le due anime di Corey), ma dopo aver inserito a computer l’ordine di rifornimento ho cancellato il libro dalla testa e non ci ho più pensato, anche se in negozio avevo gli altri libri della stessa serie. Solo quando me lo ha chiesto un cliente ho fatto un controllo, visto che il mio ordine non era mai arrivato, verificato che il libro fosse nuovamente disponibile perché nel frattempo Fanucci lo aveva ristampato, e inserito un nuovo ordine. Senza quel cliente il libro da me non sarebbe tornato, e Fanucci avrebbe venduto qualche copia in meno. Non solo quella di quel cliente, ma anche le altre che ho ordinato. Quando cercate un libro chiedetelo al vostro libraio, magari ve lo può procurare, e magari con quell’ordine per voi fa felice anche qualcun altro perché ricomincia a venderlo regolarmente in negozio.

Poi ci sono i commenti che riguardano la qualità:

Perché lo urban-fantasy non è tutto donne arrapate, vampiri erotomani e mannari in calore, che sia maledetta la moda e voi che gli andate dietro invece di guidarla! Lo urban-fantasy sono grandi storie dove il fantastico cammina mano nella mano con la nostra realtà e i sogni prendono vita e se voi non lo pubblicate io piango. E non lo volete, io lo so.

Lasciamo stare la nota conclusiva fra lo spiritoso e il supplichevole, come detto l’editore deve guadagnare. Se un libro vende per l’editore ha senso pubblicarlo, anche se si intitola Cinquanta sfumature di grigio. Non che io l’abbia letto, però questa recensione mi ha fatto morire dal ridere: http://www.fantasymagazine.it/17167/cinquanta-sfumature-di-grigio. Posso pensare quello che voglio della trilogia della signora E.L. James, ma le vendite dei suoi libri sono di gran lunga superiori a quelle dell’intero reparto fantasy. Si possono ignorare libri così? Da lettori sì, si dovrebbe, ma per chi ci lavora sono fonte di guadagno assicurato, perciò è normale per un editore seguire le mode, anche se si dovrebbe far attenzione a non adeguare l’intero catalogo alla moda del momento. Ci sono libri più forti a livello commerciale che aiutano a tenere in piedi la struttura, altri che si pubblicano perché si crede in loro a livello di testo. Le due anime devono convivere, ma come sempre trovare un equilibrio è difficile.

Mi piacerebbe leggere anche i Dragonieri di Pern, sinceramente investirei meno sul fantasy Teen–Urban eccetera per dare voce alle VERE SAGHE di altissima qualità.

Domanda: quali sono le VERE SAGHE di altissima qualità? A me dell’urban fantasy importa ben poco, a dir tanto avrò letto una ventina di libri appartenenti a quel genere, ma ho visto molti commenti di lettrici che lo amano, compresa l’ultima di cui ho riportato il commento. Steven Erikson viene riconosciuto come un autore di qualità, ma a me annoia. Io amo George R.R. Martin, ma ho letto commenti di molta gente che non lo sopporta. Chi è che decide cosa è di qualità? Io? Tu? Il consenso generale dei lettori? Ti ricordo che non puoi fidarti delle scelte della massa, altrimenti dovremmo iniziare a pensare che la trilogia delle Sfumature è un capolavoro. E perché escludere quello che vende? Shadowhunters di Cassandra Clare, Hunger Games di Suzanne Collins, Divergent di Veronica Roth e in passato Twilight di Stephenie Meyer e Il diario del vampiro di Lisa Jane Smith sono tutti teen che hanno fatto un gran bene alle finanze delle rispettive case editrici, delle librerie, e che hanno reso felici un buon numero di ragazzini che li hanno letti. Magari qualcuno di loro arriverà anche a leggere i libri che piacciono a te, ma se agli adolescenti piacciono certi libri e li comprano l’editore deve tenerne conto.

Altri lettori chiedevano la ristampa di classici, in un caso facendo notare pure che sono di pubblico dominio. Fra il 2014 e il 2016 Mondadori ha ristampato una manciata di titoli di Isaac Asimov, Pierre Boulle, Ursula K. Le Guin, Arthur C. Clarke, Robert A. Heinlein, John Wyndham e Alfred Bester. Non è che abbiano venduto granché, come non hanno venduto granché in quest’ultima decina d’anni Tito di Gormenghast di Mervyn Peake pubblicato da Adelphi, L’ultimo unicorno di Peter S. Beagle pubblicato da Kappa, La morte dell’erba di John Christopher pubblicato da Beat, Noi di Evgenij Zamijátin pubblicato da Voland, La grotta di cristallo e Le grotte nelle montagne di Mary Stewart pubblicati da Elliot, La pietra magica di Brisingamen di Alan Garner pubblicato da Filadelfia e La spada spezzata di Poul Anderson pubblicato da Fanucci, e probabilmente se ci penso mi viene in mente qualche altro titolo. Il problema è che la maggior parte dei lettori è interessata alle novità, coloro che vogliono riscoprire vecchi classici o acquistare un libro che magari già conoscono ma che attualmente non è in commercio sono troppo pochi perché siano commercialmente rilevanti.

Insomma tutte le richieste di pubblicazione di libri che abbiamo fatto quasi certamente verranno ignorate e l’editore farà quel che ha sempre fatto: pubblicherà ciò che gli pare. Sanderson, abbiamo visto, da noi vende troppo poco per essere considerato un autore importante, anche se con The Stormlight Archive raggiunge il primo posto nelle classifiche di vendita del New York Times e con gli altri libri si piazza comunque in classifica. Non vende bene, venducchia. Per avere qualche possibilità di essere pubblicato un autore avrebbe dovuto ottenere più consensi di Sanderson, peccato che non ci sia riuscito nessuno. Questi sono gli autori più citati nei commenti:

Brandon Sanderson (65 volte);

Kresley Cole (32 volte);

Sherrelyn Kenyon (27 volte);

Lara Adrian (21 volte);

Larissa Ione (20 volte);

Jeaniene Frost (18 volte);

Robin Hobb (17 volte, dubito che Fanucci pubblicherà altre novità visto che gli ultimi due romanzi sono stati pubblicati da Sperling & Kupfer, e viste le vendite non so quanto a lungo andrà avanti con le pubblicazioni la nuova casa editrice);

Karen M. Moning (13 volte);

Iain M. Banks (12 volte);

Michael Moorcock (12 volte);

Guy Gavriel Kay (11 volte);

Ann Leckie (10 volte).

Gli altri hanno avuto ancora meno richieste. Vedremo altre traduzioni? Può darsi. Se dall’opera di uno di questi autori dovesse essere tratto un film o una serie televisiva di successo è probabile, altrimenti è difficile. Fanucci ha fatto parlare i lettori, se su qualche autore era indeciso ora può orientarsi con più cognizione di causa, ma certo non possiamo pensare che un autore sarà sicuramente pubblicato perché lo abbiamo proposto all’editore. Quello che possiamo fare, se un autore ci piace, è comprare i suoi libri, per noi e per regalarli ad amici, e cercare di convincere tutte le persone che hanno gusti simili ai nostri, e che potrebbero apprezzare quei libri, a comprarli. Solo se guadagna un editore pubblica, altrimenti può fare cose che a qualcuno sembrano assurde come interrompere una serie e ignorare totalmente libri bellissimi.

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12 risposte a Fanucci: si accettano suggerimenti dai lettori

  1. salazer28 ha detto:

    Articolo che definirei appassionante, l’ho letto con enorme curiosità dall’inizio alla fine. Peccato essermi perso l’iniziativa di Fanucci, ma continuo a star meglio senza Facebook.

    Tornando al tuo pezzo, avrei una domanda: nel computo delle vendite totali sono considerate anche le copie in eBook? Immagino non cambi granché, ma proprio Fanucci propone spesso importanti sconti sul catalogo digitale, e tutti i libri di Sanderson vengono spesso lanciati a 0,99€ o 1,99€. Questo ha minimamente influito sulle vendite (che immagino, comunque, portino un guadagno davvero scarso).

    Grazie e ancora complimenti.

    • Lavoro in una libreria e tutti i controlli che ho fatto su internet li ho fatti sui volumi cartacei, non so quale sia l’impatto dell’ebook e onestamente non capisco neppure le varie promozioni a 0,99 o 1,99 €. Una volta notato che l’editore effettua periodicamente offerte di questo tipo che senso ha comprare l’ebook a prezzo pieno? Basta aspettare un po’ e lo si paga davvero poco.
      Certo, con queste offerte io ho ricomprato gli interi cataloghi di Jordan e di Sanderson perché la cifra che spendevo era abbastanza ridotta, mentre non avrei mai comprato quegli ebook a prezzo pieno perché per quelle storie avevo già speso, a mio giudizio, abbastanza soldi (ho sempre comprato la prima edizione, non i tascabili). Un guadagno basso con questi ebook, per Fanucci, è stato meglio di niente.
      Però ho comprato in offerta anche Steve Bain e Anthony Ryan, che invece non ho in cartaceo, perciò per quei tre romanzi io ho speso poco e Fanucci ha guadagnato poco.
      Secondo me avrebbe più senso fare la promozione solo sul primo volume di una saga, in modo da invogliare i lettori a provare la lettura. Poi, se un lettore sa già che una saga gli piace, in genere è disposto a comprarla anche a prezzo pieno.

  2. Simone Fileni ha detto:

    Ho visto il post ma non essendo iscritto a Facebook non ho potuto aggregarmi; per Sanderson soprattutto ma anche per altri autori. Una domanda: nel caso di Rothfuss i diritti li hanno persi o li hanno ceduti? Comincio ad aver paura che possa accadere anche per altri autori.

    • Sei iscritto alla newsletter Fanucci? Dal tuo commento sospetto di no, io il giorno dopo aver visto il messaggio su Facebook ho ricevuto una mail (due per la verità, in due caselle di posta diverse) che mi invitava a rispondere compilando la mia wishlist.
      Quella sui diritti è una domanda a cui potrebbero rispondere dagli uffici Fanucci, non certo io. Rothfuss comunque da noi vendeva più di Sanderson, non rinnovare i diritti se sono scaduti non mi sembra una bella idea. Erano scaduti? E chi lo sa? The Wise Man’s Fear è del 2011, ipotizzare un contratto di cinque anni non è un’assurdità, ma in Rothfuss sembra credessero, alcuni anni fa lo avevano anche invitato in Italia.
      Io ormai al di là dei prossimi volumi di Le cronache del ghiaccio e del fuoco non do più per scontato che un libro che mi interessa verrà pubblicato, mi limito a essere felice (e comprare e leggere) quando questo accade. Ho visto troppi autori che mi piacciono non più tradotti per poter dare per scontato che chiunque verrà tradotto ancora. Non per niente ho imparato a leggere in inglese…

  3. Francesco ha detto:

    Sono d’accordo su tutto ciò che dici.
    Io sono una delle persone che ha chiesto Brandon Sanderson.
    Credo tuttavia che la Fanucci vada criticata per la mancanza di chiarezza sui suoi piani futuri. A tal proposito, ho creato una petizione.
    Spero possiate aiutarmi e firmarla. Puó anche essere un’occasione per capire quanti sono gli amanti di Sanderson.
    Grazie
    https://www.ipetitions.com/petition/fanucci

    • A volte sospetto che molti editori navighino un po’ a vista, pubblicano un libro, vedono come va e poi decidono cosa fare. Ho visto libri annunciati più volte e mai pubblicate, date di pubblicazione annunciate, posticipate, poi anticipate, poi di nuovo posticipate… titoli e copertine cambiate, libri richiamati in resa il giorno stesso della pubblicazione perché l’editore si è accorto di aver combinato qualche pasticcio, pagine o fascette inviate a parte con richiesta di inserirle nel tal libro per rimediare a un errore… Secondo me non è che sono poco chiari, è che proprio non sanno cosa faranno.

  4. Francesco ha detto:

    In piú riguardo Sanderson e la Fanucci c’è un aspetto che hai tralasciato. Fanucci deve metterci il suo.
    In Spagna Sanderson ha successo quindi. La situazione di partenza in Spagna e Italia è la stessa: In entrambi i casi si leggono traduzioni e non credo in Spagna vi sia una tradizione fantasy più fondata della nostra. Semplicemente lì si è fatto conoscere l’autore, si è fatto sì che i suoi libri fossero disponibili e il successo è venuto da sè. Qui se Sanderson non ha successo è perché la gente non lo conosce, perché la gente non lo ha mai provato e non perché alla gente non piace. Sanderson non deve vendere da solo, la casa editrice deve fare il suo. Far conoscere l’autore è responsabilità della casa editrice.
    La Fanucci come spera che la gente impari ad amare Sanderson per la prima volta? Come faccio a conoscere il nome di Sanderson se non con il passaparola? Inoltre mettiti nei panni di un lettore che tramite internet ha conosciuto il nome di Sanderson; egli penserà “bene, a detta di tutti la sua saga migliore è le cronache della folgoluce, andiamo a comprarlo! Oh, ma non è disponibile” non un buon incoraggiamento per un nuovo lettore di Sanderson. In più, fino all’estate scorsa questo ipotetico lettore avrebbe avuto problemi simili anche a reperire Mistborn.
    Sanderson ha il potenziale di avere grandi vendite, ma c’è bisogno che qualcuno in Italia investa pesantemente in lui per farlo conoscere e Fanucci non lo sta facendo.

    https://www.ipetitions.com/petition/fanucci

    • Mi sa che Fanucci (come la quasi totalità degli editori) in promozione investe ben poco, non solo su Sanderson. Il problema principale sono le tirature basse, poco superiori all’ordine iniziale delle librerie, e la mancanza di ristampe, elementi che portano qualsiasi libro che ha un successo appena superiore alle aspettative a diventare introvabile.

  5. Paolo (Seme Nero) ha detto:

    Vorrei capire una cosa, magari è ingenuità mia perché, per quanto apprezzi il fantasy non mi posso dire un lettore informato né tanto meno un esperto, ma chiedo: esistono solo saghe, per il fantasy? Tra l’altro saghe di 15 volumi già di per sé di dimensioni gargantuesche?

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