Fulvio Gatti: I nerd salveranno il mondo

I nerd salveranno il mondo, almeno secondo Fulvio Gatti. Davvero? Secondo la quarta di copertina del libro

Fino a pochi anni fa i nerd erano individui che la maggioranza della gente riteneva un po’ strani per via delle loro passioni spesso maniacali. Per questo e per la loro scarsa attitudine alla socializzazione – il web era ancora di là da venire – i nerd vivevano immersi nei loro mondi alternativi. Da qualche anno, invece, si è compiuta quella rivincita dei nerd ipotizzata in un vecchio film del 1984. Oggi la cultura nerd è ovunque, ha contaminato l’immaginario collettivo fino a prenderne le redini e tutti possiamo dirci nerd. Sì, ma fino a che punto? E cos’ha reso possibile una simile rivoluzione? Fulvio Gatti cerca di spiegarlo e trova quattro concause scatenanti: Star Wars, i film di supereroi, The Big Bang Theory e Internet. È grazie ad essi se il nerdismo è stato sdoganato al punto di diventare la risposta a tutti i mali dell’industria dell’intrattenimento. Ma con l’orgoglio del nerd della prima ora, lo stesso autore ipotizza e auspica di andare oltre, verso un nuovo inizio, magari in qualche altra galassia lontana lontana…

Chi è un nerd?

Scarsa attitudine alla socializzazione. Ce l’ho.

Mondi alternativi? Ce li ho.

Passioni maniacali? Io preferirei dire passioni intense.

Sono nerd? Sì, forse, anche se fra le spiegazioni del termine che ho trovato su internet si parla di modesta prestanza fisica e aspetto insignificante, e anche se nessuna modella ha mai invidiato il mio aspetto (tranne forse che per le gambe, quelle sì notevoli fino a qualche anno fa) parlare di aspetto insignificante mi sembra un po’ riduttivo, e pur non essendo mai stata una campionessa in nulla a livello atletico ho sempre avuto una buona resistenza, almeno quanto bastava per fare l’intera Stramilano di corsa; quanto alla supposta notevole inclinazione per le nuove tecnologie, si tratta di un settore in cui sono un vero disastro. Forse le definizioni date così, dall’esterno, sono un po’ troppo rigide per essere applicate a tutti. Allora cos’è un nerd? E di cosa parla di libro di Gatti?

I nerd salveranno il mondo è, quasi nella sua totalità, un saggio. Quasi, in fondo c’è un test che dovrebbe stabilire se il lettore è un nerd, e io l’ho superato a pieni voti. E poi fra un capitolo e l’altro ci sono brevi inserti narrativi in cui lo scrivente si immagina rapito da un mostro dagli occhi d’insetto (per la verità non ricordo il dettaglio e non ho voglia di controllare, ma il mostro dagli occhi d’insetto è uno dei cliché della fantascienza pulp, perciò un vero nerd non può immaginare un mostro diverso) che lo interroga per capire meglio i terrestri prima di mettere in atto piani malvagi che prevedono, fra l’altro, la vivisezione dello scrivente. Un tipo di struttura che non mi piace, come avevo già scritto quando avevo commentato Potterologia.

Fantastico - copDEFQuando leggo un saggio voglio leggere un saggio, non narrativa travestita da inserto divertente. Al di là della constatazione che io non amo i libri umoristici, cosa che ho scoperto diversi anni fa, su certe cose per me sono importanti serietà e competenza. Mi spiace che Fabio Pinton, il fondatore e proprietario della casa editrice Runa, quando ha pubblicato su youtube il video della presentazione presso Strani Mondi dell’antologia saggistica multiautore Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi, abbia tolto quasi tutta la parte introduttiva di Marina Lenti. Suppongo avesse paura di annoiare chi lo avrebbe visualizzato con un video troppo lungo, senza dimenticare che in quel momento Marina citava anche libri pubblicati da altri editori, Potterologia e pure Hobbitologia, che sarebbe arrivato in libreria di lì a un mese, perciò per Pinton quella parte poteva non essere fondamentale, ma per me quell’introduzione era molto interessante. Parlava della considerazione critica intorno al fantasy, nei paesi anglosassoni e in Italia, spiegando come noi siamo molto arretrati. Se vogliamo essere presi sul serio dobbiamo prima di tutto porci noi in modo serio. Va bene giocare, nel giusto contesto, ma un saggio dev’essere un saggio. Quando io scrivo, al di là del piacere di essere pubblicata, lo faccio per indicare cose che per me sono importanti. Non sempre, a volte su FantasyMagazine scrivo articoli perché il giornale deve pubblicare determinate notizie, o scrivo qui con tono scemo perché sto scherzando fra amici (o con persone più nerd di me), ma un saggio è e deve rimanere un saggio.

Al di là della manciata di pagine narrative, cosa mi rimane di questo libro?

Davvero poco. Gatti parla di un bel po’ di serie televisive di cui ho solo sentito parlare ma che non ho mai guardato, di Star Wars (con una spada laser in copertina non farlo era impossibile, e poi chi è più nerd di un fan di Star Wars?), dei personaggi Marvel (e io ho smesso di leggere fumetti di supereroi quasi quarant’anni fa e non guardo i relativi film) e di un’infinità di altre opere. A un certo punto per spiegare meglio la situazione italiana tira pure in ballo Emilio Salgari, e la cosa su di me fa un certo effetto. Salgari è morto nel 1911, perciò nel 2011 è stato tutto un fiorire di celebrazioni per il centenario. Fa un po’ effetto pensare alle celebrazioni ora quando lo scrittore si è suicidato per problemi economici che lo avevano fatto sentire un fallito, ma quell’anno di manifestazioni ed eventi dedicati a lui ce ne sono stati tanti. Fra l’altro largo spazio a Salgari è stato dedicato a Lucca Comics & Games, tanto è vero che Effemme gli ha dedicato il numero uscito in quei giorni. Io non ne ero tanto convinta, non per scarsa considerazione nei confronti dello scrittore ma perché avrei voluto parlare di un autore più fantasy, ma come mi ha fatto notare Emanuele Manco la decisione non spettava a me. Forzata a scrivere di un autore che avrei ignorato – per la verità avrei potuto scrivere d’altro, accanto alla sezione tematica Effemme ha sempre avuto una sezione a tema libero, ma ho sempre cercato di dedicare almeno un articolo al tema del numero – ho sguisciato. Sono partita da Salgari e ho parlato d’altro. Se voglio in qualche modo aggirare un argomento lo faccio, in questo caso l’ho fatto con un articolo che mi è piaciuto molto scrivere e di cui sono ancora soddisfatta: Jolanda e le sue figlie: eroine in cerca d’avventura. Se volete un assaggio della prima pagina di ciascun saggio lo potete trovare qui: http://www.fantasymagazine.it/15545/effemme-4.

La rilettura di Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, fatta apposta per scrivere l’articolo, ha in parte cancellato i bei ricordi d’infanzia, ormai sono troppo cresciuta per quelle storie, ma Effemme ha riportato pienamente alla mia attenzione Emilio Salgari. Ho pure scritto un articolo su di lui per FantasyMagazine (http://www.fantasymagazine.it/15638/emilio-salgari-o-dell-avventura) per cercare di attirare maggiori attenzioni sulla rivista. Quindi ritrovarmi Salgari in I nerd salveranno il mondo fa inevitabilmente andare la mia mente ai miei rapporti con Salgari.

Un aspetto che contraddistingue questo libro è proprio quello che ci riposta in mente: visto il titolo e l’argomento inevitabilmente viene letto solo da chi ha già un forte interesse per un certo tipo di narrativa, che sia romanzesca o cinematografica, perciò tutti abbiamo parti che ci colpiscono più di altre. Per me era troppo poco, se sono nerd lo sono su altre opere, ma questo è un aspetto soggettivo. Quel che mi è spiaciuto è stato la mancanza di un vero approfondimento. Gatti cita opere, autori, ma spesso è solo una carrellata, magari butta lì un paio di frasi per inquadrare meglio ciò di cui sta parlando ma scappa via troppo presto. Se si è interessati a un elenco di opere, da approfondire altrove, il libro fornisce un bel po’ di spunti, ma per un approfondimento purtroppo bisogna davvero andare altrove.

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2 risposte a Fulvio Gatti: I nerd salveranno il mondo

  1. Sara ha detto:

    Salgari è morto nel 2011?

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