Brian Selznick: La stanza delle meraviglie

Il segreto di Houdini è incentrato sul grande illusionista. La straordinaria invenzione di Hugo Cabret è legato alla nascita del cinema. Il tesoro dei Marvel parla di teatro. A quanto pare nelle sue storie Brian Selznick si tuffa in alcuni elementi che costituiscono la nostra cultura e ce li fa conoscere meglio.

Il suo stile è abbastanza peculiare, composto di immagini e parole. Ancora immaturo in Il segreto di Houdini, in cui le immagini sono al servizio delle parole, sviluppato in modi diversi nelle opere successive. In La straordinaria invenzione di Hugo Cabret parole e immagini si alternano ogni poche pagine portando avanti entrambe la stessa storia. In Il tesoro dei Marvel la prima lunga sezione è un romanzo storico sviluppato unicamente con le immagini, la seconda è una vicenda contemporanea solamente scritta che, da un certo punto in poi, ci fa capire il valore della vicenda storica, e si conclude con un’altra sezione interamente disegnata.

La stanza delle meraviglie è una via di mezzo fra queste due impostazioni: testi e disegni si alternano ogni poche pagine, ma mentre la storia per immagini inizia nel 1927 quella scritta è ambientata cinquant’anni più tardi, nel 1977. La stanza delle meraviglie è uno di quei gabinetti di curiosità che, accuditi e ingranditi amorevolmente dalle persone colte dei secoli passati, hanno dato vita ai musei. Ancora cultura quindi in due storie che si intrecciano fra loro. C’è però un altro elemento fondamentale in questo romanzo: la sordità. La bambina protagonista della sezione disegnata è sorda, mentre il bambino protagonista dell’altra metà della vicenda è nato sordo da un orecchio, ma se l’orecchio buono ha problemi allora la situazione si complica…

Le mie bimbe frequentano una scuola elementare specializzata proprio sui problemi dell’udito. Ci sono molti bimbi sordi al suo interno, anche se Alessia ha avuto un compagno non udente (per essere politicamente corretti, come se la parola sordo fosse un insulto e non la semplice enunciazione di un problema fisico. Sarò io che con il politicamente corretto ho sempre problemi…) solo per un anno, in terza, e Ilaria almeno per ora non ne ha nessuno. Quel bambino, sempre allegro, aveva conquistato le simpatie di tutti, e per un anno la classe ha fatto regolarmente lezione di LIS. Se siete curiosi potete trovare un dizionario di LIS (lingua dei segni italiana) qui: http://www.dizlis.it/. Purtroppo Jonathan si è trasferito all’estero dopo solo un anno, e con la sua partenza dalla classe è sparito anche l’insegnante (ancora presente, giustamente, nelle classi di bambini sordi). Ora quando non vogliono farsi capire dai genitori le bambine comunicano fra loro in LIS. Ho anche un collega quasi del tutto sordo, per fortuna lui è bravissimo a leggere il labiale perciò basta stargli davanti per riuscire a parlare senza problemi.

L’intermezzo personale è servito a dire che un libro che parla di sordi va a toccare mie esperienze dirette, anche se per fortuna nessuno in famiglia ha problemi di udito. Anche solo conoscere persone che hanno problemi, però, aiuta a capirli un po’ meglio, a sentirli un po’ più vicini.

Lo stile di scrittura di Selznick è semplice, al punto che lo si percepisce poco. Non ci sono grandi descrizioni, i dialoghi sono ridotti all’essenziale – e visti i precedenti lo sarebbero anche se i protagonisti fossero tutti dotati di orecchie perfettamente funzionanti – e tutto è delineato con chiarezza ma anche con semplicità. L’aria di mistero è legata alla trama, al desiderio del protagonista di scoprire qualcosa di più del suo passato. I disegni sono rigorosamente in bianco e nero, quindi non c’è il colore che possa attirare l’attenzione, giocare con le emozioni. Il tratto incrociato è ben visibile e definisce forme realistiche che illustrano , narrano, e che colpiscono per quanto sanno parlare, al di là delle parole.

Man mano che le due vicende proseguono si notano sempre più contatti fra loro, fino a intrecciarsi completamente. Ancora una volta Selznick ha realizzato un ottimo libro. Il sito ufficiale: http://www.wonderstruckthebook.com/.

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